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Full text of "Rerum italicarum scriptores : raccolta degli storici italiani dal cinquecento al millecinquecento"

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in 2011 with funding from 

University of Toronto 



http://www.archive.org/details/p2rerumitalicaru28card 



RERUM ITALICARUM SCRIPTORES 



RACCOLTA 



DEGLI 



STORICI ITALIANI 



dal cinquecento al millecinquecento 



ORDINATA 



DA 



L. A. MURATORI 



"f + + 



NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA AMPLIATA E CORRETTA 



CON LA DIREZIONE 
DI 

GIOSUÈ CARDUCCI e VITTORIO FIORINI 

$ * 

TOMO XXVIII (Mittarelli) - P. II 
(PETRI CANTINELLI CHRONICON) 




CITTA DI CASTELLO 

COI TIPI DELL' ED 1 TORE S. LA PI 

* * * 
M. DCCCCII 



PETRI CANTINELLI 
CHRONICON 



[AA. 1228-1306] 



A CURA 



DI 



FRANCESCO TORRACA 



* 



CITTA DI CASTELLO 

COI TIPI DELL' EDITORE S. LAPI 

* * * 

r 

M. DCCCCII 




NOV 15 1949 
15103 



PROPRIETÀ LETTERARIA 



A LA MEMORIA 

DI 



LUIGI TORRACA 

MIO PADRE 



(1803-1864) 



T. XXVIII (MlTTARELLl), p. II — A, 



PREFAZIONE 



IV 7 

^L el 1889, trovandomi in Romagna, a Forlì, mi venne il desiderio di rac- 

^L coglier notizie e documenti de' molti romagnoli, che Dante nominò nella 
Divina Commedia. Lessi allora per la prima volta la cronaca di Pietro 
5 Cantinella nel volume, che il camaldolese Giovanni Benedetto Mittarelli volle ag- 
giungere alla grande raccolta muratoriana l . Molto vi imparai, e largamente me ne 
servii, allora e dopo, in certi miei studi danteschi, parte già pubblicati 2 parte ancora 
inediti. 

La simpatia, che il cronista m'ispirò, e la riconoscenza, che gli dovevo, mi fecero 
10 più volte augurare una ristampa dell'opera sua, condotta in modo da purgarla degl'in- 
numerevoli errori, che, nell'edizione del Mittarelli, la deturpano; ma non pensai a 
provarmi io stesso alla non facile impresa. Questo pensiero ebbero, al principio del 
1901, i nuovi editori dei Rerum Italicarum, e me lo espressero così da persuadermi 
a mettermi volenteroso a un lavoro, che l'indole de' miei soliti studi e le non leg- 
15 gere cure del mio uffizio mi consigliavano di lasciare ad altri, più esperti di me e 
meno occupati. Non spetta a me giudicare se l'effetto corrisponda al desiderio loro; 
ma è loro il merito se questa ristampa si è fatta, e qualche vantaggio potrà recare agli 
studi storici. Essi l'hanno voluta; essi mi hanno ottenuto in prestito dal Municipio 
di Gubbio, che ora lo possiede il codice autogralo della cronaca; essi mi hanno in 
20 più altri modi aiutato. 



Il manoscritto è rilegato in pergamena: due forellini in ciascuna delle guardie 
lasciano passare nastri, ora sfilacciati, che servivano a chiuderlo. Sulla prima guardia, in 
alto, si legge A; sul dorso: A | ISTORIA DI COSE | NOTABILI, E RECON | DITE 
F. DEL | CANTINELLI, le ultime due parole di, altro carattere, in inchiostro più 
25 sbiadito. Il legatore aggiunse al principio e alla fine alcune carte bianche, delle quali 
restano sei al principio e quattro alla line. Sul recto della seconda carta, in alto, sì 



1 Ad Scriptores rerum italicarum ci. Muratori Accei- 2 Avrò, man mano, occasione di citarli nelle note- 

siones historicae Faventinac. Venetiis, MDCCLXXI. alla cronaca. 



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IV PREFAZIONE 



legge : Ca. 42. /05 t. Petrus Canthinelli Auctor ■praesentis Chr onice Bononiensis, 
et Faventinaex le carte ricordate sono quelle, in cui Pietro si nomina. 

Il manoscritto misura 0,14X0,21: il tempo e l'uso frequente hanno arroton- 
dato gli angoli delle carte, consunto e spesso sfrangiato i margini esterni. La 
descrizione, che ne ebbe da Gubbio il Mittarelli, è generalmente esatta. " Constat 5 
" codex Eugubinus centum quadraginta et una paginis, sed primae tresdecim paginae 
" a multo tempore avulsae sunt; quare a pagina quartadecima initium sumit superstes 
" exemplar, et ab anno 1229. Non caret probabilitate Cantinellum auspicatum fuisse 
" Chronicon suum ab anno 1200, vel etiam ab anno 1188. quo primum in aliis chronicis 
" leguntur nomina et gesta Potestatum Bononiensium, atque propterea ipsius chroni- 10 
" con deperditum esse ab iis annis ad annum 1229. Producitur vero usque ad an- 
" num 1300. pauca etiam superadduntur, quae pertinent ad annum 1306. Haec tamen 
" additio vel alterius continuatoris, vel alterius chronici pars est, vel si ipsius Can- 
" tinelli, desideratur historia ab anno 1300 ad 1306. Ad eumdem annum 1300 in- 
" serta est historia * Soldani et Saracenorum, qui eo anno debellati fuere a regibus 15 
" Tartarorum et Armeniae, vindicato sanguine Christianorum, et recuperata ex corum 
u manibus Terra sancta, quam invaserant. . .. Pariter a pag. 24. transitus fit in Co- 
u dice ad paginam 28.... Pagina 41. omnino deficit; liane supplevimus ex alio Chro- 
a nico Foroliviensi ; deficit similiter pars pag. 43. ita demum folium integrum desi- 
u deratur in Forma sententiae latae per Nicolaum III. Romanum pontificem super pace 20 
K civitatis Bononiae ad annum 1279. Aliqua pagina in partem est recisa, aliqua, ut 
u diximus, conspurcata „. La colpa di aver macchiato, e, in molti luoghi, reso indeci- 
frabile la scrittura, fu apposta dal Mittarelli a Guidobaldo Angelini, che primo copiò 
il codice nel secolo passato : " bene vero post ipsum Angelinum maxima ex parte 
a (codicem) deperditum dici posse ; cum enim Angelinus, teste eius successore in prae- 25 
" fectura Bibliothecae Iacobo Fondi, tribus quandoque, et quatuor perspicillis uteretur, 
u quo facilius resilerent, conspicuioresque redderentur aliquantulum evanidi characteres, 
" et insuper rudi spongia imbuta gallis quercinis paginas conspergeret, ita eas, aliasque 
u subiectas paginas, tum mucore narium, et oris humoribus, tum verdaceo et atro li- 
" quore gallarum maculavit, faedavit, deturpavit, ut characteres in ipsis extantes vix 30 
- exsculpi hodierna die queant 2 . „ Passati altri centotrent' anni, a dir poco ; esercitatasi 
sul manoscrittto recentemente, e non sempre con buon esito, l'azione di reagenti chi- 
mici; non credo di dare a me stesso una lode immeritata, ma espongo un fatto, ripe- 
tendo per me ciò, che il Mittarelli disse del padre Ortolani : " improba itaque patientia 
et labore contendendum fuit „ per trarre dal manoscritto, così sciupato e guastato, 35 
la lezione esatta del testo. Se e come vi sia riuscito, si può rilevare dal confronto 
della lezione da me data con quella del Mittarelli, della quale ho raccolto a pie 
di pagina le sviste, le inesattezze, e, mi sia permesso d' usar la parola propria, gli 
strafalcioni. 

Chi numerò le carte non badò punto se la loro collocazione corrispondesse o *0 
no all'ordine primitivo, e, quindi, alla loro contenenza. Perciò dalla e. 49 si passa 



1 Fu omessa dal Mittarelli. 2 Accessione*, pp. 227-28. 



PREFAZIONE 



alla e. 50, come già notò il Mittarelli, rimanendo inavvertita la mancanza di una carta 
nella Constitutio di Niccolò III; e perciò portano i numeri 75, 76, 77, tre carte, che 
dovrebbero trovarsi alla fine del manoscritto, e che intrudono fatti del 1306 in mezzo 
a fatti del 1287. Una lacuna tra la e. 65 e la e. 66 non fu osservata da nessuno. La 
5 perdita di almeno due carte nel bel mezzo d'un quinterno (dopo la e. 79), ci fa bru- 
scamente passare dal 1282 al 1285. Ma v'ha di peggio. Le ce. 28-40 furono spostate, 
frammischiate e cucite in modo che il verso di alcune divenne redo, e il recto, verso. 
Della confusione, che ne derivò, il primo editore giustamente voleva s'incolpasse non 
l'autore, ma l'amanuense o il legatore del volume 1 . Non so chi, forse l'Angelini si 
LO accorse che la narrazione interrotta alla fine della e. 35 r. ripigliava alla e. 39 r.; 
ma non si curò di rimettere l'ordine nel disordine, né se ne curò il Mittarelli 2 . 

Il prospetto seguente mostra come le carte giacciono nel manoscritto, dal quale 
il Mittarelli non si scostò, e come è stato necessario disporle per la nuova stampa 6 

Manoscritto. Presente edizione. 

15 C. 28 r. Dominus Uguccionus — intrantes p. 16 riga 27 p. 17 riga 12 

v. Item dicto anno — secure „ 16 „ 11 „ 16 „ 26 

„ 29 r. Dominus Cacanimicus — destructum „ 15 „ 1 „ 1 „ 14 

v. Dominus Beccadinus — et rei „ 15 „ 15 „ 16 „ 10 

„ 30 r. Eo vero tenpore — Faventie »18 „ 17 „ 18 „ 33 

20 v. Eodem vero die — mortuus est „ 18 „ 34 „ 19 „ 12 

» 31 r, Dominus Maghinardus — eorum » 19 „ 13 „ 19 „ 29 

v. Ipsa itaque die — tendas eorum „19„ 30 „20„ 5 

„ 35 r. Item die iovis — portam „ 22 „ 30 „ 23 „ 4 

25 v. Imolensem — literaliter „ 23 „ 4 „ 23 „ 18 

„ 36 r. Eo vero anno — erat „ 24 „ 21 „ 25 „ 5 

v. dominus comes Guido — ourgum „25„ 5 „25 „21 

„ 37 r. Et multi ahi — exierunt „ 18 „ 1 „ 18 ; , 16 

v. Et ipsa nocte — Cagnolus „ 17 „ 13 „ 18 „ 1 

30 » 38 r. Eodem anno — tenpus „ 27 „ 12 „ 27 „ 31 

v. cum magna — Geremie-rum, ; , 26 „ 27 » 27 „ 13 

„ 39 r. Illustris vir — ad def „ 24 „ 1 „ 24 „ 20 

v. postmodum — die „ 23 „ 19 „ 23 „ 33 

„ 40 r. in fugam — moraturi „ 25 „ 36 „ 26 „ 13 

35 v. predicti milites — viam ; „ 25 „ 21 „ 25 „ 38 

„ 42 r. unde comune — Ravennae „27„ 31 „28 „11 

Alla mancanza della e. 4 1 il Mittarelli pensò di riparare, togliendo dagli Annales 
Forolivienses il racconto della scorreria dei Faentini nel territorio di Imola e dell'assedio 



1 P. 230. curata dai Mittarelli; ma i risultati, a' quali egli giunse, 

2 V. p. 23 di questa edizione. differiscono da quelli, a' quali sono giunto io, riguardo 

3 Anche il sig. Simonsfeld, Unterstcchungen zu don alla collocazione della e. 38 v., che egli assegnerebbe tra 
Faentiner Chroniken des Tolosanus und seiner Fortsetzer le ce. 37 v. 37 r. e 30 r. 30 v., all'anno 1275, e la p. 38 r M 
(Siizungsberìchten der philos.-fhiloL und hìstor. Classe der che, non capisco in qual modo, vorrebbe porre tra le 
h. buyer. Akad. d. Wtss. 1893. Heft III), p. 364, tentò il ce. 40 r. e 42 r., staccandola dalla sua indissolubile ce>ra- 
,riord ; aamento del testo della cronaca su la stampa prò- pagna. 



PREFAZIONE 



di Calboli; non ricordò di averlo già stampato con le proprie parole del Cantinella La 
carta perduta raccontava, sotto il millesimo 1278, il principio della fazione de' Bolo- 
gnesi contro Plancaldoli 1 . A togliere ogni dubbio basta il confronto delle date. Nella 
seconda metà del 12>7 5 dal 1° luglio al 31 dicembre, fu podestà di Faenza il conte 
Manfredi figliuolo di Guido Novello 2 ; dunque, la podesteria del conte Glagesio di 5 
Castrocaro, cominciata nella stessa città " in kalendis iulii „ 3 non si può riferire a quel- 
l'anno. Del 1277 il cronista segna queste altre date: maggio (12 giorni, senz' altra 
indicazione), 17 giugno, 4 ottobre, 13 novembre, 14 novembre; quando, continuando, 
leggiamo di fatti avvenuti il 6 aprile, e il J7, il 18, il 24 maggio, il 1° giugno, il 25 
ottobre, il 1°, il 2, il 24, il 26, il 30 novembre — e fra essi sono l'arrivo in Ro- 10 
magna e gli atti dei nunzi pontifici, di Bertoldo Orsini, del cardinale Latino, che da 
altre testimonianze, tra le quali i documenti vaticani, sappiamo certamente avvenuti 
nel 1278 — ci risulta chiaro che non siamo più nel 1277, ma nell'anno seguente. Non 
fa maraviglia se il cronista segni, dopo il 24 maggio, nella stessa pagina, il 6 aprile 4 : 
il 24 maggio i Faentini ed i Lambertazzi cavalcano nel territorio imolese ; mettono 15 
in fuga, uccidono, prendono de' nemici; tornano trionfanti a casa: il 6 aprile Guido 
da Montefeltro e i Forlivesi muovon contro Calboli ; ma vi mettono assedio, vi stanno 
circa due mesi, e non distruggono il castello prima del 1° giugno. Sono casi ben di- 
versi la scorreria di un giorno, di poche ore, e un assedio regolare; diversi e lon- 
tani : perciò non è punto strano che il cronista, sbrigatosi dell' una, torni indietro, si 20 
rifaccia da capo a dire dell'altro. Del resto; il Cobelli, il quale potè usare della no- 
stra cronaca quando la e. 41 non s'era perduta, assegna la fazione di Plancaldoli e 
l'assedio di Calboli al 1278; tanto gli Afmales, quanto il Cobelli, premettono la resa 
di Ranchio a Guido da Montefeltro, avvenuta il 23 marzo 1278, come si rileva dalla 
prima parte della nostra cronaca. Ciò posto, perchè il Cantinelli attesta che. nel 25 
maggio del 1278, i Faentini furono condotti a' danni degl'Imolesi dal loro podestà 
conte Manfredi, dobbiamo credere che questi, alla fine del 1277, fosse confermato nella 
carica per altri sei mesi. Tali conferme non erano insolite; il Cantinelli ne offre pa- 
recchi altri esempi. 

Si leggono solo in parte, oltre la e. 43 indicata dal Mittarelli, le ce. 90 v., 30 
92 r., 93 v.; della e. 77 resta un listello; mancano interamente le ce. 130 e 131, 
parecchi centimetri della metà superiore nella e. 78, la metà inferiore della e. 108, 
più della metà inferiore della e. 119, e un po' meno della metà inferiore della 
e. 137. I margini della e. 141 sono quasi interamente perduti: nell'ultima facciata 
(e. 141 v.) si leggono soltanto poche parole ; a destra, e si vede, in mezzo, l'impronta 35 
di una R molto grande. 

La scrittura della prima carta (14) è gotica piccola arrovesciata, di lettera ben 
formata, chiara, nitida. A poco a poco, diviene un po' più piccola e alquanto più 
atta sino alla e. 24 r. In queste pagine una sola cancellatura (e. 6 r.) sopra la prima 



1 A p. 26, tra le rr. 13 e 24 {moraturi cuin Magna) 2 P. 24 di questa edizione, 

ho riempito la lacuna con l'aiuto di un altro passo 3 P. 29. 

degli Annales Forolìviemes. 4 P. 27. 



PREFAZIONE VII 



riga d' una notizia, che non fu continuata, una sola parola {Regio) omessa e poi 
scritta nell'interlinea (e. 23 r.), due soli spazi lasciati bianchi per poi scrivervi nomi 
di persone (e. 19 r., 1257). Sono di tempo posteriore un'aggiunta al penultimo pe- 
riodo della e. 16, tra le righe e sul margine inferiore, — la quale forma cornice all'ul- 
5 timo periodo — ed una sul margine inferiore della e. 18, all'ultimo periodo: ne do- 
vrò riparlare. Tutto, sin qui, dunque, fa pensare a lavoro sereno, ordinato, posato. 
Alla fine del recto della e. 24, con l'anno 1278, termina la prima parte della cro- 
naca: nel verso della carta stessa, di lettera molto più grande e, insieme, men for- 
mata, simile a quella delle note suddette e delle ce. 86, 87, 93, 139 v. ecc., sono 

10 i tetrastici di Tommaso da Faenza in lode de' giudici e avvocati della sua città. 
Il Mittarelli suppose che la serie de' tetrastici continuasse nelle carte seguenti (25-27] 
ora perdute; io non credo fosse così lunga. A me pare inverisimile che Faenza, 
intorno al 1270 — Beltale, il primo lodato, morì nel 1274 — contasse una schiera così 
numerosa di giudici e avvocati insigni, tre elogiati ne' versi, che restano, e altri ven- 

15 tiquattro nelle carte mancanti, quattro per facciata. Credo più probabile che il Can- 
tinelli, accingendosi a narrare i fatti di Faenza, de' quali era stato e sarebbe stato 
spettatore, avesse stimato opportuno rifarsi indietro, raccogliere memorie faentine di. 
anni anteriori al 1270, premettere, se non altro, un elenco de' podestà bolognesi, i quali 
dal 1257 o dal 1248 l'avevano retta. Al 1257 rimontava quel dominio diretto di Bolo- 

20 gna, che cessò nel 1274; nel 1248 Faenza tornò in mano ai Guelfi. Che alla e. 2S 
continui un' esposizione di fatti già cominciata nelle carte perdute, apparisce chiare 
dalle prime righe, dove, ai nomi di Caccianemico e di Gruamonte, segue la sola di- 
chiarazione: " fuerunt potestates „. La città, in cui essi " regimen intraverunt et com- 
pleverunt „ non è nominata; il nome è sottinteso, qui, perchè era stato scritto prima. 

25 Dalla e. 28 alla e. 40 la scrittura, pur mantenendosi dello stesso tipo di quella 

delle precedenti (14-24 r.), diviene alquanto più alta, generalmente più stretta, e tale 
si mantiene, con uniformità notevole, meno l'eccezione della e. 28 v., che, a prima 
vista, si direbbe di un'altra mano, perchè le lettere vi sono più piccole, più sottili e 
angolose, e pendono di più verso sinistra. Ma la diversità, solo apparente, è da at- 

30 tribuire, mi pare, alla maggior fretta, con cui la facciata fu riempita : infatti, il carat- 
tere vi s' impicciolisce man mano, procedendo dall'alto al basso, le righe non sono tutte 
diritte e parallele, parecchie parole scritte o cominciate a scrivere {bona, commorati) 
inter quos) furono subito cancellate e sostituite da altre (magna, referti, qui). Nel- 
l'altra facciata — ora è il recto, per la confusione notata innanzi — la scrittura si 

35 mostra sempre più regolare, e, verso la metà, si accosta alla solita grandezza. Infine 
anche alla e. 44 r. troviamo nove righe di carattere più grande, e, poi le altre di ca- 
rattere più piccolo, benché raccontino fatti svoltisi tra la fine di gennaio e il 2 feb- 
braio; ma, al verso, ricomparisce il carattere più grande. Disuguaglianze, a guardarvi 
bene, si possono rilevare anche nella trascrizione della Constitutio di Niccolò III, che 

40 occupa molte pagine (47 v.-54 r.). In conchiusione, la e. 28 v., secondo me, fu 
scritta frettolosamente dalla stessa mano, che scrisse le precedenti e le seguenti, e 
che poi scrisse la e. 105 v., nella quale il cronista ebbe occasione di nominarsi: " ego 
petrus cantinelli „ . In questa scrittura, rapida e corrente, la jT, la s, anche in mezzo 



Vili PREFAZIONE 



ed alla fine di parola, l'abbreviazione della sillaba rum, hanno forme speciali, che co- 
minciano a prevalere dalla e. 65 in poi. 

L' uniformità cessa alla e. 54 v., dove, finita la trascrizione della Constitutio 
di Niccolò III, ricomincia il racconto, ed il carattere è talora più o meno sottile, più 
o meno fitto, da una ad un'altra carta (67 v., 68, 70, 87-88, 89, 99-100, 104-106 v. 5 
ecc.) Qui una pagina di 27 righe precede una di 32 (ce. 56 v., 57), alla quale se- 
gue una di sole 24, seguita a sua volta da una di 30 (ce. 54 v.-55); altrove il carat- 
tere s'impiccolisce e infittisce, ad un tratto, in quattro pagine (ce. 105 V.-106 r.), e 
ad un tratto s'ingrossa e si allarga. Dopo la e. 67 v., che contiene 16 righe, sono 
frequenti quelle scritte solo per due terzi, per una metà, per meno di una metà : la 10 
e. 124 v. offre nove righe a pena. Questi larghi spazi furono riservati alle possibili 
aggiunzioni posteriori, delle quali un saggio curioso si vede alla e. 126 v. Un para- 
grafo cominciato con la data del 6 novembre 1296, continua e finisce, con la data 
dei 24 novembre, nella e. 127 r., raccontando la spedizione di Maghinardo da Susinana 
a Bazzano; però, tra le due parti di esso, fu intercalata, al basso della e. 124 v., la no- 15 
tizia che, il 14 novembre, il conte di Romagna, partito da Ravenna, accorse ad Imola 
in aiuto dei Bolognesi. Pentimenti, cancellature, aggiunzioni tra le righe o sui mar- 
gini presentano le ce. 73 r., 75 r., 82 r., 84 r., 87 r., 99 v. ed altre: nella 99 v. can- 
cellati due dei tre soggetti d'una proposizione, i verbi e i complementi sono voltati dal 
plurale al singolare. Alla e. Ili r. lo scrittore si accorse di aver cominciato: Ite??i eo 20 
•(inno, troppo in alto ; die di frego alla formola, e la riscrisse al posto più conveniente. 

Riassumendo: l'esame del manoscritto conferma ciò, che la semplice lettura della 
cronaca, nella stampa del Mittarelli, lasciava supporre, ossia : che il racconto, intrapreso 
a sufficiente distanza di tempo dai fatti, con la serenità, che permetteva larghezza di 
proporzioni e abbondanza di particolari ; si andò, di mano in mano, accostando a' fatti 25 
tanto da assumere la forma di note rapide, buttate giù, come pare, non appena essi 
s' erano svolti sotto gli occhi stessi del cronista, o le notizie di essi giungevano da 
lontano, da fuori, al suo orecchio. Il tradimento di Tebaldello fu raccontato prima che 
finisse il 1280: ciò si rileva, oltre che dall'orrore e dal cordoglio, che il cronista manife- 
sta " ex abundantia cordis „, dalla indicazione: " in die mercurii XIII novenbris anni 30 
-presentisi unica in tutta la cronaca. Le note del 1281 furono scritte prima del 
1285: vi si parla di Clemenza sposata "prò filio (Carlo Martello) principis Apulie 
" (Carlo lo zoppo) qui est filius domini regis Karuli „ (Carlo I d' Angiò). 

Il manoscritto non restò ignoto; passò probabilmente per molte mani, di alcune 
delle quali restano tracce. Ci fu chi si prese la cura di riportare su i margini, in cifre 35 
arabiche, gli anni segnati via via dal cronista, nel corpo del racconto, in cifre ro- 
mane o in tutte lettere ; ci fu — così l'avesse fatto con un poco più di attenzione 1 — 
chi numerò le carte; ci fu chi mise segni di richiamo, angoli e circoli e crocette, 
accanto a certi nomi, e chi bravamente disegnò mani con l'indice teso ad additare 
certi altri; ci fu chi fermò la sua e volle fermare l'attenzione altrui ai luoghi, dove 40 
l'autore si era nominato. Forse un copista, per provare la penna, scarabocchiò 
parole e frasi incomprensibili nelle interlinee e negli spazi bianchi (ce. 67 v., 112 v., 



PREFAZIONE IX 



124 v., 125 i\). Speciale attenzione merita una serie non breve di postille, tutte 
dello stesso carattere — affatto diverso, si badi, da quello dell'autografo — nelle 
quali si manifesta il proponimento di rilevare i nomi di persone e di luoghi di Forlì e 
i fatti attinenti a Forlì. La prima e più lunga (e. 16), creduta un'aggiunta dello 
5 scrittore, riuscì di straforo ad introdursi nel testo, e, quindi, nella storia faentina, 
perchè non si pose attenzione alle altre. Dice, accanto alla notizia della resa di 
Faenza all'imperatore Federico II: "Et recomissit populo Forlivii, et potestates fue- 
" runt Tebaldus de Ordelaffis et Superbus de Argugliosiis de Forlivio „. Ma dello 
stesso carattere, svelto, che s'accosta al corsivo, talora un po' più grande, talora quasi 

10 invisibile, con le stesse abbreviazioni, trovo le seguenti: e. 22 v. de Forlivio, 24 r. 
de Forlivio, 29 v. com. Forlivii, 32 r. de sconfitta apud pontem sancti Proculi (data 
ai Geremei da G. da Montefeltro), 33 r. Reversanum (preso da G. da Montefeltro), 
34 v. D. Arguglosius d. Thedericus de Ordelaffis, 36 r. d. Paganinus de Argoglo- 
siis d. Guillelmus de Ordelaffis: factum (?) Civitella, 36 v. d. Ranerius de Calbulo, 

15 37 r. d. Superbus de Argogliosiis d. Thebaldus de Ordelaffis, 40 v. d. Paganinus de 
Argogliosiis d. Thebaldus de Ordelaffis, 70 v. Aldrovandinus de Argoglosiis occisus 
a Calbulensibus, 71 v. destructio domus de Guiridis (in Forlì), 106 v. de Forlivio: 
expulsio Calbulensium, 107 r. Fulcherius de Calbulo, 124 r. d. Thedericus de Orde- 
laffis d. Iohannes de Argoglosiis d. Thebaldus de Ordelaffis Scarpetta, 124 v. d. Rai- 

20 nerus de Calbulo Iohannes eius frater, 128 r. d. OrdelafTus, 128 v. d. Ordelaffus. 
A torto, dunque, la prima postilla fu scambiata per aggiunta dell'autore. E si noti : il 
fatto, che essa pretende di conservare alla memoria dei posteri, fu ignorato dal com- 
pilatore degli Annales Piacentini Gibellini, il quale ci lasciò la più ampia relazione 
dell'assedio di Faenza, dall'autore delle noterelle accolte nello S-picilegium Ravennatis 

25 Historicte, da Riccardo da S. Germano, da Rolandino l , dall'Annalista di Cesena, il 
quale si mostra bene informato de' casi faentini per gli anni 1238-1241, e registra 
esattamente la data della resa della città (14 aprile 1241): il Cobelli, il quale rac- 
colse la tradizione che " lo inperatore . . . . recomandò Fencia a li forlovesi „ — e ne 
trasse una scena molto drammatica 2 — " e de poi senpri hofficiali, capitani et potestà 

30 " erano forlovesi „ ; non seppe i nomi dei due suoi concittadini, che primi ressero la 
vinta città 3 . Non li seppe alcun altro, se non m' inganno, prima di Girolamo Rossi, 
che fiorì nella seconda metà del Cinquecento. Ora, io non nego la possibilità del fatto; 
dico che dobbiamo la notizia di esso non al Cantinelli, ma ad un suo tardo postil- 
latore, e credo, per conseguenza, di compiere il dover mio escludendola dal testo della 

35 cronaca. 

Non una postilla marginale ; ma una vera aggiunta, ed autentica, di propria mano 
del cronista — e il confronto dell'una con l'altra è più persuasivo, a primo sguardo, 



1 Annales Piacentini Gibellini, nei M. G. /f., XVIII, 1241 al 1249, sarebbe facile verificare l'asserzione del 
p. 484; Rolandini Patavini, Chronicon, ivi, XIX, p. 78; Cobelli; pur troppo, non abbiamo se non quello di Ra- 
Spicilegium Ravennatis Historiae, nei R. I. Ss., II, p. 978; nieri da Calboli per il 1247 (Mittarelli, 492). Ma Ra- 
R. de S. Germano, Chronicon. nieri, prima di tutto, era guelfo ; in secondo luogo, non 

2 Cobelli, Croniche Forlivesi. Bologna, Regia Ti- era forlivese nel senso proprio della parola; in terzo 
pografia, 1872, p. 34. luogo, non derivava la sua autorità personale dal luogo 

3 Se avessimo i nomi de' podestà di Faenza dal della nascita o della dimora.. 



< 



X 



PREFAZIONE 



di tutto il mio lungo ragionamento — si vede proprio a questo luogo. Era scritto : 
u dominus inperator Fredericus obsessit civitatem Faventie, et ipsam civitatem, per 
" novem menses obsessam, habuit ad suum dominium „ : nella riga immediatamente 
seguente, erano i nomi del difensore e del podestà di Bologna per l'anno 1242. 
L'aggiunta riempie lo spazio della riga rimasto vuoto dopo dominium, riempie lo 5 
spazio tra essa riga e la data Millesimo ducentesimo quadragesimo secundo, indizione 
quintadecima, e va a finire sotto la notizia del 1242, nel margine inferiore della carta, 
così : " venit enim in vigilia sancti Bartoli mensis augusti, et facta fuit concordia in 
tt alio anno, de mense aprilis, et, per ipsim concordiam, stetit exercitus per vi septi- 
"manas.... „. Non sappiamo che cosa volesse dire dell'esercitoli Cantinelli, perchè 10 
quando la carta fu tagliata, forse nel rilegare il manoscritto, l'ultima riga fu portata 
via; ma sappiamo da altre testimonianze che, avuta la città e conceduto perdono ai 
difensori di essa, Federico vi restò sino alla fine di maggio l . Il carattere, alquanto 
irregolare e più fortemente segnato 2 che nel resto della pagina, è quello della 27 v. 
dell'elogio di Beltale, di Lorenzo e di Egidio. L'aggiunta proprio all'anno 1241, 15 
dolorosamente memorabile nella storia di Faenza, mi pare indizio del desiderio, che 
il Cantinelli potè avere, di dare un' impronta direi più largamente faentina alla prima 
parte della cronaca, di attenuare meglio la differenza fra essa e la seconda. 



Perchè, non v' ha dubbio, quella, che chiamo la -prima -parte, e si distende nelle 
ce. 14-24 r., differisce da quella, che chiamo seconda parte, sia per la materia, sia 20 
per la forma. La prima, in sostanza — e se ne avvide il Mittarelli 3 — è principal- 
mente bolognese, e i fatti vi si seguono e aggruppano secondo la successione de' 
podestà e dei capitani del popolo di Bologna: la seconda, per buon tratto, princi- 
palmente faentina, e, anche quando si allarga a tutta la Romagna, procura di non 
interrompere la serie de' podestà di Faenza. Nella prima il millesimo precede sem- 25 
pre il nome del podestà, sino al 1255; i nomi del podestà e del capitano del popolo 
dal 1255 in poi: nella seconda i nomi dei podestà, due all'anno, precedono il mil- 
lesimo, sino al 1278, all'intervento pontificio nelle cose di Romagna. La prima ci 
ripete monotona, ogni anno, che il tale fu podestà di Bologna, il tale altro capitano 
di Bologna: la seconda non aggiunge di Faenza ai nomi dei podestà dal 1270 al 1274; 30 
lascia sottinteso il nome della città, perchè l'aveva sognato una volta, probabilmente 
al principio della serie, nelle carte perdute. 



1 L'imperatore aveva intenzione di assalire Bolo- 
gna; ma poi risolse di scender giù, verso Roma. L'ul- 
tima lettera con la data di Faenza è quella da lui scritta 
al re d'Inghilterra il 18 maggio: non molto dopo, ne 
scrisse un'altra ai conti, baroni e principi, nella quale 
si legge : " quarto decimo die precedentis mensis aprilis, 
" cum omni devotione (cives) se ad mandata nostra con- 
" vertentes, quanquam difiìsi meritis de nostra etc. . . . 
" IIo8 igitur .... civitatem candem et cives eius in gra- 
" tlam nostram clementer accepimus, et reos absolvimus, 
" ac offensas remissimus, quas patrarant, captivis eorum 
" liberaliter liberatis „. IIuillard-BrisHOLLEs, Ilistoria 
diplomatica Friderici seaindi, V, li 24, 1126. Troppe 
volte Federico ripeto di aver concesso perdono ai Faen- 



tini; troppi scrittori, compreso il Cantinelli, confermano 
questa asserzione, perchè non si debba ritener falsa la 
voce raccolta daSAHiniENE, p. 58, che, " non servavit eis 
" fidem „. Cf. ScHIRRMACHBR, Kaiser Frideric der Z'i'eite; 
Gottingen, III, p. 346. Le * sei settimane „ del Canti- 
nelli ci conducono dal 14 aprile al 26 maggio. Nel mese 
di giugno pone Riccardo da S. Germano la partenza di 
Federico da Faenza: dopo aver tentato di prender Fano, 
Federico andò a Spoleto, dove si trovava il 20 di giugno. 

8 Anche men regolare è quello dell'aggiunta alla 
e. iS r. (1253, morte di S. Pietro martire). 

3 " Cantinellus nonnisi ab anno 1274 (corr. 1270) 
" plenam Faventinae urbis assumit texere historiam etc. „ 
p. 229. 



PREFAZIONE 



XI 



Principalmente bolognese, e con precisione e abbondanza di notizie, che non 
possono vantare altre cronache bolognesi del secolo XIII. Si veda, per esempio, 
la Lolliniana, o Chronicon bononiense * : in non meno di ventisei anni, su quaran- 
tasei, dal 1228 al 1278, è nudo elenco di podestà: nello stesso periodo, solo sette 
sole volte accade al Cantinelli di non aggiungere ai nomi nessuna memoria. Spes- 
so il Chronicon sbaglia i nomi, omette i cognomi o li storpia, omette la prove- 
nienza. 



Chronicon bononiense, 

1231. Federicus de Savello longo 
] 1232. Rainerius Zeno 

1233. Ubertus Vicecomes 

1234. Guido Raulus 

1236. Compagnone 

1237. Ruschinus Guascus de Alexandria 

J3 123S. Dominus de Concorezo de Mediolano 

1239. Arditon de Ponte carali de Brixia 

1245. Philippus de legonibus 

1253. Alamannus de Turri (secondo podestà) 

1259. Iacobinus Rangonus 
20 1260. Lanfraneus Usus maris 

1261. Matheus de Corizio 

1267. Zaccharie de Venetiis 



Cantinelli. 

Fredericus de Lavellolongo de Brixia 
Rainerius Geno de Veneciis 

1235. Ubertus Vicecomes de Placencia 

I2 33- Guido Raulis de Favencia 

Conpagnonus de Pultronibus de Mantua 
Rufinus Guascus de Alixandria 
D. Robertus de Concoregio de Mediolano 
Ardicio Luschus de Brixia 
Philippus de Ugonibus de Brixia 
Alemannus de la Turre de Mediolano 
Iacobinus Rangonus de Mutina 
Lanfraneus Ususmaris de Ianua 
Mattheus de Corigio de Parma 
Caninas Dandolus de Veneciis 



Dal 1255 al primo semestre del 1278, il Chronicon nomina sei capitani del pò 
polo ; il Cantinelli quindici 2 . 

25 Di molti avvenimenti, importanti per sé e per le loro conseguenze, che il Can- 

tinelli non trascurò, si cercherebbe invano una menzione, comunque sommaria, nel 
Chronicon. Ricordo il censimento o estimo del 1234, i tumulti del 1243, la pace 
tra Lambertazzi e Soldani del 1244, la costruzione del palazzo nuovo del Comune 
cominciata nel 1246, la marcia di Enzo e di Ezzelino da Romano sino al Panaro 

30 nel 1247, l'uccisione di Giacomello dei Magoritti nel 1251, l'elezione di Brancaleone 
degli Andalò a senatore di Roma nel 1252, la sottomissione di Imola nel 1254, i 
tumulti del 1260, la spedizione contro Imola del 1263, l'intromissione de' Bolognesi 
nelle contese delle fazioni di Modena nel 1264, la sollevazione de' calzolai nel 1267, 
l'assassinio di Guido Paltena nel 1268, la cacciata del podestà Alberto di Fontana 

35 nel 1269, i nuovi ordinamenti del 1270, la sconfitta de' Veneziani a Primaro nel 
1271, la morte del re Enzo nel 1272, l'assedio di Forlì e il passaggio di Odoardo 
re d'Inghilterra nel 1273. 

D'ordinario, anche quando le due cronache notano gli stessi fatti, le noterelle 
del Chronicon sono scarne, monche, incomprensibili, rispetto all'abbondanza e pre- 

40 cisione di particolari, all'ordine, alla cura di indicare le cagioni, che sono pregi del 
Cantinelli. Qualche esempio non sarà inutile. 



1 Pubblicato dal Dolleoni nella N. Raccolta d'opu- 
scoli scientifici e filologici, IV; Venezia, MDCCLVIII. 



2 Per alcuni anni, dopo il 1257) Bologna non ebbe 
capitani del popolo. 



• 



XII 



PREFAZIONE 



Chronicon bononiense. 

MCCXXVIII.... Eo anno D. Useppus de Tuschis 
fuit factus capitaneus populi Bononie, et incisit omnia 
statuta et libros bannitorum comunis Bononia et scri- 
nea que erant in pallacio. 



Ttem facfus fiift exercitus Bazani, et prelium de 
Strata et captum Plumacium. 



Cantinelli. 

(1231) Hoc anno dominus Useppus de Tuschis, 

cum rectoribus societatum artium civitatis Bononie, 
ascendit pallacium comunis Bononie, petentes a potestate 
sibi con8Ìlium generale comunis Bononie exhiberi; et 
quare dictus potestas noluit eis dare consilium, incepto 
rumore populi, fregit scrinios et discos super pallacium, 
et statuta et libros bannitorum comunis et maleficiorum 
destruxerunt; et fuit [magnus] dominus, t[amen mer]ca- 
tor, dominus Useppus predictus. 

quam fecit de eis 

dominus Rolandus domine Cecilie, qui erat tunc capi- 
taneus dicti castri (Plumacii) prò comune Bononie, et 
illam proditionem foverunt illi de Sancto Marcho etc. et, 
dieta de causa, dictus dominus Rolandus mortuus fuit etc. 
Et fuit prelium ad Sanctam Mariam in Strata inter co- 
mune Bononie ex una parte, et Mutinenses, Parmenses 
et Cremonenses ex altera; et, in dicto prelio, fuit mor- 
tuus dominus Puncamatus de Cremona etc. 



10 



15 



MCCXXXI1I.... Tunc fuit devotio sancti Ioannis. 
Et devotio magna per totam Italiani. 



MCCXXXVII Eo tempore eepe-runt Jkmonieiì- 

ses Castrum Leonem. 



(1235).. . . Hoc anno frater Iohannes de Vicencia de 20 
ordine Predicatorum incepit facere predicationes, et fuit 
magna devocio. 

Hoc anno captum fuit Castrum Leone a comuni 
Bononie per vim et duellum magnum factum inter Bo- 
nonienses et Mutinenses; nam comune Bononie erat in 25 
obsidione dicti castri, circa festum sancti Andree, cum 
manganÌ8 et trabuchis, destruendo ipsum totum. 



MCCXXXVHII.... Eo anno imperator obsedit, ce- 
pit et destruxit Plumatium et Alegralchore. 

Et tunc Bononienses comburserunt Burgum Sancti 
Tetri de Mutina. 

Item eo anno fuit factum Vignole. 

Item eo anno die veneris infrante iunio fuit ob- 
scuratus sol. 



.... Hoc anno sol obscuratus est die tercio iunii. 

Eo vero anno, dominus Fredericus inperator, ad preces 30 
et instancias Mutinensium, Parmensium et Cremonen- 
sium, venit cum exercitu supra castrum Plumacium, et 
illud cepit per vim, et in ipso castro erant etc. 

....t. 

Eo anno dominus inperator venit ad obsidionem Cre- 35 
valcorii, et, stando ibi, milicia Bononiensium, cum ali- 
quibus bonis balistis, ivit ad civitatem Mutine, credentes 
ipsam civitatem accipere, sed non potuerunt: tamen con- 
buxerunt omnes burgos de extra civitatem etc, et postea 
iverunt ad Vignolam, quod erat castrum Mutinensium, 40 
et ibi fuit maximum prelium, et comune Bononie fuit 
sconfittum die dominico secundo mensis octubris. 



MCCXLIH.... Eo anno fuit captum Rofemmv 



.... Hoc anno dominus Aco domine Gualdradine 
revellavit se contra comune Bononie, et intravit rocham 
Rofeni, et tunc potestas et comune Bononie iverunt in 45 
obsidionem diete roche, et capta fuit dieta rocha per vim 
et prelium : unde dictus potestas cepit dictum dominum 
/Yconem et alios, qui cum eo erant, et captos fecit eos 
duci Bononiam, et, in publica contione, condenpnati fue- 
runt, et tractl ad caudam equorum, et fuerunt decapitati. 50 



PREFAZIONE XIII 



D'ordinario, dunque, la fonte, o le fonti, del Cantinelli erano più limpide e più 
copiose di quelle del Chronicon bononiense. Però, qualche volta, il compilatore del 
Chronicon ebbe innanzi appunti e ricordi più esatti, anche meglio particolareggiati ; 
esempio notevolissimo la relazione della battaglia della Fossalta e dell'assedio di 
5 Modena nel 1249 : il Cantinelli, cosa veramente strana, non indicò il giorno della 
battaglia, né la durata dell'assedio, né la data della pace conchiusa tra Bolognesi e 
Modenesi. Spostò gli anni dell'insurrezione capitanata dal Toschi, della predicazione 
di fra Giovanni da Vicenza, delle podesterie di Uberto Visconti, di Guido di Raule 
e di Carnevale da Ugeno, dell'acquisto del Frignano \ Qua e là il Chronicon offre 

10 importanti notizie, che il Cantinelli non dette : l'andata del vescovo Iacopo e di cento 
cavalieri bolognesi in Puglia, contro Manfredi, nel 1254; l'affrancamento de' servi 
nello stesso anno; il reggimento dei frati Loderingo e Catalano nel 1265. Il Canti- 
nelli tacque pure della sottomissione di Faenza a Bologna, avvenuta nel 1256, della 
quale il Chronicon dice con insolita loquacità : " Civitas Faventie dedit se et sua ci- 

15 " vitati et comuni Bononie, et personaliter populo, et se subiecit iurisdictioni ipsius 

" Et fuerunt splanate fovee civitatis Faventie mandato comunis Bononie „. Ma il si- 
lenzio del Cantinelli potrebbe esser soltanto apparente : forse egli riserbò questo 
racconto alla seconda parte, a quelle pagine del codice, che non ci sono giunte. 

Principalmente bolognese, la prima parte; ma conpende tal numero di notizie 

20 faentine, con tanti e tali particolari, da rivelare il proponimento di farle stare den- 
tro la cornice della storia bolognese, anche se non abbiano nessuna relazione con 
essa, p l'abbiano solo indiretta e lontana. Quante sono e quali, al confronto, quelle 
di altre città romagnole, con cui Bologna ebbe interessi, or comuni, or diversi ed 
opposti, combattè guerre, conchiuse trattati di pace, strinse alleanze — Ravenna, 

25 Forlì, Imola? E come appaiono, rispetto ad esse, meschini, insufficienti, i cenni 
del Chronicon bononiense, e, per conseguenza, del Memoriale historicum, e quelli 
della Miscellaì 

Nel 1237 Guido di Raule, potente in Faenza, s'impadronisce de' cattani di 
Sassadello : perchè la menzione di questa violenza in una cronaca bolognese ? Sarà sol- 

30 tanto per associazione d'idee, avendo Guido tenuto in Bologna la carica di podestà 
alcuni anni prima? Nel 1238 le fazioni faentine "vengono al sangue „ : per l'assas- 
sinio di Garatone de' Zambrasi, gli Accarisi scacciano dalla città i Manfredi. Il 
Chronicon accenna vagamente : " Faventia fuit capta a suis comitatinis propter mortem 
" domini Garatonis civis Faventie tunc occisi „ ; il Griffoni, su per giù, ripeterà : 

35 " Civitas Faventie capta fuit per suos comitatinos propter mortem Garatonis tunc 
" occisi „ , la Miscella ignorerà l'uccisione, l'uccisore e l'ucciso. Altrettanto inde- 
terminato il cenno dell'assedio del 1240-41, nel Chronicon: " Civitas Faventie fuit 
" obsessa ab imperatore et habita per concordiam „ ; nel Memoriale: " Imperator 
" obsedit Faventiam et habuit ipsam „ ; la Miscella tacerà affatto. La nostra cronaca, 



1 Troppo tardi per potermene giovare nelle note tobre 1901), il bello articolo del prof. L. Pullè, Paesi che 
alla cronaca, ho letto nella Rivista d'Italia^ IV, io (ot- se ne vanito (il Frignano). 



XIV PREFAZIONE 



5 



già lo sappiamo, indica il principio, la durata, la fine dell'assedio. Diversità d'altro 
genere, e più notevole, ferma l'attenzione al 1248. 

Cantinella p. 6. ChronicoJt'bononìense, p. 129. 

Hoc anno dominus Octavianus cardinalis legatus Eo anno, in mense madii, Bononienses fecerunt 

apo8tolice sedis, cum comune Bononie, fecit magnum exercitum in Romagnam et ipsam totam recuperaverunt 

exercitum supra Favenciam, et ita per totam provinciam ad mandata Ecclesie praeter Faventiam, quam obsede- 

Romaniole, que primo tenebatur prò domino inperato- runt, et cum viderent se defendere non posse, venerunt 

re, et recuperavit ad mandata ecclesie, et omnes Civita- ad mandata Ecclesie, 
tes de Romaniola invenit in bono statu. 

Il Chronicon attribuisce tutto il merito dell'impresa ai Bolognesi, e in essa rileva, 10 
con mal nascosto compiacimento, la sfortuna toccata alla resistenza de' Faentini : 
il Cantinelli, — del resto, con maggiore esattezza — ha cura di ricordare chi fu il 
promotore e capo vero di quella campagna, e quasi tenta di attenuare il danno e lo 
scorno patito da Faenza, confondendolo con quello di tutta la Romagna, di tutte le 
città di Romagna. E qui il Cantinelli pone la notizia: u et tunc diete civitates de 15 
" Romaniola accipiebant potestates de Bononiensibus „ , che gli risparmierà, tre pa- 
gine dopo, una confessione forse troppo dolorosa. Giunto al 1256, il Chronico?i rac- 
conta, come s'è veduto: u Civitas Faventie dedit se et sua civitati et comuni Bononie, 
" et personaliter populo, et se subiecit jurisdictioni sue „. E poi: " fuerunt splanate 
" fovee civitatis Faventie mandato comunis Bononie „. Ma perchè? Bisogna cercare 20 
la risposta nel Cantinelli. In Faenza scoppiò la discordia tra Accarisi e Manfredi, accor- 
sero gli amici degli uni e degli altri da Ferrara e da Bologna, sangue cittadino fu 
sparso : alla fine, " partes invicem concordava runt „ ; ma gli ostaggi degli Accarisi, 
consegnati al marchese d'Este, morirono di mala morte. Risposta incompiuta, dà la 
ragione dell' intervento de' Bolognesi, tace che alle fazioni faentine fu imposta da' 25 
Bolognesi " pace perpetua „ a discapito dell'autonomia della città " partita „. Ma il 
primo e più appariscente effetto del lodo di Buonaccorso da Soresina fu che ogni anno 
i Faentini avrebbero chiesto ed accettato il podestà designato dal Comune di Bolo- 
gna, ed anche il capitano, se l'avessero desiderato '. Or questa non era una novità, 
comunque solennemente proclamata; fosse consuetudine, fosse obbligo, risaliva al 1248; 30 
i podestà e il capitano di Faenza, — i quali, impotenti a frenare le fazioni, avevano 
scritto a Bologna: " requisimus humiliter et devote, quatenus vestro honore, et de- 
" votionis intuita, vobis placeat nos succurrere et venire ad substentationem civitatis 
" Faventie, que est vestra „ , — Guglielmo Gosio e Ranieri de' Liazari 2 , erano bolo- 
gnesi. In conclusione, gli appunti del Chronicon mi pare provengano da un bolo- 35 
gnese, il quale di un fatto, che alla sua città reca vantaggi e accresce lustro, vede 
quel, che se ne può vedere a Bologna, e lo nota, senza curarsi della cagione o del- 
l'occasione lontana di esso; quelli del Cantinelli, da un faentino, il quale dello stesso 
fatto conosce l'occasione e alcuni effetti dolorosi — la prigionia e la morte degli 



1 Mittarelli, Mantissa Chartarum nelle Accessione:, nio, Sarti e Fattorini, I, p. 4S Ampia e ordinata 
6:4 Bgg. ; Sakti e Fattorini, De claris Archi ' sytnnaaii esposizione de' fatti del 1256, condotta su i documenti, 
Bononicnsis frofcssorihns etc, 2 a ediz., II, p. 47 sgg. si può leggere nel Sigonio, Ilisl. bonon., lib. VI e llìst. 

2 Per il secondo, v. Cantinelli, p. 31 ; per il uri- de Regno Italiae, lib. XIX. 



PREFAZIONE XV 



ostaggi — ma trascura la conseguenza politica, perchè la considera come semplice con- 
ferma di condizioni preesistenti. Quantunque assommi i casi di due anni in uno 
solo, il Cantinelli riesce, a rigor di termini, più esatto del Chronìcon, perchè la sot- 
tomissione di Faenza a Bologna fu un " fatto compiuto „ solo dopo il lodo di Buo- 
5 naccorso da Soresina, pronunziato nel febbraio nel 1257. 

Giunti all'anno 1275, tanto il Chro?iicon bononiense quanto il Cantinelli si restrin- 
gono a registrare i nomi del podestà e del capitano. Il 13 giugno di quell'anno Guido 
da Montefeltro, i Lambertazzi esuli e i Faentini, inflissero ai Bolognesi la terribile 
sconfitta del ponte di San Procolo, quasi alla parte di Faenza. Si capisce il silenzio 

10 del Chronìcon per così fiero colpo ; il silenzio del Cantinelli non si capisce, se non 
supponendo che già si fosse proposto di raccontare ampiamente, nella seconda parte 
della sua cronaca, come fece, il memorabile avvenimento. Alla seconda parte siamo 
già vicini ; ancora tre pagine e la prima sarà finita, o piuttosto interrotta. Frat- 
tanto, dal 1264 in poi, la narrazione ha assunto qua e là un altro tono: il narratore 

15 non si contenta più di copiare o di compilare, freddamente indifferente ; lascia indovi- 
nare le proprie simpatie ed antipatie, non tiene per sé le sue riflessioni, esprime giudizi. 
Nel 1264 l'elezione, che i fuorusciti modenesi fecero d'un bolognese a loro podestà, 
contro il giuramento del Comune e del popolo di Bologna, " fuit malum inicium 
"omnium malorum civitatis Bononie „. Nel 1265 la parte dei Geremei . . . . tanto 

20 fece, " taliter operata est „ che il podestà Guglielmino di Sesso fu mandato via. 
Nel 1269 il capitano del popolo fu espulso " per forciam et potentiam partis Gere- 
" miorum, nam bene et legaliter ac comuniter suum regimen faciebat „. Si sente il 
" velen dell'argomento „. Nel 1272 il carroccio, ch'era stato portato in piazza, 
" turpiter et cum maximo vituperio fuit reductum in ecclesia beati Petri „, e ciò 

25 avvenne " propter potenciam partis Geremiorum „ , e " culpa et dolo .... potesta- 
" tis et Cervi de Brateriis „. Se il re d'Inghilterra, nel 1273, non riuscì a metter 
pace tra Bologna e Forlì, non fu per colpa — " non tamen hoc stetit „ — de' 
Forlivesi e de' Lambertazzi; furono i Geremei, che non vollero la pace. E quando, 
tornato a casa l'esercito bolognese, si deliberò di riprender la guerra l'anno seguente, 

30 la riformagione " fuit facta de Consilio malorum „. Sotto la data del 1276, al breve 
ricordo della morte violenta di due bolognesi, tien dietro la relazione circostanziata 
d'una scorreria de' Lambertazzi, degli esuli d'Imola e de' Faentini sul territorio 
d'Imola; sotto le date del 1277 e del 1278, i nomi de' podestà e dei capitani di 
Bologna stanno -pro forma, perchè non si parla se non di Faenza e di Forlì; e già, nel 

35 1278, comparisce il nome glorioso di Guido da Montefeltro, preceduto dagli epiteti, 
che il Cantinelli non si stancherà di ripetere, nella seconda parte, a testimonianza di 
ammirazione : " illustris et magnificus vir „ . 

Le precedenti osservazioni permettono, se non erro, di credere che il Cantinella 
autore della seconda parte della cronaca, compilasse la prima servendosi di uno o 
40 più elenchi di podestà e capitani del popolo di Bologna, di appunti altrui giunti co- 
munque in sua mano, di racconti uditi, e, anche, di suoi propri ricordi. Ad uno di 
questi si riannoda la menzione della morte di Pietro Martire, che egli piamente volle 



XVI PREFAZIONE 



aggiungere alle notizie bolognesi del 1253, nello spazio rimasto vuoto tra queste e 
l'orlo inferiore d'una pagina (e. 18 r.): il santo uomo era stato a Faenza nel gen- 
naio dei 1249, vi aveva predicato commovendo il popolo, vi aveva ottenuto dal 
Consiglio de' Trecento, nomine discrepante, la remissione de' danni recati ai Faen- 
tini, nelle ultime guerre, dalle città e dai cittadini di Ravenna, Rimini, Bertinoro, 5 
Meldola, Forlì e Cesena 1 . I ricordi personali, si badi, potevano facilmente risalire 
agli anni fra il 1245 e il 1250, perchè il cittadino autorevole, il quale nel 1278 me- 
ritò d'esser eletto a rappresentare il Comune di Faenza alla corte pontificia, per trat- 
tarvi affari gravissimi, doveva per lo meno esser nato trentacinque o quarantanni 
prima. E perchè la prima parte si ferma al mese di marzo del 12/8, sembra ve- 10 
risimile che, appunto in quell'anno, e durante il viaggio a Viterbo, nel mese di luglio 
o poco dopo, di spettatore divenuto attore, voglio dire: partecipe alla vita politica, 
egli si risolvesse definitivamente ad attuare l'idea, che forse gli era balenata altre 
volte, di mutare la contenenza e lo scopo della cronaca, di separare il racconto de' 
fatti faentini da quello de' fatti bolognesi. Agli anni 1276-78 non ripetè le notizie 15 
già date 2 : Chiarì, accrebbe, corresse, ma anche restrinse quelle del 1273; e che, scri- 
vendo la seconda versione, tenesse presente la prima, appare da questo : aveva scritto : 
" Et dominus Hodoardus rex Anglorum, rediens de ultra mare, venit per illud exer- 
" citum .... et voluit conponere inter comune Bononie et comune Forlivii, sed non 
u potuit ; non tamen hoc stetit per comune Forlivii etc. „ ; la seconda volta non 20 
gli parvero necessari questi particolari: " Et tunc transivit per dictum exercitum 
u dominus Odoardus et uxor eius, qui voluit facere concordiam, et non potuit „. 
Dominus Odoardus senz'altro; si sa già chi sia e donde venga. 

Quando Pietro si accinse a compilare la prima parte della cronaca, Faenza, 
perduta quasi interamente l'autonomia politica, sottostava al dominio di Bologna. 25 
Nel 1256 le fazioni faentine a s'erano compromesse „ in Buonaccorso da Soresina 
eletto arbitro delle loro discordie e contese, perchè le pacificasse; Buonaccorso cam- 
biò le carte nelle loro mani. Il lodo, al bel principio, ma come per incidenza, co- 
mandava alle due parti di stare in pace ; in sostanza, impose a' Faentini una serie 
di obblighi, che li ridussero alla condizione di dipendenti, di sudditi. — Ogni anno 30 
Faenza chieda al Comune di Bologna il podestà, ed abbia per podestà quello, che 
il Comune di Bologna le avrà dato, e, se volesse avere il capitano, deve allo stesso 
modo chiedere e tenere quello, che il Comune di Bologna le avrà dato: abbia per 
suoi amici gli amici del Comune di Bologna, per nemici i nemici; muova guerra o 
conchiuda pace secondo gli sarà imposto dal Comune di Bologna ; levi eserciti e 35 
mandi cavalcate, imponga servizio d'armi e di cavalli quante volte il Comune di 
Bologna vorrà, e per tutto il tempo, che ad esso Comune piacerà: le fosse restino 
colmate, come ora sono, in perpetuo : tutte le vettovaglie e altre merci di Faenza 



t Copia dell'istrumento della deliberazione, presa il 2 Mancano alcune carte, di quelle, che contene- 

giorno 8 gennaio 1249, resta nel Liber Instr. Comunis vano i fatti del 1278; ma esse non erano perdute, come 

Arimini, dal quale la estrasse il Tonini, Rtmini nel se- dimostrerò a suo luogo, quando furono compilati gli 

colo XIII; Rimini, 1862, p. 528. Pietro Martire fu uc- Anna Ics Forolivienses', i quali, per la spedizione di Ran- 

ciso nel 1253," canonizzato nel 1253 : il cronista confuse chio, riproducono il racconto della prima parte della 

la data della morte con quella della canonizzazione. nostra cronaca. 



PREFAZIONE XVII 



si potranno trarre e portare da' cittadini bolognesi a Bologna senz'alcun dazio ò y 
balzello; non si potranno né dovranno portare vettovaglie del distretto di Faenza 
verso alcun'altra città, che non sia Bologna: la moneta di Bologna si spenda ed 
abbia corso in Faenza e nel distretto. — Aperta proclamazione di quasi assoluto do- 
5' minio! La soggezione durò sino al 1274: in diciotto anni, prima una volta all'anno, 
poi due, giunse a Faenza il podestà *, cittadino bolognese autorevole, accompagnato 
dal cavaliere e socio, dai giudici, dai notari, da scudieri, berrovieri e donzelli; qual- 
che volta vi giunse anche il capitano del popolo, anch'esso bolognese, anch'esso con 
" decente „ famiglia. A poco a poco, i Faentini si avvezzavano a chiedere a Bolo- 

10 gna gli arbitri delle loro liti, i difensori de' loro interessi, e finanche, starei per dire, i 
testimoni de' loro istrumenti 2 . Si annodavano relazioni letterarie : era a Faenza, nel 
1265, quel Fabruzzo, che meritò d'esser due volte citato nel De vulgari eloauentia 8 ; era 
a Bologna, nel 1269, il fiorentino Monte d'Andrea, l'autore della canzone Ahi lasso 
doloroso, alla quale rispose, usando le stesse rime, messer Tommaso da Faenza 4 ; forse 

15 in quel tempo scambiò Ugolino Buzzola, divenuto poi u uomo di sangue è di cor- 
rucci „, sonetti di argomento amoroso con Onesto di Bologna 5 . La vita faentina 
si confondeva con la bolognese, e così la storia. A un faentino, che si fosse messo 
allora a tenere un libro di ricordi cittadini, le notizie del " politicum regimen „ di 
Bologna dovevan parere l' introduzione indispensabile e, vorrei soggiungere, la cor- 

20 nice naturale di quelli. 

Non senza ragioni mi allontano dall'opinione del Mittarelli, comunemente ao» 
cettata, che il Cantinelli, nato in Bologna di famiglia bolognese, si fosse rifugiato a, 
Faenza nel 1274, quando vi si rifugiarono i Lambertazzi cacciati dalla loro città V 
Che una famiglia Cantinelli appartenesse alla cittadinanza bolognese, non è dubbio :i 
25 il Mittarelli citò una carta del 1272, nella quale erano nominati " DD. Petrus et 
" Albertus fratres filii quondam D. Iacobini Cantinelli, qui magistro Bonaventure de 
" Mantua hospitium Bononiae locaverunt in Foro Medii „ ; il Fantuzzi riferì un lungo 
tratto d'uno strumento del 1256, alla stipulazione del quale partecipò, per se e per 
la moglie Carobella, u Dom. Petrus qu. Dom. Iacobini Cantinelli „; 7 un documento 



1 Non sappiamo i nomi di tutt'i podestà: dalle e da' canonici di Faenza, comparisce Fabrizio del fu 
opere del Mittarelli e del Savioli rilevo i seguenti : 1257, Tommasino Lambertazzi. Mittarelli, Monumenta Fa~ 
Rambaldino degli Albari; 1258, Primerano de' Ramisini ventina nelle Accessiones, pp. 505, 506. Cf. CANTINELLI, 
e Bombalino Bombalini; 1259, Oliviero degli Asinelli; p. 33, r. 39. 

1261, Spinello Carbonesi; 1262, Bulgarino Lambertazzi e 3 I, xv, $; II, xn, jj. V. qui sopra la n. 2. 

Uguccione degli Oseletti; 1263, Brancaleone de' Lamber- 4 V. tutt'e due le canzoni nel Canzoniere Laurenztanó 

tazzi; 1265 e 126S, Castellano Lambertazzi; 1269, Gerar- pubblicato per cura di T. Casini; Bologna, 1900, pp. 137, 

do degli AbaisiL Per il 1270 trovo indicato Ranieri Bornio 139. Cf. lo studio su "la Scuola poetica Siciliana,, nel 

Samaritani ; ma il Cantinelli nomina Caccianemico Cac- mio volume La Lirica italiana del Duecento ; Bologna, 

cianemici e Gruamonte della Fratta. Gruamonte Cac- Zanichelli, p. 161. 

cianemici fu capitano del popolo nel 1258, Rinaldino 5 V. Torraca, Fatti e scritti di Ugolino Buzzola, 

Savioli nel 1260. per nozze Cassim-D'Ancona ; Roma, tip. dell' 'Opinione, 

2 Nel 1268 Catalano del fu Fabbro Lambertazzi è 1893. 

eletto arbitro d'una lite tra il Comune di Faenza e Tom- 6 Prefazione, p. 229. L'egregio prof. Sorbelli pre- 

masino di Zaccaria di Forlì; nel 1273 il dottor di leggi gato da me, ha cercato questa carta, ma non è riuscito 

Ugolino Zamboni de Zerizanis vanta un credito verso a trovarla tra quelle provenienti dall'archivio del mo- 

il Comune di Faenza "prò suo patrocinio,,; nel 1265, nastero di S. Michele in Bosco. 
tra i testimoni d'un mandato di procura fatto dal vescovo 7 Fantuzzi, Notizie degli scrittori Bolognesi; in Bo- 

T. XXVIII (Mittarelli), p. 11 — B. 



XVIII PREFAZIONE 



del 1234, pubblicato dal Savioli 1 , nomina, tra i componenti il Consiglio di Credenza, 
" d. Iacopinus Cantinelli „. Non forse quel Pietro di Iacopo fu il nostro cronista, 
u qui postea Faventiam venit, ibique lares fixit, officiaque procuratoris et sindici ges- 
" sit „ ? Due fatti sembravano confermare quest'opinione : il proponimento, che il 
Cantinelli ebbe, " describendi magna Chronici parte Bononiensis urbis Potestates et 5 
" Bononiensium civium gesta „ ; la scarsezza di notizie faentine, nella cronaca, fino 
al 1274, dal quale anno veramente l'autore " plenam Faventinae urbis assumit texere 
" historiam „. 

Io credo d'aver dimostrato che il proponimento del Cantinelli, nella prima parte, 
non fu così definito né così esclusivo, come parve all'erudito camaldolese. Solo dal 10 
1274 la narrazione delle cose faentine diventa larga e compiuta, non perchè aliora 
il cronista fosse andato a Faenza; ma perchè da allora, scotendo il giogo di Bologna, 
tornando ad essere indipendente, accogliendo i Lambertazzi fuorusciti, provocando le 
ire de' Geremei, Faenza cominciò ad offrire più copiosa materia di narrazione. 

Ammessa l'ipotesi del Mittarelli, come spiegare che, nel marzo del 1276, meno 15 
di due anni dopo il suo arrivo in Faenza, Pietro Cantinelli bolognese avesse 
meritato d'esser sindaco, procuratore e nunzio generale del capitolo faentino, per 
tutte le cause e liti, che esso capitolo aveva ed avrebbe avuto, dinanzi a qualunque 
giudice? Come, in sì breve dimora, potè acquistare tanta personale autorità da 
ispirare tanta fiducia? Passano a pena quattro anni; il (Somune di Faenza e gli Ac- 20 
carisi devono mandar due sindaci alla curia romana per " compromettere „ nel 
sommo Pontefice delle discordie tra essi é i Manfredi : come spiegare che Pietro 
Cantinelli bolognese, di parte Lambertazza, fosse eletto a rappresentar il Comune e 
gli Accarisi con Bonaventura di Foscolo faentino autentico? 2 Si noti: anche i Lam- 
bertazzi mandarono propri sindaci a Viterbo; non sembrerebbe più naturale che uno di 25 
questi avesse dovuto essere il Cantinelli, se il Cantinelli fosse stato bolognese e di parte 
lambertazza? Il 27 settembre 1279 Bertoldo Orsini ricondusse a Bologna tutti i Lam- 
bertazzi, che erano a Faenza ; omnes, dice il cronista, tam milites quam 'po-pulares. 
Pur troppo, non vi rimasero a lungo. Furono di nuovo espulsi il 22 dicembre ; ma 
per tre mesi buoni, è da ritenere, Pietro ebbe la consolazione di stare nella città 30 
nativa. Ognuno s'aspetterebbe che, per questi tre mesi, la cronaca ridiventasse 
principalmente bolognese; invece resta unicamente faentina, a' casi di Bologna non 
allude se non in quanto hanno ripercussione in Faenza. I Lambertazzi sono cacciati 
da Bologna, i Manfredi da Faenza : si veda come sia vago, quanto poco preciso il 
racconto de' tumulti di Bologna a paragone di quello de' tumulti di Faenza 3 . Non 35 
era dunque tornato in patria, come tutti i compagni della sua fazione, l'esule cro- 
nista? Più strana apparisce la stessa mancanza di particolari veduti, di circostanze 
direttamente osservate ne' magrissimi cenni della prima cacciata de' Lambertazzi, 
quella del 1274, per la quale, s'è detto, Pietro cercò asilo in Faenza e "ibique 



loL'na, MDCCLXXXin. ITT, p. 82. Ilo avuto copia di Bologna; Bologna, Zanichelli, p. 486 e rfoc. 36. 
questo strumento dal prof. Sorbclli. Carobclla di Ama- x Annali di Bologna; Bussano, MDCCXV, III, doc, 

dorè Storlittl era cugina del giureconsulto Tommaso 2 P. 28. 

della l'è venula. V. Gozzadini, Delle Torri gentilizie ili 3 P. 39. 



PREFAZIONE XIX 



lares fixit „. Magrissimi cenni, quantunque egli li dia non meno di tre volte, una 
nella prima e due nella seconda parte: 1 grandi contese e zuffe; grandi contese, grosse, 
grandi e molte, grandi ed alti serragli, torri e case armate, per due mesi e più; 
molte e grandi zuffe e molti morti e grandi incendi. Ben altro si aspetterebbe da un 
testimone oculare. Solo la terza volta il cronista indica il giorno e la cagione pros- 
5 sima della fuga de' Lambertazzi • — l'arrivo temuto degli amici de' Geremei — ; 
tutt'e tre le volte tace la cagione prossima delle contese e de' conflitti, la discordia 
sorta per la guerra contro Forlì. Niente di più né di meglio seppe Salimbene, 
il quale si trovava a Faenza 2 . Ma il Cantinelli cadde in una inesattezza molto grave, 
asserendo che, dopo l'espulsione dei Lambertazzi, il podestà Guglielmo di Pusterla 

10 e il capitano del popolo Marco Giustiniano " expulsi fuerunt de regimine ipso- 
" rum, et soluti de eorum salario integre „ : credette, in altre parole, i Geremei 
avessero trattato il Pusterla, nel 1274, come sapeva che avevano trattato Gugliel- 
mino di Sesso nel 1265, Zanino Dandolo nel 1267. Non è vero: " de regimine 
" ipsum violenter et vituperabiliter ejecerunt; ac detento sibi salario suo, quod erat 

15 " librarum tria milia centum quinquaginta a Comuni JBononie, et libre quingente a 
" Comuni Ymole monete bononiensis, de quo tantum iam a Comuni Bononie libras 
" mille quinquaginta et a Comuni Ymole libras trecentum triginta tres et soldos sex 
" et denarios odo receperat, ac lesis et vulneratis equis suis ... in bellis, ad que 
a dividenda et sedanda miserat .... ac prestito per Anzianos sive Ministrales Populi 

20 " Bononie . iuramento coram domino Anselmo de Alzate, et ipso ordinante de salvando 
tt ipso domino Guilielmo ac rebus suis, ac eum cum rebus suis secure conducendo 
" usque ad civitatem Regii, ipso juramento neglecto .... interposite et presumptuose 
" contra Deum et iustitiam et meritum irruentes, cum lectis, vestibus, utensilibus, vasis 
" argenteis, equis, armis, pecunia et rebus innumerabilibus crudelissime spoliarunt „. 

25 E come se tanti maltrattamenti ed umiliazioni non fossero bastati, " dominus Gui- 
" lielmus mutuo accepit libras octocentum bonenorum prò redimendis quibusdam ex 
" rebus suis a domino Alberto Cazanimico, ad computum denariorum trium prò libra 
" in mense, prò parte „. Il Comune di Milano mandò a Bologna quattro ambascia- 
tori per chiedere, a favore del Pusterla, il pagamento dello stipendio, la restituzione 

30 delle robe, il compenso de' danni ; poi, essendo essi tornati a mani vuote, il 4 agosto 
gli concesse le rappresaglie. La sentenza fu redatta in forma pubblica ed autentica. 
il 1° ottobre 3 . È presumibile che il Cantinelli, se fosse stato presente ai fatti, sarebbe 
incorso in così gravi inesattezze ? 



1 Po. 12, 16, 18. * habitabam in ordine fratrum Minorum, et vidi et co- 

2 " Eodem millesimo supraposito civitas Bononiae * gnovi haec omnia „. Chronica Salimbeni Parmensis; 

* fuit in magna discordia per bononienses, et fuit com- Parma, Fiaccadori, p. 262. 

" busta per parte. Et pars imperialis fuit expuisa et 3 Savi oli, III, docc. dcclxxvii-lxxix ; Sarti e Fat- 

* expoliata de dieta ci vitate; in festivitate sancti Iohannis Torini, II, xxxvi; Giulini, Memorie di Milano, parte 
"Baptistae (?), scilicet pars Lambertatiorum. Ih quo Vili, lib. LVI, p. 178. Questi documenti, utilissimi alla 
" anno et die sabbati, secundo intrante junio, in mane, istoria del costume, hanno singolare importanza per la 

* pars imperialis Bononiae, timore succursus qui veniebat viva pittura, che lo stesso Guglielmo Pusterla vi fa, de' 
"parti ecclesiae dictae térrae contra eosdem imperiales, tumulti, a' quali assistette, impotente a sedarli, e delle 
" absque ullo bello et violentia aufugit de Bononia, et persecuzioni, che ebbe a patire, specialmente da Al-. 

." Faventiam ivit .... Et ego tunc temporis in Faventia berto Caccianemici. 



XX PREFAZIONE 



Scrittore rapido e conciso sino all'aridità, narratore sereno, ma freddo, una sola 
volta Pietro si commuove, e parla, com'egli stesso dice, " ex abundantia cordis „ ; 
quando racconta il tradimento di Tebaldello, e i danni e le stragi, che Faenza patì 
per esso. Un tradimento simile non si udì da quando Giuda tradì il Maestro; Te- 
baldello e i Geremei divennero amici come Erode e Pilato; gli assalitori penetra- 5 
rono nella città come leoni avidi e intenti alla preda, invasero le case come cani 
famelici. Udite, esclama, udite l'immanità, e vedete l'inumanità dei crudelissimi 
ed empi cristiani: non contenti de' beni, degli oggetti, delle sostanze rubate nelle 
chiese e ne' luoghi religiosi ; gli stessi sacerdoti e i chierici e i religiosi , ed anche 
molti laici, i quali per timore eran fuggiti alle chiese, parte uccisero, parte ferirono 10 
a morte, parte chiusero in dura prigionia. Forlì accolse benignamente i fuggiti come 
madre i propri figliuoli. I vincitori, simili a crudeli nunzi e ministri di Erode, con 
spade e mazze, circondarono la chiesa e le case de' frati minori, le invasero ostilmente 
e quanti fanciulli vi trovarono, tanti ne uccisero. Il sangue di quest'innocenti, in alte 
voci, non cessa ogni giorno di gridare all'onnipotente Iddio: Santo! Santo! Santo Si- 15 
gnore Dio Sabaoth ! 

Non so se l'orrore e lo sdegno, che fanno qui vibrare tutta l'anima del buon 
cronista, e innalzano, infiammano l' umile suo stile, si possano soltanto attribuire alla 
naturale bontà dell'animo suo; ma la pietà del luogo nativo si manifesta, a mio cre- 
dere, ingenuamente eloquente, nel ricordo, che, all'improvviso, si frammette al rac- 20 
conto dell'eccidio : " essa città di Faenza, piena di ogni bene, ossia di pane e di vino, 
di carni vive e morte, di panni e danari infiniti, nel dominio de' predetti rubatoli 
rimase „. Quest'inciso rivela non la semplice riconoscenza dell'ospite; ma l'affetto 
intimo, profondo, del cittadino, il quale della prosperità della patria suole compiacersi 
e gloriarsi l . E non fu certo semplice scrupolo di esattezza quello, per cui, parecchi 25 
anni dopo, Pietro tornò alle meste pagine, che narravano le crudeltà de' nuovi scribi, 
farisei e samaritani, e vi registrò la vendetta divina : " et inimicis eorum dedit Deus 
victoriam super eis „. 

Valga, quel che può valere, un' ultima osservazione. A piedi d'uno strumento 
rogato nel 1276, Pietro Cantinelli si firma notaio u imperiali auctoritate „. Se fu, 30 
come pare verisimile, " creato „ notaio dall' imperatore Federigo II, o a nome di lui, 
doveva aver cominciato ad esercitare la professione prima del 13 dicembre 1250: 



1 Cf. un passo del proemio del CoBEIXI alle Cromi- diedi la volta: riddi forse dieci o dodici banche de' boc- 
che di Forlì: "Il lunedi mi levai et andai in piazza a cari, et tutti vendere della carne a bona derrata: la libra 
vedere il mercato; et passando per ci Borgo grande ve- della carne di mangio a tre quattrini, la vitella a quattro 
deva quelli artigiani lavorare della loro arte, le botteghe quattrini, il trentino et istrone a cinque quattrini, o 
de' mercanti molto ben fornite de mefeantie et de panni vero alla più longa un soldo: et ogni Cosa SÌ Spacciava 
de più colori; et ben vendere et ben comprare, le dette senza lasciarne, che si rendeva a tutti: le pecore che si 
molto ben valere. Poi andava per ci mercato, vertendo vendevano a quarti. Hor pensa tu che abbondanza era 
le cose: lo pari di capponi per cinque soldi, li pollastri quella. Io me ritornai a casa tutto contento, vedendo 
grossi per due soldi et meno, diciotto ova al soldo, la tal mercato, et gli cittadini ben vestiti, mercanti, i dot- 
coppia del cacio fresco per un soldo et per quattro quat- tori et cavalieri ben ornati, l'arte valere, le virtù isti- 
trini, e così il cacio secco; bona derrata d'ogni cosa. mate, l'arte militare essaltata et honorata, lo popolo ben 
Poi andai sotto alla gabella: viddi lì molti sacchi di unito insieme, quelli signori ben amati, et il povero stare 
grimo e farine da vendere per chi voi comprare: bona appresso al ricco; il ben commune era per tutto, carità 
derrata a quindeci et dodeci bolognini il staro. ... Poi et misericordia, giustizia et concordia „. 



PREFAZIONE 



XXI 



non era, dunque, quel Pietro Cantinelli di Iacopino, bolognese, il quale, nel settem- 
bre del 1256, è nominato in un atto pubblico senza la qualifica K notarius „ \ 

Qualche altra correzione ed aggiunta posso fare alla troppo succinta biografia 
del cronista, che dal Mittarelli e dal Fantuzzi passò ai Valgimigli 2 e ad altri rao- 
5 derni 3 . Le " membrane „ dell'archivio capitolare di Faenza, meglio esaminate, ce 
lo fanno vedere nell'esercizio della sua professione, in servizio del capitolo, forse 
prima del 13 marzo 1276, certo per altri affari oltre le liti, nelle quali rappresentò 
il capitolo come procuratore e sindaco generale 4 . Chi avrebbe detto al nobile e po- 
tente ghibellino Guido degli Accarisi, quando prese in affitto alcune terre del capi- 
lo tolo di Faenza, che i casi suoi e della sua famiglia e della parte, di cui era capo, sareb- 
bero stati tramandati ai posteri lontani dal modesto notaio, chiamato a rogar lo stru- 
mento dell'affitto? Nel giugno del 1279 — non già nel giugno del 1278, e non " de 
mandato Ugolini de Medicis iudicis „, come il Mittarelli credette — Pietro sostenne le 
ragioni dei canonici contro gli eredi di Mainardo Buzzi. L'anno precedente, aveva 
15 rappresentato il Comune e la parte degli Accarisi nella Curia, in Viterbo, alla pre- 
senza di Niccolò III: in quella occasione vide e potè conoscere da vicino alcuni de 1 
cardinali, la cui morte ebbe cura, nove e dieci anni dopo, di segnare 5 . Molto proba- 
bilmente riparò a Forlì con gli altri Accarisi scampati all'eccidio del 13 novembre 1280, 
e così potè essere spettatore e narratore diligente della fiera e lunga difesa, che fece 
20 la valorosa città contro l'esercito pontificio, e delle geste di Guido da Montefeltro. 
Nel 1288 fu procuratore di Sanguigna degli Accarisi vedova di Onesto da Ravenna 
nella lite, che ella mosse agli eredi di Vincenzo Onesti. Il giorno 11 giugno 1294 
egli e Niccolino da Zagonada furono eletti sindaci generali della città e del distretto 
di Faenza, é, inginocchiatisi ai piedi del preposto faentino e di Manente da Rimini, 
25 ottennero l'assoluzione da tutti gì' interdetti e da tutte le scomuniche, concessa ai 
Faentini dal conte di Romagna : erano presenti, giovi notarlo per la conoscenza della 
costituzione del Comune faentino, i vari consigli — generale, degli anziani, di cre- 
denza de' venti savi, di credenza de' quarantotto savi — e la " massa ^ del popolo. 
Un mese dopo, udì, come testimone, una decisione di Giovanni Diotaiuti giudice del 
30 rettor di Romagna Ildebrandino da Romena. 

La grande importanza di questa cronaca è nota. Il Mittarelli non s ingannava 
quando scrisse: " Omnia, quae ad Faventinàm eius aevi historiam pertinent, complecti- 
u tur, plura etiam, quae ad finitimas urbes Bononiam, Imolam, Ravennani, Forumlivii, 



1 In Bologna, nel 1304, lo statuto della Società dei 
Notai stabili che nessuno potesse esercitare la profes- 
sione se non all'età di diciotto anni. V. Gaudenzi, Sta- 
tuti delle Società del popolo di Bologna {Fonti per la Sto- 
ria d'Italia), II, p. 44. Molto probabilmente questa con- 
dizione era antica e tradizionale. 

2 Memorie storiche di Faenza, inedite : le pagine rela- 
tive al Cantinelli furono copiate per me dal prof. Messeri. 

3 P. es. il Simonsfeld, p. 255. 

* V. i documenti nell'appendice. 

5 II 29 luglio 1278 i sindaci di Bologna riconobbero 



il dominio papale " coram sanctissimo patre et domino 
Nicholao etc. et venerabilibus patribus dominis Cardina- 
libus, silicet domino Ordonio tusculanensi, et domino 
Bentivegna albanensi episcopis, domino Ancherio tituli 
sancte Prasedis, domino Guillielmo tituli sancti Marci, 
domino Gerardo basilice duodecim Apostolorum presbi- 
teris, domino Iacobo sancte Marie in Cosmidin, domino 
Gotifredo sancti Georgii ad Vellum aureum, domino 
Matthaeo sancte Marie in Porticu et domino lordano 
sancti Eustachii, diaconis cardinalibus „. Sarti e Fatto- 
rini, II, p. 64; cfr. Cantin-f^lt, p. 57-58. 



XXII PREFAZIONE 



u Caesenam, Ariminum totamque provinciam Aemiliam spectant dilucide et sincere 
" exponit itaut inter plura Chronica, quae prodiere ab aliis scriptoribus concinnata, vi- 
u detur Cantinellius, tum tempore, tum merito et fidelitate palmam ceteris praeripere „ *. 
A queste lodi si può aggiungere, non togliere. Per l'ultimo trentennio del secolo XIII 
Bologna e la Romagna non hanno un'altra cronaca propria altrettanto ampia, abbon- 5 
dante, ordinata ed esatta. Salimbene, non romagnolo, ma che in Romagna dimorò 
lungamente, si ferma al 1287: Ricobaldo e Francesco Pipino, nella trama larghis- 
sima, che si proposero di tessere, troppo trascurarono gli avvenimenti, che sotto 
gli stessi occhi loro si svolsero, o de' quali più pronte e fresche notizie potettero 
avere : uomini di studio e religiosi, rimasero estranei alle contese delle parti e a' 10 
maneggi politici, lontani dalle zuffe, che insanguinavano le vie delle città, e dalle 
guerre combattute in campo aperto. Il Chronicon bononiense è poco più di un ca- 
talogo di nomi; gli Annales Caesenates sono compilazione del secolo XIV inoltrato; 
gli Annales Forolivienses, compilazione del secolo XV, dal 1275 al 1306 sono la 
cronaca stessa del Cantinelli; due sole colonne dell'edizione muratoriana contengono le 15 
note di cinqua; t'anni del così detto S-picilegium Ravennatis Ecclesiae. La prevalenza 
de' Guelfi in Bologna e in Romagna dopo la morte di Federico II ; la vigorosa rea- 
zione ghibellina nel decennio 1273-1283; la resistenza, così di Guelfi come di Ghi- 
bellini, al rinnovato dominio pontificio ; l'assidua vicenda di trionfi e di disfatte delle 
fazioni in ciascuna città, ora padrone del Comune, ora bandite e raminghe ; il tra- 20 
mutarsi de' signorotti, discesi da' castelli feudali delle colline e delle montagne alle 
città, di vinti sospettati e vigilati, in capi di parte, in magistrati e, finalmente, in ti- 
ranni; le sanguinose origini de' principati de' Polentani, de' Malatesta, degli Orde- 
laffi, de' Manfredi — ■ un quadro immenso, vario, solo apparentemente disordinato e 
confuso, mancherebbe alla Storia italiana, se non ne avesse tracciato le linee, disegnato 25 
i gruppi, abbozzato le figure, apparecchiato i colori Pietro Cantinelli. 

Non posso omettere che singoiar pregio della cronaca è il grande aiuto, che 
'porge all'illustrazione storica della Divina Commedia, all'illustrazione, vorrei dire, più 
autentica; perchè essa fu scritta negli anni della giovinezza di Dante, mentre vive- 
vano gli uomini, e accadevano gli avvenimenti; che poi Dante avrebbe nominati o rap- 30 
presentati, e ricordati. I personaggi danteschi sono qui una folla: conte Orso, frate 
Alberico, Ugolino de' Fantolini, Ranieri e Fulciero da Calboli, Lizio da Valbona, 
Guido e Alessandro e Aghinolfo e Ildebrandino da Romena, Tebaldello de' Zambrasi, 
Guido Bonatti, " il Mastin vecchio e il nuovo da Verucchio „, Giovanni Ciotto, Mon- 
tagna de' Parcitadi, Federico Novello, Bonifazio "che pasturò col rocco molte genti,,, 35 
i conti di Cunio, di Bagnacavallo, di Castrocaro, forse il " figliastro „ di Obizzo da 
Esti, messer Marchese, Maghinardo da Susinana, Guido da Montefeltro. Qui vediamo 
Maghinardo " mutar parte dalla state al verno „ ; qui troviamo le ragioni dell'ammi- 
razione, che il poeta sentì per il a nobilissimo „ Guido, prima che pensasse a chiu- 
derlo nell'involucro della fiamma infernale, por punirlo del consiglio frodolento datò a 40 
Bonifazio VIII. Qui incontriamo altri, di cui Dante lece menzione nelle opere minori:. 



De Li'icratura javentina, nelle 'Acctssioncs, 39, 



PREFAZIONE 



XXIII 



Tommaso da Faenza, Ugolino Buzzola, Fabrizio de' Lambertazzi, Galasso da Mon- 
tefeltro. E qui apprendiamo come Tebaldello aprisse Faenza B mentre si dormìa „; 
come Forlì sostenesse la u lunga prova „, e facesse " de' Franceschi sanguinoso muc- 
chio „; perchè, e dove e quando, frate Alberico si meritasse di cadere, vìvo ancora, 
5 nella Caino,; perchè Ugolino, de' Fantolini potess'essere tristamente sicuro di non 
aver discendenti degeneri; come la guerra, che, per ben venticinque anni, aveva deva^ 
stato la Romagna, fosse brevemente interrotta dalla gran pace del 1299, e Dante, 
nell'aprile del 1300, potesse attestare, dall'alto del ponticello delle Malebolge: 



U0 



Romagna tua non è, e non fu mai 
senza guerra nel cuor dei suoi tiranni 
ma palese veruna or ven lasciai. 



'Spetta al Sarti il merito di aver, prima di tutti, osservato che, negli Annales Fo- 
rolhienses, cioè nella compilazione pubblicata con questo titolo dal Muratori *, " non- 
" nulla extaht ex Cantinell] chronico manifeste delibata „ ; al Mittarelli quello d'aver 

15 veduto che, dal 1275 al 1300, l'autore, o, meglio, compilatore degli Annales trascrisse 
la cronaca del Cantinelli, " praeter pauca, quae de suo addidit ad Foroliviensem ci- 
u vitatem pertinenza, et exceptis multis, quae leguntur in Cantinello, ab ipso tamen 
a scriptore Foroliviensi praetermissis „ 2 . Però il Mittarelli non vide come le cose ve- 
ramente stessero, quando attribuì la lectio -purior degli Annales, alle condizioni migliori, 

20 in cui, a suo parere, dovette essere il manoscritto della nostra cronaca, al tempo che 
il compilatore forlivese l'ebbe in sua mano 3 . Il vero è che quest' ultimo non di 



1 II Muratori, Rerum Italicartim Scriftores, XXII, 
li aveva rettamente giudicati una compilazione " ex variis 
" praecedentibii8 historiis „. 

2 Accessiones, p. 222, dove sono riferite le parole 
del Sarti, e p. 228. 

3 P. 222 : " Cum enim Moratini tempore chronicon 
" Cantinelli non substinuisset iniurias, quas tempore pro- 
" cedente vel ab amanuensibus, vel recentiosi tempore ab 
"Angelino passum est, facili negotio intelliget quisque 
* Cantinellum ex Moratino pristinae et aliquali puriori 
" lectioni suae restituì posse „. — Il codice forlivese, di 
cui si servi il Mittaretli per confrontare gli Annales con 
la cronaca del Cantinelli, e che, rispetto alla stampa del 
Muratori, egli chiamò codex primigenius, è quello posse- 
duto ora dai signori Dall' Aste-Brandolini di Forlì? La 
questione fu posta dal Simonsfeld (pp. 370-71), il quale 
notò che il testo del Muratori è più corretto e, perciò, 
corrisponde più esattamente a quello del Cantinelli. Il 
Simonsfeld non recò esempi della maggior correzione, 
e, perciò, non è facile coglier' intero il suo pensiero. Si 
tratta di grafia? Si tratta di lingua? Lo sapremo tra 
breve, perchè il Mazzatinti prepara una nuova edizione 
degli Annales; intanto, grazie alla sua amicizia, ho po- 
tuto confrontare il testo manoscritto degli Annales, per 
l'anno 1297, con quello stampato dal Muratori e con 
quello del Cantinelli (p. 87 r., 25 sgg.), e che ho trovato? 
Errori evidenti del ms. furono facilmente corretti dal 
Muratori {comes, illustrissimis, similiter de Forlivio, imam 
acietn, in: Marchio, illustris, similiter et de Forlivio, 
«nani aciem); la grafia, di alcune parole fu^come doveva es- 



sere, rettificata {mictendum, mixerunt); ma il Muratori am- 
modernò la grafia di certe altre (solempnes, Ordelhaphus, 
slecalo), che nel ms. somigliano di più a quelle usate dal 
Cantinelli. Vi sono, poi, parole e frasi, che il compilatore 
degli Annales volle sostituire a parole e frasi del Canti- 
nelli {tminiri et fortificari, et demum per seguenti die, omni 
potentia per guarnimentó) ed anche sopra di esse si eser- 
citò la cura dell' editore (muniri ae, et deinde, omni eius 
potentia}. Il ms. ha per potestatem; la stampa: prò po- 
testate: supra stratam si legge in tutte lettere nel ms. del 
Cantinelli; supra strata in quello degli Annales; il Mu- 
ratori cambiò : super strata. Comincio a credere che la 
maggior " corrispondenza „ sia un' illusione. Ma il Maz- 
zatinti ha portato un argomento nuovo a favore dell'o- 
pinione del Simonsfeld. Come va che, sotto l'anno 1279, 
" il testo forlivese nell'edizione muratoriana si arresta, 
giacche * multa — notò l'editore — heic desiderantur quae 
dolendum est excidisse„, nel testo faentino il racconto 
continua, contrassegnato colle /irgolette marginali che 
indicano quali passi del compilatore forlivese furono co- 
piati " iisdem vel fere iisdem verbis „ sopra un esemplare 
del Cantinelli? Nel codice Brandolini a fol. 53 b, al posto 
dove comincia la lacuna indicata dal Muratori, un pe- 
riodo resta in tronco (dominus domus. . . .) ; nella pagina 
successiva il testo comincia a mezzo d'un periodo (.... 
Faventie, gd quondam villani ecc.); dunque il Mittarellii, 
che ci dette la fine del primo periodo e il principio del 
secondo, segnandoli delle solite virgolette, li lesse interi 
in un codice diverso da quello, che ora si conserva a 
Forlì „. {Gli Annales Forolivicnses, p. 386). Io, che conosco 



XXIV PREFAZIONE 



rado riassunse dal Cantinelli, e spesso si permise di sostituire parole e frasi, che a lui 
parevano di latinità più corretta, a parole e frasi, che si leggevano allora, come 
tuttora si leggono nel manoscritto, senz'alcuna difficoltà. 

Nondimeno, la più gran parte della cronaca del Cantinelli passò agli Annales, in 
modo che opportunamente il Mittarelli potè servirsi di questi per sanare parecchie la- 5 
cune di quella. Parecchie, non tutte, né le più dolorose, perchè il Mittarelli, si ram- 
menti, non ebbe davanti il manoscritto della cronaca, non potè giudicare con i propri 
occhi. Ho seguito io il suo esempio, e fatto ciò, che a lui fu impedito. 

Si sa l' anno, dal quale il Moratini, compilatore degli Annales, cominciò il suo 
lavoro di trascrizione e di riduzione; non si è determinato sinora quello, al quale così 10 
autorevole e sicura guida gli mancò. L'edizione del Mittarelli si ferma al 2 agosto 
1306; io cred > che il manoscritto, quando ne usò il Moratini, conteneva alcune altre 
notizie di quell'anno, ma non de' seguenti. Probabilmente nel 1306 Pietro morì. Dal 
1307, il Moratini si mise a copiare distesamente gli Annales Caesenates ; la narrazione, 
eccettuati i grandi o comunque notevoli avvenimenti d' importanza generale, si restringe 15 
dentro e intorno alle mura di Forlì; di regionale, se così mi si permette di esprimermi, 
diventa municipale. Faenza quasi non è più nominata : gli Annales Caesenates hanno, 
sotto la data del 1307, un capitoletto " de cavalcata Foroliviensium apud Padernum 
" et Rochettam „, che il compilatore forlivese tralasciò, quantunque alla cavalcata aves- 
sero partecipato " Faventini in magna quantitate „. Certo il manoscritto del Cantinelli 20 
non offriva i particolari di essa. Ma il racconto dell' acquisto di Bertinoro, compiuto 
dai Forlivesi, per forza e per battaglia, nel 1306, proviene dal Cantinelli: restano an- 
cora nel manoscritto le prime righe, esattamente corrispondenti, meno qualche frase o 
parola, a quelle degli Annales — infatti, il Mittarelli le virgolò — : il capitoletto degli 
Annales Caesenates su lo stesso fatto presenta un'altra versione, nella quale primeg- 25 
giano il tradimento e l'astuzia. E restano nel manoscritto le prime righe del para- 
grafo, che raccontava la fuga di Napoleone Orsini da Bologna a Ravenna, dalle quaii 
differiscono poco le prime d' un paragrafo del compilatore forlivese. In tutt' e due 
i passi, le locuzioni, i giri e le movenze di frasi del Cantinelli si ravvisano alla prima 
occhiata : et hac de causa, -per vini et -proclìum acceperunt, moram traxit, tam cìves 30 
quani forenses, tulit sententiam, honorabiliter fitit receptus. Gli Annales Caesenates 
hanno un' allusione generica — " promulgava processus „ — e un solo particolare, 
l' esodo degli studenti da Bologna a Padova. Anche si può osservare che gli An- 
nales Forolivienses chiamano il legato Napoleonus, usano, cioè, la forma solita al Can- 
tinelli; gli Annales Caesenates lo chiamano Neapulco. Qui il Mittarelli avrebbe avuto 35 
tutto il diritto di ricongiungere disiedi membra) non osò, e me ne maraviglio., 



pur troppo! con quanta negligenza il Mittarelli procurò quello della disfatta de' Parcitadi avvenuta in Rimini il 
l'edizione della cronaca faentina, credo di poter attribuire 13 dicembre 1295 (Mittarelli, 302). In verità il coni- 
la presenza delle virgolette accanto alle righe, che nel pilatore forlivese non trovava nel Cantinelli, dal settem- 
codice Brandolini mancano, a una svista del Mittarelli o bre del 1279 al marzo del 1281, niente, che direttamente 
a una dimenticanza del proto. Infatti, altri passi del Can- importasse alla storia della sua città, e, per quel poco, 
tinelli, trascritti quasi alla lettera dal compilatore for- stimò sufficiente " una mezza pagina „ avendo già rife- 
livcsc, non furono virgolati nella stampa; per esempio, rito innanzi l'eccidio di Faenza. 



PREFAZIONE XXV 



Recentemente uno studioso benemerito della storiografia forlivese, il prof. Giu- 
seppe Mazzatinti, ricercando le fonti delle Cronache di Leone Cobelli, ha scritto : 
a Per gli episodi della guerra tra Bolognesi e Faentini nel 1275, ricorse (il Cobelli) agli 
Annales ForolivienseSj volgarmente noti col nome di Cronaca Mora Una. Se ne legga 
5 tutta la prima parte fino alla linea 4 della colonna 139 dell'edizione Muratoriana, 
e si vedrà che in più punti fu letteralmente tradotta dal Cobelli. Dopo il 75 non 
appare più la dipendenza dell' un testo dall'altro; tant'è vero, ad esempio, che il No- 
stro nulla racconta del 1276, mentre negli Annales ne sono esposti diversi avveni- 
menti; e che, se in questi nessun fatto è registrato agli anni 1277 e 78, il Cobelli 

10 s'estende a dirne molti particolari 1 ,,. 

La prima osservazione del mio carissimo Mazzatinti dev'esser modificata in que- 
sto senso: Leone Cobelli desunse, direttamente, dalla cronaca del Cantinelli, i molti 
passi, che anche il compilatore degli Annales copiò o riassunse da quella. Non 
meno di tre volte il Cobelli non trasportò nel suo " vulgare „ la " lectera ,, del Can- 

15 tinelli; la prima per fatti anteriori al 1275; le altre due, per fatti, che gli Annales 
raccontano in diverso modo. Ma dal Cantinelli la prima volta abbiamo soltanto: "Et 
a hoc anno (1269) in die kalendarum januarii, in publica contione rumor maximus 
" elevatus fuit contra. . . . dominum Albertum potestatem, et multi lapides proiecti 
" fuerunt contra eum, et hoc fieri fecit dominus Comacius de Galluciis, et tunc fuit 

20 u magna discordia inter Gallucios et Lambertinos occasione potestarie de Forlivio 2 ,,. 
Il cenno del Cobelli, cominciando, è più breve; omette, cioè, la data e l'occasione del 
maximus rumor: però, alla fine, ci dà molto di più, perchè spiega di quel " rumore „ e 
della discordia cittadina la ragione e l'effetto: " Anno 1268. Dominus Comacius de 
" Galuciis fecit proiciere lapides contra dominum potestatem. Tunc magna discordia 

25 " inter Galucios et Lambertinos, occasione potestarie de Forlivio. Utrique Ulani in- 
" tendebant. Forolivenses, hoc sito, noluerunt amprius rectores de Bononia* ~. Donde 
l'aggiunta? Se si trattasse d'un paio di frasi prive d'importanza, frasi da ricamo, 
potremmo, con un po' di buona volontà, supporle composte dallo stesso Cobelli; ma 
si tratta di fatti, che ebbero capitale importanza nella storia delle relazioni tra il 

30 guelfo Comune di Bologna, aspirante a divenir capo e signore della Romagna, e il 
ghibellino Comune di Forlì, riluttante, ricalcitrante, e, ben presto, fieramente nemico. 
Supporre un'altra fonte comune, alla quale il Cobelli fosse risalito senza sapere l'uso 
fattone un buon secolo e mezzo prima dal Cantinelli, non mi pare necessario, nò 
verisimile, perchè, subito dopo il passo latino, il Cobelli comincia a parafrasare e 

35 tradurre il racconto degli avvenimenti del 1273 da due luoghi diversi del Cantinelli. 
La mia opinione è che il cronista forlivese trasse da una fonte forlivese il comple- 
mento della notizia del Cantinelli; complemento, che attesta, diciamo pure, l'ardore 
patriottico di chi primo lo pensò e lo lasciò scritto, ma non è conforme alla verità. 
Forlì continuò ad avere da Bologna podestà e capitani del popolo sino al 1272. 4 



1 G. Mazzatinti, Leone Cobelli e la sua Cronaca', note, p. 437, gli editori avvertono : " le copie Maldenti 
Bologna, tip. Garagnani e figli, 1898, p. 8. "e Casali hanno: frojicere „. 

2 P. io. * Questo, che si può desumere da ciò che il Can- 

3 P. 36 : " PIcere lapides „ reca la stampa; ma nelle tinelli dice all'anno 1273, è provato dai nomi de' rei- 



XXVI 



PREFAZIONE 



Incontriamo il secondo passo del Cantinelli al bel mezzo del paragrafo " Como 
" misser Paganino de Aregogliose e Gulielmo de Ordelaffi facevano uno tradimento 
" ecc. „, così: " Eo vero tempore Comune Forlivii, volens predictis obviare et se 
" opponere ne prodictores illi eorum desiderium adimplerant, et prò manu tenendis 
" e conservandis juribus e bono statu „ l . Gli Annales Forolivienses dicono : " His 5 
" vero stantibus, Commune Forlivii et dominus comes Guido de Montefeltro capita- 
" neus Forlivii et generalis ligae, volentes providere praedictis et obstare, ne tantum 
" malum succederet prò magnifico et libero statu „, e proseguono. Alla fine dello stesso 
paragrafo, il Cobelli racconta che Paganino e Guglielmo furono chiusi in una torre 
della rocca di Cesena e, quasi volesse porre su la loro segreta una lapide sepol- 10 
crale, ripete le funebri parole del Cantinelli : " 'perpetuo moraturì „ 2 . Gli Annales 
non le ripetono; anzi asseriscono che i due traditori u nocte quadam interemti fue- 
runt „ , asserzione smentita più in là dal Cobelli, secondo il quale, resasi Forlì, dopo 
" la lunga prova „ , al conte di Montfort, " fo lecenciato misser Paganino Arigoglioso 
" e '1 figliolo, el quale era prisone al castello Inperatore in Cesena „ e fu a facto 15 
potestate de Forlivio „. Il Cobelli riferisce, ma non dice se dopo la liberazione, o 
prima, che Gugliemo Ordelaffi " morì„ 3 ; però il Rossi vide un importante .documento 
del 20 gennaio 1285, redatto alla presenza di Guglielmo 4 . 

Dopo le citazioni del testo latino, vediamo qualcuno de' luoghi del Cantinelli tra- 
dotti o parafrasati in volgare dal Cobelli, e, prima di tutti, quei due, ai quali ho già alluso. 20 



Cantinelli, p. 11. 

Millesimo ducentesimo septua- 
g«simo tercio, indictione prima. . . . 
Hoc anno, de mense madii, comune 
Bononie fecit exercitum super civita- 
tem Forlivii, et duravit per sex septi- 
manas. Et dominus Hodoardus rex 
Anglorum, rediens de ultra mare, ve- 
nit per illud exercitum. et in eo mul- 
tos milites novos fecit de pluribus 
civitatibus, Bononie et Romaniole, et 
volult conponere inter comune Bo- 
nonie et comune Forlivii, sed non 
potuit; non tamen hoc stetit oer co- 
mune Forlivii neque per parlem Lan- 
bertaciorum, sed pars Geremiorum 
noluit pacem lacere: postea comune 
Uononie rediit domum, [et, de] Con- 
silio malorum, facta fuit reformacio 
de exercitu facicndo anno sequenti. 



Cantinelli, pp. 14-15. 

.... M.CC.LXXIII. . . . eo anno. . . . 
comune Bononie, cum vellet dare 
potestates castris comitatus et distri- 
ctus Forlivii, secundum quod elige- 
bantur in Consilio comunis Bononie, 
et comune Forlivii noluit recipere, 
fecit exercitum generale super civi- 
tatem Forlivii de mense madii. Et 
duravit exercitus xxxvi diebus, in 
quibus exercitus stetit super Forli- 
vium et in eius districtu. ... Et tunc 
transivit per dictum exercitum domi- 
nus Odoardus et uxor eius, qui voluit 
facere concordiam, et non potuit. Et 
fecit in ipso exercitu multos milites 
novos, et etiam in civitate Faventie 
et Bononie. Et tunc, in quadam ba- 
toglola parva, fuit occisus Aimericus 
filius domini Nicolai domine Dotte, 
qui vocabatur Tusighinus, et in alia 



Cobelli, pp. 35-37. 

L'anno 1273, indicione prima, 
del mese de magio ; la comunità de 
Bologna mandò una imbassata a For- 
livio, che dovessero apceptare offi- 25 
ciale, capitani, potestate .... li quali 
officiali la comunità de Bologna li 
mandarà, come fanno a li altri terre 
de Romagna .... Li Forlovesi indi- 
gnati resposero, che Forlivio era cita 30 
libera .... Li bolognesi, avendo au- 
dito la resposta de forlovesi, mandoro 
subitamente per la gente d'arme; et 
facto lo exercito, lo mandoro a For- 
livio; per modo che el dicto exercito 33 
stette a canpo a Forlivio circa 6 sta- 
mani. E '1 re Adoardo, re d'Engli- 
terra veneva d'oltramare, e sieco mi- 
nava la sua donna; et pervenne per 
Forlivio, et passò per lo exercito bo- 4Q 
lognese, et illi se fermò et fece li 



tori di Forlì, che si sono giunti: podestà nel 1269 Fi- 
lippo Ligapa8seri, nel 1270 Guglielmo di Scannabecco 
di Gosio; capitano del popolo nel 1270 Filippo Borni, 
nel 1272 Bonifazio Lambcrtini. 

1 P. 50: v. il passo del Cantinelli a p. 14 di questa 



2 P. 51 : è stampato "morituri „. 

3 PP- 75-76. 

4 P. 464: Era l'atto, col quale Bonifazio arcive- 
scovo di Ravenna ridusse, da 20 000 a 9 000 libbre ra- 
vennati, una multa imposta ai Forlivesi per danni recati 
alla diocesi di Ravenn» 



PREFAZIONE 



XXVII 



fuit occisus Gerardus Calamatonus, 
et captus fuit tunc dominua,Barufal- 
dinus de Sturlittis et ductus in cavi- 
tate Forlivii; sed nullum inpedi- 
mentum recepit, et rel[uxatus fuit 
honorifice]. 



10 



15 



20 



25 



molti cavalieri bolognesi et d'altri 
terre de Romagna. El dicto re Adoar- 
do volse acordare la comunità de Bo- 
logna con el comune de Forlivio, et 
non possette ; et non mancava né 
mancò per la comunità forlovese, ne 
mancò per la parte de' Lambertacii 
bolognesi de fare pace con forlovese; 
mancò solo per la parte de Germigli 
bolognesi. Et tal vedendo Germigli 
che Lambertacii precoravan per for- 
lovise, l' ebbero per male et levoro 
canpo et tornoro a Bologna. Et es- 
sendo a Bolongna, per consiglio d'al- 
tri alcuni maligni tornoro a mandare 
imbassata a Forlivio .... E in quella 
bataglia fo morto miss. Nicolò miss. 
Docti, lo quale si chiamava Tossi- 
ghinus da Bologna; e fo morto Ghi- 
rardo Calamontonus; e f o preso miss. 
Berofaldinus de Castro Lucis, e fo 
minato in la cita forlovese ; non ebbe 
impedimento nissuno, ma gli fo facto 
grandi honori, perchè lui era de la 
parte de Lambertacii. 



Ho tralasciato gran parte della risposta de' Forlivesi agli ambasciatori di Bo- 
logna e la descrizione, non breve, della grossa battaglia, sostituita alle due batagloJe 
sparve del Cantinelli, perchè credo che, seguendo il suo costume, il buon Cobelli 
imaginò risposta e descrizione. Ma vedasi con quanta industria scelga, or dall'uno or 

30 dall'altro passo del Cantinelli, le circostanze, che gli paiono più notevoli, e le in- 
tessa nel racconto suo: dal primo, la durata della spedizione de' Bolognesi, il passaggio 
del re d' Inghilterra reduce la oltremare, la ragione, per la quale il tentativo di Odoardo 
non riuscì, il ritorno de' Bolognesi alla loro città e il consiglio de' maligni — benché 
non intenda questo consiglio, o non voglia intenderlo, per potersi comodamente di- 

35 stendere a raccontare un'altra ambasciata bolognese e un altro più fiero rifiuto for- 
livese — ; dal secondo, le pretensioni di Bologna al predominio in Romagna e sopra 
Forlì, il passaggio della moglie di Odoardo in compagnia del marito, la morte di 
Tusighino e del Calamatone, la prigionia di Baruffaldino e la cortesia, con cui lo 
trattarono i Forlivesi. 

40 Dal Cantinelli tradusse il Cobelli, alla buona, storpiando parecchi cognomi, ma 

per filo e per segno, tutto il paragrafo " Como li Lanbertacii e Germigli da Bologna 
"vennero in gran differencia „ *, che comprende gli avvenimenti del 1274: non fu 
così diligente nel paragrafo successivo, o non leggesse bene nel manoscritto, o avesse 
innanzi una copia poco fedele di quella pagina, che pure non è delle più guaste. 

45 Invece di far morire, per mano de' familiari, il vescovo faentino Giacomo Fetrella, 
fece morire uno de' due podestà di Faenza, suoi concittadini! 



1 Pp. 41-42: Cantinelli, pp. 16-17. 



XXVIII 



PREFAZIONE 



Cantinella, p. 18. 

Et tunc illi de parte Acharixiorum, qui habebant 
dominium civitatis Faventie, elegerunt duos potestates 
de civitate Forlivii .... Et fuerunt potestates, per unum 
annum, dominus Superbus de Argoglosiis, dominus Te- 
baldus de Ordelaffis, simul et semel uno anno. 

Et, eo anno, in die mane festivitatis sancti Iohan- 
nis Evangeliste, que est immediate post festum Nativi- 
tatis Domini, inventus est mortuus in camara dominus 
Iacobus de Petrella episcopus faventinus, quem suffoca- 
verunt familiares sui. 



COBELLI, p. 42. 

Hor. essendo stato electo potestate e capitanii mls- 
ser Superblo de Arigogliosi e Tibaldo de Hordelaffi tucti 
da Forlì (foro electo in quello medesimo anno di quello 
milesimo, e fo electo dalla parte de li Accarisii li quali 
avevano el dominio de Faencia) e stando misser Superbo 
e Tibaldo Hordelaffo capitano e potestà, una mattina a 
bon'ora in la festa di san Zovanni Evangelista, per li 
feste di natale, fq trovato morto in la sua camera el 
dicto Tibaldo degli Ordelaffi. 



10 



Come mai? Passi lo scambio di Dns {dominus) per deus {dictui)\ rimonti pure 
al secolo XV il taglio della carta, che rende in parte illeggibile la prima sillaba di 
petrella) ma tra i nomi di Tebaldus e di Iacobus, scritti in lettere abbastanza grandi 
e nitide, nessuna confusione è possibile, anche all'occhio meno attento e meno esercitato. 15 

Il Cobelli tradusse i fatti del 1275 u letteralmente „ non dagli Amiales Foroli- 
vienses, bensì dalla Cronaca del Cantinelli, giacché di questa ritenne circostanze e 
particolari, che mancano in quelli. Ne indicherò alcuni. Gli Amiales riferiscono, 
quasi con le stesse parole del Cantinelli, che, nella battaglia del ponte di s. Procolo, 
perirono più di tremila Bolognesi della parte de' Geremei ; omettono che - capti et 20 
ducti Faventiam fuerunt bene trecenti „ : il Cobelli aggiunge a punto: " e de le presi 
foro più di trecento et ultra „ l. Il Cantinelli espone la resa del castello di Roversano, 
e le conseguenze di essa, alla buona : " Inter quos fuerunt d.. Galaottus de Lanbertinis 
" potestas Cesene, d. Rodulfinus de Ganacese et unus ex filiis eius et gener eius, d. Guido 
" de la Tunba et nepos eius, et quidam alii, in quantitate xxv, capti fuerunt et ducti 25 
" ad civitatem Forlivii, die martis III septenbris. Alii vero omnes, qui erant in ipsa 
" rocca ultra quam mille, relaxati fuerunt de gratia speciali, et, cum eorum armis, 
" remissi Cesenam, et hoc fuit die lune II septenbris; ob quam causam incontinenti 
u tractatus factus de concordia inter Comune Forlivii et Cesenates, et conpleta fuit 
" concordia die mercurii tunc sequenti, et facti fuerunt potestates Cesene dominus 30 
ì a Argoglosius etc. de Forlivio ; et dominus Raule de Macolinis, cum omnibus amicis 
u suis, qui steterant extra Cesenam, redierunt in civitatem Cesene, et dominus Ra- 
a nucinus Pocaterre, cum omnibus suis amicis, qui cum eo steterant extra Cese- 
u nam „ 2 . Il Moratini, al solito, abbrevia, e cerca di versare un po' di vernice di 
eleganza sopra le asprezze del suo autore. a Inter quos fuerunt dominus Galeottus 35 
" de Lambertinis potestas Cesenae, dominus Rodulphinus de Ganacese et unus eius 
" filius et gener eius, dominus Guido de la Tumba et eius nepos et quidam alii in 
u numero xxv capti fuerunt etc. "Alii vero omnes, qui erant in arce ultra mille, 
u relaxati et liberati gratis sunt. .^jiamobrem concordia inter eos contrada est et 
" inter Comniune Forlivii ', et Caesenates promiserunt fa cere mandata dicti Communis 40 
u Forlivii. Et propter tantam liberalitatem elegerunt duos potestates de Forlivio i. 



P. 46. 



* F. 22. 



PREFAZIONE XXIX 



" videlicet Tedcricum de Ordelaffis etc. cives Forliviì. Et tunc dominus Raule de 
" Mazolinis et dominus Ranutius Pocaterrae exules, cum omnibus eorum amicis, 
" Caesenae honorijice rediere „. Il Cobelli non si permette omissioni o tagli, e ri- 
produce tutte le asprezze. " Ne li quali prise fo miss. Galeotto de Lanbertinis 
5 " potestà de Cesena, miss. Redulfinus de Galeigese e un de' soi figlioli e suo zennaro l , 
" miss. Guido de la Tunba e suo nepote, e altri in quantitate, in tucto persone 25. 
" Foro minate prisoni in la cita de Forlivio 2 el martedì, el tercio de septenbre : li 
" altri ch'erano in quella rocca, forse persone mille, forono relassate de gracia spe- 
" ciali, e con le loro armi andoro a Cesena, e questo fo el lunisdì. E incontinenti 

10 " fo facto tractato de l'acordo de cesinate e forlovesi. El mercoridì seguente alhora 
" fo facto potestate e capitanio miss. Arigoglosius ecc. de Forlivio: e miss. Zaolis 
" de Mazolinis con tucti li amici soi ch'erano fori de Cesena tornoro horivolimente 
" in la cita de Cesena; e miss. Ranucio poi entroe con tucti li soi amici, li quali 
" erano con lui fori de Cesena „ 3 . Se mai, solo un avverbio tolse il Cobelli dagli 

15 Annales: honor mollmente! 

L'osservazione del Mazzatinti : che "il Nostro (il Cobelli) nulla racconta del 1276, 
" mentre negli Annales ne sono esposti diversi avvenimenti „ è inesatta, per colpa 
non dell'egregio studioso, ma del compilatore degli Annales, o di chi li trascrisse 
per il Muratori. In verità questo solo raccontano, del 1276, gli Annales: " Papae 

20 " quatuor mortui, duo divino judicio et duo veneno exhausto „ 4 ; quel, che segue — l'as- 
sedio di Bagnacavallo, il tradimento da P. degli Orgogliosi e G. degli Ordelaffi ordito 
ai danni di Forlì, la marcia de' Fiorentini per le montagne, l'assedio di Civitella — 
tutto, sino alla spedizione de' Forlivesi a Ranchio, appartiene al 1277. Il codice del 
Cantinelli non offriva niente alla storia forlivese per il 1276; ma i fatti del 1277, che 

25 il Cobelli espone con " molti particolari „, non mancano, quantunque più in succinto 
agli Annales, e, meno un'eccezione, di cui riparlerò, la fonte comune è sempre la stessa. 
Non dagli Annales, ma dal Cantinelli 5 seppe il Cobelli che " eodem millesimo tenpo 
" e anno, fo potestà de Forlivio misser Vincencio de Honestis de Ravenna, e capi- 
" tanio del populo forlovese fo misser Bussonus de Hogobio homo eloquentissimo e 

30 " prodente „ (vir -prudens et loquax) ; che alla congiura partecipavano cinquecento 
Forlivesi; che " el burgo de Civitella, lo quale è sopra Forlivio per 13 miglia,,, 
fu dai Forlivesi fornito di " capitani e de bona gente „ ; che Paganino e Guglielmo 
furono " messe in un fondo de turri de lo castello de l' inperatori 6 co li catini e ferri 
al collo „. Il Cantinelli omette che i congiurati " andoro al palacio del potestà de 

35 " Forlivio a presso a la chiesa cadridale, e quella misscro fuoco e sucomano, a fin 
" che se levasse il remure per mutare quello stato „ ; ma qui il Cobelli non para- 
frasò, come parrebbe a prima giunta, gli Annales jForolivienses 1 ; tradusse diretta- 



1 La virgola manca nella stampa. 6 Gli Annales compendiano molto male: "positi 

2 Nella stampa punto fermo dopo Forlivio, e, a " fuerunt Caesenae in turri Imperatoris „. 

capo : " El martedì „. 7 * Ad terrorem populi ascenderunt palatium do- 

3 Cobelli, p. 48. * mini potestatis de nocte apud Ecclesiam Cathedralem „; 

4 Cfr. Cantinelli, p. 12, r. 16* V. il passo corrispondente degli Ann. Caescnates a p. 2.^ 

5 Pp. 23-24. n. 8 di questa edizione. 



XXX 



PREFAZIONE 



mente dagli Annales Caesenates } i quali — il Mazzatinti l'ha dimostrato — conobbe 
assai bene, e adoperò spesso. 

Nel 1278, oltre la spedizione fortunata di Guido da Montefeltro contro Ranchio 
— di cui tanto gli Annales Forolivienses, quanto il Cobelli, tolsero la notizia dalla pri- 
ma parte del Cantinelli — e quella infelice de' Bolognesi a Piancaldoli; avvennero l'as- 
sedio e la distruzione di Calboli, di cui gli Annales Forolivienses danno relazioni scar- 
sissime, e il Cobelli, con la fida scorta del Cantinelli, parla molto più diffusamente. 
Ed è bello vedere come, sotto la penna dell'entusiasta suonator di baldosa, i 1 racconto, 
senza perder di esattezza, acquisti vivacità. 



Cantinelli, p. 26. 

.. . .pergentes versus Maradi, euntes, 
ipsa die dominica et ipsa nocte, usque 
ad sanctum Stephanum in Palacolo, in 
podere dicti domini Maghinardi de 
I'aganis, et ibidem aliquantulum re- 
fecti ipsi et equi eorum; senper ta- 
men pluebat fortiter supra eos. Et 
sic, die lune tunc sequenti, equitanies 
per montanas, per rupes et nemora, 
vencrunt usque et prope castrum 
riancandoli, ubi erat exercitus Gere- 
miorum. Dum vero predicti de exer- 
citu intellexerunt sucursum tam ma- 
gnum venire in auxilium illorum, qui 
erant in castro Fiancandoli, in con- 
tinenti, relictis spoliis, que habebant 
in exercitu memorato, terga vergen- 
tcs, in fugam conversi sunt. Aliqui 
vero ex popularìbus se in quandam 
fortiliciam reduxerunt; predicti vero 
milites, qui erant cum dictis domlnis 
de A ld|alo], insultantcs predictas, 
qui crant in dieta fortilicia, per vim 
ceperunt eosdem, plurimos occidendo, 
vulnerando et cap.'endo, qui fuerunt 
ultra ducenti, reliqueutes etiam ibi- 
dem eoruin Insignia, que postmodum, 
cum dictis captis, Faventiam portata 
fuerunt. Quibus peractis, illi, qui 
erant in castro Fiancandoli, acce- 
perunt panem, vinum , tentoria et 
travacchas et omnia spolia de exer- 
cit ii. et ipsa in dicto castro reposue- 
runt, et duos manganos, quos pre- 
dicti Geremienses ibidem constru- 



Annales Forolivienses. 

-. . . . pergentes versus Marp.di et equi- 
tarunt usque ad sanctum Stephanum 
in Falazolo. 



Deinde equitarunt prop« ca- 
strum Flancaldoli, ubi erat exercitus 
Gercmiorum. 



Illi vero, qui obsidebant die tum 
castrum, aufugerunt, relictis tentoriis, 
machinis et omnibus eorum rebus. 



20 



Cobelli, p. 53. 10 

.... e andoro verso Maradi, andando 
quel di de la domenica e tucta la nocte 
fino a sancto Stefano in Palaciolo in 
lo podere de misser Machinardo de 
Paganis; e illi alquanto se reformoio 15 
loro e loro cavalli; senpri mai per 
ciò piovendo forte sopra loro. Po, 
el lunisdi sequente, cavalcando per la 
montagna e per la ripa che mai se 
posoro, quietamente vennero in fino 
iusta el castello de Piancaldoli, dove 
era lo exercito de bolognese e calbo- 
lese. Subitamente che quelle de lo 
exercito bolognese intesero che el soc- 
corso era venuto a Piancaldoli, in- 2 3 
continente seneza dire altro si levoro 
da canpo, e lassoro tendi trabacchi e 
padiglioni e hogni cosa del canpo e 
derono volta in fuga, credendo che 
el conte Guido Feltrano fosse in lo 3Q 
exercito, conossendo li molti forlo- 
vesi. E alcuni de quelli populari 
fogendo se messero in una fortezza, 
e illi se redussero. Quilli homini 
d'arme ch'eran con quilli Dandoli in- 35 
continente derono la bataglia a quello 
loco: per forcia ebbero la fortecza, e 
presero tucti colloro : chi fo morto, 
chi ferito, chi per presoni; e toltogli 
li insigni e armi. E quelli del ca- 40 
svello ussiro fori a robare el canpo 
de Bolognesi; pane, vino, carne, e 
tutte quelle cose c'avean portato in 
canpo: e si gli tolsero due mangani 
che li bolognesi avean portato tucti 45 
portoro in lo castello. 



Dal 1278 al 1282 il Cobelli non si tfalfi nìù del Cantinelli, e sbaglia date e 
confonde fatti. Forse non conobbe la parte della nostra cronaca corrispondente a 



PREFAZIONE XXXl 



quegli anni; forse, mosso da ragioni, che non possiamo indovinare, preferì tenersi agli 
Annales Caesenates e alle " coroniche „ di " maistro Antonio Gotto da Ravenna „ , il 
quale la narrazione della difesa di Forlì e della strage dei Francesi " l'avia levata 
dal proprio quinterno de Guido Bonatto „ \ Però, a guardarvi bene, le linee 
5 principali, sostanziali, di questa narrazione, provengono dal Cantinelli. Gli Anna- 
les Forolivienses accolgono e abbelliscono la tradizione — che già aveva fatto ca- 
polino nella cronaca Astense e negli annali di Cesena — secondo la quale la vit- 
toria degl'Italiani fu procurata principalmente dall'astuzia, dalla calliditas di Guido 
da Montefeltro 2 . I Francesi entrano in Forlì per una porta lasciata indifesa, sono 

10 benignamente ricevuti da vecchi e da donne, accettano le offerte di cibo e di vini, si 
ubbriacano e si addormentano: allora torna Guido, che aveva finto di andare verso 
Ravenna, li coglie alla sprovveduta, e fa di essi orribile macello. E la versione, che 
piacque al Rossi e al Carrari. Il Cantinelli dice che la cavalleria italiana, uscita per 
la porta della Rotta, fu sbaragliata dalla cavalleria francese; che i vincitori entrarono 

15 per la porta rimasta aperta, correndo la città, uccidendo donne, fanciulli e vecchi; 
che Guido non sapeva niente di tutto questo, ma, quando, con le truppe forlivesi, 
ebbe sconfitto l'esercito nemico, avvisato, tornò in città, e dette addosso ai Francesi. 
Sotto i ricami del Cobelli ritroviamo la stessa trama: Guido ha sconfitto i " dece 
milia combattenti „ schierati su " la strada Flaminea „ quando gli giungono le notizie 

20 di ciò, che è accaduto nella città : " O magnifico conte Guido capitanio nostro, e 
" che fae ? Soccorre Forlivio prestamente : che li octo milia francise eh' erano scon- 
u tro la Porta Valeriana anno rotto li forlovese e intrati dentro de la citate, e tucta 
" via conbatino ; e mina à foco e fiaca tocti li contrati } nomini e /imene ; e comen- 
u ciano a robare e amaciare de citadini „. Inoltre, de' cronisti più antichi, il Canti - 

25 " nelli è il solo, che faccia menzione de' preparativi di Guido: " Dominus comes 
" Guido de Montefeltro capitaneus civitatis Forlivii proclamari fecit, publica voce 
" preconia, per civitatem eandem, quod omnes et singuli, tam miiites quam popula- 
" res, qui erant in civitate Forlivii, deberent se congregare in platea civitatis eius- 
" dem, absque alicuius mero dispendio; quibus ibidem armatis viriliter et potenter, 

30 " idem dominus comes parlamentum fecit, et multa et varia ibi dixit, confortando 
" plurimum omnes gentes suas ut viriliter omnes se gererent et haberent, scientes quod 
" sua erat intendo et voluntas exeundi versus inimicos et preliandi cum eis „. Nella 
descrizione de' preparativi, il Cobelli si abbandona al suo estro; ma il fondo non 
muta : un bando " a li 4 cantoni de la piacia per parte del capitano conte Guido ,, 

35 fa sapere che il giorno seguente " tucti soldati, frostieri, terrieri.... zascuno armato 
" de bataglia debba venire in su la piacia dei signori consuli, e fancti previsionati vegna 
u in su la piacia de Sancta Croce ; e questo perchè vole recevere hongn'omo de una 
" bona collacione „. La mattina, dopo la " colacione „, Guido distribuisce le squadre, 



1 Pp. 62, 66. " bentium auctoritate et consonantia morum tanti viri, 

2 " Et sicet nonnulli scriptores, quos credo in u sic ea Victoria mihi esse notanda consentanee videtur „. 
* maiori parte vidisse, diversa sentiant et scribant de Ma il compilatore non fece che appropriarsi il racconto 
" praesentl Victoria, tamen considerans artes, calliditateni di Benvenuto da Imola, il quale aveva tradotto in suo 
'" et cooj>ertas vias praefati D. Corniti GuidoniG, cum seri- latino quello del Villani ! 



XXXII PREFAZIONE 



" le ciorme „ , chiama " li nomi de li persemi corno senpri mai l'avesse conussuti, e 
" sì li conforta a la bataglia a essere valenti homini, con ciò sia cosa che ogi era el 
" dì de lo honore e fama forlovesa „. Queste corrispondenze non so se bastino a 
provare, certo allettano a supporre che il racconto degli avvenimenti posteriori al 
1° maggio 1282, all' eccidio dei francesi, ora mancante nel manoscritto del Cantinelli, 5 
si ritrovi, tutto o parte, ne' vari paragrafi del Cobelli, che trattano dell'impresa di 
Guido di Montfort contro Forlì, della partenza di Guido da Montefeltro e della resa 
della citttà. 

E non potè il Cobelli conoscere anche il principio della cronaca del Canti- 
nelli — le carte 1-13 ora perdute — e metterlo a profitto? La domanda mi pare 10 
ragionevole, essendo così intime come ho dimostrato le relazioni tra le due cro- 
nache. Se non m'inganno a partito, qualche indizio — dico: indizio. — rimane, 
che incoraggia a dare alla domanda risposta affermativa. Forse nel Cantinelli trovò 
il cronista forlivese il cenno dell' edificazione della torre degli Asinelli, il quale 
altrimenti non si spiega perchè si sia insinuato tra le memorie di Forlì, conser- 15 
vando la forma latina: u 1109. Alta turris de Asinellis Bononiae condita est,,. 
Veramente, nella lingua del Cantinelli, invece di condita, ci aspetteremmo con- 
structa o elevata) ma anch'egli, non si dimentichi, attingeva ad una fonte ante- 
riore. Nel Memoriale del Griffoni si legge: "Anno Domini MCIX. Turris Asi- 
" nellorum Civitatis Bononiae fuit completa „ K Poco dopo, il Cobelli registra un 20 
fatto ignoto alle cronache bolognesi, che ho potuto consultare. Correndo il 1160, 
•nacque " una gran differentia fra il popolo bolognese et il popolo forloveso „ perchè i 
Bolognesi fecero una strada da Bologna e Cervia " per non venire a pagar la ga- 
" bella del sale overo altre mercatantie, e che il populo forloveso havesse quel danno „ : 
i Forlivesi si querelano all'imperatore Federico, il quale promette aiuto: venuto 25 
u Christiano conductiere et vice re dello imperatore coll'esercito imperiale „ , egli ed 
i Forlivesi "statini.... si misero insieme, et andaro contra bolognesi, per modo che 
" li cacciorno via et roppero lo exercito bolognese, et interropper la via che bolo- 
w gnesi facevano „ : e questo fatto " fu appresso la Toscanella territorio d'Imola ecc. „. 
La data si deve abbassare di parecchi anni, perchè l' impresa possa esser messa tra 30 
quelle compiute in Romagna dal vescovo di Magonza Cristiano; però, tolti via gli 
ornamenti, per esempio le parole dette dall'imperatore agli ambasciatori forlivesi, con- 
siderando che il Cobelli non potè inventar tutto, e che la cagione così ben detcrminata 
della " differencia „ non pare improbabile; son tentato a ravvisare in questo paragrafo 
un episodio della campagna del cancelliere contro i Bolognesi, forse a pena accennato 35 
dal Cantinelli, ingrandito dal Cobelli, e colorito in modo da accrescer gloria e vanto 
alla sua città. 

Rispetto alle carte mancanti al principio del nostro manoscritto, non credo buo- 
na un' ipotesi del Simonsfcld a , benché sembri inchini ad ammetterla il Mazzatinti 3 . 
Kcco di che si tratta. Il codice degli Annalcs Forolivienses, posseduto ora dalla fa- 40 
miglia Dall'Aste-Brandolini, nei foli. 39-40, contiene due narrazioni, che nella stampa 



1 Cf. Mazzatinti, Leone Cobelli ecc., p. 6. Mura- "- Pp. 371. 

TORI, R. I. Sa., XVIII, 105. 3 Gli Annales Forolivienscs, p. 38 



PREFAZIONE XXXIII 



del Muratori mancano; ma il Mittarelli non le dimenticò nella prefazione al Canti- 
nelli* e il Borsieri le riprodusse tra le note alla cronaca del Tolosano 2 . La prima 
contiene: nel 1058, i Ravennati assalirono Forlì, colmarono le fosse, distrussero gli 
steccati della città ; ma furono respinti, con loro vergogna e danno : i Faentini aiuta- 
5 rono i Forlivesi a riparare le mura: poco dopo (post fiarwn), i Ravennati mossero contro 
Faenza; ma i Forlivesi, memori e riconoscenti, accorsero e aiutarono i Faentini a de- 
bellarli. La seconda riassume brevemente la crociata e la morte di Federico Bar- 
barossa e le sconfitte patite da' Cristiani. La seconda corrisponde esattamente, quasi 
parola per parola, a due capitoletti del Tolosano 3 ; la prima espone un po' più clif- 
10 fusamente, ma talora con le stesse parole, fatti, che il Tolosano dice avvenuti nel 1054 
o, come altri vogliono, nel 1058; ma vi appicca l'impresa tentata dai Ravennati contro 
Faenza nel 1126, e l'aiuto recato da' Forlivesi ai Faentini, del quale il Tolosano non 
fa menzione, ne qui ne dopo. Il Simonsfeld pensò, e il Mazzatinti non disapprova, 
che questi due passi del 1054-1126 e 1188 "non procedono dal Chronicon del 
15 Tolosano, ma da quella parte del Chronicon di Pietro Cantinelli, che oggi è perdu- 
ta „. Pure, il Simonsfeld non ignorava che, per gli anni 1228-1236, comuni alle due 
cronache, quella del Cantinelli non mostra nessuna relazione di dipendenza da quella 
del Tolosano. I due passi, di cui discorriamo, e che presentano un'abbondanza di par- 
ticolari affatto aliena dalla stringatezza, e quasi direi secchezza, propria della prima 

20 parte della cronaca del Cantinelli, empirebbero non meno di tre pagine del nostro ma- 
noscritto: è credibile che, nelle rimanenti ventitre, il Cantinelli avesse compresso, con- 
densato, centosessantotto anni di storia, non rinunziando al suo costume di notar pri- 
ma, in tutte lettere, l'anno e l'indizione, poi il nome del podestà, e, infine, qualche 
avvenimento memorabile ? Per il tempo, in cui Bologna non ebbe podestà, avrebbe do- 

25 vuto registrare i nomi dei consoli, ossia occupare spazio maggiore. Si può opporre 
che, forse, il racconto non procedeva d'anno in anno, per serie continua; ma saltuaria- 
mente, come nel Chronicon bononiense, da una all'altra delle scarsissime notizie avanzate 
d'un periodo così lontano e tenebroso. E non è strano che tra le notizie, che poteva spi- 
golare, il Cantinelli scegliesse una, la quale non importava punto alla storia bolognese, 

30 e trascurasse proprio quelle, che alla storia bolognese potevano portar luce ? Non è 
più strano che quasi copiasse dal Tolosano alcuni fatti faentini del 1054, e dal diffu- 
sissimo racconto del continuatore del Tolosano non togliesse qualche particolare adatto, 
ad arricchire e chiarire gli appunti, comunque raccolti, delle guerre da' Bolognesi so- 
stenute nel 1228 e nel 1229, in parte combattute sul territorio stesso di Bologna? In- 

35 fine, il Cantinelli, diligente sino allo scrupolo nella cronologia, non di soli anni, ma 
di mesi, di settimane di giorni, si sarebbe presa la libertà di congiungere, con un 



1 P. 228. ' " "tificis ad ipsam terram recuperandam vigilarent, modis 

* V. voi. VI dei Doc. dì Storia Italiana, pubblicati * omnibus laborare studuìt Imperator „. Ms. degli A/i- 

dalla R. Dep. di St. Patria per le prov. di Toscana ecc.; nales Forolivienses, f. 40: "Anno Christi 11S8. Saladi- 

Firenze, Cellini, 1876. " nus cum Saracenis cepit Ierusalem et fere totam ter- 

3 XCIX e CHI. Giova confrontare i soli periodetti, * ram Ierosolimitanarn. Qua de re principes Christia- 

che presentano alcune diversità di lezione. Tolosano : " norum de mandato summi Pontificis obtulerunt se pa- 

* Denique, anno domini MCLXXXVIII, capta Ierusalem " ratos ad recuperationem ipsius „. Tutto il racconto è 

" et pene tota terra Hierosolymitana a Saladino, ut ce- riferito anche dal Mazzatinti, Gii Annales Forolivìen-* 

" teri principes Christianorum de mandato Romani Pon- scs, p. 384. 

T. XXVHI (Mittarelli), p. 11 — C, 



XXXIV 



PREFAZIONE 



semplice e improprio post parum, i fatti del 1126 con quelli del 1054; di chiamare 
piccolo o breve un intervallo di ben settantadue anni? A parer mio, non potè essere il 
Cantinellli quegli, che commise questo errore, e nemmeno l'altro, grave altrettanto, se 
non più, di considerare non solo come alleati, ma come premurosi e affettuosi amici de' 
Faentini, nel 1126, que' Forlivesi, i quali, a punto nel 1126, portavano le loro armi 5 
contro Faenza. Il testo del Tolosano non permette dubbi : tt Anno a Virginis partu 
" MCXXVI cum Ravennates Faventinorum gloriam nequirent extinguere .... ducentes 
a secum Ferrarienses, Livienses, Caesenates, Ariminenses et alios multos populos, in 
* comitatum Faventinum intraverunt . . . . „. Ma Livienses, così nel linguaggio del Can- 
tinelli come in quello del Tolosano, sono i Forlivesi, que' Forlivesi, che, in vece, si 10 
pretende far correre " armata manu ad opitulandum Faventinis prò debito receptorum 
beneficiorum ! „ No, il Cantinelli non sarebbe caduto in uno sbaglio così madornale l . 
E lascio stare che la pretensiosa e goffa eleganza del passo degli Annales non ha 
proprio niente di comune con l'umile semplicità del Cantinelli, il quale locuzioni come 
elati superbia et malivolentia imbuti, aspere dimicantes , virtute bellica, equo marte, 15 
■plurimos cesos et saucios, non adoperò mai. 



Tra i " vetustissimi libri „ consultati da Girolamo Rossi 2 , nella seconda metà del 
secolo XVI, per comporre quella Storia di Ravenna, che al Foscolo, nonostante i 
difetti, parve " opera d'egregio scrittore „ 3 , furono gli Annales For olivi enses: dal 1275 
in poi li seguì, ben si può dire, a passo a passo; basti citare il racconto della 20 



1 Della confusione di date e di fatti sono respon- 
sabili non il Cantinelli, e nemmeno il Moratini; ma chi 
ha preteso di apporre la data del 1126 alla seconda 
parte del passo degli Annales. Il Borsieri (ediz. cit., 
Animadvcrsiones, 67*) sbagliò per suo conto, credendo 
che la sconfitta de' Bolognesi, raccontata dal Tolosano 
all'anno 11 26, fosse quella, che il Rossi e il Sigonio 
ricordarono sotto la data del 1169; non vide che il Rossi 
stesso, al 11 26, aveva già compendiato e, per giunta, 
citato il Tolosano (" Victoria tandem si credimus Fa- 
" ventino Canonico Tolosano, ad Faventinos inclina- 
"vit„); ma intravvide, intuì, che la seconda parte del 
racconto del compilatore forlivese — quella che comincia 
col post parum — contenesse, in fondo, il fatto riferito 
dal Rossi al 1169: * Bononienses, subsidio a Ravennati- 
" bus postulato, sed paucissimorum impetrato, dum Fa- 
* ventiam obsident, Forolivianis Faventinorum subsidio 
" advenientibus, una cum Ravennatibus funduntur, fugan- 
" turque quadringentis suorum captis „. Ma queste, fatta 
ragione delle abitudini e predilezioni stilistiche del Rossi, 
sono le parole degli Annales Caesenates, che anche il Co- 
belli parte trascrisse e parte tradusse (cf. Mazzatinti, 
Leone Cobelli ecc., p. 7): " Anno Domini MCLXIX. Bo- 
" nonienses cum Ravennatibus paucis obsident Faven- 
" tiam, sed advenientibus Forolivicnsibus in adiutorium 
" Faventinorum, Bononienses et Ravennates eversi sunt 
" et capti CCCC ! „ Forse il compilatore degli Annales 
Forolivicnses, parafrasò in parte il cenno degli Annales 
Caesenates, a lui non ignoti, e nella parafrasi aggiunse 
di suo la ragione dell'accorrer de' Forlivesi in aiuto de' 
Faentini, che i fatti del 105 4 — o 1058 — gli suggeri- 



vano, e un particolare ovvio, cioè che i Ravennati si 
accamparono a Durbecco ; ma introdusse una correzione 
molto importante, quella della data. Perchè bisogna ri- 
cordare che, negli anni 1168-7/, arse ferissima guerra tra 
Forlivesi e Faentini (Tolosano, LXIII-LXXII) ; quindi 
la data degli Annales Caesenates , ripetuta dal Rossi e 
dal Cobelli, non è esatta. Leggendo MLXIX invece di 
MCLXIX, il compilatore evitava l'anacronismo, e bene 
poteva usare, alludendo al 1069, la locuzione post parum, 
rispetto al 1054 o al 105S. 

Ero giunto a questa conclusione da un pezzo, quan- 
do, scorrendo le //istorie di Faenza ho veduto che anche 
il Tonduzzi giudicò assegnata erroneamente al 1169 
"l'unione tra Faentini e Forlivesi in duoi fatti d'arme 
"contro i Bolognesi „; erroneamente, per " l'hostilità sì 
" antecedentemente narrate, sì ancora, che nel principio 
" dell'anno susseguente si diranno tra queste due città „ 
(p. 204, e cf. p. 299). Egli suppose che " il primo tran- 
scrittore,,, per inavvertenza, avesse trascritto iiòg in- 
vece di i2Òg. Ma di un assedio posto dai Bolognesi a 
Faenza nel 1269, e dell'aiuto recato allora ai Faentini 
dai Forlivesi, non resta nessuna memoria; è certo, d'al- 
tra parte, che Faenza, dopo il 1269, continuò ad avere 
podestà bolognesi sino all'aprile del 1274. Mi pare, dun- 
que, migliore la mia ipotesi. 

2 "Mihi quidem, vetustissimis libris cvolvendis „ 
ecc. La Storia del Rossi comparve la prima volta nel 
1571; fu ripubblicata con molte aggiunte, e in undici 
libri, nel 1589: il Foscolo non potè vedere la seconda 
edizione. 

3 Prose Letterarie; Firenze, Le Monnier, p. 3Ó9. 



PREFAZIONE 



XXXV 



" lunga prova „ di Forlì e del " sanguinoso mucchio „ \ Ma perchè essi cominciano 
dal 1275, e, per i'anno precedente, non gli offrivano niente nemmeno gli Annales 
Caesenates, lo storico ravennate ricorse al Cantinelli, e, pure acconciamente tagliando 
e abbreviando, qua e Ih inserendo altre notizie, rispettò la disposizione, che il cronista 
5 aveva dato alla materia; fece, in altre parole, ciò, che il Cobelli non aveva fatto. Ma 
molto più largamente e più esattamente, a questo luogo, si giovò del Cantinelli l'amico 
e contemporaneo del Rossi, Vincenzo Carrari, nella Storia di Romagna tuttora ine- 
dita 2 , della quale dovrò discorrere a lungo più in là. Non paia eccessiva la lunghezza 
delle citazioni, se valga a provare che il Rossi si servì del Cantinelli, non del Cobelli, 
10 e a mostrare come diversamente egli e il Carrari trattassero la materia desunta dalla 
cronaca faentina. 



Cantinelli, p. 17. 

Et quelibet dictarum 
partium mittebat prò ami- 

15 cis suis undecunque et ex 
omni parte. 

Quare comune Forlivii 
cum toto suo exforcio, mo- 
vit de civitate Forlivii cau- 

20 sa eundi versus civitatem 
Bononie in auxilium par- 
tis Lanbertaciorum. 

Et, cum fuerunt, die mer- 
curii XVIII mensis aprilis, 

05 supra burgum Durbecchi, 
volebant intrare civitatem 
Faventie, et illi de parte 
Manfredorum non permi- 
serunt, unde Forlivienses, 

3Q milites et populares et to- 
tum eorum guarnimentum, 
castrametati fuerunt supra 
flumen Alamonis iuxta re- 
nacium Faventie, et ibidem 

ne steterunt ipea nocte. 

Et, in mane diei iovis 
sequentis, perrexerunt su- 
per flumen Marcani,ettran- 
situm fecerunt, pervenien- 

aq do ad pontem Archus supra 
flumen Alamonis. 

Illi vero de parte Acha- 



COBELLI, p. 41. 

E zascuna de li parti 
mandava per li suoi amici. 



Unde el comune de For- 
livio mandava tucto il suo 
isforcio a Bologna in al- 
turio de' Lanbertacii soi 
amici. 

E a dì iS d'abrile el 
mercordì li forlivesi arivoro 
in lo burgo d' Uracchi, e 
volevano intrare in Faenza, 
e quelli della parte de' Man- 
fredi non volsero, perchè 
erano amici de' Germigli. 
Dove li forlovesi, cavalieri 
e pedoni, con populari et 
tutto loro esercito, messero 
canpo sopra el fiome Ala- 
mone a presso al Renacio, 
e illi stettero quella notte : 
e la mattina della giobia 
andoro sopra al fiome Mar- 
ciano, e passoro pervenen- 
do al fiome d'Alamone al 
ponte de l'Arco. 



Rossi, p. 447. 

Ravennates autem ci- 
ves, patria ab adversa fa- 
ctione pulsi, coniunctis cum 
Forlivianis, Ariminensibus 
et Caesenatibus, copiis Fo- 
rumlivii primo, ubi copiae 
cogebantur, inox Faventiam 
profecti, opera Lamberta- 
tiae Bononiensiumfactioni, 
id maxime postulanti, ad- 
versus Hiexemianas tulere: 



Quamquam enim fuerunt a 
Manfredis, ne urbe ingre- 
derentur, prohibiti, 



eaque nocte ad flumen Ane- 
monem, postridie mane ad 
flumen Martianum, qua 
pons arcus dicitur, castra- 
metati sunt, 



Carrari, I, p. 419. 

Et ciascuna parte man- 
dava per gl'amici suoi. . . . 



Ma il Comune di Forlì 
aveva mandati molti ca- 
valli et fanti a Bologna in 
aiuto de' Lambertazzi ; 



ma quando furono sopra la 
porta di Durbecco, volendo 
entrar nella città di Faenza, 
quelli della parte de' Man- 
fredi non permisero ; 



per la qual cosa i Forlivesi 
sì nobili che popolari pose- 
ro per quella notte il campo 
sopra il fiume Alamone, 



et la mattina seguente di 
giovedì andorono sopra il 
fiume di Marzano arrivando 
al ponte dell'Arco. 



Finalmente quelli della tamen porta Montana ab Ma quelli della parte de- 



1 II Cantinelli, p. es., non dice che i Francesi si 
fosser posti nel campo di Guido Bonatti, che il campo 
si chiamasse della quercia, che il Bonatti confortasse 
Guido da Montefeltro ad arrischiare battaglia, che Guido 
confidasse così " in virtute populi, ferocitate militum „ 
come " in consiliis, calliditate et artibus per iam gestas 
" victorias feliciter adeptas „ , che i Francesi fossero ama- 
bilmente accolti dalle donne e da' vecchi * et cibo potu- 
" que optime refecti „ ecc, Tutti questi particolari, che 



io credo leggendari, e che, uno eccettuato, il Cobelli 
ignorò, passarono alla Storia del Rossi dagli Annales Fo- 
rolìvienses. 

5 Si noti che il Carrari, ;n nove distici elegiaci, lodò 
l'opera dell'amico (Rubei, oj>. di., p. 907), e, nel corso 
della Storia di Romagna, la citò almeno tre volte (Ms- 
della Bibl. com. di Forlì, I, 49, * siccome ne scrive nei 
primo libro dell'Istorie Ravegnane Girolamo Rossi „); II, 
iSó; II, 340. 



XXXVI 



PREFAZIONE 



Cantinella p. 17 

rixiorum iverunt oviam eis, 
conducentes eos in civita- 
tem Faventie per portarci 
Montanariam intrantes. 

Et, ipsa nocte ed die, illi 
de parte Manfredorum re- 
cesserunt extra civitatem 
Faventie . tam populares 
quum milites, ita quod nul- 
lu8 omnino remansit neque 
inventus fuit in ipsa civi- 
tate, dieta die iovis, qui 
esset de parte Manfredo- 
rum. ~ 

Et tunc comune Forlì- 
vii et illi de parte Acha- 
rixiorum inceperunt muni- 
re et inforciare civitatem 
Favencie, et facere foveas 
et stecatas; postea comune 
Forlivii, cum guarnimento 
eorum, iverunt usque ad 
castrum sancti Petri, et ibi 
s'eterunt aliquot diebus, et 
erat cum eis dominus comes 
Guido de Montefeltro capi- 
taneus: demum redierunt 
Forlivienses, die mercurii 
XXVmensisaprilispredicti, 
et, in eorum reditu, intellexe- 
runt quod illi de parte Man- 
fredorum, qui exiverant de 
elvitate Faventie, faciebant 
guarnimentum apud quod- 
dam castrum, quod vocatur 
Solarolum, causa veniendi 
versus Faventiam. 

Et sic illi de parte Acha- 
rixiorum, qui erant cum 
Forliviensibus. etetiam ipsi 
Forlivienses equitaverunt 
versus Solarolum, et cepe- 
runt dictum castrum, et 
omnes, qui in ipso castro 
fuerunt inventi, cum rebus, 
equis et spoliis infinitis. Et 
tunc, ipsa die, mortuus fuit 
ibidem dominus Beltalis iu- 
dex. Et capti fuerunt frater 



COBELLI, p. 41. 

parte d'Acarixio da Fencia l 
efFelli intrar per porta Mon- 
tanara. 

E in ipsa notte, venen- 
do il dì, quelli della parte 
de' Manfredi da Faencia si 
n'andoro poi de la città di 
Faencia, tanto cavalieri e 
populari : nullo gli ne To- 
rnasi de parte de' Manfredi. 



Aihora li forlovesi corf 
la parte de li Acarisio co- 
mincioro un muro fortis- 
simo e fortificare la cita di 
Faencia e fare fossi e stic- 
cati. Però el comune de 
Forlivio andoro con exer- 
cito fina al Castello San Pie- 
ro ; et era capitano del dicto 
esercito il conte Guido da 
Montefeltro „ . . . . E illi al 
Castello San Piero stettero 
alquanti dì; finalmente non 
possettero passare; se 'n 
tornoro a Forlivio el mer- 
coridi a dì 25 d'aprile. 3 . 

Li forlovesi li quali 
erano in lega con li Aca- 
risil, intesero che quelli della 
parte de' Manfredi, li quali 
erano forositl de Faencia, 
facevano un grande guar- 
nimento di gente, e vole- 
vano andare a un castello 
chiamato Solarolo, perchè 
gli avean el tratatto con 
quelli nomini. E quelli della 
parte d' Acarisio mandoro 
per forlovesi, e subito lo 
conte Guido de Monte Fel- 
tro capitano forlovese ca- 
valcoro con la parte d'Ac- 
carislo, e andoro presto al 
dicto castello di Solarolo, e 



Rossi, p. 447. 

Acharisiis in urbem intro- 
ducuntur, 



Maniredis abeuntibus. 



Inde ad opidum sancti 
Petri progressum est 



mox ad Solarolum, in quo 
Manfrcdiani erant: opido- 
que haud ita diu post expu- 
gnato, ex hostibus plerique 
ccciderunt, multi captivi 
^orlivium abducti, in qui- 
bus Albencus Manfredus 
fuit. 



Carrari, I, p. 419. 

gli Accarisi gli condussero 
per porta Montanara in 
Faenza. 

Allora et giorno et not- 
te si partirono quelli della 
parte de' Manfredi, talché 
non ve ne rimase alcuno. 



10 



15 



20 

Cavalcò poi il Comune 
di Forlì sino a Castello 
8. Pietro stando ivi alcuni 
giorni; et era con quelli 
Guido conte di Montefeltro 25 
loro non solo capitano ma 
di tutte le città di Roma- 
gna contro de' Bolognesi.... 2 
et Essurcato di Ravenna, 
col qual capitano essi For- 30 
livesi partitisi poi 



35 



40 

posero il campo presso So- 
larolo, dove era la parte de 
Manfredi, et presero detto 
castello, dove morì Beltaldo 
et furono fatti prigioni fra- 45 
te Alberico de' Manfredi, 
Gherardino da Mezo, frate 
Ridolfo nato di Righetto 
de Rogati, fra Guido nato 
di Tomaso Tomai, Man- 50 



1 Manca un inciso corrispondente a " iverunt oviam 
eis „. Gli editori domandano, dopo " efFelli „: [e fratelli?] 

2 " Lo quale li forlovesi lo aveano eletto quella in- 



vernata per loro capitano „ ecc. 

3 Qui il Cobelli pone la cacciata de' Lambertazzi da 
Bologna. 



PREFAZIONE 



XXXVII 



Cantinella p. 17« 

Albericus de Manfredis, Ge- 
rardinus de Meco, frater 
Rodulfus de Regatis, frater 
5 Guido Thomai, Manfredus 
de Marcanensibus, Ugo Pe- 
donus de Bagno, Philippus 
Cagnolus. Et multi alii de 
parte Manfredorumfuerunt 
10 capti et ducti Forlì vium, 
ubi steterunt in prexonia 
per duos annos et plus. Sed, 
occasione etc 

15 



20 Et tunc illi de parte A- 
charixiorum, qui habebant 
dominium civitatis Faven- 
tie, elegerunt duo potesta- 
tes de civitate Forlivii, qui 

25 intra verunt potestariam et 
regimen civitatis Faventie 
die sabati XXI mensis apri- 
1Ì8 predicti. Et fuerunt po- 
testates, per unum annum, 

30 dominus Superbus de Ar- 
goglosiis, dominus Tebaldus 
de Ordelaffis, simul et semel 
uno anno. 



COBELLT, p. 41. 

presero el dicto castello: e 
tucti quelli che foro trovati 
con le robe foro robate. E 
in quelli dì fo morto illr 
misser Beltrandus iudice, e 
fu preso frate Alberico de' 
Manfredi , Ghirardino de 
Mezofrate, Rodulfo de' Ri- 
gnicini, fra' Guido Tomai, 
Manfredo de' Marcianesi, 
Ugo Pedone de Bagna, Fi- 
lippo Cagnolo, e molti altri 
de la parte de Manfredi; 
foro presi e menati pri- 
gioni a Forlivio, dove stet- 
tero in presonia per due 
anni e più. Ma, per l'oc- 
casione ecc. 

Hor essendo stato electo 
potestate e capìtanii misser 
Superbio de Arigogliosi e 
Tibaldo de Hordelaffi tucti 
da Forlì (foro electo in 
quello medesimo anno di 
quello milesimo, e fo electo 
dalla parte de li Accarisii, 
li quali avevano el dominio 
de Faencia) e stando mis- 
ser Superbo e Tibaldo Or- 
dealffo capitani e potestà, 
una mattina a bon'ora, ecc. 



J3.QSSI, p. 447 



Tunc Acharisiì duos Fo- 
rolivianos cives, Superbum 
Arguliosum et Thebaldum 
Ordeiafum, sxmu* tfaven- 
tiae Praetores deslgnarunt: 1 



Carrari, I, p. 419. 

fredo de Marzanisi, Ugo 
Pidone, Filippo Cagnuolo 
et molti altri della parte de' 
Manfredi, che furono lue- 
nati a Forlì. 



Allora quelli della parte 
degl'Accarisi ellessero due 
Podestà da Forlì, che en- 
trorono nella Podestaria, et 
Dominio di Faenza, che 
furono Superbo degl'Orgo- 
gliosi et Tebaldo degl'Or- 
delaffi insieme. . . .• . . « 

2 



35 



40 



4* 



1 Qui il Carrari avverte: "come scrive Pietro Can- 
tarello sopranominato Aquarola di Faenza nella sua Cro- 
nica „. 

2 Qui soggiunge il Carrari: "il qual Tebaldo nel 
f Consiglio di Faenza costituirono o fu costituito lor 



Rononiae et Lamberta- 
tiis multi in carcerem, vin- 
culaqae coniecti, Castella- 
nus Andalous , Misottus 
Ursus , Petrus Carbonen- 
sis, Barufaldinus Sturlictus, 



Essendo poi dimandati 
molti de' principali di Bo- 
logna dall'una, e dall'altra 
parte, cioè da' Lambertazzi 
ch'erano Ghibellini et da' 
Geremei ch'erano Guelfi, 
allora quelli della parte de' 
Geremei furono rilasciati; 
ma quelli de' Lambertazzi 
furono posti alle strette et 
ne ceppi di ferro, e in par- 
ticolare Castellano d'Anda- 
lò, Gualterino de' Macagna- 
ni* Soldano degl'Alberi, 



* Procurator a dimandar l'assoluzione della scomunica 
" fatta dal Coro (dal Capitolo) et dalla Chiesa di Raven- 
«na per cagione del castello d'Oriolo „. Il Rossi, che 
vide l'atto di procura, ne dette il sunto; ma prima della 
narrazione, che sto riportando. 



XXXVIII 



PREFAZIONE 



Cantinella p. 17. 



Demum, quodam die sa- 
bati secundi infrante iunio, 
ili i de parte Lanbertacio- 
rum, timore guarnimento- 
rum, que venerant in auxi- 
lium Geremiorum de civi- 
tate Ferarie et Mutine et 
per comitatum Bononie, au-, 
fugierunt et exierunt. 

[e. 40, a. i2jg: et aufu-> 
gerunt illi de ipsa parte per 
montana. ... et reduxerunt 
e in civitatem Faventie.., 



tota pars Mendullornm e 
Imola. . . . exivit civitatem 
Imole et. . • . venit ad civi- 
tatem Faventie. . . , 

et domus illorum de parte 
Manfredorum de Faventia 
fuerant illi (parti Lamber- 
taciorum) concesse ad ha- 
bitandum.] l 



Eo vero tenpore, illi de 
parte Lanbertaciorum de 
Bononia, Imola et Bagna- 
cavallo, qui erant et habi- 
tabant in civitate Faven- 
tie, fecerunt comune ad in- 
vicem, et elegerunt potesta- 
tes et capitaneos guerre, et 
fuit eorum capitaneus do- 
minus Guiliclminus de Pa- 
cis Valdarni, miles nobilis 
atque valens. 

1 Per qual ragione prima il Rossi, poi il Carrar', 
^confondessero con i fatti del 1274. quelli del 1-79, non 



Rossi, p. 447. 

Thomas et Michael e Prin- 
cipibus, Scanabiccus Scana- 
bicchius, Gualterinus Ma- 
cagnanus. 

Quoniam vero adven- 
tare subsidio Ilieremiano- 
rum, e Ferraria, Mutinaque 
milites dicebantur, Lam- 
bertatii 



cum uxoribus, filiisque ad 
montes fuga vix elapsi, Fa- 
ventiam se receperunt, ad 
quam urbem licet castra 
Hieremiani, Manfrediique 
admovissent, oppugnatione 
tamen, ad D. Perpetuae 
coenobium frustra tentata, 
re infecta, recessere. 



Meduli Foro Corneliani, 
Faventiam ipsi quoque abie- 
runt, cum Manfrediorum 
aedes, Acarisii, Lamberta- 
tiis e Bononia, Foro Cor- 
nelio et Bagnacavallo, prae- 
dia dedissent. 



Gulielmus Pacius e Valle 
Arni, miles inclltus bello, 
Lambertatianis copiis prae- 
ficitur. . . . 



Carrari, I, p. 419.. 

Misotto degl'Orsi, Baruffal- 
dino degli Starlitti, Tomaso 
et Michele de'Prencipi, Pie- 
tro de' Carbonesi et Sca- 5 
nabecco de' Scanabecchi. 

Ma per timor de' guar- 
nimenti ch'erano venuti da 
Ferrara in aiuto de' Gere- 
mei et da Modona, quelli 10 ; 
della parte de Lambertazzi. 
fugirono 

per la montagna uomini et 
donne con loro figlioli, et a 15' 
pena scaparono ricovra n- 
dosi nella città di Faenza. 
Onde quelli della parte de 
Geremei et quelli della par- 
te de Manfredi con tutta 20 
la possanza de fanti et de 
cavalli andorono alle ste- 
chere et alle mura di Faenza 
dietro al monistero di s. 
Perpetua, et quivi dettero 25 
l'assalto, et poi si partirono 
vedendo che la città era ben 
difesa da' fuorusciti da Bo- 
logna. Allora la parte de' 
Moduli da Imola tanto a 3Q 
cavallo quando a piedi, et 
del contado e di tutti i ca- 
stelli fuggi a Faenza, et al- 
lora la parte degl'Accarisi 
concesse le case della parte 35 
de' Manfredi alla parte de* 
Lambertazzi di Bologna, di 
Imola, di Bagnacavallo con 
le loro possessioni. . . . 

Ma quelli dalla parte de ' 40 
Lambertazzi co' fuorusciti 
d'Imola, et Bagnacavallo, et 
con quelli di Faenza di den- 
tro fecero Comune et eles- 
sero lorCapitano Guglielmo 45 
Paci di Val d'Arno cavalier 
mollo principale et valoroso 



50 



o facile indovinare, 

pare dubbio. 



Che confusione ci sia, a me non 



PREFAZIONE 



XXXIX 



Cantinella p. 17. 

Et, quodam die mercurii 
VII exeunte aprili, sub an- 
nis Domini M.CC.LXXV, 
5 idem dominus Guilielminus 
capitaneus, cum ducentis 
equitibus, minus xv de Bo- 
nonia et Imola, et cum 
ccc peditibus male arma- 

10 tis, ivit ad castrum Solaroli, 
causa capiendi et danpnum 
faciendi ibidem. Et, eodem 
die, milites de parte Gere- 
miorum de Bononia, cum 

1 5 toto eorum exforcio, et cum 
domino Malatesta de Ari- 
mino, qui erat tunc eorum 
capitaneus, et cum Faven- 
tinis extrinsecis, equitave- 

20 ruj it versus Faventiam, et 
venerunt usque ad pontem 
sancti Culiani, ad unum 
seralium , quod Faventini 
intrinseci fecerant ibidem. 

25 Et illi, qui tenebant ci- 

vitatem Faventie, pedes et 
eques plurimi, iverunt usque 
ad dictum seralium de San- 
cto Culiano, causa defen- 

30 dendi dictum seralium , 
quodfacere nequerunt ; nam 
illi de parte Geremiorum, 
cum aliis, qui cum eis erant, 
per vim et armata manu, 

35 aperuerunt seralium et in- 
traverunt, facientes retro- 
cedere Faventinos intrinse- 
cos; et tunc mortui fuerunt 
ibidem, in strata, de Faven« 

40 tia et de aliis, qui habita- 
bant Faventiam, xl homi- 
nes de populo, et ex hoc 
fuit magna turbatio et ti- 
mor, Faventie. 

45 



Rossi, p. 447. 



Carrari, I, p. 419. 



1 Ho dovuto scomporre il periodo del Rossi, che è 
questo: " Forolivianas (copias) ductabat Guido Montis 
"Feltrii Comes: Hieremianis, Malatesta Ariminensis 
" Dux praeerat: neque iam e Flaminia solum, sed e Tu- 
* scia, Galliaque Cisalpina multi, Hieremianos iuvabant 



cum 1 Gulielmus ad obsi- 
dendumSolarolum,cum mi- 
litum robore, abesset, 



Hieremiani denuo Faven- 
tiam aggressi ( Hieremia- 
nis, Malatesta Ariminensis 
Dux praeerat) 



quamquam Faventinos sese 
In via illis obiicientes reie- 
.cerant, 



che con 185 cavalieri di 
Bologna et Imola, con 3000 
fanti male in arnesi, assediò 
Solarolo 



et il giorno avvenire che ì 
soldati dalla parte de' Ge- 
remei con Malatesta d 'Ari- 
mino lor Capitano e con 
Faentini fuorusciti et gì' I- 
molesi di dentro cavalcorono 
verso Faenza, andando al 
ponte di s. Giugliano, dove 
era un certo serraglio fatto 
da' Faentini, 



a' quali andorono incontro 
allora i Faentini di dentro 
per diffender detto serra- 
glio, ma non poterono far 
sì che la parte de' Geremei 
aprendo con armata mano 
il serraglio non gli ponesse^ 
in fuga; 



dove morirono nella strada 
di Faenza ben 40 uomini 
del popolo et di altri abi- 
tatori. 

Il che fu gran travaglio 
et terror a' Faentini, e sa- 
rebbe stato maggiore se non 
fosse sopragiunto aiuto da 
molti soldati da Fori), che 
sostennero 1 Faentini In 
battaglia. 

* auxilio, qui denuo Faventiam aggressi, cum Gulielmus 

* ad obsidendum Solarolum, cum militum robore abes- 

* set, quamquam Faventinos sese in via illis obiicentes 

* reiecerant, advenientibus tamen Ravennatibus, ac Fo- 
" rolivianis. tamdiu etc. „. 



XL 



PREFAZIONE 



Cantinella p. 17. 

Eodem vero die mercurii, 
dominus Guilielminus capi- 
tane us partis Lanbertacio- 
rum, audito quad milites de 
E emonia, cuna eorum exf or- 
cio, venerant Faventiam, 
quameicius potuit, cum suis 
militibu8 et peditibus, quos 
se cum duxerat ad Solaro- 
um, ve nit ad pontem san- 
cti Proculi, et intravit intra 
pontem versus plebem san- 
cti Proculi, et cepit facere 
frangi pontem predictum, 
nec potuit; sed accepit cur- 
rus et posuit eos ex tran- 
sverso pontis, faciendo ser- 
raglum supra eo; et sic, 
cium dictus d. Malatesta re- 
diret cum milicia sua et 
peditibus, quos secum ha- 
bebat, idem dominus Gui- 
lielminus, cum suis se op- 
ponens in transitu, cepit 
prelium cum eisdem. Et 
accidit quod dictus domi- 
nus Malatesta et sui mili- 
tes, qui erant in quantitate 
mille vm c . milites, in fu- 
gam conversi sunt. Et au- 
fugerunt. et sic mortili sunt 
ibi plus quam ccc, et ca- 
pti bene ducenti et ducti 
in prexonias civitatis Fa- 
ventie, inter quos mortuus 
fuit d. Ugolinus de Tebal- 
do, d. Iacobinus de Bec- 
cadellis, d. Rodulfus Pacis 
et multi alii de populo gras- 
so de Bononia, de parte 
Gcremiorum. Capti vero 
fuerunt d. Guidoclerius de 
Galluciis etc. et multi alii 
de bonis et melioribus de 
populo grasso de Bononia, 
de dieta parte Gcremiorum 
Dominus vero Albergittus 
de Manfredi8 fuit suppedl- 
tatus ab equis, taliter quod 
fuit portatus Imolam, et 
multis diebus in lecto iu« 
cuit, et mortuus est. 



Rossi, p. 447. 



advenientibus tamen Ra- 
vennatibus, ac Forolivia- 
nis, tamdiu, strenue repu- 
gnnfnrn p S f. duni, accurren- 
te cum exercitu Gulielmo; 



Malatesta, Ilieremianique 
in fugam acti suntj: 



multi desidera'.i, 



in quibus Ugulinus The- 
baidus, lacobinusque Bec- 
cadellus et Rodulfus Pacius 
fuerunt : 

plures capti 



Alberghettus Manfredus 
equorum obtritus pedibus, 
Forunq.-Cornelii adductus, 
postquau diu iacuit, exces- 

SU C MlU. 



Carrari, p. 419. 

.... de' Lambertazzi Ghi- 
bellini. , . . era capitano Gu- 
glielmo Paci , eh' avendo 
avuto nova di detta batta- ^ 
glia, andò al Ponte di s. 
Procolo con quei fanti e 
cavalli suoi che seco aveva 
condotti a Solarolo, et es- 
sendo dentro del ponte ver- 10 
so la pieve di s. Procolo 
cominciò a voler rompere 
detto ponte et non potè, 
bensì prese de carri, et at- 
traversò con essi il ponte. I* 5 



Ma mentre tornara Ma- 
latesta, Guglielmo co' suoi 20 
attaccò la battaglia ed erano 
in numero di ioooo: linai- 
mente 



2~5 



furono messi in fuga 

30 

con la morte di 300 et la 
prigionia di 200. 

35 

De morti furono Ugo- 
lino de Tebaldi, Giacopino 
de Beccadelli, et Rodolfo 
Paci, et molti altri de prin- 
cipali del popolo di Bolo- 40 
gna dalla parte de Geremei. 

De prigioni furono Gui- 
do da Galucci ecc. et molti 
altri de' megliori di detta 
parte de Geremei. 45 

Alberghetto de' Manfredi 
calpestato da' cavalli, et por- 
tato a Imola molto tempo 
stette in letto, e poi in fine 
morì. 50 



PREFAZIONE 



XLI 



Uno spazio bianco del manoscritto degli Annales Forolivienses l interrompe 
l'elenco degli esuli ravennati, i quali, per effetto della pace procurata da Bertoldo 
Orsini, rientrarono nella loro città il 10 settembre 1279. Il manoscritto del Canti- 
nelli ha conservato tutt'i nomi: " dominus Guilielmus Franciscus, qui erat dominus 
5 " domus „ — qui s' interrompono gli Annales — " Traversariorum de Ravenna, d. Gui- 
u do Ricius de Polenta, dominus Vincencius filius condam domini Honesti d. Saladini 
u cum eorum sequacibus de parte Traversariorum, et dominus Vitalis et Ubaldus de 
u Saxo, cum eorum sequacibus, de parte Comitum „. E tutti i nomi ci da il Rossi, 
— aggiungendo la paternità di Guido Riccio, omettendo quella di Onesto — nello 

10 stesso ordine e allo stesso modo distinguendoli, secondo le fazioni rispettive „ 2 . Dal 
Cantinelli il Rossi apprese il cognome dell'uccisore di Garatone Zambrasi e il cenno 
delle conseguenze dell'uccisione; così potè veder chiaro nel racconto piuttosto arruf- 
fato degli Annales Caesenates 3 . Era dunque leggibile nel secolo XVI la parola 
Bulzage, di cui resta ora soltanto l'iniziale 4 . Tra i nomi mancanti o guasti, che si 

15 potevano supplire o emendare con l'aiuto delle storie del Rossi e del Tonduzzi, il 
Mittarelli rilevò appunto questo di " Amator .... filius Bulzagae „ : non poteva in- 
dovinare che il Rossi lo avesse avuto direttamente dal Cantinelli, il Tonduzzi dal Rossi. 
Infine, il Rossi, dando valore di testimonianza sicura ad una tarda postilla del nostro 
manoscritto, credè che Federico II, nel 1241, " Faventiam . . . . Forolivianis regen- 

20 " dam, Thebaldo potissimum Ordelafo et Superbo Argulioso, abiens, commendat,, 5 . 

Venticinque anni dopo la prima edizione dell'opera del Rossi, " dalle tenebre 
uscirono alla luce „ i " lunghi e faticosi studi fatti intorno le cose di Bologna „ dal 
padre Cherubino Ghirardacci, Cherubin magno demissus Olymfto 6 . Faticosi, ma an- 
che farraginosi. Il Ghirardacci, come già il Rossi, compulsò, trascrisse, riassunse molti 

25 documenti; ma, credo, non sentì bisogno o desiderio di risalire alle scaturigini della 
storia bolognese e romagnola nella seconda metà del secolo XIII: si contentò di 
tradurre più o meno fedelmente il Rossi. Quanto a fedeltà, per dirne una, respinge 
indietro di dieci anni la dissensione sorta tra Gallucci e Lambertini a cagione della 
podesteria di Forlì, e si lascia sfuggire : " scrivono alcuni, che havendo Tomaso Ga- 

30 lucci ucciso il Pretore di Forlì, nacque contesa „ 7 ecc. Per dirne un' altra, fa che 
Geremei e Lambertazzi giurino la pac" dell'agosto 1279 " su la piazza di Bologna „, 
invece che ad Imola 8 . Quanto ai debiti del Ghirardacci verso il Rossi, una citazione 
basta, e ne avanza. 



1 Cf. la nota 3 a p. xxitl. 
* P. 457. Dal Rossi il Carrari, H, p. 21. 
3 Ann. Caes., 1096: " Anno domini MCCXXXVIII, 
" die III mensis Iulii. Fuit Faventia capta ab Acharisio 

* et amicis suis, et tenuit eam per mensem, fugatis ex 
"ea homicidis Garatonis cum Capitaneis aliae partis „. 
Cantinelli, p. 3 : " Hoc anno fuit mortuus dominus 
" Guiratone de Canbrasiis de Faventia, quem occidit do- 

* minus Amador [Bulsage in strata, qua de] occasione, 
" ipso anno, pars Manfredorum expulsa fuit de civitate 

* Faventie per dominum Acharixium et suos sequaces „.. 



Rubei, p. 413 : "' Ingens per hos dies Faventiae tumultua 
" accidit, Garatone Zambrasio ab Amadore Bulzaga tru- 
" cidato, quo factum est, ut Acarisius urbem occupa- 
* verit, Manfredii fuerint expulsi „. 

4 Cf. Mittarelli, 228. 

5 Cf. p. ix e xLiv. Rubei, p. 417. 

6 Della kistoria dì Bologna parte prLna di R. T*. 
M. Cherubino Ghirardacci bolognese ; in Bologna, per 
Giovanni Rossi, MDXCVI. 

7 A. 1258, p. 197. 

8 P. 248. 



XLII 



PREFAZIONE 



Rossi, p. 448. 

VII. Id. Iunii Hieremiani, qui Bononlae tum flo- 
rebant, cum Foro Cornellanis civibus, et exulibus Fa- 
ventinis, foederatorumque Galliae Cisalpinae et Tusciae 
auxiliis, castra locant ad pontem Sancti Proculi: unde 
postquam omnia late populati sunt, oppidum Taibanum 
oppugnant: verum eis, qui erant in praesidio strenue 
repugnantibus, plerisque eorum vulneratis, interfectisque 
in castra redierunt, cum eo die, fuit is tertio Id. Iun. 
Guillielmu8 copiarum Lambertaciarum, qui Faventiae 
commorabant, dux, et Maghinardus e Sosenana Faven- 
tiae Praetor, porta Foro Corneliana, cum copiis egressi, 
instructa acie, sese hostibus ostentassent. Contra, Hie- 
remiani et ipsi postridie eius diei, educta e castris acie, 
prò vallo 8teterunt mox usque ad D. Prosperi coenobium, 
omnibus quae invenerant, direptis ac vastatis, procurre- 
runt. Itaque cum Lambertatiorum et Reipublicae Fa- 
ventinae legati, Forolivium profecti, etiam atque etiam 
80ciorum auxilia postularent, eo se recepere Ravennates 
exules Idibusq. Iun. una cum Guidone comite Montis 
Feltris, Lambertatiane factionis in omni Flaminia gene- 
rali copiarum Praefecto, Guidone novello etc. exulibus- 
que Ariminensibus, ac Caesenatibus Faventiam abiere. 
Inde tum porta Ravennati, tum Foro Corneliana egres- 
si, cum per itinera devia ad Hieremianos pervenissent, 
consertis manibus, proelio admodum secundo usi sunt: 
cum maior eius victoriae gloria, penes Lambertum et 
Guidonem Polentanos, Francischinum Vitalem et Ubal- 
dum Saxos, cives Ravennates, extaret. Accubuere autem 
eo proelio, extra eos, qui Senio amne demersi sunt, ex 
Ilieremianis supra tria milia, in quibus Nicolaus Baza- 
lerius etc. eminebant; confestim autem victor exercitus, 
in Bononiensem agrum profectus, vineas, arboresque in- 
cidit, domos ac segetes combussit, Rheni amnis septa re- 
vulsit, et rediens, opidum S. Petri ipse cremavit. 



Ghirardacci, p. 228. 

Essendo (i Bolognesi) uniti insieme con gl'Imolesf, 
et banditi di Faenza, et confederati della Gallia Cisal- 
pina, et con l'aiuto de' Toscani alli 20 d'Aprile col Car- 
roccio si partirono da Bologna, et passarono di nuovo 5 
al Ponte San Procolo, et hauendo scorsa tutta quella 
contrada, diedero un gagliardo assalto al Castello Tai- 
bano; ma quei, che vi erano alla difesa, egregiamente 
difendendosi, feritone molti di loro, et molti morti, ri- 
tornarono in campagna presso il detto Ponte. Et un 10 
giorno, che fu alli 13 di giugno, Guglielmo con gran 
numero di Lambertazzi, che habitavano in Faenza, es- 
sendo loro capitano Generale Maghinardo da Sosenana 
Pretore di Faenza, usciti della Città in ordinanza, si la- 
sciarono vedere a gli nemici. Ma li Geremei il giorno J5 
seguente posti in arme, passarono insino al Monasterio 
di S. Prospero, scorrendo il paese, et ruinando ogni co- 
sa. Et li Lambertazzi havendo in loro aiuto Forlivesi, 
i banditi di Ravenna, insieme con Guido Conte di Mon- 
tefeltro, Prefetto di tutta la Flaminia, della parte de' 20 
Lambertazzi, et Guido Novello ecc. et con li fuorusciti 
di Rimini et di Cesena, passarono a Faenza, et usciti a 
ordine fuori della Città da due porte, dalla Ravennata 
et da quella di Forlì, essendo per via occulta gionti so- 
pra li Gieremei, vennero con loro gran vantaggio alle 25 
mani; perciocché Lamberto et Guido da Polenta, Fran- 
cesco, Vitale et Ubaldo Sasso cittadini Ravennati posero 
in fuga li Gieremei ; et perchè li Gieremei havevano ta- 
gliato il Ponte di S. Procolo.... molti nel Senio si som- 
mersero, e ne furono uccisi più di duemila, fra' quali 3Q 
furono Nicola Baccilieri ecc. et seguitando li Lambertaz- 
zi la loro vittoria, veonero al territorio di Bologna, met- 
tendo a ferro, et fuoco le vigne, gli arbori, le biade et 
le case, et presero Bisono, Sesto, Loiano, et altri Castelli, 
con grandissimo danno de' Bolognesi. l 35 



Il Ghirardacci non seppe che le bravure dei due Polentani e degli altri Ravennati 
rimasero ignote ai contemporanei e, forse, furono una piccola innocente invenzione 
consigliata al Rossi dall'amore della patria; dal canto suo, come prima di lui altri 
scrittori Bolognesi, tentò di attenuare le proporzioni del disastro, riducendo il numero 
degli uccisi suoi concittadini da " supra tria millia „ a " più di due mila „. 40 

Il Carrari canonico ravennate, " iurisconsultus eruditissimus et totius antiquitatis 
beneperitus 2 , non solo, dal 1237 — quando gli mancò l'aiuto di "colui che suplì 
l'Istoria del Tolosano „ — si valse opportunamente della nostra cronaca; ma parecchie 



1 Cfr. Cantineli.i, pp. 19-20. 

2 Ruimi, Ilistor. Ravenn., 1. V. 

8 Promise dieci anni fa di pubblicare la Storia», di 
Romagna e infatti, ne fece cominciare la stampa dallo 
Zanichelli, il dott. Corrado Ricci, il quale, nell' Ultimo 
rifugio di Dante. Alighieri, p. 3, avverti: " il Carrari non 
" lasciò forse della sua Storia di Romagna altro che le 
" schede che il poeta Giulio Morigi, suo concittadino, con- 



" temporaneo ed amico, ricopiò non sempre esattamente, 
" né sempre ordinatamente. H Carrari riassunse quanti 
" più potè documenti, in qualche parte oggi periti o di- 
* spersl. L'esatto riscontro dei documenti che restano fa 
" fede dell'onestà del nostro storico rispetto a quelli per- 
" duti „. Io ho potuto servirmi di una copia antica della 
storia, che appartiene alla Biblioteca comunale di Forlì, 
e di una recentissima procurata dal sig. Bernicoli, di su 



PREFAZIONE 



XLIIJ 



volte citò per nome l'autore — " Pietro Cantarello di Faenza „ l — e seppe che fu 
" soprannominato Acquarola „. Il confronto tra alcuni luoghi del manoscritto e la 
traduzione, che il Carrari ne dette, apre l'adito a non inutili osservazioni. 



Canttnelli, c. 15 2 . 

e Et dicto anno (1237) dominus Guido Raulis cepit 

cataneos de Medicina per vim, et ipsos duxit et tenuit 
in carceribus, in quibus mortui tuerunt morte naturali, 
scilicet dominus Ugnitio et.... ulus catane! de Medicina. 



Carrari, p. 38. 

Et in quest'anno medesimo (1237) Guido di Paolo 3 
aveva preso Ugo et Paolo de Catanei da Medicina, quali 
tenne prigioni, dove morirono di morte naturale. 



Il copista del secolo scorso lesse, e il Mittarelli stampò: " D. Ugo et Ulutus,,. 
10 Al tempo del Carrari già, forse, non si discerneva intero il primo nome, eh' è Uguitio ; 
ma non erano ancora sparite le prime lettere del secondo. 

Quattro sole pagine dopo, il Carrari, giunto al 1238, preferì al testo genuino 
del Cantinelli la trascrizione, un po' succinta, che ne aveva fatta Bernardino Azzur- 
rini. Questo contemporaneo del Rossi e del Carrari (1540-1620), benemerito cer- 
15 catore di memorie patrie, in una serie di appunti, principalmente presi da vecchie 
pergamene, che va dal 1238 al 1400 4 ; inserì otto noticine, le quali attestano ch'egli 
ebbe in mano il nostro manoscritto. La prima è a punto questa ■ 



Cantinelli, e. 15 v. 

(1238) Hoc anno fuit mortuus 
20 dominus Guiratone de Canbraxiis de 
Faventia, quem occidit dominus Ama- 
dor B.... qua de occasione, ipso an- 
no, pars Manfredorum expulsa fuit 
de civitate Faventie per dominum 
25 Acharixium et suos sequaces.... 



Azzurrini, p. 320. 

Anno 1238. Garaton de Zam- 
brasiis de Faventia interfectus fuit a 
D. Amatore de Bulzaga, qua de cau- 
sa pars Manfredorum expellitur per 
D. Accarisium et eius sequaces. 



Carrari, I, p. 337- 

Et Garatone de Zambrasii da 
Faenza fu ammazzato da Amador da 
Bulzaga, onde la parte di Manfredo 
fu d'Accariso et suoi seguaci scaccia- 
to di Faenza. 



Altre due volte si vede meglio la derivazione del racconto del Carrari dal 
" chronicon „ dell'Azzurrini; la prima, specialmente in grazia d'un curiosissimo sba- 
glio ; la seconda, in grazia delle perifrasi, che l'Azzurrini sostituì a due vocaboli usati 
dal Cantinelli, le quali il Carrari fece sue. 



30 



Cantinelli, pp. 7-8. 

Hoc anno (1257) fuerunt ma- 
ximi rumores in civitate Favencie, 
inter etc. Et pars Acharixiorum de- 
dit tres obsides parti Manfredorum 

35 prò bono pacis et concordie, scilicet 
Napulionem filium domini Acharixii 
....filium domini Cambraxini et.... 
filium fratris Ghercii domini Bocca- 
cii; qui obsides ducti fuerunt in for- 

a(\ ciam domini marchionis de Feraria, 
qui fecit eos duci et poni in castro 
Guilielmo, et ibi, mala et pessima 
morte, occisi fuerunt. 



Azzurrini, p. 320. 

Faventiae bella far.ta sunt inter 
etc. Et pars Accarisiorum dedit in 
obsides parti Manfredorum Neapo- 
linum filium D. Accarisii, et filium D. 
Zambrasii, et fratrem Ghertium D. 
Bocatii, qui ducti sunt penes mar* 
chionem Estensem, et in castro Gui- 
lielmo mala morte occisi sunt. 



Carrari, p. 379. 

In Faenza * furono 

guerre ira. ecc. E la parte degli Ac- 
carisi diede tre ostaggi alla parte de 
Manfredi, che furono Napolione fi- 
glio di Accarisio, col figliolo di Zam- 
brasio, et il terzo Boccalino, i quali 
condotti appresso il Marchese d'Este 
in Castello Guglielmo furono uccisi 
di mala morte. 



l'originale conservato nella Classense, Mob. 3. 2. B, e li- Bernicoli, " Guido di Pavolo 



beralmente posta a mia disposizione dal dott. Ricci al 
quale mi dichiaro gratissimo. 

1 Ms. forlivese, I, p. 420; il, pp. n, 12, 20. 

2 Cito dal codice; cfr. p. 3 di questa edizione. 

3 Nel ms. fori. " Guido di Paolo „ ; nella copia dei 



* V la Praefatio del Mittarelli al Chronicon ex 
advertariis Bernardini Azurinii, da lui pubblicato nella 
.■Accessiones, p. 318. 

5 "Essendo podestà M. Fabaldazzo „. Era Ram 
balduzzo de Albaris. 



XL1V 



PREFAZIONE 



Cantinelli, p. 16. 

Dicto anno (i273)dominus Gui- 
do Acharixii et dominus Maghinar- 
dus filius domini Petri Pagani de So- 
scnana fecerunt edificari unam tura- 
barn apud Gallisternam etc. Et dum 
fuerunt in quodam loco, supra tere- 
ncllum in quodam poco, occurrerunt 
illi de Saxadello insultantes eos. Prop- 
ter quas causas rumores multi fue- 
runt in civitate Faventie, ita quod 
per contratas erant et facta fuerunt 
seragla, ad hoc ut una pars non pos- 
set [cur]rere nec offendere alteram. 



Azzurrini, p. 417. 

In questo anno Guido degl'Ac- 
carisi et Maghinardo figliolo di Pie- 
tro Pagano da Sosennana edificarono 
una Tomba appresso Gallisterna ecc. 
Ma mentre erano in un poggio del 
Monte, gli vennero contro quelli di 
Sassatello assaltandoli ecc. Onde nac- 
quero poi battaglie nella città di Faen- 
za, et fu fatta gran strage, et vi si 
vedevano perciò le strade attraversate 
da molte legna. 



Carrari, pp. 321-22. 

D. Guido de Accarisiis et D. 
Maghinardus filius D. Petri Pagani 
de Sossinana edificant unam tumbam 
apud Galisternam etc. Sed cum fo- 
rent in quodam podio montis occur- 
runt ibi de Sassadello insultantes eos. 
Quomobrem praelia super Faventiam 
facta sunt, et per vias Ugna ex tran- 
sverso erant, ingenti strage. 



10 



Raccontando l'assedio di Faenza, il Carrari si servi di S.Antonino — "l'arci- 15 
vescovo di Fiorenza „ — degli Annales Caesenates, dello Sfocile gium Ravennatis 
Ecclesiae e di qualche altro autore. Dagli appunti dello Sfocilegium, che egli onorò 
del pomposo titolo di " Annali „ , si apprende che l'assedio, posto il 26 agosto 1240, 
fu tolto il 14 aprile 1241, ossia durò meno di otto mesi; or come potè egli asse- 
rire che durò " per nove mesi secondo i nostri Annali „ l e opporre la testimonianza 20 
loro all'autorità di S. Antonino, il quale aveva parlato di soli " sette mesi „ ? Pro- 
babilmente, per distrazione, attribuì agli u Annali „ la cifra tonda, che aveva letta 
nel Cantinelli, " novem menses „. Poco più sotto, scrisse: "quella città l'Impera- 
" tor raccomandò al Popolo di Forlì, nel governo del quale fu Tebaldo Ordelaffo e 
B Superbo degli Orgogliosi „. E la postilla marginale, che già conosciamo. Qui pa- 25 
recchie ipotesi si affacciano. Lo scrittore della postilla, il quale fu un forlivese, ovvero 
uno, che si occupava con amore della storia di Forlì 2 , potè sbadatamente anticipare 
di trentatre anni la podesteria, che Tebaldo e Superbo tennero insieme in Faenza nel 
1274; o, trovata la notizia in una narrazione ignota a noi, la trasportò sul margine del 
codice perchè giovasse a compiere il racconto del Cantinelli ; o, infine, ve la trasportò 30 
dalla Storia del Rossi. La seconda ipotesi può parere la più probabile. L'esistenza 
di una tradizione, che metteva in rilievo la parte avuta da' Forlivesi negli avveni- 
menti faentini del 1241, si arguisce dal Cobelli ; ma doveva formicolare d'inesattezze, 
se da essa apprese il Cobelli che Federico assediò Faenza " del mese de luglio „ 1240, 
e " quella -per forcia ebbe „ , invece che per tt concordia „ , " del mese d'agosto „ 35 
1241. 8 Ma, pure compiacendosi di notare che Federico " recomandò Fencia a li for- 



1 li 343- 

2 V. dietro, pp. ix. Per quanto posso giudicare 
dalla fotografia di una pagina del manoscritto degli An- 
nales Forolivienses, favoritami dall'amico Mazzatinti, il 
carattere di questo somiglia a quello delle postille appo- 
ste su i margini dell'autografo del Cantinelli. È, del 
resto, per sé, probabile che le postille sieno del Mora- 
tini, il quale tanta parte della cronaca faentina trasportò 
negli Annales, 



3 P. 33. Probabilmente dalla stessa fonte impura 
derivò il Cobelli che " l'anno 1243 l'imperatore Federico, 
"tornò a Forlivio. ... et alhora. ... li donò a la comu- 
" nità l'aquila nera in canpo d'oro „. Nel 1243 Federico 
non andò in Romagna. Il testo, del quale fece uso 11 
Cobelli, è da lui stesso citato così: " Divus Fredericus 
" imperator augustus nuraismatis cunium vexillum aqui- 
" lae populo forollviensi amico impartii sui anni XXV „. 
La notizia si ritrova nel Carrari, con lo stesso errore 



PREFAZIONE XLV 



lovesi „ il Cobelli non dette i nomi dei due podestà ; forse preferì dire genericamente : 
" e de poi senpri hofficiali, capitani et potestà erano forlovesi „, perchè non gli parve 
molto verisimile che, nel 1241, fossero stati podestà di Faenza gli stessi suoi concit- 
tadini, de' quali sapeva dal Cantinelli che furono chiamati a quella podesteria nel 1274. 
5 All'anno 1243, parte traducendo, parte abbreviando, il Carrari premise l'assas- 

sinio di Guiduccio Lambertazzi, e la condanna dell'uccisore, alla ribellione di Azzo 
da Roffeno *. La trasposizione potè essere consigliata dall'esempio del Ghirardacci ? 
Non saprei. Qui i nomi propri stranamente alterati — Guidazzo Rambertello, Anceo 
di Sibilani, Castello di Roffino, Azzo di Madonna Gualdrina, per : Guiducius de Lan- 

10 bertaciis, Ameus de Soldanis, rocham Rofeni, Aco domine Gualdradine — e le parole : 
" et menorono Azzo con sedici prigioni a Bologna „ , che pretendono corrispondere 
a queste : a et captos fecit eos duci Bononiam „ ; attestano che il Carrari non lesse 
bene il passo. Pure, il carattere, nell'originale, è sbiadito, non obliterato, né coperto 
da macchie. Poc'oltre, il bresciano Filippo Ugoni diventa piacentino, e, nell'anno della 

15 sua podesteria, che fu il 1245, sono compendiati i fatti del 1246 e del 1247 2 . 

L'acquisto della Romagna, compiuto nel 1248 dal cardinale Ottaviano degli Ubal- 
dini, è raccontato dal Carrari secondo le cronache bolognesi; ma chiude il racconto 
una frase del Cantinelli: " et a questo modo la Romagna che prima era occupata da 
" Federico Imperatore, fu ricuperata per la Chiesa Romana „ 3 . L'Azzurrini tolse da 

20 quel passo del Cantinelli un'altra espressione: " omnes civitates Romandiolae„ e si 
fermò a "recuperat,, ; il Rossi omise l'inciso concernente Federico: " Octavianus Ubal- 
" dinus .... in Flaminiam venit, ut eam Pontifìcie ditioni denuo adiungeret „ 4 . 

Altri passi del Cantinelli riconosciamo facilmente, nel volgare del Carrari, sotto 
gli anni 1254 (1253, assedio e presa di Cervia), 1263 (morte di Uguccione degli 

25 Arienti, cacciata de' Nordigli da Imola e " spianamento „ delle fosse di quella città), 
1272 (morte del re Enzo), 1273 (passaggio di Odoardo d'Inghilterra per la Romagna). 
Quanto alla discordia scoppiata in Bologna a cagione della podesteria di Forlì, il 
Carrari, come avevan fatto il Cobelli e il Rossi prima di lui, la collocò nel 1268 
invece che nel 1269, e accolse ad occhi chiusi l'asserzione che, da allora in poi, Forlì 

30 non volle u podestà di Bologna „ 5 . 

Dopo il maggio del 1275, per lunghissimo tratto, il Carrari, seguendo l'esempio 
del Rossi, tradusse dagli Annales Forolivienses, come provano certi particolari — ve- 
ramente non molti — che il Moratini aggiunse alla narrazione del Cantinelli, e, 
soprattutto, lo sbaglio della data del tradimento di Tebaldello 6 . Nella traduzione, 

35 il Carrari, al solito, interpolò documenti e notizie desunte da altri cronisti — tra 



di cronologia. u Et in quest'anno (1243) Federico Impe- che l'anno seguente il podestà di Forlì fu bolognese. 

" ratore concedette a' Forlivesi il batter della moneta, 6 indico alcune aggiunte o modificazioni del Mora- 

" et donò a quel popolo suo amico il visillo con l'A- tini al testo del Cantinelli, che il Carrari trasportò nel 

* quila nera „. suo volgare. P. 20 r. 3 di questa edizione : * unum tre- 

1 I, 345. " pellum seu squadronum; 24 r. 24: l'incendio del palazzo 

2 P. 346. "del podestà di Forlì; 25 r. 18: Luicius de Valbona et 

3 I, p. 350. "domini de Pretexeta; 25 r. 23: et habuerunt Valdop- 

4 Azzurrini, in Mittarelli, 320; Rubei, p. 421; Car- "piani, Valcapram, Montem-Veterem Rockorum; 29 r. 2 : 
rari, I, p. 350. Cf. Cantinelli, p. 6. * Glacesius de Castrocario habuit sedem in Palatio ma- 

? Rubei, p. 443; Carrari, I, 402. Ma il Rossi notò * gnificam„. 



XLVI 



PREFAZIONE 



cui ricorda una cronaca bolognese, cne ebbe u dal conte Romeo Peppolo „ * — 
e dal Rossi 2 . Ma non è improbabile che confrontasse il testo degli Annales con 
quello del Cantinelli: per esempio, al bel principio, negli Annales leggiamo: " pinum 
" qui erat extra locum „ ; e nel Carrari esattamente : u un bel pino ch'era fuori di 
u quel castello „ . Esattamente, perchè il Cantinelli aveva scritto : " pinum, quod erat 5 
u iuxta i-psum castrimi „ 3 . Bisogna giungere al 1278 per trovare la testimonianza 
del " Cantarello „ allegata due volte, a breve distanza 4 . La siccità del 1279, della 
quale tacciono gli Annales Forolivienses, è raccontata secondo il nostro cronista ; 
poco dopo, alla- notizia della pace tra i Geremei ed i Lambertazzi , conchiusa in 
Imola secondo gli Annales, tien dietro l' avvertenza : " Ma Pietro Cantarello scrive 10 
" di questa pace che fu prima fatta in Bologna „ 5 . 

Il Carrari non si curò di riempire, con l'aiuto del Cantinelli, la lacuna lasciata 
dal Moratini tra il 1279 e il 1281: si restrinse a prender da lui soltanto il prin- 
cipio del periodo, col quale, dopo la lacuna, ricomincia il racconto negli Annales. 
" L' istesso anno Guido conte di Montefeltro con la sua compagnia andò verso 15 
" Faenza „. Invece, ricorse l'ultima volta al Cantinelli per riparare ad un'altra omis- 
sione del Moratini, la quale toglieva il principio al racconto di fatti avvenuti in Imola, 
o concernenti Imola, nel 1291 : "Et da Forlì (il conte di Romagna Ildebrandino) . . .. 6 
u andò a Imola per pacificar Aliclosio ch'era fuor di Imola co i Nordigli ch'erano 
(£ nella città, il che non potè fare „-. 20 

Su le tracce del Rossi, del Ghirardacci e dell'Azzurrini onestamente citati, nella 
seconda metà del Seicento, un dabben prete, Giulio Cesare Tenduzzi, condusse le 
//istorie di Faenza 1 . Ebbe la fortuna di conoscere la cronaca del Cantinelli; ma, 
sia perchè assai scarsamente dotato di acume critico, sia perchè non si potè ser- 
vire del manoscritto originale 8 , non ne trasse tutto il profitto. Generalmente, e non 25 
spesso, ricorse al Cantinelli per fatti di secondaria importanza; preferì lo storico ra- 
vennate e il bolognese anche quando, con l'aiuto del cronista faentino gli sarebbe 
stato agevole compiere e correggere i loro racconti ; per esempio — e non parrà 
credibile — quello della battaglia del ponte di S. Procolo e quello del tradimento 
di Tebaldello. 30 

La copia — o " le copie „ i — della cronaca, adoperata dal Tonduzzi, cominciava 
all'anno 1252, e non era fedele: da un lato conteneva lacune, da un altro lato, com- 
pendiava. 



1 i, p. 426. 

2 Ivi, p. 478: " Rodolfino Gaurnecse o come altri 
"dicono Gallicesi o da Gallisidio „. Ci". Rubri, p. 449. 

3 Carrari, I, 423; Cantinelli, p. 19, r. 28. 

4 II, pp. 11 e 12. 

5 II, p. 20: cf. Cantinelli, p. 31. 

6 Qui la copia forlivese e la copia, del Bcrnicoli 
hanno: "et da Forlì Panicalc andò ecc. „ Panicale? E 
che vorrà dire? Forse sta invece di "la domenica,,, 
perche l'andata avvenne " die dominico Vili „. 

7 /Ustoria di Faenza fatica ili Giulio Cesare Ton- 
duzzi pubblicate dof/o la di lui morte da Girolamo Mi- 
nani nipote et herede dell'Autore. In Faenza, per Gio- 



ieppo Zarafogli, MDCLXXV. L' 'imprimatur è del i° di- 
cembre 1676. Essendo morto il Tonduzzi nel 1673, l'opera 
fu compiuta e la stampa curata da Pietro Maria Cavina. 
8 " Doppo il Tolosano scrisse Pietro Cantinelli Cit- 
tadino, Notaro, e sindico del Commune di questa Pa- 
tria; ma solamente le cose accadute al suo secolo, cioè 
dall'anno 1253 fino al 1300, e queste come reliquia quasi 
" unica di tempi ecc. manoscritte si trovano di presente 
" in Roma, nella libreria che fu dell' Eminentissimo card. 
" Spada . . . che da Faenza li fu trasmessa; essendone qui 
" rimaste solamente alcune copie, delle quali ter necessità 
"(stante la lontananza dell'Originale e difficoltà d'ha- 
vcrlo) mi son servito „. Tonduzzi, Avveri, ai Lettori, 



PREFAZIONE 



XLVII 



Che veramente il copista avesse tralasciato gli anni anteriori al 1252, si vede da 
questo: il Tonduzzi trasse le notizie dell'assedio posto a Faenza da Federico II dall'an- 
nalista cesenate, ossia dal Chiaramonti , che di esso si era largamente servito *, e 
dal Rossi 2 . Se avesse conosciuto questo luogo della nostra cronaca, non avrebbe 
5 omesso il giorno dell'arrivo dell'imperatore (23 agosto 1240), come non omise il 
giorno della resa; avrebbe, forse, discusso, perchè non evitava siffatte discussioni, se 
l'assedio fosse durato nove mesi, come reca la cronaca, oppure sette soli, come vuole 
il Rossi 3 . Sembra che il Tonduzzi leggesse nella copia più brevemente riassunti, dal 
già breve cenno del Cantinelli, i tumulti di Imola del 1263, de' quali il Rossi e l'Az- 

10 zurrini tacquero, e il Ghirardacci dette una versione molto diversa: solo il Cantinelli 
aveva accennato alla parte, che prese in que' tumulti Pietro Pagani da Sosenana, e 
all' intervento delle milizie bolognesi 4 . Ma il copista aveva omesso, o stranamente 
alterato, all'anno 1274, il racconto dell'elezione di due podestà forlivesi, se il Ton- 
duzzi potè scrivere : u Gli Accarisi trovandosi molto obligati ai Forlivesi per que- 

15 " st'attione, elessero Podestà di Faenza Tebaldo Ordelaffo forlivese ; e perchè morì 
tt improvisamente la notte stessa, che seguì al primo giorno del suo ingresso, chia- 
" morono in suo luogo Superbo Orgoglioso pur da Forlì „. Il Cantinelli dice espli- 
citamente che i due forlivesi furono eletti simul et semel. Quegli, che morì, e non 
improvvisamente, ma di morte violenta, fu il vescovo di Faenza. La stessa confu- 

20 sione abbiamo veduta nel Cobelli 5 ; ma di dove è sorta la fandonia che Tebaldo fosse 
morto la notte, " che seguì al primo giorno del suo ingresso ? „ Secondo il Cantinelli 
i due forlivesi assunsero la carica il 21 aprile, e il vescovo fu ucciso la notte prece- 
dente alla festa di S. Giovanni Evangelista, che cade il 28 dicembre; il Cobelli 
mantenne la seconda data per la creduta morte di Tebaldo. 

25 Le Historie di Faenza riferirono la prima volta, in latino, un passo del Canti- 

nelli ^— "scrive il nostro Cantinello in queste parole „ — sotto la data del 1275: 



Cantinelli, p. 23. 

Item, die primo mensis novenbris eiusdem anni, ve- 
nerunt ad civitatem Faventie d. Guilielmus ferariensis 

30 episcopus, apostolice sedis legatus, et cancellerius et le- 
gatus domini comitis Rodulfì Romanorum regis electi in 
inperatorem, quorum oviam iverunt omnes milites Fa- 
ventie commorantes, cum equis copertis, armati cum 
sonaglis et tintinnabulis et suprainsignis, et etiam domi- 

35 nus comes Guido de Mutilliana cum filiis suis, et d. Co- 
mes Guido Novellus cum magna milicia, et populus totus, 
qui erat in civitate Faventie, cum vexillis et armis. Et 
domini clerici totusque clerus civitatis Faventie et fra- 
tres religiosi, cum crucibus, et domine omnes de civitate 

40 Faventie venerunt in portam Imolensem, per porticus 



1 II Tonduzzi cita il Chiaramonti più volte. 

2 " I Faentini furono necessitati dalla penuria li 
14 aprile dell'anno seguente conform» al Rossi .... ar- 

" rendere la città a patti „. Tonduzzi, p. 280. 

3 P. 417 : " septimo obsidionis mense „. Cf. dietro 
p. xliv. Il Tonduzzi, per conto suo, dice : " otto „. 



Tonduzzi, p. 307. 

Die primo Novembris venerunt Faventiam Domi- 
nus Gulielmus Episcopus Ferrariensis Apost. Sedis Le- 
gatus, et alius Teutonicus Cancellarius Rodulfì Roma- 
norum regis Imperatoris electi, quibus obviam honoris 
gratia exierunt totus populus, et Clerus tam secularis, 
quam Regularis, et omnis militia pedestris et equestris, 
et Dominus Comt. Guido de Mutiliana cum filiis, et 
Dominus Co. Guido Novellus cum magna militia, 



* "Pietro Pagani detto da Sofienana. . .. occupò il 

• Primato d'Imola, scacciandone i Ministri de Bolognesi, 

* che la regevano ; ma li fu presto adosso l'essercito ne- 
" mico, che lo costrinse a rilasciarla „. P. 298; cf. Can- 
tinelli, p. 8. 

5 V. dietro, p. xxviii. 



XLVIII 



PREFAZIONE 



et stratum, causa faciendi honorem dominis supradictis, 
qui veniebant a civitate Bononie et Imole. 

Item, die dominico tercio mensis novenbris, fa- 
ctum fuit maximum parlamentum in platea comunis 
Faventie, ubi milites et pedites Faventie commorantes, 
cura vexillis eorum et insigniis, convenerunf; in quo 
parlamento lecte fuerunt litere legationis et iurisdictionis 
praedictorum cancellerà et legatorum. Et arengavit in 
ipso parlamento dictus dominus episcopus legatus stim- 
mi pontificis; postea arengavit dominus cancellerius li- 
teraliter, eo quod erat teothonicus, ignorans latinam 
linguam. Et, In dicto et locutione sua, dixit quatuor, su- 
per quibus fundavit dictum suum. Primo enim etc. Post 
eum surrexit d. Guido de Sugeria legum doctor, et expo- 
suit latinis verbis totum, quod dominus cancellerius di^ 
xerat literaliter etc. 



Deinde die 3 Novembrls, quae erat Dominica fa- 
ctum est Parlamentum magnum in Platea Favent. ubi 
pedites et equites Favent. commorabantur cum armis, 
et vexillis, in quo parlamento primo arrengavit dictus 
Dominus Episcopus, et lectae sunt litterae legationis; 
postea arrengavit dictus Dominus Cancellarius propria 
lingua ignorans latinam, post quem surexit Dominus 
Guido de Sugeria exponens latinis verbis dieta dicti do- 
mini cancellarii, quae quattuor continebant, primo etc. 



10 



15 



Si vede non soltanto il desiderio di riassumere ; ma la pretensione di far me- 
glio, miseramente fallita. Maggior concisione nel cenno della vita, della morte e delle 
esequie del beato Nevolone ; otto righe di stampa per trentatre di scritto. A torto, 
dunque, il Sarti, non tenendo conto della dichiarazione premessa alle Historie ì so- 20 
spettò che il loro autore avesse adoperato proprio il codice eugubino \ Meglio il Mit- 
tarelli osservò che il Tonduzzi riferiva piuttosto il senso che non le parole del cronista 2 ; 
ma non ricercò la ragione del fatto. Il Tonduzzi, a parer mio, ebbe innanzi un com- 
-pendio monco, lacunoso e poco esatto. Però questo doveva essere stato scritto 
quando le condizioni del codice erano alquanto migliori delle presenti. Non èra an- 25 
cora perduta la e. 41, nella quale cominciavano i fatti del 1278, giacché il Tonduzzi 
assicura che la morte di Ugolino de' Fantolini " per a punto è notata in quest'anno 
" dal Cantinello in tali parole: Dominus Vgolinus Fa7itolinus nobilis miles obiit die 
" lovis X Februarii 1278 „ 8 . Nell'ultima riga della e. 55 r., che poi fu tagliata via, 
si leggeva ancora: " verunt (sotiaverunt) eum usque ad Pisas „ 4 . 30 

All' incuria od all'arbitrio del compendiatore si deve, forse, attribuire l'omissione 
del nome del podestà imposto a Faenza dai Geremei vincitori, subito dopo l'eccidio 
del 13 novembre 1280: il Tonduzzi lascia intendere, se non m'inganno, d'aver ap- 
preso il nome dal Rossi, il quale l'aveva letto nello strumento di elezione d'un pro- 
curatore e sindaco de' Faentini all'arcivescovo ravennate Bonifazio (1281) 5 . Altrove 35 
una buona mezza pagina del manoscritto (e. 7 1 v.), contenente alcuni fatti delPago- 
sto 1285 — malamente mutato in 12S7 nella stampa delle Historie — fu trascritta 
con poca esattezza; la trascrizione dell'altra metà fu bruscamente interrotta, e il 



1 Ivi: " fortasse non abhorret a vero codicem 11- 
" lum, quem adservatum diximus in Bibliotheca Eugu- 
* bina, eum ipsum esse, quo utebatur Tonduccium.... 
"( aliaa Faventiae frustra exemplar aliud eius chronici 
" quaesìtutn est „. 

2 Ivi, p. 229. 

3 Tondi zzi, p. 312; cf. CantineLLI, p. 26. 

4 Pp. 311-313: cf. Cantinklli, p. 41, rr. 33-34. 

r ' " S'inganna il Rossi, mentre scrive il tradimento 
di Tibaldello nell'anno 1276, soggiongendo nel prescn- 



* te, che Faenza ritornò facilmente alla Chiesa, havendo 
" Guidotino Prendiparte Podestà, e tutto il Senato co- 
" stituito ecc. „. Tonduzzi, p. 316. Cf. Rossi, p. 459: 
" Iohannes Appia.... Faventiam nullo negocio est in- 
" gressus, nani Guidutinus Prendipartes Faventiae Prae- 
" tor, universusque Faventinus Senatus Bencevennem e 

* Calugnano procuratorem suum fecerant, qui Bonifacio 
" Archiepiscopo Ravennati, civitatis nomine reciperet, 
" se quaecumque imperasset, studiose facturum „. Cf. 
Cakkari, II, p. 24. 



PREFAZIONE XLIX 



buon Tonduzzi, che ignorava le abitudini del "copista,,, avvertì: "Qui mancano 
" quattro righe, che per esser scolorite, e guaste dal tempo, come inintelligibili furono 
" tralasciate dal copista, solamente nell'ultimo del periodo si legge furtive enim eam 
" occupaverunt, e poi con l' interpolatone d'una parola, che facilmente s' intende fere- 
5 a xerunt o simile ; siegue eodem die ad Civitatem Forlivii „ ecc. \ In verità, il " copista „ 
ne aveva fatta una delle sue, perchè le ultime parole del periodo e della pagina sono: 
u expellentes omnes stipendiarios dicti comitis Romaniole et aliquos occidendo „ . L' in- 
ciso, poi, furtive eam occupaverunt, altera grossolanamente il testo; il Cantinelli dice sol- 
tanto che i Manfredi e Maghinardo da Susinana cavalcarono a Faenza il 16 novembre 

10 tt et ipso die intraverunt civitatem Faventie „. Curioso a notare! L'antico compen- 
diatore riassunse nel peggior modo la fine di questa pagina; ma lesse bene abbastanza, 
più su: " equitaverunt versus Rontanam „; il padre Ortolani, nel secolo passato, copiò 
esattamente la fine della pagina; ma lesse malissimo : " equitaverunt versus montaneam „. 
Il manoscritto porta, " equitaverunt omnes ad Rontanam „ 2 . 

15 Su gli altri passi della cronaca riferiti dal Tonduzzi, non ho particolari osser- 

vazioni da fare ; e ne do l'elenco : 

Tonduzzi. Cantinelli. 

P. 313 : 1280. Die iovis 4 aprilis — Pisas P. 41 : rr. 31-34 

„ 314 : „ D. Scanabiccus — Scarpellini „ 45 : „ 3-8 

20 » » : » Introduxit Fantolinum — de Bononia , ; 44 : „ 4-7 

„ 321 : 1287. Demum inter comitem — Florentiam „ 56 : „ 20-29 

„ 326 : 1287 (1286). Procedente postea — possent „ 55 : „ 19-26 

„ 329 : 1290. Die Sabbati de mense septembris (novembris) — de Polenta . „ 62 : „ 15-27 

» 33° : » Die lovis tunc proxime sequentis — Romandiolae „ 62 : „ 24-32 

.'2 j » 346 : 1296. Catanei de Saxadello — Faventiae „ 64 : „ 19-23 

» 353 : 1298. Die 18 iunii — guastum „ 89 : „ 12-14 

„ „ : „ Item eodem anno — Imolae „ 89 : „ 15-26 

„ 354 : „ Masius — Civitatem „ 90 : „ 18-19 

» 357 : 1300. Capitaneus Faventiae — totaliter „ 92 : „ 30-35 

30 I criteri ; che mi hanno guidato nella preparazione di questa ristampa della cronaca, 

sono stati pochi e semplici. 

Avendo innanzi il manoscritto autografo, ho principalmente curato di riprodurlo 
con la maggiore esattezza possibile. Ho ristabilito la grafia originale, che è general- 
mente correttissima : solo in pochissimi casi ho avuto bisogno di correggere alcuni 

35 sbagli evidenti ; ma pur sempre riferendo, sotto la mia correzione, la forma errata. 
Non mi sono permesso di scegliere è preferire una sola forma di nomi propri e di 
altre parole, che il cronista scrisse in vari modi (p. e. Favencia, Faventia; Remena, 
Romena) antiani, anciani; pallacium, fialatium; die dominico, die dominica ecc.); 
ho, invece, interpunto il testo secondo l'uso moderno. 

40 Con l'autografo dinanzi, non ho creduto necessario valermi delle copie di esso, 

che le biblioteche di Bologna posseggono e che sono quelle stesse, delle quali il 
Mittarelli si servì, o copie di quelle 3 . Mi è parso più utile riferire, a pie' del testo, 



1 P. 326. 3 Le enumerò e descrisse il Simonsfììld, op. cu., 

* Ci. p. 55 di questa edizione e l'errata. p. 366 sgg. 

T. XXVIII CMlTTARELLl), p. II — D, 



L 



PREFAZIONE 



le sole varianti dell'edizione del Mittarelli 
cevole, perchè moltissime sono veramente 
Mi giova riferirne qui alcune: 



a illustrazione dell'opera mia, è più pia- 
amene. 



Testo corretto. 

Pag. i, r. 6: fuerunt positi in banno perpetuo comunis 

Bononie, et eorum heredes 
Pag. 2, r. 13: et fuit [magnus] dorainus, t[amen mer]- 

cator, dominus Useppus predictus 
Pag. 4, r. 3: revellavit se contra comune 
Pag. 6, r. g: destruxerunt, et omnia spolia et bona, que 

in ipsa erant, habuerunt 
P"g> 7> *• 3 2: q ui - tractavit et fecit se [&\igì] in pote- 

statem anno futuro 
Pag. io, r. 23: occasione potestarie de Forlivio 
Pag. 26, r. 12: in turri posita in castro inperatoris 
Pag. 2Q, r. 12: porta tumque fuit super capud ipsius pal- 

lium deauratum 
Pag. 43, r. 23: restituerat ipsis Geremiensibus obsides 

eorum 
Pag. 44, r. 20: scnnpaverant 
Pag. 46, r. g: Ricardi de Anibaldi . 
Pag. 48, r. 6: et, sicut publice dictuin fuit, Inter captos 

et mortuos 
Pag. 40, r. 16: trunbittam, quam audiverunt 
Pag. 49, r. 20: aliqui aufugerunt, aliqui segati fuerunt 

per medium 
Pag. 53, r. 2: ubi moram traxif per totum iemem 
Pag. S7> t. 14: Romae de hac vita decesscrunt 
Pag. S7> *• tft de Alatro 

Pag. jg, r. 35: qui dominus legatus missam canta vit 
Pag. 63, r. 17: de suptus ipsius civitatis 
Pag. 64, r. 34: et dicebatur quod ipsì debebant eum 

suspendere in primo arbore, quem invenirent 
Pag. 72, r. 21: Johannes Sanchatus 
Pag. 73, r. 2: et domino Ranberto de Polenta 
Pag. 76, r. 31: domus submerse.... bestie absque nu- 
mero similiter suffocatc 
Pag. 77, r. 27: quantitatem et numcrum (stipendiariorum) 
Pag. 7g, r. 32: crux, cum pomo aureo, cecidit 
Pag. 81, r. io: in mane tenpestive, fuit tenpus nubi- 

losum et pluviosum 
Pag. 82, r. 18: dicebatur Cignatta condam domini Par^ 

citatis 
Pag. 83, r. 21: Raseulc seu Santcrru 
Pag. 87, r. 3: sed ipsi iam, hospite insalutato, recesscran 1 *: 
J'<ig. 87, r. 23: cum toto suo exf orcio de Arimino et 

de Marchia.... torsit in auxilium Bononiensium 
Pag. gó, r. 4: Anastaxinus de Guigliarinis. . .. Lapus 

Borena de Florentia.... Paganellus de Casaliclo 



Testo del Mittarelli. 

fuerunt recepti prò pretio comunis Bononie et eius 5 

territorii 
et fuit.... comes D. Tebaldus et Yseppus 

revelarit secreta Communis 

destruxerunt, et Bononienses qui supra erant habuerunt 10 

qui tentavit et fecit eam in potestatem imperatoris 

occasione potestarie de Silicia 

interim de mandato imperatoris 15 

portatumque fuit super capud ipsius pallium et biretum 

restitueret ipsos Geremienses datos sibi obsides 

scappaverant 20 

Richardi de Anglia 

et sic prelium dictum fuit interruptum et mortui 

trumbittam, quem audierunt 

aliqui aufugerunt et parati fuerunt per medium 25 

ubi stetit per totum hyemem 
Romae deliquerunt et recesserunt 
de Spalatro 

qui dominus legatus habuit Missam cantatam 30 

de subtus ipsius turris 

et dicebatur, quod ipsi debebant eum cum equo suspen- 
dere in primo arbore quem invenireni; 
Iohannes Lanciottus 

et domino Raulitto de Polenta 35 

domus submissc.... bestie atque armenta similiter suf- 

focate 
quantitatem et minoritatem 
crux cum pomo a vite cecidit 
in mane tempestavit et fuit tempus mahssimuTft 40 

dicebatur Cignus quondam domine Parcitatis 

Raseule scu Sanctoline 

sed ipsi cum exforcio et exercitu toto recesscrant 45 

cum toto suo exforcio itinerando et de Marchia.... auxit 

auxilium Burgensium 
Anastaynus de Giuglianis.... Lapus Borena de Flan- 

dria.... Paganellus de Cuzolide 



Non sempre si tratta, ognun vede, di semplici correzioni di forma; spesso b 50 
rettificata la contenenza stessa, il fatto, la notizia. Non si perderà più il tempo a 



PREFAZIONE 



LI 



cercare quale dei ponti di Bologna fosse costruito nel 1243 "da primo „. Non si 
ripeterà più, spero, che Eusebio o Giuseppe de' Toschi fu eletto " capitano del po- 
polo „ di Bologna in compagnia di un " Tebaldo „ ; nò che il compilatore degli Anna- 
les Forolivienses seppe meglio del Cantinelli il nome di quell'infelice de' Parcitadi, che 
5 perde la vita combattendo per le vie di Rimini nel 1295; né ridirò io 1 che il castai- 
do di Agnese de' Fantolini corse rischio d'esser appeso ad un albero " col cavallo „. 
L'attenta lettura del codice ha dato anche l' inatteso risultato di parecchi fatti sinv.. i 
ignoti: ricorderò il giorno in cui fu conchiusa la pace tra Lambertazzi e Geremei 
nel 1279 2 , la data e la cagione della morte di Federico Novello 3 , come il legato 

10 Ildebrandino s'impadronì di Bertinoro *. E pubblicò per la prima volta la relazione 
ricca di particolari — pur troppo mutila! — degli avvenimenti del 1300 in Terra 
Santa: il Mittarelli l'omise di proposito, consulto, non sappiamo per quali ragioni. 

Ho rimediato alla perdita di alcune carte del codice, ed anche alla scomparsa 
di frasi e di parole, con l'aiuto degli Annales Forolivienses, del Cobelli, del Carrari, 

15 del Tonduzzi, chiudendo queste " fronde sparte „, rese al tronco loro, tra parentesi 
quadre. Il Codice diplomatico del Theiner mi ha fornito un tratto della Constitutio 
di Nicolò III. Anche tra parentesi quadre ho chiuso le parole, con cui, non troppo 
spesso e con la dovuta cautela, mi è parso di poter sanare le minori lacune, dove 
il carattere è coperto da macchie o scomparso. 

20 Nelle note ho raccolto, da altre cronache e da documenti del tempo, dalla 

descrizione della Romagna fatta per ordine del cardinale Anglico, da libri e opuscoli 
moderni, tutte quelle notizie, che possono lumeggiare la narrazione. 

Giunto al termine del lavoro — il quale, se mi è costato non leggere fatiche, mi 
ha pure, in giorni per me non lieti, distratto e confortato — mi dichiaro gratissimo al 

25 prof. Giuseppe Mazzatinti e al prof. Vittorio Fiorini, che me l'hanno reso men disage- 
vole con vari aiuti e con buoni suggerimenti, Ringrazio anche il dott. Corrado Ricci, 
il conte Codronchi-Argeli, il prof. A. Messeri, il prof. A. Sorbellì, l'avv. Ludovico 
Cicognani, il sig. Luigi Donati, che mi hanno cortesemente fornito manoscritti, copie 
di documenti e notizie. 



Roma, marzo 1902. 



Francesco Torraca. 



1 V. N. Antol. del i° sett. 1893, p. 24. 

2 P. 31. 



3 P. 66. 
* P. 67. 



V 



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Strumento redatto da P. Cantinelli (v. p. LIV 








CRiy^p 




e 



WWHVtfWWiV, 




APPENDICE 



i. 



Archivio di Stato di Bologna; Archivio delle Monache di S. Agnese: ìstrum enti auten- 
tici, dall'anno 1230 a tutto l'anno 1261. Lib. 13, n. 146 (segnatura odierna 7 5 5c> 3 , n. l4oj. 



5 In nomine Domini amen, mino nativitatis eiusdem 

millesimo ducentesimo quinquagesimo scxto, indictione 
quartadecima, die quartodecimo intrante setembre. Don- 
na Sibilina uxor quondam domini Amatoris GuicardI 
Struliti, Nicolaus eius filius et dicti domini Amatoris, et 

io dominus Petrus condam domini Iacobini Cantinelli, om- 
nes et quilibet ipsorum prò eis et eorum heredibus 
,vendiaerunt et tradiderunt iure proprio domino Guidoni, 
qui fuit de Plumatio, qui moratur in campo Sancte Mar- 
garite, et domine Cypnane condam Remengardine, pe- 

*5 tiam unam terre, que est partim arative seu, una torna- 
tura et dimidia, et alia est prativa, posita in curia Sale 
in loco vocato Crux, quam asserunt esse viginti torna- 
turas, et tres partes alterius et quatuor tabularum ; cuius 
hii sunt confines : desuper possidet ipsa domina Sibilia, 

20 et a mane dominus Bonaparte de Gisleriis, et desubtus 
est tradellus, et a sero est via publica vel siqui alii sunt 
confines; ad habendum tenendum ac possidendum, et 
quicquid eis et suorum heredum deinceps placuerit per- 
petuo faciendum, cum omnibus et singulis qv.e Ira pre- 

25 dictos confines continentur vel alios siqui forent, cum 
liberis accessibus et eggressibus suis usque in viam pu- 
blicam, et cum omnibus et singulis, que habet super se 
et infra se seu intra, in integrum omnique iure et ac- 
cessione, usu seu requisitione, servitute, comodo et utili- 

30 tate, eis vel alicui in posterum modo aliquo pertinente 
de iure vel de facto; et hoc prò precio quinque librarum 
et quinque soldorum bononinorum quamlibet tornaturam 
quod capit in summa octuoginta octo libras et duos 
soldos bononinorum, quod totum coram infrascriptis te- 

35 stibus et me notario numeraverunt et solverunt et de- 
derunt eis; et si dieta res valet vel valebit aliquo tem- 
pore plus supradicto precio, donaverunt et tradiderunt 
dictis emptoribus pure libere, simpliciter inter vivos; 
y cuius rei possessionem se datorum emptorum nomine 
f\o costituerunt possidere donec possessionem intraverint 
corporalem, in quam intrandi et accipiendi et retinendi 
eis contulerunt licenciam et liberam potestatem. Promi- 
tentes dicti venditor[es] per stipulationem principaliter 
et in solidum dictis emptoribus stipulantibus de dieta re 
vel aliq<>" iure eius non movere litem vel controversiam 



ullam, set ipsam rem, cum omni suo mrt, ab omni ho- 
mine. universitate, ecclesia, persona, legitime defendere 
auctoricare an in solidum disbrigare et de dieta vel ali- 
quo iure eius in aliquam aliam personam se donationem. 
vendicionem, alienationem, obligationem aliquam non 
fccisse; et si lis vel questio moveretur dictis emptoribus 
vel alicui ipsorum de dieta re tota vel aliquo iure eius 
incontinenti mota eis vel alicui ipsorum questione facta 
eis et denuntiatione, promiserunt in solidum in se susci-» 
pere inditium omnibus suorum sumptibus et expensis 
atque gravamine. Que omnia et singula suprascripta 
dicti venditores singulariter singula et universaliter uni- 
versa principaliter et in solidum, per se suosque heredes. 
promiserunt dictis emptoribus et cuilibet ipsorum in 
solidum, prò eis et heredibus ipsorum stipulantibus at 3 
tendere et observare et vera esse et non facere vel venire 
contra predicta vel aliquod predictorum aliquo ingenio 
siue causa, omneque dampnum, interesse quodlibet et 
expensa, quod et quas inde sustinuerint vel fecerint in 
iudicio, arbitrio, sive extra, integraliter reserciri sub pena 
dupli dicti precii quantitatis et meliorationis diete rei 
que tempore esset in omnibus et singulis capitulis co- 
mittenda si predicta non observarentur, vel fieret vel 
factum esset contra predicta vel aliquod predictorum et 
tociens in singulis capitulis exigenda quociens comitte- 
rctur predictis omnibus in sua manentibus firmitate, et 
sub obligatione omnium suorum honorum; renuntiantes 
predicti venditores beneficio nove constitutionis de" plu- 
ribus reis debenti auxilio epistole domini Adriani doli 
mali, condictioni sine causa et omni lege auxilio: et ipsa 
domina Sibilina renunciavit velleiano senatusconsulto; 
et insuper dictus dominus Petrus renuntiavit bene'ficio 
nove constitutionis de fideiussoribus, promisit per stipu- 
lationem, per se suosque heredes, dictis emptoribus et 
cuilibet ipsorum in solidum se facturum et curaturum, 
omni exceptione remota, quod domina Carabella eiua^ 
uxor, cum fuerit maior vjgintiquinque annis, huic ven-; 
dictioni consenciet et renunciabit dictis emptoribus et 
cuilibet ipsorum omni sui iuri et actioni, quod et quam 
habet vel habere sperat vel posset in ipsa re vendita, 
nomine et occasione doctium suarum vel alia qv.alibet 



LIV 



APPENDICE 



ratione vel causa, et quod ipsa promittet dictam vendi- 
ctionem et omnia et singula, que in ea continentur, rata 
et firma perpetuo habere atque tenere nec contra facere 
vel venire de iure vel de facto per se vel alium; que 
omnia et singula supradicta promisit dictus dominus Pe- 
trus, per stipulatum, per se suosque heredes, dictis empto- 
ribus et cuilibet ipsorum prò eis et eorum heredibus 
stipulantibus attendere et observare nec contra facere 
vel venire, de iure vel de facto, per se vel alium, et re- 
ficere 's et cuilibet ipsorum singula dampna litis et 
expensas ac interesse, sub pena dupli dicti precii diete 
rei in quolibet capitulo stipulatione premissa, et pena so- 
luta vel non, predictis omnibus in sua manentibus fir- 
mitate et sub obligatione suorum bonorum. Ad hec 
dicti domini Petrus et Nicolaus, quia erant minores vi- 
gintiquinque annorum et maiores quatuordecim, iuravit 
quilibet ipsorum in solidum, corporaliter ad sancta dei 
evangelia, predictam vendicionem et omnia et singula 



supradicta rata et firma perpetuo habere atque tenere et 
non petere restitucionemaliquam de predictis, in integrum 
vel in partem, ratione minoris etatis vel minoris precii vel 
non sibi soluti vel in utilitatem suam non conversi vel 
non durantis nec alia ratione vel ingenio veniet contra 
predicta vel aliquod predictorum, sub dieta pena, stipu- 
latione promissa et pena soluta vel non, dieta firma sint 
et rata et sub obligatione suorum bonorum, et reficere 
eis singula dampna litis et expensas ac interesse. 

Actum Bononie in foro medii in domo dicti do- 
mini Petri presentibus lordano filio domini Simonis de 
Castro Francho, Gerarducio filio quondam Verardini no- 
tarli, Guidone de Parma cui dicitur Tonsus, qui moratur 
in domo domini Bartholomei, et Pasqualino Baiardo vo- 
catis testibus et rogatis. 

[Locus Tao.] Ego Thomas filius Alberti Fabri im- 
periali auctoritate notarius his omnibus interfui, et, ut 
supra legitur rogatus scribere, scripsi, signavi subsignavi. 



io 



15 



II. 

Archivio capitolare di Faenza. — Cartella n. 58, -pergamene " 1261 al ijoo „, n. 2j. x . 20 



In Christi nomine amen. Anno eiusdem Millesimo 

ducentesimo LXXVJ , Indictione 

capitulo canonice faventine, presentibus domino Ariv.... 

de Carbonensibus canonico bon 

plebìs sancti Petri in laguna et Albico domini Lotto- 

rengi de Florentia tunc C 

de consensu et voluntate capituli, sue, et ipsum Capito- 
limi, videlicet(?) dominus 

Faventie, suo nomine et nomine ac vice capituli et ca- 
nonice faventine dederunt 

annos proxime venturos domino Guidoni Acharixii, sti- 
pulanti et recipienti prò se et suis 

dictorum et fictus et decimas quem et quas habent et ad 

ipsum capituium et ecclesiam pertinent 

arboribus, aquis, aquiminibus et aliis quibuscunque juri- 

bus spectantibus ad ipsum capituium 

Lugo, Guercinerio, sancta Aghatha et Guigliarinno, ubi- 

que iuxta dieta loca, promitunt dicti domini 

favent. prò eis et eorum successoribus in dieta ecclesia per- 
mansuris dieta jura et jurisdictiones defendere, aucto- 
ricare.... ipsi domino Guidoni et suis heredibus et suc- 
cessoribus ab omni nomine, collegio et universitate, et 
litem et controversiam ci non mofvcre] infra terminum 
statutum, constituentes se ipsius nomine possidere, dantes- 
que ei licentiam intrandi post ipsorum iurium et jurisdic- 
tionum, standi, permanendi, utendi et fruendi ad suam 



liberam voluntatem, facientes etiam ipsum procur[atorem] 
ut in rem suam et ponentes eum in locum eorum, ita ut 
possit omnia et singula facere et exercere hinc ad termi- 
num statutum quemadmodum ipse dominus prepositus et 
capituium facere possent. In fine vero dicti termini x. 2 5 
annorum dieta jura et jurisdictiones libere ad ipsum 
capituium et ecclesiam revertantur. Hoc autem fecerunt 
quia idem dominus Guido, per se et suos heredes et suc- 
cessores promisit et convenit dictis dominis preposito et 
ca[nonicis], prò eis et eorum successoribus in dicto ca- 3° 
pitulo permansuris, dare, solvere et portare ac condu- 
cere ad 

anno, omnibus suis expensis et periculo, vigintiquatuor 

mizinos boni 

in festo sancti Apolinaris cuiuslibet anni, prò quibus 35 

omnibus et singulis eligerunt 

prò eis se constituit possidere. Et si in solutione et 

prcstatione dicti fi 

nulliu8 valoris et nullum ius ipsi domino Guidoni ad- 

grate ex 4° 

que omnia et singula utraque pars sibi invicem promisit 

et convenit 

librarum ravennatum, et sub obligo bonorum suorum 

et pena commisse et solu[te] 

Ego Petrus Cantinelli auctoritate inperiali. . 45 
legitur rogatus publice 



III. 

Archivio Capitolare di Faenza. — Pergamene 1261-1300. — Reg. n. 59. 



In Christi nomine amen. — Anno a nativitate do- 
mini millesimo ducentesimo septuagesimo sexto, indic- 



1 Trascrivo questo i^-umento dalla fotografia che me ne ha 
procurato il prof. Messeri, il quale mi fa sapere: "La pergamena 
fotografata trovasi nell'Archivio capitolare, armadio, III entro un 
cai Une coperto di cartapecora a foggia di libro. A tergo di essa 



tione quarta, Faventie, die XIII mensis martii. — Domi- 
nus Coradus prepositus faventinus, suo nomine et no- eo 

tre diversi caratteri di tre età dirvese ne danno 11 sunto. Un niun, 
135 in alto indicherà forse il numero d'ordine di una antica distri- 
buzione o filza,,. 

* Questi sei strumenti notarili, osserva il prof. Messeri, sono 



APPENDICE 



LV 



IO 



15 



20 



mine et vice cappittulli et ecclesie faventine, et ipsum 
cappitulum una cum ipso domino preposito et domini 
Auliverius, Albertus et Jacobus de Caminiza canonici fa- 
ventini, nomine et vice cappittulli faventini, fecerunt con- 

stituerunt et runt dominum Petrum Cantinelli 

notarium presentem eorum et dicti cappittulli sindicum, 

procuratorem et nuncium generalem orum et 

dicti cappittulli causas et lites, quas habent vel habituri 
sunt cum quacumque persona et coram quocumque iudi- 

ce ad petendum, dicendum, proponendum, oppo- 

nendum, inpetrandum, excipiendum, replicandum 

recipiendum, litem contestandum, callupnia iurandum 

cernendos, petendos iudices arbitros sandos testes, 

instrumenta, privilegia et quascumque alias probationes 
introducendum et adverse partis publicandum et ad pro- 
testandum et ad sententiam et sententias audiendum et 

appellandum semel et pluries ad omnia et singula 

facienda et exercenda que in causis et litibus ipsorum et 

dicti cappittulli no et crediderit opportuna et que 

per verum et legitimum ac generalem procuratorem et sin- 



dicum p ac consuetudine requiruntur etiam si illa 

mandatum aliquod exigant speciale, promittentes 

ratum et gratum habiturum quodquod per eum factum 
fuerit in predictis et circa predicta et alliquod cap- 
pittulli : volentes autem sindicum et procuratorem ab ho- 
nere sadisdactoris ' iudicum solvi, promiserunt mihi nota- 

rio stip minum quorum interest seu interesse con- 

tingerit solvere iudicem, sub obbligatione omnium suo- 

mm honorum, prò quo dominus.... et cappittullum 

fideiussionem sub obbligatione omnium honorum suo- 
rum relevari. 

Acta fuerunt predicta sub balchione canonice fa- 
ventine presentibus testibus domino Deotiguardi archi- 
presbytero sancti Petri in Laguna, domino presbytero Cu- 
scano cappellano ecclesie Santi Petri et domino Radi- 
gerio de Guastalla. 

Ego Bonalbergus Bonacatti domini Albarinus (sic) 
filius imperiali auctoritate notarius predictis omnibus ia- 
terfui, et rogatus subscripsi et publicavi. 



IV. 



Millesimo CCLXXVIIIJ, indictione Vll a , Faventie 
in palatio comunitatis, die secundo mensis iunii, presen- 
tibus Bonaventura Canpa[nario] et Ugolino Teresio te- 
25 stibus rogatis et vocatis •, retulit Benvenutus de Spenis 
plazariuscomunitati8 Faventie mihi [notario] infrascripto 
se hodie de mandato domini Ugolini de Medicis iudicis 
comunitatis Faventie citasTse heredes] Mainardi Buzzi 
ad domum, in qua consueverat habitare dictus Mainar-dus, 



quod hodie coram [dicto iudice] comparerent responsuri 
de iure domino Petro Canti nello notario sindico 
capituli ecclesie [faven]tine procuratori domini Alborisii 
canonici faventini, et hoc ad petitionem dicti domini 
Petri Cantinelli. 

Ego Bonaventura Otorengi notarius ad acta comu« 
nitatis Faventie suoscnpsi et publicavi» 



30 



V 



35 



Millesimo CC°LXXVIIIJ, indictione septima, Faven- 
tie, in palatio communitatis, die tertio mensis iunii, pre- 
sentibus Bonaventura Campanario et Ugolino Teresio 
notario testibus rogatis et vocatis; retulit Michele plaza- 
rius comunitatis Faventie mihi notario infrascripto se 
hodie, de mandato domini Ugolini de Medicis iudicis 
comunitatis faventie citasse heredes Mainardi Buzzi ad 
domum in qua habitare consueverat dictus Mainardus 



quod hodie coram dicto iudice comparerent responsuri 
de iure domino Petro Can tinello notario sindico 
capituli ecclesie faventine et procuratori dSmini Albori- 
sii canonici faventini, et hoc ad petitionem dicti domini 
Petri Cantinelli. 

Ego Bonaventura Otorengi notarius ad acta comu- 
nitatis Faventie subscripsi et publicavi. 



-VI. 



40 Millesimo CCLXXVIIIJ, indictione VII, Faventie, 

in palatio comunitatis, die VII mensis iunii, presentibus 
Bonaventura Campanario et Ugolino Teresio testibus 
rogatis et vocatis. Retulit Faba plazarius comunitatis 
Faventie mihi notario infrascripto se heri, de mandato 

45 domini Ugolini de Medicis iudicis comunitatis Faventie 
gridasse alta precona voce in porta Imolensi, in contra- 
ta et ante domum, quam habitare consueverat Mai- 
nardus Buzzus, quod quicumque est heres vel vult esse 



vel defendere hereditatem et bona dicti Mainardi Buzzi, 
hinc ad tertiam dìem conpareant coram dicto iudice 
alio quin ipse iudex procedet in eos secundum formam 
iuris, et hoc ad petitionem domini Petri Cantinelli 
sindici capituli ecclesie faventine et procuratoris do- 
mini Alborisii canonici faventini responsuri eidem de 
iure. 

Ego Bonaventura Otorengi notarius ad acta com- 
munitatis Faventie subscripsi et publicavi. 



evidentemente copte, giacche appaiono tutti vergati della stessa ma- 
no. Le frequentissime lacune, e la logorazione della pergamena, han- 



no reso in pivi luoghi assai difficile la decifrazione di alcune parole, 
* Lezione dubbia. 



LVI 



APPENDICE 



VII. 



[In] nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti, amen. 
Ego Albertus iudex delegatus domini Ugolini [de] Me- 
dicis iudicis communitatis Faventie cognitor petitionis 
quam faciebat dominus Petrus Cantinelli nota- 
rius Sindicus capituli ecclesie faventine et procura- 
tor domini Alborisii canonici faventini, cuius petitionis 
tenor talis est. Proponit Petrus Cantinelli sindicus 
inorum prepositi et capituli ecclesie faventine et 
procurator dominorum Alborisii et Alderoti canonico- 
rum faventinorum sindicationem et procurationcm no- 
mine predictorum contra heredes Mainardi Buzzi de 
burgo Porte Imolensis, dicens quod dominus Alborisius 
dominus Alderotus et dominus Bernardus canonici Fa- 
ventie, prò eis et eorum successoribus in dieta canonica, 
dederunt, concesserunt et locaverunt ad fictum abinde ad 
XII annos proximos venturos dicto Mainardo Buzzi de 
burgo porte Imolensis, presenti, stipulanti et recipienti 
prò se et suis heredibus et successoribus petiam unam 
terre et vinee decem tornaturarum de benefìtio dictorum 
dominorum canonicorum positam in Garnadi territorio 

faventino et plebe iuxta fratrem Nicolaum de Al- 

geriis brigatorem, et viam a duobus lateribus, ad haben- 
dum, tenendum, possidendum, utendum et favendum hinc 
ad dictum terminum, et hoc ideo fecerunt eidem quia 
ipse Mainardus prò se et eius heredibus et successoribus 
solepni stipulatione promisit et convenit eisdem domi- 
nis canonicis presentibus, stipulantibus et recipientibus 
prò eis et eorum heredibus et successoribus, dare et sol- 
vere eis seu eorum nuncio sine lite, briga et exceptione 
aliqua et petitione libelli, omni anno, nomine afìctus et 
reditus et prò afictu et reditu diete terre et vinee viginti 

libras Rav. hinc ad dietim s omni anno, in festo 

sancti Michaelis xcem libras Rav. et reliquas xcem li- 
bras in pascate resurrectionis Domini; que omnia pro- 
misit atendere sub pena centum librarum Rav. et sub 
refatione dannorum et expensarum et obbligatione ho- 
norum suorum Cura cessatum sit (sic) insolutus 



dictus rictus per quinque annos proximos preteritos, pe- 
tit dictus Petrus, nomine dicti domini Alborisii et do- 
mini Alderoti et sindicationis nomine capituli faventini 
qui successit in locum domini Bernardi olim canonici 
faventini a praedictis neredibus dicti Mainardi dictas $ 
gravitates oecuniae s. x libras Rav. prò quolibet dicto- 
rum quinque annorum in quibus cessatum est («ic) in- 
solutus dictus fictus penam libr. Rav. in quam 

incidit qui sub die non solvit et petit excipere lites.... 
dieta occasione. Ipsis vero heredibus coram me legitime io 

constitutis et non venientibus nec ad eorum defen- 

sionem nec qui eos vellet defendere prestit: qua, 

Sacramento calupmae a suprascripto smd'co et 

domino Alborisio quo declaraverunt predicta omnia vera 
esse et se iuxte petere posse; ideo interloquendo prò- 15 
nuntio predictum sindicum et procuratorem fore mit- 
tendum in tenutam et possessionem honorum dictorum 
heredum, primo mobilium si conparent. secundo immo- 
bilium, tertio vero nominum ipsis heredibus absentibus 
omnem legitimum auxilio reservato si in legitimum ipsi 30 

venerint et legitimas resentierint; et do s;bl in 

executorem Odulum de Castro Novo plazarium commu- 
nitatis Faventie. Lata fuit hec semptentia in palatio 
communitatis Faventie per dictum dominum Albertum 
Tuscum iudicem delegatum domini Ugolini de Medicis 25 
iudicis communitatis Faventie presenti dicto sindico, et 
procuratore et absentibus dictis heredibus, et presentibus 
testibus Monteclario notario de Faventia, Bonaventura 
Campanario notario et Galvano de Bagnacavallo notario 
rogatis et vocatis annis domini Millesimo CCLXXVIIIJ 30 
indictione VII a die X° mensis iunii sindicationis et pro- 
curationis nomine dicti capituli et dictorum canonico- 
rum et prò eis. 

Ego Bonaventura Otorengi auctoritate imperiali 
notarius et nunc notarius ad acta capituli faventini sub- 35 
scripsi et publicavi. 



Vili. 



In nomine patris et filii et spiritus sancti amen. An- 
fao a nativitate eiusdem domini Millesimo CCLXXVIIIJ. 
indictione VII, Faventie. In palatio Communitatis faven- 
tinae, die X mensis iunii, presentibus Bonaventura Cam- 
panario notario et Guadagno fornario testibus rogatis et 
vocatis, retulit Odolus de Castro Novo plazarius commu- 
nitatis Faventie mihi notario subscripto se hodie ivisse, 
mandato domini Alberti iudicis delegati domini Ugo- 
lini de Medicis iudicis communitatis Faventie, ad dandum 
tenutam Gerardino ostiario capituli ecclesie sancti [Pctri] 
de Faventia se vice et nomine domini Petr 1 Cantinelli 
sindici capituli ecclesie faventine ed procurfator domini] 
Alborisii canonici faventini de bonis heredum Mainardi 

Buzi de burgo Porte Imolensis mandare executioni 

Scmptentiam intcrlocntoriam latam in dictoa Iieredes 



per dictum iudicem [Albertum] [scri]ptam manu mei no- 
tarli; et facta diligenti inquisitione per contratam ubi <\n 
consueverat habitare dictus Mainardus et eius heredes in 
dicto burgo Porte Imolensis et per vicinos diete contrate 
non invenerunt aliquid de quo possent dare tenutam 
M ^od sine controversia capi possit; et sic retulit dictus 
plazarius se fecisse, qua; dictus iudex, visa rclatione dicti 45 
plazarii, pronuntiavit nil reperiri in bonis dictorum he- 
redum dicti Mainardi quod absque controversia capi 
possit et sic posse procedi supra ipotecaria actione con- 
tra pignorum possessores sccundum formam iuris. 

Ego Bonaventura Otorengi imperiali auctoritate 50 
notarius et nunc notarius ad acta communitatis faven- 
tinae, scripsi et publicavi. 



IX. 
Dal Fantuzzi, Monumenti Ravennati dei secoli di mezzo. IV, n. CXXXIX. 



In nomine Patris etc. Concilium mei Bonfilioli 
«t)omini Vitalis judicis de Forlivio Asumpto ad consu- 



lcndum per D. Egidium de Monto F-ilco Judicem gene- 
ralcm Provincie Romaniole de par Cium voluntate super 



55 



APPENDICE 



LVH 



IO 



15 



Causa et lite que vertitur inter Petrum Bonfìglioli de 
Cesena Procurate-rem domine Sanguinee 1 Uxoria quon- 
dam D. honesti de Ravenna et Curatorem Aunestine filie 
ipsius Domine Sanguinee et predicti Domini Aunesti 
Curatorio et Procuratorio nomine predictarum Domina- 
rura Actorem ex una parte, et Johannem de Pane Cu- 
ratorem Aunestini et Saladini et procuratorem Bartho- 
lini et Valeriani filiorum quondam Domini Vincentii de 
Aunestis cum Auctoritate Curatoris Curatorio et pro- 
curatorio nomine ipsorum reurh ex altera, occasione 
cujusdam sententie in Causa alimentorum late per 1). 
Franciscum de Assisio olim Judicem Prov. Romaniole 
generalem contra D. Vinccntium Patrcm predictorum 
Aunestini et Fratrum ad petitionem predicte D. San- 
guinee et Petri Cantinelli ejus Procuratoris et 

Actoris scripta manu Peppi Petri Not. Cap Quam 

sententiam peciit exequi et executioni mandari predictus 
Petrus Bonfìglioli procurator et curator predictarum 



Dominarum in ccclv libras et x solidos Ravennates 
contra prefatos Iohannem de Pane et predictos quorum 
ipse est procurator et Curator et ipsorum bona corani 
D. Calixto de Urbe olim Iudice Generali Provincie Ro- 
maniole predecessoris predicti D. Egidii prò Alimentis 
trium Annorum 2 preterit. et unius prcsentis, quibus pre- 
dicti Aunestinus et Fratres cessaverunt prestare alimen- 
ta predictis Dominabus Sanguinee et Aunestine prò par- 
te dimidia heredita.tis q. D. Vincentii Patris predicto- 
rum A unes tini et Fratrum contingenti eidem Aunestino 
et Fratribus. Visa petitione etc, et visa et diligenter 
examinata predicta sententia etc, et visis etc. tale est 
quod per vos Dominum Iudicem predicta sententia exe- 
quatur ipso facto etc. 

Viso igitur ipso Consilio etc. Actum in Palatio 
Communis Forlivii sub. An. D. MCCLXXXVIII. Indi- 
ctionc I etc. die xxiii mensis Madii etc. 



X. 



Dal Tonini, Rimini nel secolo XTTT % p. 681, doc. CLXIX 



(Anno 1294, luglio 14) 

....Provincie Romaniole et Sabam ejus notarlum 
exeommunicatos fuisse exeommunicatione majori sub 
An. Domini MCCLXXXVII. Ind. XV die penultima et 

25 die antepenultima mensis Novembris ejusdem anni prop- 
ter captionem carcerati onem et detentionem Prelatorum 
et Presbiterorum, et etiam Processus per ipsum Domi- 
num Petrum Stephani factos et per dictum ejus Nota- 
rium scriptos contra Potestatem Consilium et Comune 

30 Civitatis Arimini et singulares personas ejusdem nullos 
esse, quia in eis fuerunt ordo juris et sollempnitas pre- 
termissi, petiit instanter a d. Judice sententiam ferri con- 
tra d. Ser Coradum et Cameram supra praedictis secun- 
dum formam sue petitionis. Qui Judex prò Tribunali 

35 sedens, auditis, intellectis et examinatis dictis allegatio- 
nibus et juribus Partium que coram allegata fuerunt 



1 Seconda moglie di Onesto degli Onesti, era degli Accarisi Fa- 
ventini. Fantuzzi, De Genie Honestia; Caesenae, MDCCLXXXVI, 
p. 70. 

* "Qui tres anni incepeiunt in MCCL.XXXV, die pri- 



et proposita per eosdem, et quesito pluries ab eisdem 
per eum presente Advocato predicto si quid aliud vo- 
lebant allegare vel proponere coram eo quod paratus 
erat audire eos, respondentibus ipsis Partibus singula- 
riter quod non, et petentibus procedi per eum ad sen- 
tentiam proferendam, statuit terminum eisdem Parti- 
bus diem Martis crastinam et perhemptorie ad compa- 
rendum coram eo ad sententiam audiendum et quod dic- 
tus ser Coradus tunc adesse faciet Dominum Petrum 
Advocatum predictum. Alioquin idem Judex procedet 
ad ipsam ferendam sententiam, ipsarum Partium absentia 
non obstante. Predictis omnibus interfuerunt testes do- 
minus Bartholomeus, dominus Guido Ranucii Judices de 
Faventia. Petrus Cantinella et Bonalbergus notarius 
de Faventia, et alii multi. 



mo mensis maii „ si legge in questo stesso consiglio, più sotto. 
8 " Dalle Schede Garampi, ex fragmento authographi Processus 
in Arch. Eq, Belmontii Arim. Archivio, che non so 1 presso chi de- 
gli eredi sia „. Nota del Tonini. 



(iOHANNIS BENEDICTI MITTARELLl) 

IN PETRI CANTINELLI 

CHRONICON FAVENTINUM 
PRAEFATIO. 




lterum nunc primum hicem videt Cronicon Faventinum, a Petro Cantinelli Bononiense, inde a 
patria extorri, Favemtiamque suscepto, ubi et Communis Faventini sindicum rerumque gestorum 
egit, consarcinatum; de quo chronico olim sic praefatus sum ad Haimibalem comitem de Fremano 
Patricium Faventinum. 

* Petri Cantinelli chronicon anecdotum summa animi voluptate totum perlegi. Describitur in eo per annos 
io "distributa historia Bononiensis et Faventina, necnon ceterarum urbium Aemìliae et Romandiolae; protenditur 

" autem ab anno 1229. ad 1294. egregia profecto continuatio historiae Magistri Tolosani canonici Faventini. 

* Scriptor hujus chronici omnem fidem meretur; floruit enim et scripsit eo tempore, quo contigere res, quas 
*enarrat; immo partem in ipsis non vulgarem habuit, ut legitur ad annum 1279. quo deputatus fuit sindicus prò 
" urbe Faventina ad Nicolaum III. Romanorum pontificem, qui sequester fuit pacis inter Bononiensis urbis et 

15 " ceterarum Aemiliae civitatum partes et ad annum 1294. quo iterum sindicatum gessit prò Communi Faventiae 

* ab obtinendam absolutionem ab omnibus excommunicationibus et interdictis ab episcopo et praeposito Faventino 
" et a praeposito Ariminensi, delegatis domini Ildebrandini episcopi Arretini, et comitis Romandiolae. 

* Usque ad annum 1274. chronicon hocce tractat speciatim de rebus et de Potestatibus Bononiensibus, paucis 

* exceptis, quae pertinent ad urbem Faventiae, vel ad alias urbes. Post eum annum historia Faventina praesertim, 
20 " aliarumque etiam civitatum ampliore stylo per annos et dies describitur, lectoresque allicit author multiplicium 

" eventuum, praeliorum et seditionum narrationibus. Facile sequebatur Cantinellus partem Lambertacciorum civium 
" potentium Bononiae, qui expulsi a patria ob factionem Geremeorum, qui ibidem praevaluerunt et dominabantur, 
" Forolivii et Faventiae domicilium fixere, cum quibus videtur ipse quoque stationem elegisse in urbe Faventina. 

* Non incongruum erit, immo decet, heic loci exhibere monitum Sartii nostri in codicem et in auctorem 
25 "hujus chronici: Sic porro habet: Exscriptum est chronicon istud Petri Cantinelli Faventini ex antiquo codice ms. 

" semilacero et foliis aliquot sub inìtium et fine mutilo, qui nunc est in publica Eugubinorum Bibliotheca, inter 
" codices archivi Armanni, haud multis ab hinc annis in eam Bibliothecam illati. Ejus mentionem fecerat Vin- 
"centius Armannus in indice Monumentorum et Codicum, quos in suum illud archi vum congesserat, (Pag. 185. ad 
" calcem libri ab se editi de Historia) Familiae Bentivolae apud Eugubinos clarissimae, ubi scribit se codicem 

30 " illum dono habuisse a Bernardino Spada Cardinali. Est autem codex iste notatus litera A et inscriptus : Historie 
" di cose recondite. Hujus porro chronici auctorem esse Petrum Cantinellum Faventinum palam est ex iis, quae 
" leguntur ad annum M.CC.LXXVHII. ubi ita de se auctor loquitur: Et sic prò Communi Faventiae, quod domina- 
" batur tunc pars Accarisiorum, fuerunt sindici ordinati dominus Bonaventura Fusculi et ego Petrus Cantinelli et dieta 
" occasione ivimus ad Romanam curiam, ubi praescntavimus in civitate Viterbii corani summo pontifice. Ex hac autem 

3S * procuratione et legatione Petro Cantinello demandata, de hujus Viri auctoritate judicium tacere licet: quo fit, 
" ut plurimum ejus fidei tribuendum sit, cum ea in hoc Chronico complectitur, quae aetate sua gesta sunt, et 

* quibus magna ex parte ipse quoque interfuit. 

" Viderat ejus chronici pretium Tonduccius hìstoriographus Faventinus, qui eo saepissime est usus, ac for- 
" tasse non abhorret a vero codicem illum, quem adservatum diximus in Bibliotheca Eugubina, eum ipsum esse, 
40 "quo utebatur Tonduccius, quippe qui ex dono Cardinalis Spadae Faventini ad Armaaaum pervenit; et aliasi 
"Faventiae frustra exemplar aliud ejus chronici quaesitum est. 



LX 



IN CHRONICON PETRI CANT1NELLI 



* Et sane peroptandum esset, ut aliunde esemplar aliud ejus chronici prodiret, quo emendari et perfici posset 
" opus publica luce dignissimum, quo historia rerum ges^irum Bononiae et in omni fere Romandiola seculo xiii. 
" mirum in modum illustrari posset. Edidit enimvcro Muratorius (tomo XXII. Rcr. Ital. Script.). Annales, ut 
"ipse appcllat, Forolivienses, auctore Anonymo, farraginem scilicet inconditam, in qua nonnulla extant ex Canti- 
" nelli chronico manifeste delibata; sed nullus est ex tam multis eorum temporum historicis, quos Muratorius edidit, 5 
" qui cum Cantinello sit comparandus quoad historiam Bononiensem et civitatum Romandiolae Saeculi xiii. Quod 
" si nulla sit spes alterius exemplaris reperiundi, quo istud ex Eugubino codice exscriptum suppleri possit, mutilum 
"etiam et mancum in lucem emitti praestaret; satius esset enim pretiosas hasce antiquitatis reliquias utcumque 
" imperfectas habcre, quam iis omnino carere „. Hucusque Sartius. 

" Hujus porro detecti codicis Eugubini laus est tribuenda Guidoni-Ubaldo Angelino, publicae, dum viveret, io 
" Eugubinorum Bibliothecae Praefecto, solerti antiquitatum investigatori. Is enim multis ab hinc annis excerpta 

* aliquot chronici Petri Cantinelli eo codice contenti eidem Mauro Sartio, qui tunc Eugubinae ecclesiae monumentis 

* perquirendis intentus erat, humaniter communicavit; post autem totius chronici exemplar dedit; sed cum in eo 

* exscribendo non admodum perito amanuensi usus fuerit, vel ipse per se diligenter non transcripserit, plura in 

" exemplar illud menda irrepsere, quae tolli nulla ratione possunt, nisi inspecto codice Eugubino. Atque haec 15 

* dieta sint, ne quis crebra sphalmata, quae in hoc Petri Cantinelli chronico occurrunt, aut Guidoubaldo Angelino, 
" aut Mauro Sartio tribuenda existimet. 

"Ex Sartii exemplari plura alia exseripta fuere, quae modo versantur in manibus eruditorum Faventinorum; 
" cxseriptum fuit et illud, quod a te possidetur, Hannibal Clarissime; et quidem dolendum, quod praeter sphalmata, 
" lacunis multis respersum, ideoque vacuum sit, immo foliis et paginis aliquibus deficiat, mutilus ulterius ipso 20 
" initio, in medio, et in fine. Si liceret codicem ipsum sub oculis habere, aliqua profecto verba, quae in Faventinis 
" exemplaribus desiderantur, vel vitiosa sunt, suppleri et emendari possent. Quid si darentur literae ad praefectum 
" publicae Eugubinorum Bibliothecae, ubi codex primigenius servatur, quibus exoraretur, ut ad maximum Faventinae 
" urbis beneficium commodare dignaretur ad mensem codicem ipsum, data etiam aequa arrha, sanctaque superaddita 
"fide, eumdem remittendi post praefixum terminum? Cederet id sane ad decus ipsius etiam Eugubinae civitatis, 25 
" nimirum ut Cantincllus ope hujus commodati in publicum prodiret vestibus minus lacerus. 

" Interea quid praestiterim in ipso exemplari Tuo, Comes humanissime, paucis aperiam. In Bibliotheca 
" Lolliniana urbis Bellunensis, nimirum quae olim fuit Aloysii Lollini doctissimi patricii Veneti, inde episcopi 
" Dcllunensis, extat codex, in quo habetur Bononiense Chronicon publicae luci donatum a Lucio Dolleonio Bellu- 
" ncnsi erudito viro, mihique multa necessitudine conjuncto, editum autem tomo IV. novae Collectionis Calogerianae 30 
•" pagina 115. anno 1758. In hoc chronico describuntur Potestates Bononiensis urbis ab anno 1188. ad 1310. una cum 
" compendiosa narratione illustrium factorum, quae in iis annis contigere per Bononienses. Quandoquidem vero 
"etiam Cantinellus seriem habet eorumdem Potestatum ab anno 1229. ad 1278. non abs re factum duxi subjungere 
" heic loci nomina Potestatum, quae enuntiat chronicon Bononiense Lollinianum, quibusque confirmari, suppleri, 
" vel emendari possint nomina eorumdem Potestatum, quae leguntur in chronico Cantinelli, et possint ad invicem 35 
" conferì-^ lumenque mutuum utriaue coilectioni praestati licea» 



Chronicon Cantinelli. 



Chronicon Bononiense Lollilianum. 



Anno 1229. Aliprandus Fabi de Brixia. 

1230. D. Paganus de Petra-Ledo de Mediolano/ 

1231. Dominus Fredericus de Lavello longo. 

1232. D. Ragnetius Zeno de Venctiis. 

1233. D. Guido Raulis de Faventia fuit potestas 
Bononiae. Bononienses hoc anno, primo habuerunt sub 
sua ditione Frignanum. 

1234. D. Carnatiale de Voragine de Mediolano fuit 
ipotestas de Bononla. 

1235. D. Ubertus Vicecomes de Placentia fuit pote- 
stas Bononiae. Hoc anno frater Johannes de Vicetia de 
Ordine Predicatorum incepit facere predicationes, et fuit 
magna devocio. 

1236. D. Compagnonus de Pultronibus de Maatua, 
<ct D. Ubertus Surdus de Placentia. 



Anno 1229. Dominus Aliorandus Faba de Brixia 
potestas. 

1230. Dominus Paganus de Petra Sancta. 4° 

1231. D. Federicus de Savello longo potestas. 

1232. D. Raynerhi8 Zeno fuit potestas. 

1233. D. Ubertus Vicecomes fuit potestas. Tunc 
fuit devotio sancti Johannis et devotio magna per totam 
Italiani. 45 

1234. D. Guido Raulus fuit potestas. Eo anno cap- 
tum fuit Frignanum. 

1235. D. Carnelvare de Ugine potestas. 



50 



1236. D. Compagnone potestas fuit tribus menslbus 
et obiit. Eodem anno D. Ubertus Surdus fuit potestas. 



PRAEFATIO IOIIANNIS BENEDICITI MITTARELLI 



LXI 



1237. D. Rufinus Guascus de Alexandria. Captum 
fuit castrum Leone a Commune Bononiae. 

1238. D. Robertus de Concoregio de Mediolano fuit 
potestas Bononiae. Hoc anno fuit mortuus D. Guirato- 

5 ne de Gimbraxiis de Faventia, quem occidit D. Araa- 
dore B.... occasione; quo anno pars Manfredorum ex- 
pulsi sunt de civitate Faventiae, per D. Acharixium et 
suos sequaces occasione mortis D. Garatonis. 

1239. D. Ardicio Luschulius de Brixia fuit pote- 
10 stas Bononie. Hoc anno sol obscuratus est die tertia 

junii. Eodem anno Fridericus imperator venit supra ca-. 
strum Plumacii et illud cepit per vim. Eodem anno 
venit ad obsidionem Crevalcorii; ivit ad civitatem Mu- 
tine. Commune Bononie iverunt ad Signolam etc. 

ie 1240. D. Raynerius Geno potestas Bononie. Hoc 

anno fuit obsessa civitas Ferrarie per Commune Bono- 
nie et Commune Venetiarum, et per concordiam habue- 
runt eam, et captus fuit D. Sahnguerra sub spe concor- 
die, et ductus Venetias ibi obiit. 

20 

1241. D. Oddo de Mandello de Mediolano. Frede- 
ricus obsedit civitatem Faventie per novem menses, ob- 
sessam habuit, et tacta fuit concordia alio anno. 

1242. D. Ubertus Vicecomes de Placentia potestas. 
25 [ex exemj>lari Guidonìs-ubaldì Angelini). 

1243. D. Ugo de Pirovallo de Mediolano, ivit in 
obsidionem rocche Roffeni. 

1244. D. Arduinus Confalo nerius de Placentia po- 
testas Bononiae. 

jo 1245. D. Philippus de Ugonibus potestas Dominus 

papa deposuit dominum Fridericum imperatorem. 

1246. D. Oddo Vicecomes de Mediolano potestas 1 -. 

1247. D. Guido Vicecomes ejus frater fuit potestas. 

1248. D. Bonifacius de Canis de Placentia fuit po- 
35 testas. Eo anno Bononienses ceperunt Victorlam, quam 

D. imperator Fredericus tecerat tacere de novo, et ipsam 

totam destruxerunt, et Bononienses, qui in ipsa erant, 

«habuemnt. Commune Bononie habuit multa castra Mu- 

tinensium, scilicet Pansanum, Nonaatuiam, S. Cesariuia 

40 et alia plura. 



1249. D. Philippus de Ugonibus de Brixia fuit pò- 

A. «j 

testas. Hoc anno Commune Bononie fecit magnum exer- 
citum super Mutinenses apud pontem S. Ambroxii et 
tunc rex Hencius filius imperatoria Friderici cum multi- 
tudine maxima militum Teutonicorum, Cremonensium 
Parmensium et toto Communi Mutine causa insultandi 

<o "xercitum. Et sic Bononienses hoc audito, qui erant in 
quodam campo ad faciendam mostram equorum suorum 
viriliter elevantes et aggredientes oredictos, ipsos intra 
civitatem Mutine per pontem S. Ambroxii insultantes in 
fugam eos verterunt et sconfixerunt eosdem. Tum cap- 

55 tus fuit rex Hentius, et maxima quantitas militum et pe- 



1237. D. Ruschinus Guascus de Alexandria fuit pote- 
stas. Eo tempore ceperunt Bononienses castrum Leonem. 

1238. D. de Concorezo de Mediolano fuit potestar 
Faventia fuit capta a suis comitatini^ propior uiyrteui 
D. Garatonis civis Faventie tunc occisi. 



1239. D. Arditon de Pontecarali de Brixia fuit po- 
testas. Eo anno imperator obsedit, cepit et destruxit 
Plumacium et Allegrachore, et tunc Bononienses com- 
busserunt burgum S. Petri de Mutina. Item eo anno 
fuit factum Vignole. Item eo anno die veneris infrante 
junio fuit obscuratus Sol. 

1240. D. Rainerius Zeno potestas. Eodem anno fuit 
civitas Ferrarie obsessa a Bononiensibus et Venetis, et 
habita per concordiam, capto Salinguerra et servato. 
Item civitas Faventie fuit obsessa ab imperatore et ha- 
bita per concordiam. Item habuit Ravennam tunc post 
mortem Pauli Traversarii, 

1241. D. Oddo de Mandello fuit potestas. 



A24.2. D. Ubertus Vicecomes fuit potestas,. 

1243. D. Azo de Pirovaio potestas. Eo anno cap- 
tum fuit Rofenum. 

1244. D. Arduinus de Placentia Confalonerius fuit 
jpotestas. 

1245. D. Philippus' de UgoniDus potestas. Frederi- 
cus fuit depositus de imperio a domino papa. 

1246. D. Oddo de Vicecomitibus potestas. 

1247. Deficit potestas in e.hronico Bononicnsi. 

T248. D. Bonifacius de Caro de Placentia fuit pò 
testas. Eo anno capta et destructa fuit Victoria a Par 
mensibus; et ibi capti fuerunt multi Cremonenses. et car- 
rocium eorum. et alii multi, qui erant ibi, et Parmenses 
habuerunt totam cameram Frederici, et coronam ejus, et 
vasa aurea et argentea et alias res innumerabiles, et ar- 
ma multa, et imperator, qui iverat venatum. fugit ab bur- 
gum S. Donnini. Item captum fuit Panzanum et de- 
structum. Item habitum fuit castrum Nonantule, sed 
non destructum. 

1.549. D. Philippus de Ugonibus fuit potestas. Eo 
v anno cum Bononienses fecissent exercitum contra Muti-- 
fnenses, et essent castrametati prope Scoltennam, et face- 
'rent pontem S. Ambrosii, ut possent ire prope Mutinam 
ad guastandum, et homines de Oliveto essent ultra Scol- 
tennam ad incidendum lignamina prò compiendo ponte, 
qui nondum hahebat palancas. die mercurii VI. exeunte 
madio post Nonam venit latenter rex Hentius cum ma- 
gna quantitate militum Cremonensium et Teutonicorum,. 
et cum multa militia et populo Mutine fecit insultum in 
dictos homines de Oliveto, qui cridaverunt, et tunc po- 
pulus Bononie transivit per dictum pontem, sicut pò- 



LXII 



IN CHRONICON PETRI CANTINELLI 



ditum, qui cum eo venerant, et barones multi, et ducti 
fuerunt captivi ad civitatem Bononie. Et eo anno po- 
stea iterum Commune Bononie fecit exercitum super 
Mutinam cum manganis et aliis edificiis intraverunt, tra- 
buccantes in ipsam civitatem asinos in derisum. Eo ve- 
ro anno facta fuit pax et concordia inter Commune Mu- 
tine et Commune Bononie. Rex Hentius remansit in 
prexonia Communis Bononie, et stetit per maximum tem- 
pus, in ipsa prexonia obivit. 



isso. D. Rizardus de Villa de Mediolano ootestas. 
Hoc anno Commune Bononie misit militiam suam in 
servltio Parmen8ium, et fecerunt portare maximam quan- 
titatem victualium propter caristiam, quam Parmenses 
babebant, et portaverunt usque ad Crostollum honorifice. 

1251. D. Bonifacius de Sali de Brixia potestas. 
Hoc anno dominus papa Alexander rediit a Lugdone ve- 
niens per civitatem Bononie. 

1252. D. Ilenricus de Monza de Mediolano potestà». 
Hoc anno obiit dominus Fridericus Imperator. 

1253. D. Petrus Grillus de Genua potestas. Hoc 
anno in ejus regimine obiit, et electus fuit potestas Bo- 
nonie Alemannus de la Turre de Mediolano. 

1254. D. Ubertus de Ugine de Mediolano potestas. 
Hoc anno civitas Cervie obsessa fuit per Commune Bo- 
nonie, quam [tenebat prò Communi Veneciarum, et ibi 
stetit Commune Bononie in exercitu usque ad festum 
Omnium Sanctorum, et habuit ipsam civitatem Cervie ad 
suum dominium. 

1255. D. Roger ius de Villa de Mediolano PotestuS. 
D. Zordanus de Lucino de Brixia fuit capitaneus populi 
Bononiensis primus. 

1256. D. Manfredus de Marengo de Alexandria et 
D. Bonacursius de Surixina de Mediolano fuit capitaneus 
populi. Hoc anno civitas Bononie fuit in magno peri- 
culo, et magni fuerunt ibi rumores dolo et fraude dicti 
Capitanei, qui tractavit, et tenuit eamdem in potestatem 
impeatoris, et contra sacramentum suum et contra for- 
raam Statuti, et oridinls Communis Bononie 



1257. T). Bonacursius de Surixina fuit Potestas Bo- 
nonie, et D. Gregorius Fridus de Alexandria capitaneus 
puouli Bononie. Hoc anno fucre maximl rumores m ci- 
vitate Faventle inter partes Accarisiorum et Manfrcdo- 
ruin eie. 

1258. D. Albertus de Grego de Man tua potestas. 

1259. D. Jacobinus Rangonus de Mutina potestas. 

1260. D. Lanfrancus Lsumaris de Janua potestà;». 



tuit, et cucurrit in ejus auxilium. Et cum vix possent 
se defendere, misit prò auxilio militum, qui erant ad fa- 
ciendum cercham circa exercitum versus Guadum de Ce- 
resa, qui subito transierunt dictum Guadum, et iverunt 
audacter ad prelium, et obtinuerunt, et tunc captus fuit 5 
rex Hentius cum maxima quantitate militum Cremonen- 
sium et Teutonicorum, et fere omnes miiites et pedites 
Mutine et duravit fuga usque ad portas et foveas civi- 
tatis, in qua multi fuerunt necati. Item eodem anno circa 
medium septembrem Bononienses iverunt in obsidionem io 
civitatis Mutine, et ibi steterunt quatuor septimanas, post 
quorum reversionem cercata et facta est pax cum Muti- 
nensibus die mercurii x. exeunte decembri, et dimissi 
fuerunt cepti Mutine, et rex Hentius et Cremonenses et 
Teotonici in carceribus remanserunt. 15 

1250. D. Rizardus de Villa de Mediolano potestas 
Bononie. Eo anno iverunt Bononienses in exercitum ad 
Grostulum, et fecerunt deferri blavam et alia victualia 
Parmam. Item eo anno obiit Federicus imperator de- 
positus in die Lucie. 20 

1251. D. Bonifacius de Sala de Brixia potestas Bo- 
nonie. Eodem anno rediit dominus papa Innocentius a 
Leone de Rodano, et venit per Bononiam. 

1252. D. Henricus de Monza potestas Bononie. 

25 

1253. D. Petrus Grillus de Janua fuit potestas tri- 
bus mensibus et obiit. Eodem anno D. Alamannus de 
Turre fuit potestas. 

1254. D. Ubertus Carnelvarii de Ugino potestas. 
Eodem anno fecerunt Bononienses exercitum versus Cer- 30 
viam et eam obsederunt, que venit ad mandata Bononie, 
quam tenebant Veneti. 



1255. D. Rizardus de Vili? potestas, et primus Ca- 35 
pitaneus populi Bononie dominus Jordanus de Lucino. 

1256. D. Manfredus de Marengo de Alexandria po- 
testas. Et eodem anno D. Bonacursius de Surixino ca- 
pitaneus populi Bononie. Item eodem anno civitas Fa- 40 
ventie dedit se, et me subjecit jurisdictioni ipsius. Item 
eodem anno fuerunt splanate fovee civitatis Faventie 
mandato Communis Bononie. Item eodem anno fuit 
maxima dissensio inter miiites et populares Bononie oc- 
casione electionis potestarle D. Bonacursii de Surisino, 45 
qui tunc erat capitaneus Bononie, qui dicebatur electus 
contra statuta Communis Bononie. 

W57. D. lionarcusus de Surixino potestà» 



50 



12^8. D. Albertus Gresfus de Manttia potestas. 
£250. D. Jacobinus Rangonus oczestas. 
i^oo. u. j_,anirancus (Jsusmaris potestas. 



55 



PRAEFATIO IOIIANNIS BENEDICTI MITTARELLI 



Lxnr 



1261. D. Mattheus de Corrigio de Parma potestas. 

1262. D. Andreas Zeno de Venetiis potestas. 

1263. D. Jacobus Tavernerius de Parma potestas. 

1264. D. Andriolus Geno de Veneriis potestas. 

5 1265. D. Guilielminus de Sexo de Regio potestas. 

Hoc anno pars Geremiorum de Bononia taliter operata 
est, quod expulsus fue'rit de potestaria etc. et electus fuit 
in potestatem Bononie prò tempore futuro ejusdem anni 
D. Philippus Benignus de Venetiis, qui complevit regi- 
10 men dicti anni. 

1266. D. Johannes Zane de Venetiis potestas. 

1267. D. Zaninus Dandulus de Venetiis potestas. 

1268. D. Rechus de la Turre de Mediolano pote- 
15 stas et D. Guidectus de Pontecarrario capitaneus populi 

Bononie. 



1269. D. Albertus de Fontanis de Placentia fuit po- 
• 20 testas Bononie. 

1270. D. Guido de Corrigio de Parma potestas. 

1271. D. Lanfranchinus de Maloxellis de Janua fuit 
potestas Bononie. 

1272. D. Henrighittus de Gitaluxiis de Janua fuit 
25 potestas Bononie. 

1273. D. Guidettus de Pontecarrario de BrixLa fui£ 
potestas Bononie. 

1274. D. Guilielmus de Posteria de Mediolano fuit 
potestas Bononie. D. Marcus Justinianus de Venetiis fuit 

3° capitaneus populi. Hoc anno fuerunt magni rumores et 
prelia inter partes civitatis Bononie et expulsa fuit pars 
Lambertacciorum et electus fuit potestas D. Rolandus 
Putacius de Parma, et complevit regimen anni illius. 

1275. D. Nicholittus de Hesio fuit potestas Bono- 
35 nie. D. Malatesta de Veruclo de Arimino fuit capita- 
neus populi. 

1276. D. Rizardus de Belvaxe de Francia fuit po- 
testas Bononie, qnem dedit ei domlnus rex Karolus, qui 
postea in ipso regimine obiit, et electi sunt in ilio millesi- 

40 mo D. Rolandus del Asenaza de Parma potestas, D. Gar 
xindoneus de Luvixinis de Rhegio in capitaneum populi. 

1277. D. Rolandus del Asenaza» et D. Garxindoneus 
praefati. 

45 1278. D. Stuldus de Florentia potestas. Manfredul 

de la Rosa de Mutina capitaneus in ultimis sex mensibus, 



1261. Mattheus de Corizio potestas. 

1262. D. Andreas Zeno fuit potestas. 

1263. D. Jacobus Tavernerius de Parma potestas. 

1264. D. Andreas Zeno secundus potestas. 

1265. D. Guillielmus de Sesso de Rhegio potestas. 
qui stetit in regimine per sex menses, et habuit commia- 
tum occasione destructionis Rhegii, et tunc fuit recta per 
D. fratrem Loderengum de Andalo et per fratrem Ca- 
thelanum Guidonis Bononie. 

1266. D. Philippus Benignus de Venetiis fuit pò 
testas. 

1267. D. Zacharia de Venetiis fuit potestas. 

1268. D. Johannes Dandulus fuit potestas. Hic ste- 
tit in regimine quatuor mensibus et habuit comeatum 
vi partis Geremiorum. Et ..une fuerunt electi prò XVIII. 
mensibus D. Bec. de la Turre potestas Bononie, et D. 
Guidestus de Pontecarrario de Brixia capitaneus. 

1269. D. Albertus de Fontana de Placentia pote- 
stas. 

1270. D. Guido de Corrigio de Parma potestas. 

1271. D. Lanfranchinus Malosellus potestas Bo- 
nonie. 

1272. D. Lucherius de Gatalusiis potestas. 

1273. D. Guidestus de Pontecarrario potestas. 

1274. D. Guilielmus de Posteria de Mediolano po- 
testas. Tunc fuit expulsa pars Lambertacciorum de Bo- 
nonia, et ipse habuit commeatum, et D. Rolandus Puta- 
gius de Parma fuit potestas, et dieta expulsio fuit dio 
sabbati primo Kalendarum junii. 

1275. D. Nicholuccius de Esio fuit potestas Bono, 
nie, et D. Malatesta capitaneus populi et capitaneus 
guerre. 

1276. D. Rizardus de Belvaro potestas, qui fuit mis- 
sus a rege Jxarulo, et obiit die xv. octobris. 



1277. D. Aldegherius de Senaxa de Parma potestas 
electus per sex menses, et D. Garsoendonius de Luvisinis 
de Rhegio capitaneus per sex menses. 

1278. D. Stoldus de Rubeis de Florentia potestas 
prò sex mensibus, et D. Manfredus de Saxolo capitaneus 
prò sex mensibus. D. Rolandinus de Canossa potestas 
aliis sex mensibus. D. Andreas de Marano de Parma 
capitaneus dictis sex mensibus. 



$b "Sequuntur in chronico Bononiensi alii Potestates civitatis Bononie ceteris annis usaue aa 1310. quorum 

" series nil facit ad Illustrationem chronici Petri Cantinelli, qui posthac nullos recenset ejus urbis Potestas. Et 
" haec quidem ex chronico Bononiensi ad illustrandam seriem Potestatum Rononiensium nomìnatorum in chronico 
" Cantinelli. Ea in grati animi mei testimonium excipias precor, Hannibal Comes ciprissime Faveatiae ex mona- 
"sterio SS. Hippolyti et Laureata xv. mensis aprilis anni 1766 ;;• 



LXIV IN CHRONICON PETRI CANTINELLI 



Libenter consilium meum, de quo supra, amplexatus est Comes Fernianus, et paucis elapsis mensibus, nullum 
non movit lapiderai, omnemque adhibuit operam, ut denuo consuleretur, et exscriberetur codex Eugubinus, quo 
8anior et integrior redderetur lectio Chronici Cantinelliani. Forte fortuna degebat in Eugubina urbe et in con- 
vcntu S. Martini ejusdem civitatis Adm. Reverendus P. Frater Antonius-maria Hortulanus ex ordine FF. Praedi- 
catorum, prior dicti coenobii, nunc vero Vicarius, quem vocant, S. Officii in eadem urbe, expertissimus, si quis 5 
alius, in legendis et exscribendis antiquis characteribus, ut fidem faciunt plura Tabularla optimo ordine ab ipso di- 
gesta, et accuratissimis Indicibus illustrata. Hunc igitur strenuissimum virum precatus est Comes Hannibal, ut 
laboriosam provinciam susciperet, codicemque ex integro rursus transcriberet ; id quod intra paucas hebdomadas 
praestitit summa claritate, et accurato studio per se ipsum diligentissimus vir, et ad eumdem comitem exemplar ad 
superstitionem usque fidelissime exaratum transmisit. io 

Atiimadvertit porro P. Hortulanus codicem hunc ineditum, rarum et pretiosum, non semilacerum olim fuisse, 
ut dicebatur, et haud aegre, licet antiquiore charactere formatum, legi potuisse ad tempora usque Guidonis-ubaldi 
Angelini custodis et praefecti Bibliothecae Eugubinae, qui reapse exemplar ex codice depromptum confecit, Mauro 
Sartio monacho Camaldulensi instante: bene vero post ipsum Angelinum maxima ex parte deperditum dici posse; 
cum enim Angelinus, teste ejus successore in praefectura Bibliothecae Jacobo Fondi, tribus quandoque, et quatuor 15 
perspicillis uteretur, quo facilius resilirent, conspicuioresque redderentur aliquantulum evanidi characteres, et insu- 
per rudi spongia imbuta gallis quercinis paginas conspergeret, ita eas, aliasque subjectas paginas, tum mucore 
narium, et oris humoribus, tum verdaceo et atro liquore gallarum maculavit, faedavit, deturpavit, ut characteres in 
ipsis extantes vix exsculpi hodierna die queant. Improba itaque patientia et labore contendendum ipsi Hortulano 
fuit, ut qualicumque modo exemplar conficeret. Confecit tamen, et laudabiliter, advertens nihilominus, quod ubi ao 
in exemplari suo visuntur interpunctiones, Cantinellus et amanuensis scripserunt quidem, sed ob perfusioncm li- 
quoris et gallarum characteres fugierunt, vel omnino erasi sunt; ubi vero non adsunt interpunctiones, amanuensis 
scripsit charactere rotundiore et ampliore, adeoque faciliore ad legenduni, 6patia etiam majora inter unam et al- 
terarci dictionem ponendo; quare aliae paginae majorem in codice materiam continent, aliae minorem. Quod ut 
penitius innotesceret, ita exemplar reddidit ad amussim prototipo simile, ut servaverit numerum ipsum et ordì- 25 

I 

nem paginarum, abbreviaturas insuper et cetera materialia Codicis accidentia. Ad confirmationem assertionis 
ejusdem P. Hortulani, non incongruum erit superaddere, quod ad annum 1281. et sequentes, prò quibus non in- 
diguit Angelinus perfundere suo liquore paginas, interpunctiones minores sunt; et nullae vel fere nullae ab anno 
1294. ad annum 1300. quorum annorum historiam non exscripsit Angelinus, qui exemplar suum terminavit ad an- 
num 1294. post electionem Coelestini V. ad Romanum pontificatimi. 30 

Constat codex Eugubinus centum quadraginta et una paginis, sed primae tresdecim paginae a multo tempore 
avulsae sunt; quare a pagina quartadecima initium sumit superstes exemplar, et ab anno 1229. Non caret proba- 
bilitate Cantinellum auspicatum fuisse Chronicon suum ab anno 1200. vel etiam ab anno 1188. quo primum in 
aliis chronicis leguntur nomina et gesta Potestatum Bononiensium, atque propterea ipsius chronicon deperditum 
esse ab iis annis ad annum 1229. Producitur vero usque ad annum 1300, pauca etiam superadduntur, quae per- 35 
tinent ad annum 1306. Ilaec tamen additio vel alterius continuatoris, vel alterius chronici pars est, vel si ipsius 
Cantinelli, desideratur historia ab anno 1300. ad 1306. Ad eumdem annum 1300. inserta est historia Soldani et 
Saracenorum, qui eo anno debellati fuere a regibus Tartarorum et Armeniae, vindicato sanguine Christianorum, et 
recuperata ex eorum manibus Terra sancta, quam invaserant. Hanc historiae partem consulto omittimus. Pariter 
a pagina 24. transitus fit in Codice ad paginam 28. Hae intermediae paginae facile continebant elogia, carmini- 40 
bus contcxta, Judicum et Advocatorum Faventinorum, ex quibus supersunt in ipsa pagina 24. elogia Beltalis, Lau- 
rentii et Aegydii judicum vel advocatorum Faventinae urbis composita a Thomasio judice quondam Laurentii judi- 
cis Faventini. Sed parvi momenti est jactura hujusmodi, cum versus sint omnino inconcinni, nullamque, praeter male 
digesta et incondita verba, historicam vel curiosam narrationem contineant. Pagina 41. omnino deficit; hanc supple- 
vimus ex alio Chronico Foroliviensi; deficit similiter pars paginae 43. ita demum folium integrum desideratur in 45 
Forma scntentiae latac per Nicolaum III. Romanum pontificem super pace civitatis Bononiàe ad annum 1279. Aliqua 
pagina in partem est recisa, aliqua, ut diximus, conspurcata ; ita sane, ut, neque beneficio hujus novae transcriptio- 
nls inieger textus haberi potuerit chronici Cantinelliani. Quo facilius hujusmodi transcriptio conferri possit acquan- 
ti ■ cum authographo, ad quanicumquc paginam transcripti cxcmplaris a P. Hortulano, sequens signum, apposuimus. z= 

Qu'd ulterius pracstiterimus, ut lacunas aliquas hujus chronici supplcremus, notum volumus. Constabat no- 50 
b • itorera Chronici, quem produxit CI. Muratorius Tomo XXII. inter Scriptorcs Rerum Italicarum, sub titillo: 
Annate* Forolivicnscs, multa et fere omnia desumpsisse ex chronico Petri Cantinelli. Facta nobis copia videndi 
ipsum auctorem Foro-livienscm in codice primigenio Scculi xv. Forolivii existente, contulimus utrumque chro- 
nicon, atquc reapse deprehendimus auctorem Foro-livienscm consarcinasse magna ex parte chronicon suum ex 
chronico Cantinelli nostri, totidem vel puruiu immutatiti verbis, ut facile constare poterit cuicumque conferenti 55 



PRAEFATIO IOIIANNIS BENEDICTI MITTARELLI LXV 



chronicon Cantinelli cum auctore Foro-liviensi a Muratorio edito. Auctor scu collector Foro-liviensis, praemissa 
origine urbis Foro-livii et brevi serie imperatorum Romanorum usque ad Adolphum; addita insuper invasione 
urbis Foro-liviensis facta a Ravennatibus anno, ut ipse putat, 1058. inserta quoque brevi narratione Friderici im- 
peratoris, quando se contulit ad recuperationem Terrae Sanctae anno n88. quae postrema narratio respondet si- 
5 mili narrationi Tolosani canonici Faventini in sua Faventina historia, Annales suos auspkatur ab anno 1275. his 
verbis: D. Maghinardus de Sosenana fieit potestas Faventie anno M.CC.LXXV. inde prosequitur usque ad annum 
1300. exseribendo Cantinelli chronicon, praeter pauca, quae de suo addidit ad Forolivlensem civitatem pertinen- 
tia, et exceptis multis, quae leguntur in Cantinello, ab ipso tamen scriptore Foro-liviensi praetermissis. Nos, ut 
utrumque chronographum facile sit omnibus inter se conferre, lineolis ad latera appositis conclusimus narrationes 
io omnes Cantinelli, transcriptas a Foro-liviensi autore iisdem vel fere iisdem verbis. 

Foro-liviensis hujus chronici, vel Annalium Foro-liviensium auctorem se ignorare fatetur Muratorius: Nemo 
a me pelai, inquit, auctorem korum Annalium , quando is dedita opera se occultasse videtur, ejusque nomen iella libri 
pagina habet, et in praefatione ipscmet suam famam in obscuro versari asserat, unum tantummodo compertum habeo; 
scilicet Jloruisse auctorem circiter annum 1485. Poterat tamen Muratorius auctorem detegere facili negotio ex vita 
15 Guidonis Bonatti inserta in his Annalibus, ubi auctor familiam suam clarissime manifestati ut mox dicimus. Scrip- 
tor igitur Annalium Foro-liviensium fuit Jacobus Moratinus civis et patritius ejusdem urbis, qui seculo xv. vixit. 
Producitur chronicon ad annum 1473. Nescimus, an omnia sint Jacobi, vel alicujus Annalium continuatorls. Fa- 
cile vixit usque ad eum annum Jacobus, vel certe floruit eo seculo xv. nam texens vitam celeberrimi Astrologi Gui- 
donis Bonatti civis Foro-liviensis, sequentia de se, et de majoribus suis in medium protulit: Pro degnissima mumo- 
20 ria tanti praestantissimi viri non pigebit me referre ea, quae ego in decrepita aetate constitutus a genitore meo ejusdem 
lemporis audivi, dum recenseret, se etiam audivisse a domino Jacobo Moratino ejus palre decrepitali^ praemissae, qua- 
liter intellexerat a quodam sapiente viro vicino et familiarissimo praefati domini Guidonis, quod dum ipse exer cerei ar- 
tem magicam etc. Quae ita sunt explicanda, quod nimirum Jacobus Annalium scriptor, dum historiam suam con- 
ficiebat, vel vitam Bonatti describebat, erat in decrepita aetate constitutus; audiverat tamen, cum junior esset, a 
25 patre suo aeque constituto in decrepita aetate Jacobum patrem patris sui, et ipsum ad extremam senectam redactum 
filio suo narrare consuevisse, quae de Bonatto intellexerat a quodam ejusdem Astrologi familiarissimo etc. In ge- 
nealogica arbore familiae Moratinae pater Jacobi scriptoris nominatur Ludovicus, pater vero Ludovici Jacobus. 
Porro cum Guido Bonattus floruerit circa finem seculi xiii. Jacobus Moratinus avus potuerit addiscere a sapienti 
viro familiarissimo Bonatti post initium Seculi xiv. quae adulto eo seculo referebat filio suo Ludovico et Ludo- 
30 vicus eadem referre potuerit sub finem ejusdem seculi xiv. Jacobo filio suo, qui natus videtur ipso desinente se- 
culo, cum anno 1473. esset in decrepita aetate constitutus. Si vero Jacobus chronographus aliquantisper floruerit 
ante annum 1473. et postremae narrationes Annalium pertineant ad aliquem continuatorem, facilius intelligeretur, 
quomodo avus filio suo, et hic filio similiter suo transmittere potuerint notitias spectantes ad Guidonem Bonattum. 
Ludovicus Moratinus, qui putatur pater Jacobi chronographi, recensetur in his Annalibus ad annum 1385. Paulus 
35 Moratinus similiter et Guardi ejus frater ad eumdem annum. Ad annum vero 1423. Andreas Moratinus miles, 
qui videtur frater fuisse Jacobi. Ceterum vitio verti debet Jacobo Moratino, quod compilaverit chronicon suum, 
et expilaverit alternm Petri Cantinelli, neque tamen ullo in loco, ullove tempore mentionem fecerit se profecisse 
ex ejus lectione, cujus integras descriptiones, integra verba derivavit in opus suum; et tamen ignotum non erat 
Moratino nomen Cantinelli, quem nominat ut sindicum generalem communitatis Faventiae prò obtinenda abso- 
\o lutione ab omnibus exeommunicationibus et interdictis anno 1294. a praeposito Faventino, jussu Ildebrandini epi- 
scopi Arretini, et comitis Romandiolae: Facti sunt, inquit, sindici generale s totius communitatis et districtus Faventie 
Nicolaies de Saxonadi et Petrus Cantinelli, et ibidem Jlexis genibus etc. 

Porro ex chronico Moratini, quod idem fere est cum chronico Cantinelli, licuit nobis aliquas supplere, ubi aderant, 
lacunas codicis Eugubini et ejusdem chronici Cantinelliani. Cum enim Moratini tempore chronicon Cantinelli eas 
45 non substinuisset injurias, quas tempore procedente vel ab amanuensibus, vèl recentiori tempore ab Angelino passum 
est, facili negotio intelliget quisque Cantinellum ex Moratino pristinae et aliquali puriori lectioni suae restitui posse. 
Demum aliquae Cantinelli narrationes, sed admodum paucae, lumen recipere possunt ex anteriore chronico 
Tolosani, sive melius ejus continuatoris. Prima verba ad annum 1229. exempli grafia de Rolando, qui proditorie 
tradidit castrum Bazani, sunt intelligenda de Rolando domine Cecilie, de quo Tolosani continuator meminit capite 
So CCII. cui titulus: Quando Faventini ivcrunt ad servititene Bononicnsium apud Bazanum; quem Angelinus vocat : Rolan- 
dus . . . . Hortulanus autem: Rolandus dominus Crolles. De fratre Johanne Vicetino ordinis Praedicatorum, quem memo- 
rat Cantinellus ad annum 1235. verba facit idem Tolosani continuator ad annum 1233. capite CCI. Aliae narrationes 
suppleri vel emendari queunt, ut etiam aliquot nomina deficientia vel vitiata in Cantinello, ex Rubei historia Ra- 
vennate et ex Tonduccii Faventina historia, ut Anator interfector Garatonì- ad annum 1238. erat filius Buhage. Illud 
55 tamen fateadum est Tonduccium, qui pluries laudat et in medium proiert testimonia Cantinelli, ut«udo etivUftcha-.. 

T. XXVIII (MlTTARELLl), p. II — E. 



LXVI IN CHRON. P. CANTINELLI PRAEF. I. B. FATTARELLI 



ractere diverso, sensum potius, non ipsa verba Cantinelll afFerre, et multis in locis plurima ipsum om ttere, quae 
laurire potuisset a Cantinelli chronico, quibus illustriorem certioremque recidere valuisset hi storiam suam Faventinam. 
Diximus initio hujus Praefationis Cantinellum Bononiensem fuisse patria; id videtur suadere consilium ip- 
bìus describendi magna Chronici parte Bononiensis urbis Potestates et Bononiensium civium gesta. Est autem 
admodum verosimile illum cum factione Lambertacciorum anno 1274. Faventiam venisse, eo scilicet anno, quo a 5 
Geremien8ium parte devicta pars Lambertacciorum in eam urbem se recepir. Ante illud tempus certe manifestum 
est familiam Cantinelliam Bononiae fuisse et quidem in charta anni M.CC.LXXII. quae est in archivo monacho- 
rum Montisoliveti ad S. Michaelis in Bosco, nominantur DD. Petrus et Albertus fratres filii quondam D. Jacobini 
Cantinelli, qui magistro Bonaventure de Manina hospitiuni Bononiae locaverunt in Foro Mcdii. Fortasse hic idem Petrus 
est hujus chronici auctor, qui postea Faventiam venit, ibique lares fixit, officiaque procuratoris et s'ndlci gessit. io 
liinc ipse Cantinellus nonnisi ab anno 1274. plenam Faventinae urbis assumit texere historiam; pauca enim de an- 
nis 1272. et 1273., pauciora de anterioribus annis subtexit chronico suo historica ad Faventinam urbem spectantia. 
Petri Cantinelli nomen legitur etiam in pluribus membranis tabularii Capitularis canonicorum Faventiae, prae- 
scrtim ad annum 1276. quo Corradus praepositus Faventinus, Auliverius, Albertus et Jacobus de Caminiza cano- 
nici Faventini constituunt D. Petrum Cantinelli notarium in s : ndicum, procuratorem et nuncium generalem Ca- 15 
pituli sui, praesente Deotiguardi archipresbytero S. Petri in Lacuna, sub die xiii. martii. Nominatur ut sindicus 
Capituli de mandato Ugolini de Medicis judicis etiam ad annum 1278. die secunda junii et ad annum 1279. die 
septima junii. Amicitiam coluit cum Alborisio canonico Paventino, cujus obitum praesertim refert una cum obitu 
aliorum magnorum virorum sub anno 1293. die martis xxii. septembris. 

Postremo loco nolumus omittere aliam nostram animadversionem, ne lector ofìensus oh alìquam confus'onem, 20 
quae occurrit in chronico Cantinelliano, eam tribuat primigenio ejus auctori Cantincllio, et non potius amanuensi, 
vcl etiam compactori Voluminis. Ea confusio potissimum apparet in serie primorum Potcstatum Faventinorum, 
gestorumque sub ipsis, quae series incipit ad annum 1274. Nominat enim Uguccionem de Titalas'nìs usque ad 
diem xx. mensis aprilis ejus anni; tum statim subjicit gesta sub Mixoto de Urs T s ad menses aprilis anni 1275. 
posthaec enuntiat Potestates annis 1272. Cazanimicum scilicet D. Alberti Cazanimici, et Gruamontem de la Fracta: 25 
subinde Potestates anni 1273. Jacobum nimirum de Prendipartibus, et Ribaldum de Fuscardis; et Potestates anni 
1274. Guidoclerium nempe filium D. Petri Ilenricii, et Aygonum de Sturlittis; demum rediit denuo ad Mixotum 
de Urbis et ad Beccadinum de Artinixiis Potestates anni 1275. post quos inducit Maghinardum de Sosenana Po- 
testatem eodem anno 1275. ad mensem majum, continuans subinde recto annorum ordine res gestas sub aliis Po- 
testatibus annorum sequentium. Similiter ad eumdem annum 1275. sub die prima novembris adventum refert Gui- 30 
lielmi episcopi Ferrariensis legati apostolicae sedis, et simul cum ipso cancellarii Rodulphi clecti in Romanorum 
imperatorem Faventiam; post quam narrationem multa in medium profert, quae contigere sub Potestaria comitis 
Manfredi anno 1276. mortem etiam violentam Jacobi episcopi Faventini, quae cum anno 1274. colligari debet; prae- 
lia pariter, quae pertinent ad annum 1276. Potestariam insuper Rogerii filii comitis Guidonis de Mutiliana, et al- 
terarci Potestariam Manfredi comitis filii comitis Guidonis Novelli, quae spectat ad annum 1277. Tum demum 35 
regreditur ad juramentum fidelitatis praestitum a Communi Faventiae Rodulpho electo imperatori, rursusque se 
in viam reducens Potestates Faventiae enuntiat ad annum 1277. Aunestum de Ravenna et Raulem de Caesena. 
Crcdimus librarium, qui compegit chronicon Cantinelli, in codice Eugubino male consarcinasse et confudisse pa- 
ginas; quae confusio aliis quoque, et non paucis in locis chronici deprehenditur, dum non recto ordine annorum 
aiarrationes instituuntur; et priori loco referuntur aliqua, quae respiciunt annos posteriores, et posteriori loco re- 40' 
censeatur, quae pertinent ad annos priorcs. Non inverosimile quoque erit, ad salvandam multiplicitatem tot Potc- 
statum ejusdem urbis Faventiae sub iisdem annis asserere, quod cum urbs Faventina ea tempestate distraheretur 
^a duabus factionibus Accarisiorum et Manfredorum, utraque pars eligeret prò libitu suo sibi addictos Potestates; 
^quod non raro eveniebat etiam in cetcris Italiae civitatibus. 

Et haec dieta sint, ut rationem redderemus ejus diligentiae, quam adhibuimus, ut Cantinelli historia integra 45 
et pura, quoad fieri posset, in lucem proferretur. Remanent tamen sui naevi, remanent adhuc lacunae, aliquando 
contextus est obscurior, syntaxis irciDllcata, grammaticalia quoque errata, et quidem plura, quae emendare solliciti 
non fuimus. Sed haec tanta non sunt, quae vitient vel obscurent substantiam historiae Cantinelli; atque confi- 
denter asserimus, nullum auctorem Annalium, Chronicorum et Mcmorabilium, quae circumferuntur et edita stint, 
etiam in Muratoriana collectione, oomparari posse cum Cantincllio, quoad historiam Faventiae, iiononiae, cctera- 50 
rumque urbium Roman di olae sccuii decimi ter tii cursu. 



CHRONICON 

PETRI CANTINELLI 



[A. 1228-1229] 



quam fecit de eis dominus Rolandus domine Cecilie, qui erat tunc capitaneus dicti castri 
prò comune Bononie, et illam proditionem foverunt illi de Sancto Marcho et dominus 
Guidinus de Plumacio, qui proditorie dederunt illum Mutinensibus l : et, dieta de causa, dictus 
5 deminus Rolandus mortuus fuit, inter rumorem populi, super scalas pallacii comunis Bononie, et 
illi de Sancto Marcho et dominus Guidinus fuerunt positi in banno perpetuo comunis Bono- 
nie, et eorum heredes, et bona eorum mobilia fuerunt destructa. Et, hoc anno, dominus Fre- 
dericus imperator fecit transitum per Medicinam et per Sanctum Iohannem in Persiceto 2 , et 
fuit prelium ad Sanctam Mariam in Strata inter comune Bononie 3 , ex una parte, et Mutinen- 
10 ses, Parmenses et Cremonenses ex altera; et, in dicto prelio, inter alios, fuit mortuus dominus 
Puncamatus de Cremona 4 , de nobilioribus et de melioribus hominibus de Cremona. 

Millesimo ducentesimo vigesimo nono, indictione secunda. Dominus Aliprandus Faba 
de Brixia 3 fuit potestas Bononie. Hoc anno fuit prelium de Sancto Cesareo 6 , de nocte, inter 



e. ri r 
Mi-rr., 231 



i. 77 Mittarelli comincia: Rolandus domnus Crolles (lege domine Cecilie). Tutta la p. e assai guasta, e questo 
luogo in ispecie. — 3. Ciudinus de Plumaja — 3. dederunt illis — 6-7. fuerunt recepti prò pretio com. B. et eius 
territorii, et bona - Nel ms. ora si discernono a pena alcune lettere di positi e di bano. — J. mobilia manca - Eodem 
anno — li. Puncamatus (Pugimatus) — 12. Fabi 



1 Tólosani Chronicon {Doc. di Storia Italiana; Fi- 
renze, Celimi, VI), CLXXXVIII: "quod (castrum Pluma- 
" cii) vulcano superante (Mutinenses) combusserunt alque 
" destruxerunt hostiliter; et hoc non sine infamia Rolandi 
" dominae Ceciliae, qui ad custodiam castri praedicti de- 
" putatus fuerat „. Ci. Salimbene, Chronica (Mon. kist. 
ad prov. Parm. et Plac. pertinentia), p. 8. Piumazzo, 
nel mand. di Castelfranco dell'Emilia, fu edificato dai 
Bolognesi " nelle confina di Modena, dove prima era il 
"castello di S. Colombano „ (1203). Ghirardacci, Hi- 
sloria di Bologna, MDXCVI, p. no. 

2 B passaggio di Federico da Ravenna a Cremona 
avvenne nel maggio del 1226. "Die lunari.... Est is iuxta 
"Medicinam Bononiensium Hospitatus imperatdr.„ An- 
nales Placent. (Pertz, Mon. Germ. Hist., XVIII), p. 441. 
" Apud castrum Sancti Ioannis in territorio Bononiensi 
" posuit castra sua „. Rice, pe s. Germano CAr. 

3 Con i Bolognesi erano i Faentini : Tolosano, loc. cit. 
Lo scontro avvenne " apud sanctum Leonardum „. S. Ma- 
ria Da Strada, a destra della Samoggia, è fraz. di Anzola. 



* Pontius Amatus o Amati fu podestà di Mantova 
nel 1206, di Brescia nel 1213, di Parma nel 1219, di 
Siena nel 1221. Sembra composto per vilipender lui un 
serventese di Guglielmo de la Tor contro un * porc ar- 
* mat de Cremona „. 

5 È quello, al quale maestro Guido Faba dedicò la 
sua Summa Dictaminis, con elogi sperticati e non meri- 
tati. V. la Summa nel Propugnatore, N. S., III., p. 392 é 
cf. Gaudenzi, Sulle opere dei dettatori bolognesi, nel Bull, 
dell' /si. Stor.ital., 14, p. 118. "Et ex parte Bononien- 
" slum vulneratus fuit Paulus Traversatus (sic) de Raven- 
na,,. Ann. vet. Mutin. (Muratori, Per. It. Script., XI), 59. 

6 " Bononienses obsederunt in mense augusti ca- 
-"strum sancti Cesari; Et fuit maximum praelium 

quadam nocte,,. Salimbene, pp. 9 e 34, e il Tolosano, 
CLXXXI, ne trattano a lungo. S. Cesario a destra del 
Panaro, dista un paio di chilometri da Piumazzo. — 
Questi fatti sono diffusamente raccontati in una lettera 
scritta a nome della città di Bologna: "In primis siqui- 
" dem hostilew terram collectis uwstris viribu* violente*- 



«VICkatchu, Per. Ti. Script., Tomo XXVIII (M t ttar«xli), parte n, foglio 1. 



PETRI CANTINELLI 



[AA. 1229-1235] 



comune Bononie, ex una parte, et Mutinenses, Parmenses et Cremonenses ex altera, apud 
dictum castrum, et comune Bononie erat, cum tentoriis et edifìciis, in obsidione dicti castri; 
et rune dictum fuit quod dominus potestas voluit prodere comune Bononie, faciendo elevari 
exercitum de nocte 1 : tamen Mu[tinenses, Parmenses et Cremonenses] de ilio prelio male ste- 
terunt. 5 

t. 24 v Millesimo ducentesimo trigesimo, indictione tertia. Dominus Paganus de Petrasancta de 

Mediolano fuit potestas Bononie. 

Millesimo ducentesimo trigesimo primo, indictione quarta. Dominus Fredericus de La- 
vellolongo de Brixia fuit potestas Bononie. Hoc anno dominus Useppus de Tuschis 2 , cum 
rectoribus societatum artium civitatis Bononie, ascendit pallacium comunis Bononie 3 , peten- 10 
tes a potestate sibi consilium generale comunis Bononie exhiberi; et quare dictus potestas 
noluit eis dare consilium, incepto rumore populi, fregit scrinios et discos super pallacium, et 
statuta et libros bannitorum comunis et malefìciorum destruxerunt : et fuit [magnus] domi- 
nus, t[amen me]rcator, dominus Useppus predictus. 

Millesimo ducentesimo trigesimo secundo, indictione quinta. Dominus Rainerius Geno 15 
de Veneciis * potestas fuit Bononie bonus et laudabilis. 
mitt., 232 Millesimo ducentesimo trigesimo tercio, indictione sexta. Dominus Guido Raulis 5 de Fa- 

ventia fuit potestas Bononie. Hoc anno comune Bononie habuit primo Frignanum sub sua 
dictione 6 . 

Millesimo ducentesimo trigesimo quarto, indictione septima. Dominus Carnasiale de Ugine 7 20 
de Mediolano fuit potestas Bononie. Hoc anno factum fuit de novo extimum civitatis Bononie. 

e is r Millesimo ducentesimo trigesimo quinto, indictione octava. Dominus Ubertus Vicecomes 



2. dictum exercitum, et prò comune - in ordinatione et guastatione: dicti castri manca — 4. tunc Muti- 
nenses et illorum pedites male steterunt Le favole, che ho chiuso tra parentesi, sono scomparse per un taglio 

nella carta. — 6. de Petraledo — 9. Yseppus de Tuschis (De Turchis) — 10-11. pretendens — 11. et quia — 
12. eisdem dare — 13. libros statutorum Communis — 13-14. et fuit.... comes D. Tebaldus et Yseppus. Resta la 
s di magnus, le prime quattro lettere si leggono a rovescio nel luogo corrispondente della pagina seguente. — 20. de Vo- 
ragine — 21. Factum fuit de novo exercitu.... et Bonon . . . , 



* invasimus et potenter et in hostium confinibus erecta 
" cervice ac liberis passibus pervagantes, quoddam ca- 
" strum obsedimus nomine Sanca Ccsarii nuncupatum, 
"quod quidem erat alto vallatum aggere ac densis pro- 
" pugnaculis communitum, et prò ipsius defensione multi 
" ex ostibus non minus audaces se incluserunt intra illud 
" etc. „ Winkelmann, Acta Imperii inedita seculi XIII, 
Iunsbruck, 1880, n. 617. Ma la lettera volle far parere 
che quella non fosse stata, come fu, una sconfitta. I 
Bolognesi fuggirono lasciando ai nemici le petriere, 
" novum flagellationis gcnus in campo nusquam audi- 
" tum „. Eletto arbitro il vescovo di Reggio, impose 
" usque ad octo annos completos firmam traeguam,,. 
GHXRARDACCI, p. 149; Savioli, Annali Bolognesi, Bas- 
sano, MDCCLXXXXV, III, doc. DLXXVI. 

1 II Tolosano racconta che i Bolognesi andarono 
a collocarsi tra S. Cesareo e Piumazzo * circa horam 

* vespertinam „ e che si combattè " fere usque mediani 
" noctem „. La lettera cit. conferma questi particolari : 

* cum sol inclinare inciperet ad occasum cum illis miscui- 
" mus acre bellum „ ecc. 

2 Cf. De Griffonibus, Mem. Historicum (/?. /. .SS. 
XVIII), ino. Era stato dei Savi, nel 1222, d. Joseph o, 
meglio, Useppus de Tomaxio de Tuscis o Tuscorum, ed 
aveva partecipato alle trattative della pace tra Bologna 
e Faenza da un lato, Imola dall'altro.; SaviqlIj DXXX 
Bgg. L'androna o via, dove i Toschi abitarono, conserva 
tuttora il loro nome. 



3 Cf. Chronìcon Bononìense, nella Nuova Raccolta 
di opuscoli scicnt. e filologici, IV, Venezia, MDCDL Vili, 
p. 123: "Eo anno (1228) d. Useppus de Tuschis fuit 
8 factus capitaneus populi Bononie, et incisit omnia 
" statuta et libros bannitorum comunis Bononie et scri- 
" nea que erant in pallacio „. Da questa " interna rivo- 
" luzione „, ovvero " attentato „, " dedusse l'autorità po- 
" polare una consistenza non dubia „. Savioli, pp. 54, 
84. Ma errarono gli storici bolognesi ed anche, recen- 
temente, il Gaudenzi (Bull, cit., 8, p. 16 e 21, p. 28) 
credendo di aver trovato nel Cantinelli la conferma della 
notizia del Chron. Bonbn. , che, cioè, il Toschi fosse 
" creato prefetto „ o " capitano del popolo „. Il Toschi fu 
capo, non capitano nel senso statuale della parola: 
il primo capitano del popolo, come espressamente nota- 
rono entrambi i cronisti, fu Giordano di Lucino, nel 1255. 

* Lo ritroveremo al 1240. Fu poi doge di Venezia. 

5 Nel 1222 Guido de Raule ambasciatore di Faenza 
aveva trattato con i Bolognesi le condizioni della guerra 
contro Imola. Savioli, DXXV. 

G Questo avvenne, per volontà dei Frignanesi, nel 
1234. Savioli, DCIII. H Frignano apparteneva ai Mo- 
denesi sin dal 1205. 

7 Nel 1234 il podestà fu Guido di Raule; Carne- 
vale tenne la podesteria l'anno seguente, nel quale "ri- 
" masero per la prima volta descritti all'estimo e citta- 
" clini e fumanti,,. Savioli, p. 116. Dominus Carnelva- 
rius de Ugeno era stato podestà di Faenza nel 1229. 



[AA. 1235-1239] 



CHRONICON 






de Placencia fuit potestas Bononie 1 . Hoc anno frater Iohannes de Vicenda de ordine Predi- 
catorum incepit facere predicationes, et fuit magna devocio 2 . 

Millesimo ducentesimo trigesimo sexto, indictione nona. Dominus Conpagnonus de Pul- 

tronibus 3 de Mantua fuit potestas Bononie ; et obiit in dicto regimine, in festo Paschae Resur- 

5 rectionis domini nostri Ihesu Christi. Et dominus Ubertus Surdus de Placencia venit ad 

dictum regimen faciendum, et rexit civitatem, et tenuit regimen suum, usque ad kalendas 

ianuarii, bene et honorifìce. 

Millesimo ducentesimo trigesimo septimo, indictione decima. Dominus Rufinus Guascus 
de Alixandria fuit potestas Bononie. Hoc anno captum fuit Castrum Leone a comuni Bo- 

10 nonie, per vim et duellum magnum factum inter Bononienses et Mutinenses; nam comune Bo- 
nonie erat in obsidione dicti castri, circa festum sancti Andree *, cum mangani s et trabuchis 
destruendo ipsum totum. Et, dicto anno, dominus Guido Raulis cepit cataneos de Medicina per 
vim, et ipsos duxit 5 et tenuit in carceribus, in quibus mortui fuerunt morte naturali, scilicet 
dominus Uguitio et Paulus catanei de Medicina. 

15 Millesimo ducentesimo trigesimo octavo, indictione undecima. Dominus Robertus de Con- 

coregio de Mediolano fuit potestas Bononie. Hoc anno fuit mortuus dominus Guiratone de 
Canbraxiis de Faventia, quem occidit dominus Amador [Bulcage 6 in strata; qua de] occa- 
sione, ipso anno, pars Manfredorum expulsa fuit de civitate Faventie 7 per dominum Achari- 
xium et suos sequaces, occasione mortis domini Garatonis. 

20 Millesimo ducentesimo trigesimo nono, indictione duodecima. Dominus Ardi ciò Luschus 

de Brixia 8 fuit potestas Bononie. Hoc anno sol obscuratus est die tercio iunii, et dominus 
Paulus de Traversariis de Ravenna fecit societatem cum comuni Bononie, et dedit civitatem 
Ravenne comuni Bononie 9 ; et tunc milicia Bononie ivit Ravennam causa accipiendi ipsam, 
et tunc pars Comitum 10 de Ravenna expulsa fuit de ipsa civitate. 

25 Eo vero anno dominus Fredericus inperator, ad preces et instancias' Mutinensium, Par- 

mensium et Cremonensium, venit cum exercitu supra castrum Plumacium ", et illud cepit per 
vim n , et in ipso castro erant dominus Iacobinus Buglonus, dominus Nicholaus Bacalerii et 
dominus Castellarne de Sturlittis prò capitaneis dicti castri. Et tunc comune Bononie fecit 
exercìtum super castrum Malgrati 13 , quod erat comunis Mutine, et ipsum castrum ceperunt 

50 et conburxerunt destruendo totum. 



e, 15 v 



Mitt., 233 



4. Pasque — 6. et fecit regimen suum — 6-7. ad kalendas Novembris bene, et honoratus fuit — io. per vim 
è sostituito da puntini — li. trimbuchis — 13. Ms. fuerant — 14. Ugo et Ulutus — 17. Gimbraxiis — 17-18. Amadore 
B. ... (Bulzage) occasione. Restano il b di Bulzage e st — 18. quo anno - expulsi sunt — 20. Luschulius — 26. Plu- 
majum — 27. Buglorius — 28. Storlitis — 30. et combuxerunt et destruxerunt totum 



1 U. Visconti fu, la seconda volta, podestà nel 1233 ; 
la prima nel 1228. 

2 Anche nel 1233 fu in Bologna fra Giovanni da 
Vicenza e vi procurò l'accordo tra il comune ed il ve- 
scovo. Savioli, DXCIV. Cf. Salimbene, pp. 31 sgg. 

3 Era stato podestà di Firenze l'anno innanzi. 

4 " Sexto die exeunte novembre „ . Salimbene, 
p. 49. Castel Leone apparteneva ai Modenesi, i quali ne 
avevano cominciato l'edificazione nel 1228, quando i 
Bolognesi edificarono a breve distanza, nel proprio ter- 
ritorio, Castelfranco. De Griffonibus, loc. cit. 

5 A Faenza. 

6 II 25 marzo 1257 Amadore Bulzaga fu presen- 
te all'accordo tra il sindaco di Bagnacavallo da un lato, 
Ugolino Fantolino e Bernardino conti di Donigaglia e 
il sindaco di Donigaglia dall' altro, per i lavori neces- 
sari al fiume Senio. Balduzzi, Bagnacavallo e il governo 
dei Bolognesi, negli Atti e Mem. delle RR. Deput. di St. 

•patria per le Provincie dell'Emilia, N. S., I, 1879, P- 47- 

7 Vi rientrarono poco dopo con l'aiuto di Paolo 



Traversara. " Cum causa domini Garatonis in civitat e 

Faventie interfecti una pars, videlicet filiorum domini 

"" Albergicti, exire vi ipsam constricta fuerit civitatem, 

civitas illa fuit in non modica constituta discordia. 

" Sed demum pars filiorum domini Albergicti, facto mi- 

" litum et peditum potentissimo guarnimento, virtuose 

" civitatem ipsam Faventie intraverunt, capitaneos partis 

" alterius, videlicet domini Acharitii capientes, quos 

" habent in sua fortia et virtute „. Lett. della città di 

Bologna: Winkelmann, n. 656. 

8 "Di que' da Pontecarale „. Savioli, 147. 

9 Rubei, Hist. Ravenn. VI ; Venetiis, MDLXXXIX. 

10 I Ghibellini, de' quali erano capi i conti di Ba- 
gnacavallo. 

_ n I Bolognesi temettero un assalto alla città 
apparecchiarono a resistere. Winkelmann, n. 600. 

12 Cf. R. de S. Germano. Salimbene, p. 51 : " f 
u exivit proverbium ut dicerent hi, qui in ludo schac 
" rum ludebant : Scacco per Vignola aven Plumazo „. 

13 Magreta, ad oriente di Scandiano. 



PETRI CANTINELLI 



[AA. 1239-1243] 



Eo anno dominus inperator venit ad obsidionem Crevalcorii, et, stando ibi, milicia Bo- 
t. io r nonìensium, cum aliquibus bonis balistis, ivit ad civitatem Mutine, credentes ipsam ' civitatem 
accipere, sed non potuerunt: tamen conbuxerunt omnes burgos de extra civitatem 1 ; postea, 
eodem anno, comune Bononie equitavit ad castrum. . . . 2 quod erat castrum Mutinensium, et ; 
illud ceperunt et destruxerunt, et postea iverunt ad Vignolam, quod erat castrum Mutinen- 5 
sium, et ibi fuit maximum prelium, et comune Bononie fuit sconfittum die dominico secundo 
mensis octubris 3 . 

Millesimo ducentesimo quadragesimo, indictione tertiadecima. Dominus Rainerius Geno 
de Veneciis fuit potestas Bononie. Hoc anno fuit obsessa civitas Ferarie per comune Bononie 
et comune Veneciarum, et, per concordiam, habuerunt eam, et captus fuit dominus Salin- 10 
guerra sub spe concordie, et ductus Venecias, et ibi obiit 4 . Hoc autem fieri f ecit dominus 
Gregorius de Montelongo 5 , qui erat tunc ìegatus aposto lice sedis. Et tunc dominus marchio 
extensis 6 , cum gente sua, intravit Ferariam, et habuit eius dominium magno tempore *. 

Millesimo ducentesimo quadragesimo primo, indictione quartadecima. Dominus Oddo de 
Mandcllo de Mediolano fuit potestas Bononie. Eodem anno dominus inperator Fredericus'15 
obsessit civitatem Faventie, et ipsam civitatem, per novem menses obsessam, habuit ad suum 
dominium : venit enim in vigilia sancti Bartoli mensis augusti 8 , et f acta fuit concordia in 
alio anno 9 , de mense aprilis, et, per ipsam concordiam, stetit exercitus per vi septimanas . . . . 
*. io v Millesimo ducentesimo quadragesimo secundo, inditione quintadecima, dictus dominus 

Oddo defensor fuit civitatis Bononie, et dominus Ubertus Vicecomes de Placentia fuit pò- 20 
testas Bononie 10 . 

Millesimo ducentesimo quadragesimo tercio, indictione prima. Dominus Aco de Pirovaio 
de Mediolano fuit potestas Bononie. Hoc anno dominus Aco domine Gualdradine ll revellavit 
se contra comune Bononie, et intravit rocham Rofeni, et tunc potestas et comune Bononie 
iverunt in obsidionem diete roche, et capta fuit dieta rocha per vim et prelium: unde dictus 25 
potestas cepit dictum dominum Aconem et alios, qui cum eo erant, et captos fecit eos duci 
Bononiam, et, in publica contione, condenpnati fuerunt, et tracti ad caudam equorum, et fue- 



i. Crevalcori, intrando cum militia — 2. cum aliquibus balistis, et ivit — 4. Lacuna del ms. dopo castrum — 
5. Signolam (Vignolam) — 7. Segue nel cod. una riga, che fu cancellata: Eodem anno, dominus comes Rogerius de 
_Mutilliana. — 17-18. Tutto il passo da venit a septimanas fu aggiunto dall'autore parte come continuazione del racconto, 
7iel testo, e parte a pie della pagina, dove restano tracce di un'altra riga tagliata. Il Mittarelli, dopo asino, prosegue: 
M.CCXLII, indictione XV. tempore commissariatus... . populus Forlivii, et potestates fuerunt D. Tebaldus de Orde- 
laffis, et Superbus de Orgugliosiis de Forlivio .... aprilis, et per ipsam concordiam stetit exercitus per VI septima- 
nas E poi: {In exemplari Angelini legilur: Tibaldus de Ordelaffis et domnus Superbus de Argogliosis de Forolivìo, et 

per ipsam concordiam stetit extra per sene septimanas. D. Oddo defensor fuit civitatis Bononie. D. Ubertus de Placentia 
potestas Bononie .... apostolice et per ipsam concordiam stetit extra per VI septimanas). Ora lo spazio occupato dai 
fatti del 1242 e una macchia, in cui non si discernono tutte le parole. In margine, di mano più recente, (v. la prefazione) 
è scritto: Et recomissit populo forlivii et potestates fuerunt d. Tebaldus de ordelaffis et d. superbus de argugliosiis 
de forlivio. — 23-24. Azo U. Gualdrine rcvelavit secreta Communis 



1 " Burgum sancti Petri extra civitatem Mutinae„. 
Salimbene, p. 51, e Chron. Bonon. 

^_" Castrum Marani de Campilio,,. Ann.vct. Mut., 61. 
:! R. de Sancto Germano: " Bononienscs, post di- 

* scessum imperatoris ab episcopatu Bononie, euntes te- 
" mere super Mutinam.... a comite Simone Thcatino 

* et Parmensibus devicti sunt in campo etc. „. 

4 Salimbene, p. 51 : " Potens homo fuit et famosus 
"et nominatila et magnae sapientiac reputatus. Domi- 
" nium Ferrariae optimc habuit 

5 V. Frankeuotii, Gregorius de Montelongo, Mar- 
burg, 1898. 

6 Azzo VII. 

7 V. Antoi.ini, Il dominio estense in lei > ara: l'ac- 
quisto, Ferrara, 1896. 



8 R. de S. Germano: "Mense augusti Impe- 

" rator ipse civitatem Faventie arctat et obsidet „. 

9 " Die dominico decimoquarto aprilis „. Huillard- 
BRihiOLi.ES, Hist. dipi. Fridcrici II, V, 1124, 11 26. Il Co- 
helli, Cron. Forlivesi, Bologna, 1874, p. 34, seppe che " lo 
" imperatore. . . . recomandò Fenda a li forlovesi : e de poi 
" sempri hofficiali, capitani et potestà erano forlovesi „. 

10 " Andato il podestà Uberto Visconte a trattar di 
" pace con Federico II, a reggere mentre durasse l'assenza 
" fu prescelto l'antecessore Otton de Mandello, .che si no- 
"minò difensore della città „. Savioli, pp. 171 e 173. 

11 " Azzone Frignani „. Ghirardacci, p. 164. * Az- 
" zo da Roffeno Cattaneo figliuolo di Bonàccurso „ . Sa- 
violi, III, p. 176. Roffeno Musiolo ó fraz. di Castel di 
Aiano nel circ. di Vergato. 



[AA. 1243-1248] CHRONICON 



runt decapitati. Item, eodem anno, mortuus fuit Guiducius de Lanbertaciis, quare tota civitas 
Bononie fuit ad arma, et Lanbertacii iverunt armati ad domos Lanbertinorum 1 , quare dictus 
potestas condenpnavit Lanbertacios in quatuor millibus libris Bononie. Postea vero captus 
fuit dominus Ameus de Soldanis,' eo quod ipse fecerat occidi dominum Guiducium de Lan- mitt., 23« 
5 bertaciis, et fuit decapitatus in platea comunis Bononie. 

Millesimo ducentesimo quadragesimo quarto, indictione secunda. Dominus Arduinus Con- 
falonerius de Placencia fuit potestas Bononie. Hoc anno facta fuit pax et concordia 2 inter 
Lanbertacios et Soldanos de mortibus et inimiciciis, que fuerant inter eos, et fuit remissa con- 
denpnatio Lanbertaciis de quatuor millibus libris Bononie. 

10 Millesimo ducentesimo quadragesimo quinto, indictione tertia. Dominus Philippus de 

Ugonibus de Brixia fuit potestas Bononie. Hoc anno dominus papa 3 fecit concilium generale 
apud Lugdonem super Rhodanum, et, in ipso concilio, deposuit dominum Fredericum inperato- 
rem. Ipso anno Lanbertacii positi fuerunt in banno comunis Bononie, et eorum tabulata et 
domos fuerunt] destructa 4 . 

15 Millesimo ducentesimo quadragesimo sexto, indictione quarta. Dominus Oddo Vicecomes 

de Mediolano fuit potestas Bononie. Hoc anno fuit factum pallacium novum comunis Bo- 
nonie 5 . Et Parmenses revellaverunt se domino ìnperatori 6 . 

Millesimo ducentesimo quadragesimo septimo, indictione quinta. Dominus Guido Viceco- 
mes de Mediolano 7 fuit potestas Bononie. Hoc anno comune Bononie fecit exercitum supra 

20 Bazanum, quod erat castrum Mutinensium, et ipsum castrum ceperunt et destruxerunt, et con- 
bustum fuit totum 8 . Et rex Hencius filius inperatoris Federici et dominus Ecillinus de Romano, 
cum maxima militum quantitate, venerunt usque ad Scoltennam 9 : tamen non fuerunt ausi ire 
usque ad castrum et exercitum Bononiensium. Et, eodem, militia Bononiensium ivit usque ad 
Taglatam I0 . 

25 Millesimo ducentesimo quadragesimo octavo, indictione sexta. Dominus Bonifacius de Cani 



2. fuerunt armati — 4. Novanonus de Soldanis - eo quia - occidere — 8. que prius erant — 12-13. D. Fri- 
dericum imperatorem . . . . Fa ventini et Bononienses de mense februarii. Niente altro nel Mittarelli. — 17. rebellave- 
rant — 23. exercitum Bononiensem, et militia eadem Bononiensis — 25. de Canis 

1 "Ch'erano uniti ai Soldani „. Savioli, p. 177. "guerra, sia di trattato amichevole fra i due comuni „. 

2 " Fama cuius radiat velut sidus, domino Azoni Infatti, il testo non dice quello, che si credette di leg- 
" de Pirovaio, quem prudentia circumspicit etc. honorabili gere. De' Lambertazzi banditi in quell'anno il Savioli 
" potestati, Consilio et populo universo Placentie civitatis stesso ricorda (p. 188) Sopramonte di Rinaldino, Pelle- 
" Arduinus Confalonerius bononiensis potestas,, annunziò grino di Bualello e Tommaso Landolfi. 

* quod divina prudentia, que suos devotissimos non de- 5 " Il quale, come membro più nobile, fu posto 

" serit servitores, domino electo bononiensi et mee devo- * nella piazza maggiore della città „. Ghirardacci, p. 

" tioni tantum fuit dignatus largiri gratiam et favorem, 168. Cf. Frati, La vita privata di Bologna, Bologna, 

" quod illi, qui partes Bononiensium dicebantur et qui Zanichelli, p. io. 

"vere possunt hodie unitas appellari, in nos unanimiter 6 II 15 giugno i fuorusciti di Parma riuscirono a 

" compro miserunt etc. Tandem.... osculis pacis interve- penetrare nella città ed a cacciare gl'imperiali. Salim- 

" nientibus , firmata et stabilita est pax perempniter bene, p. 68 sgg. 

"in nostro Consilio generali,,. Winkelmann, n. 701. Il 7 Savioli, p. 206: "Era Guido, se non errò il Can- 

n. 702 è la risposta di Azo da Pirovaio " summe prò- " tinelli, fratel d'Ottone, che il precede nell'uffizio „. Ma 

"bitatis viro multeve legalitatis domino Arduino Confa- il Cantinelli tace affatto di questa parentela; la notizia 

" lonerio potestati etc. „. B Savioli, DCXXXIII, pub- è data dal Chron. Bonon. 

blicò l'atto, col quale il comune confermò il lodo degli 8 "Die VI infrante iulio,,. Salimbene, p. 147. Que- 

arbitri, che furono il podestà Arduino ed Ottaviano degli sta stessa data porta l'atto di sottomissione degli uomini 

Ubaldini eletto vescovo di Bologna. Cf. Levi, II card. di Bazzano. Savioli, DCXI. 

O. degli Ubaldini, neVCArch. della Soc. Romana di Storia 9 II Panaro. Si chiama tuttora Scoltenna un 

Patria, XIV, p. 233. torrente, che, congiungendosi col Leo presso Montese, 

* Innocenzo IV. forma il Panaro. 

* A proposito della lacuna lasciata a questo luogo 10 Salimbene, p. 5 : " Et in eodem anno (1220) 
della lezione accolta dal Mittarelli, il Savioli, p. 193, "incepta et cavata fuit Taleata idest Incisa et positus 
avverti: "I Faentini in allora ubbidivano senza alcun "fuit Padus in ea„; p. 154: " Cremtfnenses fecerunt 
" dubio all' imperadore, né gli storici della Romagna som- " Taleatam. ... Ista Talenta usque ad Fumarmi» tac.it 
" ministrano per quanto io sappia verun indizio, sia di " valles „. 



e, 17 r 



PETRI CANTINELLI 



[AA. 1248-1251] 



de Placencia fuit potestas Bononie. Hoc anno dominus Octavianus cardinalis legatus aposto- 
lice sedis l , cum comune Bononie, fecit magnum exercitum supra Favenciam, et ita per to- 
tani provinciam Romaniole, que primo tenebatur prò domino inperatore, et recuperava ad man- 
data ecclesie, et omnes civitates de Romaniola invenit in bono stani : et tunc diete civitates de 
Romaniola accipiebant potestates de Bononiensibus. Et tunc fuit destructum castrum Cesene, 5 
quod fecerat fieri dominus inperator Fredericus. Et tunc, eo anno, comune Bononie habuit 
multa castra Mutinensium, scilicet Pancanum, Nonantulam 2 , Sanctum Cesarium et alia plura. 
Et, eo anno, Parmenses ceperunt Victoriam, quam dominus inperator Fredericus fecerat fieri de 
novo 3 , et ipsam totam destruxerunt, et omnia spolia et bona, que in ipsa erant, habuerunt 4 . 
e. 17 v Millesimo ducentesimo quadragesimo nono, indictione septima. Dominus Pliilippus de 10 

Ugonibus de Brixia fuit potestas Bononie. Hoc anno comune Bononie fecit magnum exerci- 
tum super Mutinenses apud pontem Sancti Anbroxii 5 , et tunc rex Hencius, filius inperatoris 
Frederici, cum multitudine maxima militum Teotonicorum, Cremonensium, Parmensium, et toto 
comuni Mutine, exeuntes extra ipsam civitatem Mutine, causa insultandi exercitum. Et sic 
Bononienses, hoc audito, qui erant in quodam canpo ad faciendum mostram equorum suo- 15 
rum, viriliter elevantes et agredientes predictos, ipsos intra civitatem Mutine et pontem Sancti 
Anbroxii insultantes, in fugam eos verterunt, et sconfixerunt eosdem: et tunc captus fuit 
rex Hencius et maxima quantitas militum et peditum, qui cum eo venerant, et barones multi, 
mitt., 235 et ducti fuerunt capti ad civitatem Bononie. Et, eo anno, postea, iterum comune 'Bononie 

fecit exercitum supra Mutinam, cum manganis et aliis edifìciis, et iactaverunt, trabucantes in 20 
ipsam civitatem asinos in derisum. Eo vero anno facta fuit pax et concordia inter comune 
Mutine et comune Bononie 6 , et rex Hencius remansit in prexonia comunis Bononie, et stetit 
per maximum tempus, et in ipsa prexonia obiit 7 . 

Millesimo ducentesimo quinquagesimo, indictione octava. Dominus Ricardus de Villa de 
Mediolano fuit potestas Bononie. Hoc anno comune Bononie misit miliciam suam in servicio 25 
Parmensium, et fecerunt portari maximam quantitatem victualium propter carastiam, quam 
Parmenses liabebant, et portaverunt eis, usque ad Grostolum, lionorifice et potenter. 
e i3 r Millesimo ducentesimo quinquagesimo primo, indictione nona. Dominus Bonifacius de 

Sali 3 de Brixia fuit potestas Bononie. Hoc anno dominus papa Alexander rediit a Lugdone, 
veniens per civitatem Bononie 9 , ubi maximum recepit honorem. Eo anno comune Bononie 30 
vendidit Medexanum 10 . 

Eo anno dominus Iacomellus de Magorittis, qui erat ancianus populi bononiensis, faciendo 
transitum per porticum Lanbertinorum, occisus fuit per Petricolum Cancarelli, et hoc fecit 
iieri dominus Bertolomeus de Baxacomatre 11 . 



3. que tenebat — 3-4. mandatum — 4. ecclesie, omnes - et tunc ipsas civitates — 5. de Bononia — 7. Pansa- 
num (Bazanum) - Nonantulam et — 8. Bononienses ceperunt - fieri fecerat — 9. destruxerunt, et Bononienses qui 
supra erant habuerunt Questa riffa è quasi interamente scomparsa. — 15. quod erant - faciendam — 16. agg. dictos 
equos intra — 20. aediiìciis intraverunt trabuccantes — 21. in derisum (in deorsum) — 27. ea usque ad Crostqlum 
lionorifice Nel Mitt. et potenter manca — 29. Alexander, (Innocentius) — 33. Gangarelli — 34. Bartholomeus 



1 Levi, op. cil., p. 238, e // Reg. del card. O. degli 
Ubaldinì {Fonti per la Si. d' /t.), Roma, 1890, p. 163. 

2 Savioli, III, DCXLVIII. 

3 " Prope Parmam, in contrata que dicitur Grola „. 
Salimbene, pp. 76 e 147. 

4 " Parmenses nbstulerunt imperatori totum the- 
" saurum suum, quem magnum habebat in auro et argento 
" et lapidibus pretiosis, vasis et vestibus etc. „. Salimbene, 
p. 80. " Parmenses habuerunt totam cameram Federici 
" et coronam eius et vasa aurea et argentea et alias res 
" innumerabile8 et arma multa „. Chron. Bonon. Ma 
fanno meglio al caso nostro alcune parole di una lettera 
mandata dal comune di Parma ai Bresciani : " Occupavi- 
* mus totam terram cum spoliis universis „. Savioli, 
DCXLIV. 

5 Gettato allora dai Bolognesi sul Panaro, e " non- 
" dum habebat palancas „. Chron. Bonon. La battaglia fu 



combattuta il 26 maggio, tra il torrente Fossalta ed il 
fiume. Cf. Blasius, Kbnig Enzio, Breslau, 1884, p. 130. 
" Die mercuri! X exeunte decembri ;; . Chron. Bo- 
non. Ci. Savioli, DCLX. 

7 V. più oltre, al 1272. 

8 Anche De Sala e De Salis. 

9 Nel mese di ottobre. " Sed parum fuit cum e's, 
„ et quasi insalutato hospite et turbatus recessit ab eis 
" prò co quod petebant Medicinam sibi donari, quae est 
"terra Ecclesiae in episcopatu Bononiae, quam diu vio- 
" lenter possederant „. Salimbene, p. 228. 

10 La massa Mcdexana, nel 1215, era posse- 
duta dalla chiesa di Imola. Fantuzzi, VI, XXXVI. I Bolo- 
gnesi se ne impadronirono nel 12 18. Savioli, II, CCCCI. 

11 Savioli, p. 249; Gozzajdini, Delle torri gen- 
tilizie di Bologna, Bologna, Zanichelli, 1880, p. 124. 
L'inimicizia tra le due famiglie era cominciata nel 1248. 



£AA. 1252-1257J CHRONICON 7 



Millesimo ducentesimo quinquagesimo secundo, indictione decima. Dominus Henricus de 
Monca de Mediolano fuit potestas Bononie. Hoc anno comune urbis Rome misit legatos 
et anbaxatores suos ad civitatem Bononie, rogantes comune Bononie quod mitteret Romam 
unum probum et electum virum de Bononia prò senatore, qui urbem pacifice gubernaret. Et 
5 tunc, in generali Consilio comunis Bononie, ad scrutinium, electus fuit senator romanus dominus 
Branchaleonus de Andalo, qui illuc ivit, et urbem honorifìce et potenter rexit quinque annis K 
Hoc anno obiit dominus Fredericus inperator in Apulia, de mense decenbris, circa festum 
sancte Lucie 2 . 

Millesimo ducentesimo quinquagesimo tercio, indictione undecima. Dominus Petrus Grillus 

10 de Genua fuit potestas Bononie 3 et in dicto regimine obiit, et electus fuit potestas dominus 

Alemannus de la Turre de Mediolano, qui intravit et conplevit illius anni regimen, et comune 

Bononie fecit fieri cavamentum et naviglum novum 4 . Et eo anno occisus fuit sanctus Petrus 

Martir de ordine patrum Predicatorum in civitate Mediolani per hereticos 5 . 

Millesimo ducentesimo quinquagesimo quarto, indictione duodecima. Dominus Ubertus de e. is v 
15 Ugine de Mediolano fuit potestas Bononie. Hoc anno civitas Cervie obsessa fuit per co- 
mune Bononie 6 , que tenebat prò comuni Veneciarum, et ibi stetit comune Bononie in 
exercitu usque ad festum omnium sanctorum, et habuit ipsam civitatem Cervie ad suum do- 
minium. 

Eo vero anno pars Mendullorum de Imola fuit expulsa a parte Briciorum 7 , et, infra octo 
20 dies, statim anciani et consules comunis Bononie iverunt Imolam, et fecerunt redire partem 
Mendullorum in civitatem; et tunc comune Imole firmavit et dedit licenciam predictis an- 
cianis et consulibus eligendi potestatem Imole quem vellent, et ipsi elegerunt dominum Uber- 
tum. de Ugine, qui erat etiam potestas Bononie. Et erat tunc potestas Imole dominus Facinus 
de Mandello, qui fuit integre solutus de feudo suo et reccessit. Hoc anno rex Corradus, filius 
25 inperatoris Frederici, obiit in Apulia de mense decenbris 8 . 

Millesimo ducentesimo quinquagesimo quinto, indictione terciadecima. Dominus Ricardus 
de' Villa de Mediolano fuit potestas Bononie, dominus Cordanus de Lucino de Brixia 9 fuit mitt., 236 
capitaneus populi Bononie primus. 

Millesimo ducentesimo quinquagesimo sexto, indictione quartadecima. Dominus Manfredus 

30 de Marengo de Alixandria potestas, dominus Bonacurxius de Surixina de Mediolano fuit 

capitaneus populi. Hoc anno civitas Bononie fuit in magno periculo, et magni fuerunt ibi 

rumores, dolo et fraude capitanei, qui tractavit et fecit se [eligi] in potestatem anno futuro, 

contra sacramentum suum, et contra formam statuti comunis Bononie. 

Millesimo ducentesimo quinquagesimo septimo, indictione quintadecima. Dominus Bona- e. ta r 
35 curxius de Surixina fuit potestas Bononie, et dominus Gregorius Fridus de Alixandria capi- 
taneus populi Bononie. Hoc anno fuerunt maximi rumores in civitate Favencie, inter par- 
tes Acharixiorum et Manfredorum 10 , et amici cuiuslibet partis traxerunt Faventiam, scilicet 

io-ii. Bononie Hoc anno in ejus regimine - fuit pot. Bononie Alemannus — il. intravit et manca — 12. fecit 
pontem novum - et eo anno sino a hereticos è nel ms. aggiunta posteriore, sul margine inferiore della p. — 16. quam 
tenebat — 20. dies sequentes antiani - Commun's Bononiensis — 23. Bononie, et ivit; tunc — 26. Rogerius — 
27. Lucinio — 32-33. qui tenta vit et fecit eam in potestatem imperatoris contra sacramentum 

1 La prima volta tre anni, e fu, secondo Matteo " lora da primo „ scrisse il Savioli, p. 269, tratto in in- 
Paris, " superborum potentum et malefactorum urbis mal- ganno dal testo del Mittarelli. Cf. C/iron. Bonon. : " Et 
" leus et extirpator et populi protector et defensor, veri- " eo anno fuit factum cavamentum, per quod Renum 
" tatis et iustitie imitator et amator „. V. Rovere, Bran- " venit per foveas „. 

caleone degli Andato scn. di Roma, Udine, 1895, e Villari, 5 "Inter Cumas et Mediolanum „. Salimbene, p. 59. 

Il Comune di Roma nel Medio Evo; JV. Antologia, 1887. 6 I Bolognesi aiutavano i Ravennati. 

2 Appunto il 13 dicembre; ma del 1250. 7 "In Imola, qui sunt ex parte Ecclesiae appellati 

3 " Tribus mensibus „ dice il Chron. Bonon., ma era " sunt Bricii; qui ex parte Imperii, Menduli dicti sunt„. 
vivo ancora nel mese di giugno. Rubei, VI; Savioli, Salimbene, p. 193. 

p. 269. 8 Fu il 21 di maggio. 

4 " Non è facile il pronunziare qual tra que' ponti, s Lucino è nella provincia di Como. 

" che agevolano le vie maestre sul Bolognese s'ergesse al- 10 " In Faventia dominati sunt Alberghetti, qui et 



8 PETRI CANTINELL1 [AA. 1257-1263] 



de Feraria et de Bononia anbe partes. Et tunc fuit mortuus Rigus [dìctus Calcarus] de 
Manfredis l , in prelio in ipsa civitate ; postea vero partes ad invicem concordaverunt, et pars 
Acharixiorum dedit tres obsides parti Manfredorum prò bono pacis et concordie, scilicet 
Napulionem filium domini Acharixii . . . . filium domini Canbraxini 2 et.... fìlium fratris Ghercii 
domini Boccacii; qui obsides ducti fuerunt in forciam domini marchionis de Feraria, qui fecit 5 
eos duci et poni in castro Guilielmo 3 , et ibi, mala et pessima morte, occisi fuerunt. 

Eo vero anno reelectus fuit dominus Branchaleo de Andalo senator urbis Rome, et illuc 
ivit honorifìce et potenter, et ibidem obiit veneno sibi dato 4 . 

Millesimo ducentesimo quinquagesimo octavo, indictione prima. Dominus Albertus de 
Grego 5 de Mantua fuit potestas Bononie, et fuit bonus et comunis potestas, et multos male- 10 
factores interemit tempore suo. 
e ig v Millesimo ducentesimo quinquagesimo nono , indictione secunda. Dominus Iacobinus 

Rangonus de Mutina 6 fuit potestas Bononie. 

Millesimo ducentesimo sexagesimo, indictione tercia. Dominus Lanfrancus Ususmaris de 
Ianuafuit potestas Bononie. Hoc anno fuerunt magni rumores inter partes in civitate Bononie, 15 
in die Pasce Resurectionis, post prandium 7 . 

Millesimo ducentesimo sexagesimo primo, indictione quarta. Dominus Mattheus de Cori- 
gio 8 de Parma fuit potestas Bononie. 

Millesimo ducentesimo sexagesimo secundo, rndicticme quinta. Dominus Andreas Geno 
de Veneciis fuit potestas Bononie. 20 

Millesimo ducentesimo sexagesimo tercio, indictione sexta. Dominus Iacobus Tavernerius 
de Parma 9 fuit potestas Bononie. Hoc anno pars Briciorum de Imola fuit expulsa per partem 
Mendulorum et dominum Petrum Paganum 10 ; postea vero comune Bononie venit in exercitum 
super Imolam, et rediit in comuni, et, dieta occasione, multi ex magnatibus de Bononia fue- 
runt missi ad confinia, scilicet una pars Pisas, et alia Venecias n . 25 

Eo anno mortuus fuit dominus Uguicio de Arienfis, quem occiserunt dominus Maghinardus 
comes de Panici et Goxadini w . 

Item, eo anno, fuerunt spanate fovee civitatie Imole, de voluntate hominum ipsius civi- 
tatis, prò bono et pacifico statu ipsius. 



1. Henricus C. (Calzarus); ora il soprannome non si legge. — 4. / nomi di due ostaggi non furono scritti. — ■ 
5. Bococii — 7. Brancate anus — 11. interfecit — 27. Parma et Gozzadini 

" Manfredi appellati sunt, ex parte Ecclesiae, inter quos 5 Albertus Grecus o De Greto nei documenti. L'an- 

" fuit praecipuus domimis Ilugoiinus Buzola, et filius eius no precedente era in Roma assessore di Brancaleone. 

" frater Albricus de ordine Gaudentium: ex parte Imperii, Sa violi, p. 325. 

" dominus Accharisius et filius suus domimis Guido Ac- 6 Rotondino, per errore, negli Annali del Savioli ; 

" charisii „. Salimbene, p. 184. ma cf. nell'appendice i docc. DCCXXIII-XXVT. Iaco- 

1 II Savioli, p. 294, assegna al 1256 la morte di pino fu podestà di Firenze l'anno seguente, e condusse 
" Enrico Manfredi denominato Calzaro „. Neil' agosto l'esercito fiorentino a Montaperti. 

del 1249 " D. Henricus Albrigetti „ fu, con altri Faen- 7 Cagione della contesa fu il modo di placare il 

tini, multato da Filippo Ugoni, perche s'era allontanato papa, il quale aveva lanciato contro la città l'interdetto 

da Bologna senza il permesso del podestà e del cardinale e prescritto " che si allontanasse lo studio „. Savioli, 

Ottaviano. Savioli, DCLVIII. p. 330. 

2 " Porro pars Ecclesiae in Faventia a Zambrasiis 8 Molte volte ricordato da Salimbene. 
" denominabatur, et non erant nisi duo ex ilio casali, 9 Cf. Salimbe*ne, pp. 358, 361. 

"scilicet frater Zambrasinus, qui de ordine Gaudentium 10 "In montibus Petrus Paganus ex parte Imperii 

" fuit et est, et Tebaldcllus frater ipsius non legitimus „. " magnus erat, famosus et nominatus et doctus ad bellum; 

Salimbene, loc. cit. Il comune di Faenza si obbligò a "et habitabat in qnodam castro, quod appellabatur Soso- 

chieder ogni anno a quello di Bologna il podestà, ed, oc- " nana „. Salimbene, p. 184. 

correndo, il capitano. V. la prefazione. n Per i patti imposti dai Bolognesi alle due fazioni 

3 Chiamato anche Maneggio. Ghirardacci , v. Savioli, docc. DCCXXXVII-VIII, degli 11 e 12 agosto, 
p. 182. Cf. Boccaccio, Decameron, II, 2. 1S "Carlo figliuolo di Napolione Gozzadini „ secondo 

4 Nel 1258. Secondo il De Nangis, Gesta Lud. Vili il Ghirardacci, p. 205; Brandeligi de' Gozzadini se- 
(Pertz, XXVI), p. 664, morì di malattia contratta nel- condo il Savioli, p. 367. Uguccione era giudice del 
l'assedio di Corneto. Cf. Rovere, op. cit., p. 91. podestà. 



[AA. 1264-12581 CIIRONICON 



Millesimo ducentcsimo sexagcsimo quarto, indictione septima. Dominus Andriolus Geno e. 20 - 
de Veneciis fuit potestas Bononie. Hoc anno expulsa fuit pars Grisulforum l de Mutina per 
partem Rangonum 2 , et tunc, per comune Bononie et populum, fuit firmatum et iuratum taliter 
facere quod pars Grisulforum rediret Mutinam, videlicet quod comune Bononie daret eis 
5 omnia castra, que sunt in confìnihus' Bononie et Mutine, in quibus possent stare ad faciendam mitt., 237 
intrinsecis, si redire nollent, partem exteriorem in Mutina; quod facere noluerunt, immo ele- 
gerunt potestatem de Bononia dominum Guidoclerium de Galluciis, qui, contra sacramentum 
comunis et populi Bononie, ivit ad regimen civitatis Mutine. Et hoc fuit malum inicium 
omnium malOrum civitatis Bononie. 

10 Millesimo ducentesimo sexagesimo quinto, indictione octava. Dominus Guilielminus de 

Sexo de Regio fuit potestas Bononie. Hoc anno pars Geremiorum de Bononia taliter operata 
est, quod expulsus fuit de potestaria 3 , et sólutus fuit integre de feudo suo, et fuit licenciatus 
de regimine. Et electus fuit in potestatem Bononie, prò tenpore futuro eiusdem anni, do- 
minus Philippus Benignus de Veneciis, qui conplevit regimen dicti anni. e. 20 v 

15 Eo vero anno magna multitudo militum, balistariorum et peditum transivit per Bononiam 

et Romaniam, cum exercitu domini regis Karoli, in Apuliam i . 

Millesimo ducentesimo sexagesimo sexto, indictione nona. Dominus Iohannes Cane de Ve- 
neciis fuit potestas Bononie. Hoc anno dominus rex Karolus coronatus fuit 5 in regem Apulie. 
Et fuit prelium magnum 6 inter eum et regem Manfredum, et sconfitta fuit gens regis Manfredi, 

20 et ipse rex Manfredus mortuus fuit in prelio. 

Eo anno Mutinenses extrinseci, scilicet illi de parte Grisulforum, reduxerunt se in ca- 
stro Monti s vai larii, et intrinseci Mutinenses fecerunt exercitum supra eos, et tantum tempus 
steterunt in obsidione, quod, propter carastiam maximam aque, que defecit eis, reddiderunt 
castrum, salvis personis eorum ; et destructum fuit castrum predictum 7 . 

25 Millesimo ducentesimo sexageximo septimo, indictione decima. Dominus Caninus Dando- 

lus de Veneciis fuit potestas Bononie. Hoc anno dictus potestas fuit solutus de feudo suo 8 et 
expulsus de potestaria propter potentiam partis Geremiorum de Bononia. Et societas calco- 
lariorum de Bononia posuit ignem in pallacio comunis Bononie, eo quod quidam de ipsa 
societate captus erat in pallacio predicto, prò quodam maleficio 9 , quare volebant ipsum datis 

30"~fìdeiussoribus, et potestas nolebat. Et sic, expulso ilio potestate, electi fuerunt dominus Rech 
de la Turre de Mediolano potestas, dominus Guidestus de Ponte Carario capitaneus populi 
Bononie, qui conpleverunt regimen dicti anni. 

Millesimo ducentesimo sexagesimo octavo, indictione undecima. Dominus Rech de la 
Turre de Mediolano potestas fuit Bononie, dominus Guidestus de Ponte Carario capitaneus 

35 populi Bononie. Hoc anno filia ducis Bergogne, sponsa regis Karoli 10 , cum maxima gente, fecit 



15. et peditum manca — 16. Cum.... reg's Caroli in Apuliam — 22. Montisvadarii - et tanto tem- 
pore — 23. propter caristiam — 25-26. Zanilius (Zaninus) Dandolus — 29. in pallacium - maleficio, quod ipsum 
dare volebant — 30. Rechus, e così fih sotto — 31. et D. Guidestus — 32. Bononiensis et — 34. capitaneus fuit — 
35. Borgogne 

1 Salimbene, p. 243, la chiama "partem illorum "in festo sancti IohannisEvangelistae,,. Salimbene, p.244. 
" de Gorzano, qui imperiales erant „. 5 " In festo Epifanie „. 

* I Guelfi, de' quali erano capi Iacopino Rangone 6 " Die veneris 26 m. febr. „. 

e Manfredi de Rosa. Ebbero aiuti dal marchese d' Este 7 I Modenesi estrinseci ebbero Montevallario per 

e dal comune di Firenze. tradimento di Ugolino di Guiglia. Salimbene, p. 246. 

3 « Stetit in regimine, per vi menses et habuit com- L'assedio durò tutto il mese di giugno; il casteUo si 

" miatum occasione destructionis Regii. (Cf. Salimbene, arrese il 4 di luglio. 

"p. 243: UH de Sesso furono cacciati da Reggio cum exter- 8 " Hic stetit in regimine iv mensibus,,. Chron. 

" minato furore"). Et tunc fuit recta per dominum Fratrem Bonon. 

u Loderengum de Andalo et per fratrem Cathelanum Gui- 9 " Carlo di Nascimbene, che, trovata in colpa la 

* donis Bononie „. Ckron. Bonon. moglie, uccise l'adultero „. Ghirardacci, p. 212 ; Savioli, 

* " Circa festum Nativitatis Domini, venerunt Gal- p. 401. 

" liei in magna moltitudine, et ego vidi eos venientes cum 10 Margherita passò da Bologna nell'ottobre. Cf. 

"irem ad sanctumProculum deFaventia ad praedicandura Salimbene, p. 249. 



e. zi r 



10 



PETRI CANTERELLI 



[AA. 1268-1271] 



transitimi per Bononiam et Romaniam, et comune Bononie duxit ei obviam carogium co- 
pertum de scarlatto et boves copertos de scarlatto, qui eum duxerunt usque ad pontem Reni 
cum trunbis, cenamellis, tanburris et aliis instrumentis, faciendo inclinari perticam carocii ipsi 
regine, quando fuit prope eam. Et, super ipso carocio, erat dominus Castellarne de Andalo, cum 
multis aliis de maioribus Bononie. 5 

Eo vero anno Coradinus filius regis Conradi movit de Alamania, cum gente maxima, et 
ad eum venerunt multi barones et magnates Italie, qui sociaverunt eum usque ad introitum 
Apulie l . Sed rex Karolus, volens obsistere sibi in bello, ipsum Coradinum et multos magnates 
cepit, et devicit eius exercitum a : postea vero fecit eum decapitari 3 , et ducem de Asturich 
et alios multos, quos ceperat cum eodem. 10 

Eodem anno dominus Cacanimicus filius domini Alberti de Cacanimicis occisit dominum 
Guidonem Paltenam suum verum consanguineum. Et dominus Albertus Cacanimicus 4 senper 
dicebat ei: "Da ei, et occide eum „. Et, dieta occasione, dictus dominus Albertus condenpnatus 
fuit in duobus millibus libris bononiensibus. Et dominus Cacanimicus fuit positus in banno 
comunis Bononie. 15 

Millesimo ducentesimo sexagesimo nono, indictione duodecima. Dominus Albertus de Fon- 
tana de Placencia fuit potestas Bononie, dominus Ricardus de Villa de Mediolano capitaneus 
populi Bononie ; qui capitaneus fuit expulsus per f orciam et potentiam partis Geremiorum, nam 
bene et legaliter ac comuniter suum regimen faciebat. Et electus fuit in capitaneum populi, 
prò dicto anno, dominus Henrigittus Gonfalonerius. Et hoc anno, in die kallendarum ianuarii, 20 
in publica contione, rumor maximus elevatus fuit contra dictum dominum Albertum potestatem, 
et multi lapides proiecti fuerunt contra eum, et hoc fieri fecit dominus Comacius de Galluciis 5 ; 
et tunc fuit magna discordia inter Gallucios et Lanbertinos, occasione pctestarie de Forlivio R . 

Millesimo ducentesimo septuagesimo, indictione tercia decima. Dominus Guido de Corigio 7 
de Parma fuit potestas Bononie, dominus Henrigittus Gonfalonerius de Placencia capitaneus 25 
populi Bononie. Hoc anno comune Bononie fecit exercitum in loco, ubi dicitur Primarium, 
supra ripam Paudi, in litore maris, et ibidem fecit edificari castrum Prumarium 8 contra volun- 
tatem Venetum; et erat tunc festum omnium sanctorum. 

Millesimo ducentesimo septuagesimo primo, indictione quartadecima. Dominus Lanfran- 
chinus de Maloxellis de Ianua potestas, dominus Anselmus de Rivola de Bergamo capitaneus 30 
populi Bononie. Hoc anno dominus Philippus rex Francorum 9 rediit de ultramare, veniens per 
civitatem Bononie. 

Eo anno multa bona ordinamenta facta fuerunt, per populum Bononie et ipsos potestatem 
et capitaneum, contra malefactores 10 . 



2. et bovis coopcrtis — 3. cenquarellis — 5. et magnatibus Bononiensibus — ti. Cazianimicis — 16-17. dì 
Fontanis — 23. fuit magna inimicitia - potestarie de Silicia — 28. sanctorum.... Non fare che altro fosse scritto 
net resto delia pagina, ora macchiato. 



1 Corradino venne in Italia nel 1267; "circa festum 
beati Francisci „. Salimbene, p. 247. 

2 " In vigilia beati Bartholomaei „ (23 agosto). * Et 
" dieta disconficta fuit in campo Palatino (Patentino) apud 
" (lumen Marchiae prope Albam „. Salimbene, p. 24S. 

8 II 29 ottobre. 

4 De Griffonibus: "Filius domni Gruamontis 
de Cazanimicis „, che era fratello di Alberto. Cf. Sa- 
violi, p. 411. 

B Comaccio aveva tenuto la podesteria di parecchie 
città; nel 1289 corse pericolo di vita e fu in malo modo 
cacciato da Todi, dove rappresentava il comune di Bo- 
logna. Ceci, Todi nel Medio Evo, Todi, 1897, p. 158. 

6 * Utrique illam intendebant. Forlivenses, hoc sitoi 



" noluerunt anplius rectores de Bononie „. Cobelli, p. 36. 

7 Cf. Salimbene, pp. 230, 345, 347. 

8 " Isto tempore iverunt Bononienses ad Primarium, 
" et fecerunt ibi castrum contra Venetos. Est autem Pri- 
" marium quidam locus in districtu Ravennae, ubi Padus, 
" qui vadit iuxta Argentam, ingreditur in mare „. Salim- 
bene, pp. 251-2. 

9 " Qui rex ibat in Franciam cum corpore patris 
" sui quondam domini Lodoic regis Franciae, quod de- 
" portaverat de Africa, qui rex obierat in terra Cartagi- 
" nis, prope civitatem Tunicii. Et deportabat eum in una 
" capsa conditum cum aromatibus; et in una alia capsa 
" portabat Tristan fratrem suum „. Salimbene, pp. 256-7. 

10 Fu istituito il magistrato della pace. 



LAA. 1271-1273] CHRONICON 1 1 



Eo anno destructum est castrum Savignani per comune Bononie, quod erat citra Scolte- 
mam, secundum pacta facta inter comune Bononie et comune Mutine, tempore pacis facte l . 

Eo anno comune Veneciarum tenebat multam gentem, ex ad versa parte Paudi, ad 

danpnum et lesionem castri Prumarii ; unde aliqui de populo Bononie, transeuntes ultra Paudum 

5 insultantes predictos, sconfixerunt eos, et omnia eorum edificia et manganos destruxerunt et 

igni cremaverunt, et multa eorum Venetum insignia et confalones habuerunt, et Bononiam por- 

taverunt 2 . 

Millesimo ducentesimo septuagesimo secundo, indictione quintadecima. Dominus Luchit- 
tus de Cataluxiis 3 de Ianua fuit potestà « Bononie, dominus Bonacurxius de Lancaveclis de Ali- 
lo xandria fuit capitaneus populi Bononie. 

Eo anno obiit rex Hencius filius condam Frederici inperatoris 4 , qui fuerat carceratus 
Bononie per magnum tenpus, [et, per comune] Bononie, fuit indutus de scarlato et varis, et, cum 
maximo honore, portatus ad ecclesiam sancti Dominici fratrum Predicatorum, et ibidem sepultus 
fuit honorifice. 
15 Eo anno fuit extractus lapis de muro palacii comunis Bononie 5 propter potenciam partis c.zz-o 

Geremiorum, in quo lapide continebantur que pacta, facta inter comune Bononie et comune 
Mutine tenpore pacis, deberent observari ; et extractum erat carocium in platea comunis Bo- 
nonie, dieta occasione, quod tunc', turpiter et cum maximo vituperio, fuit reductum in ecclesia Mm , 239 
beati Petri. Et hec facta fuerunt propter potenciam partis Geremiorum, qui tunc quasi domi- 
20 nabant in civitate Bononie, et fuit culpa et dolo dicti potestatis et Cervi de Boateriis, qui 
erat tunc gonfalonerius carocii. Et, dieta occasione, multa mala surrexerunt in civitate Bxmonie. 
Millesimo ducentesimo septuagesimo tercio, indictione prima. Dominus Guidestus de Ponte 
Carario de Brixia fuit potestas Bononie, dominus Iacobus Amorottus de Lancaveclis de 
Alixandria fuit capitaneus populi Bononie. 
25 Hoc anno, de mense madii, comune Bononie fecit exercitum super civitatem Forlivii, et 

duravit per sex septimanas. Et dominus Hodoardus rex Anglorum, rediens de ultra mare, 
venit per illud exercitum, et in eo multos milites novos fecit de pluribus civitatibus, Bononie 
et Romaniole, et voluit conponere inter comune Bononie et comune Forlivii, sed non po- 
tuit 6 ; non tamen hoc stetit per comune Forlivii, neque per partem Lanbertaciorum, sed pars 
30 Geremiorum noluit pacem facere: postea comune Bononie rediit domum, [et, de] Consilio 
malorum, facta fuit reformacio de exercitu faciendo anno sequenti 7 . 

i-2. Scolturam (Scultennam) contra pacta: il ms. ha Scolfma — 5. et dieta eorum manganis — 8-9. D. Hen- 
righittus de Gitaluxiis — 12. tempus a Communi Bononie: s' indovina per comune fin che non si discerna — 14. 
fuit honorifice manca — 16. omnia pacta facta — 17. tempore pacis, que deberent — 19-20. dominabantur — 21. et 
illorum de Boateriis — 28. Rome — 30. rediit de novo Consilio — 31. et facta - in anno 

1 La pace del 1249. "In mense augusti venerunt quale era scritto che bisognava andare con l'esercito ad 
" Bononienses in exercitu super episcopatum Mutinae, et occupare totum efiscofatum di Modena. Il 27 maggio 1272 
" obsederunt Savignanum et Montem-Umbrarum ; et ha- il consiglio speciale e generale approvò questa delibe- 
" buerunt eos et diruerunt, propter pactum quod erat razione del consiglio e della massa del popolo : " Quod 
" inter commune Bononiae et Mutinae, scilicet quod non " ordinamenta facta occasione terrarum et locorum et 
"debebantMutinenses tenere ali quod castrum ultra aquam * iurisdictionum positarum citra Panarium et Sculturam 
* Scotennae „. Salimbene, p. 258. "et omnes processus etc. contra comm. et homines et 

2 * Et fuerunt ibi Bononienses, puto, duobus vel " personas Mutine etc, cassentur etc, et quod lapis qui 
"tribus annis; et mortui sunt ex eis trecenti vel quin- "est schulptus et positus in muro palladi occasione di- 
" genti ex intemperie marini aeris, et propter multitu- " ctorum ordinamentorum removeatur et tollatur. „ Sa- 
" dinem culicum et pulicum et muscarum et asillarum „. violi, DCCLXX. Aggiunge Salimbene: "Et quando 
Salimbene, p. 252. " dicti Bononienses debebant venire ad dictum exerci- 

3 Fu trovatore. V. SchultzGora, Die Lebensverh. " tum, pars de Ieremiis de Bononia volebat venire contra 
der Italien. Trobad. nella Zeitschr. fur Rom. Phil. VII ; " Mutinenses, et stabant bene armati et parati ad domus 
Belgrano, Gior. Ligustico, 1882 ; Bertoni, Studi e ricerche " eorum.... et ita steterunt Bononienses quod non vene- 
sui trovatori minori di Genova, estr. dal Giorn. stor. della " runt contra Mutinam „. 

Ietterai, ititi., XXXVI. 6 B Ghirardacci, p. 225, dà i nomi di dieci Bolo- 

4 " Die lunae XIV martii„. Salimbene, p. 259. Cf. gnesi " fatti cavalieri aurati „ in quella occasione. Odoar- 
Blasius, of. cit., p. 140. do giunse a Reggio il 20 maggio. Salimbene, p. 211. 

5 Salimbene, p. 259, narra di un'altra lapide, nella 7 Secondo il Cobelli, pp. 37-39, i Bolognesi fecero 



12 PETRI CANTERELLI [AA. 1273-1277] 



e. Z3 r 



C. 23 Ti 



Millesimo ducentesimo septuagesimo quarto, indictione secunda. Dominus Gullielmus de 
Posteria de Mediolano fuit potestas Bononie, dominus Marchus Iustinianus de Veneciis fuit 
capitaneus populi. Hoc anno fuerunt magni rumores et prelia inter partes civitatis Bononie ', 
et expulsa fuit pars Lanbertaciorum extra Bononiam; et, postea, predicti potestas et capita- 
neus expulsi fuerunt de regimine ipsorum, et soluti de eorum salario integre, et electus fuit pò- 5 
testas dominus Rolandus Putacius de Parma, et conplevit regimen anni illius. 

Millesimo ducentesimo septuagesimo quinto, indictione tercia. Dominus Nicholittus 2 de 
Ilesio fuit potestas Bononie; dominus Malatesta de Veruclo de Arimino fuit capitaneus populi. 

Millesimo ducentesimo septuagesimo sexto, indictione quarta. Dominus Ricardus de Bel- 
vaxe de Francia fuit potestas Bononie, quem dedit eis dominus rex Karolus, qui potestas in 10 
ipso regimine obiit 3 , et electi sunt, in ilio millesimo, dominus Rolandus de Lasenaca 4 de Parma 
potestas, dominus Garxindoneus de Luvixinis de Regio capitaneus populi. Hoc anno fuit 
mortuus Bonfantinus de Baxacomatre, in strata publica strate sancti Stephani, de die, et hoc 
fieri fecit Thomaxius de Becadellis, et de hoc multum damnum substinuit a comuni Bononie, 
eo quod ipse Bonfantinus erat in banno comunis prò maleficio. 15 

Item, hoc anno quatuor pape mortui sunt, duo divino iudicio, et alii duo veneno eis dato 5 . 

Item, eo anno mortuus fuit dominus Cacanimicus fìlius domini Alberti de Cacanimicis, 
veniendo a Feraria. 

Anno eod^m, de mense maii, honorabilis comes dominus Ursus de Mangone 6 capitaneus par- 
tis Lanbertaciorum Faventie commorancium, cum Bononiensibus et Imolensibus et Faventinis 20 
intrinsecis, equitavit versus Imolam subtus stratam, usque ad Selexem 7 , prope Imolam per 
duo milliaria; et sic occurrerunt quidam milites illorum de Imola, qui equitaverant versus 
Sanctam Agatham 8 , et fecerant magnam predam, cum qua gaudentes Imolam veniebant, 
propter quod eorum gaudium conversum est in tristiciam et dolorem; nam, visis illis, qui a 
210 civitate Faventie venerant, statim predam eorum relinquentes, volentes se defendere, 'nequi- 25 
verunt, sed sconfitti et mortui fuerunt ibidem in pratis, ubi dicitur Taviani, scilicet lx mor- 
tui, et xxv capti et conducti Faventiam; boves autem et predam totam et equos eorum reli- 
querunt, ipsos Favenciam conducentes. 

Millesimo ducentesimo septuagesimo septimo, indictione quinta. Dominus Rolandus de La- 
senaca de Parma fuit potestas Bononie, dominus Garxindoneus de Luvixinis de Regio capi- 30 
taneus populi. 



16. alii veneno — 24. propterea quod — 26-27. Taviani et mortui, viginti sex capti conducti — 27. et equos 
eorum quos: soJ>ra alcune parole è passala una penna moderna, che ha mutato reliquerunt in reliquerant. 

un'altra spedizione, anch'essa sfortunata, contro Forlì, 5 Gregorio X, Innocenzo V e Adriano V morirono 

nel mese di agosto, dopo la quale, "essendo tornato il nel 1276; Giovanni XXI (Pietro Ispano, eletto nel set- 

" campo a Bologna, li Gemigli bolognesi, irati e indi- tembre), pontificò otto mesi. 

" gnati, fecero ordinare il consiglio: e dinanci a mon- 'Figlinolo di Napoleone degli Alberti (Dante, Inf. 

"signore Io ligato li Ger migli esposero de la gran vir- XXXII) "acerbe fuit interfectua velut ursus tractatu co- 

" gogna recevota a la cita de Forlivio ecc. „ " mitis Alberti de Mang ma consobrini. Qui Ursus, quia 

1 V. appresso, p. 17. " vir valens, ponitur a poeta in purgatorio et ille prodi- 

2 "Niculutius Balugani „. Salimbenb, p. 263. " tor debet esse in inferno in Caina„. Benv. de Imola, 
8 " Dominus Ricardus de Belvaro, dominus de Du- Coni. sup. Dantis Comediam, Purg., VI. 

" roforti, qui dicebatur Rizardus de Belvedere „. De Gru- ; Tna porta di Imola era chiamata "de Silice „; 

FONiBUS, 12$, "Et obiit die XV octobris ,,. Chron. Bon. Tolosano, CLXIFI. La via Selice parte da Imola 

I Bolognesi avevan mandato Galvano Passeggicri e Ro- "normalmente all'Emilia .... lascia a destra Massa Lom- 

berto l'rind parte al re Carlo per chiedergli aiuto. Rie- "barda e traversa S. Patrizio, Conselice e Lavezzola „. 

cardo di Beauvoir menò a Bologna "bellissima compa- ROBETTI, La Romagna, Milano, Hoepli, 1894, P« 79 2 - 
gn a di cavalieri,,. GhirarDACCI, p. i\<). 8 Nel mand. di Lngo. " In dicto comitatu (Imolae) 

4 * Dominus Aldegherius de Scnaza „. Ciro'/. Bon. "in plano sunt castrum et villae vid . . . . Villa S. Aga- 

Era "Rolandus de Adeghcriis ,,. Garsindonio de' Lupi- " thae in q. s. focul. xliii „. Descrizione della Provincia 

cini, potente famiglia di Reggio, " sinistravit, partem dì Romagna del 1371, nel Fantuzzi, Monumenti Raven- 

suam relinquendo „. Sammbene, p. 301. nati de' secoli di mezzo; V, p. o. 



[A A. 1276-12781 CIIRONICON 13 



Hoc anno obiit ' dominus papa Iohannes vigesimus primus, divino iudicio Domini nostri, 
existente in camara sua, que erat in volta quadam facta in pallacio pape, in civitate Viterbii; 
et sic, stando ipso solo in ea, cecidit camara, et neminem alium off endit 2 . 

Millesimo ducentesimo septuagesimo seplirno, indictione quinta. Dominus Stuldus de Flo- 
5 rencia potestas Bononie, dominus Manfredus de la Rosa de Mutina capitaneus in ultimis sex 
mensibus 3 . Hoc tenporc, die XVIII mensis iulii, dominus Napulionus de Toronello, Fuscus de 
Monte Auliveto 4 , et bene lx cavalcatorum de Faventia moverunt et equitaverent ad Saxadel- 
lum 5 , causa accipiendi castrum predictum; et, cum non potuissent accipere, retro terga ver- 
tentes, 'audientes pulsari canpanas de Toronello ad strermitam et sturmum, illuc traxerunt, et e 24 r 

10 invenientes Ranbertum de Toronello cum quibusdam aliis equitibus ibidem, qui cum eo traxe- 
rant, videntes magnam quantitatem militum de maxenata, que stabat Imole, Francixenorum r \ 
qui erant l eques cum insignis, trunbis et tanburello, et post eos erant alii bene ce equi- 
tes, qui iam venerant usque prope ecclesiam de Toronello, et tunc ipse Ranbertus cum sua 
gente viriliter expectans eos, venerunt predicti insultantes eos, dicentes: " Vos male veni- 

15 stis, patareni ghibellini „, et sic ceperunt invicem preliari: et, cum Napulionus et Fuscus et 
alii, qui cum eis erant, fuerunt ad locum illum, videntes illos, f ortiter clamaverunt : " A luro ! 
A luro„ 7 ! Unde illi de Imola, visis insigniis eorum, incontinenti vertentes terga, ceperunt fu- 
gam, et fuerunt in magno conflictu, ita quod, ex illis de illa maxenata franciscena, mortili 
fuerunt gladio xxn, de melioribus, qui essent in ea, et xx equi mortui fuerunt, et xv cepe- 

20 runt, et Faventiam conduxerunt in prexoniam. 

Millesimo ducentesimo septuagesimo octavo, indictione sexta. Dominus Manfredus de la 
Rosa potestas; dominus Stultus de Florencia capitaneus Bononie. Hoc anno illustris et ma- 
gnificus vir dominus comes Guido de Montefeltro capitaneus comunis Forlivii, cum maxe- 
nata et milicia dicti comunis et cum manganis et aliis edificiis, iverunt hostiliter, viriliter et 

25 potenter ad Ranclam 8 , eo quod illi de dicto castro revelaverant se dicto corniti et comuni 
Forlivii, et dederant illud domino Rodulfino de Ganacese et dominis de Valbona; et ibidem 
fixerunt albergarias die XXII marcii, et, die mercurii tunc sequenti XXIII marcii, illi de ipso 
castro venerunt ad mandata dicti domini comitis et comunis Forlivii, et reddiderunt eis ca- 
strum illud, salvis eorum personis. 



30 Infrascripti sunt versus conpilati per prudentem virum dominimi Thomaxium 9 iudicem t. *j » 

filium condam domini Laurentii iudicis de Faventia, de iudicibus et advocatis civitatis Fa- 
ventie, et ad honorem ipsorum. 



1-2. judicio in ipso, existente in camera — 4. indictione VI — 7. Aulivoto, et bene quinquaginta — 8. 

terga.... audientes — io. quos cum eo — ir. vincentes — 13. versus prope — 22-23. magnifìcus et illustris — 

23-24. cum maxenata et milicia sua, et cum — 25. rebellaverunt — 26. Forlivii.... D. Rudolfino de.... et — 27. et 
die martis tunc — 28. dicti comitis. 

1 "In mense maii „. Salimbene, p. 270. 5 Anche questo castrum " in montibus „, a sette mi- 

2 ''Fuit.... magnus in philosophia, sed in actio- glia circa da Faenza. La villa di Toranello, non lon- 
" nibus spiritu hispanico plenus, quia exosos habuit reli- tana da Casola Valsenio, nel 1371 contava 70 fuochi, 
"giosos; propter quam causam percussit eum Dominus, 6 La masnada francese era stata mandata da Carlo 
" quia domus sua ruit super eum, ex quo quasi semivivus d'Angiò in aiuto de' Guelfi bolognesi. Cf. p. 12 n. 3. 

" relictus, ad modicum tempus moritur Viterbii, ubi crea- 7 Cf. B. i>e Born, Bc'm platz, st. 5. : Ie'us dis que 

"tus fuerat,,. Pt. Lucensis, Annales; Dantf, Par., XII. tan no m'a sabor Maniar ni beure ni dormir Com a, 

3 "Dominus Stoldus de Rubeis de Florentia,,; quan auch cridar: A lor! D'ambas las partz....,,. 

" Dominus Stoldus Iacopi „. Chron. Bonon. Manfredo de 8 " Castrum Ranclae (in vicariatu Bobii) est in 

Rosa o di Sassuolo era nipote di Iacopino Rangoni. " quadam valle super flumen Borelli, in quo est turris 

Salimbene, p. 178. " fortissima, in quo sunt focul. L „. Descr., p. 62. Ranchio 

4 La Descr., p. 9, indica " in montibus „ la villa appartiene ora al mand. di Sarsina, circond. di Cesena. 
Montis Oliveti de subtus. 9 Credo quel rimatore, del quale T>hXTE, De vulg. 



14 



PETRI CANTERELLI 



M:tt., 241 



Beltalem 1 decorant ius, Ieges, copia morum, 

Quem timuit, timet et chorus omnis causidicorum; 
Sed quoniam strepitus nunc iuris et arma veretur, 
Egregius miles ut Scevola noster habetur. 

Laurent!, lauris velut alge digne iacintus, 
Exterius prestans sensuque potentior intus, 
Urbs tua te colit; hinc abstande, memento Catonis,; 
Fac bene crescat ea cunctis diadema patronis. 

Egidius iudex parvus, sed pectore largus, 

Magnis consiliis, animi quoque visibus Argus, 
Eloquio iuris nectar sapit, aflat odore, 
Quam valeant ferri res est fecundior hore. 



10 



7. hinc olim inde — 11. affcrt — 12. valent. Dopo l'ultimo v. il Mitt. avvertì: Sequuntur alia incondita 
carmina, quae nequeunt exscribi, deficientibus quatuor paginis. Ma come indovinò che le carte mancanti (23-27) non 
contenessero che carmina? A me questi tetr astici paiono scritti qui per profittare d'una pagina rimasta bianca: certo il 
carattere e molto più grosso e tnen regolare di quello della pagina precedente e della seguente. 



eloquentia, I, XII, fece menzione. Cf. Zambrini, Rime 
antiche d'autori faentini, Imola, Galeati, 1846, p. 69. Di 
Tommaso da Faenza ci restano quattro canzoni. * Do- 
" minus Thomaxius de Faventia, iudex et assessor do- 
" mini Zanni Dandoli potestatis Bononie, deputatus ad 
" ofiìcium maleficiorum „ comparisce in un doc. del 1266 
pubblicato dal Balduzzi, Bagnacavallo e il governo dei 
Bolognesi, negli Atti e Mem. cit., p. 47. 

1 II 6 aprile 1256 Ruggero conte palatino podestà 
e il consiglio di Faenza " fecerunt, constituerunt et or- 
" dinaverunt d Beltalim q. d. Beltalis iurisperitum ci- 
* rem F.aventinum etc. sindicum et procuratorem, acto- 



" rem et nuncium specialem ad promittendum et com- 
" promittendum in nobilem et sapientem virum d. Bo- 
" naccursium de Suriscina capitaneum populi Bononie etc. 
" de omni lite et discordia etc. inter Manfredos et amicos 
" eorum etc. et d. Acharisium et eius amicos „. Mitta- 
relli, Ad R. I. SS. Acccssiones Faventinae, 625-26; Sa- 
violi, DCCVI. Cf. p. 8, n. 2. Beltale morì a Solarolo, 
come il Cantinelli notò a suo luogo, nel 1274. " Domi- 
" num [Beltalem] virum nob. iurisperitum, detruncato 
" capite, occiderunt, capud ipsius ad obprobrium Dei 
* et Ecclesie in lancee summitate portantes „. Cavigli, 
DCCLXXVI. 



[AA. 1270-1273] CHRONICON 15 



Dominus Cacanimicus d. Alberti Cacanimici \ dominus Gruamonte de la Fracta 2 fue- i: 29 r ntn A 

' > M:tt., 242, A 

runt potestates M.CC.LXX. Et, eo anno, facta fuit et constructa arengheria in platea co- 
munis Faventie ; et scala, per quam ascendebatur supra palacium, que erat in platea comunis, 
fuit destructa, et turris comunis fuit elevata. Et, eo tenpore, comune Bononie fecit castrum 
5 apud Primarium in hodium Venetum. 

Dominus Iacobus de Prendipartibus, dominus Ribaldus de Fuscardis 3 fuerunt potestates 
M.CC.LXXI. Et, eo anno, facte fuerunt turres portarum civitatis Faventie alique. Qui do- 
minus Iacobus fecit destrui domum domini Guidonis Acharixii. 

Dominus Guidoclerius filius d. Petri Henrici 4 , dominus Aigonus de Sturlittis 5 fuerunt 

10 potestates M.CC.LXXII. Et, eo tenpore, comune Faventie fecit edificari castrum Gallucium 
supra quodam poco, quod domini comites de Mutilliana tenebant, et dicebant esse suum; 
quare dicti comites, cum eorum exforcio et cum comune Forlivii, quod iuvabat eos, vene- 
runt in exercitum supra dictum castrum Gallucium, unde, tractata concordia, comune Fa- 
ventie rediit Faventiam, et dictum castrum fuit destructum. 

15 Dominus Beccadinus de Artinixiis 6 , dominus Mixotus de Ursis 7 fuerunt potestates M.CC. e 2 <> v 

LXXIII. Et, eo anno, tenpore domini Beccadini predicti, comune Bononie, cum vellet dare 
potestates castris comitatus et districtus Forlivii, secundum quod eligebantur in Consilio co- 
munis Bononie, et comune Forlivii noluit recipere, fecit exercitum generalem super civitatem 
Forlivii 8 , de mense madii. Et duravit exercitus xxxvi diebus, in quibus exercitus stetit super 

20 Forlivium et in eius districtu. Et tunc, in ipso exercitu, fuerunt amici partis Geremiorum de 



2. anno M.CC.LXXII. Questa data e la seguente furono alterate nel ms., di che non si avvidero nò i copisti né, 
per conseguenza, il Mitt. — 7. alieque — 16. Becc. potestatis - daret. — 18. nollet — 20. et ejus districtum 

1 Cf. dietro, p. io, r. 11. "gonisti della potente famiglia de' Carbonesi, turbolenti, 

8 Bolognese di parte Lambertazza, podestà di Ra- " per fino gli ecclesiastici „. Gozzadini, p. 244. 
venna nel 1271. Savioli, p. 448; Gozzadini, p. 250. 5 Di parte Lambertazza. 

3 Iacopo di parte Lambertazza per i Ghibellini, 6 Di parte Geremea. 

Ribaldo di parte Geremea per i Guelfi. Ribaldo fu 7 Di parte Lambertazza. Per la famiglia De Ursis 

dottor di leggi. Sarti e Fattorini, De ci. Arckyym. bo- (Orsi) v. Gozzadini, p. 383. 

non. profess., 2 a ediz., I, p. 327; II, p. 55. 8 Cf. F. F. Pipini, Chron., IV, 7 (Muratori, RR„ 

4 Dei Galluzzi, * nobili e fierissimi Geremei, anta- /. SS., IX). 



16 



PÉTRI CANTINELLI 



[AA. 1273-1274] 



C. 2$ V 

Miti., 241, D 



Mitt., 242 



e. 28 r 
Miti., 241, B 



civitatibus Lonbardie, Tuscie et Romaniole. Et dictus exercitus non placuit parti Lanber- 
taciorum de Bononia; sed, propter magnam potentiam, quam tunc habebant illi de parte Gere- 
miorum, non poterant eis resistere. Sed, demum, illi de parte Lanbertaciorum, quorum capud 
et dux erat dominus Castellarne de Andalo l , concordaverunt cum Forliviensibus, et promise- 
runt se iuvare ad invicem. Et tunc transivit per dictum exercitum dominus Odoardus et uxor 5 
eius, qui voluit facere concordiam, et non potuit. Et fecit in ipso exercitu multos milites novos, 
et etiam in civitate Faventie et Bononie 2 . Et tunc, in quadam bataglola parva, fuit occisus 
Aimericus filius domini Nicolai domine Dotte, qui vocabatur Tusighinus, et in alia fuit occisus 
Gerardus Calamatonus 3 , et captus fuit tunc dominus Barufaldinus de Sturlittis 4 et ductus in 
civitate Forlivii; sed nullum inpedimentum recepit, et relfaxatus fuit honorifìce]. 10 

Item, dicto anno, tenpore domini Mexotti de Ursis, dominus Guido Acharixii et dominus 
Maghinardus filius domini Petri Pagani de Sosenana 5 fecerunt edificari unam tumbam apud 
Galisternam G , in odium illorum de Saxadello, propter quod Alberghittus de Manfredis, cum toto 
suo exf orcio, ivit in auxilium dictorum de Saxadello, causa destruendi dictam tunbam; et sic 
amici Acharixiorum iverunt illue prò defensione ipsius, conquerentes fortiter quod Man- 15 
fredi fregerint pacem Acharixiis. Et tunc bene defenderunt dictam tunbam; sed cum, quo- 
dam die mercurii quarto aprilis, Bonifacius de Sosenana et Paganinus filius domini Petri 
Pagani, cum aliquibus suis amicis, venirent ad dictam tunbam, causa iuvandi illos, qui erant 
in ea, et dum fuerunt in quodam loco, supra terenellum in quodam poco, occurrerunt illi 
de Saxadello insultantes eos. Et contigit quod dictus Bonifacius et Paganinus vulnerati 20 
fuerunt, ita quod mortui sunt, et plures alii mortui fuerunt et vulnerati, qui' cum eis erant, 
propter quas causas rumores multi fuerunt in civitate Faventie, ita quod per contratas erant 
et facta fuerunt seragla, ad hoc ut una pars non posset [curjrere nec offendere alteram. Et 
Faventini servabant et portabant res eorum mobiles ad ecclesias, ad hoc ut salve essent eis, 
et apud domos fratrum Minorum et Predicatorum et locum sancte Perpetue 7 , et super voltas 25 
ecclesie sancti Petri 8 , ubi multum sunt res secure. 

Dominus Uguicionus de Titalasinis 9 fuit potestas Faventie M.CC.LXXIV. Et stetit in 
dicto regimine mense ianuarii, februarii et martii, et de mense aprelis xvin diebus. Nam 
tunc tenporis, magna discordia fuit in civitate Bononie inter illos de parte Lanbertaciorum 
et illos de parte Geremiorum, et prelia magna et multa fuerunt per contratas civitatis Bo- 30 



3. caput — 7. batagliola privata — io. et reb.... La carta e tagliata e restano fochi segni delle parole se- 
guenti. Cf. qui sotto la n. 3. — 13. in adjutorium illorum — 23. posset contravenire. Contra, che non è punto chiaro, 
fu soprapposto alla scrittura primitiva, alla fine della r. ; ma, al principio della r. seguente, rere non permette dubbi. 
— 24. Faventini colligebant - Dopo s, la solita ?nano scrisse coligeb, però non in modo da nascondere ru, e non tocco bant 
al principio della r. seguente. — 25. conventum fratrum - loci - voltum — 26. multum fuerunt — 28. januario 
februario et martio - XX diebus 



1 Fratello del frate gaudente Loderingo , zio di 
J.rancaleone, al quale successe nella carica di senatore 
di Roma. " Egli aveva governato con energia i Ghibel- 
" lini di Modena, non che gli estrinseci riminesi, e tro- 
" varasi pretore a Fermo, di dove recossi in Campido- 
glio „. GozzAuiNi, p. 84. // Sirventese dei Lambertazzi 
e dei Geremei pubblicato da F. Pellegrini; Bologna, 
1872, lo descrive "verace, Che sempre amò triegua e 
" pace, Nò consentire volse a la sua parte Nessuno in- 
" trigo „. 

8 V. dietro, p. 11. 

3 " Non ebbe impedimento nissuno, ma gli fo facto 
" grandi honori „. Cobelli, p. 39. Errò il Gozzadini, 
p. 182, che lo Tedette xr.or^o prigione a Forlì. 



4 Assessore di Castellano in Roma, nel 1259, e, de- 
posto lui, imprigionato. Savioli, p. 330. 

5 Cf. p. 8, n. 11. Molti fatti di Maghinardo ci 
racconterà il Cantinelli. 

8 " In dicto comitatu (Imolae) in montibus . . . . 
" V. Galisterrae in q. s. focul. xliii „. Descr., p. 8. È 
vicina a Toranello. 

7 Priorato " intra urbem „ dell'ordine di S. Marco 
di Mantova. Nel luogo chiamato 5". Perpetua vecchia 
fu permessa, nel 1502, la costruzione d'un convento di 
Umiliate. Mittarelli, 358, 580. 

8 II duomo. 

9 Nel 1272 era stato capitano del popolo di Or- 
vieto. Savioli, p. 461. 



[AA. 1274] 



CHRONICON 



17 



nonie, et seragla magna et alta et domus armate et turres. Et duraverunt dieta prelia bene 
per duos menses et ultra l . 

Et quelibet dictarum partium mittebat prò amicis suis undecunque et ex omni parte. 
Quare comune Forlivii, cum toto suo exforcio, movit de civitate Forlivii, causa eundi versus 
5 civitatem Bononie in auxilium partis Lanbertaciorum. Et, cum fuerunt, die mercurii XVIII men- 
sis aprilis, supra burgum Durbecchi 2 , volebant intrare civitatem Faventie, et illi de parte Man- 
fredorum non permiserunt; unde Forlivienses, milites et populares et totum eorum guarnimen- 
tum, castrametati fuerunt supra flumen Alamonis iuxta renacium Faventie 3 , et ibidem steterunt 
ipsa nocte. Et, in mane diei iovis sequentis, perexerunt super flumen Marcani *, et transitum 

10 fecerunt, perveniendo ad pontem Archus supra flumen Alamonis 5 . UH vero de parte Acha- 
rixiorum iverunt oviam eis, conducentes eos in civitatem Faventie, per portam Montanariam 
intrantes. 

Et, ipsa nocte et die, illi de parte Manfredorum recesserunt extra civitatem Faventie, tam 
populares quam milites, ita quod nullus omnino remansit neque inventus fuit in ipsa civitate, 

15 dieta die iovis, qui esset de parte Manfredorum. Et tunc comune Forlivii et illi de parte 
Acharixiorum inceperunt munire et inforciare civitatem Favencie, et facere foveas et stecatas; 
postea comune Forlivii, cum guarnimento eorum, iverunt usque ad castrimi Sancti Petri, et 
ibi steterunt aliquot diebus, et erat cum eis dominus comes Guido de Montef eltro capitaneus c : 
demum redierunt Forlivienses, die mercurii XXV mensis aprilis predicti, et, in eorum reditu, in- 

20 tellexerunt quod illi de parte Manfre'dorum, qui exiverant de civitate Faventie, faciebant Mitt., 250 
guarnimentum apud quoddam castrum, quod vocatur Solarolum 7 , causa veniendi versus Fa- 
ventiam. Et sic illi de parte Acharixiorum, qui erant cum Forliviensibus, et etiam ipsi For- 
livienses equitaverunt versus Solarolum, et ceperunt dictum castrum, et omnes, qui in ipso 
castro fuerunt inventi, cum rebus, equis et spoliis infinitis. Et tunc, ipsa die, mortuus fuit 

25 ibidem dominus Beltalis 8 iudex. Et capti fuerunt frater Albericus de Manfredis 9 , Gerardinus 
de Meco 10 , frater Rodulfus de Regatis, frater Guido Thomai, Manfredus de Marcanensibus, 



e 37 v 
MlTT., 24"), D 



1. magna et multa — 8. sunt supra — 11. oviantes, et adducentes — 15. ut illi — 16. 
21. vocabatur — 26. Mezo (Mengo) - de Rogati 



serratas — 19. XV 



1 " Quadraglnta diebus „ secondo il Pipino, Ckron., 
IV, 7 (/?. /. SS., IX, 716). 

" Sete setemane durò il zambello D'ambe le par- 
te „. Serventese, vv. 31-32. 

" De lo mexe de maco trapassato Lason la ter- 
" ra. ... Fono sei milia sbandecati E altretanti fono i con- 
u finati, Che in Faenca s'eno raunati E lì fen testa „. Ser- 
rani., 147 sgg. " Et dieta expulsio fuit die sabbati primo 
" kalendarum iunii „. Chron. Bonon. " Die sabbati, secun- 
" do infrante iunio, in mane, pars imperialis Bononie, ti- 
" more succursus qui veniebat parti ecclesie dictae terrae 
" contra eosdem imperiales, absque ullo bello et violentia 
" aufugit de Bononia, et Faventiam ivit „. Salimbene, 
p. 262-63. "Die veneris, scilicet quarto nonas funi.... 
" per diversas civit. vias et ianuas armati et inermes ti- 
"more inenarrabili fugientes mulieribus eorum et parvulis 
" eos cum ulullatu sequentibus in dispersionis precipicium 
"se dederunt,,. Savioli, DCCLXXVI. 

2 Conserva il nome, volgarmente Durbec, derivato, 
secondo lo Zoccolo, da un tempio al dio Bacco, che sorse 
in quel luogo; cf. le Anùnadversiones alla cronaca del 
Tolosano, p. 767. Il borgo di Durbecco conta circa 
io 000 ab. 

8 " Renaccio seu Matrasuria, iuxta renaccium coni- 
" munis, flumen Alamonis, viam et Valbonisios, et iuxta 
"ecclesiae s. Perpetue viam,,. Mittarelli, 493. 

4 Ora Mar zeno , affluente del Lamone. 



5 Sul ponte dell'Arco era una croce, e, lì vicino, 
il monastero di s. Apollinare. Mittarelli, 518. 

6 Guido comparisce qui per la prima volta (cf. die- 
tro, al 1278). Probabilmente poco prima che egli fosse 
eletto capitano di Forlì fu composto il serventese, che lo 
esortava a soccorrere i Ghibellini bolognesi contro i Guelfi 
aiutati da " Li Guelfi de Romagna, lombardi et fiorenti- 
* ni „. L'ignoto autore gli diceva: " Per deo, dia aita a 
" l'altri conte Guido De Montefeltro. Fol, non stia in 
" statu, ched a lui è nula Feltro : En tener s' è avan- 
" catu e '1 leone ha salitu '1 veltro ; Che sia paragona- 
" tu s'è l'oro con el peltru De' lo sapere „. Il servente- 
se fu trovato dal Casini a Ravenna. Cf. Torraca, // 
canto XXVII dell' Inferno letto nella sala dì Dante, Fi- 
renze, Sansoni. 

? "Anno 121 5 Pro castro Donigaliae destructo 

" aedificatum fuit castrum Solaureoli dictum vel Salarioli, 
" quia esset salis conditorium „. Mittarellt, 470. Il To- 
losano, XXXVII, racconta che Solarolo fu preso e di- 
strutto dai Faentini nel 1138. 

8 Cf. p. 14. 

9 Figliuolo di Ugolino Buzzola (v. Salimbene, p. 
184), cavaliere dell'ordine dei Gaudenti. Il cronista 
dirà di lui più cose in seguito. 

10 Divenne u Ghirardino di Mezofrate „ nella cro- 
naca del Cobelli, p. 42, e il cognome di Rodolfo di- 
venne " dei Rignicini. „ 



T. XXVIII (Mittarelli), p. 11 — 2. 



18 



PETRI CANTINELLI 



[AA. 1274-1275] 



e 37 r 
Mitt., 250, A 



e. 30 r 
Mitt.. 242, K 



Mitt., 243 



IVTitt., 244 



Ugo Pedonus de Bagno, Philippus Cagnolus. ' Et multi alii de parte Manfredorum fuerunt 
capti et ducti Forlivium, ubi steterunt in prexonia per duos annos et plus. Sed, occasione 
cuiusdam tractatus pacis, et concordie facte inter Ravennates et Cesenaticos et comune 
Forlivii, relaxati fuerunt. 

Et tunc illi de parte Acharixiorum, qui habebant dominium civitatis FavenrL*, elegerunt 5 
duos potestates de civitate Forlivii ', qui intraverunt potestariam et regimen civitatis Faventie 
die sabati XXI mensis aprilis predicti. Et fuerunt potestates, per unum annum, dominus Super- 
bus de Argoglosiis, dominus Tebaldus de Ordelaffis, simul et semel uno anno. 

Et, eo anno, in die mane festivitatis sancti Iohannis Evangeliste, que est immediate post 
festum Nativitatis Domini, inventus est mortuus in camara dominus Iacobus de Petrella epi- 10 
scopus faventinus 2 , quem suffocaverunt familiares sui. Eo vero anno multa et magna prelia 
fuerunt, in civitate Bononie, inter illos de parte Lanbertaciorum et illos de parte Geremiorum, 
et multi homines fuerunt ibi mortui, et incendia magna per civitatem Bononie facta et po- 
sita ad domos. Demum, quodam die sabati secundo intrante iunio, illi de parte Lanbertacio- 
rum, timore guarnimentorum, que venerant in auxilium Geremiorum de civitate Ferarie 3 et 15 
Mutine et per comitatum Bononie, aufugierunt et exierunt. 

Eo vero tenpore, illi de parte Lanbertaciorum de Bononia, Imola et Bagnacavallo, qui 
erant et habitabant in civitate Faventie, fecerunt comune ad invicem, et elegerunt potestates 
et capitaneos guerre, et' fuit eorum capitaneus dominus Guilielminus de Pacis Valdarni 4 , miles 
nobilis atque valens. 20 

Et, quodam die mercurii VII exeunte aprili, sub annis Domini M.CC. LXXV, idem do- 
minus Guilielminus capitaneus, cum ducentis equitibus, minus xv de Bononia et Imola, et 
cum ccc peditibus male armatis, ivit ad castrum Solaroli, causa capiendi et danpnum fa- 
ciendi ibidem. Et, eodem die, milites de parte Geremiorum de Bononia, cum toto eorum 
exforcio, et cum domino Malaiesta de Arimino, qui erat tunc eorum capitaneus, et cum Fa- 25 
ventinis extrinsecis, equitaverunt versus Faventiam, cyt venerunt usque ad pontem Sancti Cu- 
bani 5 , ad unum seralium, quod Faventini intrinseci fecerant ibidem. Et illi, qui tenebant civi- 
tatem Faventie, pedes et eques plurimi, iverunt usque ad dictum seralium de Sancto Cubano, 
causa defendendi dictum seralium, quod facere nequerunt; nam illi de parte Geremiorum, cum 
aliis, qui cum eis erant, per vim et armata manu, aperuerunt seralium et intraverunt, facientes 30 
retrocedere Faventinos intrinsecos; et tunc mortui fuerunt ibidem, in strata, de Faventia et 
de aliis, qui habitabant Faventiam, xl homines de populo, et ex hoc fuit magna turbatio et 
timor Faventie. 

Eodem vero die mercurii, dominus Guilielminus capitaneus partis Lanbertaciorum, audito 
quod' milites de Bononia, cum eorum exforcio, venerant Faventiam, quameicius potuit, cum suis 35 
militibus et peditibus, quos secum duxerat ad Solarolum, venit ad pontem Sancti Proculi 6 , et 



19. eorum capitaneus fuit — 29. nequiverunt — 33. Faventinorum — 35. venerunt 



1 Con che si dichiaravano indipendenti da Bologna. 

2 "Erat senex et inveteratus dierum malorura; et 
" post . . . quadam nocte fuit suffocatus a quodam qui at- 

* tinebat eidem, et totum thesaurum suum, quem repe- 
" rit, asportavit „. Salimbene, p. 216. Iacopo era stato 
eletto vescovo nel 1258. MlTTARElXl, 500. Gli successe 
un piovine frate domenicano della parte degli Alber- 
ghetti, il quale, racconta Salimbene, clic in quel tempo 
dimorava in Faenza, "quasi violenter et simoniace fa- 
" ctus fuit, et pretio et mediantibus minis: quae omnia 
"fuerunt causa destructionis Faventiae, quia ex hoc, in- 
" vidia et odio provocata altera pars, scilicet filii domini 
" Alkarisii cum sequacibus suis, fecerunt venire Livienses. 
" et cxpulcrunt de civitate partem contrariam sibi „. 

8 Servente 69-80: "Ma lo Marchese, eh' è prò' e 

* valente, Si fiece armar tosto la soa gente E disse : — ca- 



" valcà tosto fieramente Fin al mercado. Como i Germi 
" aveano ordenato, Entro la mecanote fo arivato Lo co- 
" nestabel, suso lo mercato Pose la bandiera. Zascuno 
" avea in mano una lumiera, Gridando a voxe : — ov*è 
"sta gente fiera? Anchoi è '1 zorno ch'i perderan la 
" seda Del paexe „. Infatti, allora i Lambertazzi " se 
" iermono in un tenore De isire fuora senca far sermone „. 
* " Franco cavaliere „ (Compagni, I, X), " il migliore 
" e il più avvisato capitano di guerra che fosse in Ita- 
" lia al suo tempo „ (Villani, VII, CXX), morì com- 
battendo a Campaldino nel 12S9. 

5 La chiesa e l'ospedale di s. Giuliano erano fuori 
della porta Imolcse. Mittarelli, 661. 

6 " Qui est propc Faventiam per duo milliaria, seu 
" parva tria „. Salimbene, p. 263. La data "die septima 
" dicti mensis exeuntis „ (23 aprile) è confermata da Sa- 
limbene. 



[A. 1275] CHRONICON 19 



3. cura D. — 4. iisdem — 5. mille et tercenti — 6. missi sunt — 7. mortuus — 9. Castellani — 11. Al- 
bergutius — 13. Il Mitt. avverte qui: Hic incipit Moratinus exscribere fere de verbo ad verbum chronicon Canti- 
nelli, et prosequitur etc. — 13. in anno manca — 19. circa — 20. tercie et ulterius temporis — 24. sequenti Lune 

1 Cioè di Catalano di Guido di madonna Ostia, il "Anno MCCXVII Faventini .... munierunt super 

cavaliere frate gaudente. " stratam Blancanigum, Thaibanum, Serram etc. „. Tolo- 

2 II Mittarelli, 48 1, ricorda un processo del 120S, sano, CLIII. 

" in quo nominatur fundatio cellae Montis-clarii facta a 4 " In montibus versus Tusciam .... Villa Taibanl 

"quodam Monteclario in loco appellato Campus-famuli "in qua sunt focul. xlvii „. Descr., p. 17. 

"de iure monasterii S. Mariae foris portam,,. 5 Una delle quattro porte principali (jr.agistrae) dj 

3 "In dicto comitatu (Imolae), in montibus ... .Vii- Faenza. 

" la Blanchanighi in q. s. focul. xxxi „. Descr., p. 8. 6 Monastero di Agostiniani. 



e. 31 * 
Mitt., 2-13 C 



intravit intra pontem versus plebem Sancti Proculi, et cepit facere frangi pontem predictum, 
nec potuit; sed accepit currus et posuit eos ex transverso pontis, faciendo serraglum supra eo; 
et sic, dum dictus d. Malatesta redire t cum milicia sua et peditibus, quos secum habebat, idem 
dominus Guilielminus, cum suis se opponens in transitu, cepit prelium cum eisdem. Et accidit 
5 quod dictus dominus Malatesta et sui milites, qui erant in quantitate mille vni. c milites, in 
fugam conversi sunt. Et aufugerunt, et sic mortui sunt ibi plus quam ccc, et capti bene ducenti 
et ducti in prexonias civitatis Faventie, inter quos mortuos fuit d. Ugolinus de Tebaldis, d. 
Iacobinus de Beccadellis, d. Rodulfus Pacis, et multi alii de populo grasso de Bononia, de 
parte Geremiorum. Capti vero fuerunt d. Guidoclerius de Galluciis, Guilielmus d. Catelani 

10 domine Hostie ', et multi alii de bonis et melioribus de populo grasso de Bononia, de dieta 
parte Geremiorum. Dominus vero Albergittus de Manfredis fuit suppeditatus ab equis, taliter 
quod fuit portatus Imolam, et multis diebus in lecto iacuit, et mortuus est. 

Dominus Maghinardus de Sosenana fuit potestas Faventie in anno M.CC.LXXV. Et in- 
travit regimen die primo mensis madii. 

15 Eo anno, die veneris VII mensis iunii, Bononienses intrinseci, scilicet illi de parte Gere- 

miorum, qui tenebant Bononiam, cum eorum exf orcio de Lonbardia et Tuscia, et Faventini 
extrinseci et Imolenses intrinseci venerunt ad exercitum faciendum, et castrametati fuerunt 
apud pontem Sancti Proculi, a latere sinistro fluminis Senni. 

Die vero sabati sequenti fecerunt guastimi citra pontem versus Faventiam, supra stratam, 

20 spanando fossata, incidendo vineas et bladum, usque ad horam tercie et ultra parum. 

Die vero dominico sequenti, eodem modo, venerunt ad guastum faciendum in eadem con- 
trata, eundo usque ad villam, que vocatur Cella Montisclarii 2 , et steterunt usque ad horam no- 
ne, et reversi fuerunt ad exercitum. 

Die vero lune sequenti equitaverunt ad Blancanigum et ad Serram 3 , et incenderunt mul- 

25 tas domos, et inciserunt vineas et arbores et bladum infinitum. 

Die autem martis tunc sequenti venerunt ad castrum Taibani 4 , et preliati sunt ad ipsum 
castrum, et multi ex eis vulnerati et mortui fuerunt a balistis, que erant in ipso castro, et 
tunc inciserunt pinum, quod e rat iuxta ipsum castrum, et, post horam none, recesserunt ad 
exercitum eorum. 

30 Ipsa itaque die martis d. Guilielminus capitaneus partis Lanbertaciorum Favencie com- e. 3' v 

morancium, et d. Maghinardus de Sosenana potestas Faventie, cum tota eorum milicia de 
civitate Faventie, exiverunt per portam Imolensem 5 , armati, et cum eorum insigniis et suprain- 
signis et equis copertis, et' iverunt usque ad Sanctum Culianum, et, supra circlam communis mitt., 244, e 
Faventie, supra stratam, fecerunt unam pulcram aciem militum, causa ostendendi se illis de 

35 exercitu, ad hoc ut, ipsorum timore, ipsi separarent se a castro Taibani, et ut illi de ipso 
castro reciperent confortacionem et magis starent securi. Et sic, quando illi de exercitu 
viderunt eos, recesserunt abinde et iverunt ad eorum tenptaria. 

Postea vero, die mercurii tunc sequenti, in mane, predicti de exercitu venerunt cum 
eorum guastatoribus, qui erant sine numero, destruendo, incidendo et splanando iuxta col- 

40 lum montane, usque ad monasterium sancti Prosperii G , et tunc spanaverunt de canali comu- 



20 PETRI CANTINELLI [A. 1275] 



e. 32 r 



nis Faventie, quod est super stratam Montanariam, in pluribus locis, et inciserunt de elusa 
comunis Faventie ', et optime ostenderunt se, tam milites quam populares. Nam habebant 
tres magnas acies militum, et unum trepellum grossum de melioribus et maioribus, qui essent 
in exercitu, et duas magnas acies popularium, absque guastatoribus ; post nonam vero dicti 
diei, reversi fuerunt ad canpum et tendas eorum. 'Ipsa vero die et singulis precedentibus 5 
diebus, cotidie, dictus dominus Guilielminus capitaneus et d. Maghinardus potestas, cum mul- 
tis ex eorum militibus et cum anbaxiatoribus de Forlivio, exibant civitatem Faventie, causa 
supervidendi iìlos de exercitu. Et sic, ipsa die mercurii, anbaxiatores partis Lanbertacio- 
rum et comunis Favencie iverunt ad civitatem Forlivii, causa rogandi comune Forlivii ut ve- 
niret Faventiam cum guarnimento, quod ibi erat. 10 

mitt., 245 Die itaque iovis XIII intrante mense iunii, circa horam medie tercie, dominus comes Guido 

de Montefeltro, qui erat capitaneus generalis guerre totius Romanie prò parte Lanbertacio- 
rum, et illustris vir d. comes Guido Noveìlus 2 , et Manfredus eius filius, et comites Bandinus, 
Tancredus, Rogerius, et Tigrimus fìlii d. comitis Guidonis de Mutilliana 3 , cum eorum ap- 
parato magnifico et potenti, et comune Forlivii, tam milites, quam populus universus civitatis 15 
et districtus ipsius, et eorum optima maxenata in quantitate militum sexcentorum proborum 
virorum, et exteriores de Ravenna, de Arimino et Cesena, et multi alii, qui venerant ad 
civitatem Forlivii ipsa occasione, venerunt omnes ad civitatem Favencie. Et, in hora tercie 
omnes homines, tam milites, quam populares, quotquot erant in civitate Favencie, exceptis 
illis, qui prò custodia ipsius civitatis fuerant deputati, exiverunt civitatem Favencie cum' pre- 20 
dictis comitibus et comuni Forlivii, et his, qui cum eis erant, scilicet omnes milites per 
portam Ravignanam, et populus totus per portam Imolensem, euntes ex transverso canporum 
subtus stratam, versus Sanctum Petrum in Laguna 4 , ubi dicebatur quod Bononienses de parte 
Geremiorum, cum eorum sequacibus, erant. Et sic, dum pervenerunt iuxta locum, ubi diceba- 
tur Trentola et Casella, iuxta flumen Senni, desuptus pontem Sancti Proculi, una de aciebus 25 
militum dictorum Geremiensium transivit pontem Sancti Proculi. Alie vero due acies militum 
remanserunt. Cum vero viderunt acies militum de parte Lanbertaciorum et de Faventia ire 
versus eos, et etiam aciem de maxenata Forliviensium, incontinenti terga vergentes, in fugam 
conversi sunt, et sic debellati, prostrati et vieti et mortui fuerunt, et multi etiam ex eis in 
flumine suffocati. Et tunc populus de Bononia, qui erat cum gonfalone carocii, stantes iuxta 30 
stratam, inter hospitale Ronchodoxii 5 et quandam tunbam Bonaventure Gotosii, fuerunt cir- 
cundati a popularibus de Favencia et de parte Lanbertaciorum et a Forliviensibus. Et cum 
ipso gonfalone erant vii gonfalones societatum de populo Bononie, et ibidem, in canpo, ma- 



c. 32 v 



1. quod erat — 2. tam militibus quam popularibus — 3. (repellum grossum (seu squadronem) — 13. comes 
manca — 14. eorum manca — 27. vidercnt — 28. vertentes — 29-30. et multi ea de causa in flumine — 31. Ron- 
chodoxii (Ronchecoris vcl Roncoducis) - Cotosii. 

1 Giova a chiarire questo passo uno strumento del 2 Nato da Guido conte di Bagno, uno dei figliuoli 

1220, col quale il podestà e i procuratori del comune di di Guidoguerra IV (ramo di Bagno e di Battifolle). È 

Faenza danno a Dolcibene priore della chiesa di s. Pro- quello, che, dopo la battaglia di Montaperti, fu vicario 

spero il permesso di edificare due mulini, "concedendo del re Manfredi in Firenze. 

" illi aqueductum ad dieta molendina, et insuper viam 3 Nato da Tegrimo, uno de' figlioli di Guidoguerra 

" a via publica usque ad clusam communis, ad eun- IV (ramo di Porciano). 

" dum et redeundum ad ipsam clusam, et ab ipsa cum cur- * " In plano diete civitatis Faventiae, versus Ra- 

" ru et sine curru.... Item concedunt illi clusam com- * vennam, Forlivium et Imolam . . . . Villa S. Petri in 

" munis Faventie in flumine Alimonis edificatam, sicuti "laguna, in qua sunt focul. XXXVIIII. Villa Trentulac 

"modo est et hoc faciunt, quia dictus Dulcibene "in qua sunt focul. x vi „. Descr., p. 19. "FundusTri- 

" promisit potcstati et procuratoribus clusam commu- gintula,, è nominato in un'iscrizione del 731. Mit- 

"nis de Marciliano nunc factam in flumine Alimonis tarelli, 301. 

" rum suis zembcgalibus manutenere etc. et portam sivc 5 " Runcus Ducis,,, circa cinque miglia ad occi- 

" introitimi aque fluminis in canale communis aptarc dente di Faenza. Tolosano, XXXII, e n. D. " Extra por- 

" et sgombrare, ita quod aqua ex flumine libere possit tam "Imolensem, ....ubi modo dicitur Ponte Rondoso „. 

u intrare in canale communis ad maiorem utilitatem Mittarelli, 441, 662. Ronco è nome di luogo frequen- 

* molendinorum etc. „. Mittarelli, 472. te in Romagna. 



[A. 1275] CHRONICON 21 

— — — ^— — — — — _ _ . ^ 

ximum prelium commiserunt. Tandem dictum gonfalone carocii fuit depositum et destructum, 
et sconfìtti fuerunt omnes, qui erant cum eo, et capti et mortui prò maiori parte, ita quod 
inter milites et populares, tot mortui fuerunt, in dieta sconfitta et ipso die, quod' fratres et alie e. 33 r 
religiose persone, que sepellierunt eos, dixerunt quod ultra triamillia fuerunt mortui, ipsa die 
5 in dicto conflictu, de illis de parte Geremiorum, et qui cum eis erant in dicto exercitu, 
absque suffocatis in flumine Senni. Capti vero, et ducti Faventiam, fuerunt bene trecenti. 
Et tunc alii, qui evaserant dictum conflictum, ascenderunt pontem Sancti Proculi, defendentes 
ipsum pontem cum lanceis et balistis, tenentes eum quousque comune Forlivii et Faven- 
tini et illi de parte Lanbertaciorum et omnes, qui cum eis venerant, Faventiam redierunt: et 

10 hec omnia fuerunt dieta die iovis XIII intrante iunio l . Postmodum vero, in nocte sequenti, 

rumor' magnus insonuit in civitate Faventie, scilicet quod illi de exercitu recesserant et re- mitt., 246 
liquerant omnia spolia et tenptoria et travachas ; quare Faventini et Forolivienses et omnes, 
qui erant in civitate Faventie, mares et etiam femine infinite, iverunt ad exercitum, inve- 
nientes currus ponderatos pane, vino, annona, carnibus, tenptoria, travacchas, tendas, pecu- 

15 nias infinitas et omnia paramenta exercitus; et ipsa omnia habuerunt, et Faventiam porta- 
verunt. 

In quo quidem supradicto conflictu mortui fuerunt, de magnis et nobilioribus de Bo- 
nonia, de parte Geremiorum, scilicet d. Nicholaus de Bacaleriis, d. Rigucius de Galluciis 2 , 
d. Thomaxinus de Riosti, d. Ugolinus Canboni doctor legum, d. Nicholaus de Tencarariis 

20 iudex, d. Sovranus de Stupa,' dominus Lanbertinus Pacis, d. Ceveninus de Covenconibus et duo e. 33 ■* 
sui filli, dominus Lanbertinus Picella 3 , dominus Ugonittus de Garixindis, d. Guilielmus de 
Malavoltis, d. Franciscinus de Ducia, d. Pirulinus domine Hostie, d. Albertus de Sala, d. Al- 
bertus d. Cace et Bertolomeus de Baxacomatre, et alii infiniti. 

Item, eodem anno, die sabati penultima mensis iunii, comune Forlivii, cum domino comite 

25 Guidone de Montefeltro et cum militibus de Faventia et de parte Lanbertaciorum Faven- 
tie commorantium, equitaverunt versus Cerviam, et ipsam civitatem Cervie habuerunt, die 
dominico ultimo mensis iunii predicti, ad eorum voluntatem et dominium 4 . Castrum vero 
inperatoris, quod erat in ipsa civitate Cervie, habuerunt die martis postea sequenti, II die 
mensis iulii, cum omnibus rebus, balistis comunis Bononie, que erant in eo castro, et biado. 

30 Custodes vero de Bononia, qui erant in eo castro, recesserunt per aquam, salvi in eorum 
personis et rebus, quas portare potuerunt. 

Item, eodem anno, die dominico primo septenbris, dominus comes Guido de Montefeltro 
capitaneus generalis totius guerre in Romania, et milicia et populus civitatis Forlivii, cum 
eorum stipendiariis, equitaverunt versus civitatem Cesene, euntes ad quoddam castrum no- 

35 mine vocatum Reversanum 5 , quod est super Cesenam per tria milliaria,' et, per vim et prelium, e. 34 r 
intraverunt dictum castrum. Sed cum dominus Malatesta, qui erat Cesene, et alii de Cesena 
hoc audiverunt, incontinenti milites et pedites de Cesena occurrerunt ad castrum predic- 
tum, ibidem magnimi prelium committendo. Demum, hiis durantibus, ecce quod occurrerunt 



11-12. recesserunt Forlivii et reliquerunt — 19. Riostis — 21. Puncella — 22. de Ducta — 29. rebus et balistis 

1 " L Facta fuit haec Victoria ex parte Faventinorum, anche da Salimbene, insieme con parecchi di Reggio. 
" et strages ex parte Bononiensium, in festo beati Antonii 3 Questo nome non si trova nell'elenco degli Ann. 
" ex ordine Minorum ; et ideo Bononienses nolunt ipsum Foroliv. e del Cobelli, forse perchè già non si leggeva 
"audire in Bononia nominari „. Salimbene, p. 264. Co- chiaramente nel ms. del Cantinelli. Lambertinus Picella 
mandava i Bolognesi Malatesta da Verucchio. Si arrese e P igeila nel Gozzadini, pp. 556 e 565» 

senza combattere il popolo, " qui erat ultra numerum 4 V. dietro, all'anno 1254. " Bononienses perdide- 

" quatuor millium, et erat adhuc in campo in una massa " runt Cerviam propter defectum Plevalis de Stupa civis 

" ad vexillum carrocii „. F. degli U berti, Dittamondo, " bononiensis capitanei castri Cerviae, qui Plevalis fuit 

II, XXIX: "Qui fu laddove disse per rampogna Quel " proditor contra Bononiam, et prò pecunia dedit ipsum 

"da Panigo: sozzo popol marcio, Or legger lo statuto "castrum Forliviensibus „. De Griffonibus, 125. 

" ti bisogna „. Cf. B. de Imola, In/., XXVII. 5 " In dicto comitatu Cesenae, versus partes mon- 

2 Questi due * potentes et nobiles „ sono ricordati " tanas „. JDescr., p. 39. Ora ha circa 500 ab. 



22 PETRI CANTERELLI [A. 1275] 

d. Guilielminus de Pacis capitaneus partis Lanbertaciorum et sui milites et milites de Faven- 
tia, et, incontinenti, prelium inceperunt cum ipso domino Malatesta et gente sua de Cesena, ila 
et taliter quod ipse dominus Malatesta aufugit, cum multitudine gentis sue, versus Cesenam. 
D. vero Galaottus de Lanbertinis ' de Bononia, qui tunc erat potestas Cesene, et d. Ro- 
dulfinus de Ganacese 2 , cum multis aliis de Cesena, fugierunt, scanpantes in roccam dicti 5 
castri Reversani; unde in continenti comune Forlivii, cum omnibus, qui ibidem erant cum 
mitt., 247 eo, circundantes ipsam roccham, ceperunt facere edificia et' castellos de lignamine altos et 
magnos ad preliandum ipsam roccham. Et sic illi, qui se reduxerunt in eadem, tractantes 
conventionem et pactum, venerunt ad mandata comunis Forlivii, et ex illis, qui erant in 
ipsa roccha, fuerunt capti xxv de melioribus et maioribus de Cesena, tam de militibus quam 10 
de popularibus, inter quos fuerunt d. Galaottus de Lanbertinis potestas Cesene, d. Rodul- 
fìnus de Ganacese et unus ex filiis eius et gener eius, d. Guido de la Tunba et nepos 
eius, et quidam alii, in quantitate xxv, capti fuerunt et ducti ad civitatem Forlivii, die mar- 
•c 34 v tis III septenbris.' Alii vero omnes, qui erant in ipsa rocca ultra quam mille, relaxati fuerunt 

de gratia speciali, et, cum eorum armis, remissi Cesenam, et hoc fuit die lune II septenbris; 15 
ob quam causam incontinenti tractatus factus de concordia inter comune Forlivii et Ce- 
senates, et conpleta fuit concordia die mercurii tunc sequenti, et facti fuerunt potestates 
Cesene dominus Argoglosius de Argoglosiis et Thedericus de Ordelaffis de Forlivio; et do- 
minus Raule de Macolinis, cum omnibus amicis suis, qui steterant extra Cesenam, redierunt 
in civitatem Cesene, et dominus Ranucinus Pocaterre, cum omnibus suis amicis, qui cum eo 20 
steterant extra Cesenam. 

Eodem vero anno, die lune ultima mensis septenbris, dominus Guilielminus de Pacis 
capitaneus partis Lanbertaciorum de Bononia et suorum sequacium, cum militibus et peditibus 
suis, et d. Maghinardus de Sosesana potestas Faventie, cum milicia et populo suo, equita- 
verunt ad quoddam castrum vocatum Serravalle 3 in Valdeseno, quod castrum erat Manfredi 25 
de Manfredis de Faventia, et, per vim et prelium, ceperunt eundem, conburentes et deva- 
stantes ipsum castrum, in quo erat magna multitudo biadi, quod fuit exportatum Faventiam; 
aliud vero, quod portari non potuit, fuit igne crematum, et homines et res et bestie, que 
invente fuerunt in ipso castro, fuerunt portate et ducti Faventiam. 
e 35 r Item, die iovis III mensis octubris, predicti domini, et milites et populares predicti Fa- 30 

ventie commorantes, equitaverunt in dictam contratam de Valdeseno, ad quedam castra et 
fortilicias supra castrum Saxadelli, et ceperunt unum castrum nomine Saxum, et quandam 
tunbam ibidem edificatam, et destruxerunt eos, et multos homines et res et bestias habue- 
runt, Faventiam conducentes. 

Dominus Maghinardus de Sosenana factus fuit potestas Faventie prò duobus mensibus, 35 
scilicet prò mense novenbris et prò mense decenbris eiusdem anni. 

Item, die primo mensis novenbris eiusdem anni, venerunt ad civitatem Faventie d. Gui- 
lielmus ferariensis episcopus, apostolice sedis legatus, et cancellerius et legatus domini co- 
mitis Rodulfi Romanorum regis electi in inperatorem *, quorum oviam iverunt omnes milites 
Faventie commorantes, cum equis copertis, armati cum sonaglis et tintinabulis et suprainsi- 40 



19. Raule De Ravenna - extra civitatem et redierunt — 26. et preliando — 28. igne consummatum — 36. de- 
cembris anni M.CC.LXV — 39. quibus obviam 

1 Era stato podestà di Asti e di Tortona; con altri 3 c os j anche gli Ann. Forolivienses. Questo castel- 
Bolognesi, aveva seguito Carlo d'Angiò nell'impresa con- lo non è ricordato dal Rosetti. 

tro Manfredi. Savioli, III, p. 388. * Con il cancelliere " magister Rodulphus „ erano 

2 " Quem alii Galigesem scribunt „. Rubei, p. 449. stati inviati frate Berengario maestro in Germania del- 
(ìalaigese e Galigese nel Cobelli. Calisese, nel l'Ospedale di S. Giovanni Gerosolimitano, e il conte En- 
inand. di Cesena, sorge alla sinistra del Rubicone, verso rico di Furstenrbeg. Thkiner, I, CCCXLVIII; Winkel- 
Montiano. MANN, II, 101; Fantuzzi, III, LXXVII. 



[AA. 1275-1276] CIIRONICOJN 23 

gnis, et etiam dominus comes Guido de Mutilliana cimi iìliis suis, et d. comes Guido No- 
vellus cum magna milicia, et populus totus, qui erat in civitate Faventie, cum' vexillis et armis. >titt., uò 
Et domini clerici totusque clerus civitatis Faventie et fratres religiosi, cum crucibus, et do- 
mine omnes de civitate Faventie venerunt in portam' Imolensem, per porticus et stratam, causa e. ss v 
5 faciendi honorem dominis supradictis, qui veniebant a civitate Bononie et Imole. 

Rem, die dominico tercio mensis novenbris, factum fuit maximum parlamentum in platea 
comunis Faventie, ubi milites et pedites Faventie commorantes, cum vexillis eorum et in- 
signiis, convenerunt; in quo parlamento lecte fuerunt litere legationis et iurisdictionis pre- 
dictorum cancellerii et legatorum. Et arengavit in ipso parlamento dictus dominus episcopus 

IO legatus summi pontificis; postea arengavit dominus cancellerius literaliler, eo quod erat teo- 
thonicus, ignorans latinam linguam. Et, in dicto et locutione sua, dixit quatuor, super quibus 
fundavit dictum suum. Primo enim proposuit salutem, quam dominus rex Rodulfus electus 
inperator romanus mittebat amicis et fidelibus suis. Secundo posuit exortationem et con- 
fortationem, ut omnes homines essent fideles sacrosancte ecclesie et romano inperio. Tercio 

15 adnunciavit adventum ipsius domini regis, quod esset in brevi. Quarto et ultimo requisivit 
ab omnibus Faventinis fìdelitatem prò romano inperio et ipso domino rege Rodulfo inpe- 
ratore electo. Post eum surexit d. Guido de Sugeria " legum doctor, et exposuit latinis 
verbis totum, quod dominus cancellerius dixerat literaliter. 

'Postmodum arengavit d. Giliottus iudex de Favencia prò comuni Favencie. Demum £ Ii --." ; l ', C1 

20 dominus Maghinardus de Sosenana potestas Faventie, nomine et vice comunis Faventie, iura- 
vit fìdelitatem predicto domino cancellerio, recipienti prò domino rege Rodulfo et prò ro- 
mano inperio. Subsequenter, eadem die, factum fuit consilium generale comunis Faventie, in 
quo Consilio .omnes de Consilio iuraverunt fìdelitatem predi ctam. 

Dominus Aunestus de Ravenna 2 , dominus Raule de Cesena fuerunt potestates Faventie 

25 M.CC.LXXVI. 

Eo anno, tenpore potestarie dicti d. Raulis, comune Faventie, milites et populares, et 
milites et populares partis Lanbertaciorum Faventie commorantium, et milicia comunis For- 
livii equitaverunt versus montanam in terreno d. Ugolini Fantulini 3 , et apud Rontanam et 
ad Quarnenti 4 , et ibidem fecerunt multa incendia; propter que homines de montanis illis, qui 

30 tenebant cum d. Ugolino Fantulini, congregaverunt se adinvicem. Demum contigit qucd 
ipsi fecerunt [magnam] congregationem populi, unde milites et populares [de Faventia et] de 
parte Lanbertaciorum, insultantes predictos, [statim occurrer]unt, et illi eos sconfixerunt, mul- 
tos occi[dendo et] capiendo et Faventiam conducendo ; et hoc fuit die .... 



2. in civitate Faventina — io. cancellarius qui e dopo — n. ignarus Latina lingua — i8. Nel ms. a pie 
della pagina, di mano moderna : " Sequitur infra fol. 39 verso Postmodum. „ Nel Mitt. Vide continuationem hujus 
narrationis ad paragraphum: Postmodum — 21. fidelitate ipsi Domino — 25. M.CC.LXXVI fu aggiunto anche nello 
spazio, £ J :c precede il capoverso. — 26-27. et milites et populares manca — 31-33- fecerunt congregationem populi, unde 
mil. et pop. de p. Lamb. insultantes pred., eos sconfixerunt, multos capiendo. Fu strappato il pezzo della carta, in 
cui si leggevano le parole supplite tra parentesi. Nel ms. illi e sopra la riga. 

1 Guido di Suzzara celebre professore "floruit... 2 Degli Onesti. Il 14 gennaio 1276, il comune di 

" in sehola aeque ac in foro „. Narrano che tentò di dis- Rimini elesse un suo sindaco, procuratore e nunzio, il 

suadere Carlo d'Angiò dal proponimento di mandare quale, a nome del comune, dei Malatesta, degli usciti 

a morte Corradino. Sarti e Fattorini, I, p. 184. il da Cesena, Cervia, Forlimpopoli, Faenza, Meldola, Ber- 

cancelliere, si vede, eseguiva alla lettera la commissione tinoro ecc. doveva comparire innanzi all'arcivescovo di 

del re: " Legatos nostros ad vos duximus pre. Ravenna Bonifazio, per trattar pace con i sindaci di 

" mittendos, unde viam ante faciem nostrani strenuis dis. Guido da Montefeltro, degli usciti da Rimini ecc. " et do- 

" positionibus preparantes, ex parte nostri culminis vos " mino Honesto de Ravenna, suo nomine et nomine exte- 

" salutent, de mora serenitatem nostrani excusent, de " riorum civitatis Ravennae et eius districtus „. Fantuzzi, 

"nostro felici et festino adventu corda vestra letificent, de III, LXXVIII; Tonini, CXXX. Cf. Rubei, p. 451. 

" fortunatis nostris auspiciis vos fecundent, in devotione 3 " O Ugolin de' Fantolin, sicuro E il nome tuo da 

" sancte matris ecclesie et ipsius imperii vos corroborent, * che più non s' aspetta Chi far lo possa, tralignando, 

"indevotos ad devotionem imperii et veritatis viam alli- "oscuro,,. Dante, Purg., XIV, 121. Cf. Torraca, Le 

" ciant....fidelitatis et hobedientie debita a vobis tamquam rimembranze di Guido del Duca, nella Nuova Antolo- 

" imperii fidelibus et sancte matris ecclesie devotis filiis pe- già, 1893. 

" tantet recipiant solita iuramenta,,. Winkelman, loc. cit. 4 " In montibus versus Tusciam sunt iste villae, 



24 PETRI CANTINELLI [A. 12771 



e, 

Uitt., 2iS. C 



mitt ìsì^a Illustris vir d. comes Rogerius iìlius domini comitis Guidonis de Mutiìliana ', illustris 

vir d. comes Manfredus filius domini cornitis Guidonis Novelli 2 fuerunt potestates civitatis 
Favencie M.CC.LXXVII, quilibet eorum per sex menses anni predicti, scilicet comes Roge- 
rius prò primis sex mensibus et comes Manfredus prò ultimis. Eo anno, de mense madii, co- 
mune Forlivii, cum milicia et populo universo et omnibus suis comitatinis, et cum milicia 5 
de Arimino et Cesena, et comune Faventie et tota pars Lanbertaciorum Faventie commo- 
rancium fecerunt exercitum generalem supra Bagnacavallum, in quo exercitu fuerunt d. Co- 
mes Guido de Montefeltro capitaneus generalis guerre, d. comes Guido Novellus, comites 
Tigrimus et Facius fìlli domini comitis de Mutiìliana, et honorabilis maxenata comunis 
Forlivii, cum tenptoriis et travachis et omnibus paramentis ad exercitum oportunis, et a la- 10 
tere, desuptus Bagnacavallum, exercitum posuerunt, ubi steterunt xn dies, facientes manga- 
nos, qui iactabant lapides vi." librarum in ipsum castrum. Et, ipso exercitu existente ibidem, 
comune Bononie fecit maximum guarnimentum militimi de Parma, Regio, Mutina, Feraria, 
Pistorio, et, cum toto exforcio militum et peditum, venerunt Imolam, ut eorum timore dictus 
exercitus separaret se [de ipso castro; sed] se cicius non moverunt. 15 

Et eo anno, die mercurii XVI [mensis iunii ;! dominus comes Rogerius] potestas Faven- 
tie, cum omnibus Faventinis, et [illi de parte Lanberjtaciorum Faventie commorantes, ta[m mi- 
lites quam pedites, posuerunt exer]citum apud Codognolam 4 , et [ibidem aliud castrum fece- 
runt edificari], ex parte manca fluminis [Alamonis, ad iniuriam illorum] de Bagnacavallo 5 et ad 
defensionem [dislrictus Faventié\. 20 

l b r c Eo vero anno, tenpore regiminis d. comitis Manfredi potestatis Faventie, fuit potestas 

Forlivii dominus Vicencius de Aunestis de Ravenna 6 , et capitaneus populi Forlivii fuit d. 
Busonus de Eugubio, vir prudens et loquax, quorum tenpore dominus Paganinus de Ar- 
goglosiis et Guilielmus de Ordelaffis 7 exiverunt civitatem Forlivii, et iverunt ad civitatem Flo- 
rence tanquam rebelles comunis, et, dieta de causa, fuerunt exbanniti, et domus eorum di- 25 
rute per comune Forlivii 8 . Et tractaverunt predicti cum Gueliis de Florentia et cum parte 
Geremiorum de Bononia, dicentes se taliter facturos cum amicis eorum de Forlivio, quod ipsi 
darent civitatem Forlivii dictis Guelfis et parti Geremiorum, et super hoc ultra quam [v/] 
homines de Forlivio iuraverant se facturos; et in hoc tractatu fuerunt bene per vili menses 
et ultra, ita quod pars Geremiorum, que tunc dominabatur in civitate BonOnie, misit anbaxia- 30 
tores suos ad civitatem Florencie 9 prò dicto tractatu faciendo et conpler.do, et ibidem in- 

io-ii. et alterum de subtus — 15. separaretur. Sed.... se citius — 16. Et eo anno die mercurii XVII.... po- 
testas — 17-20. et partem commorantium.... exercitum ad Colognolam (Cotignolam). .. . generale ex parte manca 
fluminis.... Bagnacavallum. Nel ms. non si legge il mese, ne la metà delle righe 16-20, scritte a pie di pagina in ca- 
rattere più piccolo, perchè manca un pezzo della carta. Sopra le lettere, che precedevano ex parte, fu poi scritto gle. 
Tolgo le parole ad iniuriam illorum e districtus Faventie dagli Ann, Forolivicnses. — 22. fuit manca — 25. tanquam 
manca - dieta ex causa — 28-29. et super ultra quod homines. La cifra, che è sparila dal ms., è data dagli Ann. Fo- 
rol. e dal Cobelli. 

u quae vocantur scolae .... Villa Quarnenti et Fagnani 5 • Bagnacavallenses acriter oppressi, non valentes 

" in qua sunt focul. lxviii „. Descr., p. 17. La " schola " resistere, personis salvis et rebus, se dederunt, iurando 

" Cerfugnani seu Quarnentis iuxta rivum Capiranae „ è "mandata communis Forlivii facturos „. Ann. Foroliv. 
ricordata in un doc. del 131 1. Mittarelli, 536. G Di parte Traversara, ghibellino. 

1 Cf. p. 19 n. 3. 7 Per invidia, asserisce il Cobelli, p. 49, "perchè era 

e Figliuolo, cioè, di quel Guido, che fu vicario di " facto più conto in Forlivio de misscr Aregoglioso che 

Manfredi in Firenze dal 1261 al 1266, fratello di Fede- " d'altri de Arigogliose, perchè era più vechio et eciam più 

rico Novello. Ruggero e Manfredi erano cugini. " prodente, e cossi era facto conto de miss. Teodericus 

3 Nel 1277 cadde di mercoledì il 16 giugno. "de Hordelaffis „. 

4 Ann. Forolivienses : " iussu communis Forlivii et 8 Ann. Cacsenalcs (R.7. SS., XIV), 1104 : "D. Pagani- 
" comitis Guidonis prefati construitur oppidum Cotigno- " nus de Arguliosis et Gulielmus de Ordelaffis palatium 
" lae ad iniuriam illorum de Bagnacavallo et defensionem " potestatis Forlivii apud ecclesiam cathcdralem combus- 
" dist rictus Faventie „. Cobelli, p. 49: "E per fare despe- " serunt, ut rumor elevaretur prò mutando statu. Et 
" cto a quelli de Bagnacavallo, ci comune de Forlivio e '1 " dictus dominus Paganinus et Gulielmus proditores com- 
" conte Guido Feltcrano fecero una bastia con fossi e pa- " munis Forlivii sunt banniti, et domus eorum incensae 
* lancati presso a Bagnacavallo, e posigli nome Cotognola: " atque diruntae „. 

" poi fo habitato de populi, e poi senpre si chiamò cossi „. 9 Di questi fatti non conservarono notizie i cro- 

" Ma Cotignola esisteva già: cf. Tolosano, CLIII (12 17). nisti fiorentini. 



[A. 1277] CHRONICON 25 



venti fuerunt stipendiarli in quanlitatc vii. , et pignorali fucrunt xxv ex filiis tam militum 
quam popularium diete partis Geremiorum, et ducti Florentiam: pignoraverunt etìam gabel- 
lam et passagium comunis Bononie nsque ad duos annos, prò solvendis slipendiariis eorum- 
dem. Et pOstmodum dictum fuit quod bene fuerunt mille stipendiarii de Florencia, quo- 
5 rum dux et capitaneus erat ' dominus Comes Guido Salvaticus filius olim d. comitis Rogerii e. 3 ò v 
de Dovadola \ et d. Bindus Bascheria de Tosinghis a de Florentia. Ex alio vero latere ; mise- 
runt predicti Geremienses in Lonbardia prò habendis stipendiariis, et miserunt' ad civitatem Min., 249 i 
Ravenne iv. c stipendiarios, et de Lombardia habuerunt a civitate Parme vr.° stipendiarios, 
et a civitate Regii il. , et a civitate Mutine n. c stipendiarios habuerunt, quos omnes secum 

10 duxerunt. Et, die iovis IV mensis octubris, comune Bononie, milites et populares, cum dictis 
stipendiariis de Lonbardia, venerunt ad civitatem Imole. 

Fuit itaque taliter ordinatum quod dictus comes Guido Salvaticus, cum tota sua genie 
et stipendiariis de Florentia, quorum capitaneus ipse erat, deberet movere una die dieta et 
designata, et transire alpes et venire in districtum Forlivii. Et dictum comune Bononie, 

15 cum suo guarnimento, debebant venire Faventiam, ad hoc ut, ipsorum timore, illi, qui erant 
Faventie, non succurrerent comuni Forlivii. Et sic dictus d. comes Guido Salvaticus, cum 
sua gente, transivit alpes, et cepit multa castra et fortilicias per districtum Forlivii, in alpibns 
et móntanis; et d. Rainerius de Calbuli 3 et dominus Luicius de Valbona 4 et multi alii 
comitatini civitatis Forlivii fuerunt rebelles comunis Forlivii. Et occupaverunt, inter ce- 

20 tera, quoddam burgum castri Civitelle 5 , quod est supra Forlivium p-er quindecim milliaria, 

ad quem burgum' predicti milites pervenerunt, et ipsum optime munierunt de bonis capi- r *° v 
taneis et bona gente, prò defensione ipsius burgi. Et iverunt ad Valbonam 6 , et ibi castra- 
metati sunt, die sabati XIII mensis novenbris. 

Eo vero tenpore comune Forlivii, volens predictis oviare et se opponere ne prodi- 

25 tores illi eorum desiderium adinplerent, et prò manutenendis et conservandis iuribus et 
bono statu comunis Forlivii et amicorum suorum, cum toto suo exforcio, et cum parte Lan- 
bertaciorum Faventie commorancium, et cum militibus et popularibus de Faventia, et ibidem 
erant dominus comes Guido de Montefeltro capitaneus generalis guerre et dominus comes 
Guido Novellus, et ostiliter usque ad dictum burgum castri Civitelle magnifice perexerunt; 

30 et, die dominico XIV mensis novenbris, preliantes ad ipsum burgum, violenter ceperunt 
eundem, et capti sunt et mortili fuerunt omnes, qui in ipso burgo fuerant, nemine evadente : 
capti fuerunt d. Paganinus de Argoglosiis et d. Franciscinus eius filius et Guilielmus de 
Ordelaffis, qui fuerant proditores comunis Forlivii, et autores et conductores omnium predi- 
ctorum, cum multis aliis eorum conplicibus. Innumerabiles etiam fuerunt ibi mortili, inter quos 

35 fuit mortuus Rigus filius domini Luicii de Valbona 7 . Quibus omnibus sic peractis, d. comes 

Guido Salvaticus, intellectis predictis, cum tota gente sua et stipendiariis de Florencia' in fu- mitt., 252, a 
gam ' conversus, pertransiendo alpes, versus Florentiam iter arripiunt, relictis armis et some- e 4 o r 
riis atque equis plurimis intra viam. 

2. pignoraverant — ti. stipendiariis de Bononia — 19. fecerunt rebelliones Communis : nel ms. fuerunt rebelliones 
— 21. munientes — 25. Ms. manutendis — 26. eorum exforcio — 31. in ipsum — 35-36. comes Salvaticus — 36. Dopo 
Mitt. avverà: Deficit hic folium, qood in partenti suppletur ex chronico Moratini e tolse dagli Ann. Forol. un 
Florencia lungo passo corrispondente alle rr. 14-31 della j>. 27 di questa ediz., senza riflettere che P aveva già dato, secondo 
il Canlinclli, alla col. 2 So. — 37. accipiunt 

1 Riiggero padre di G. Selvatico era nato da Mar- " ctus flumanae Galliatae in quodam plano .... super 
covaldo, quinto figlio di Guidoguerra IV. " sfrata magistra qua itur in Tusciam transeundo por 

2 Padre di quel Bindo, del quale fanno frequente " Galliatam „. Descr., p. 84. 

menzione il Villani e il Compagni. 6 " Est in quadam valle, quasi in plano, super par- 

3 "Questi è Rinier, quest'è il pregio e l'onore Della " vo monte. Habet roccham et palatium fortissimum ; 
"casa da Calboli, ove nullo Fatto s'è reda poi del suo "confinat cum Tuscia,,. Descr., p. 74. 

" valore „. Dante, Purg., XIV, 88. Era stato podestà 7 " Dominus Licius de Valbona, nuntiata sibi mor- 
di Faenza nel 1247, di Parma nel 1252, di Ravenna nel "te unius sui filii imbecillis, non mutato vultu dixit : 
1265. Torraca, Nuove Rassegne, Livorno, Giusti, p. 379. "hoc non est mihi novum, quia semper fuit mortuus; 

4 " Il buon Lisio „. Dante, c. cit., 97. " sed nuntia mihi prò novo si est sepultus „. B. de Imo- 



5 



Nel circ. di Forlì. " Est prope flumen Aquedu- la, Purg., XIV. 



26 



PETRI CANTINELLI 



[AA. 1277-1278] 



e. 3S v 
Mitt., 250, D 



Quidam etiam ex eis iveruxit ad castrum Treaolcii \ ubi erant obsides comitis Guidonis 
de Remena 2 potestatis Arimini, et, accipientes dictos obsides, aufugiebant cum eis; unde rumor 
hominum et mulierum diete contrate fidelium dicti comitis de Remena insonuit contra eos, qui 
in fugam positi, dictos obsides reliquerunt per viam, et vix potuerunt evadere cum personis. 

Interim tamen, ante quod predicta contingerent, Bononienses, qui erant Imole, cum toto 5 
guarnimento eorum, equitaverunt quodam die, in mane, venientes usque prope pontem Suncti 
Proculi, ubi aliquantulum steterunt, et balestraverunt ibidem, incontinenti versus Imolam 
redeuntes. 

Auditis postmodum rumoribus et hiis, que contigerant Florentinis, predicti Bononienses 
cum eorum guarnimento, Bononiam redierunt. 10 

Predicti vero domini, Paganinus et filius et Guilielmus de Ordelaflìs et quidam alii eorum 
conplices, fuerunt per comune Forlivii in perpetuis carceribus condenpnati, in turri posita 
in castro inperatoris, in civitate Cesene, cum tormentis ferreis ad collum, perpetuo moraturi 3 . 

[M.CC.LXXVIII, die iovis X februarii, obiit dominus Ugolinus Fantullìni nobilis miles. 

Hoc anno -pars Geremiorum, que Bononic dominabatur, duxit exercitum su fra Plancaldu- 1 5 
lum, ci, -pro bello /adendo, misti comitem Maghinardum de Panico et Ubaldinum de Laugliano 
et dominum Rainaldum Bornii de Samar itanis cum cquitibus ce, et cum omnibus -peditibus ha- 
bitantibus saprà str alani ab /dice versus Imolam, in monlanis comitalus Bononic; et castr allie- 
tati suut ibi, die lune II mail. Die vero dominico sequenti, surrexerunt dominus Maghinar- 
dus de Soscnana, cum Andrea olim domini Castellani de Andalo, et dominus Branchalco domini 20 
Andato et dominus Alioltus de Pipinis de Forlivio, qui lune erat capitaneus partis Lanberta- 
cioruìn. et cum tota milicia diete partis, et cum militibus e comunis Forlivii, cquitantes ver- 
sus Mulillianam, et ibi acccperunt dominum comitem Tigrinum jìlium comitis Guidonis de Mu- 
tilliana] i ,' cum magna quantitate peditum fidelium suorum, pergentes versus Maradi, euntes, 
ipsa die dominica et ipsa nocte, usque ad Sanctum Stephanum in Palacolo 5 , in podere dicti 25 



i. Tredosii — 2. Romena qui e più sotto — 5. Interim dum partes conjungerent — 12-13. condemnati in- 
terim de mandato imperatoris — 13. cum ferramentis ad - morituri — 14. Manca una carta. Tolgo la notizia 
della morte di U. Fantolini dal Tonduzzi (v. la prefazione); il resto e degli Annales Forolivicnscs, e riassume una parte 
della carta perduta del Canlinelli. Cf. qui sotto, n. 4; per le parole di carattere rotondo mi sono giovato del Cobelli. 
— 22. 12 Mali 



1 " Positum est in provincia Romandiolae in quo- 
" dam monte dioec. Faventin. cuius tcrritorium est in 
" confinibus Tuscie iuxta Alpes „. Dcscr., p. 90. Ora ap- 
partiene al circond. di Rocca S. Casciano (Firenze). 

* Dante, In/., XXX, 77. Era fratello di Alessan- 
dro, di Aghinolfo e d'Ildebrandino, de' quali tratta la 
cronaca in prosieguo. Per la sua podesteria di Rimini 
cf. Tonini, Rimini nel secolo XIII, Rimini, 1862, p. 129. 
Domandò il Tonini, p. 128: "Che ostaggi eran quelli? 
"Del conte in nome proprio, o come podestà nostra? 
'' Per ricerche fatte non ho potuto chiarire alcuna di 
" queste domande „. 

:{ "Demum nocte quadam interemti fuerunt,,. Ann. 
Forol. Ma v. la prefazione. 

* Dopo, gli Annales aggiungono soltanto: "et equi- 
" tarunt usque ad sanctum Stephanum in Palazolo. Dein- 
" de equitarunt prope castrum Plancaldoli, ubi erat exer- 
" citus Geremiorum. Illi vero, qui obsidebant dictum 
"castrum, aufugerunt, relictis tcntoriis, machinis, et om- 
" nibus eorum rebus,,. La Cronaca del Cobelli, p. 52, 
aiuta meglio a colmare questa lacuna perchè più esatta- 
mente segue il Cantinclli. Racconta la spedizione di 
Ranchio, ricordata già dalla nostra cronaca nella prima 
parte (v. p. 13), segnando il mese e il giorno della resa 
del castcUr (-23 marzo) ; poi pnne al 6 apri'e uu'pdunanza 



del consiglio di Forlì, nella quale fu deliberata la spe- 
dizione contro Calboli (cf. la p. sg. r. 24). I Calbolesi „ 
avvisati, ricorrono ai Geremei di Bologna, che subito 
raccolgono un esercito e lo mandano " a Piancaudo per 
" hoviare lo exercito de Calboli ; el quale castello era de 
" Andrea figliolo de misser Castellano Dandoli, lo quale 
" era in liga e recomandato del comune di Forlivio „. I 
Bolognesi giungono a Piancaldoli il lunedi 2 maggio. " La 
" dominica matina, a dì 8 de magio, se levò el magnifico 
" Machinardo de Sosinana potestà de Faencia cum An- 
" drca de Castellani de Andolò e misser Brancalione de 
" misser Andoli con tucte le sue amice. Et el nobile e 
" prudente magnifico potente misser Aliotto de Peppi de 
" a (sic) Forlivio, capitanio de la parte de' Lambcrtaci; 
" de Favcncia, se mosse con tucta la melicia e sforcio suo 
" e isforcio de Fauencia e con tucta la masinata forloue- 
" sa. Cavalcoro tucti verso Modigliana, e ili! tolsero e' 
" magnifico Tigrino figliolo del conte Guido da Mofc'i- 
" gliana con gran quantità di gente, a pie tucti, soi fideli; 
" e andoro verso Maradi „. Il Cobelli, continuando, t"a- 
duce quasi alla lettera il. Cantinelli, come ho mostrato 
nella prefazione.. 

5 Sul Senio, poco lontano da.Susinana, verso la To- 
scana. Marradi e Palazzolo appart'ingoay .ora -alla pro- 
vincia di Firenze. 



LA. 1278] CHRONICON 27 



domini Màghinardi de Paganis, et ibidem aliquantulum refecti ipsi et equi eorum; senper 
tamen pluebat fortiter supra eos. Et sic, die lune tunc sequenti, equitantes per montanas, per 
rupes et nemora, venerunt usque prope castrum Fiancandoli 1 , ubi erat exercitus Gere- 
miorum. Dum vero predicti de exercitu intellexerunt sucursum tam magnum venire in auxi- 
5 lium illorum, qui erant in castro Fiancandoli, in continenti, relictis spoliis, que habebant in 
exercitu memorato, terga vergentes, in fugam conversi sunt. Aliqui vero ex popularibus se 
in quandam fortiliciam reduxerunt; predicti vero milites, qui erant cum dictis dominis de 
Andfalo], insultantes predictos, qui erant in dieta fortilicia, per vim ceperunt eosdem, plurimos 
occidendo, vulnerando et capiendo, qui fuerunt ultra ducenti, reliquentes etiam ibidem eorum 

10 insignia, que postmodum, cum dictis captis, Faventiam portata fuerunt. Quibus peractis, illi, qui Mitt., 251 a 
erant in castro Fiancandoli, acceperunt panem, vinum, tentoria et travacchas et omnia spolia 
de exercitu, et ipsa in dicto castro reposuerunt, et duos manganos, quos predicti Geremienses 
ibidem construxerant. Que omnia maximum dedecus et pavorem intullerunt parti Geremiorum. 

Eodem anno 2 , die martis XXIV mensis maii, comes Manfrcdus potestas Faventie, cum tota \ u -^ \ 

15 milicia et populo civitatis eiusdem, et dominus Galiottus de Pipinis capitaneus partis Lan- 
bertaciorum Faventie commorantium, cum tota militia et populo diete partis, post terciam 
dicti diei, equitaverunt versus civitatem Imole, invenientes multos homines de Imola supra 
canale, ad reaptandum et reparandum transitus ipsius canalis. Et contigit quod milites, qui 
cucurrerunt ante alios, invenerunt pred-ictos ad laborerium supradictum, et, insultantes eosdem, 

20 in fugam conversi sunt, ita quod ultra centum ex eis fuerunt mortui et capti et ducti in prexo- 

nias civitati Faventie, propter que viscera illorum et Imolensium fuerunt plurimum conturbata. 

Item, dicto anno, die mercuri! VI mensis aprilis, magnus vir dominus comes Guido de Mon- 

tefeltro capitaneus populi et comunis Forlivii, et comune Forlivii, fecit exercitum generalem 

supra castrum de Calbulo 3 , in quo castro erant retrusi dominus Rainerius de Calbulo et 

25 dominus Guido eius frater et domini de Pertexeta 4 et quidam alii, qui nolebant obedire co- 
muni Forlivii, habentes in ipso castro ultra quantitatem vn. c hominum proborum virorum ad 
defensionem. Cui domino Rainerio comune Bononie, quod tunc erat pars Geremiorum, 
dederant xn millia libras Bononie ad hoc, ut ipse magnum apparatum faceret, et maximum 
furnimentum poneret in castro Calbuli, prò defensione ipsius facienda per x menses et ultra. 

30 In quo castro idem dominus Rainerius posuit omnia necessaria ad defendendum ipsum ca- 
strum, per dictum tempus.' Unde comune Forlivii fecit ibidem edificari vii manganos, qui con- mitt.%53, a 
tinue, die noctuque, iactabant in dictum castrum, destruendo muros et perforando et occidendo 
homines ipsius castri: quare illi, qui erant in castro de Calbolo, non potuerunt substinere; sed 
ad concordiam pervenerunt cum comune Forlivii. Et, relieto castro, salvis tamen in personis 

35 et rebus eorum, quas exportare potuerunt, recesserunt abinde. Die mercurii primo mensis 
[iunii, comune] vero Forlivii dictum castrum Calboli fecit funditus dirui et conburri. 



2. equitaverunt per montanara — 3. usque et prope — 6. vertentes — 7-S. cum d. dominis, ita animose in- 
sultantes — io. insigniti — 12. Geremiorum — 14. comes Rogerius et populus Fav. — 15. de Papinis (Aspinis) — 
18. transitimi — 20. ultra manca — 20-21. prexoniam civitatis - fuerunt multum — 22. eodem anno - Magnificus et 
I fatti dell'aprile seguono quelli del maggio nella stessa p. del ms., r. 13 — 24. Calbuli — 28. duodecim mille — 
30. ad defendendum predictum - Cf. P osservazione alla p. 23, r. 36: il Mitt. adoperò qui gli Ann. Forlivienses : 
" et sic factum est. Tunc commune Forlivii duxit septem machinas apud Calbolum, et die noctuque jaculabantur la- 
" pides magnos, destruendo muros et homines occidendo. Viri Calbulenses se dederunt salvi in personis et rebus, 
" quae portare possent. Commune vero Forlivii fecit Calbolum comburi atque funditus dirimi vel dirui „. Segue 
la notizia della podesteria di G. da Castrocaro in Forti, che troveremo più oltre. 

1 Non lontano dalla sorgente del Sillaro o, come no che, caduta Forlì sotto Martino IV, i Calboli lo riedifi- 
dice il Cobelli, " presso al fìorne Selariis „. carono. Nella Descr., p. 79> è detto : " Castrum Calbuli 

2 Al 1278 convengono esattamente tutte le date se- "est destructum; habet focul. vili „. 

gnate dal Cobelli nel passo citato qui dietro e dal Can- * " Castrum Pertisetae est in quadam costa super 

tinelli, non quelle degli Ann. Forolivienses. u flumine Raibor. Habet roccham et turrim fortissi- 

3 A breve distanza da Rocca S. Casciano. Narra- " mam „. Descr., p. 80 



28 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1278] 



mitt., 253, a-b Et, predictis sic confectis, in continenti ecce quod supervenerunt in provincia Romaniole 

nuncii summi pontificis domini Nicholai pape tercii qui, per singulas terras Romaniole prope- 
rantes, et in civitate Bononie, mandaverunt ut per quaslibet comunitates terrarum, et etiam 
parcium expulsarum de qualibet terra, sindici legittime constituti mitterentur ad romanam cu- 
riam, causa conpromittendi in summum pontificem supradictum de discordiis, que partes cuius- . 5 
libet civitatis diete provincie haberent ad invicem. Et sic per comune Faventie, quod do- 
minabatur tunc pars Acharixiorum, fuerunt sindici ordinati d. Bonaventura Fuscoli 2 et ego 
Petrus Cantinella et, dieta occasione, ivimus ad romanam curiam, ubi nos presentavimus in 
civitate Viterbii coram summo pontiiice. Et ibidem fuerunt sindici partis Manfredorum et sin- 
dici partis Geremiorum et partis Lanbertaciorum de Bononia et cuiuslibet partis de Civita- 10 
e. 42 v tibus Imole, Forlivii, Cesene, Ravenne,' Cervie, Forlinpopilii, Bretenorii et Bagnacavalli, de 
mense iulii anni predicti. Et demum, omnibus tractatis per dictos sindicos cum domino Matheo 
Rubeo cardinali, nomine dicti summi pontificis, facta fuerunt, per dictos sindicos dictarum ter- 
rarum, generaliter conpromissa alte et basse in dictum summum pontificem 3 ; postmodum vero 
voluit et petiit idem summus pontifex, et super hoc misit etiam suos nuncios per provinciam 15 
Romaniole, ut, per quaslibet terras et partes terrarum, sindici ordinarentur et fierent ad fa- 
ciendam fidelitatem summo pontifici supradicto et romane ecclesie, et ad recognoscendum 
et demonstrandum omnes et singulas terras provincie Romaniole et civitatem Bononie esse 
de iurisdictione et de principatu romane ecclesie, cum omnibus et singulis comitatibus et di- 
strictubus. Et sic predicti sindici constituti fecerunt, et postea, per singulas dictas terras nun- 20 
cii summi pontificis accesserunt, facientes ratificari per singula comunia terrarum que per eorum 
sindicos facta erant, et facientes omnes et singulos homines a xiv annis supra et a lxx infra 
iurare fidelitatem predictam summo pontifici et romane ecclesie. Et sic factum est. Nuncii 
vero summi pontificis, qui venerunt in Romania prò predictis, fuerunt dominus Guilielmus 
mi™, 254 Durantis A ca'nonicus carnotensis capellanus domini pape, frater Iohannes de Viterbio et frater 25 
Laurentius de Todi ordinis Predicatorum 5 . 



i. confestis, ecce confestim supervenerunt — 2. et per — 3. Bononie et in aliis Romandiole terris manda- 
verunt ut — 8. In margine, di mano moderna :" Petrus Cantinelli author huius operis „ — 11. Ms. Forumlinpo- 
pilii — 13. Romano cardinali — 18. et demonstrandum manca - terras predictas, civitatem Bononie - Una macchia 
impedisce ora di leggere le parole fin ali di otto rr. corrispondenti alle nostre iù-19. — 21. notificari p. s. communia 
que — 25. Prima era scritto canonicus narbonensis 



1 Giovanni Gaetani degli Orsini, eletto il 25 no- 
vembre 1277. Con diploma del 21 ottobre 1275, Ro- 
dolfo re de' Romani aveva confermato alla Chiesa i pos- 
sedimenti, che essa aveva già riavuti dai predecessori di 
lui, e promesso di aiutarla a ricuperare gli altri non an- 
cora riavuti, " tota terra que est a Radicofano usque ad 
" Ceperanum, Marchia Anconitana, Ducatus Spoletanus, 
" Terra Comitisse Matildis, Comitatus Brittenorii, Exar- 
* catus Ravenne, Penthapolis, Massa Trabaria, cum adia- 
«centibus tcrris „. Theiner, I, CCCXLV. 

2 Un " Bernardinus Fuscoli Achilli „ (probabil- 
mente " Bernardin di Fosco Verga gentil di piccola gra- 
migna „, ricordato da Guido del Duca nel canto XIV del 
Purg. di Dante) partecipò, nel 12 16, agli atti della pace 
tra i conti Guidi e i Traversara. Torraca, Su la Treva 
di G. de la Tor., Firenze, Sansoni. 

3 II 29 luglio 1278, in Viterbo, riconobbero il do- 
minio del papa e della Chiesa sopra la città di Bologna, 
" pieno iure ac integre „ Antolino de' Manzolini dottor 
di leggi e Liazarino de' Liazcri sindaci del podestà, del 
capitano e del comune di Bologna, presenti, con altri 
testimoni, Rolando de Romanziis, Tommasino di Guido 
d'Ubaldino e Pace de' Paci professori di diritto civile, 
Galeotto de' Lambertini, Guido da Calboli, Tommaso 
de' Ghislieri e Niccolò da Lastignano " nunzi ed amba- 



" sciatori del comune di Bologna „. Sarti e Fattorini, 
II, p. 64. 

4 Nato, probabilmente nel 1237, a Puy-Misson presso 
Bcziers, autore a 34 anni dello Speculimi juris, cano- 
nico di Narbona. addottorato a Bologna in diritto cano- 
nico, nominato auditore generale e cappellano da Cle- 
mente IV, decano di 'Chartrcs da Niccolò III, vescovo 
di Mende (Mimatum) da Onorio IV, morì a Roma il i° 
novembre 1296 e fu sepolto in S. Maria sopra Minerva. 
Cf. Sarti e Fattorini, I, pp. 465 sgg. La formola 
del giuramento prestato dai Bolognesi e dai Romagnoli 
fu riferita dallo stesso Guglielmo nella seconda reda- 
zione dello Spcculum: "Iuro ego, quod ab hac ora inan- 
" tea fidelìa et obediens ero b. Pietro principi Aposto- 
" lorum, et vobis ss. Patri et domino Nicolao Papae III, 
" vestrisque successoribus canonice intrantibus p . Si noti 
che, nei documenti relativi al riacquisto di Bologna e 
della Romagna, raccolti dal Theiner, Guglielmo non è 
nominato. Era a Rimini il 18 settembre 1278. 

5 Sono del 20 giugno 1278 le istruzioni del papa 
ai diletti figli Giflfredo di Anagni suo cappellano e fra 
Giovanni da Viterbo, da lui scelti perchè andassero a 
Bologna e nelle parti di Romagna, e v'inducessero le po- 
polazioni a riconoscere il dominio della S. Sede. Le let- 
tere pontificie agli estrinseci di Bologna, Ravenna, Faenza, 



[A. 1278] 



CHRONICON 



29 



In kalendis vero iulii eiusdem anni intravit regimen civitatis Faventie d. comes Gla- 
cesius de Castrocario. 

Quibus omnibus sic peractis, idem dominus papa elegit et misit comitem Romanie et 
Bononie dominimi Bertoldum de iìliis Ursi nepotem suum l , qui venit ad civitatem Arimini de 
5 mense octubris, et, accipiens omnes fortilicias diete terre, relinquens ibidem unum potestatem 
et rectorem, perexit ad civitatem Cesene, ubi fecit similiter; sed, sicut Domino placuit, ibidem 
infirmatus est, et multum in sua infirmitate permansit. Tandem misit Romam prò filio suo 
domino Gentile, qui, per alias terras et civitates Romanie progrediens, omnes et singulas [ci- 
vitates et terras] subiugavit, et in qualibet civitate et terra [potestates et] rectores apposuit. 

10 Venitque ad civitatem Faventie, cum magna militum comitiva de Roma et de Patrimonio 
sancii Petri et de Francia, die sabati XXIX mensis octubris, ubi honorifìce est receptus et 
positus in tenutam et corporalem possessionem districtus et civitatis Faventie; portatumque 
fuit super capud ipsius pallium deauratum, et date fuerunt sibi et in suis manibus, per sin- 
dicum comunis Faventie, scilicet dominum Bonaventuram Fusculi, porte civitatis Faventie et 

15 claves ipsarum portarum, et intravit ipsam civitatem per portam Pontis; veniebat enim de 
civitate Ravenne. Subsequenti vero die lune, ultima mensis octubris, venit ad civitatem Fa- 
ventie dominus frater Latinus 2 cardinalis romanus, legatus apostolice sedis. 

Et fuit electus potestas [civitatis] Faventie, [a die mart]is kalendarum novenbris [eiusdem 
anni, usque] ad unum annum, dominus Stefanus Iohannis Iordani proconsul romanus, et fuit 

20 electus per comune Faventie, precibus et instantia dicti domini cardinalis et domini Gentilis. 



e. 43 r 



[Die vero mcrcurii secundo mensis novenbris, ivcrunt ad civitatem /mole et tradite fuerunt 
sibi claves et fortilitias civitatis /mole, et -potestatem et rectorem ibi reliquerunt. £t, die iovis 
tcrtio dicti mensis, ivcrunt ad civitatem Bononie, et ibi steterunt multos dics. £t Mi de -parte 
Gcremiorum, qui habebant dominium civitatis Bononie, nolcbaut pacem facerc cum illis de parte 

25 Lanbcrtaciorum, nec volebaut dare dictis domino cardinali et domino Gentili potcstariam et 
dominium civitatis Bononie. linde contigit quod idem dominus Gentilis fecit sibi dari ab illis 
de Bonouia omnes capios et obsides, quos tcnebant de parte Lanbcrtaciorum, et ipsos duxit Imo- 
lam, die iovis XXIV mensis novenbris. Ut, die sabati tunc sequenti, venit ad civitatem Fa- 
ventie, et fecit sibi dari omnes captos de parte Gcremiorum, quos illi de parte Lanbcrtaciorum 

30 Faventie commorantium habebant in carceribus, et ipsos, in eodem modo, fecit duci ad civitatem 
Imole. Demum contigit quod, occasione quorundam de parte Gcremiorum, qui erant capii 
Imole et an fu gerani, dictus dominus Gentilis acccpit omnes predictos captos et obsides de 
ulraque parte, et ipsos fecit duci ad civitatem Cesene. Die autem mcrcurii, ultimo mensis no- 
venbris, venit ad dominum Bertoldum patrem suum, qui crat tunc in bona convalcsceulia. Fi 

35 die iovis primo mensis deceubris, idem dominus Bcrtoldus comes Romaniole fecit maximum 
parlamentimi in palacio comunis Cesene, ubi fuerunt anbaxiatores omnium civitatum et ter- 



43 <b 



4. de Ursis - Le favole nepotem suum non si leggono - de civitate — 8. qui alias civitates percurrens. Que- 
ste righe sono quasi interamente scomparse — 8-9. singulas subiugavit, et rectores in qualibet apposuit — 11-12. et 
ree. et positus est — 12. et civitatis manca — 13. pallium et biretum — 15. intraverunt - veniebant omnes — 1S-19. Et 
in k. n. fuit potestas F. ad unum annum — 21. La prima metà della pagina non si legge; dell'altra, da demum 
in poi, si discerne quanto basta a dar la certezza che il compilatore degli Ann. Forliv. la copio quasi, invece di riassu- 
merla. — 36. omnium ferrar uni de Romandìola 



Forlì ecc., alcune delle quali affidate a fra Giovanni, por- 
tano le date di Viterbo, 20 e 22 giugno. Il 15, da Monte 
Rosi, Niccolò aveva commesso a fra Lorenzo da Todi 
di esortare Guido da Montefeltro, i Forlivesi e gli 
estrinseci Bolognesi a non assalire Ravenna. Theiner, 
CCCLXV-VI-VII: la lettera agl'Imolesi è riferita intera. 
Cf. Potthast, Regesla ponti/, romanorum, II, pp. 1725-26. 
1 Bertoldo Orsini, nipote del papa " ex fratre „ , 
fu nominato " rector in temporalibus „ della Romagna, 



della città di Bologna e del contado di Bertinoro il 24 
settembre 1278. Theiner, I, CCCLXXIV. "Nepos d. Ni- 
colai papae „ soleva egli chiamarsi ed esser chiamato an- 
che negli atti del suo reggimento. Fantuzzi, III, LXXXI. 
a Nipote, "filius sororis „, di Niccolò III, e da que- 
sto eletto vescovo d'Ostia, " vir vitae laudabilis, plenus 
* compassione circa Christi pauperes, egregius predi- 
" cator „. Pt. Lucensis Annales., e Hist. Ecclesiastica 
(R. I. SS., XI), 1179. 



30 PETRI CANTINELLI [AA. 1278-1279] 



rarum Romaniole, et fecit ibidem legi sua ordina?ncnta ) quo rolcbat fer totani -provinciam 
gencraliter o bservari] . 

I1TT " e. 5 44 °r Postea vero venit dictus dominus Bertuldus Forlivium, et venit Faventiam et Imolam, et 

ibidem stetit pluribus diebus, et factus f uit tractatus pacis hominum civitatis Imole ', scilicet 
inter intrinsecos et extrinsecos, et etiam inter Faventinos; et dictus dominus Bertuldus accepit 5 
obsides ab utraque parte Imolensium, quos duxit ad civitatem Forlivii. Et, die ver.eris XXVII 
mensis ianuarii, pars Mendullorum de Imola, que morabatur Faventie, intravit civitatem Imole 
cum magno gaudio et triunpho. 

Item, die lune penultimo mensis ianuarii anni domini M.CC.LXXIX, indictione vii, 
dominus legatus predictus venit ad civitatem Faventie, et honorifice fuit receptus. Die 10 
martis sequenti, illi de parte Manfredorum, qui erant extra Faventiam, redierunt in civi- 
tatem Faventie, et, cum magno gaudio, fuerunt recepti ab illis de parte Acharixiorum. Item 
die mercurii primo februarii, dictus dominus legatus et dominus Bertoldus, qui etiam venit 
Faventiam dicto die martis ultimo ianuarii, fecerunt arengum in podio sancti Petri, et ibidem 
anbe partes de civitate Faventie fuerunt, et l ex qualibet parte fecerunt pacem ad invicem, 15 
osculo pacis interveniente. Et dominus legatus predictus tulit sententiam suam, et mandavit 
partibus ut pacem predìctam observarent, sub pena x. m marcharum argenti. 
Min., 255 Die' vero iovis II februarii, dictus dominus legatus fecit maximum convivium in pallacio 

Faventie, ubi fuerunt maiores utriusque partis de Faventia, et multi, tam clerici quam laici, 
et dominus comes Guido de Montefeltro et dominus comes Dadeus Boncontis 2 et multi alii 20 
magnates. 
e 44 v Eodem anno, die dominica ultima mensis aprilis, circa horam vesperarum, fuit magnus 

terremotus. In nocte vero sequenti, adveniente die lune kalendarum madii, quasi circa horam 
medie noctis, fuerunt terremotus magni, et specialiter unus maximus fuit, propter quod 
gentes plurimum timuerunt; nam, ex forcia eius, multa castra in montanis corruerunt, et con- 25 
quassata sunt, et multe gentes mortue sunt sub castris et muris castrorum, que corruerunt. 
Et tunc mortuus est Banbus fìlius Bonifacii de Sosenana, in Castiglonclo 3 , cum pluribus aliis, 
qui erant cum eo. Similiter et filli fratris Guarnerii * filii domini comitis Glacesii de Castro- 
cario, qui erant in castro de Fante Ila 5 , cum matre ipsorum et tota eorum familia, mortui 
sunt propter conquassationem turris et castri predicti. Et multe alie gentes infinite mor- 30 
tue sunt, dieta occasione, in multis partibus mundi, propter domos et edifìcia, que corruerunt ; 
et plurime ecclesie similiter destructe sunt propter fortiam dicti terremotus 6 . 

Eodem anno factus est potestas civitatis Bononie dominus Bertoldus de filiis Ursi romanus 
civis comes Romaniole, per sententiam latam a domino Nicholao papa tercio. Et intravit civi- 
tatem Bononie in die festi beati apostoli Petri, de mense iunii, ubi, cum magno triunpho et 35 
honore, fuit receptus. 
e. 45 r Eodem anno facta fuit pax in civitate Bononie, in piena contione et predicatìone, apud 

ecclesiam beati Dominici, inter sindicum totius partis Geremiorum, qui dominabantur civitatem, 



9. // millesimo e aggiunto sopra la riga. — 23. kalendis — 3^. die festo B. Petri apostoli — 36. exceptus 

1 "Pacem Vili kalendas februarii statutani Imole ai Pagani, ed era stato distrutto dai Faentini nel 1208. 
"per.... legatum, ratam habebunt et observabunt „. Da Tolosano, CXXVIII. Magbinardo da Susinana lo lasciò 
uno strumento riassunto dal Mittariìlli, 513, rogato per testamento a Bandino Pagani suo nipote. Mitta- 
"IV kalendas februarii (1279) praesentibus nobilibus relli, 530. 

" viris d. Raincrio de Calbulo, d. Luisio de Valbona 4 Doveva essere frate gaudente. 

" eie. ... 5 Parrocchia di Galcata, nella valle del Rabbi, tra 

2 Del Montefeltro, cugino di Guido e suo avver- Civitella di Romagna e Portico. 

sano. ° " In festo apostolorum Philippi et Iacobi, idest 

3 Ora Rocca di Castiglione, un chilometro "in kaleadis mali.... factus est terremotus adeo ma- 
ri mezzogiorno di Marradi. Rosetti, p. 185. Apparteneva " gnus in Marchia Anchonilana, quod duae partes Ca- 



[A. 12791 



CHRONICON 



31 



et sindicum totius partis Lanbertaciorum, qui erant extra civitatem Bonoir'e, et hoc fuit in 
presentia domini Latini cardinalis apostolice sedis legati et domini Bertoldi comitis Romaniole. 
Et sindicus partis Lanbertaciorum fuit Spagnolus Guidonis Spagnoli notarius . sindicus vero par- 
tis Geremiorum fuit Aldrovandinus de Marsiliis notarius, qui iuraverunt dictam pacem servare 
5 in animabus omnium hominum partium predictarum ; et hoc fuit die mercurii VII exeunte iullio 1 . 
Item, eodem anno, die iovis XVII mensis augusti, facta fuit pax generalis inter partem 
Geremiorum et partem Lanbertaciorum de Bononia, in civitate Imole, in piena contione et 
predicatione, ubi erant d. comes Bertoldus comes Romaniole, d. Latinus cardinalis aposto- 
lice sedis legatus, d. Bonifacius archiepiscopus de Ravenna, d. archiepiscopus barensis 2 , d. 
10 Octavianus bononiensis episcopus, d. Sinibaldus imolensis episcopus, et abbas Galiate 3 , parati 
omnes; quam pacem fecerunt quinquaginta de maioribus utriusque partis, quorum nomina 
sunt infra, qui omnes iuraverunt ad sancta Dei evangelia, et promiserunt sibi invicem, stipu- 
lantibus prò eis et nomine et vice omnium de parte ipsorum, dictam pacem observare et 
facere perpetuo observari 4 , sub pena x mille 5 marcharum argenti. 



de Lanbertinis prò parte Ge- 
remiorum. 



de Artinixiis. 



15 D. Galaottus 

D. Guilielmus 
' Simon 

'Dominus Albertus de Asinellis. 

D. Baxacomatrix de Baxacomatribus. 
20 Licanorius de Gocadinis. 

Nicholaus d. Teste de Rodaldis. 

D. Beccadinus 

D. Franciscus 

Boncanes d. Civinini ì de Coven 
25 D. Cuntola ! conibus. 

Philippus de Oselittis. 

D. Marchixinus Richadonne. 

D. Guidoctinus 

Minus 
30 D. Rainerius de Liacariis. 

D. Paxe 

D. Fulcus 

D. Guidocane condam d. Bertolomei. 

D. Lanbertinus Ranponus legum doctor 



e. 46 r 



\ de Prendipartibus 



de Paxe. 



Cabriele Grugni. 

D. Thomaxinus Mezacolorie. 

D. Rodulfus | , „ . . . 
. „ ^ '•de Salatinis. 

Albertus \ 

D. Veneticus } 

r-w ail . 11 \ de Lacanimicis. 

D. Albertus novellus ) 

D. Petrus d. Frulani. 

D. Bacalerius ed. d. Nicolai | , „ ... 
t-v t» ' 1. i de bacalerus. 

D. Ranbertus J 

D. Rainerius Bornius. 

'Fucius de Graidanis. 

D. Nicholaus de Thebaldis. 

D. Bonavolta 

Tucimaninus 

D. Thomax de Ghisleriis. 

D. Rolandinus de Romanciis. 

D. Cervus de Boateriis. 

Ricardus de Rico. 

D. Comacius 

9 

Blanchus 



de Malavoltis. 



De Galluciis. 



5. exeunte iullio manca 
nome dell' 'arcivescovo dì Bari, 



8. Ms. Bertolus — 9. Nel ms. e cancellato Octaviai scritto per errore al posto del 
io. Galeate - // Mitt. omette parati omnes — 25. Tucius — 28. Tuzicianinus 



" merini submerse sunt .... In Romagnola et montibus 
" qui sunt inter Florentiam et Bononiam, castra et aedi- 
" ficia multa sunt dirupta, et multi homines utriusque 
" sexus suffocati sunt. Tantus enim timor invasit omnes 
" in illis partibus, quod non audebant in domibus com- 
" morari, nec etiam ipse dominus legatus cardinalis La- 
" tinus „. Salimbene, pp. 273-4. 

1 Jullio si legge abbastanza bene nel codice ; ma 
veramente il 26 luglio del 1279, non il 25, cadde di mer- 
coledì. Erroneamente si è creduto (cf. Pellegrini, Ser- 
vente, p. 44), che la pace fosse conchiusa " il giorno di 
mercoledì 7 luglio „. Il 7 luglio fu di sabato. 

2 Giovanni Saraceno, m. nel 12S0. V. Codice diplo- 
matico Barense, Bari, 1899, II, n. 29. 

3 Potenti signori erano gli abati di Galeata (v. p. 25 



n. 5), che vediamo, nella cronaca del Tolosano, parecchie 
volte scender nel piano a combattere " cum eorum for- 
« tia „. 

4 L'istrumento è riferito dal Ghirardacci, p. 245. 
Stipulava a nome dei Geremei e del comune di Bologna 
Bertoldo Bellondini notaio " sindicus et procurator com- 
" munis et universitatis civitatis Bononiae et sindicus 
" capitaneorum et partis et universitatis Geremiensium „. 
Garentirono l'adempimento del trattato, per mezzo di 
loro procuratori, Manfredo de' Manfredi, Gerardino di 
Mezzo de' Manfredi, Fantolino e Ottaviano figliuoli del 
defunto Ugolino di Cerfugnano, Gentilino e Ubaldo del 
defunto Sasso di Sassadello. 

5 " Quinquaginta millium marcharum boni et puri 
* argenti „ secondo l' istrumento citato. 



Mitt , 256 
t. 45 v 



e. 40 r 



e 47 v 



32 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1279] 



de Gal- 
luciis. 



Mitt., 257 



de Titalasina. 



e. 47 r 



D. Uguicio 

Iohannes d. Acolini } 

D. Odericus de Castro Britonum. 

D. Lanbertinus Mulnaroli 

D. Lanbertinus de Arientis. 

Bergognonus de Scanabiciis. 

D. Thibertus Melonus. 

Munsarellus Passavantis. 

Petrus Cacetta. 

Brancha de Magarottis. 

Ricardinus de Ponticlo. 

1 

Iacobus Abatis. 

Franciscus de castro Britonum. 

D. Armannus de Rustiganis. 

D. Aldovrandinus de Malatacchis. 

D. Caste llanus 

D. Barufaldinus 

D. Laigonus 

D. Lodorengus 

D. Boccaderuncho \ de Guarinis . 
D. Uguicio J 

D. Rolandus de Tarafogulis. 
Minus d. Soldani de Albaris. 
D. Canguiglelmus de Ugoconibus. 
Iacobus de Villanova. 
D. Mixottus 
Apolonius 

Nicholaus de Picicettis. 
Cacharias de Maranensibus. 
Qui omnes fuerunt ex parte Lanbertacio- 
rum. 



10 



15 



de Sturlittis. 



20 



D. Bonifacius \ 

Albertuccius d. Rigucii j 

D. Gerardus Mascinellus. 

Iacominus d. Nicholai domine Docte. 

D. Torellus de Torellis. 

D. Albericus de Simopicolo. 

Petrucius eius filius. 

D. Iacobus Balduini. 

D. Coennus de Pepolis. 

Rolandinus d. Pipini. 

Qui omnes fuerunt prò parte Geremiorum 

D. Castellami d. Fabri de Lanbertaciis. 

D. Soldanus de Albaris. 

Andreas d. Castellani de Andalo. 

Branchaleo d. Andalo. 

D. Gualtirinus de Machagninis. 

D. Petrus de Carbonensibus. 

D. Petrus d. Bergadani. 

D. Ariverius de Carbonensibus. 

D. Philippus 1 de Abdsi0t 

D. Bonifacius J 

Useppus I de Fracta# 

Bertolomeus J 

D. Albicus de Rustiganis. 

Rustiganus de Rustiganis. 

Oddo de Abaisio. 

D. Spagnolus Abbatis legum doctor. 

D. Thomax \ ^ p rmdp i b us. 
Guinicellus ) 
D. Guilielmus Boccacius. 
D. Petrus de Asinellis. 

Forma sententie late per Dominum Nicolaum papam tertium super pace civitatis Bononie. 

« In Nomine patris et filli et spiritus sancti, amen. Ad perpetuimi rei memoriam. Commisse nobis 

a Domino solicitudinis bonus viscera nostra multipliciter inquietai cum ecclesie romane fideles 

PtfiUos varia deprimi perplexitate conspicimus, ipsorum statu diversarum procellarum turbine 00 

Ltutnte Dum vero ad singulas regiones cogitatus nostros extendimus, civitatem bononiensem 

„0, «m et ipsius ecclesie specialem mentane» oculis intuemur, ac illam afhcimur, et eius 

ncolas in memoriam retinemus. Ipsa quidem civitas, inter alias Itahcas speciali prerogativa 

cunca viros emincntis sciencie, viros alti consilii, viros preponente» digm tatibus et virtù- 

bus precellentes, solet ab antiquo, propagatione quasi naturali, producere; ipsa veluti fons 40 

nr u scientiarum dulcedinem scaturit, et suavi licore relicit selciente* at illos eius ame- 

ST Sich etiam a remotis, in ipsa viri nutriuntur electi, et ex ipsa viri proveniunt fructus 

ulbn^s etferentes, sicut preterita indicant, et in eorum quanpluribus hodie testimonial» 

esenta manifestat. Digne igitur in sue quietis plenitudine delectamur, digne querimus, ut 



25 



de Ursis. 



30 



*, M ih» 8 Passavano - 9. Zocninus - 17. Parusaldinus - 29. Pizicottis - 31. Boccncius 

3 .MastmeUu S -8 ^a^savann w **. é&m**. domimi temforalu 

7 f d "°v^^ ^^ '86,. CCCLXXXIX, *//. onale riferisco le ^rinci^ variai. *-**■■ 
fcc, ; Z - Z Nicolai» EPISCOPI S«rvos Skrvorum Dei - Ad perpetuam etc. - 34- Ms. honus - 
^r^ m'nent'es - 4 X. Ms. saturit - sitieates - ,2. in ipsam viri mittuntur 



CHRONICON 33 



prosperis senper ' anplietur augmentis, et in vigore persistat solide libertatis. Nec indigne so- e. «s r 
licitudinis apostolice partes apponimus, ut sui famosi nominis nequeat obnubilari serenitas, ne- 
que sui status prosperitas laceretur in aliquo, vel dispendiose tangatur, cum eius quies longe 
Iateque per orbem diffundatur in alios, et per illam fluctuationes abeant grassancium maligno- 
5 rum. Et si, quod absit, inibi turbationes odiose vigerent, talis turbatio non solum circumvicinas, 
sed remotas etiam provincias odiorum anfractibus concitaret. Profecto hec non inmerito in- 
fra claustrum nostre memorie revolventes, frequentius [abolim illa se] nostris obtutibus pre- 
sentabant, et, rememorando civitatis eiusdem gesta magnifica, pungebamur aculeis in guerrarum 
discriminibus, que dieta civitas et eius incole diutius pertullerunt, et quibus odiosis contracta- 

10 tionibus quassabantur. Quid miri, si nos afficiebat ansietas, dum in tam ameno viridario 
flores videbamus arescere, qui solebant per universa mundi climata reflorere ? Quid si, more 
custodis, excitabamur vigiliis, dum remediis pensabamus occurrere, ne decederet eius amenitas, 
in qua fructus uberes exerescebant ? Quid, si tam preclaris fìliis ' conpaciebamur ab intimis, e. 48 v 
dum illorum percipiebamus animos consternatos, quorum magnanimitas per exemplum aliis pre- 

15 dicabatur? Certe circa hec angebamur intrisecus, dum infra nostra precordia resultabant, et 
tandem nobis, preter humana studia, que hiis solerter addicimus, expectantibus ex alto con- 
silium, operatus est Dominus, qui scissa vulnera clemencie sue miseratione consolidat, et 
potenter abolet cicatrices, et, solicitudinibus nostris manum sue propitiacionis appcnens, sic 
civium eorundem succensa corda linivit, quod ad sedem apostolicam civitatis eiusdem, certis 

20 anbaxiatoribus et nunciis destinatis super litibus et questionibus et differentiis et discordiis, 
que essent et verterentur, et esse possent inter comune et partem Geremiensium de Bono- 
nia et eius districtu, que nunc in civitate et districtu commorabantur, et tenebant eandem, 
et universitatem ipsius partis ex una parte, et partem Lanbertaciorum extrinsecorum de 
civitate et districtu prefatis, et universitatem eiusdem partis ex altera, occasione guerrarum 

25 habitarum inter dictas partes propter deiectionem factam de parte Lanbertaciorum de civi- 
tate et districtu Bononie, occasione quacunque danpnorum, iniuriarum et maleficiorum facto- 
rum per dictas partes sibi invicem, in specialibus preliis et generalibus guerris et aliis quibu- 
scunque occasionibus, modis vel causis; per Antollinum de Mancolino 1 doctorem legum, et 
Liacarium de Liacariis 2 iudicem eorundem comunis et partis Geremiensium; et Spagnolum 

30 Abbatis doctorem legum, 3 et Comitem de Butrio iudicem, ac Macolum' de Macis partis Lanber- 
taciorum predicte speciales procuratores et sindicos parcium earundem, sufficiencia mandata 
prò premissis habentes, in nos extitit tanquam in arbitrum, arbitratorem et amicabilem com- 
positorem alte et basse, sub certa pena, concorditer conpromissum. Ita quod super predictis 
et supra adiacenciis et pertinenciis et spectantibus ad premissa et quolibet premissorum et 

35 eorum accessoriis possimus, et nobis licitum sit sententiare, diffinire, ordinare, statuere et de- 
cernere, [dicere], precipere et mandare, et arbitrari, prout et quando et quotiens nobis placuerit 
et de nostra processerit voluntate, semel et pluries, totaliter et in parte, simul et divisim, diebus 
feriatis et non feriatis, partibus presentibus et absentibus, una parte presente et altera absente, 
iuris ordine [servato vel] non servato, ac corrigere, emendare, interpretari et declarare ac mu- 

40 tare, que per nos ordinata et statuta fuerint sive dieta, inter predictos et alios, quocunque nomine 



2. caritatis — 2. apponuntur — 4. Ms. habeant — 7. frequenter - manca nel ms. abolim illa se — 8. Ms 
pungebantur — 9-10. concertationibus — io. quid iniri. — 12. deciderei — 14-15- Ms. predicabat — 15. agebamui 
in e poi spazio bianco nel ms. — 16. adiecimus — 24. Ms. Universitas diete partis — 26. ac comitatu Bononien. - 
occ. quoque — 27. et inter dictas partes sibi adinvicem et — 28. guerris manca - Mansolinis — 29. Liazerium. - 
Spavolum — 30. Contem de Budrio — 34. ad premissa fitanca 

1 " Est .... Manzolinum pagus agri bononiensis, 3 Di famiglia di mercanti e cambiatori, dottor di 

* unde Antolini familia in civitatem recepta nomen tu- leggi. Il re Enzo gli lasciò per testamento mille lire 

"lit„. Antolino, giudice e dottore di leggi, mori nel bolognesi. Proscritto nel 1282, morì, probabilmente lon- 

1288. Sarti e Fattorini, I, p. 253. tano dalla sua città, prima del 1293. Sarti e Fattorini, 

* Fu podestà di Modena nel 1257. Savioli, III, p. 308. p. 226. 

T. XXVIII (MlTTARJELLl), p. Il — 3. 



e. 49 r 



34 PETRI CANTINELLI 



e. 49 v 



censeantur et cuiuscunque conditionis existant. Et nichillominus dicti procuratores et sindici 
similiter conpromittentes in nos, dederunt et concesserunt nobis, nomine dictarum partium, li- 
mitt., 259 berum et generale arbitrium et arbitrarti e ntum in predictis et quolibet predictorum ' et perti- 
nentibus ac spectantibus ad predicta, nobis partes predictas' et homines dictarum .partium, alte 
et basse ac plenarie, supponentes ad promittendum et dandum obsides, munitiones et castra, 5 
fìdeiussores et securitates ad mandatum et voluntatem nostrani, et super omnibus et singulis in 
huiusmodi conpromisso contentis, et prout in huiusmodi mandato semel et pluries et quo- 
tienscunque processerit, prout in instrumentis publicis inde factis plenius continetur. Nos 
autem, conpromisso ipso recepto, ad tante concordie commodum frequentibus studiis inten- 
dentes, venerabilem fratrem Latinum Hostiensem et Velletrensem episcopum, apostolice sedis 10 
legatum ad partes illas, propter hec inter alia, duximus, tanquam pacis angelum, destinandum. 
Sed quia affectus optate concordie ultra concepta desideria trahebatur, de quiete ac statu 
prospero ipsorum civitatis et civium tractatus per nos ipsos assunpsimus, et per alios etiam super 
hiis apud sedem apostolicam tractari fecimus diligenter, et tandium ad premissa eo ferventius 
studia nostra convertimus, illaque sensibus nostris infiximus, quanto iidem civitas et incole 15 
ad nos et ad eandem ecclesiam dignoscuntur specialiter pertinere, ac ipsorum statum pacifìcum 
desiderabilius affectamus; sicque negotio ipso et ipsius contingentibus piene discussis, et su- 
per omnibus deliberatione habita diligenti, ad laudem Dei, prò bono pacis et quiete desi- 
dentium, tam [apostolica quam arbitraria potestate, sicut arbiter, arbitrator et amicabilis con- 
positor in hac parte, ac etiam sicut civitatis predicte dominus temporalis, ordinamus, diffini- 20 
mus, statuimus, decernimus, dicimus, precipimus, mandamus et etiam arbitramur. 

In primis, ut hesitantium corda diutius, proh dolor! odiorum fomitibus concitata recon- 
ci liationis licore placentur, et facilius animorum integri tas perfusione superne gratie subse- 
quatur, quod infra unum mensem, postquam per nos ad ipsius civitatis regimen deputanda 
persona civitatem eandem intraverit, et huiusmodi regimen inceperit exercere, de parte ad 25 
partem fiat pax solida generalis, per sindicos ad hoc a partibus specialiter ordinatos. Que 
quidem pax primo per sindicos ipsos iuretur, et subsequenter, facta per eosdem sindicos 
iniuriarum et danpnorum usque in diem c-onpromissi facti in nos hinc et inde remissione 
plenaria et etiam generali, ita tamen quod hec remissio ad bona immobilia et etiam mobilia 
extantia, que mobilia non sunt inedificata, affìssa, inmissa vel iniuncta, quinquaginta persone 30 
de parte qualibet eligantur per personam deputandam a nobis ad hoc, que, nomine partium 
earundem, pacem adinvincem faciant, quam bona fide promittent et iurent, quantum in eis 
est, per se ac alios inviolabiliter observare et facere observari. Fiat quoque pax integra sin- 
gularium personarum, de quibus nobis expedire videbitur, vallanda iuramentis et aliis firmi- 
tatibus, prout per nos vel alium, de mandato nostro, extiterit ordinatum. 35 

Ad easdem quidem partes, que diutius dissidiosis dispendiis languerunt, conpassionis 
animum convertentes, ut quando nos sibi benigniores invenerint, tanto dulcius cicatricès vul- 
nerum solidentur, et quies utrinque liberius in gratiarum refectiòne concrescat, omnes sen- 
tentias sive banna, contumacia*, per quoscumque prolata, occasione partis, a tenpore rumoris, 
ut eorum verbis utamur, honorum quoque publicationes per quoscumque factas, et quicquid 40 
secutum est ex eis vel ob id, auctoritate simili relaxamus, cassamus et etiam irritamus, ac vo- 
luraus de cetero nullius existere firmitatis. Condenpnationes autem pecuniarias, que facte 
dicuntur per quondam Guillelmum de Pusterula, tunc potestatem bononiensem ', tenr/ore pre- 
dicti rumoris, quia de ipsis condenpnationibus et modis earum nobis non liquet ad presens, 
nostro arbitrio reservamus. Si qua autem statuta, mandata, sententie vel processus habita 45 
sunt in predictis per venerabilem fratrem nostrum L. Ostiensem et Velletrensem episcopum, 



3. et arbitratimi — 7. prout de huiusmodi — 8. inde cónfcctis — io. Fratrem nostrum L. - hoc — 12 efle- 
ctus - quiete et — 14. et tandem — 16. spcciulius — 17. et illud contingentibus — 17-18. super iis 

1 Cioè nel 1274. V. p. 12. 



CHRONICON 35 



apostolice sedis legatum, vel per dilectum filium nobilem virum Bertoldum de Filiisursi civem 
romanum, totius provincie Romaniole, civitatis bononiensis, comitatus Brittenorii et pertinen- 
tiarum eorundem rectorem, illa et eorum effectum nostre providentie reservamus]. 

Et quia pax ipsa, dante Domino, discordiarum radicibus extirpatis maiori radicabitur firmi- &•£ r 2S9 c 
5 tate, ac prosperitate virescet, odiosis refricationibus sissuram ulterius non passura, volumus et 
arbitrando precipimus quod omnia bona immobilia et mobilia extancia, que mobilia non sint 
inedificata, immissa, affìssa vel iuncta, seu iura qualitercunque per quoscunque et a quibuscun- 
que, occasione partium vel discordiarum, a tenpore mote guerre inveniuntur occupata, saisita, 
subtracta vel disforciata seu detenta, restituantur generaliter et singulariter hic inde, sicut 

10 haDebantur tenpore exitus partis Lanbertaciorum, infra terminum deputandum per nos vel 
alium, cui hoc duxerimus committendum ; ita tamen, quod hec restitutio ad contractus alios 
legitime factos de libera contrahentium voluntate nullatenus extendatur. 

Volumus quoque, precipimus et ordinamus quod Bononienses extrinseci civitatem ipsam 
et eius districtum, postquam generalis pax de parte ad partem, ut predicitur, extiterit confir- 

15 mata, intrare, in ipsis habitare ac degere, et ex tunc tam intrinseci quam extrinseci bona 
sua excollere, illisque uti de cetero, sicut cives bononienses et re et nomine libere valeant, et 
eorum pacifica possessione gaudere, exceptis illis, quantum ad ingressum civitatis de parte 
Lanbertaciorum, quos, ex certis causis, prò quiete civitatis eiusdem, ad tenpus extra civi- 
tatem ipsam, in locis vel loco per nos deputandis vel deputando, manere providerimus, per 

20 nos vel alium, prout de locis vel loco aut tenpore huiusmodi duxerimus ordinandum. 

Ceterum, ut novelli pacis surculi delectabili amenitate concrescant, et, nullis illos ventis e. so v 
plicantibus, sub diligenti custode virescant, et cuiuslibet suspitionis subtractis eventibus 
caritativis connexibus saltem mixtis primordiis radicentur, et eadem connexitate reflectant 
odoris gratiam, simul aut idem per omnia precepturi, non minus utile quam necessarium fore 

25 providimus quod regimen eorundem civitatis' et districtus, prò anno proximo futuro, vel m itt ., 200 
maiori tenpore, prout prò qualitate negotii expedire videbimus, exerceatur per aliquam per- 
sonam deputandam a nobis, quae regimen ipsum gerens statuto, ordinamento vel reforma- 
tione aliqua factis hactenus contra aliquos, vel occasione partis aut alias, et obviantibus iuri 
et potestate, seu per que aliquis innocens personaliter vel realiter pretextu alicuius privilegii 

30 vel statuti aliquibus per comune concessi contra iusticiam puniretur, quomodolibet non 
ligetur, vel regimen ipsum impediatur in aliquo; sed potius statuta, ordinamenta, et refor- 
mationes huiusmodi taliter facta vel facienda, immo presunpta vel presumenda, ne ex eis 
provenire possit sintilla odii vel rancoris, cassamus et irritamus omnino, et volumus quod 
prò cassis de cetero habeantur. Per hoc autem non intendimus quod eadem per nos ad ipsum 

35 regimen deputanda persona non iuret illa servare statuta et consuetudines alias adprobatas, 
que iuri consona, et etiam equitate fundata, ac inibì facta vel facienda, tam ibidem quam 
in aliis civitatibus et' locis Italie, ad statum prosperum populorum, quietem civitatum et e. ji 
locorum eorundem, consueverunt pacifice observari; sed illa per eam iurari volumus et servari 
quatenus equa fuerint paci ac presenti ordinationi nostre non repugnancia, nec dominio nostro 

40 et ecclesie Romane obsistencia, vel obviancia ecclesiastice libertati. Et quia nemo tenetur 
in aliorum serviciis propriis stipendiis militare, dictam personam, per nos ad ipsum regimen 
ut predicitur, deputandam, [quinque] iudices, septem notarios, tres socios et decentem familiam 
regimen huiusmodi prosequendo habere volentes, ipsi prò se et prò iudicibus et notariis, sociis, 
et familiaribus supradictis prò uno anno, conputando a festo beati Petri proximo futuro, septem 

45 millium librarum bononiensium salarium percipiendum ab ea de bonis comunis Bononie de- 



3. Do il passo chiuso fra parentesi qitadr -e, che manca nel ms., secondo l'edizione *?e/ Theiner. // Mitt. avverte: 
hic deficit folium. — 7. iniuncta — 8. Ms, sarsita — 14-15- consumata — 16. nomine nominatim libere — 17. 
ho rum — 22. sublatis eventibus — 23. saltem in istis — 24. ut idem — 26. tempore prout qualitati - viderimus. 
— 27. fideliter statuto — 28. contra partem aliquam - etiam obviantibus — 29. et equitati seu — 33. Ms. ho d 4 
•*- 36. et in equitate — 43. ei prò se — 44. proxime futuro computando 



20 



PETRI CANTINELLA 



e j/ v 



e. 5' r 



putamus. Habeat quoque xl beroarios pedites in expensis comunis eiusdem, scilicet ad 
salarium trium librarum bononiensium parvorum singulis mensibus prò quolibet, qui beroarii 
non conputentur in ordinata vel ordinanda familia potestatis. Nec volumus quod prò eo [quod] 
dictum regimen prò pacifico statu civitatis et civium bononiensium, ut predicitur, ad tenpus 
nobis adsumimus, ipsis Bononiensibus in eorum privilegiis, iuribus et consuetudinibus circa 5 
electionem vel aliarti provisionem ipsius regiminis, prout eis de iure, privilegio vel consue- 
tudine conpetit, in futurum aliquod preiudicium, quantum ad possessionem vel proprietatem, 
quomodolibet generetur; sed ad eos, postquam prefatum regimen dimiserimus', electio et provi- 
sio huiusmodi, sicut habuerunt actenus, et eis de iure conpetere poterat, libere revertatur. 

Preterea, ut manus presidentis in patria fìrmioribus vallata subsidiis, prò comuni pace 10 
civitatis eiusdem et partium vicinarum, possit gubernare pacificos, et, cum expedierit, refrenare 
rebelles; et ut tantum comune Bononie, quod prò comuni utilitate civitatis ipsius et totius 
Provincie Romaniole, non sine multa providentia, ordinatum fuit, sicut eius commodum sen- 
tiatur ab omnibus, ita honus comuniter subportetur, et ne, si totum subportaretur Bononien- 
sibus honus huiusmodi, assererent se gravatos, et nisi deceret quod qui tantum bonum' cum 15 
aliis parciuntur, honus ipsi soli portarent; precipimus, ordinamus et volumus quod trecenti 
militcs vel armati equites et plures, sicut nobis videbitur expedire, tam per ipsos Bononienses, 
quam per alios de Romaniola, stipendientur comuniter, secundum modum contributionis de 
ipsis stipendiis faciende per nos vel alium, cui hoc duxerimus committendum, quos vel rectori 
Provincie, vel futuro potestali Bononie deputare proponimus, prout quieti civitatis et utilitati 20 
proprie predictorum ac subiectorum eorundem viderimus expedire. 

Ordinamus insuper et volumus quod reformatio consiliorum [et] ofiicialium civitatis eiusdem 
fiat de comuni consensu parcium earundem, si infra terminum per nos vel alium,' cui hoc 
commiserimus, presignandum, talis possit haberi consensus; alioquin ipsam reformationem et 
modum ipsius nobis plenarie reservamus, exercendum per nos, vel alium, cui duxerimus com- 25 
mittendum. 

Verum quedam societas esse dicìtur in civitate predicta, que societas Crucis ' inibì nomi- 
natur; circa cuius conditionem et merita, nec minus eius effectum, proponimus maturius, ad quie- 
tem eorundem civitatis et civium, cogitare, ut exinde prosperitatis commoda, dante Deo, subse- 
quantur. Et ideo provisionem huiusmodi societatis omnimodam, et eam contingei cium nobis 30 
specialiter reservamus, monentes et expresse mandantes quod Rolandinus Passagerii 2 seu 
quivis alius de capitanarla, rectoria vel quovis alio oScio sive administratione ipsius cape- 
tanarie, quocunque nomine censeatur, se inteiim nullatenus intromittant, donec super hoc 
per nos aliter provisum extiterit et edam ordinatum. Statura quoqae societatis ipsius, vel eius 
occasione a comuni facta, et effectus eorum suspendentes ad presens, ipsorum modeiationem, 35 



i xx Bcrruario8 — n. civitatis ipsius - expedit — 12. commune bonum — 13-14- ordinatur commodum com- 
muniter — 14. sic et eius onus. imponerctur Bonon. — 15. gravatos nec — 21. patrie predictarum — 22. con- 
siliariorum et aliorum — 24. prefigendum — 25. ipsi nobis piene - exerecndam — 28. conditiones — 29. dante 
domino — 30. omnimodam soc. huiusmodi — 31. volcntes et - Orlandinus — 32. Capitania — 32-33. Capi- 
tarne 



1 "Et eo anno (1271) facta fuit in civitate Bono- 
" niac quaedam societas, quae vocabatur Societas Iustitiae, 
" et erat valdc magna societas de bonis et melioribus de 
" populo dictae civitatis, et posuerunt octoginta de mili- 
" tibus in confinio propter bonum statimi Bononiae. „ 
Salimbene, p. 257. " Istituta est Societas ex delectis 
" civibus manu promptis et virtute praestantibus, qui 
" quasi in excubiis positi, perpetuo vigilarent ad civi- 

* tatis salutem. liane autem societatem vel Rolandinus 

* (Passagieri) ipse instituit vel ccrtis legibus informavil ; 
" eiusque tunc alque praefectus, slve, ut dici amavit, pri- 



" miccrius fuit. Crucis autem appcllatio buie societati 
" indita est .... quod eius sock tatis homincs, cum Iere- 
" micnses cssent, et ad reprimcndos Lambertaccios. . .. 
" comparati, in scutis, quibus inter celerà arma uteban- 
" tur, nibcam crucem fictam gerebant „. Sarti e Fatto- 
rini, I, p. 508. 

2 R. di "R.o<kvPfi\no ^assaggerò (" esattore del pedag- 
gio „) notaio e " artis notarie rector et dominus,,, an- 
ziano perpetuo del popolo bolognese, autore di una 
Stimma artis notariac cclebratissimci, visse sino ali'otto- 
bre del 1300. Sarti e Fattorini, I, p. 508. 



CHRONICON 37 



correctionem et abrogationem nobis, prout expedire videriinus, reservamus. Ad quod videlicet 
circa ordinationem societatis ipsius et ordinationem de ipsa societate, utrum scilicet vel 
qualiter debeat remanere, et in quibus personis, videlicet de hiis, qui nunc sunt in societate 
predicta, vel esse dicuntur, aut alias tam de ipsis et aliis, sub modis et formis, de quibus se- 
5 cundum Deum tranquillitatem civitatis eiusdem expedire viderimus, prout nobis manifestabit 
Altissimus, intendemus. 

Porro, sicut nostre solicitudinis studium nos providere conpellit, et frequenter audivimus, e. 52 v 
ac interdum experimento didicimus, societates et conventicula seu coniurationes inlicite in 
civitatibus pariunt sectiones, et per hoc status variatur earum; unde, futuris periculis, que 

10 possent ex hoc in civitate bononiensi contingere, obviare cupientes, ut inibi vere unitatis 
integritas conservetur; ordinamus, precipimus et mandamus quod nulle de cetero in predicta 
civitate societates seu coniurationes aut alia conventicula, quocunque nomine censeantur, 
ibidem erigi vel creari valeant, aut assumi, nec ipsarum aliqua aut aliquo quovis titulo instituta 
sive instituenda, armorum exerciciis, unde consueverunt scandala provenire, se ingerant quo- 

15 modolibet, vel congregentur in comuni, absque mandato potestatis ponende per nos, ut pre- 
dicitur, civitatis eiusdem, vel sine ipsius licentia speciali. 

Ad maiorem vero premissorum omnium firmitatem, volumus et arbitrando precipimus 
quod Castrum Sancti Petri et Castrum Franchum, ac alia, de quibus expedire videbimus, 
castra in manibus nostris vel aliorum de mandato nostro, in omnibus expensis ipsorum Bo- 

20 noniensium tassandis per nos vel alium, cui hoc duxerimus committendum, custodienda tra- 
dantur, infra predictum festum s. Petri, restituenda in posterum Bononiensibus supradictis, 
prout et quando videbimus expedire. 

Similiter quoque ab utraque parte obsides, quot quot et quando petierimus, nobis assi- 
gnari precipimus, in expensis comunis Bononie tassandis, per nos vel alium, cui hoc duxeri- 

25 mus committendum, in locis vel loco, de quibus vel de quo expedire videbimus, si eos rece- 

perimus, custodiendos, et etiam retinendos usque ad nostre beneplacitum voluntatis, sperantes 

quod hiis omnibus, eterno Patre prosperante, civitas ipsa quietis incrementa suscipiet, et nos 

in illa delectabiliter, iuxta nostra desideria, expiatis quibuscumque turbinum odiis, quiescamus. 

Ut igitur contra premissa vel horum aliquod, que servari volumus, venientis culpe quali- 

30 tas pene mucrone percellat, preter penam quinquaginta millium marcharum argenti, a parte 
parti solenpni stipulatione promissam, cuius pene medietas parti observanti, et alia medietas 
romane ecclesie debet solvi; refectionis quoque danpnorum et expensarum litis et extra, ad 
quam penam partem non servantem solvendam, ut premittitur, condenpnamus ex nunc; qua so- 
luta vel non, ac danpnis et expensis restitutis vel non, predicta omnia nichillominus in sua re- 

35 maneant firmitate, in omnes predictam pacem, quantum in eis fuerit, non recipientes, aut non 
facientes [aut irsam frangentes, seu quomodolioet violantes, vel quominus ipsa fiat seu ser- 
vetur inpedientes], et in non exhibentes obsides et castra, ut predicitur, ac inpedientes assi- 
gnationem eorundem, in non recipientes quoque' potestatem per nos inibi statuendam iusta ordi- 
nationem premissam, vel quantum in ipsis fuer t hoc impedientes; Bononienses quoque, tam in- 

40 trinsecos quam extrinsecos, civitatis et districtus eiusdem, in non parentes precepto, ordinationi 
et voluntati nostris super exhibitione stipendiorum, sic mature prò comuni omnium illarum 
partium ut litate provisa, vel hoc inpedientes, in omnes quoque non parentes precepto, ordina- 
tioni et voluntati nostris, sed obsistentes predicte ordinationi nostre, quominus Bononienses 
extrinseci civitatem ipsam et eius districtum intrare, in ipsis habitare ac degere ac ex 

45 rune tam intrinseci quam extrinseci bona sua excollere, illisque uti de cetero, sicut superius 



5. tranquillitati - ministrabit: così anche il Mitt. — 9. unitatum pariunt - earumdem — io. civitate ipsa* 
volentes — 13. nec ipsa vel earum alique aut alie — 15. congregent — 19. in comminibus — 22. viderimus — 
23. quos, quot et quando — 24. Bononiensis - vel quo - viderimus — 28. quibuslibet — 29. venientis era stato 
scritto nel cod. dopo aliquod — 30. percellat — 31. et reliqua — 33. servantum, ut premittitur — 35. pacem in q. — 
43. parentes voluntati 



e 53 r 
Min., 262 



e. 53 v 



38 PETRI CANTINELLI [A. 1279] 



e. 54 r 



est expressum; preterea in omnes contra reservationem ordinationis, omnimode moderationis, 
correctionis et abrogationis nostre per nos faciendarum, circa condenpnationes et merita, nec 
minus effectum societatis, que dicitur societas Crucis in civitate predicta, et suspensionis 
statutorum societatis ipsius, sicut superius est expressum, venire temere presumentes, ac inhi- 
bentes et non restituentes, si possibilitatem habeant, bona predicta, iuxta ordinationis arbitrii 5 
et precepti nostri tenorem; excommunicationis sententiam promulgamus. Si vero comune 
predictum premissa et eorum singula non servaverit, illud omnibus iuribus, iurisdictionibus, 
privilegiis, libertatibus, districtu vel comitatu privamus. Et volumus quod ea omnia, ex nunc, ad 
263 Romanam ecclesiam libere devolvantur. Et nichillominus comune predi'ctum, propter hoc, 

ecclesiastico subiaceat interdicto; singulares etiam persone cuiuscun'que conditionis ac status 10 
extiterint, in premissis et eorum quoìibet delinquentes, potestariis et aliis publicis officiis, ac 
etiam, si sint doctores legum, iudices aut notarii, simili auctoritate privamus, ac eorum etiam 
filii et nepotes descendentes ab ipsis omnium beneliciorum ecclesiasticorum, si qua optinent, 
privationem poterunt non inmerito formidare, et quod reddantur inhabiles ad illa vel alia 
ulterius optinenda. Medietatem quoque omnium bonorum taliter delinquentium, ex nunc, 15 
eidem ecclesie nichillominus confiscamus. 

Quod si, quod absit, ipsum comune vel aliqua partium in premissis inhobedièntes 
forsan extiterint, volumus quod comune predicte civitatis et pars huiusmodi ac eorum bona 
prò expensis, que contra comune seu partem rebellem, propter hoc, fieri contingerint, obligari 
possint per eandem ecclesiam ad expensas huiusmodi restaurandas. 20 

Reservamus quoque [nobis] expresse in hiis Omnibus et quoìibet premissorum quacunque 
fuerint apostolica seu arbitraria potestate fulcita, ordinandi, diflìniendi, statuendi, decernendi, 
dicendi, precipiendi, mandandi, arbitrando corrigendi, emendandi, interpretandi, declarandi, 
addendi et mutandi, quotiens et quando nobis videbitur expedire, plenariam potestatem. 
Nulli ergo./ 25 



e. 54 -o 



Item, eo anno, scilicet M.CC.LXXVIIII, indictione VII, die lune X mensis iulii, mortuus 
fuit d. Manfredus de Nordiglis de Imola, quem occiderunt Sucus de Laucano et Galixius con- 
dam domini Uspinelli de Imola, propter cuius mortem fuit in civitate Imole magnus rumor, ita 
quod steterunt armati omnes Imolenses, ex utraque parte, diu noctuque, et fecerunt seragla; 
nam pars de Nordiglis aseraglavit se ad portam Alonis, et pars Mendullorum ad portam de 30 
Spuvigla 2 , et sic armati omnes steterunt quousque dominus Bertoldus cOmes Romaniole venit 
jlam. 

Item, eo anno, fuit maximum siccum, ita quod non pluit a mense aprilis in antea, usque ad 
medium mensem septenbris, et calor maximus fuit in dieta estate, et Faventini vindemia- 
verunt omnes de mense augusti, propter uvas, que erant mature, et propter danpna, que fiebant 35 
in vineis a forensibus, qui stabant in civitate Faventie. 

Item, eo anno, de mense septenbris, d. Bertuldus comes Romanie ivit ad civitatam Ra- 
venne, et fecit concordiam inter intrinsecos et extrinsecos de Ravenna, ita quod, die domi- 
nica X intrante septenbri, illi, qui erant extra Ravennam, intraverunt Ravennani, scilicet domi- 
nus Guilielmus Franciscus 3 , qui erat dominus domus Traversariorum de Ravenna, dominus 40 



2. conditiones — 4. ipsius societatis — 4-5. in habentes — io. aut status — 12. etiam manca — 15. extunc 
17. inobediens — 19. contigerit — 21. Ms. quecunque — 26. die lune X m. j. indictione VII — 29. fecerunt 
manca — 30. seraglavit — 31. Spuvilga — 40. Franciscus manca 

1 " Datum Rome apud sanctum Petrum, IV kal. Tolosano, CLXX: " porta Spivilcia „ e "porta Spivillia „. 
* Iunii, pontificatus nostri anno secundo „. 3 Era un pugliese, non so se parente di quel Te- 

2 " In dieta civitate (Imolae) sunt istae portae — baldo Francisio o Francesco, che fu potente alla corte 
"Porta Alonis per quam itur versus Bononiam . . . . di Federico II; divenne dominus domus Travc.rsariorutii 
" Porta Sporulae versus Faventiam. ...» Descr., p. 5. Nel per avere sposato Aica figliuola di Paolo Traversara 



[A. 1270] CHRONICON 39 



9. de civitate Bonònie — ti. versus Bononie civitatem — 24. Carbonensibus manca — 25. Gunzardini — 26. 
Ugulicius — 31. Zoannes 

(cf. p. 2, n. 5, e p. 3). Alca, mandata prigione in Puglia, * annis, ut vidi oculis meis. Post haec elevavit se contra 

ricomparve a Ravenna col marito, dopo la morte dell' im- " partem Ecclesiae; et ideo de Ravenna fuit expulsus „. 

peratore, e vi riebbe parte de' beni della " casa Traversa- Salimbene, pp. 55-57. Cf. Tarlazzi, Riscontri critici ecc., 

ra„. (Dante, Purg., XIV, 116); ma si dubitò che la negli Atti e Mem. della R. Dep. di St. Patria per le 

moglie di Guglielmo non fosse la vera figliuola di Paolo. frov. di Romagna, IX, 1870 j Levi, Alca Traversar!, Mo- 

" Venit quidam Guillielmottus de Apulia cum quadam dena, Vincenzi. 

" pedissequa, quae prius Paschetta dicebatur, et imposuit l Guido maggiore soprannominato Riccio, figliuolo 

" ei nomen Aicam, et dicebat eam uxorem esse, et do- di Alberico, cugino di Guido minore padre di France- 

" mini Pauli Traversarii filiam .... Guillielmottus .... sca. Rubei, VI, p. 450. 

" erat puleher miles et magnus prolocutur. ... Et ha- 2 V. p. 23 n. 2. 

" buit. . . . possessiones et terras domini Pauli Et abun- 3 V. p. 31 n. 4. S' intende : dei conti di Bagnacavallo. 

" davit pecunia et redditibus ; et aedificavit curtes et 4 u Miser Bertoldo .... Ambe le parti a sì fece ve- 

"casalia et muralia et palatia, et prosperatus est multi s " nire, E dolcemente comencò a dire: — Or ascoltati.... 



e. SS r 



Guido Ricius 1 de Po'lenta, dominus Vincencius filius condam domini Honesti domini Saladini 2 , 
cum eorum sequacibus de parte Traversariorum, et dominus Vitalis et Ubaldus de Saxo, cum 
eorum sequacibus de parte Comitum 3 . 

Item, eo anno, dominus Bertuldus comes Romanie et dominus Latinus cardinalis et apo- 

5 stolice sedis legatus habuerunt magnum tractatum pacis faciende et conplende, inter partem 
Geremiorum intrinsecorum de Bononia et partem Lanbertaciorum extrinsecorum 4 . 

Et sic, Domino cohoperante, qui omnia potest virtute sua, predictus dominus comes Ber- mitt., 26« 
tuldus fecit exire omnes de parte Lanbertaciorum, qui erant in civitate Favencie, et qui venerant 
ibidem ipsa occasione, de civitate Faventie, die mercurii XXVII mensis septenbris, tam milites 

10 quam populares; et hospitati sunt, ea nocte, in civitate Imole et apud Castrum Sancti Petri. De- 
mum, die iovis sequentis, in mane, omnes iverunt versus civitatem Bononie, et, cum magno 
honore, intraverunt ipsam civitatem Bononie : verumtamen multi et multi de parte Geremiorum 
non viderunt eos libenter, nec bono animo. Dominus tamen comes Bertuldus, qui erat potestas 
Bononie, fecit regimen suum honorifice. Ed, de parte Lanbertaciorum, iverunt ad confinia 

15 quadraginta quinque, secundum sentenciam summi pontificis; aliqui ex eis iverunt Pisas, et 
aliqui Mantuam, nomina quorum fuerunt hec. 

Andreas filius condam d. Castellani de Andalo. Iacobinus domini Sirripere de Ursis. e. s: * 

D. Cese condam d. Ariverii de Carbonensibus. Albicus condam domini Zapironis de Ursis. 

D. Petrus condam d. Bergadami. Matheus de Pizicottis. 

20 D. Philippus de Abaisio. Grimaldinus de Grimaldis. 

Bertolinus de Abaisio. Dominus Rolandus de Terrafoculis. 

D. Albertus d. Gualterini de Machagninis. Dominus Guidottus de Barufattis. 

Iacobus ed. d. Branchaleonis de Lanbertaciis. Dominus Iohannes de Villanova. 

D. Ariverius ed. d. Alberti Cancardi de Car- Dominus Spagnolus Abbatis legum doctori 

25 D. Benedictus Guicardini. [bonensibus Dominus Conte de Butrio iuris peritus 

D. Uguicio de Titalasinis. Dominus Bonromeus doctor legum. 

D. Castellarne ed. d. Peveratii de Sturlittis. Dominus Guerra de Fuscardis. 

D. Lodorengus ed. d. Bonifacii de Sturlittis. Dominus Petrus de Asinella. 

D. Aldrovandinus de Malatacchis.^ Dominus Passavante domini MunsarellL 

30 D. Ardicionus de Rustiganis. Dominus Odericus de Castro Britonum. 

Albicus de Rustiganis. Dominus Coennus de Castro Britonum. 

D. Henrigittus Martini Agnelle. Dominus Guilielmus de Scanabicis. 

D. Petrizolus Rainerii de Feraria., Dominus Castellanus de Scanabicis. 

Minus filius d. Soldani de Albaris. Dominus Guido ed. d. Alberti de Principibus. 

35 D. Uguicionus de Guarinis. Dominus Matheus \ d. Bartolomei de Prin- 

Michaele de Maranensibus. Dominus Ricardinus J cipibus. 

Cacharias de Maranensibus. Dominus Encius ed. d. Acolini de Lanbertaciis. 

D. Thomaxinus de la Pelle. Dominus Fabrucius ed. d. Thomaxini de Lan- 

' Dominus Benvenutus de Ursis. bertaciis. e. s6 t 



40 PETRI CAN TINELLI [A. 1279] 



Eodem anno, millesimo ducentesimo LXXIX, indictione VII, die primo mensis novenbris, 
dominus Paulus de Arete intravit regimen civitatis Faventie, loco et prò vicario domini Ber- 
toldi comitis Romaniole, qui fuit electus potestas Faventie per unum annum. 

Die lune XX mensis novenbris, dominus comes Bertoldus potestas Bononie exivit civi- 
tatem Bononie et venit Imolam; die mercurii sequenti tunc venit Faventiam. 5 

Et, die dominica postea sequenti, ivit Forlivium; et postea ivit Cesenam, ubi stetit per 
plures dies. Postmodum, in die mercurii XIII mensis decenbris, ivit Ariminum '. 

Et tunc tenporis rumores magni surrexerunt inter partes [civitatis] Bononie, propter 
quos rumores civitas Faventie fuit in magno tumultu. Unde contigit quod potestas Faventie 
fecit requiri omnes magnates utriusque partis civitatis Faventie, et ipsi iverunt ad mandata 10 
ipsius, et erant firmati in pallacio comunis; et sic, rumoribus Bononie crescentibus, omnes 
Faventini fuerunt ad arma, et illi de parte Acharixiorum, armata manu, iverunt ad pallacium 
comunis, et violenter conduxerunt et fecerunt descendere omnes Acharixios ; qui erant de- 
tenti in dicto pallacio : et, dieta de causa, multi de amicis partis Acharixiorum de extra Fa- 
ventiam venerunt Faventiam; propter quod magnates de parte Manfredorum recesserunt, et 15 
omnes eorum amici de Faventia quidam recesserunt extra Faventiam, et quidam se abscon- 
derunt : et hoc fuit die sabati XXIII decenbris. Sequenti vero die dominica, que erat vigilia 
e 57 r nauvitatis Domini nostri Ihesu Christi," tota pars Mendullorum de Imola, propter timorem 
partis Geremiorum de Bononia, exivit civitatem Imole, et, ipsa die, venit ad civitatem Faven- 
tie. Tunc vero, predictis rumoribus portatis ad dominum comitem Bertoldum, qui erat Ari- 20 
mini, in continenti rediit retro, et, in die lune nativitatis Domini, post nonam, iuxta ve- 
speras, venit ad civitatem Faventie, ubi honorifice visus fuit, et incontinenti versus Imolam 
properavit, cum equitibus suis, et duxit secum omnes Imolenses, qui erant Faventie ; et, cum 
fuerit sero ad civitatem Imole, non fuit receptus, [et fuerunt] sibi elevate porte civitatis 
Imole, propter quod rediit [ad civitatem] Faventie cum dieta parte Mendullorum de Imola: 25 
pfostea], die [XXVI] martis sequentis, ipse dominus comes Bertoldus equitavit, cum mili- 
tibus suis et cum militibus de Faventia, ad Bagnacavallum, eo quod intellexerat quod partes de 
Bagnacavallo male stabant ad invicem, et quelibet ipsarum partium mittebat prò guarnimentis. 
Ea vero die, illi de parte Manfredorum recesserunt palam de civitate Faventie, et Acha- 
rixii et eorum amici sociaverunt eos usque extra civitatem Faventie, et hoc fecerunt propter 30 
timorem partis Lanbertaciorum, qui veniebant ad civitatem Faventie moraturi. 

Eo vero tenpore, die veneris XXII mensis decenbris 2 , prelium magnum fuit inter partem 
Geremiorum et partem Lanbertaciorum de Bononia, in platea comunis Bononie, et etiam 
in pluribus contratis de Bononia, ubi plures et multi ex utraque parte occisi fuerunt. Et, ipsa 
die, in sero, dieta pars Lanbertaciorum expulsa fuit extra civitatem Bononie, et aufugerunt 35 
illi de ipsa parte per montana, et tunc erat tempus valde horribile, quia ningebat et pluebat 
fortiter: et sic accidit quod, die iovis IV exeunte dicto mense decenbri, reduxerunt se in 
civitatem Faventie, et domus illorum de parte Manfredorum de Faventia fuerunt illis concesse 
ad habitandum 3 , citatis illis quorum aliquando [fuissent]. 



i. primo mense — 2. de Arrete (reate) — 5. et die mei-curii sequentis — 6. postea transivit Forlivium — 
8. dies, et die ultima mensis decembris — 9. et tunc rumores - partes.... Bononie — n. Ms. Acharioxiorum — 
17. sequenti veniente die — 22. visus et tractatus — 24-26. Il luogo e macchiato: alle parole tra parentesi il Mitt. 
sostituì puntini. — 25. reversus Faventiam — 37. reduxerunt se intra — 39. habitandum illic e niente altro 

" Che '1 ve piaca per la vostra bontà De mantegnire in " intrinsecos et extrinsccos. Ilabuerunt cnim bellum ia- 

" bona voluntà E no guastare la vostra amistà Che fata " testinuin, et multi eorum fuerunt occisi, et innumera- 

" aveti ecc. „. Scrvcnt., 209 sgg., dove, per errore, la pace " biles quasi domus eorum Lambertaciorum fuerunt in- 

si dà conchiusa nel 1280, "del mese di septembre a' "continenti combussae et diruptae per aliam partem 

" III c\\ a l'entrata „. " intrinsccam, et dicti Lambcrtacii foras civitatem exi- 

1 A. parere del Tonini, p. 136, il giorno dell'ar- " verunt, propter timorem partis intrinsecae „. 

rivo di Bertoldo a Rimini fu il 30 novembre. 3 Secondo il Servenl., 301 sgg., cominciarono "I Lam- 

* Salimbene, p. 277 : " Et die veneris, decimo " bertaci a chui arde lo core... Suxo la piaca.... A dosso a 

?. exeunte deccmbri, fracta fuit pax inter Bononicnscs "li Germi fono andati E de la piaca tosto gli àn cacati „• 



[A. 1280] 



CIIRONICON 



41 



Ilis vero diebus, illi de parte Geremie-rum, qui habuerunt dominium civitatis Bononie, e. 57 v 
multos occiderunt de parte Lanbertaciorum, in domibus, in quibus eos inveniebant; domos et mitt., 200 
omnes illorum de parte Lanbertaciorum destruxerunt et igni cremaverunt. 

Item, dieta die dominica, in nocte, que erat vigilia nativitatis Domini, fuit positus ignis 
5 in pallacio populi civitatis Forlivii, et totum palacium conbustum est. 

Item, in anno Domini millesimo CC.LXXX, indictione Vili, die veneris XII mensis ianua- 
rii, in civitate Faventie, dominus comes Bertoldus comes Romaniole fecit parlamentum, in quo 
fuerunt anbaxiatores cuiuslibet terre provincie Romaniole; et condenpnavit partem Geremio- 
rum de Bononia et socktatem Crucis et alias societates et confalonerios, et multos de magna- 
lo tibus magnarum domorum diete partis Geremiorum, et etiam illos de parte Briciorum de Imola, 
in maximis quantitatibus argenti, deditque eis terminum x dierum ad sua mandata veniendi. 
Item, die dominica XIV dicti mensis ianuarii, apparuit quedam stella clara et lucida 
versus orientem, post nonam, ante horam vesperarum; quam homines et mulieres plurime vi- 
derunt, et, in nocte sequenti, fuit maximus terremotus in civitate Faventie. 
15 Item, eodem anno, die XIII mensis marcii, venerunt ad civitatem Ravenne anbaxiatores e. s s r 

partis Briciorum de Imola, et, cum retortis ad gulam, extractis capuciis et biretis, genibus 
flexis in terram se prosternentes, fecerunt libere mandata domini Bertoldi comitis Romaniole. 
Sequenti vero die, statim, venerunt et anbaxiatores partis Geremiorum de Bononia ad 
mandata ipsius. 
20 Postea, die sabati XVI marcii, dictus dominus comes ivit ad civitatem Imole, et, ante 

quam intraret ipsam civitatem, fuerunt elevate porte ipsius [civitatis, que prius] erant pro- 
strate, ita ut ipse dominus comes et ceteri, pertimescens [et] tremescens, avertit sub eis. 

Et, die martis [sequenti] XIX marcii, illi de parte Mendullorum, qui erant extra Imolam, 
reversi fuerunt, et intraverunt ipsam terram ad habitandum eorum domos. 
25 Item, die martis II mensis aprilis tunc sequentis, venit comunis sindicus comunis Bononie, 

quod tunc erat pars Geremiorum, et iuravit et promisit obedire mandatis domini comitis Ber- 
toldi, et cum eo fuerunt anbaxiatores dicti comunis; et ipse dominus comes precepit dicto 
sindico, nomine dicti comunis, quod, deinde ad x dies, faceret venire Imolam centum obsides 
minus v prò dieta parte, et totidem obsides mandavit sibi dari a parte Lanbertaciorum tunc 
30 Faventie commorantium. 

Item, die iovis IV eiusdem mensis aprilis, dominu9 Guido Acharixii de Favencia, electus 
capitaneus civitatis Pisarum, ivit ad dictam capitananciam faciendam honorifice et potenter, et 
cum magna et decenti societate et familia, et quatuor anbaxiatores de Faventia sotiafverunt eum 
nsque ad Pisas\. 
35 Eodem anno, die lune penultimo mensis aprilis, dominus Thebaldellus de Canbraxiis 2 ma- e $s v 

ritavit filiam suam dominam Canbraxinam, et, honorifice, cum multitudine equitum, duxit eam 
usque ad sanctum Rofillum 3 , ubi erant omnia preparata ; et ibidem fuit desponsata a Tano suo 
marito, filio condam domini Ugolini Fantulini, et postea ducta fuit ad Rontanam 4 ; et habuit 
in dotem, in rebus mobilibus extimatis, circiter quingentas viginti libras ravennates. 

1. Item his diebus — 2-3. inveniebant dormientes, et domos illorum — 7-8. cum... D. comes B. e. Romanie.. . par- 
lamentum, interfuerunt — 8. Romanie — 12. mandata obediendi — 13. plurime manca — 20. Post hec die Sabbati 
xiii — 21-22. ipsius... Domini prostrate, ita cum D. comes et ceteri qui... et venit cum eis — 23. die martis xix — 
25. venit sindicus — 26. qui tunc — 34. socios: sotia è ora alla fine della r. e della f. — 37. Tino — 39. Ravennatensibus 



1 * Si che forno sconfìtti sopra e sotto, Li ca- 

* valier rugando e no facando motto, E tute le ban- 

* diere i buton de botto Per la via. Peduni e cavalier 
" sen vano via, Ne no mantenen ne strada ne via, Verso 
" Faenca fano soa redia E lason Bologna. Si che è bem 

* ver, chi va gratando rogna Asai n' achata più che no 
" i bisogna; Or vendega '1 bon povol la vergogna De 

* Sam Progolo „. Servenf., 381 sgg. 

2 C f . p. 8 n. 2. * Non erat legitimus, sed frater suus 
" Zambrasinus, qui est de ordine fratrum Gaudentium, 



" medietatem hereditatis paternae dederat ei, quia vide- 
" bat eum virum industrium, et quia plures de Zambra- 
" siis non remanserant nisi isti duo fratres, et quia ambo 
" poterant esse divites.... Hic ergo Tebaldellus, quem 
" centies vidi et cognovi, fuit vir pugnator sicut alter 
* Iepte „. Salimbene, p. 278. 

3 "In montibus versus Tusciam.... Villa S. Ro- 
" philli in qua sunt focul. xlvii „. Descr., p. 17. 

4 Passata Brisighella, * in montibus versus Tu- 
sciam „. Descr. , p. 16. È vicina a Quarneto e Fognano. 



42 PETRI CANTERELLI [A. i280j 



iTT., 267 Item, eodem anno, de mense madii, dominus Bertoldus comes Romaniole habuit obsides 

ab utraque parte Bononiensium, et ipsos misit ad Castrum Sancti Petri, ad hoc ut ibi melius 
essent securi. 

Item, die sabati XVIII mensis eiusdem maii, fuerunt in civitate Imole anbaxiatores electi 
prò utraque parte, scilicet Lanbertaciorum et Geremiorum, ad hoc ut invicem, coram domino 5 
cardinali Latino legato apostolice sedis, et coram domino comite Bertoldo, essent ad tractan- 
dum pacem et concordiam inter eos; quam tractare vel facere nullatenus potuerunt. 

Eodem anno, die sabati XXVII mensis iulii, post nonam, frater Novellonus civis faven- 
tinus, de ordine fratrum Penitentie tercii ordinis sancti Francisci, de hac vita migravit ad Do- 
minum. Et erat tunc iacens infirmus apud locum fratris Laurentii heremite Camaldolensis 10 
ordinis, in civitate Faventie, ubi obiit; et, eo die, universus clerus civitatis Faventie, cum po- 

c S9 r pulo et gente innumerosa virOrum et mulierum, levaverunt ipsum' fratrem Novellonum de loco 
ilio, portantes eum, cum maximo gaudio et honore, ad maiorem ecclesiam beati Petri Fa- 
ventie S ubi omnes habitantes Faventie, tam mares quam f emine, cives et forenses, traxerunt; 
et quicumque de suis indumentis accipere poterat, plurimum gaudebat, quoniam sicut san- 15 
ctum ipsum habent, et veraciter ipsum sanctum penes Deum credunt et tenent, propter bo- 
nam et honestam et asperimam vitam, et magnam penitenciam, quam egit in vita sua. Nam 
die noctuque verberabat carnes suas, stando in maximis ieiuniis et orationibus et penitencia 
et conversatione perfecta, agens ad limina beati Iacobi apostoli xi vicibus in vita sua, ex 
quibus v vicibus nudis carnibus perexit, verberando se continue et macerando corpus suum, 20 
sicut in vita ipsius descripta 2 plenarie invenitur ; propter que universus populus civitatis Fa- 
ventie, tanquam beatum confessorem habentes, cum honore maximo ad eius exequias inter- 
fuerunt, cum potestate, ancianis et consulibus et toto Consilio, cum cereis et honore magno 
ad missam et officium Dei cantandum, et honorem faciendum corpori sancto predicto. Et hoc 
fuit die dominico XVIII iulii; postmodum vero, diebus multis sequentibus, multa et magna et 25 
propicia Deus omnipotens, propter merita dicti fratris Novellonis, miracula facere est dignatus, 
sicut in descriptione vite ipsius veraciter continetur. 

e. s<? v Eodem anno dominus Bertoldus comes provincie Romaniole fecit fieri exercitum supra 

quoddam castrum, quod vocatur Monteveclum 3 , supra Forlivium, quod tenebat Capitinus 4 , in 
quo castro Valbonenses dicebant se ius habere; et hoc exercitum factum fuit ad petitionem 30 
et instanciam Valbonensium, et precibus totius partis eorum Romaniole et Geremiorum de 
Bononia, et ibidem stetit dictus exercitus per plures menses. Cumque timeretur per amicos 
Capitini ne castrum vinceretur, surexerunt Branchaleo de Andalo cum comitiva sua, eques et 
pedes, et comites Guilielmus et Petrus de Castrocario, et Guido de Bonelda 5 de Forlivio, cum 
eorum guarnimento, ut darent auxilium Capitino et illis, qui cum eo erant obsessi in castro 35 
Montisvecli. Et, die dominica XVIII mensis augusti, perexerunt in comitatum Forlivii, ac- 
cipientes plura castra, scilicet Imeldolam et Civitellam, incendentes etiam plures domos et 

r., 268 pallearia per Valbonam et illas contratas, sperantes quod ' propterea illi de exercitu separarent 
se ab ipso exercitu; quod propterea non fecerunt. Dum vero dominus Bertoldus comes pre- 
dieta intellexit, statim exiens civitatem Imole, cum gente et stipendiariis suis, desuper ci- 40 
vitatem Faventie, iuxta Sanctum Prosperum et per Tiglaveriam 6 properavit, Imeldolam diri- 
gens gressus suos; quod castrum Imeldole ab ancianis populi Forlivii traditum fuit sibi, et ibi 
stetit aliquot diebus. 



io. ad locum — 12. innumcroB.1 v/T. et mulierum manca — 15-16. Ms. santum — 21. Ms. destricta — 2S. su- 
per; ma supra è scritto per disteso — 31. eorum manca: nel ms. sta sopra la riga — 34. Castrocario et Bonaldi — 
3.v et ipsi qui — 36. Montisvecli manca: nel ms. sta sopra la riga — 38. paliaria 

1 Gli fu posta un'iscrizione e innalzata una statua. 4 Zappettino libertini. 

2 V. Mittarklli, De liti, faventina, 5. 5 Credo Bonalda sopra Cusercoli, fraz. di Civitella. 

3 Alla destra del Savio, non lontano da Meldola. Il Cobelli, p. xix, annovera * Labonilda „ tra i castelli 
"Castrum Montis Vecchi est in quodam altissimo mon- un tempo "sudditi di Forlì». 

" te, in quo est roccha fortis „. Descr., p. 86. c " Forcstrum regium prope civitatem, quod dicitur 



[A. 12801 



CliRONICGN 



43 



5 



Item, eo anno, die mercurii XVI mensis octubris, Biniellus filius condam Canis de Bi- 
niellis de Imola et Coradus filius condam domini Nichole de Cancelleriis de Imola, existen- 
tes in civitate Faventie, in qua venerant, et se separaverant a confìnibus, causa tractandi et 
faciendi infrascriptam proditionem, tractaverunt et ordinaverunt quod Sucus de Laucano et 
Galixius condam domini Guidonis Huspinelli de Imola irent, cum eis et cum quibusdam aliis, 
causa lucrandi, et in servicium predictorum Binielli et Coradi, qui tractaverant et ordinave- 
rant proditionem et tradimentum eorum : et, ipsa nocte, iverunt supra Imolam ad quandam 

tunbam Petri Et, sicut placuit dictis Biniello et Corado, ipsi duo, et predicti Galixius et 

Sucus cum eis, intraverunt dictam tunbam: tandem, sicut fuerat ordinatum, supervenerunt mul- 

1 titudo magna amicorum illorum de Nordiglis, et, circundantes ipsam tunbam, ceperunt predictos 
Galixium et Sucum. Dictus vero Sucus, non permittens se conduci, occisus est et nequiter in- 
terf ectus, et dictus Galixius, cum retorta ad gulam, ductus fuit in domum Nordiglorum in Imola, 
ubi fuit, per potentiam Nordiglorum, plurimum tormentatus, inperante domino comite Bertoldo. 
Postmodum vero fuit condenpnatus ut, cum retorta ad gulam, traheretur ad caudam asini, et 

15 suspenderetur per gulam, ita quod moreretur. Et sic actum est, die iovis XVII mensis octu- 
bris; quam proditionem fecerunt predicti Biniellus et Coradus precio magno. 

Item, eo anno, dominus comes Bertoldus, qui trahebat moram in civitate Imole, intelli- 
gens discordiam esse in partibus suis magnam, et quod cardinales, super electione summi 
pontificis facienda, non poterant concordare 1 ; videns etiam quod homines de Romania sibi obe- 

20 dire nolebant propter sua mala opera, que fecerat, et quia magis favebat parti Geremiorum 
de Bononia et suis sequacibus de Romania, quam parti Lanbertaciorum de Bononia et eius 
sequacibus de Romania 2 , immo per omnia faciebat quidquid pars Geremiorum vole[bat et] ab eo 
petebat, et restituerat ipsis Geremiensibus obsides eorum, quos ab [eis] acceperat prò pace et 
concordia facienda et conservanda 3 ; die lune XXI mensis octubris separavit se de civitate 

25 Imole, cum uxore et familia sua tota et stipendiariis, ducens secum et portari faciens omnes 
obsides, quos habebat a parte Lanbertaciorum. 

Millesimo ducentesimo LXXX, indictione Vili. 

Ex abundantia cordis hos loquitur, et neffandissimam iniuriam et offensam crudelissimi 
Thebaldelli de Canbraxiis civis faventini narrare cupiens, quam post Iudam Scarioht merca- 

30 torem pessimum auris non audivit ; oculus non vidit, in cor hominis non ascendit, nec fuit 
aliquatenus perpensatam. Dum' enim esset dominus civitatis Faventie, sicut et ceteri catanei 
et magnates, qui fovebant partem Acharixiorum et Lanbertaciorum de Bononia com'morancium 
in eadem, de quo etiam omnes populares et amici sui, tanquam de ipsorum personis propriis, 
confidebant; facta strage vivencium amicorum suorum, deliberatoque Consilio et assensu cum 

35 illis, qui suam paternam et fraternam carnem manducaverant, tractatuque habito cum parte 



e. óo 



ÓO V 



e. ór t 
Mutt., 209 



i. Brivollus — i-2. Buriellis — 3. et sese paraverant — 6. Burielli — 8. Doj'O Petri il resto della r. non si legge. 
— io. acceperunt — 16. Buriellus — 20. que faciebat, eo quia — 20-21. parti G. ibi commorantium et suis — 22- 
23. imo faciebat quidquid pars G. ab eo petebat — 23. restitueret ipsos Geremienses datos sibi obsides — 28. Ms. 
hos — 31. aliquotiens perpetratum — 34. deliberato Consilio — 35. Ms. mandaverant 



* Taliaveria. „ Tolosano, IV, e in nota: " Nunc cul- 
" tissimus ager ad duo miliaria versus meridiem. Vulgo 
" Tagliavera, in schola, ut vocant Marzani. „ 

1 Niccolo III era morto " in octavo Assuntionis 
" beatae Mariae Virginis „ (22 agosto 1280). Salimbene, 
p. 277. " Dominus Nicolaus Soriano existens, subito 
" factus est apoplecticus, ut sic eine lingua, idest loquela, 
" moritur „. Px. Lucensis Annales. " Subito preventus 
" a reumete et ab humorum discursione letaliter occu- 
" patus, proh dolor, incurrit mortiferam squinantiam 
etc. „ Saba Malaspina, Rer. Sic. Historia, VII, 8. Per 
le persecuzioni, che gli Orsini ebbero a patire dopo la 
morte di Niccolò, v. ivi, io. 



2 Salimbene, p. 277: "Et eodem anno pars im- 
" perialis de Faventia et de multis aliis terris Roma- 
" gnolae recesserunt de dictis civitatibus ; et comes Ro- 
" magnolae, qui erat potestas Bononiae, coepit tenere 
" cum dictis bononiensibus tunc „. 

3 " Miser Bertoldo .... si disse ai Guelfi : . . . — Or 
" romaniti e favi de bona voglia, Che men voglio tornare 
"fino a Roma. Sexanta ostaxi ch'i ò d Bologna Me- 
" narò via. La parte guelfa alora sì dixea : — Signor 
" nostro, per vostra cortexia, Rendice i nostri, che la ma- 
" latia Non è de noi. Tanto li sepen dir cum bei sermo- 
* ni Ch'el no se sepe defender da noi, Per xv milia livre 
" el gli à fenduti Li nostri stadixj „. ServcnL, 393 sgg. 



44 



PETRI CANTERELLI 



[A. 1280] 



Geremiorum de Bononia f et eorum sequacibus de Romania, omnes, tanquam Herodes et Pilatus 
facti sunt amici. In die mercurii XIII novenbris anni presentis, in mane summo, [ante quam 
illujcescerct, fractis ferramentis et ianuis porte Imilie sive Imolensis, quam pre ceteris [con- 
ser]vabat, in civitatem Faventie introduxit Fantullinum et Tanum filios condam domini Ugolini 
de Fantullino, cataneos de Saxadello, comitem Bernardinum de Cunio, fratrem Alberigum et 5 
Manfredum de Manfredis, dominum Guidonem de Polenta de Ravenna, Nordiglos de Imola, 
partem Geremiorum de Bononia, cum omnibus et singulis eorum et quorumlibet predictorum 
sequacibus 2 . Qui omnes, tanquam leones avidi et intenti ad predam ipsam civitatem irruentes, 
quotquot potuerunt gladio occiserunt, alios vulnerantes, alios carceribus recludentes 3 , reiectis 
et expulsis atque fugatis omnibus de parte Acharixiorum et Lanbertaciorum 4 , quibusdam ex 10 
eis armatis, aliquibus inermibus, et multis ex ipsis absque pannis et calciamentis propriis; ita 
ut, ante horam tercie' dicti diei mercurii, relictis domibus et spoliis singulorum, ipsa civitas 
Favencie, piena bonis omnibus, pane scilicet atque vino, carnibus vivis et mortuis, pannis et 
pecuniis infinitis, in dominio predictorum derobatorum remansit. Qui Deura pre oculis non 
habentes, nec considerantes quod multa et infinita mala et danpna potuerunt in eorum 15 
personis et bonis aliis retroactis tenporibus evenire, tanquam canes famelici domos in- 
trantes, derobaverunt eas; ecclesias insuper et loca religiosa, specialiter domos, [locum et] 
ecclesiam sancti Iohannis evangeliste fratrum Heremitanorum, domos, [locum] et ecclesiam 
sancti Francisci fratrum Minorum de[robant]es omnibus rebus et bonis, tam illorum, qui in 
ipsis domibus scanpaverant, quam etiam ipsarum domorum et fratrum. Et audite inmanitatem, 20 
et videte inhumanitatem crudellissimorum et inpiorum Christianorum, qui, non contenti bonis 
et rebus et substanciis eorundem, ipsos sacerdotes et clericos et religiosos ac etiam plu- 
rimos laicos, qui timentes ad ecclesias confugerant, et exclamaverant in eisdem, sicut homi- 
cide et omnes malefìci possunt exclamare et refugium habere de iure, alios occiderunt, alios 
mortis articulo vulnerarunt, alios duris carceribus intruserunt. Illi vero, qui ex ipsa civitate 25 



i-2. Le parole da Herodes a mercurii e la data furono aggiunte, con wia chiamata, nel margine inferiore delia pa- 
gina. — 2. amici. De mense novembri — 2-3. in mane summo, fractis — 3-4. Anche negli Ann. Forol. conservabat — 
4. Tinum filium D. U. — 9-10. reiectis, expulsis — 12. tertiam, Herodes et Pilatus etc. /7 Mitt. qui ripete il paragone 
e la data. - Dieta die — 14. pecunia - dictorum — 15. potuerunt in ipsis — 16. evenire similiter contra eos, tam- 
quam — 17-18. depredaverunt ecclesias insuper et loca religiosa et special.'tcr domos et ecclesiam — 18-19. Herem. 
atque etiam ecc. s. F. f. M. omnibus — 20. scappaverant - fratrum, inaudita immanitate — 23. timentes eos ad — 
24. exclaraaverunt — 25. vulneraverunt 



1 I Ghibellini, avendo preso in Faenza " grande 
regoglio „, vi facevano " grande soperchio da one lato „. 
Ina sera tolsero a Tebaldello "un bom porco castrato 
" dentro la stalla „, lo cossero subito "e sì lo mancono 
"in gran rixaglia,,. Tebaldello "de questa cosa curar 
" non parea „ ; ma, ben presto, raccolti i suoi amici, li 
esortò a non soffrire più le insolenze di quella gente, e 
li indusse a secondarlo nella trama, ch'egli aveva in 
animo di ordire. Travestito da frate, con Ghirardone 
— del quale non si sa il casato — si recò a Bologna 
e manifestò " ai quattro, i quali cran eletti a le crc- 
" dence fare„, il suo divisamento di dar Faenza ai Ge- 
remei, "con sta condicione e pacto veraxe: Che voi 
" ce dobià fare triegua e paxe E mantenerce in ne le 
" nostre eaxe Cora bon visini ; Ancor farce de Bologna 
" citadini Li mei parenti e tuti i mie' coxini E eser scritto 
" in le compagnie Senca fraudare „. L'offerta fu accet- 
tila, a condizione che Tebaldello avesse mandato "boni 
" hostaxi „. Scrvcnt., 429 sgg. 

2 Disse Tebaldello ai Bolognesi : " Le nostre caxc 
" se tenen cum la porta, Per tute le strade farem bona 
" rosta, Quando zuncrì la porta sera rota E butà per 



"terra,,. E così fu. Scrvcnt., 561. Salimbene, pp. 278- 
79, avverte ripetutamente che Tebaldello " observavit 
" tempus quando maxima multitudo suorum erat in ob- 
" sidione cuiusdam castri „. 

3 " Capfa fuit Faventia per Ravennates et xxv 
" soldaderios reginos, qui erant in civitate Imole prò 
" communi regino in servitio Bononicnsium, et per quos- 
" dam milites comitis (Romaniolae), et per Bononienses, 
" qui postea illue cucurrerunt, et post eos tota militia 
" Parmensium et Reginorum qui iverunt usque Imolatn „. 
Salimbene, loc. cit. Per semplice notizia ricordo tra Al- 
cuni scritti di G. M. Valgimigli, Faenza, 1878, uno 
intitolato: Tebaldello Zambrasi. Ci. Dante, Lif, XXXJI, 
122-3. " Dicitur adhuc in partibus meis, quando vi- 
" detur unus, qui habeat malum aspectum : iste videtur 
" ille, qui Faventiara prodidit „ . B. de Imola, Inf, 
XXXU. 

4 "Multi Bononienses fuerunt ibi capti, et fuerunt ul- 
" tra xlv de bonis, et multi mortui „. Salimbene, loc. cit. 

6 " Verso Forlì (li Guelfi) se van senca trapello, No 
" portano bandiere ne penello, Anche van piangando 
"cum fa l'agnello Driedo soa madre,,. 



[A. 1280] CHRONICON 45 



Faventie evaserunt, reducentes se personaliter ad Liviensium civitatem ', ibi benigne tractati 
fuerunt, et, tanquam mater filios proprios, sunt recepii. 

In dieta vero expulsione et proditione sic facta, mortui fuerunt gladio inf rascripti : dominus 

Scanabiccus de Magarottis 2 , Iacobus de Magarottis, d. Iacobinus Salvestri, d. Vivianus Cuffoli 

5 de Burgonovo, d. Petricolus de Feraria, d. Graciadeus Faxiolus, Andriolus de ' Cachariis, ma- mitt., 270 

gister Bonacaptus de Albarexanis, Petrus et Ventura fratres carpenterii de Mutina, magister 

Franciscus aurifex de Parma, dominus Ugolinus filius magistri Timidei de Medicis, Bitinus 

condam domini Scarpillini .,..,..,. , . . . 

.......... „. ....... [et alii] infiniti. Et tunc, statim et in continenti, factus fuit potestas 

10 [civitatis] Favencie .............. dominus Guidoctinus de Prendipartibus de Bononia. 

Congregatis de illis maioribus predictorum dictam victoriam optinencium, Scribis etiam et 
Fariseis et Samaritanis, tanquam inpiissimi Herodis nuncii et ministri, cum gladiis et fusti bus, 
ecclesiam et domos fratrum Minorum de sancto Francisco 3 circundantes, hostiliter irruerunt, 
quotquot invenerunt infantes ultra x menses et infra, qui confugerunt ad ecclesiam memoratam, 

15 nequiter occiderunt, quorum innocentium infantium puerorum sanguis ad omnipotentem Deum, 
elevatis in altum vocibus, cotidie clamare non cessat: " Sanctus, sanctus, sanctus Dominus 
Deus Sabaoth. „ Postmodum vero, priorem et fratres heremitanos, commorantes apud locum et 
ecclesiam sancti Iohannis evangeliste de porta Montanaria 4 , de ipso loco et civitate Faventie 
nequiter expullerunt, et etiam guardianum et fratres Minores loci sancti Francisci, propter 

20 quod magna abominatio fuit contra eos, et inimicis eorum dedit Deus victoriam super eis. 

Item, eo anno, dum frater Cosparius de Guiglarinis de Lugo, Gardamonus Cacanimici eòa » 
et Bonaventura Palixie honorabiles cives civitatis Faventie, de mandato potestatis, essent 
ad confinia apud Pergolam 5 , capti fuerunt ibidem, et ducti Faventiam et positi in prexonia 
et turri comunis Faventie, variis iniquis tormentis et questionibus tormentati: et, quia nihil 

25 dignum mortis actum est eis, condenpnati fuerunt per dictum potestatem in perpetuis carceri- 
bus moraturi. 

Item, eo anno, de civitate Forlivii exierunt pedites in quantitate ccc die .... intrante 
decenbri, et iverunt in districtu Faventie [usque adj sanctum Rofìllum, et [ibi multas dojmos 
incenderunt, [arbores et vineas igni cremajverunt, et xxn homines [dicti castri] ceperunt, ad 

30 civitatem Forlivii conducentes eos et [ponentes] in carceribus, taglam quingentarum librarum 
ravennatum imponentes eisdem. 

3. sic facta manca - fuerunt qui dicentur infrascripti — 4. S. de Magnarottis - Nel ms. dopo uno spazio vuoto, 
eius filius, poi cancellato. — 6. Benacatus de Albaregatiis — 7-9. Le parole dominus Ugolinus filius sono scomparse, 
le altre si discernono a stento. — 9-11. post statim premissa congregatis de majoribus dictam victoriam — 
12. nunciis et ministris — 13. domus - hostiliter manca - irrepserunt — 14. ultra x.... infra ad ecclesiam, in 
ea tam nequiter occiderunt - infantium manca t omnipotentiam Dei — 16. cotidie clamantium — 18. loco civi- 
tatis — 19 guardianum loci — 20. eorum e poi niente altro. Il pas.<o da et etiam al punto fu aggiunto più tardi. V. 
la prefazione. — 21. Guasperius de Guillarinis — 24-25. et quod. magis indignum — 25. p. d. potestatem manca — 
27. Commune civitatis Faventie:... ultra pedites in quantitate ce... — 28-30. in districtu - Faventie... . sancti 
Rollili . . . . et duodecimi et xxn homines Forlivium conducentes eos in carcere.... ad tagliam — 31. Ravennensium 

1 Forlì. Liviensis per Foroliviensis è ire- larmente ad una "civitas Figline,, o "Fidine,,, 

quentissimo nei documenti fin dal secolo IX, frequente Doc. del cartulario di S. Mercuriale, ivi, pp. 422 sgg. 

ancora nel Tolosano. "Livio Salinatori, secondò al- Perchè? Ecco un bell'argomento di ricerche per un for- 

" cimi storici, fece una bastia sopra al fiome Montone livese. 

"et posigli nome Livia.... E de poi più de cento , z Ucciso da G. Prendiparte. Serv., 663. Magarotti 

"anni in la hedificacione de Forlivio fo facta ipsa Li- nel ms., non Magnarottis come stampò il Mittarelli; perciò 

" via una de le contrade e burgo de Forlivio .... Li- cade l'osservazione del Pellegrini, Servcnt., p. 50. 
" vio Clodio hedificò una Cita sopra el fiome Montone: 3 "In Porta Ravignana . . . . ubi morabantur fratres 

" et per suo nome chiamata Forum Livii „. Cobelli, p. 1. " Gaudentes per antea „ (1271). Mittarelli, 321. Vi 

Altri credettero la città fondata da Augusto e chia- stette Salimbene, che lo ricordò. 

mata da lui Livia ad onore della moglie. V. la parte * Nel 1271 il "luogo di S. Giovanni degli Eremi- 
inedita degli Annales Forolivienses, pubblicata dal Maz- tani „ aveva una " chiesa nuova „. Mittarelli, 509. 
zATiNTi negli Archivi della Storia d'Italia, II, p. 400. 5 Castello nel contado d'Imola, che era stato di- 
Nel secolo XI (1092) il nome Livia si dava partico- strutto nel 1 137 dall'imperatore Lotario III. Tolosano, 



46 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1281] 



Item, anno sequenti millesimo CC.LXXXI, indictione nona, die XV mensis februarii, mi- 
lites et populares Faventie commorantes equitaverunt ad castrum Aurioli \ iuxta tractatum 
aliquorum de ipso loco, qui proditorie dabant eis castrum predictum, et, sicut Domino placuit, 
non potuerunt eorum desiderium adinplere; sed homines eiusdem castri, ad arma confugien- 
tes, eo quoa erat nocturno tenpore, se viriliter defenderunt, et illos in fugam converterunt, 5 
et plures ex eis occiderunt gladio, et plures in carceribus retruserunt. 

e 63 r Item, eo anno, ad papatum assunptus est dominus Simon de Turonis 2 gallicus, cardinalis 

romanus, qui electus fuit in odium domus Ursorum de Roma et eorum sequacium, et ad po- 
stulationem et de voluntate domini Ricardi de Anibaldis 3 , et per potentiam domini regis 
Karuli; qui electus et cathedratus fuit in die f estivi tatis cathedre sancti Petri, de mense fé- 10 
bruarii. Et vocatus ac denominatus fuit postea dominus papa Martinus quartus. 

Item, eo anno, die IV mensis marcii, filia [domini] regis Rodulfi 7 electi in imperatorem, 
[venit] ad civitatem Bononie, cui omnes milites et populares [perjsone obviam perexerunt 
cum maximo honore [et triunpho recipientes] eam, portantes super capud eius baldachinum 
honorifice; [et in ipsa] civitate fuit desponsata prò filio principis Apulie, qui est rilius domini 15 

iT., 27i regis Karuli, et hoc fuit' per mediam personam, scilicet a quodam suo procuratore. 

Item, eo anno, die veneris XIV mensis marcii, laudabilis ac illustris vir dominus comes Guido 
de Montefeltro capitaneus populi civitatis Forlivii, aliquot de maxenata sua parari iussit, man- 
dans eis ut, versus Faventiam properantes, facerent taliter, si possent, quod Favencie com- 
morantes exirent Faventiam, et quod ipsi de maxenata se fugari permitterent ab eisdem; et, 20 
si hoc contingeret, quod ipsi nuncios eorum Forlivium mitterent ad dominum comitem supradi- 
ctum. Qui stipendiarli, iusta mandatum domini comitis Faventiam equitantes, intraverunt 
infra circlam, que vulgari eloquio conominatur Durbeccus, intrinsecis Faventinis existenti- 
bus in renacio Faventie, causa inquirendi et investigandi stipendiarios, qui erant in nu- 

t. 63 v mero quatuorcentum.' Et, audito rumore, qui insonuit in civitate, occasione maxenate, que 25 
intraverat dictam circlam Durbecchi, statim relinquentes mostram, quam facere inceperant, 



2. ibi commorante — 3. predictum castrum — 9. Richardi de Anglia — 11-12. Martinus regis Ro- 
dulfi — 13. populares clerici et domine perrexerunt — 14-15. cum maximo onore.... portantes.... super caput 
eius.... in civitate — 15. Apulie manca — io. et manca — 26. intravit - ccperant 



XXXV, dove la nota reca: " nunc ecclesia ruralis cum 
" hospitio pp. Praedicatorum Faventie. Locus ad mcri- 
"diem est, quatuor hinc milliariis „. 

1 Oriolo, Uriol, " fraz. del com. di Faenza sulla 
" cresta fra Samoggia e Cosina, negli ultimi poggi del- 
" l'Appennino, 7 chilometri a scirocco di Faenza e io 
"chilometri a ponente di Forlì,,. Rosetti, p. 501. Ap- 
parteneva " pieno iure „ alla chiesa Ravennate. Fan- 
tuzzi, V, LIV, LXXVIII: " Curam et custodiam castri 
" Aurioli, pieno iure ad Ravennatem Ecclesiam pertinen- 
" tis, Faventinae diocesis „. Fu, nel 1307, affidato dal 
cardinale Napoleone Orsini a Ildebrandino e Aghinolfo 
da Romena. Tarlazzi, CCCXf. 

2 " Dal Torso fu e purga per digiuno L'anguille di 
" Bolsena e la vernaccia „. Dante, Purg., XXIV, 23. 
" Omnes Gibellini urbis et civitatis viterbiensis .... ex 
" tunc, post obitum Nicolai, regi Carolo adhaeserunt, in 
" odium Ursinorum se sibi piacere non modicum, si 

* consaguineos domini Nicolai, eorumque amatorcs, ni- 
" tantur quibuscumque ostendiculis propulsare, prò eo 
" quod asserunt dictum regem Carolum ab eodem do- 
" mino Nicolao, et sui honoris et niagnitudinis sue de- 

* pressione gravatimi . . . , Dum.. .. starent carilinales ar- 

* ctati, ut moris est, in palatio civitatis praedictae po- 

" pulus .... versus palatami praediclum .... manu venicn- 



" tes armata.... venerabiles patres quosdam cardinaies, 
" oriundos de Urbe, et consanguineos dicti domini Ni- 
colai, clamorosis vocibus expeti veruni in mortem; 
" intrantque fatua prontitudine secretum cònsistorium 

" eorumdem, reverendos patres Mattheum Sanctae 

" Mariae in Porticu et Iordanum Sancti Eustachii dia- 
" conos cardinaies a fratrum collegio segregarunt. Sed 
" neque dominus Latinus Hostiensium episcopus a tan- 

" tis ausibus fuit tutus Memoratum dominum Mat- 

" thaeum arcto ip'sius palatii carceri manciparunt .... 
" deportantes cardinali capitaneo panem et aquam, et de 
" iis non ad sumeientiam, sed in ea quantitate, ut aliqui- 

" bus diebus morte crudelissima extinguatur. Ruinosa 

"corda cardinalium.. .. nutu Dei facti unanimes et con- 
" cordes, verum patrem dominum Simoncm Turonen- 
" sem tituli sanctae CaeciKae prcsbiterum cardinalcm in 
"summum pontificem elegerunt „. Saba Malaspina, 
VII, io. 

3 " Assumpto (Viterbienscs) in potestatem domi- 
" no Riccardello cive romano „. S. Malaspina, /oc. ci/. 
" Erat dominus in Viterbio dominus Riccardus de Rosa, 
" sive de Ariano, Annibaldcnsis, qui facto consentaneus 
" fuit „. Pt. Lucensis, Annalts, 

* Clemenza. V. Sciupa, Carlo Martello Angioino, 
Napoli, Giannini, p. 43. 



[A. 12811 CTIRONICON 47 



occurrentes tam milites quam populares Faventie commorantes, venerimi ad dictum burgum 
Durbecchi, et, insultantes maxenatam, viriliter remiserunt eos extra serallium dicti burgi, illis de 
maxenata se fugari permittentibus, prout fuerat ordinatum. Et statini nuncios eorum Forli- 
vium transmiserunt, asserentes quod Faventini omnes exiverant civitatem ; qua propter, incon- 
5 tinenti, dominus Gulielmus Franciscus dominus domus Traversariorum potestas Forlivii, cum 
militibus duarum portarum, in occursum maxenate properavit : postea [vero] dominus comes Gui- 
do de Montefeltro capitaneus populi, cum aliis duabus portis militum, et cum domino Francischo 
domini Bellabranche capitaneo partis Lanbertaciorum, et militibus diete partis et partis Acha- 
rixiorum Forlivii commorantium, exiens, versus Faventiam properavit; inventisque illis de Fa- 

10 ventia, viriliter insultantes eos, manu violenta dictum serallium Durbecchi abstulerunt eisdem, 
et ipsos Faventinos in fugam conversos usque ad portas burgi Porte Pontis remiserunt, qui, sta- 
tini intrantes, ianuas firmaverunt. Verum illi, qui extra burgum remanserant, alii gladio sunt 
perenpti numero ultra centium, alii in flumine subfocati, et, in canali burgi predicti, mortui 
fuerunt; in carceribus ducti Forlivium numero ducenti et ultra, propter quod conflittum 

15 Faventie commorantes timuerunt valde perdere civitatem, et multi ex eis Imolam affugebant. 

Item, eo anno, die sabati XXIX mensis marcii, magnificus et illustris vir dominus comes 

Guido comes Montisfeltri capitaneus Forlivii, cum milicia et populo eiusdem civitatis optime e. ò 4 r 

munitis, et cum extrinsecis de Bononia, Favencia et Imola et aliarum terrarum Forlivii 

commorantibus, equitavit in districtum Faventie ad quandam terram, que vocatur Sarna 1 , ubi 

20 destruxerunt de elusa comunis Faventie, que erat in flumine x\lamonis. Incenderunt etiam 
per dictam flumanam ultra ducentas domos et albaretos et pallearea, spargendo vina in ma- 
xima quantitate, et incidendo vineas et arbores, et, ea die, reversi sunt ad civitatem Forlivii. 
Item, eo anno, die mercurii II mensis aprilis, dictus comes Guido, cum dieta gente sua, 
hostiliter, cum equis copertis et paratis ad bellum, equitavit versus Faventiam in burgum 

25 Durbecchi, ubi fecerunt tres acies militum et duas acies popularium absque' guastatoribus, et mitt., 272 
unum tripellum militum, qui cum eodem domino comite morabatur, et ibi fecit fieri magnum 
guastum vinearum et arborum incisarum, et multas domos incendio concremari usque prope 
burgum Porte Pontis : f ecitque destrui et dirmi portam Durbecchi, et splanari de ripa circle 
comunis in maxima quantitate. Et nerao ausus fuit exire civitatem Faventie ; et, ea die, re- 

30 versi sunt Forlivium. 

Item, eo anno, die sabati XVII mensis madii, illustris ac magnificus vir dominus comes e ò 4 y, 
Guido comes Montisferetri capitaneus populi Forlivii, et nobilis ac potens vir dominus Gui- 
lielmus Franciscus dominus domus Traversariorum de Ravenna potestas civitatis Forlivii, cum 
milicia et populo eiusdem civitatis et omnibus stipendiariis in ipsa civitate permanentibus, 

35 fecerunt exercitum seu hostem iuxta civitatem Ravenne, ubi fuerunt etiam milites et popu- 
lares civitatis Cesene, Britonorii et Forumpopilii et Cervie, et, in bladis et arboribus et vineis 
et coredis, omnia destruxerunt, et, usque prope portam civitatis ipsius, guastum maximum intul- 
lerunt, ipsa die et nocte; ac, die dominica tunc sequenti, in sero, ad civitatem Forlivii hono- 
rabiliter redierunt, incendentes omnes domos, quas invenerunt per vias, quibus redierunt; in 

40 quo exercitu ultra x m . tornaturas biadi 2 destructe sunt, arbores quoque et vinee infinite. 



1. occurrerunt - et venerunt — 2. insultantes maximis verbis remiserunt — 3. statini illos ad Forlivium — 4. om- 
nes expulsi fuerant e civitate; qua de causa — 5-6. D. G. F. qui erat dominus d. T. potestas Forlivii et comes 
Guido — 7- duabus partibus - Ma portis e chiarissimo qtei, e non v' è dubbio su la lezione duarum portarum. — 7-8. cum 
una.... D. Bellibranche capitanei - et milites — 13. ultra ducenti — 14. perierunt — 17. comes manca - opt. 
munitis aggiunto sopra la r., s' indovina meglio che non si legga. — 20-21. incendentes etiam predictam — 21. alba- 
reta - spargendo undique et — 23. D. comes — 26. cum dicto — 29. exire extra - illa die — 36. Britonorii manca — 
36-37. arboretis-ceredis ista destruxerunt usque — 38. in die et nocte ac - et in sero — 40. ultra omnes bladas-quo- 
que arbores et vinee vinate 

1 * In montibus versus Tusciam .... villa Sarnae, in sura di superficie in Romagna. Un esempio fra tanti : 
"qua sunt focularia lxviii „. Descr., p. 17. " vendiderunt.... 14. tornat. terrae. ... prò 36. sold. Lu^ 

8 Tor nel codice. La tornaturia fu ed è ancora mi- " cens. prò qualibet tornaturia „. Fantuzzi, II, p. 272. 



43 



PETRI CANTERELLI 



[A. 1281] 



Item, eo anno, die dominico XXV mensis madii, fuit maximum prelium inter Medio- 
lanenses et eorum sequaces ex una parte, et illos de la Turre et de Laudo et patriarcham 
de Aquilea, qui erat de illis de la Turre, ex altera, iuxta flumen Adde 1 ; et, facto magno prelio 
et conflictu, mortuus fuit dominus Cassonus de la Turre, et multi alii de dieta domo, et 
remanserunt in campo mortui ultra mille, exceptis captis et subfocatis in dicto flumine, qui 5 
fuerunt sine numero, et, sicut publice dictum fuit, inter captos et mortuos fuerunt ultra tria 
millia. 
e òs r Item, eo anno, anbaxiatores comunis Forlivii et partis Lanbertaciorum iverunt ad cu- 

riam domini pape in civitate Urbisveteris, ubi erant dominus rex Karulus, anbaxiatores par- 
tis Geremiorum de Bononia, et dominus archiepiscopus de Ravenna 2 et comes Dadeus No- 10 
vellus de Montef eltro 3 . Et ibidem dicti anbaxiatores et sindici comunis Forlivii et partis Lan- 
bertaciorum male recepti fuerunt et male visi, ita quod coram summo pontifice nullam mise- 
ricordiam potuerunt habere, neque iustitiam; immo habuerunt repulsam, et eos de curia opor- 
tuit separare, et reversi sunt Forlivium : quare, ad tractatum partis Geremiorum et eorum se- 
quacium, electus fuit per dominum papam rector et comes Romanie, scilicet dominus Iohan- 15 
nes de Apia' de Francia, consiliarius domini regis Karuli, et, habita militia frquenti a summo 
pontifice et rege Karulo et aliis terris, a quibus summus pontifex voluit petere auxilium, ve- 
nit dictus comes Iohannes de Apia ad civitatem Bononie, et postea ad civitatem Imole et 
Faventie, ubi gentem suam et stipendiarios congregavit. Et, die veneris XX mensis iunii, venit 
cum gente sua et milicia et populo Bononie, Imole et Faventie, usque ad locum, ubi dicitur 20 
aiiTT., 273 Cosna 5 , inter Faventiam et' Forlivium, ubi omnes castrametati sunt ea die, et eorum vexilla 
et tenptoria et travaccas et tendas posuerunt ibidem. 

Ante vero quam ad dictum exercitum accederent, idem dominus Iohannes de Apia comes 
suas transmiserat literas speciales ad comune Forlivii, mandans quod deberet expellere co- 
mitem Guidonem de Montefeltro et omnes forenses in civitate Forlivii commorantes. Item 25 
misit literas ad ipsum dominum comitem Guidonem de Montefeltro capitaneum Forlivii, ut 
de civitate Forlivii et tota Romania se separare deberet. Item misit literas ad partem Lan- 
bertaciorum, mandans eis quod de civitate Forlivii et tota Romaniola discedere deberent, et 
misit eis certum terminum ad predicta 6 ; quod f acere noluerunt, eo quod dieta precepta ma- 
ximam iniquitatem et iniustitiam continebant. 30 
e òs v Item, die dominico proxime sequenti XXII iunii, moverunt exercitum de ipso loco, et 
posuerunt eorum tenptoria et tendas in loco ubi dicitur Villanova 7 , intra districtum Forlivii, 
ibique steterunt v diebus; singulis vero dictis quinque diebus, faciebant parari milites exer- 

i. XVIII - factum fuit — 2. de Turre - Ms. delaturre — 5. mortui videlicet mille — 6. fuerunt fere mille, et 
sic prelium dictum fuit interruptum et mortui — 10. Invece di comes Dadeus ecc. era scritto: Guido Salvaticus filius 
olim comitis Rogcrii de Dovadola; ma fu cancellato. — 12. et male salutati, qui coram — 14. reversi sunt foras — 
15. papam comes — 16. frequenti manca — 19. XXI — 21. ubi manca — 28. mandans ipsis — 29. tertium terminum 
— 31. XXIII - in ipso 



1 I Milanesi, de' quali era quasi signore l'arcive- 
scovo Ottone Visconti, sconfissero i Torriani, che, ban- 
diti, tentavano di rientrare in città. Il patriarca di 
Aquileia Raimondo della Torre non si trovò alla batta- 
glia ; era rimasto a Lodi. Annales Mediol. (/?. /. SS., XVI), 
678, dove Cassone è detto " melior miles mundi „. " La 
" domenica, che fu a venticinque (maggio), il giorno di 
" rf. Dionigi, i Milanesi mossero gli eserciti per andare 
" a Vaure (sopra l'Adda) perchè i Turriani, et le genti 
" che v'erano dentro, con grande animo uscirono contro 
" i Milanesi, onde fu cominciata una crudelissima bat- 
" taglia, la quale i Turriani non poterono sostenere, 
" con ciò t'osse che non avessero se non due mila cavalli, 
' ci da altrettanti fanti. Et l'esercito milanese era di 
"tre mila cavalli et di trenta mila fanti „. Cori u, HistO- 
ria di Milano, Venezia, MDLXV, p. j-ù. 



2 * Bonifacio, Che pasturò col rocco molte genti „ 
Dante, Purg., XXIV, 29. Bonifacio de' Fieschi fu ar- 
civescovo di Ravenna dal 1274 al 1295. 

3 II 18 maggio Martino conferì a Taddeo conte di 
Montefeltro e di Urbino * capitaniam et regimen mili- 
" tum et equitum omnium de terris.... ecclesie ac Tu- 
"scie partibus congregandorum „ , sotto il comando di 
Giovanni. Thkiner, I, CCCXCVIII. 

* De Pa o d'Epa. 

5 Cosina, torrente, che separa il territorio di Forlì 
da quello di Faenza. Dalla parte di Faenza è un villaggio 
chiamato anch'esso Cosina, in dialetto la Cosna. 

6 Cf. " Processus contra Guidonem comitem Mon- 
* tisferetri a pontifice in die coenae Domini promulga- 
«tus„. Theinkr, CCCCVI. 

7 Tra il quinto e il sesto chilometro da Forlì. 



[A. 12811 



CHRONICON 



49 



citus eorum armis et equis, facientes et ponentes acies ipsorum militum usque prope locum in- 
fectorum ', faciendo spanari fossata ex utraque parte strate usque [ad ecclesiam] sancti Bar- 
toli 2 : in nocte vero diei iovis, [advenientej die veneris XXVII mensis iunii, levarunt canpum 
et exercitum totum, et posuerunt super currus eorum omnia inpedimenta et munitiones suas, 
5 tendendo versus Faventiam, et sic omnes, tam milites quam pedites, ante horam tertie dicti 
diei veneris, recesserunt. Verum dominus comes Guido de Montefeltro capitaneus Forlivii 
dictis diebus singulis, quibus predictus exercitus stetit in dictis locis, faciebat milites de sua 
maxenata exire Forlivium, et quotidie stabant ad guardiani faciendam iuxta sanctum Barto- 
lum, ita quod homines et mulieres secure poterant laborare et colligere fructus. 

10 • Item, eodem anno, die martis octavo intrante iulio, dominus Iohannes de Apia comes, cum 
stipendiariis suis et archiepiscopo Ravenne, et cum illis, qui tenebant [Ravennani 3 , equitavitj 
ad locum et castrum, quod vocatur Traversaria 4 , ibique factum et inceptum fuit prelium, et 
per vim ceperunt quandam circlam, que erat ante dictum castrum, intra quam circlam domi- 
nus [Guilielmus] dominus domus Traversariorum fecerat poni 

15 

et timuerunt valde propter trunbittam, quam audiverunt sonantem, nam maxenata, intra e. ob r 
circlam, ibat circum terram prò custodia facienda; et propterea re versi sunt retro. Illi vero, 
qui tractaverant dictam prodictionem, ipsa nocte simul se congregaverunt in quodam canpo 
tritici domini Guidonis Bonatti 5 , iuxta serallium memoratum, et, videntes vero quod eorum 

20 tractatum non poterant adinplere, et se deinde separantes, aliqui aufugerunt, aliqui segati 
fuerunt per medium, a capite usque ad pedes, per sententiam latam per illustrem virum domi- 
num Guidonem comitem de Montefeltro capitaneum generalem, alii vero fuerunt danpnati in 
exilium, et eorum bona comuni Forlivii confiscata, et domus eorum funditus sunt destructe. 

Die vero iovis tunc proxime sequenti, IV intrante septenbri, dictus dominus Iohannes' de mitt., 274 

25 Apia, cum Bononiensibus, Imolensibus et Faventinis et omnibus eorum amicis de Romaniola, 
et stipendiariis Gallicis, Romanis et Canpagnolis, fecit exercitum generalem supra civitatem 
Forlivii, et canpum posuit in loco, ubi dicitur Sanctus Petrus in Archu 6 , ibique stetit Vili die- 
bus. Die vero veneris XII dicti mensis, levavit canpum de dicto loco, et posuit exercitum 
suum in loco, ubi dicitur Foranigus, ibique mansit tres dies 7 . 

30 Die deinde dominico XIV dicti mensis, levavit canpum de ipso loco, et perexit ad locum 

et villam sancti Martini in Sfrata 8 , ibique traxit moram duobus diebus. Et, die martis tunc se- 
quenti, omnes de dicto exercitu equitaverunt armata manu versus civitatem Forlivii, usque ad 
f ossatum circle, que ' est ad burgum Ravaldini 9 , ibique fuit quedam bataglola, in qua mortuus e. 06 1 



1. equis et armis. — 2. ex utr. p. introitus, ubi dicitur S. B. Le due righe seguenti sono scomparse quasi 
interamente. — 3. videlicet die iovis, die veneris — 6. dictus comes Guido capitaneus — 7. dictus ex. in dictis 
locis stetit - faciebat equites — 8. comitiva exire - ad custodiam — 11. quos tenebat in civitate, venit — 12. ubi 
factum — I3 _r 4> intra quam dominus domus Traversariorum poni fecerat - Ora nell'ultima riga si leggono le due ultime 
parole soltanto. Il copista ed il Mitt. non s'accorsero della mancanza di una carta, per la quale il racconto salta dal 
luglio al settembre. — 16. trumbittam, quem audierunt — 17. circum circa — 19. serralium memorati domini, et — 
20-21. aufugerunt, et parati fuerunt — 30. Deinde Dominico - et posuit ad 



1 L'ospedale dei lebbrosi, * hospitale misellorum „. 

2 A due chilometri da Forlì, a sinistra di chi va da 
Forlì verso Faenza, presso Villanova. La chiesa è ri- 
dotta a casa colonica; lì vicino è una cappelleria di 
S. Bartolo. Cf. le note alla cronaca del Cobelli, p. 437. 

3 I Guelfi, tra i quali primeggiavano i Polentani. 

4 Frazione di Bagnacavallo, a destra del Lamone, 
a circa io miglia da Ravenna. 

5 Famoso forlivese, * qui „ — narra Salimbene, 
p. 413 — "se philosophum et astrologum esse dicebat „ : 
aveva frequentato le corti dell'imperatore Federico II e 
di Ezzelino da Romano, e con Guido Novello era en- 
trato in Firenze nel 1260. Compose un trattato di 



Astronomia giunto sino a noi, nel quale lasciò ricordo 
di parecchi casi della sua vita; il Cobelli gli attribui- 
sce un * quaderno „ , forse un diario degli avvenimenti, 
che il Cantinelii viene ora narrando. Dante, Inf., XX, 
18: cf. Boncompagni, Vita di Guido Bonatti; Torraca, 
Nuove Rassegne, Livorno, Vigo, p. 338. 

6 A due miglia a mezzogiorno di Forlì; " ora Ma- 
donna della Rovere „. Note al Cobelli, p. 459. 

7 Ora non si conosce un luogo così chiamato. 

8 Verso S. Varano. Vi si fermò Federico II, ve- 
nendo a Roma dalla Germania, nel 122,0. 

9 Ora borgo Saffi, a mezzogiorno della città, 
.verso i monti, 



T. XXVIII (Mittar.ei.li), p. ii — 4; 



50 



PETRI CANTINELLI 



[A.A. 1281-1282] 



fuit unus magnus de Francia, et unus alius vulneratus fuit et portatus ad exercitum, et mor- 
tuus est ibidem : equi etiam plurimi, de illis de ipso exercitu, vulnerati fuerunt. Postea vero le- 
vaverunt canpum et venerunt ad pontem Runchi ', conburentes omnes domos de Sancto Martino 
et etiam de ponte predicto. 

Et, die veneris XIX dicti mensis septenbris, equitaverunt omnes, tam milites quam popula- 5 
res de ipso exercitu, et equitaverunt ad civitatem Ravenne. 

Anno domini millesimo ducentesimo octuagesimo secundo, indictione decima. Dictus do- 
minus Iohannes de Apia comes Romaniole fecit exercitum generalem supra civitatem Forli- 
vii. Eo tenpore dominus comes Guido de Montefeltro capitaneus civitatis Forlivii, et ipsum 
comune Forlivii, et omnes forenses de Bononia, Imola, Faventia, Ravenna et Bagna savallo 10 
degentes tunc tenporis in ipsa civitate Forlivii, miserunt ad rornanam curiam eorum anba- 
xiatores solenpnes, ad pedes summi pontificis, misericordiam inplorantes humiliter et devote, 
quam non potuerunt aliquatenus obtinere. Dicebat namque summus pontifex quod comune 
Forlivii deberet expellere de ipsa civitate omnes forenses in ipsa civitate degentes, et eorum 
e. 67 r familias, mares et feminas. Forenses vero dicebant quod parati erant' exire civitatem For- 15 
livii, suplicantes ut placeret sibi designare eis certum locum, ubi vellet ipsos trahere moram 
suam; ipsi vero expulsi erant de terris eorum, nec ipsos reducebat ad eas, unde necessi- 
tatem habebant in loco aliquo comraorari; dicentes etiam: " Nostris d 2 terris et habitationibus 
nostris inique et contra iusticiam deiecti sumus, et ideo placeat summo pontifici nobis destinari 
certum locum, ubi possimus trahere nostros mansus, ut sic abimus civitatem Forlivii „. Quod 20 
quidem dominus papa Martinus eis facere denegavit, et sic repulsam de romana curia nequi- 
ter receperunt 2 . 

Dum vero dictum comune Forlivii expectaret exercitum fieri generalem, ecce quod, quo- 
dam die iovis, ultima mensis aprilis, in sero post cenam, dictus dominus Iohannes de Appia 
comes Romaniole, movens se cum gente sua et toto guarnimento, quod in civitate Faventie 23 
fecerat congregari, accessit ad civitatem Forlivii, et, sicut fecerat ordinari per aliquos pedites 
prebatos viros, ipsa nocte intrari fecit burgum civitatis eiusdem, qui erat extra portam Scla- 
.,275 vanie 3 , furtive subintrando stechatam circle, que' erat ad serallium Colunbe, usque ad seral- 
lium burgi de Rupta 4 , derobantes domos dictorum burgorum, ipsasque domos incendio con- 
cremantes; ipsaque nocte omnes res mobiles, quas in dictis burgis habere potuerunt, et 30 
etiam homines, qui a gladio evaserunt, ad civitatem Faventie conduxerunt. Dum vero i Ili, 
67 v qui erant in civitate ' Forlivii, viderent incendia burgorum suorum, omnes surgentes a somno, 
tam mares quam femine, traxerunt ad stechatam civitatis eiusdem, admirantes plurimum ac 
etiam dubitantes de hiis, que videbant contingere, et de incendio burgorum suorum. Sole 
autem relucente, die veneris primo mensis sive kallendarum maii, 5 vir prefatus illustris et sa- 35 






I. magnus baro — 2-3. levaverunt ad pontem — 3-4. de S. Martino de ponte — 5. Eo anno et — 6. de ipsa civitate 
et venerunt ad — 11-12. ambaxiatores et procuratores ad pedes — 13. ipse summus — 14. omnes, qui fuerunt in ipsa 
— 16. etiam locum - trahere in gratiam — 17. neque ipsos — 19. nostris nequam - sicut placeat — 19-20. destinari 
indulgendo ut - et sic exire de Forolivio — 21. Papa negavit — 21-22. iniquo — 27. in burgum — 32. Ms. sonno 



1 Così i Francesi avevano fatto mezzo il giro 
della città. Il ponte del Ronco è su la via Emilia, verso 
Forlimpopoli; 1\ vicino è la parrocchia del Ronco. 

2 " Et cum ambasciatorcs Forlivii ivissent ad cu- 
" riam rornanam, et plenum non haberent mandatum, 
"subito, insalutato hospite, de ipsa curia recesserunt „. 
Ami. parmense» maiores {M. G. II, XVIII). 

3 Ora Schiavonia, a ponente, dalla parte di 
Faenza. 

* La porta della Rotta fu chiusa nel 1356, per or- 
dine di Francesco Ordclaflì. Co belli, p. 115. Dal rac- 
conto del Cantinelli e del Cobclli si rileva che essa ora 
tra la porta Schiavonia e la porta S. Pietro, e che non 



prese il nome, come si credeva, dalla rotta dei Francesi, 
giacche l'aveva prima. 

5 " Et accidit, quod dominus Iohannes de App';i 
" eius hostem in duas divisit partes, et cum una parte 
" ingressus est urbcm, nemine resistente; altera eius pars 
" apud quamdam quercum remansit. Unde communc 
" Forlivii et dominus Guido de Montefeltro, cum equi- 
" tibus, et peditibus de montanis, et universo populo 
" excuntcs per alias portas urbis, insultantcs Francigenas, 
" qui apud illam quercum remanserunt, eos in fugara con- 
" vertentcs, et occidentes ingenti strage, destruxerunt. 
" Deinde ingressi sunt Forlivium bellando per vias ur- 
"bis; sed in platea bellum lethale commissum est per 



IA. 1282] 



CHRONICON 



51 



piens domiuus comes Guido de Montefeltro capitaneus civitatis Forlivii proclamari fecit, pu- 
blica voce preconia, per civitatem eandem, quod omnes et singuli, tam milites quam populares, 
qui erant in civitate Forlivii, deberent se congregare in platea civitatis eiusdem \ absque ali- 
cuius mero dispendio ; quibus ibidem armatis viriliter et potenter, idem dominus comes par- 
5 lamentum fecit, et multa et varia ibi dixit, confortando plurimum omnes gentes' suas ut vi- 
riliter omnes se gererent et haberent, scientes quod sua erat intencio et voluntas exeundi ver- 
sus inimicos et prelian'di cum eis. Et sic statim, iuxta mandatum ipsius, omnes, tam milites quam 
populares, cives et forenses, armati, cum eorum equis copertis et suprainsigniis eorundem, exi- 



c. 68 r 



2. voce preconis 

" totum diem et npctem; demum Francigenae gentes ce- 
ciderunt, ita quod octo millia caesa dicuntur in Calen- 
" dis maii „. Annales Caesenates (R. I. SS., XIV), I ioó- 
Non, fqrse, presso una quercia; ma in un luogo detto 
la Rovere, ad alcuni chilometri da Forlì. 

" Die I maii, cum d. comes Romagne com suis ivis- 
" set ad burgum Forlivii, et ipsum burgum et portam 
" ipsius et multas domos per forciam habuisset, Forliven- 

* ses et comes Guido de Montefeltro obviaverunt pre- 
" dictos, et eos finaliter sconfinserunt, interfecerunt et ca- 
" ptivaverunt quasi omnes, et duo milia et plures utrius- 
" que partis mortui fuerunt, ex quibus due partes fue- 

* runt de illis comitis de Romagna „. Ann.parm.m.,p. 693. 

" Nocte igitur praecedente kalendas maias, in su- 
" butbium Forlivii, licet fossa et vallo munitum, traxit 
" exercitum. Mane exeunt Forlivienses duce Guidone de 
" Monte-feretro, qui in acie communibus latebat in armis, 
" altero milite cum suis armis exposito tunc perempto. 
" Impleta fovea, quae media erat inter acies adversas, 
" pugna conseritur. Primo congressu utraque pars vincit 
" et vincitur; pugna diu durissima fuit, tandem victores 
" Forlivienses praeda hostium potiti sunt. In hoc Iohan- 
" nes comes, post strages suorum cum XXI equitibus 
" aufugiens, campum deseruit et pervenit Faventiam „. 
Ricobaldi, Hist. Imferat. (R. I. SS., IX), 142. 

" Unus ex eis mihi dixit, quod una dierum prae- 
" dictus Guido erat in quadam civitate, cuius nomen 
" ignoro, et inimici eius abstulerunt eam. Tunc dictus 
" Guido callidissime finxit se recedere de dieta civitate 
" ab una portarum. Inimici eius intraverunt praedictam 
" civitatem per aliam portam. Guido praeceperat mini- 
' stris suis, ut porta, per quam exiret, fortiter clauderetur. 
" Tunc dictus Guido cum militibus suis, post terga ini- 
" micorum suorum per aliam portam intravit in civi- 
" tatem, et taliter afflixit eos, quod quasi nullus ex eis 
" remansit, quin gladio moreretur „. Chron. Astense (R. 
I. SS., XI), 188. " Die iovis ultimo mensis aprilis comes 
" Tadeus de Montefeltro, qui erat capitaneus 600 mili- 
"tum francigenarum, cum hominibus Faencie, Imole et 
" aliis eorum amicis, per proditionem aliquorum, qui 
" utramque partem tradebant, intraverunt in burgum 
" civitatis Forlivii, et ipsum burgum totaliter habuerunt, 
" multos occidendo. Unde comes Guido de Montefeltro, 
" qui est capitaneus illius partis, et homines Furlivii, 
" conscii de dicto facto, ordinate insultimi fecerunt in 
" ipsos, die veneris primo mensis madii circa terciam 

* cum essent in prandio, et ipsos penitus disconfixerunt, 
" ita quod omnes quasi aut mortuos aut in vinculis re- 
" ligatos ceperunt, et recuperaverunt totum burgum ad 
" eorum voluntatem „. Ann. piacentini gihellini (M. G. H., 
XVIII), 574. 



" Nocte igitur praecedente calendas maias in su- 
" burhium Forlivii, licet fossa et vallo munitum, traxit 
" exercitum. Mane exeuntes Livienses duce suo iam 
" dicto Guidone, qui in acie communibus erat armis, 
* nullis insignibus discretus a ceteris ; exposuerat enim 
" militem quemdam cum suis insignibus, qui et in pu- 
" gna caesus est. Impleta igitur fossa, quae media erat 
" inter utramque aciem, pugna conseritur. Primo pro- 
" gressu utraque pars vincit, et vincitur; nam fusi sunt 
" equites Forlivienses, et in urbe regressi plurimi; multi- 
" que ex hostibus equites eos insequuti sunt, et carcerem 
" etiam publicum fregerunt, et exolverunt compeditos. 
" Pedites vero partis externae ipso congressu, abiectis 
" hastis, praecipiti fuga trans fossam evadere moliti sunt ; 
" sed impedientibus alteris alteros, multi fossa demersi, 
" licet aquis vacua, a supercadentibus sunt oppressi et 
" mortui. Inter residuos pedites forlivienses et equites 
" francos, qui cum comite Iohanne sisterant, pugna diu 
" acris fuit. Alii sic scribunt, quod Iohannes ipse, con- 
" gregatis aciebus, primo die maii ordinavit tres turmas 
" militum et unam peditum, stabiliens in burgo in facie 
" civitatis Forlivii. Sed pars adversa tam per ipsam por- 
" tam, quam alias diversimode suos emisit bellatores, ut 
" plus astutia quam iure belli posset superare Iohannem. 
" Sicque factus est conflictus, in quo corruit idem Iohan- 
" nes, et alii plurimi fortissimique bellatores, praesertim 
" ex equitibus francis fere quingenti. Tandem Forli- 
" vienses victores praeda hostium sunt potiti. Alibi seri- 
" bitur, quod ipse Iohannes, rebus desperatis, cum paucis 
" maturo gressu discessit; cui abeunti Guido nullum ex 
" suis occurrere voluit, quum nonnisi multa suorum eaede 
" posset occidi vel capi. Vir quidem animo et corpore 
" praestans. Qui, ut Ricobaldus Ferrariensis historio- 
" graphus se vidisse testatur, comitatus cuneo xxi equi- 
" tum, incolumis Faventiam rediit „. F. Pipini, Chron. 
(R. I. SS., IX), 725. Ricobaldo, nel passo riferito più su, 
non dice di aver veduto giungere Giovanni a Faenza. 
Cf. Ricci " Il sanguinoso mucchio „ nel giornale Lettere 
ed Arti, II, e Torraca. " 77 sanguinoso mucchio „ nelle 
Nuove Rassegne, p. 393. Il Cobelli, p. 65, raccolse la 
tradizione che " forono electi tucti li nobili signori e 
" capitani, circa duo milia corpi morti, e forono portati 
" dentro de la cita, e forono sepelliti in una fossa gran- 
" dinissima in piacia. Po' fo facto uno bello horatorio 
" lo quale fosse hofficiato per l'animi ipsi defonti „. 

1 Piazza di S. Croce. " Alhora Scarpetta entrò in 
" Forlivio, et andò alloggiare al suo palazzo.... rimpetto al 
" Domo et la Piazza : et quella era la vera piazza ; et dove 
" è oggi la pesa, era lo palazzo del Potestà; et dove è 
" hoggi la piazza, si chiamava Campo dell'Abbate, et nel 
" tempo antico si chiamava il Forum „. Cobelli, p. 27. 



52 PETRI CANTINELLI [A. 1282] 



verunt per portam Rupte, et eorum acies militimi et peditum condiderunt, et in canpo ste- 
terunt intra dictam circlam, ita parati utraque pars, usque post horam nonam; tandem, ap- 
propinquantes se invicem, inceperunt prelium viriliter et potenter, et maxenata Francixenarum 
dicti comitis Romaniole irruit supra maxenatam comunis Forlì vii. et separavit eos ab invi- 
cem, et diruta fuit ipsa maxenata, et ita in continenti multi de dictis Francixenis equitaverunt 5 
versus portam Rupte, quam apertam invenientes, introierunt civitatem Forlivii, equitantes per 
ipsam terram et proclamantes: "Nostra est terrai Cavaler, Muncoia. ! „ et multas mulieres et 
pueros et vetulos occiserunt. Dominus vero comes Guido de Montefeltro de isto facto nihil 
sciebat, sed, cum populo et milicia civitatis Forlivii, viriliter agredientes exercitum comitis Ro- 
maniole, in fugam eos posuerunt, et debellati sunt et mortui. 10 

e bs v Verum multi et multi de forensibus commorantibus in Forlivio, videntes Francixenas ita 

equitantes per terram, aufugerunt alii Cesenam, alii Britonorium et ubicunque poterant. 
Postea vero, dum comes Guido de Montefeltro et Forlivienses viderent stragem de exer- 
citu comitis Romaniole, audiverunt Francixenas intrasse civitatem eorum, versus eos virili- 
ter equitantes, omnes occiderunt, et, ex illis, qui intraverant civitatem Forlivii, nullus omnino 15 
evasit, quin mortis periculum substineret, ita quod omnes illos et alios, qui mortui remanse- 
runt in canpo et fossatis civitatis eiusdem, conpertum est quod ultra octo millia occisi fue- 
runt. Capti vero fuerunt, et consignati Forlivium, bene trecenti; equi vero fuerunt consegnati in 
tt., 276 quantitate vin^, absque ' occisis et suff ocatis, qui fuerunt ultra quam ducenti. Mortui vero 

fuerunt, ea die et in dicto conflictu, inter ceteros de melioribus et magnatibus, qui essent in 20 
exercitu dicti comitis Romanie, videlicet dominus Dadeus Novellus comes de Montefeltro, do- 
minus Thebaldellus de Canbraxiis, Fantullinus domini Ugolini Fantullini, Comacius domini 

e 6g r Conradini de Ravenna, Rangonus [de Thomais] de Faventia, comes Guido ' Malabuccha de Ba- 
gnacavallo, Ugolinus et Thomaxinus de Meco de Manfredis Faventie, Guilielmus de Scannabichis 
de Bononia, Virundus de Asinellis de Bononia, dominus Guido de Acharisiis de Faventia. 25 

Item, eodem anno, predictus dominus Iohannes de Apia comes Romaniole prò sancta 
romana ecclesia reassunpsit vires, et, faciens moram in civitate Faventie, misit suas literas per 
nuncios atque anbaxiatores ad summum pontifìcem et ad dominum regem Francie et ad 
dominum regem Karulum, significando eis ea, que sibi contigerant; verum contigit quod ite- 
rum habuit maximam maxenatam militum, et, de mense augusti eiusdem anni, fecit exercitum 30 
generalem supra quoddam castrum in districtu Forlivii, quod vocatur Imeldola; in quo exer- 
citu moram traxit per tres menses et ultra, cum manganis et edificiis et aliis paramentis : po- 
stea vero, videns quod nichil sibi proficiebat, fecit exercitum elevari, et abiit ad civitatem 
Faventie *. 

e. bg v Item, eodem anno, comites de Castrocario concordaverunt cum dicto comite Romaniole, 35 

et reddiderunt Castrocarium ipsi corniti, et hoc fuit ante quam dictus exercitus fieret supra 
Imeldulam 2 . 

Item, eodem anno, illi de Scicilia tecerunt magnam rebellionem contra regem Karulum, 
occidentes omnes Francisenas, qui erant in Scicilia, et elegerunt in eorum regem donpnum 
Petrum infantem regem Aragonum, qui, cum gente maxima, intravit dictum regnum Scicilie. 
Verum dominus rex Karulus, hoc audito, traxit versus Sciciliam, et quia ipsum recipere noluc- 
runt illi de Scicilia, fecit rex Karulus exercitum generalem supra Missinam, et manganos et 



2. inter — 3. maxenata Francixena — 8. vetulas - Dictus vero — 11. commorantes — 17. octo mille — 18. 

bene manca — 20. et in dicto exercitu — 21. exercitu D. com. de Romanie — 22. Thomaxius — 23. Rangonus 

Faventia - Negli Ann. Foro/, de Thomais; nel ms. e sparito. — 24. De Mezo (de Mengo) — 25. Ms. dominum Gui- 
donem — 27-28. literas per suos ambaxiatores — 33. nihil ibi — 35. cum D. — 38. Sicilia qui e appresso 

1 "Domnus comes de Romagna.... com militibus " tinus multa millia horentinorum aureoium. Est autem 

"domni pape discesit ab oscedio castri Meldulae propter « Meldula quoddam castrum distans a Forlivio per v mil- 

"caristriam magnam et turpitudinem temporls „. Annales " liaria versus montes „. Salimhene, p. 285. 
" parmense* maiores, p. 695. " Et expendit ibi Papa Mar- * Fu il 22 febbraio 1282. Fantuzzi, IV, CXXXV. 



FAA. 1282-1285] 



CHRONICON 



53 



alia edifìcia ibidem construi; tamen nicliil sibi proferii, sed eie vari fecit exercitum, et rediit 
in Calabriam, ubi moram traxit per totum iemem anni eiusdem \ 



Millesimo ducentesimo octuagesimo quinto, indictione XIII, die Epiphanie Domini, que 
est die quinto intrante ianuario, dominus rex Karulus bone memorie de domo Francie obiit 
5 et migravit ad lucem : cuius corpus conditum fuit in civitate Barlette. 



e. 70 



i. et reduxit — 2. ubi stetit per totum hyemem — 3. Ms. Ephynie — 5. Barlicte 



1 A compiere il racconto dell'ultima difesa e ca- 
duta di Forlì, che manca nel codice del Cantinelli, gio- 
veranno passi di altri cronisti. 

* Forlivium venit ad mandata Ecclesiae, et libere se 
" compromisit in summum pontificem, et foveae Forlivii 

* aequate, et muri eversi sunt. Omnes Romandiolae Ghi- 

* bellini in exilio mittuntur. Dominus Guido de Monte - 

* Feltro fuit ad mandata Sanctissimi Patris. „ Ann. Cae- 
" sen., 1106. 

" Item eo anno civitas Forlivii, Forinpopuli, Ce- 
" sena et Berthenorium com omnibus suis castris et for- 

* ticiis venerunt districte ad mandata domni papae, et 
" suis obedire preceptis perpetuo iuraverunt, intellectus 
" tamen eorum fuit, quod eos carcerare seu interficere non 
" deberet. Et tunc dpmnus comes Guido de Montefeltro 

* cum omnibus suis banitis cuiuscomque civitatis, qui 

* steterant contra Ecclesiam, exivit de dictis civitatibus 

* et castris et locis cum equis et armis et rebus eorum 
" affidatis ; et hoc fuit vi, quia dieta civitas fuerat obsessa 

* per comitem de Romagna cum militibus, peditibus et 

* balistrariis ecclesiae et domni papae, et vastata circom- 

* quaque, unde timebant mori fame. Venerant enim ul- 
" tramontani in servicium et ad soldum domni papae in 
" maxima quantitate, ut supra dictum est; similiter eciam 
" Parmenses, Regini, Mutinenses, Bononienses, Imolenses 

* et Faventini venerant ad dictam obscidionem de man- 
" dato domni papae. — Item eo tempore quidam cardi- 

* nalis de mandato domni papae venit in Romagnam, et 
" muros et portas civitatis Forlivii detrusit, et domos 

* etiam quam plures cum omnibus fortitiis eiusdem civi- 

* tatis et omnes tures eciam diruit usque ad fundamenta. 
" Item castrum Meldule cum omnibus aliis castris et for- 
" titiis totius episcopatus devastavit, et eciam Cesenam, 
" Forinpopulum et castra comitatus de Montefeltro in 
" omnibus et per omnia usque ad fundamenta diruit et 
" vastavit. Et multos homines de ipsis civitatibus et locis 
" in confinibus posuit. Item mortuos tempore diete guerre 
" de sepulcris cavari et extrahi fecit et ossa eorum extra 
"civitatem et loca ad fossata portari fecit propter ex- 
" communicacionem, quam domnus papa tulerat, et inter- 
" dictum in ipsos occasione dictae guerrae et eorum ino- 
*" bediencie. Annales parmenses maiores, p. 695. 

" Expendit (papa Martinus) multa millia fiorentino- 
" rum aureorum in diversis annis, immo multos somarios 
" denariorum aureorum. Proposuerat enim papa Martinus 
" obstinato animo non quiescere, quousque eam violenter 
"haberet, si obedienter non posset. Et ita factum est, 

* quia, sicut dici solet, labor improbus omnia vincit. Cumque 

* civitas illa ad praecepta venisset Ecclesia, fuerunt foveae 

* civitatis repletae, et portae dirutae, et domus et palatia 
" sunt destructa et praecipua aedifìcia dissipata. Homines 



" vero civitatis illius, qui erant principales et praecipui, 
" exiverunt de civitate et iverunt ad diversa latibula, ut 
" darent locum irae. Comes vero Guido de Montefel- 
" tro, qui fuerat capitaneus et dux illorum Liviensium et 
" partis Imperii, cum Ecclesia concordavit, et stetit in 
"confinibus apud Clugiam tempore aliquanto: postmo- 
" dum missus fuit in Lombardiam, et habitavit in civita- 
" te astensi cum magno honore, quia diligebatur ab om- 
" nibus propter praecedentem probitatem, et crebras vic- 
" torias quas habuerat, et quia modo sapienter et humi- 

* liter obediebat Ecclesiae. Insuper erat homo nobilis et 
" sensatus et discretus et morigeratus, liberalis et largus, 
" strennus miles et probus in armis et doctus ad bel- 
" lum .... Et erat ibi legatus domini Papae dominus 
" Bernardus provincialis , romanae curiae cardinalis „. 

^Salimbene, p. 288. ' 

" Civitas Forlivium corniti Romaniolae Iohanni de 

* Appia, viro in armis strenuo et studio papae Mar- 
" tini, deditionem sui faciens, in potestatem Ecclesiae 
" cessit : fossae et aggeres aequati sunt, portarum postes 
" ablati ; licentiati de ea sunt Guido de Monte-feretro 
" et Lambertatii exules Bononiae „. Ricobaldi Ferra- 
riensis, Historia Imperat. (R. 1. SS., IX), 142. 

"Anno sequenti papa Martinus in Romandiolam 

* exercitum instauravit, ipso Iohanne duce exercitus, at- 
" que circum obsedit Forlivium. Cives autem aegre re- 
" sistebant, premente frumenti inopia; quo metu quidam 
" ex civibus clam de urbis deditione agere coeperunt. 
" Quod ut Guido sensit, de urbis deditione et salute sui 
" et suorum egit. Facta est igitur deditio his pactioni- 
" bus, quod ipse Guido et exules bononienses incolumes, 

* cum armis et equis, abierunt. Civitas in potestatem 

* romanae Ecclesiae cessit : fossae et aggeres solo aequati 
"sunt: portarum urbis postes abacti sunt: cives aliqui 
" relegati, aliqui sunt proscripti. Alii dicunt quod idem 
" papa Guidonem de Monte-Forti virum strenuum in 
" Romandiolam misit, ut ejus praesentia confortarentur 
" stipendiarli Papae. Qui statim et civitates occupatas 
" a Guidone de Monte-Feltro, eo restituente, et iurante 
" Ecclesiae stare mandatis, ac se transferente ad locum 
" sibi assignatum, obtinuit, totaque Romandiolae terra 
" ad papae mandata rediit „. F. Pipini, Chronicon, IX, 
726. 

" MCCLXXXIH, die quinto maii. Dominus Guido 
" de Monteforte (sic) venit ad mandata Ecclesie, et simi- 
" liter evenit de civitatibus Forlivi et Caesenae, quae, 
" quia viderunt non posse resistere potentie ecclesie, una 
" cum domino Guidone de Monte-feltro capitane© dicti 
" communis prò meliori in summum pontificem se libere 
" compromiserunt. Eodem anno venerunt in Romandiola 
" quidam cardinales cum aliis deputatis a papa praemisso 



54 



PETRI CANTERELLI 



[AA. 1285-1286] 



e. 70 v 



e. 71 r 



Eodem anno, die VI exeunte marcio, dominus papa Martinus obiit in civitate Perusii. 

Eodem vero anno, die secundo intrante apreli, electus est summus pontifex dominus papa 
Honorius, qui fuit dominus Iacobus de Sabello de Roma, qui erat cardinalis. 

Item, factus est comes Romaniole prò sancta romana ecclesia dominus Guilielmus Duran- 
tis, qui postea factus est episcopus Mimatensis. 5 

Millesimo ducentesimo LXXXV, indictione XIII, die septimo exeunte martio, in quo die 
fuit Pasca resurectionis Domini nostri Ihesu Cristi, occisus fuit gladio Aldrovandinus de Ar- 
goglosiis de Forlivio, quem occiderunt illi de Calbuli. 

Dicto anno, die mercurii secundo intrante madio, occisus fuit gladio Manfredus de Manfre- 
dis et Albergittus eius x filius cum eo similiter; et ipsos occiderunt Franciscus filius condam Al- 10 
bergitti de Manf redis et Ugolinus filius fratris Alberici de Manfredis 2 , in presentia dicti fra- 
tris Alberici 3 , in castro Secate subtus Faventiam, in prandio, quod ibidem faciebant in domo 
et castro dicti Francisci, dum ipsi omnes veniebant a confìnibus a civitate Ravenne, de licencia 
domini Guilielmi Durantis tunc comitis Romaniole. Et, ad eos occidendos, fuit Surrucius de 
Petrella et alii vi cum eis, qui omnes, occasione dictorum homicidiorum, exbaniti fuerunt per 15 
dictum comitem et per comune Faventie. Postea dictus comes condenpnavit predictos tres, 
scilicet Albericum, Franciscum et Ugolinum, in sex millibus libris Bononie, et quemlibet aliorum 
in mille libris Bononie. 

Procedente postea tenpore, dum predictus frater Albericus et sui non possent a dicto co- 
mite licentiam optinere domum eorum Faventie redeundi, et essent dispersi, nam aliqui ex 20 
eis stabant ad Pratumveclum, quod est castrum comitis Guidonis Salvatici ultra alpes, in Tuscia, 
aliqui morabantur apud Sosenanam et in podere Maghinardi Pagani de Sosenana, fecerunt 
predicti frater Albericus et alii de domo sua concordiam et pacem cum Acharixiis de Fa- 
ventia et eorum amicis, et desponsavit dictus Ugolinus Bocola 4 in uxorem sibi dominam Pa- 
triciam filiam Guidonis de Glaucano, et abinde in antea cogitaverunt ita facere, quod redirent 25 
in civitatem Faventie, quocunque modo possent. Et, congregatis amicis eorum, dum essent 
predicti frater Albericus et Franciscus ad confinia apud castrum Aurioli, et Ugolinus Bocola 
esset apud Sosenanam cum Maghinardo Pagano, cum toto eorum exforcio, eques et pedes, 
die XV intrante augusto, anno millesimo ducentesimo octuagesimo sexto, equitaverunt versus 



2. XIII intrante aprili — io. Albergutius — 12. supra Faventiam — 13. D. Francisci - de civitate — 14. tunc 
manca — 14-1$. fuerunt judices de — 15-16. homicidiorum et hominum Faventie dictum — 16. tres manca — 17. Al- 
bergicum - libras — 21. comitis manca - ulterius alii in Tuscia. — 24. Buzola qui e appresso — 28. pedites 



* et fecerunt aequare foveas civitatum Forlivii et Cae- 
" senae, et muros ruere : et hoc propter caedem Franci- 

* genis factam, et in ipsorum vindictam. Eodem anno 

* omnes Romandiolae Ghibellini iverunt ad confinia, et 
" tunc Lambertatii de civitate Forlivii expulsi sunt „. 
Ann. Forolivicnscs. Cf. anche Cobelli, pp. 67 sgg. 

1 " Manfredus Turta de Alberghettis de Faventia 

* mortuus est in villa Cezariae, quae a Faventia per 
" v milliaria distat, et a consaguineis suis cum filio suo 
fuit occisus, dum cum eis prandercl, veniens de Ravenna „. 
Salimbene, p. 344. " Die mercurii secunda maii interfecti 
"cum gladiis incastro Cesatae, dicto la Castellina 
" Manfredus cum Alberghetto de Manfredis eius filio, fra- 
" ter et nepos fratris Alberici de Manfredis ordinis Gau- 
" dentium in domo ipsius in convivio iautissimo per eum 
" preparato, propter alapam datam a d. Alberghetto dicto 
" fratri Alberico, cupiditate dominii, ab Ugolino et Fran- 
" cisco de Manfredis, praesente dicto fratre Alberico, di- 
" cente publice : — Venga le frutte. Ideo de eius ordine 
" occisi fuerunt cum multis aliis, praeter quam uno, qui 

* se reparavit subtus tabulam convivi! prope vestes fra- 



" tris Alberici, quem iussit non interfici, sed voluit eum 
" venire Faventiam ad recitandum Faventinis factum „. 
Cronicon ex adversariis B. Azzurinii in Mittarelli, 323. 
Secondo B. da Imola, Inf., XXXIII, lo schiaffo, u ala- 
pam magnam „ fu dato a frate Alberigo da Manfredo. La 
Descr., p. 18, distingue la villa " Pontis Sezate „ dalla 
villa " Plebis Sezate „. 

2 Ugolino Buzzola, che Dante ricordò nel De vul- 
vari cloquentia come uno de' due faentini — l'altro era 
Tommaso da Faenza — che non avevano usato, compo- 
nendo versi, il proprio volgare. V. Torrac.a, Fatti e 
scritti di Ugolino Buzzola, per nozze Cassim D'Ancona, 
Roma, 1893. 

3 " Io son frate Alberigo, Io son quel della frutta 
u dol mal orto, Che qui riprendo dattero per figo „. 
Dante, />//., XXXIII, 118. 

4 " Mutinenscs appcllant Bozzolo vas vitreum, cuius 
" venter tumescit. Boccia apud Tuscos idem significata 
Muratori, Antiq. Hai., II, 1162. Cf. Ann. 4>arm. maio- 

res, p. 781: " Doranus Karolus minuit buzolam vini 

" una oncia „. 



|AA. 1286-1287] 



CIIRONICON 



55 



Imolam causa occupandi ipsam terram, et hoc fecerunt ad postam et de voluntate Nordiglo- 
rum, qui tunc erant potentiores in Imola. Verumtamen, quia marischalcus domini comitis Ro- 
maniole erat ibi, et quia populus ipsius civitatis non permisit predicta fieri, non potuerunt 
aliquid optinere, immo fuerunt expulsi dicti Nordigli de Imola, et domus eorum fuerunt de- 
5 structe, et cum eis erant Gintillinus de Sassadello 1 et Burniolus Canpalmonte 2 . 

Postea vero, eodem die, venerunt Faventiam, et ibi non fuerunt bene recepti. Demum 
euntes versus Forlivium, ibidem aliqui de amicis Argoglosorum, qui similiter concordaverant 
cum dictis Manfredis, insultantes aliquos de maxenata dicti comitis Romaniole, plures occi- 
serunt et plures expullerunt, accipiendo eis equos eorum; tamen contigit quod non potue- 
10 runt dicti Manfredi et Maghinardus intrare Forlivium, et sic oportuit eos redire apud Sose- 
nanam, cum multis eorum amicis de Forlivio, qui cum eis tenebant: et tunc fuerunt destructe 
domus illorum de Guiriolis et Salinbenne Dadoli et aliorum plurimorum de Forlivio. 

Eo anno, congregatis amicis Manfredorum et eorum sequacium apud Sosenanam, equitave- 
runt versus Rontanam, in districtu Faventie, ipsumque montem optinuerunt et infortiaverunt 
15 contra voluntatem dicti comitis Romaniole, et, facto guarnimento eorum et dicti Maghinardi 
et' fidelium suorum et amicorum eorum undecunque, tam militum quam peditum, equitaverunt 
versus civitatem Faventie die sabati XVI intrante novenbri. Et, ipso die, intraverunt civitatem 
Faventie, expellentes omnes stipendiarios dicti comitis Romaniole, et aliquos occidentes. 

Eodemque die equitaverunt ad civitatem Forlivii, et quandam fortiliciam, quam fecerant 
20 illi de Forlivio in contrata Sclavanie, violenter insultantes, ceperunt eandem, et habuerunt 
dominium civitatis Forlivii et Faventie. Et factus fuit tunc potestas Faventie dominus Ma- 
ghinardus Paganus de Sosenana, et vocatus fuit etiam tunc potestas civitatis Forlivii; tamen 
paucis diebus stetit in potestaria civitatis Forlivii. Hiis ita currentibus, supervenit alius Co- 
mes novus in provincia Romaniole, videlicet dominus Petrus Stephani proconsul romanus 3 , qui 
25 venit in ipsam provinciam. 

Anno domini millesimo ducentesimo LXXXVII, indictione XV, die iovis tercio intrante 
aprili, obiit dominus papa Honorius de Sabellis de Roma 4 . 

Dictus vero dominus Petrus Stephani comes Romaniole misit ad confinia Manfredos et 
Acharixios, cum ali'quibus amicis eorum de civitate Faventie, et Argoglosios et Ordelaffos de 
30 Forlivio, et comites de Castrocario; et Manfredos mandavit ut deberent stare Mutine, Acha- 
rixios vero ultra alpes in Tuscia. 

Eo vero anno fuit potestas civitatis Faventie, per totum annum, dominus Thebaldus de 
Bruxatis de Brixia. 

Eodem vero anno dictus dominus comes petiit a dictis confinatis quod darent et facerent 
35 depositum, penes thesaurerium ecclesie romane, de quinquemille florinis aureis. Illi vero de 
Forlivio fecerunt depositum prò eorum parte, et habuerunt licentiam redeundi Forlivium. 

Petiit quoque, idem dominus comes, ab eis, securitatem xxx m . librarum ravennatum, et 
talliam militum, quos tenere debebat, quas Forlivienses dare modis omnibus recusarunt. 

Item, die dominico XVIII mensis maii, reversi sunt Manfredi et Acharixii et Maghinardus 



5. Saveriolus de Carapalmarte (vel Campalmonte). . . . — 6. et hic — 7. de amicis Argoglosiis - concordave- 
runt — 9. expulseruut — io. oportuit iterum redire — 14. versus montaneara - occupaverunt — 15. et D. Ma- 
ghinardi — 16. utrorumque — 19. fortalitiam — 22. fuit vocatus — 30. Manfredis — 30-31. Acharixiis — 32. Theo- 
baldus — 34. Dicto vero anno — 37. Ravennantium — 39. XVII 



e. 71 v 



Mìtt., 278 



72 r 



e. 7a v 



1 " Gentilinus quondam Averardi de Saxatello „ 
nel 1279 era stato uno de' garanti della pace tra Gere- 
mei e Lambertazzi, per quattrocento marche d'argento. 

8 Nel contado d'Imola. V. nel Mittarelli, 557, 
un doc. concernente gli eredi di Burniolo. 

3 Di Genazzano " summi pontificis consubrinus „. 

* " Solummodo unum cardinalem fecit, quem misit 
" in Alemanniam, ut inde dominum Rodulfum ad impe- 



" rium electum adduceret, sicut credebatur a vulgo, volens 
" eum in Imperio coronare. .. . Homo podagricus et parvi 
" valoris, romanus, avarus et miser „. Ma il torto suo 
maggiore, a giudizio del cronista, era stato quello di non 
favorire i Francescani ed i Domenicani. Quell'unico car- 
dinale, " qui de parentela sua erat. . . . archiepiscopi fue- 
" rat in Sicilia, in Monteregali „. Salimbene, pp. 371, 
378, 361. 



56 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1337] 



Paganus de Sosenana ad civitatem Faventie, cum magno gaudio, contra precepta et mandata 
domini comitis Romaniole. 

Eodem vero tenpore facta fuit societas et conpositio inter comune Forlivii et comune 
Faventie. Et tunc dominus Malatesta venit Forlivium, ibique fecit pacem inter Argoglosios 
et Calbolenses, de morte Aldrovandini de Argoglosiis; postmodum vero ivit Faventiam, et fé- 5 
cit pacem inter comites de Cunio et Manfredos l , occasione mortis Manfredi de Manfredis et 
Albergitti eius fìlii, eo quod filia dicti Manfredi erat uxor Alberici fìlii comitis Bernardini 
de Cunio. Et iste tales concordie et paces fuerunt facte ad defensionem eorum faciendam 
contra dictum dominum comitem Romaniole. 

Et ista omnia facta fuerunt de mense iunii eiusdem anni; et similiter facta fuit pax et 10 
concordia inter comites de Castrocario et Calbolenses. 
e 73 r Eodem vero anno, dum dictus dominus Malatesta se de Forlivio separaret cum gente 

sua, et erant in quantitate lxx equitum armatorum, et dum iret versus civitatem Arimini, per 
quandam stratam de Cervia ad Ariminum, ecce quod supervenerunt milites domini comitis 
tt„ 279 Romaniole, cum filio eiusdem domini comitis, fa'eientes insultum contra predictos, qui erant 15 
cum dicto domino Malatesta, vertentes eos in fugam ; et ceperunt dominum Iohannem Mala- 
teste consanguineum domini Malateste 2 et multos alios de illis, qui cum eo erant; et, debel- 
latis eisdem, ad civitatem Cesene duxerunt, et multos equos perdiderunt in ipso conflictu. 
Et predicta fuerunt die XIV mensis iunii anni predicti M.CC.LXXXVII, indictione XV. 

Interim tamen magnus tractatus fuit inter predictos comitem Romaniole et Forlivienses 20 
et Faventinos et dominum Malatestam. Et facta fuit concordia, ita quod comune Arimini 
solvit dicto corniti quatuor millia libras ravennates, prò recuperatione dicti domini Iohannis 
Malateste et aliorum captorum. Et comune Forlivii et comune Faventie dederunt bonos 
fideiussores dicto corniti de f aciendo deposito de octomille florinis de bono auro ; et ipse do- 
minus comes fecit pactum cum eis, et suspendit omnes processus et banna factus et data 25 
dictis comunibus Forlivii et Faventie et singularibus personis et amicis dictorum commu- 
nium, et quod faceret ita quod dominus papa consentiret; propter que factum fuit deposi- 
tum comunis Forlivii quatuor mille florinorum de auro apud Venetias, et comune Faventie 
fecit depositum apud Florentiam. 
e. 73 v Millesimo ducentesimo octuagesimo septimo, indictione XV, die iovis XII mensis augusti, 30 

obiit dominus Vivianus episcopus faventinus, qui habebat de frumento veteri duomillia cor- 
bes, et de ilio nolebat vendere, donec valeret corbis frumenti xx solidos Bononie. 

Eodem anno capitulum ecclesie Faventine elegit dominum Lotterium de la Tosa archi- 
diaconum florentinum in episcopum faventinum, precibus et instancia domini Maghinardi de 
Sosenana. Et dieta electio facta fuit die lune XVIII mensis augusti, apud monasterium saucti 35 
Petri in Sala de Laderclo 3 , in diocesi Imolensi, prò eo quod civitas Faventie et eius diocesis 
erat supposita ecclesiastico interdicto. 

Et, die martis, ultimo mensis septenbris eiusdem anni, venit dictus dominus Lotterius electus 



7. Albergusii - eo quia — 16-17. Malatestam — 19. anno prcdlcto — 25. banna fiscus et data — 26-27. Faventie 
et quod faceret — 29. Florentiam et singularibus personis et amicis dictorum communium — 31. Ms. de frumenti 



1 II 21 febbraio 1287, Malatesta da Verucchio, Gio- 
vanni di Ramberto Malatesta, Giovanni e Malatesti- 
no figliuoli di Malatesta nominarono Omo di San Pie- 
tro del fu Bianchello procuratore e nunzio per la con- 
chiuslone della pace con i Manfredi, frate Alberico, 
Ugolino Buzzola, Francesco del fu Alberghetto. Gli uni 
e gli altri avrebbero procurato * quod communia Fa- 
" ventie, Forlivii et Arimini facient et firmabunt ad 
" invicem veram pacem, amicitiam, societatem et com- 
" positionem, ita quod si aliqua communitatum vel ali- 
" quam haberet vel habebit, quod Deus avertat, brigam, 



" guerram, seu discordiam cum aliqua communitate seu 
" cum aliqua singulari vel speciali persona, propter quam 
" indigeat auxilio alicuius dictarum communitatum, te- 
" neatur quelibet dictarum terrarum et communitatum 
" dare toto posse auxilium et favorem alteri communitati 
" que indigeret eius auxilium etc. „. Seguono le speciali 
convenzioni, che il Cantinclli enumera. Tonini, CLI. 

2 Cugino. Tonini, p. 242. 

3 " In dicto comitatu (Imolae) in montibus .... 
"Villae Hosani et Laderchi in qua su&t focul. xxxiil „. 
Descr., p. 8. 









IAA. 1287-1288] 



CIIRONICON 



57 



Faventiam, et, cura eo, maxima societas maiorurn clericorum de Florcntia et nobilium militum 
eiusdem terre. Et ipse dominus electus hospitatus fuit, ea die, apud locum sarete Perpetue. 
Et postea, die martis sequenti, equitavit Ravennani ad recipiendam confirmationem sue elec- 
tionis, et confirmatus fuit per dominum Andream archidiaconum lunensem et' cardinalem Ra- 
5 venne, vicarium domini fratris Bonifacii archiepiscopi ravennatis, qui tunc tenporis erat in 
Francia ! . Et venit Faventiam die secundo intrante octubri, et descendit ad maiorem ecclesiam 
episcopalem sancti Petri, ubi erant omnes clerici civitatis et [omnes] fratres Minores et Pre- 
dicatores, et fuit.... bus et incenso et positus in corporalem possessionem episcopatus Faventie 
per dominum cardinalem Ravenne, dando sibi de pannis variis altaris s. Petri apostoli. Et 
10 postea, incontinenti, ivit ad palatium suum Faventie 2 . 

Eodem anno Ugolinus Bocola filius domini fratris Alberici de Manfredis desponsavit et 
duxit uxorem dominam Patriciam fìliam domini Guidonis de Glaucano de Acharixiis, die 
dominico XXIV mensis novenbris indictione XV. 

Eodem anno infrascripti cardinales Rome de hac vita decesserunt: dominus Guittofredus 
1 5 de Alatro, dominus Ugo de Anglia, dominus Gervasius de ' Parixio, dominus Iordanus de 
Ursinis, dominus decanus parixiensis, dominus Ancerius de Francia 3 . 

Item, eodem anno, die XX mensis decenbris, suprascriptus dominus Lotterius episcopus 

Faventie recepit consecrationem in civitate Ravenne, et rediit Faventiam die XXII dicti mensis. 

Millesimo ducentesimo octuagesimo octavo, indictione prima, [in primis sex menjsibus fuit 

20 potestas Faventie dominus Gerardus de Tornaquincis 4 [de Florentia], et in secundis [sex 

mensibus fuit] potestas dominus Hostaxius de Polenta 5 de Ravenna. 

Eodem anno factus est papa dominus Ieronimus de Asculi cardinalis romanus, qui erat 
de ordine fratrum Minorum beati Francisci, et fuis electus die XXII februarii, et vocatus fuit 
dominus Nicholaus papa quartus. 
2.5 Eodem anno die mercurii VII intrante mense aprilis, dominus Petrus Stephani comes 

Provincie Romaniole separavit se de provincia et recessit, prò eo quod alius comes electus 
fuit per dominum papam. 

Item, eodem anno, dominus Comes cardinalis 6 obiit in civitate romana. 
Eodem anno venit in provinciam Romaniole dominus Armannus de Monaldischis de Ur- 
30 beveteri comes Romaniole prò sancta romana ecclesia, et intravit provinciam die XII intrante 
maio, et, die io vis XIII dicti mensis, venit Faventiam, ubi maximum recepit honorem. 

Item, fecit dictus comes parlamentum generale in civitate Forlivii, die dominica XVI men- 
sis maii. 

Item, eodem anno, de mense maii 7 , dominus Malatesta de Veruculo, qui fuerat et steterat 
\j dominus et potestas civitatis Arimini, fuit expulsus de ipsa civitate, et reduxit se ad dictum 



3. ad capiendam — 4. liviensem. Manca la e. 74: quelle segnate 73, 76 e 77 furono collocate qui per errore. — 
G. intrantis octobris — 7. et fratres Minores - Manca nn pezzo della carta, nel mezzo. — 8. et ibi.... et incenso 
accepit possessionem — 14. Romae deliquerunt et recesserunt — 15. de Spalatro — 19-20. prima. ... similiter fuit 
potestas — 20-21. et in secundis.... potestas — 26. Romaniole recessit — 30. die secunda — 35. dux et potestas - 
de dieta civitate - apud dictum 



1 Chiamato a Roma " prò arduis ecclesie romane 
" negotiis „ , ne potendo prevedere se e quando sarebbe 
tornato, il 27 ottobre 1286 Bonifazio volle che il cardi- 
nale arcidiacono e il preposto de' cantori prendesser pos- 
sesso di alcuni terreni, ch'egli aveva acquistati con l'in- 
tenzione di donarli alla chiesa ravennate. Fantuzzi, V, 
LXXI. Nel novembre del 1286 Bonifazio e Pietro arci- 
vescovo di Monreale furono mandati dal papa a trattar 
la pace tra Filippo re di Francia e Alfonso re d'Arago- 
na. Di quella legazione raccolse parecchi importanti do- 
cumenti il Tarlazzi, CCXL sgg. 

2 Lottieri fu poi trasferito alla sede di Firenze, e 
la tenne fino al 1309. 



3 Goffredo Alatrino diac. di S. Giorgio, Ugo di 
Evesham tit. di S. Lorenzo in Lucina, Gervasio di Glin- 
camp arcid. parigino, tit. di S. Martino, Giordano Or- 
sini diac. di S. Eustachio. Anchero di Pantaleone arcid. 
di Laon, tit. di S. Prassede, morì il i° novembre 1286. 
Eubel, Hicrarchia cattolica M. E., pp. 8, io. 

4 Gherardo Ventraia " uomo di poca fede „ secon- 
do il Compagni, III, XXXVII, era stato podestà di Pia- 
cenza e di altre città. 

h Figliuolo di Guido minore. 

6 " Comes Glusianus de Casate, can. Mediolan., tit. 
" ss. Marcellini et Petri „. Eubel, p. io. 

7 II 5 maggio secondo gli Ann. Caesenales. 



e. 7ì 



Mitt., 280 



e. 79 



58 PETRI CANTINELLI [AA. 1288-1289] 



C. 7Q V 



comitem Romaniole, et, tenpore procedente, Iohannes Cottus ' filius eiusdem domini Malateste 
occupavit pocum Montis Archangeli in comitatu Arimini. Et dominus comes predictus fecit 
indici et proclamari exercitum generalem per totam provinciam Romaniole, et fuit exercitus 
usque ad plebem, que vocatur plebs Sancte Iustine, in strata publica, iuxta civitatem Arimini 
per duo milliaria 2 ; postea dictus exercitus ivit ad Sanctum Archangelum, et ibidem stetit exer- 5 
citus tribus diebus, et postmodum dictus exercitus separavit se, et redierunt omnes de Roma- 
niola ad domos eorum. 

De mense vero octubris tunc sequenti, accidit quod Malatestinus 3 filius dicti domini Ma- 
lateste et Philipucius de Esio et multi alii reduxerunt se in castro Montis Sditoli 4 , in comitatu 
Arimini, et, in continenti, comune Arimini misit exercitum ad dictum castrum, et fecerunt 10 
exercitum generalem, ita quod illi, qui erant in dicto castro, non poterant se separare; quare 
dominus comes Romaniole fecit proclamari exercitum generalem in auxilium predictorum, qui 
erant in dicto castro Montis Scutoli, et finaliter ceperunt illi de Arimino dictum castrum et 
omnes quotquot erant in eo, et duxerunt captos ad civitatem Arimini. 

Postea supervenit dominus Iohannes de Colunpna marchio anchonitanus, et venit Ari- 15 
minum causa componendi inter comune Arimini et dominum Malatestam, et primitus extra- 
xit de prexonia dominum Philipucium de Esio et omnes alios de Marchia, qui tunc tenporis 
capti fuerunt. Et tractavit pluribus diebus cum comite Romaniole et cum illis de Arimino 
viitt., 28i de concordia fa'eienda; non tamen potuit illam perducere ad effectum. 

e so r Millesimo ducentesimo LXXXIX, indictione secunda, fuit potestas Faventie prò primis 20 

sex mensibus dominus comes Alexander de Romena, et dominus Guilielmus comes de Ca- 
strocario fuit capitaneus populi. Dicto tenpore obiit dominus frater Bentevegna 5 cardinalis 
romanus, in die beate Marie, de mense marcii, in civitate romana. 

Eo anno dominus papa Nicholaus ivit, cum tota curia, ad Reathem, et ibidem, in die . . . G 
coronavit dominum Karulum filium regis Karuli in regem Scicilie. 25 

Eo anno comune Florentie, quod erat pars Guelforum, fecit exercitum generalem con- 
tra Aretinos, qui tenebant civitatem Aridi prò parte Ghibellinorum, et, dum essent in exer- 
citu, volendo ire supra Bibenam, que erat castrum episcopi Aretini, exierunt illi de Aricio 
contra eos, et invicem preliati sunt, ita quod in conflictu mortuus est gladio dominus episcopus 
aretinus dominus Guilielminus de Pacis Valdarni, d. Rainerius eius frater, Federicus de Uber- 30 
tis de Florentia et multi alii, et hoc fuit die festi sancti Barnabe apostoli, die XI intrante 
mense iunii 7 . Et, in continenti, dictum comune Florentie, cum toto suo exforcio et amicis 
Tuscie, fecit exercitum generalem supra civitatem Aridi, et steterunt in dicto exercitu per tres 
septimanas, et postea levaverunt canpum, et reversi sunt domum. 
* so v Eo anno, die XVI mensis iunii, fuit magnum prelium inter comitem Atrabatensem 8 , cum 35 

militia et gente sua, in partibus Calabrie, in loco, ubi dicitur.... et inter donpnum Iacobum 
filium olim domini. Petri regis Aragonie 9 . 



9-10. in civitate A. — 12. dictus comes — 16-17. e * sindicus extraxit — 24. Lacuna nel ms. — 36. Altra lacuna. 

'■ d'olio, zoppo, il marito di Francesca da Polenta. * " Situm in montibus, in quo est fortalitium seu 

2 Citati i Riminesi a comparire innanzi al conte, il roccha .... in quo sunt focul. xxx „. Descr,. p. 99. 
sindaco del comune di Rimini protestò, il 3 ottobre, di non 5 " Bentevenga de Bentevegnis „ di Amelia, ve- 
potcr andare, " cum ipse dominus comes cum suo exercitu scovo di Albano. 

" et dominus Malatesta de Vcruculo rebellis et inimicus 6 Fu il 25 maggio. Carlo II, preso nella battaglia del 

" capitalis comunis Arimini etiam cum suo exercitu s. ; nt 23 giugno 1284, tornava allora libero dalla Spagna. 

" in plano Arimini et parum longe a civitate, et capiant, 7 È la famosa battaglia di Campaldino. Vi morì 

" derobent et interficiant omnes quos possint de civitate anche Buonconte da Montefeltro figliuolo di Guido. 

" Arimini si perveniant ad eorum manus „. Analoga prò- Dante, Purg., V, S5 sgg. 

testa fecero, il 6 ottobre, Montagna e Ugolino di Par- 8 Roberto d'Artois, cugino di Carlo II e balio del 

citade, Martino e Riccio da Lauditorio; il 9, Pietro della Regno durante la prigionia di lui. 

Tedesca e molti altri Riminesi. Tonini, doc. LVII sgg. 9 Sembra che il cronista alluda alla zuffa di Squil- 

3 " H Mastin nuovo da Verucchio „. Dante, In/., lace. B. de Neocastro, CXII. 
, XXVII, 46. 



[A. 1289] 



CHRONICON 



19 



Eodem anno dominus Maghinardus Paganus de Soscnana fuit potestas Faventie prò ulli- 
mis sex mensibus, videlicet a kallendis iulii usque ad kallendas ianuarii. et dominus Rigus de 
Mecovillanis de Bononia fuit capitaneus eo tenpore. 

Eodem anno dominus Opicus marchio de Feraria l factus fuit dominus in perpetuimi civi- 

5 tatis Mutine, et ivit ad ipsam civitatem, et eam tenuit in bono statu, et accepit uxorem filiam 

domini Alberti de la Scala de Verona 2 , et eam duxit Mutinam, cum maximo gaudio et triunpho. 

Eodem anno comune Arimini posuit castrum Savignani, ipsumque infortiavit in odium 

domini Malateste, unde dominus Hermannus de Monaldensibus comes provincie Romaniole 

fecit exercitum, ex omnibus gentibus diete provincie congregatis, supra dictum castrum Savi- 

10 gnani, de mense augusti, et elevavit ipsum exercitum de eodem mense. 

Eodem anno, de mense augusti, venit in provinciam Romaniole dominus Rixardus de 
Alatro vicarius domini Stephani de Colunpna electi in comitem provincie Romaniole, et do- 
minus Hermannus de Monaldensibus recessit. 

Item, in eodem mense, venit in ipsam provinciam dominus Petrus Saracinus episcopus vi- 

15 centinus legatus apostolice sedis 3 , et dominus frater Bartholomeus episcopus grossetanus, qui 

fuerat similiter legatus, recessit. Et omnia castra, que comune Arimini tenebat, data sunt 

in custodiam dicti legati prò ecclesia romana, et similiter omnia castra, que tenebat dominus 

Malatesta. 

Eodem anno, de mense septenbris, comes' Coradus filius olim comitis Dadei de Monte- 
20 feltro accepit civitatem Urbini, et omnes amicos domini Malateste de ipsa terra eiecit, et 
illos, qui erant de parte Ghibellinorum, reduxit in ipsam terram. Quare dominus Iohannes de 
Colunpna marchio marchie Anconitane fecit eum requiri ut redderet sibi, et noluit, immo 
eam infortiavit; et dictus marchio cepit comitem Dadeum fratrem dicti Coradi: postea fecit 
exercitum congregari supra Urbinum, et, die veneris XXIII dicti mensis septenbris, dedit pre- 
25 lium maximum ' a tribus vel quatuor locis circum terram, et multi de ipsa terra, qui erant intus, 
levaverunt insignia, ita quod habuerunt terram ipsam 4 . 

Eodem anno M.CC.LXXXIX, indictione secunda, die XII intrante decenbri, supradic- 

tus dominus Stephanus de Colunpna Romanorum proconsul 5 , comes provincie Romaniole, 

venit ad dictam provinciam, et intravit civitatem Arimini dieta die, ubi honorifice est re- 

30 ceptus; deinde venit ad civitatem Cesene, die mercurii XIV eiusdem mensis decenbris, ubi 

cum honore maximo est receptus. 

Die vero iovis sequenti idem dominus comes fecit equitem dominum Raulem de Macolinis 
de Cesena, in maiori ecclesia Cesene, cum honore maximo, et ibidem erant dominus Bonifa- 
cius archiepiscopus Ravenne, dominus Petrus episcopus vicentinus legatus apostolice sedis, 
35 dominus [Guido] episcopus ariminensis, et multitudo gentium infinita, qui dominus legatus 
missam cantavit in honorem beate Marie virginis. Demum, post prandium, dictus dominus 
Raule equitavit ad potestariam civitatis Mantue, et predicti domini eum sociaverunt, cum 
tota militia stipendiariorum, usque extra civitatem Cesene. 



2. K. januarii - D. Rigo — 8. Monaldeschis qui e più sotto — io. augusti, posuit — 16. Commune Ariminense 
— 17-18. tenebant DD. Malateste — 23-24. postea exercitum congregavit — 24. et die venturo — 26. levaverunt in 



e. Si 



Mìtt., 232 



Si v 



primis, ita — 27-28. supra scriptus — 32. Raulum — 33. atque in maiori 
potestariam.... et predicti — 38. usque ad civitatem e niente altro 



36. habuit Missam cantatam — 37. ad 



1 « Quell'altro che è biondo „. Dante, In/., XII, 116. 

2 Costanza. Alberto della Scala, col titolo di capi- 
tano, fu, dal 1277 al 1298, " il primo degli Scaligeri che 
" si possa riguardare come signore di Verona,,. Cipolla, 
Compendio della storia politica di Verona, Verona, Ca- 
bianca, p. 203. 

3 Era stato nel 1279 legato nella Massa Trabaria, 
e allora, se non erro, gli diresse fra Guittone la canzone, 
che comincia appunto: " Messer Pietro da Massa legato „. 



* Il i° luglio 1290, dal papa Niccolò IV, Corrado fu 
prosciolto " ab omnibus et singulis processibus, bannis et 
" condempnationibus, factis et habitis contra eum occasio- 
" ne excessuum commissorum in civitate Urbini „. Lan- 
GLOis, Les Registres de Nicolas IV, Paris, 1891, n. 7254. 

5 Questo titolo si faceva dare egli prima di quelli 
di * provi nciae Romaniole comes et rector per sanctam 
" romanam ecclesiam generalis „. V. p. e. nel Fantuzzi, 
III, il doc. LXXXVI. 



60 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1290] 



e. Ss r 



e. Ss 



Mitt., 281 



Millesimo ducentesimo nonagesimo, indictioue tercia, die martis XXVII mensis decen- 
bris, predictus dominus Stephanus comes Romaniole venit ad civitatem Forlivii, ubi honorifice 
est receptus. Et, die iovis XXIX decenbris, ibidem suum fecit parlamentum, ubi fuerunt an- 
baxiatores de Bononia et de qualibet terra provincie memorate; ibique firmatum fuit quod 
ipse dominus comes haberet liberum arbitrium in omnibus et per omnia, et talliam milituro 
ad snam omnimodam voluntatem *. 

Eodem vero anno, in kallendis ianuarii, dominus Simon de Lanbertinis de Bononia in- 
travit regimen, et fuit potestas Faventie prò primis vi mensibus, et dominus Maghinardus 
de wSosenana fuit capitaneus ilio tenpore. 

Die iovis, quinto intrante ianuario, dictus dominus comes venit ad civitatem Faventie, ubi 10 
non or maximus sibi fuit factus. 

Die vero lune, nono dicti mensis ianuarii, ivit comes ad civitatem Imole, ubi similiter 
magnum recepit honorem. 

Postea ivit Ravennani. Deinde rediit Ariminum, ubi multis diebus moram traxit, causa 
tractandi pacem et concordiam inter dominum Malatestam et suos sequaces ex parte una, 15 
et comune Arimini ex altera. 

Eodem anno dictus dominus Stephanus comes fecit pacem et concordiam inter dominum 
Malatestam et illos de Arimino, et reduxit ipsum dominum Malatestam in Arimino, et alios, 
qui erant extra, cum eo 2 . 

Postea vero dictus comes misit ipsum dominum' Malatestam et filios suos ad confinia apud 20 
Ronchofredum, quod est castrum ipsius domini Malateste 3 . Et erat potestas Arimini dominus 
Ursus filius condam domini Napulionis 4 de filiis Ursi de Roma. 

Eodem anno, dum familia mariscalchi dicti domini comitis iret per civitatem Arimini, 
quodam sero diei mercurii XXVI mensis aprilis, incepta fuit quedam rixa 5 inter illos de familia 
dicti mariscalchi et familiares dicti Ursi potestatis Arimini, propter quam misclam dictus 25 
potestas fecit pulsari canpanam populi, que erat supra turri paìlacii, in quo ipse potestas 
habitabat, et, ad sonum ipsius canpane, traxit populus et dominus Martinus Cataldus, qui erat 
conductor et quasi dominus totius populi Arimini; et inceptum fuit prelium, ita quod ex 
dictis popularibus, cum vesillis et balistis et armis, eques et pedes, venerunt versus pallacium 



8. primis manca — 9. capitaneus populi. Nel vis. Maghinardus ecc. e aggiunto a pie della pagina. — io. dic- 
tus manca — 11. ipsi fuit — 12. nona - predictus D. comes venit — 13. fuit receptus honorifice — 20. La fiume- 
razione del Mitt. ripete i nn. 281, 282. — 22. filius q. Napulionis — 23. dicti Comitis — 26. turrim 



156. 



1 Cioè * ad libitum suum exigeret „. Ann. Forolhh, 



2 II 28 marzo 1290. Tonini, CLXIV. 

3 " Stabunt ad confinia dominus Malatesta in Ron- 
" cofredo, et fìlii extra civitatem, comitatum, planum et 
" districtum Arimini, et Johannes quondam domini Ran- 
" berti extra civitatem et burgus ubicunque voluerint 
" toto tenpore quo venerabilibus patribus domino Iacobo 
" S. Marie in via Lata et domino Petro S. Hustachii 
" diaconis cardinalibus et ipso domino corniti visum 
"fuerit„. Tonini, loc. cìt. 

4 " Quondam domini Mathei „ nel doc. CLXIV del 
Tonini. Comunemente era chiamato " Orsello di Campo 
di Fiore „. 

5 Tolgo dalle deposizioni di un processo su questi 
fatti: " Dictus insultus et rumor factus contra dictum do- 
" minum Stephanum per Ursellum de Campofloris, Mar- 
* tinum Cataldi et eorum sequaces .... fuit factus de 
" nocte .... Fuit factus subitus et cnm furore. . . . Longe 
" plus quam tres partes hominum civitatis burgorum 
" comitatu8 et districtus Arimini traxerunt in adiuto- 



" rium et favorem domini Stephani predicti .... — Dicto 
" rumore et insultu durante, dictus dominus Stephanus, 
* cum eius gente amicis et sequacibus domini Mallateste 
" semper tenuit tamquam comes et rector palatium, cam- 
" pum seu plateam comunis Arimini, plateam sancte Co- 
" lumbe, dormi m Mallatestini, que condam fuit domini 
" Attonis Ravignani, contratam sancte Columbe et par- 
" tem contradarum sancti Silvestri et sancti Martini.... 
" — Durante dicto rumore et insultu, dictus Ursellus, 
" Martinus Cataldi et eorum sequaces venerunt ad man- 
" data dicti domini Stephani tanquam comitis etc. Di- 
" ctus dominus Stephanus. . . . habuit in suis carceribus 
"et fortia dictos Ursellum, Martinum Cataldi et multos 
" alios eorum sequaces .... — Audivit campanam et pre- 
" sens erat quando p[er amicos] Urselli clamabatur cam- 
" panario: — Sona, sona campanam ad sturmum.... Audi- 
" vit campanam comunis pulsari ad sturmum.... cum gente 
" sua et muititudine populi et veniebant clamantes: — Po- 
" pulu, populu !.... Vidit Martinum Cataldi condenpnari.... 
" et straxinari „. Tonini, docc. CLXX, CLXXI. Nel doc. 
CLIH " dominus Martinus de Cataldo „ è detto " iudex. „ 



[A. 1290] CIIRONICON 61 



comunis, ubi habitabat dictus comes, preliando et proiciendo lapides; et amici domini Ma- 
lateste reduxerunt se in trivio illorum de Sedano l , et ibidem se defenderunt a populari- 
bus, et etiam in pluribus aliis locis, in quibus turres' et domus iactabant lapides, et prelium e 83 •■ 
magnum fuit factum cum militibus et maxenata dicti domini comitis; in quo prelio multi 
5 equi fuerunt vulnerati et mortui, et etiam homines de maxenata predicta plures vulnerati. 
Et, nisi Montagna de Parcitatibus fecisset retrocedere populares, bene accepissent pallacium 
dicto domino corniti. Sed, ad ipsius instantiam, ea nocte recesserunt, et prelium dimiserunt. 
Interim tamen fracta fuit posteria, que erat iuxta domum, que fuit domini Atti Ravignani 8 , 
per quam intravit dominus Malatesta cum guarnimento suo, et, dieta de causa, dicti populares 

10 debellati sunt, et multi, propter timorem, affugerunt extra civitatem Arimini, et multi similiter 
capti fuerunt et ducti in fortiam dicti domini comitis. Et captus fuit rune dominus Martinus 
Cataldus et positus in tormentis, et confessus fuit quod ipse, cum dicto Urso potestate et 
aliis multis, ordinaverant proditionem domini comitis, et accipere similiter terram, et expellere 
vel occidere eum et omnes suos familiares et milites et stipendiarios, ita quod fuit conden- 

15 pnatus ipse dominus Martinus Cataldus et supensus per gulam. Et missi sunt ad confinia multi, 
qui erant sectatores et fauctores dicti populi, aliqui ad civitatem Cremone, aliqui ad Ananiam 
in Canpania, et aliqui ad Aquilam in Abrucio. 

Hiis ita peractis, dictus dominus comes tulit sententiam in pallacio comunis Arimini, die e. 83 * 
veneris XXIII mensis iunii, in qua condenpnavit et privavit civitatem Arimini omni honore 

20 et dignitate et privilegiis et comitatu et potestaria et omnibus aliis, secundum formam consli- 

tutionis facte olim per venerabilem patrem dominum Bernardum Portuensem 3 episcopum car- 

dinalem, tunc tenporis apostolice sedis legatum in provincia Romaniole, et posuit rectorem et 

potestatem, in ipsa civitate, dominum Andream de la Montagna 4 , virum nobilem et prudentem. 

Item, eodem anno, die martis V intrante mense septenbris, quasi in hora medie tercie, sol 

25 passus fuit eclinsim in diminutione, nam bene due partes solis obscurate fuerunt, et' videbatur 

ad modum lune, quando videtur habere duo cornua, et videbantur gentes quasi omnes extra m ÌT t., 282 
calli, et ita stetit per magnam horam. 

Eodem, anno M.CC.LXXXX, indictione tercia, fuit potestas civitatis Faventie, a kallendis 
iullii in antea, dominus Benedictus domini Petri Maniti de Urbe, qui fuit electus per com- 

30 mune Faventie, precibus et instancia domini Stephani de Colunpna comitis memorati. Et 
dominus Cellus de Spulita fuit capitaneus populi ilio tenpore, similiter electus precibus dicti 
comitis, et ilio tenpore sex mensium. 

Eodem M.CC.LXXXX, indictione III, die lune VI novenbris, dominus Stephanus de Co- e. 9* 
lunpna comes provincie Romaniole, cum maxenata sua, equitavit ad civitatem Ravenne, ibique 

35 stetit aliquibus diebus, ubi petebat et volebat fortilitias et dominium ipsius civitatis, et erat 
tunc potestas Ravenne Hostaxius filius condam Guidonis de Polenta. Dum vero ipse Hosta- 
xius et Ranbertus frater eius nollent tradere dicto corniti fortilitias, et etiam timerent ne 



3. quas turres — io. aufugerunt — 13. ordinaverant — 14. et occidere — 15. ipse Martinus — 17. in cam- 
panea — 24. quoque in hora — 25. ecclisim — 26-27. quod omnes erant zalli — 33. Eodem anno 

1 II castello di Secchiano nel Montefeltro è ricor- 3 II Cardinale Bernardo vescovo di Porto fu lega- 
dato dal Tonini, Rimini avanti il principio dell'era voi- to apostolico in Romagna negli anni 1283-85: egli con- 
iare, p. 380. È frazione di Talamello, alla sinistra della fino a Chioggia Guido da Montefeltro. " Fuit natione 
Marecchia. Rossetti, p. 745. Più persone della famiglia " provincialis. ... Et tunc (1284) in Venetiis factae sunt 
Secchiano sono nominate nelle carte del sec. XIII, tra cui " inundationes magnae.... Et dicebat cardinalis roma- 
Nicoluccio figliuolo ed erede di Giovanni (1294) e Ondi- " nae curiae dominus Bernardus legatus, qui in Bononia 
deo de Seclaniis (1295). Tonini, Rimini ?iel sec. XIII, "habitabat, quod ideo accidit hoc infortunium Vene- 
pp. 684, 695. " tis, quia exeommunicati erant ab eo etc. „ Salimbene, 

2 Cf. p. 59, n. 5. Atto Ravignano morì prima del PP* l8 3» 222 « 3 l6 - 

maggio 1280. Aveva promesso la figliuola Costanza a Cor- 4 Furono due podestà, Pietro di Palombara ed 

rado di Montefeltro di Taddeo. Tarlazzi, CCXXVII. Andrea della Montagna. Tonini, doc. CLXXI. 



62 



PETRI CANTERELLI 



[A. 1290] 



ipse comes eis inferret iniuriam dieta de causa, fecerunt guarnimentum eorum et gentem 
magnam fecerunt amicorum suorum venire Ravennani: et contigit quod, die veneris, de 
nocte, veniente die sabati XI mensis novenbris, predicti Hostaxius et Ranbertus inceperunt 
rumorem de nocte in civitate predicta Ravenne, et ceperunt dictum dominum Stephanum co- 
mitem Romaniole et filium eius ' et generum, qui erat mariscalchus, et omnes suos f amiliares 5 
et milites et stipendiarios suos, derobando eos omnibus equis et armis et rebus eorum, ipsum- 
que ponendo in prexonia et ferris et fida custodia. 

Die dominico, in sero sequenti proxime, inceptum fuit prelium, in civitate Imole, inter 
Alidoxium 3 et amicos et sequaces suos ex una parte, et amicos Nordiglorum ex alia, et, die 
lune sequenti, supervenerunt illi de Medicina, et magnum prelium invicem commiserunt. ita 10 
e.%4 v quod populares ex utraque parte mortui sunt; unde de Bononia milites' advenerunt, qui dede- 
runt auxilium Nordiglis et eorum amicis, ita quod Alidoxius, cum suis sequacibus, fuit expul- 
sus de ipsa civitate. Et, in continenti, comune Bononie misit laboratores, et fecit destrui 
stecatam et omnes fortilitias ipsius civitatis, et splanari foveas. 

Dicto vero die sabati, dum rumor insonuit in civitate Faventie quod dominus comes captus 15 
erat in civitate Ravenne, ipso sero, Manfredi, cum pluribus eorum amicis, exiverunt de civi- 
tate Faventie, et, die lune tunc proxime sequenti, cum eorum exfortio, redierunt Faventiam. Et 
Acharixii et filii comitis Bernardini de Cunio et Canbraxii et Rogati aufugerunt de ipsa 
civitate, et Manfredi remanserunt domini in eadem, dominando in ipsa civitate, et retinendo 
et expellendo quoscunque volebant. Fecerunt insuper fieri foveas et stecatam ad burgum 20 
porte Pontis, et ipsum optime infortiari fecerunt. 

Demum, tenpore procedente, omnes predicti extrinseci de civitate Faventie, et Maghi- 
nardus de Sosenana cum eis, fecerunt congregari maximum guarnimentum, et, quo'dam die 
sabati XXV novenbris eiusdem mensis, venerunt, cum toto eorum exforcio, ad civitatem 
Faventie, ipsa die sabati, quasi in hora tercie'. Eodem die, mane, iam recesserant et sepa- 25 
raverant se dicti Manfredi, cum eorum sequacibus, de civitate predicta. Et facti sunt rectores 
civitatis Faventie dominus Maghinardus de Sosenana * et Ranbertus domini Guidonis de Polenta. 

Dicto tenpore, similiter, de civitate Arimini separavi! se ille, qui erat ibi potestas prò 
dicto comite 5 , et dominus Malatesta accepit et habuit dominium ipsius civitatis, et factus est 
potestas Arimini, prò VI mensibus, dominus Rodulphinus de Galisidio de Cesena. 30 

Dicto etiam tenpore, in civitate Cesene erant iudices generales totius provincie Roma- 
niole, videlicet dominus Gentilis de sancto Elpidio iuris professor, dominus Simon Ferapecora 
de Parma et dominus Andreas de Seda. Qui iudices, videntes quod civitas Cesene erat in ea 
voluntate, qua erant illi, qui ceperant dictum comitem, et quod non poterant, nec tenebant 
se securos ibidem propter multa mala opera, que ibi fiebant; separaverunt se, et iverunt Re- 35 
e ss v versanum, quod est castrum archiepiscopi de Ravenna', ibique steterunt aliquot diebus. Postea 
vero iverunt ad civitatem Forlivii, que civitas stabat in comuni, et populares eius eam de- 



Mn r.. 283 



SS r 



i-2. Guarnimentum eorum introire et maxenatam peditum amicorum — 3. venientes . . . . XI. mensis - Lam- 
berti^ — jf-6. familiares milites — 6. eos de omnibus — 6-7. ipsum — 8. Dicto die - Prima era scrìtto: Dicto die 
sabati — 14. Steccata et fortalitias — 19. Domini ejusdem — 24. ejusdem anni — 27. Faventie prò sex mensibus; 
ma su queste parole fu dato di frego nel ms. 



1 Giovanni. Sono ricordati tra quelli, che patirono 
danni, Pietro da Palombara, Pietro da Sezze, Pietro Fran- 
gipane, Guido di Piglio. Fantuzzi, III, p. 153. 

2 Cf. Langlois, n. 7294 sgg. 

3 " De la Massa „. Langlois, n. 7318. Nel 1288 era 
capitano e difensore di Imola. Fantuzzi, IH, LXXXVI. 
Ancora nel 137 1 apparteneva agli Alidosi " castrum Rivi 
" seu Massac de Alidosiis situm iuxta teritor. Ubaldino- 
* rum prope Alpes „. Descr., p. io. 

* Il primo dicembre 1290, Maghinardo "defensor 



" civitatis et districtus Faventie „ , Guido di Raule de' 
Zambrasi, Ranieri e Bernardino di Enrico e Righetto 
de' Regati dichiararono per lettera al podestà di Bologna 
che non avrebbero di nuovo fortificato Faenza, se non 
per mandato de' Bolognesi; che avrebbero rispettato la 
città ed i cittadini di Imola; che ponevano la città e gli 
uomini di Faenza sotto la protezione del comune e dA 
popolo di Bologna ecc. Eran presenti, con altri, Fulciero 
e Giovanni fratelli Calboli. Sarti e Fattorini, II, p. 69. 
5 Andrea della Montagna. 



|AA. 1290-on CIIRONICON 63 



fendebant ne aliqua mala opera ibi fierent, asserendo se senper stare ad mandata ecclesie 
romane. Similiter et alie civitates eiusdem provincie dicebant. 

Dicto tenpore dominus Petrus Saracenus episcopus vicentinus, qui erat legatus gene- 
ralis apostolice sedis in ipsa provincia, separavit se de civitate Ravenne, quanquam ibi nul- 
5 latn habuit lesionem, et ivit Cesenam; postmodum ivit Forlivium, et predicti iudices generales 
similiter iverunt Forlivium, ibique steterunt per plures dies. 

Dictus vero legatus, volens civitatem Forlivii ad mandata ecclesie retinere, in suis paria- 
mentis dabat crucem omnibus volentibus ibi stare, et remissionem magnani omnibus faciebat, 
qui stabant ad defensionem civitatis eiusdem. 
IO Dicto tenpore, die mercurii XX mensis decenbris ineunte, predicti domini Maghi- e, i& » 

nardus et Lanbertus rectores civitatis Faventie, cum maximo guarnimento congregato in ipsa 
civitate Faventie, et dominus Guido de Polenta cum illis de Ravenna, et dominus Malatesta 
cum illis de Arimino et eius comitatu, et Malatistinus potestas Cesene cum illis de Cesena, et 
illi de Cervia et de Forumpopilio et de Bretenorio, et Thosolinus de Abete, cum toto eorum 
15 exf orcio et potentia et guarnimentis eorum hinc inde congregatis, eques et pedes, equitave- 
runt versus civitatem Forlivii, ita et taliter quod ; dieta die mercurii, in mane, fuerunt omnes 
predicti, cum eorum guarnimentis et armis, iusta civitatem Forlivii, a latere de suptus ipsius 
civitatis, intrantes, quasi una hora, ipsam civitatem, aliqui ex eis per portam sancti Blaxii, l et 
aliqui per portam sancti Petri, 2 non inferendo aliquam ofensam nec danpnum alicui persone 
20 de ipsa civitate Forlivii, assumentes do'minium civitatis ipsius, facientes eligi in potestatem mu r ., 284 
ipsius civitatis Ugolinum 3 cui dicitur Cignatta ', et dominum Guidonem de Polenta in capitaneum e sa .■ 
populi Forlivii: ille vero dominus legatus et iudices predicti et omnes eorum stipendiarli, ea 
die, separaverunt se de ipsa civitate. 

Die vero iovis tunc proxime sequenti, predictus dominus Maghinardus, in mane, tenpestive, 
25 cum Faventinis et forensibus, quos secum habebat, pedes et eques, equitavit supra quoddam 
castrum Francisci de Manfredis, quod vocabatur Bachagnanum, 4 ibique posuit exercitum ad 
expugnationem ipsius castri; fecitque ibi construi et ediricari aliud castrum, in quo posuit 
custodes ad hoc, ut illi de Bacagnano non possent exire extra, et unum manganum ibi 
posuit, quod iactabat in Bacagnanum. Item fecit edificari unum aliud castrum ex alia parte 
30 fluminis Alamonis, ibique posuit custodes ad hoc, ut illi, qui erant in Bacagnano, non exirent 
extra; postmodum vero dietimi castrum Bachagnani datum fuit in custodiam domini comitis 
Romaniole. 

M.CC.LXXXXI, indictione quarta, dominus Lanbertus filius domini Guidonis de Polenta e. s? t 
electus est potestas Faventie, et dominus Maghinardus de Sosenana electus est capitaneus 
35 populi Faventie, quilibet eorum prò sex mensibus, et intraverunt regimen ipsorum die primo 
mensis ianuarii. 

Dicto anno venit ad castrum Castrocarii dominus Comes Aldrebandinus de Romena 5 epi- 
scopus aretinus, in provincia Romaniole comes et generalis rector prò sancta romana ecclesia. 
Item, die lune XXII ianuarii, venit ipse dominus comes ad civitatem Forlivii. 
40 Item, die martis statim sequenti, venit ad civitatem Faventie, ubi fuit receptus cum ho- 

nore maximo et triunpho. 

Dictis vero diebus, omnibus et singulis preteritis, predictus dominus comes, una cum anba- e. 87 v 

1. opera fierent — 1-2. Romane ecclesie — 3. dicto vero tempore — 4-5. multam habuit — io. tempore 
et die - decembris intrantis — 17-18. subtus ipsius turris — 18. civitatem, et aliqui — 19. et damnum — 21. qui 
dicitur — 22. judices iidem — 29. ex altera — 31. dicti comitis — 33. dominus manca — 35-36. et die primo m. 
j. intraverunt reg. ipsorum — 37. dominus Aldebrandinus — 38. DoJ>o aretinus era scritto e fu cancellato : comes 
legatus apostolice sedis — 39. februarii — 40. Die vero 

1 Chiusa nel 1356. V. p. 49, n. 4. nelli ne registrerà la morte. 

2 Ora porta Mazzini, verso Ravenna, vicino * " In montibus versus Tusciam... . Villa Bacagnani 
alla stazione della ferrovia. "in qua sunt focul. lii „. Dcscr., p. 18. 

3 Riminese, de' Parcitadi. All'anno 1295 il Canti- 5 Fratello di Guido, d'Alessandro e di Aghinolfo. 



64 PETRI CANTINELLI [A. noi] 



xiatoribus et sapientibus viris de Arimino, Cesena, Forlivio et Faventia, et cum anbaxiato- 
ribus de Bononia et de Florentia in maximo tractatu concordie persistentes, ita quod, die mer- 
curii XXIV ianuarii l , dominus Stephanus de Colunpna, qui condam fuerat comes Romaniole, 
et captus in civitate Ravenne, ductus fuit, ipse et filius eius et nepos ipsius, et alii, qui se- 
cum capti fuerant, ad civitatem Faventie ; et predictus Hostaxius de Polenta, qui eos ceperat, 5 
ipsos consignavit in forciam predicti domini comitis Aldrebandini de Romena comitis Pro- 
vincie Romaniole. Et, in civitate Faventie, tulit sententiam liberationis et relaxationis eorum, 
et facta fuerunt instrumenta finis et remissionis omnium iniuriarum et danpnorum, sicut de 
iure melius fieri potuit. Et, eadem die, in sero, dictus dominus Stephanus, cum suis, exivit 
civitatem Faventie et ivit ad castrum Aurioli, quod erat castrum domini archiepiscopi Ra- 10 
e. ss r vennatis'. Et statim, alia sequenti die, ivit ad Castrocarium, ubi stetit multis diebus, et postea 
separavit se deinde et de provincia Romaniole, die martis penultima mensis ianuarii. 

Predictus vero dominus Aldrebandinus comes et dictus dominus legatus steterunt in civi- 
tate Forlivii multis diebus. 
Mitt., 285 Item, f ecit idem dominus comes parlamentum generale in eadem civitate Forlivii, in quo 1 5 

parlamento fecit legi literas papales sue iurisdictionis et ordinamenta sua, et fuerunt in ipso 
rectores et anbaxiatores et sindici cuiuslibet comunitatis diete provincie; et firmatum fuit, in 
ipso parlamento, quod dictus dominus haberet in anno, a dictis comunitatibus, xxvi millia 
florinos auri prò solvendis stipendiariis suis. Et hec facta fuerunt die iovis primo mensis marcii. 

Item, eodem anno, dictus dominus comes, de mense marcii, separavit se, cum tota sua cu- 20 
ria, de civitate Forlivii, et ivit ad civitatem Cesene. 

Eodem anno, die V mensis aprilis, intravit provinciam Romaniole dominus Gerardus de 
e ss v Parma cardinalis' romanus 2 , qui veniebat de legatione de Francia, veniendo per Lonbardiam 
et Bononiam, et magnum honorem recepit in dieta provincia. 

Item, eo anno, dominus Maghinardus de Sosenana et comites de Cunio emerunt a domina 25 
Agnexia, uxore comitis Dadei de Montefeltro, totam partem sibi contingentem in bonis et 
hereditate patris sui condam domini Ugolini Fantullini, et f ratrum suorum Fantullini et Tani 3 ; 
propter quod comes Alexander de Romena est plurimum dedignatus. Unde contigit quod 
ipse comes Alexander, qui erat mariscalchus domini comitis Romaniole, misit Faventiam 
quemdam nomine Bovaterium, qui gerebat vices suas in ipsa mariscalcharia, cum equitibus 30 
et peditibus, quadam die sabati II intrante iunio ; et fuit ad domum Iacobi de Castro Brito- 
num de Bononia, qui Iacobus erat castaldus et factor diete domine Agnexie comitisse; et, per 
vim, ceperunt eum et posuerunt supra uno equo ligatum, portantes eum extra civitatem Fa- 
ventie, et dicebatur quod ipsi debebant eum suspendere in primo arbore, quem invenirent; 
e. so r et occasio erat quia ipse tractaverat illam venditionem' supradicti poderis, propter quod 35 
dictus comes Alexander volebat facere hanc vindictam in eum. Ipse enim comes Alexander 
habebat in uxorem dominam Catelinam, que erat similiter filia dicti domini Ugolini Fantullini, 
et habebat aliam medietatem dicti poderis. Illi vero de Faventia, videntes tantam iniquitatem 
et iniusticiam fieri, traxerunt post illos, et violenter eis abstullerunt Iacobum supradictum, ita 
quod nullam iniuriam aliam tunc recepit in sua persona. 40 

i. Forlivio, Faventia — 2. erant persistentes — 3. Ms. comes romes Romaniole — 4. nepotes — io. de ci- 
vitate Faventie — 10-11. Ravennatensis — 12. deinde etiam — 20. de mense marcii manca — 27. Tini — 33. equo 
ligantes — 34. eum cum equo suspendere 

1 L' "accordo per li danni dati da Guido q. Lam- Sinibaldo de' Pulci fiorentini, e molti altri. Fantuzzi, 

" berto di Polenta a Stefano Colonna già conte di Ro- III, LXXXX. 

* magna „ fu stipulato in Forlì, nel palazzo del popolo, 2 Di Gainago, prima vescovo di Sabina. * Quia 

il 17 gennaio. Di Guido furono mallevadori Malatesta " bona persona erat et litteratus et honestus homo atque 

da Veruechlo, Rodollìno da Calisidio, Maghinardo da " industrius, papa Nicolaus tertius cum fecerat cardina- 

Susinana, Ranieri conte di Cunio, Ranieri da Calboli, "lem, et dicebatur dominus Gerardus Albus „. Sali.u- 

Albericuccio de' Mainardi di Bertinoro, Orgoglioso de' isenk, p. 281. Nel 1282, dopo i Vespri, fu mandato in 

Gualferii ed altri di Forlì. Erano presenti Rodolfo ve- Sicilia " nuntium cum plenae legationis officio in favo- 

scovo di Forlì, Aghinolfo ed Alessandro da Romena, "rem regium „. Saba Malaspina, Vili, 12. 
Lapo Saltarelli "legum doctor,,, Guelo de' Cavalcanti e 3 (jf. pp, 2 6, 43, 91. 



[A. 1291] CHRONICON 65 



Eodem anno, die XVI intrante iunio, venerunt litere ' domini pape, bullate cum bulla 
plunbea, ad dietimi dominum comitem Romaniole, qualiter dominus papa faciebat eum vica- 
rium in spiri tualibus 2 in provincia memorata; et sic utrunque gladium habuit, spiritualem et 
temporalem. 
5 Eodem anno M.CC.LXXXXI, indictione IV, cum dictus dominus comes vellet eligere 

et dare potestatem et rectorem comuni civitatis Cesene ad voluntatem suam, et predictum 
comune nollet, idem dominus comes separavit se, cum tota sua curia, de ipsa civitate Ce- 
sene, die lune II mensis iullii, et venit Forlivium, et dictam civitatem supposuit interdicto. 
Predictum vero comune Cesene, tam a mandato sibi sub pena x. m marcharum argenti, quam e. sg v 

10 etiam ab interdicto, per suum sindicum, ad sedem apostolicam appellavit. Demum vene'runt Miti.. 286 
anbaxiatores cum sindico ad mandata domini comitis, et misit rectorem et potestatem ad 
civitatem Cesene, die VI mensis iullii. Et fuit potestas Cesene, prò sex mensibus, dominus 
Dego de Cancelleriis 3 de Pistorio; et Malatistinus, qui fuerat potestas, recessit et separavit se 
de dieta potestaria. 

15 Item, die dominico Vili mensis iullii predicti, idem dominus comes Romaniole ivit Imo- 

lam causa faciendi concordiam inter Alidoxium et suos sequaces, qui erant extra Imolam, ex 
una parte, et Nordiglos et eorum sequaces, qui erant in ipsa civitate. Demum separavit se 
de civitate, prò eo quia non potuit facere ipsam concordiam, et venit Forlivium. 

Suprascripto vero anno millesimo ducentesimo nonagesimo primo, indictione quarta, super- e. go r 

20 venerunt nova, in partibus Italie et per universum orbem, qualiter civitas Acri, quam tercebant 
Christiani, et qui morabantur in eam, tam fratres milicie Tenpli, quam Hospitalarii et alie man- 
siones, ac etiam alii, tam terrigene quam forenses, ad defensionem fidei Christiane et prò re- 
cuperatione sepulcri Domini nostri Ihesu Christi et Terre Sancte, que a Saracenis et Infide- 
libus detinetur; contigit quod soldanus Babilonie, cum innumerabili multitudine Saracenorum, 

25 venit ad obsidionem civitatis ipsius Acri, et, per plures septimanas, ibidem moram traxit, 
construendo editìcia et manganos, qui iactabant ad exterminium et diruptionem murorum 
civitatis eiusdem, replendo similiter foveas et frangendo muros ipsius, ita et taliter, quod, die 
XVIII mensis maii eiusdem anni, predicti Saraceni, per vim, armata manu, intraverunt civitatem 
eandem, preliantes fortiter cum Christianis, qui steterunt ad defensionem ipsius. Multi enim 

30 ex Christianis aufugerunt ad naves, et, per mare, separaverunt se deinde. Et, in dicto conflictu 
et debellatione, mortuus fuit magister generalis milicie Tenpli de uno quadrello 4 , et infiniti alii 
mortui sunt, prò nomine Ihesu Christi et prò defensione et recuperatione Terre Sancte, quo- 
rum anime in pace perpetua requiescunt. 

Eodem anno, die XII mensis augusti, in civitate Forlivii, in palatio populi, facta fuit e. go v 

35 concordia et pax inter Alidoxium et Litum eius fratrem, ex una parte, et sindicum comunis 
et hominum intrinsecorum civitatis Imole ex altera. 

Item, die Vili mensis septenbris, dominus Ildebrandus comes predictus equitavit ad civita- 
tem Imole, causa reducendi dictos extrinsecos in dictam civitatem, et, die XXI dicti mensis 
septenbris, dominus Alidoxius intravit civitatem Imole cum magno gaudio et triunpho: non 

40 tamen fuit bene receptus ab intrinsecis diete civitatis. 



15. predicti manca — 25. moras — 26. disruptionem — 28. anni manca — 33. requiuscunt — 34. in civitate 
Forumpopilii facta fuit — 35. fratrem ejus — 38. XXXI — 39-4°. et factum fuit.... Di qui alla fine della pagina 
la scrittura e quasi interamente svanita. 

1 Con la data di Orvieto, 28 maggio. Fantuzzi, 4 " Il famosissimo e nobile huomo messer Guilglel- 
IV, CXXXI. « mo di Belgiuoco, maestro del Tempio, nato della gentil 

2 In vece di Pietro Saraceno, che aveva chiesto, "casa di Brabant.... Fu morto d'una saetta avelenata 
* frequenti cum instantia „, di esser dispensato da quel " da un turchio „. Cron. Fior., in Villari, I primi due sec. 
l'uffizio. della storia di Firenze, Firenze, Sansoni, II, p. 254. Cf. 

3 Fu podestà di Parma nel 1274. G, Villani, VII, CXLIV, e Dante, Inf., XXVII. 

T. XXVIII CMlTTARELLl), p. II — g. 



66 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1291] 



e. gì r 



Mitt., 287 



e. gì v 



Item, die XXVII mensis septenbris predicti, dominus comes [Federi cus Novellus] ' filius 
nobilis viri domini comitis Guidonis [Novelli], equitavit in Casintinam, et, ponens eius [exer- 
citum] supra quoddam castrum Stie, fortilicias supra portam [inforciavit; postea] venit [ad 
Gljaucolum 2 . Et accidit quod in castro Popii, [quod erat ibi] prope, essent comes Guido [Sil- 
vaticus] filius condam comitis Rogerii et comes Tancredus filius comitis Guidonis de Mutil- 
liana, et, dum audivissent dieta nova, statim [equitaverunt] cum gente sua [contra comitem] Fe- 
dericum [predictum, et] ipsum [viriliter] insultaverunt [et sconfixe]runt : et ipse comes Fede- 
ricus fuit mortuus. 

Tunc, die X mensis octubris, dominus comes Romaniole predictus misit ad confinia, ad ci- 
vitatem Forlivii, de illis de Imola, de utraque parte vili; et venerunt dieta die Forlivium: 

Dominus Litus de Alidoxiis. 
Dominus Iacobinus Guardoli. 
Dominus Guido de Tauxignano. 



Dominus Bonaventura de Orabonis. 
Dominus Petrus de Patarinis. 



Et ad castrum Sancti Petri iverunt ad confinia 

Dominus Bartolinus de Hondesantis et 

Item, ea die, venerunt' Forlivium ex adverso: 

Dominus Nicola de Castro Imole. 
Dominus Odericus de Nordiglis. 
Ugolinus domini Bonacunte. 
Philippus de Bulgarellis. 



Dominus Imolensis Scoglatini. 



Dinolus de Mauris, 



Petrus Erri. 

Andreas domine Iohanne. 
Carpinellus fratris Bonincati. 
Iacobus Oraboni. 



i-8. predicti mensis septembris et anno predicto D. comes.... cjus filius.... predicto castro et fortalicia . . . . 
Argoglosii dicto die properavit . . . . accepit ibi — io. Eodem die m. oct. X - Romaniole niisit — 15. et ma/tea. 

— 18. Andreas D. llostie — 23. Faventie - se posuerunt ad arma — 24. ita quod dictus - cum fuit — 25. Arci 

— 28. Patavinis 



1 "Quivi pregava con le mani sporte Federico No- 

* vello „. yANTE, Purg., VI, 16. Sinora non si avevano 
notizie sicure ne del tempo nò della cagione della morte 
di Federico. L'Anonimo Fiorentino scrisse: ''Era.... 
"jin aiuto a quei da Pietramala; et un dì presso a Bib- 

* biena essendo assalito da' Bostoli egli et sua brigata, 
" uno dall'altra parte gli die d'una lancia, et così morì 
" in quella zuffa „. I. della Lana e 15. uà Imola seppero 
il nome dell'uccisore, "quidam Funi.iiolus, vel Fornaiolus 
" lilius domini Alberti de Bostolis „. Il tatto si disse acca- 
duto nel 1289. Cf. Toinbee, Dante Dictionary, Oxford, 
p. 291. Federico lasciò un figlioletto, Guido, la cui Iti- 
tela fu assunta da Manfredi di Guido Novello. Delizie 

ti eruditi toscani, \ IH, p, 130 (1292). 



2 Nel privilegio del 1220 Federico II confermò ai 
figliuoli di Guido Guerra il possesso di molte terre, tra 
le quali " Romcnam cum curte, Porzianum, Papianum, 
" Montefrancum, Stiam, Lonnanum, Battifollem, Cieti- 
" cani, Gian zolu m (sic), Montcm Mugnarium, Pop- 
"pium cum curie,,. HuTLLARD-BreHOLLBS, 1 list, diplo- 
matica Friderici secundi, il, p. 62; Delizie, Vili, p. 100. 
Glaucolum è ora Raggiolo, a circa otto eh. da 
Poppi, e a cinque da Fronzola verso S. O. " in cui 
* vedonsi tuttora gli avanzi dell'antico castello „. Cf. 
V n LANT, VII. CXXXtX e Ammirato Dell' Istorie fiorenti* 
nr, III: "T Fiorentini (1290).... presono la via del Ca- 
" sentino : per dare il guaste alle castella del conte Guido 
"Novello. Il che riuso loro felicemente, avendo presa 



10 



15 



20 



Item, die XI mensis octubris, dictus dominus comes separavit se de civitate Imole, veniens 
versus Faventiam. Illi vero, qui erant tunc in Faventia, timentes ne idem comes reduceret 
secum Manfredos, omnes quotquot erant in civitate Faventie statim fuerunt ad arma et equos, 
ita quod, quando dictus dominus comes fuit prope ipsam civitatem Faventie, nolens ingredi ipsam 
civitatem, de foris perexit, et, per subtus pontem Arcus gradiens cum militia sua, venit Forlì- 25 
vium, et secum duxit de illis de Imola inf rascriptos : 

Dominum Alidoxium de Alidoxiis. Ceccolum de Carnasallis. 

Dominum Antonium de Patarinis iu- Ungarellum de Cancelleriis. 

dicem. Dominum Iacobinum Ubertelli. 

Antoniolum de Bilumeis. Ugolinum de Cancelleriis. 30 

Petrum Iohannis de Regno. Thomaxinum Petri de Aghinulphis. 



[AA. 1291-1292] 



CHRONICON 



67 



Eadem die duxit secum ex adverso: 

Nordiglum fìlium Albergitti de Nordiglis. 
Bonaventuram Rubantis. 
Fantinellum de Retrutis. 
Thomaxium de Retrutis. 
Thomaxium Oraboni Philippi. 
Sanctolinum Caffoli. 
Pellegrinum de Carnasallis. 



Franciscum de Cachariis. 
Iacobum de Licatis. 
Guidonem de Briciis. 
Prandum de Undesanctis. 

Constantinum de 

Franciscum de 



». 0* ' 



Item, die XXVII mensis octubris ipsius anni, dominus Maghinardus de Sosenana capita- <-. o» v 

IO neus [civitatis] Faventie accepit castrum Pelegrinum l , quod erat in valle Alamonis, còmitatus 
Faventie, et illud tenebat prò comuni Faventie; postea vero fecit illud destrui, et muros et 
domos omnes dirrui, ita quod nullus habitaret in eo. 

Item, eo anno, millesimo CC.LXXXXI, indictione quarta, die martis VI mensis novenbris 
dominus comes Alexander de Romena frater domini comitis Romaniole, una cum Manfredis 

15 de Faventia, equitavit, in districtu Faventie, ad Rontanam, et predictum pocum Rontane in- 
fortiaverunt. 

Millesimo ducentesimo nonagesimo secundo, indictione quinta, in kalendis ianuarii, do- 
minus Rainerius de Calboli fuit potestas Faventie prò sex mensibus, et dominus Maghinardus 
Paganus de Sosenana fuit capitaneus. 

20 Millesimo ducentesimo nonagesimo secundo , indictione quinta , occasione quorundam e. <>3 r 

rumorum, qui fuerunt in civitate Cesene, de mense ianuarii, dominus Ildebrandinus comes et 
rector provincie Romaniole equitavit ad ipsam civitatem Cesene, et accepit ipsius terre do- 
minium. Et misit ad confinia dominum Rodulfìnum de Calisidio et Thedericum eius fìlium 
et Salvaticum eius nepotem, et dominum Raulem de Mancolinis et Guidonem eius nepotem, ex 

25 una parte; et, ex alia parte, misit ad confinia dominum Giraldum de Aicardis et Canonem eius 
fìlium, dominum Guidonem Vescovelli, Tibertum de Tibertis et dominum Gandulfucium de 
Montigno, ex alia parte; et, post tres dies, fecit redire Cesenam predictos, et Giraldum et alios 
eius conplices. 

Item, eodem millesimo, dominus Ildebrandinus comes provincie Romaniole misit ad confi- e. 93 v 

30 nia multos alios, de eis, qui erant de amicis domini Rodulfini et domini Raulis. 

Item, de mense ianuarii, stando comes in civitate Cesene, misit per vi de melioribus de 
castro Bretenorii, et, cum venissent ad ipsum, cepit ipsos [et] fecit ab eisdem sibi dari turres et 
omnes fortilicias Bretenorii, et misit de [hominibus] de sua familia et de stipendiariis suis ad 
custodiam eiusdem castri, qui fortilicias [eius] inforciaverunt et eorum stechatas fecerunt. 

35 [Eodem anno], die martis XXIX mensis [ianuarii, predictus] dominus comes separavit 
se de [civitate Cesene] cum gente sua, relictis ibi de [militibus et peditibus] stipendiariis 
suis, [et venit ad civitatem] Forlivii, [ubi] fuit [receptus] honorifice 



1. ex adverso duxit infrascriptos — 2. Ardigetti — 4. Pantinellum - Questi nomi ora si leggono a stento. — 5. Nel 
Mitt. l'elènco fi?iisce a P. de Undesanctis — io. Pelachium (Pelegrinum) — 13. L'anno e l'indizione mancano. — 
13-14. novembris.... fratris Manfredi.... — 15. et pozum Rontane — 17-18. ianuarii.... Raynerius — 18-19. Ma- 
ghinardus capitaneus populi prò aliis sex mensibus — 24. et d. Raulem de Mancolinis et Guidonem eius nepotem 
manca — 26. fìlium, Guidonem — 28. complures — 29-30. eodem mense - ad confinia.... de eis qui erant de amicis 
dicti.... et D. Raulis — 32-37. de mense ianuarii eiusdem civitas Faventie.... in civitate Cesene misit.... de mi- 
litibus .... de Castrò.... Cepit ipsos homines cum eis, et sibi.... omnes fórtalitias iret et ipse cómes et alii.... 
de sua familia.... Acharixiis — 37-38. Per questa lacuna e/, p. yj, rr. 25-31. 

"Poppi, Castel Sant'Angelo, Ghiazzuolo, Cietica e settembre, dove il castello è chiamato Glanzullo. 

" Montauto di Valdarno „. E v. nel Gherardi, Le Con- l " In montibus versus Tusciam .... Villa Castri 

sulte d. Rep. Fiorentina, II, p. 150, una consulta del 22 Pellegrini, in qua sunt focul. lxxx „. Descr., p. 18. 



68 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1292] 



e. Q4 r 
Mitt., 28» 



e. 04 V 



e. qS r 
Mitt., 289 



aliqua concordare de ipsa tallia per'solvenda, sed neque consilium populi, nec etiam 

generale consilium, talliam solvere nolebant. Verum, illi de domo Argoglosiorum, cum eorum 
sequacibus, studebant, et quidquid poterant faciebant, ut firmaretur quod tallia solveretur. 
Calbolenses vero, cum eorum sequacibus, et etiam maior pars populi eiusdem civitatis, nunquam 
solvere volebant, et, in quantum poterant, contradixerunt ; propter que idem dominus, ad pò- 5 
stam et de voluntate Argolliosorum, misit prò guarnimento suo, faciens magnas minas an- 
cianis et popularibus, et quod mitteret ad confinia illos de Calboli et de eorum conplicibus, 
qui contradicebant sibi in predictis; et fecit venire Forlivium, de fidelibus suis et fratrum 
suorum, de Tredolcio, ccc homines, qui venerunt Forlivium die dominica III intrante februario 
in mane, ante quam dies illucesceret ; et expectabat illos de Dovadola et de Valbona; et 10 
aliunde, ubicunque poterat, miserat prò guarnimento, intendens violenter talliam extorquere. 

Cuius rei causa, anciani populi Forlivii, et etiam populares eiusdem civitatis, miserunt 
suas literas sigillatas sigillo populi, et nuncios speciales, ad comune Faventie, inplorantes 
auxilium eorundem, dieta die dominica III februarii. Et, incepto rumore per ipsam civitatem 
Forlivii, dictus dominus eomes fecit pub lice proclamari quod omnes sui milites et stipendiarli, 15 
cum armis et equis eorum, venirent' in continenti ad pallatium populi, ubi idem dominus continue 
morabatur, venire deberent; propter quod illi de Calbolo, cum eorum amicis, eques et pedes, re- 
duxerunt se in contrata, que vulgo dicitur Sclavania, ilucque expectaverunt donec illi de Faventia 
fuerunt ibidem; quibus venientibus, contigit quod dominus Rainerius de Calbolo potestas et 
dominus Maghinardus capitaneus Faventie, cum eorum milicia et maxenata in quantitate ce 20 
equitum, et cum populo Faventino, tanquam leones intrantes ipsam civitatem Forlivii, equitave- 
runt, euntes versus plateam civitatis eiusdem, facientes retrocedere milites domini comitis et 
Argolliosios et eorum sequaces cum eorum exforcio. Et erant, cum dicto domino comite, fra- 
tres sui comes Aghinulfus et comes Alexander de Remena, et comes Albertus de Mangone et 
comes Acolinus de Mangone et Guilielmus et Petrus comites de Castrocario et frater Alberi- 25 
cus de Manfredis et multi alii nobiles et potentes viri, et habebat idem dominus comes bene 
ecce equites prò suis stipendiariis ibidem secum, qui omnes conversi sunt in fugarti, et, 
exeuntes per burgum de Codogno 1 , aufugerunt aliqui ex eis usque ad castrum Bretenorii, aliqui 
usque Cesenam, ubi dictus dominus comes aufugit : et, in ipso facto, mortuus fuit dominus Rai- 
nerius de Abaisio de Bononia archipresbiter plebis' de Silustra 2 imolensis diocesis, et plures 30 
alii, et multi fuerunt ibidem vulnerati et capti, inter quos captus fuit comes Aghinulfus de Ro- 
mena frater dicti domini comitis Romaniole, et ductus Faventiam, et Ubertus eius filius 3 . 

Et electus fuit, eo anno, potestas Forlivii dominus comes Bandinus de Mutilliana. 

Eodem anno, die martis XXVI mensis februarii, dominus Fredericus de Acharixiis de Fa- 
ventia accepit in uxorem dominam Claram filiam condam domini Nicolai de Algeriis, que 35 
condam fuerat uxor Albergitti 4 filli Manfredi de Manfredis. 

Et eo anno, et de mense ianuarii, fuit bonum tenpus atque tranquillum ; verum, de mense 
februarii, venerunt nives magne in montibus et planicie, et multe bestie mortue sunt, et fuit 
maxima carastia omnium victualium. Eo anno fuit bisextus, et pacta nulla simul in eodem anno. 

Item, eo anno et mense februarii, comune Forlivii, comune Faventie et comune Ravenne 40 
contraxerunt societatem ad invicem, et factus est dominus comes Bandinus capitaneus gene- 
ralis diete societatis. 



7. mittet - Calbolis — 9. Trcdoccio — li, poterant — 16. eorum incontinenti - Lascio venirent come nel ;«.«., 
ma si vede che il C. mutò la costruzione della frase. — 18. Ms. iluque — 30. Solustra — 32. Albertus qui e fiu sotto. 
— 36. uxor fratris Albergitti - Ma fratris non fu scritto. — 39. vitualium - et epacta 



1 Ora Vittorio Emanuele. Credette e raccontò 
il Cobelli, p. 9: i Goti " erano alloggiati nel borgo et 
"porta ebe anda%-a a Pompilia (Forlimpopoli); poi fo 
" chiamato quel borgo Gotogni, et la porta, porta (ìoto- 
"gni; et trasmutato el vocpbulo, dicono borgo dei Co- 
" togni et la porta de' Cotogni „. 



2 Sellustra, a sinistra del torrente dello stesso nome 
afiluentc del Sillaro, a sette chilom. da Imola. "In plano.... 
" villa Solustrae in qua sunt focul. xiv „. Dcscr., p. 5. 

3 " Et carceri crudcliter manciparunt „ raccontò lo 
stesso Ildebrandino. GfllRAROACCl, p. 301. 

4 Quello, che fu ucciso a Cosate. Cf. p. 54- 



[A. 1292] CIIRONICON 69 



6. turrim — 8. consortium — 21. Ms. peccunie — 32. D. Agnesia Katerina; ma nel ms. il primo nome e cancellato. 

1 A sinistra del Lamone. " In montibus versus Tu- 3 H ponte sul Savio. 

" sciam .... castrum Chalamelli, in quo est roccha for- * A sinistra del Lamone. * In montibus versus Tu- 

" tissima et in monte altissimo comitatus Faventiae „. "sciam.... castrum S. Cassiani situm super stratam ma- 

* Descr., p. 16. " gistram, qua itur a Faventia Florentiam „. Descr., p. 16. 

2 " In comitatu Imolae .... in montibus .... villa 5 " Oberto et Guidoni comitibus de Romena „ è 
" Montisfloris, in qua sunt focul. xxx „. Descr., p. 8. diretta la consolatoria Patruus vesier attribuita a Dante. 



C 9S v 



Item, eodem anno, die iovis XIII mensis marcii, dominus Maghinardus de Sosenana capi- 
ianeus civitatis Faventie, una cum militibus et aliquibus de populo eiusdem civitatis, duxit co- 
mitem Aghinulfum et Ubertum eius lilium captos, extraens ipsos de ipsa civitate Faventie, et 
posuit eos in castro seu turri de Calamello l , sub fida et bona custodia. Item, die veneris se- 
5 quenti, statim equitavit idem dominus Maghinardus, cum gente sua predicta et fidelibus et amicis 
suis, ad quoddam castrum, quod vocatur Monteflore 2 , quod castrum et turrem seu fortilitiam 
habuit ad sua mandata, et omnes, qui erant in eo. Et erat dictum castrum Burnioli de Can- 
palmonte et consortum suorum. 

Item, eodem tenpore, die iovis XXVII mensis marcii, dictus dominus Maghinardus, cum 
10 quantitate militum et peditum de Faventia, equitavit Forlivium. Et, eodem die, una cum Li- 
viensibus, equitaverunt Imeldolam, et ceperunt ipsum castrum Imeldole, ipsumque bene et 
fortiter inforciaverunt et munierunt. 

Item, eodem anno, comune Forlivii, comune Faventie et comune Ravenne contraxerunt 
societatem ad invicem, et facte fuerunt promissiones, per sindicos instructos, de adiuvando se 
15 invicem comunibus expensis. 

Item, die sabati XXIX eiusdem mensis, incepto quodam rumore in civitate Imole, om- e gb r 
nes traxerunt ad arma, et tandem expulsus fuit potestas diete terre, qui fuerat ibi positus 
per dominum comitem Romaniole, qui vocabatur dominus Nuce de Castello. Et electus fuit 
potestas Imole Bernardinus filius olim comitis Bernardini de Cunio, et de expulsione predicta 
20 liberatum et absolutum fuit comune Imole, et omnes illi, qui culpabiles de hoc fuerunt, 
data quadam summa peccunie predicto domino Nuce, et rebus eius restitutis. 

Item, die IV mensis aprelis, obiit dominus papa Nicolaus in urbe Romana, et fuit in die 
veneris sancto. 

Item, eodem anno, die XVI mensis aprilis predicti, supradicta comunia, cum eorum ex- 

25 f orcio undecunque congregato, equitaverunt, pedes et eques, usque ad civitatem Cesene, et 

ibidem, ante pontem 3 , fecerunt acies suorum militum et peditum con gregari contra dominum 

comitem Romaniole et gentem suam, quam habebat in dieta civitate. Et nullus ausus fuit ire 

ad eos, et eadem die redierunt Forlivium. e. 90 v 

Item, eo anno, die martis penultima mensis aprilis, dominus Maghinardus capitaneus populi 
30 Faventie, cum aliquibus ex populo et ex militibus ipsius civitatis, equitavit ad montana, et posuit 
exercitum ad quoddam castrum, quod vocabatur Sanctus Cassianus 4 , in valle Alamonis; quod ca- 
strum tenebat comes Alexander de Romena prò uxore sua domina Katerina filia condam ' domini mitt., 290 
Ugolini Fantullini; et stetit in dicto exercitu v diebus, iactando cum manganellis lapides in ipso 
castro, in quo erant bene ce persone inter mares et feminas et pueros; et, propter indigen- 
35 tiam aque, quam non habebant, nec habere poterant, reddiderunt ei castrum, et venerunt ad 
mandata comunis Faventie et ad plenam iurisdictionem dicti comunis; et fecit ipsum castrum 
et omnia fortalicia eius et omnes muros dirrui, et lapides proici inferius de monte. 

Item, die nono mensis madii, dominus Maghinardus predictus, cum aliquibus militibus de e. 97 

Faventia et de maxenata, equitavit et extraxit de castro et turre Calamelli dominum comitem 

40 Aghinulfum de Romena, et accepit duos filios ipsius comitis Aghinulfi obsides prò eo, videlicet 

Guidonem et Rogerium; et Ubertus 5 erat senper captus in dieta turre Calamelli: ipse enim 

cómes promisit tractare pacem et concordiam inter dominum comitem Ildebrandinum fratrem 



70 



PETRI CANTINELLI 



[A. 12921 



suum, qui erat comes provincie Romaniole, et suos sequaces ex parte una, et comunia Forlivii, 
Faventie et Ravenne et suos sequaces ex alia, et facere fieri et conpleri pacem deinde 
ad XX dies; alioquin debebat reverti in dictam prexoniam, et, si non reverteretur, debebat 
perdere suos . . u . . os et tria millia florinos auri, depositos per eum in civitate Florentie dieta 
occasione, et dicti sui fìlii remanere in captivitate. Et, dictis diebus, facta fuit treugua inter b 
eos, usque ad diem martis quartum mensis iunii. 
e. 97 v Item, eo anno, die .... mensis maii, comune civitatis et Bernardinus comes de Cunio 

potestas Imole, cum toto suo exforcio, equitaverunt supra quoddam castrum nomine Monte 
Caduni l , in comitatu Imole, in quo erat unus filius Alidoxii et multi sui amici, et ipsum ca- 
strum tenebant prò Alidoxio predicto contra dictum comune Imole; et fecerunt exercitum 10 
supra illud castrum, et manganos, qui iactabant in ipso castro. Et, eo tenpore, comune 
Bononie misit duo millia electos pedites ad custodiam civitatis Imole 2 ; et sic, ipsis diebus, con- 
tigit' quod predicti duomillia iverunt ad castrum Ducie 3 ; et ipsum castrum habuerunt ad sua 
mandata, et ipsius fortilicias destruxerunt. Et, similiter, iverunt ad predictum exercitum, et 
ipsum castrum Montis Caduni ceperunt et conburxerunt. 15 

Equitaverunt insuper predicti Bernardinus potestas et milites et pedites de Imola, qui 
e. gs r erant in dicto exercitu, ad Corvariam *, et eiecerunt' atque fugaverunt omnes amicos et se- 
quaces Alidoxii, qui erant in ipso castro Corvarie. Demum, tercia die postmodum sequenti, 
equitaverunt ad castrum Linarii 5 , quod erat dicti Alidoxii, ipsumque ceperunt, et destruxerunt 
muros et fortilicias eiusdem castri. 20 

Item, sub eodem anno, die dominico XV mensis iunii, suprascripta comunia societatis 
Provincie Romaniole, videlicet comune Forlivii, comune Faventie et comune Ravenne, cum 
eorum sequacibus, fecerunt exercitum generalem, et posuerunt ipsum exercitum in territorio 
Bretenorii, in loco, ubi dicitur Bevenus 6 . Et, die lune statim sequenti, dederunt guastum in 
vineis, arboribus et bladis eiusdem castri ; postea vero, die martis tunc proxime sequenti, 25 
mitt., 29i levaverunt canpum et iverunt Cesenam, ponentes exercitum eorum 1 supra ripam fluminis Sa- 
cgs v pii '. Et, ea die et sequenti, magnus tractatus fuit concordie inter eos, ita quod, dieta die mer- 
curii, venit dominus Malatesta de Arimino et factus fuit potestas Cesene, et Malatistinus eius 
filius factus fuit potestas Bretenorii. Hec quidem concordia sic facta fuit ad hoc, ut dominus 
Malatesta reduceret dominum Rodulfinum de Calisidio et amicos et sequaces suos in Cesena 30 
et in Bretenorio. Et hec facta sunt sine consciencia et voluntate domini Ildebrandini de Ro- 
mena episcopi Aretini comitis diete provincie, qui tunc erat in dieta civitate Cesene, et etiam 
domini fratris Bonifacii archiepiscopi ravennatis, qui adversabantur predictis civitatibus et 
socie! ti predicte. 

Item, eodem die mercurii, electus fuit dominus comes Bandinus de Mutilliana generalis 35 
capitaneus omnium terrarum diete societatis. 

Item, eodem die, levaverunt canpum, cum maximo gaudio et triunpho, et reversi sunt ad 
civitates eorum. 



2. ex altera — 3. deberet reverti — 4. suos filios. Quasi tutte le lettere sono sparite; ma la parola era fiù 
lunga. — 7. La data non fu scritta. — 8. super; ma supra e intero nel ms. ■ — il. supra aliud — 15. conburxerunt 
nel ms. — 22. Comune Forlivii, Faventie, et Ravenne — 25. sequentis. Ms. proxima — 30. sequaces eius 



1 Circa otto chilom. a sud-ovest di Imola. " In 
"comitatu Imolae.... in montibus.... villa Montis Ca- 
"tonis, in qua sunt focul. xxix „. Descr., p. 8. 

2 L'incarico, per dir cosi, ufficiale, di custodire 
Imola, fu dato dal conte di Romagna il 26 giugno. G111- 
rardacci, p. 301. 

3 Dozza, a occidente di Imola, poco più su di Mon- 
tecatone. 

4 Ora Crovara, presso Fontana Elice; "Cro- 
varia. loco del contado d' Imola „ nel Ghirardacci, 



p. 394. Nel 1215 Innocenzo III confermò al vescovo d'I- 
mola il possesso di molte terre e molti castelli, tra cui 
"castrum et curtem Corbariam, castrum et curtem 
" Fontis Ulicis, castrum et curtem Tausinanum „. Fan- 
tuzzi, VI, XXXVI. 

5 " Situm est in alveo fluminis Sapis iuxta stra- 
" tam magistram, qua itur usque in Tusciam, in quo sunt 
"focul. XXII „. Descr., p. 89. 

6 Baveno è il nome di un * fosso „, poi torrente, 
che passa vicino a 13ertinoro, dalla parte orientale. 



[A. 12921 CliRONICON 71 



- " Item, eodem millesimo ducentesimo nonagesimo secundo, indictione quinta, die lune XXIII e. w k 
mensis iunii suprascripti, in mane, comune Faventie fecit exercitum generalem supra castrum 
Rontane, in quo erant frater Albericus de Manfredis et Ugolinus Bucola eius filius et plures 
alii de amicis et sequacibus eorum de Faventia. Dum vero milicia et populus ipsius civitatis 
5 ivissent supra sanctum Leonardum, iuxta Rontanam, supervenerunt anbaxatores hominum dicti 
castri, ne danpnum vel guastum aliquod eis fìeret per illos de ipso exercitu; tandem, tractatu 
habito inter eos, predicti homines et comune Rontane totaliter et piene fecerunt mandata 
potestatis et comunis Faventie; similiter etiam homines et comune castri Quarnenti et Fu- 
gnani, que castra predicti Manfredi et comes Alexander' de Romena tenebant. Conpleto igitur e. w '*■ 

10 dicto tractatu concordie, suprascripti Manfredi, cum omnibus eorum sequacibus et forensibus, 
qui erant in ipsis castris Rontane, Quarnenti et Fugnani, recesserunt deinde. Et comune Fa- 
ventie fecit dirrui omnes fortilitias et stechatas et muros et domos et turres, que erant in 
eis, et homines ipsorum castrorum fecerunt mandata dicti comunis. 

Item, et supradictus Franciscus de Manfredis similiter, per suos legittimos procuratores 

15 venit ad mandata comunis et potestatis Faventie, et dedit fìdeiussores optimos de stando ad 
confìnia sibi data per ipsum comune apud Ariminum, et de solvendis colectis et aliis factio- 
nibus eis inponendis per comune predictum. Et quidam eorum amici et sequaces, qui erant 
cum eis extra civitatem Faventie, similiter hoc fecerunt. 

Item, eodem anno, et die sabati XXVIII mensis iunii, comune Forlivii fecit exercitum su- e ioa 

20 pra Castrocarium, in quo castro erat comes Aghinulfus de Romena; et, die domirtico sequenti, 
facta fuit concordia, et redierunt Forlivium. 

Item, eodem anno, et die lune sequenti, ultimo dicti mensis iunii, dominus comes Ilde- 
brandinus episcopus aretirus comes provincie Romaniole separavit se de civitate Cesene, et 
ivit Dovadolam. 

25 Item, die veneris IV mensis iullii, anbaxiatores comunis Bononie venerunt Forlivium et 

fuerunt in Consilio generali dicti comunis, fogantes ex parte comunis ' Bohòhie comune Forlì- mot., 292 
vii quod non faceret exercitum, nec aliquam novitatem, contra dominum comitem Ildebràndi- 
num comitem Romaniole, specialiter in Castrocario, nec in aliquibus terris, quas nunc teneat. 
Item, miserunt literas ad comune Forlivii et ad Calbolenses, rogantes eos quod non face- 

30 rent aliquam novitatem nec iniuriam illis de Valbona; specialiter in terra Ursarole *, que 
terra est proprium patrimonium comunis Forlivii. 

Item, anno supradicto M.CC.LXXXXII, indictione V, fuit potestas Faventie prò sex men- 
sibus, sciìicet a kallendis iullii in antea, dominus Baxacomatre de Baxacomatribus de Bononia, 
et dominus Maghinardus de Sosenana capitaneus. 

35 Item, eo anno, venerunt ad civitatem Faventie solenpnes anbaxiatores de civitate Bononie, 

petentes, ex parte comunis Bononie, quod comune Faventie et alia comunia societatis Roma- 
niole deberent conpromittere in comune Bononie super discordia, que erat inter eos et 
dominum Aldrobandinum comitem provincie Romaniole. Et fuerunt tunc in civitate Faventie 
dominus Malatesta de Arimino cum anbaxatoribus ipsius terre, dominus Guido de Polenta 

40 cum anbaxiatoribus de Ravenna, dominus Rodulhnus de Calisidio cum anbaxatoribus de 
Cesena, dominus Bernardinus de Polenta potestas Cervie cum anbaxatoribus Cervie, amba- 
xatores de Forlivio; et, in parlamento, petierunt dicti anbaxiatores de Bononia quod dieta 
comunia deberent conpromittere ut dictum est. Postmodum fìrmaverunt quod quilibet do- 
minus, et anbaxiatores cuiusque civitatis, ire deberet ad »investigandum voluntatem comuniumfl 



6. eis faceret - de dicto exercitu — 9. castra erant predicti — 12-13. in his — 14-16. Era scritto e fu canee!- 
lato Manfredi, sciìicet frater Albericus et Ugolinus et filius,' e foì corretto eorum, venerunt, dederunt, eis, in eis£ 
venit, ecc. — 22. ultimo die — 28. nunc tenebat — 32. indictione V manca 

1 In dialetto Siro 1, nella valle del Rabbi, tra Ga- leata e Rocca S. Casciano. Rosetxi, p. 506. 



72 PETRI CANTINELLI [A. 1292] 



e. 101 r 



suorum : ' tandem, per quamlibet responsum f uit dictis anbaxiatoribus de Bononia quod neu- 
trum dictorum comunium volebat facere ea, que per comune Bononie petebantur. 

Demum, paucis diebus elapsis, iterum alii anbaxiatores venerunt, qui similem anbaxiatam 
portaverunt, et ultra fecerunt; nam ipsi mandaverunt domino Baxacomatri potestati Faventie, 
et dominis comitibus de Cunio, et domino Guidoni Raulis de Cesena, et domino Maghinardo 5 
de Sosenana, qui dicebant se esse cives civitatis Bononie, quod ipsi taliter facerent et cu- 
rarent quod comune Faventie deberet conpromittere in comune Bononie de dicto negotio; 
et predicta comunia nichil omnino se facturos dixerunt et responderunt. 

Quare comune Faventie, timens ne comune Bononie veniret Faventiam ad occupandam 
ipsam terram, et eam tradendam in manibus dicti comitis Romaniole et suorum sequacium, 10 
die dominico ultimo mensis augusti, in hora none, dominus Maghinardus capitaneus, et alii 
de Faventia, incepto rumore, fecit sonari canpanam populi ad laborerium faciendum, et omnes, 
tam cives, quam forenses, oportuit ire ad infortiandum ipsam civitatem Faventie, et cavandum 
foveas ipsius, diu noctuque, donec fuit inforciata ; et, ea die, dictus dominus Baxacomatre, cum 
sua familia, separavit se de civitate Faventie et ipso regimine. 15 

e 101 v Ea vero die venerunt ad civitatem Faventie tota milicia et populus civitatis Forlivii, et 

mitt., 293 omnes de districtu ipsius, causa refi'ciendi et cavandi foveas civitatis Faventie. Venerunt etiam 
ibi dominus Malatistinus potestas Cesene cum milicia et populo de Cesena. Venerunt etiam 
dominus Hostaxius de Polenta potestas Ravenne, cum militibus et populo de Ravenna; si- 
militer et dominus Bernardinus de Polenta potestas Cervie, cum militibus et populo Cervie. 20 
Item et Iohannes Sanchatus de Malatestis, cum militibus de Arimino; similiter et de Brele- 
norio et de Castrocario et de Bagnacavallo, et illustris vir dominus comes Bandinus de 
Mutilliana capitaneus generalis societatis provincie Romaniole, cum fidelibus suis de Mutilliana 
et aliunde. Et facte fuerunt fovee et stechate ipsius civitatis, ita quod in civitate Faventie 
non fuit tam maximum guarnimentum militum et peditum armatorum, per totum tenpus, 25 
quo viventes ipso tenpore recordarentur: fuerunt enim ibi mille milites et ultra, et triginta millia 
pedites. Et, propter separationem domini Baxacomatris potestatis Faventie, anciani populi ascen- 
derunt pallacium, et fecerunt regimen usque ad adventum novi potestatis. 

Et tunc, die sabati sexto mensis septenbris, occisus fuit gladio Leonatus notarius de Onti- 
gnano, ' quem occiderunt inimici sui de Tredolco. 30 

Anno domini nostri Ihesu millesimo ducentesimo nonagesimo secundo. Quoniam civitas 
Faventie tunc tenporis non habebat potestatem, electus fuit potestas Faventie, prò sex men- 
sibus, incipiendo a kallendis septenbris huius anni, et usque ad kallendas martii anni proxime 
futuri, dominus Bernardinus de Polenta filius domini Guidonis de Polenta, qui intravit regi- 
men die lune Vili mensis septenbris eiusdem anni, et dominus Maghinardus capitaneus. 35 

Dicto vero tenpore, comune Florentie misit ad civitatem Bononie dominum Gentilem 
filium domini Bertoldi de Ursinis * de Roma potestatem Florentie, cum solenpnibus anbaxiato- 
ribus, ad tracU.ndum et faciendum concordiam inter comune Bononie et illos de Romaniola, 
occasione relevationis fovearum :ì civitatis Faventie et fortilitiarum, que facta erant in ipsa ci- 
vitate, eo quod comune Bononie tenebat et reputabat sibi ad iniuriam. Verum aliqui de Bo- 40 
nonia dicebant quod nolebant se intromittere de factis Romaniole, et melius dicebant. Et, die 
sabati XIII septenbris, venerunt dicti potestas et anbaxiatores de Florentia ad civitatem Fa- 



c. 102 r 



11. Mensis augusti D. Maghinardus capitaneus in hora none cum aliis — 13. tam civitatis quam — 16. po- 
pularcs civitatis — 19. populo Ravenne — 21. Iohannes Lanciottus — 22. Bandinus manca — 24. civitatis in ipsa 
septimana; ma nel ms. le tre ultime favole furono cancellate — 26. triginta mille — 29. Leonatus nomine dictorum 
antianorum, quem — 31. Anno D. N. J. C. MCCLXXXXII indictione V — 33. Ms. huius mensis — 34. venturi — 
35. et Maghinardus — 38 de Bononia — 39. occasione splanandi foveas - fortalitia - que fecerunt 

1 Poco distante da Tredozio, a sud-ovest. * firmamus quod non intendimus per nos vel nostros 

1 Cf. p. 29. " soquaces rellevare scu rellevari tacere foveas vel valium 

3 Cf. Sarti e Fattorini, II, p. 69: * scribimus et "civitatis Faventie „. 



[AA. 1292-1293] 



CHRONICON 



73 



ventie. Et missum fuit prò domino Malatesta de Arimino, domino Guidone de Polenta de 
Ravenna, domino Rodulfìno de Calixidio de Cesena, et domino Ranberto de Polenta potestate 
Forlivii, et prò sapientibus ipsius terre Forlivii, ut Faventiam venirent dieta occasione.' Et 
responsum fuit eis, per dictos Romaniolos, quod nullo modo volebant spanare foveas, nec de- 
5 struere stechatam, neque fortilicias, quas f ecerant in civitate Faventie. Et sic, die dominico XIV 
mensis septenbris, recesserunt de civitate Faventie predicti dominus Gentilis potestas et an- 
baxiatores civitatis Florentie. 

Item, eodem anno, die mercurii XVII dicti mensis septenbris, dominus Maghinardus Paganus 
de Sosenana capitaneus populi civitatis Faventie equitavit, cum maxenata comunis Faventie et 

10 aliquibus de militibus ipsius civitatis, ad Rontanam,' ipsumque castrum Rontane munivit bonis 
custodibus, et incepit ipsum inforciare, faciendo in ipso poco unum fortem gironem et unam 
turrim, et fecit portar! calcem, prò ipsa turri facienda et construenda, de civitate Faventie. 

Item, eo anno, die primo mensis novenbris, illustris vir dominus comes Guido de Monte- 
feltro ', cum trecentis militibus et mm peditibus, intravit civitatem Urbini, ipsamque terram 

15 fecit muniri et inforciari bonis fossis et stechatis, que prius fuerant splanata, et muri ipsius 
civitatis diruti per dominum Guilielmum Durantem comitem Romaniole 2 . 

Anno domini millesimo ducentesimo nonagesimo tercio, indictione VI, die iovis primo 
kalendarum ianuarii, de nocte, dominus Maghinardus Paganus de Sosenana et Bernardinus 
et Albericus comites de Cunio, cum aliquibus ex militibus et popularibus de Faventia et eorum 

20 fìdelibus, equitaverunt ad castrum Montis Maioris 3 , comitatus Imole, in quo erant custodes prò 
comite Alexandro de Romena, ipsumque castrum et turrem et totam fortiliciam ad eorum 
dominium habuerunt, reiectis et expulsis custodibus, qui eum custodiebant. 

Item, eo anno, de mense ianuarii, obiit magnus et potens dominus comes Guido Novellus 4 ; 
item obiit dominus Ugolinus de Sino de Ubaldinis 5 . 

25 Item, obiit dominus Guido Ricius 6 de Polenta. 

7 

Item, per totum illum mensem ianuarii, et per mensem februarii, fuit bonum tenpus et 
clarum et lucidum, et non fuerunt nives neque pluvie, nisi ultima die februarii, qua fuit 
nix et pluvia, et postea pluribus sequentibus diebus. 

Item, eodem anno millesimo CC nonagesimo tercio, die primo mensis marcii, fuit potestas 
30 Faventie, prò sex mensibus, dominus Iohannes Cottus fìlius domini Malateste de Arimino, et 
dominus Maghinardus capitaneus. 

Item, eodem anno, die sabati XXI mensis februarii, obiit magnifìcus et potens vir dominus 
Obicus marchio de Feraria 7 , relictis tribus filiis, scilicet Acone, Aldrovandino et Francisco; 
qui Aco, die tercia predicta, factus fuit dominus Ferarie, Mutine et Regii. 



C. 112 V 



2. et D. Raulitto de Polenta — 3. ipsius manca — 5. nec fortalitias — 6. Faventie manca - predictus — 
8. XVII septembris — 13. comes manca — 14. et mille — 17-18. die Lune tertio kalendas: ms. januariaij — 18-19. 
Bernardinus comes. Al trascrittore sfuggirono le parole et Albericus aggiunte sopra la riga e nel margine. — 30. Cot- 
tus manca — 34. die tertia martii 



1 Conchiusa a Fucecchio, il 12 luglio, la pace tra 
la taglia toscana e i Pisani, Guido lasciò Pisa con la sua 
masnada. Il 21 agosto, in Firenze, "in Consilio quam- 
" plurium sapientum „ , furono lette le lettere, con le quali 
egli chiedeva libero e sicuro passaggio per le terre di Fi 
renze e delle altre città collegate. Prima parlò Pela Gual- 
ducci e " consuluit quod societur honorifice secundum 
" pacta pacis ; et quod scribatur aliis communitatibus so- 
" cietatis Tuscie quod faciant illud idem per eorum 
" fortias et districtus „. Questa e le altre proposte, che 
s: fecero, si posson leggere nelle Consulte, II, p. 392. Cf. 
Ammirato, p. 344. 

2 Cf". p. 28, n. 4. 

3 * In montibus. ... in cuius villa sunt focul. xtvii „. 
Descr., p. 7, 



4 Cf. p. 20, n. 2. 

5 Cugino dell'arcivescovo Ruggieri, nipote del car- 
dinale Ottaviano. Alcuni credono sia quell' " Ugolin 
d'Azzo „ ricordato da Guido del Duca, Purg., XIV, ioj. 

6 In Comacchio, di cui s'era insignorito. 

7 Secondo una voce, che Dante raccolse (Tnf., XH, 
112) " fu spento dal figliastro „. Ignorandosi che Obizzo 
avesse avuto altri figliuoli legittimi o spurii, oltre quei 
tre, che il Cantinelli nomina, si sono tentate varie spie- 
gazioni della parola figliastro; ma Obizzo ebbe anche 
un bastardo : " Petrus Abbate, naturalis quondam mar- 
" chionis extensis „. Tonini, p. 703 (aprile 1296); Rubei, 
p. 493. Giova, anzi, riferire le proprie parole del Rossi: 
" Petrus Abbate, Marchionis Estensis, legitimis nequa- 
" quam ortus natalibus „. Cf. Cantinelli', p. 83. Si 



Mitt., 294 



e. joj r 



74 PETRI CANTINELLI [AA. 1293-1294] 



e. 104 r Itern, eodem millesimo CC.LXXXXIII, indictione sexta, Petrus filius domini Guidonis de 

Glaucano, de Acharixiis Faventie, desponsavit et duxit in uxorem dominam Guilielminam filiam 
olim fratris Canbraxini de Canbraxiis, cum magno gaudio et triunpho; et hoc fuit die dominico 
XXVI mensis aprilis. 

Item, eodem die, dominus comes Bandinus de Mutilliana venit Faventiam, et, die lune 5 
sequenti tunc proxime, ìvit Forlivium, moraturus ibidem prò capitaneo generali totius socie- 
tatis terrarum huius provincie Romaniole. 
e 104 v Item, eodem anno, die XXIII mensis maii, obiit dominus comes Guido de Mutilliana l . Item, 

eodem anno, die martis XXII septenbris, obiit dominus Alborixius 2 canonicus Faventie. 

Item, anno predicto millesimo ducentesimo nonagesimo tercio, indictione sexta, die primo 10 
mensis septenbris, intravit regimen civitatis Faventie Rossollinus 3 filius domini Henrici de la 
Tosa, de Florentia, qui fuit potestas Faventie per sex menses, videlicet a primo septenbris 
mitt., 295 usque ad primum diem mensis marcii anni sequentis,' et dominus Maghinardus capitaneus. 

Item, anno domini millesimo ducentesimo nonagesimo quarto, indictione septima, die 
prima mensis marcii, intravit regimen civitatis Faventie dominus Nicolaus de Malavoltis de 15 
Senis, et dominus Maghinardus capitaneus. 

Item, eo anno, die mercurii XIX maii, Maxius domini Acharixii et Prosperius domini 
Guidonis Acharixii de Faventia vulneraverunt fortiter Nicolaum de Aspronibus 4 , ita quod, ex 
dictis vulneribus, mortuus est. 
e. ios r Item, eo anno, die mercurii XXVI mensis maii, in civitate Forlivii, facta sunt instrumenta 20 

pacis et concordie inter dominum Ildebrandinum comitem Romaniole, ex una parte, et Fa- 
ventinos et Forlivienses et alios dominos civitatum provincie Romaniole, ut infra dicetur. 

Item, eodem anno, die sabati XXIX mensis madii, in sero, ad petitionem et mandatum 
domini comitis Romaniole, equitavit dominus Maghinardus capitaneus civitatis Faventie, cum 
militibus ipsius civitatis et militibus de Forlivio, et cum bona quantitate peditum proborum 25 
virorum, ad castrum Tauxignani, tota illa nocte; et, in die festo dominica sequenti, in hora 
tercie, ibi fuit: ipsa etiam die, magnus rumor et discordia erat inter ipsum dominum comitem 
et suos sequaces de dicto castro, ex una parte, et eius emulos ex altera, et etiam prelium 
fuerat inter eos, qui, audiendo subsidium advenisse ipsi domino corniti, statim cesserunt; et 
aliquos ex eis cepit, et alii aufugerunt. Demum, ipsum castrum totum remansit in dominio 30 
eiusdem domini comitis, et dominus Maghinardus ibi posuit custodes suos, tam milites quam 
pedites oportunos, et, ipsa die dominica, rediit Faventiam, et idem dominus comes multos de 
ipso castro misit ad confinia. 
e. ìos v Item, die mercurii IX mensis iunii, idem dominus Maghinardus, cum militibus de Faventia, 

equitavit ad Tauxignanum, et sociavit dominum comitem Romaniole, qui separavit [se] deinde, 35 
et venit ad Mutillianam ipsa die mercurii. 

Item, die veneris XI mensis iunii, iuxta formam literarum transmissarum per dictum do- 
minum comitem ad dominum episcopum 5 et prepositum Faventie, idem dominus prepositus 
ex commissis et concessis per dieta, et etiam ex commissione sibi facta per dictum dominum 
episcopum faventinum, et dominus Manente prepositus ariminensis, qui erat iudex subdele- 4 3 



6. proximo — 13. a prima die septembrls - Item Maghinardus — 19. mortuus sit — 27. erant — 29. statim 
accesserunt — 36. Ms. Mutillianum — 37-8- per dominum comitem Romaniole — 39. in dieta - ex commissis sibi 
factis — 40. prepositum 

può, dunque, pensare che Dante attribuisse a Pietro Tue- 3 Quello, che, nel 1304, " con sua brigata, venne 

cisione di Obizzo, e desse a "figliastro „ il senso di figlio " a casa i Sassetti per mettervi fuoco „, e Nerone Caval- 

illegittimo? canti "lo gittò da cavallo „ Compagni, III, Vili. 

1 V. p. 20, n. 3. * Il 2 agosto 1295 la procura di Maghinardo al no- 

2 II nome di questo canonico si trova, dal 1248 in taio Amorosino, che riferirò a suo luogo, fu redatta 
poi, in parecchi documenti riassunti dai Mittarelli, " sub porticu domus q. Nicolai Aspronis „. 

p. 492 sgg. 6 Lottieri della Tosa. 



[A. 1294] CIIRONICON 75 



5. In margine, come alla e. 42 r., e dello slesso carattere: Petrus Cantinellus huius operis author — 7. actenus 
nel ms. — io. dominus ?nanca — 17. XXVIII — 23. Lambertus — 25. // Mitt. avverte: Exscriptio chronici Petri 
Cantinelli, facta olim ad instantiam D. Mauri Sartii monachi Camaldulensi a Guidubaldo Angelino, terminat hic loci. 
Cetera, quae sequuntur, ex eodem eugubino codice transcripsit novissime P. Hortulanus; et quidem auctorem haben* 
eumdem Cantinellum. — 27. quod omnes - fuerunt et — 32. predictus D. Rossus 

1 Specialmente delle condanne e delle sentenze prò- 3 " In qua coronatione convenit multitudo homi- 
nunziate da Pietro di Stefano. Dagli atti e dalle testi- " num, tam cleri, quam populi, plusquam ce millium, et 
monianze prodotti innanzi a Manente preposto di Rimini " ego interfui „. Pt. Lucensis, ivi. Ci. Arnone, Pietro 
si dedusse che le condanne e le sentenze non erano state da Morrone, Cosenza, 1880, p. 67. 

legali, perchè Pietro, quando le aveva pronunziate e * Era stato podestà di Bologna nel 1272. " Fu ca- 

promulgate, era sottoposto a scomunica maggiore. To- " valiere di grande animo, principio della discordia de' 

nini, CCXIX, che è una sentenza di Deutaide da Pe- " Fiorentini, nemico del popolo, amico de' tiranni. Que- 

saro giudice d'Ildebrandino da Romena, con la data di "sto fu quello, che la intera parte guelfa di Firenze di- 

Rimini, 14 luglio 1294. " vise, e i Bianchi e' Neri; questo fu, che le discordie 

2 * Cardinales existentes Perusii, ad instinctum do- " cittadinesche accese ; questo fu quello, che con le sole- 
* mini Latini cardinalis .... quadam devotione moti, si- " citudine e con giure e promesse gli altri teriea sotto di 

" cut magnae sanctitatis viri, quendam eremitam de Apru- "se Costui, aspettato da Dio lungo tempo, però che 

" tio, cui nomen frater Petrus de Morono, elegerunt in pa- - " avea più che anni LXXV, uno dì andando, uno cane 

" pam, qui vocatus est Coelestiaus,,. Pi. Lucensis, Annales, « se li atraversò tra' pie e Jfecelo cadere, per modo, si 



*i 



C. I0t> V 



gatus eiusdem comilis, fuerunt in pallacio comunis Faventie, in quo congregati erant, ad so- 
num canpanarum, consilium populi, consilium generale, consilium ancianorum, consilium cre- 
dentie de xx sapientibus, consilium credentie xlviii sapientum, et massa populi civitatis 
Faventie; ibique facti sunt sindici generales totius comunis, civitatis et districtus Faventie 
5 Nicolittus de Cagonada et ego Petrus Cantinelli, et ibidem, flexis genibus ad pedes predicto- 
rum dominorum, facta fuit per eos generalis absolutio omnium et singulorum interdictorum 
et exeommunica'tionum actenus factorum i et factarum per dictum dominum comitem, vel per e. /oó r 
ipsius predecessores vel aliquem eorum, in provincia Romaniole, quacunque ex causa. Et 
Iacobus Vintuli notarius de hiis fecit publicum instrumentum, et multi alii notarii de hoc 
10 rogati fuerunt. 

Item, eo anno, die veneris secundo mensis iullii, Argoglosii de Forlivio, cum eorum ami- Mitt., 296 
cis, qui magno tenpore steterant ad confinia prò comuni Forlivii, redierunt Forlivium cum 
magno gaudio et honore. 

Item, eo anno millesimo ducentesimo nonagesimo quarto, indictione septima, die V mensis 
15 iullii, facta fuit electio, per dominos cardinales romanos, de summo pontifice; et electus fuit 
papa dominus frater Petrus de Morono de Apulia, sive de Abrucio 2 , qui coronatus fuit in cavi- 
tate Aquile 3 , die dominico XXIX mensis augusti, et vocatus est dominus papa Celestinus V. 

Eo tenpore rumores magni fuerunt in civitate Forlivii et in civitate Faventie, et ma- 
ximum guarnimentum hominum armatorum, ita quod ad civitatem Forlivii trasmissi fuerunt 
20 ex popularibus et militibus Faventie. Tandem accidit quod, incepto rumore in civitate For- 
livii, expulsi fuerunt de ipsa civitate Calbulenses, et ex eis plurimi vulnerati; et hoc fuit 
die martis XXIII augusti, et captus fuit dominus Guido de Polenta,' qui venerat Forlivium 
ad faciendum officium capitanane diete civitatis, et Ranbertus eius filius cum eo, et plures 
alii de Ravenna, et Fulcerius de Calbulo et Iohannes eius frater, et Nicolittus filius Raine- 
25 rii de Calbulo. 

Demum, die mercurii proxime sequenti, dominus Maghinardus Paganus de Sosenana equi- 
tavit ad civitatem Forlivii, et taliter operatus est ibi, quod predicti omnes capti fuerunt re- 
laxati, et sibi donati; et ipse tunc electus fuit capitaneus Forlivii aliquot diebus, donec pro- 
videretur de alio capitaneo. 
30 Item, ipse dominus Maghinardus intravit prò potestate civitatis Forlivii, die primo mensis 

septenbris, prò sex mensibus. 

Item, die primo mensis septenbris predicti, dominus Rossus de la Tosa 4 de Florentia 
intravit prò potestate civitatis Faventie, prò sex mensibus. 



e. 107 r 



76 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1294] 



e. 107 i> 



e. ioS r 



e. ioS v 



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e. ioo v 



Item, eodem anno millesimo ducentesimo nonagesimo quarto, indictione septima, dominus 
papa Celestinus quintus elegit et fecit comitem provincie Romaniole dominum Robertum de 
Cornay 1 , qui comes intravit ipsam provinciam die martis, hora tercie XII mensis octubris, et 
hospitatus fuit apud Mundainum 2 , in comitatu Arimini. Item, die iovis sequenti, venit ad civi- 
tatem Arimini, et ibidem stetit usque ad diem martis XIX dicti mensis octubris. 5 

Item, dieta die martis, venit Cesenam, et ibidem moratus fuit usque ad diem dominicum 
XXIV dicti mensis octubris. 

Deinde, dieta die dominica, venit ad civitatem Forlivii, et ibidem stetit deinde ad diem 
martis, secundo mensis novenbris eiusdem anni. 

Item, dieta die martis, secundo novenbris, dictus dominus comes equitavit ad civitatem 10 
Faventie, ubi, cum honore ac triunpho et magno astiludio, est receptus; et ibidem moram 
traxit' usque ad diem lune VIII mensis novenbris predicti. 

Item, dieta die lune, venit Imolam. Et, die dominica precedenti, VII dicti novenbris, 
dictus dominus Robertus comes provincie Romaniole, receptis a comuni Faventie duobus 

millibus florenis auri 15 

[absolvit eos excommunicaj'tionum et privationum honorum et dignitatum, per dominum Pe- 
trum archipresbiterum de Órtona, 3 Tethiensis diocesis, apostolice sedis legatum ; de quibus 
facta fuerunt plurima instrumenta, unum manu. . . . 

Item, in dieta civitate Imole, fecit maximum parlamenrum idem dominus comes, die mer- 
curii X dicti mensis novenbris, et fecit legi suas constitutiones ibidem; in quo parlamento 20 
firmatum fuit, de voluntate omnium anbaxiatorum et sindicorum totius provincie Roma- 
niole, [quod ipse dominus comes haberet liberum arbitrium accipiendi et tenendi stipendiarios 
ad suam voluntatem] .... 

Item, sub eodem millesimo ducentesimo nonagesimo quarto, indictione septima, in festo 
omnium sanctorum, magnificus vir dominus Aco marchio de Feraria fecit curiam generalem, 25 
in qua fecit militem fratrem suum Franciscum, et multos alios viros nobiles cum eo militari 
cingulo adgregavit. Et, hiis diebus, aque de Alpibus in tantum creverunt et emanaverunt 
in flumine Padi et aliorum fluminum, a Cremona inferius, et per comitatum Cremone, Brixie, 
Placencie, Parme, Regii, Mutine, Mantue, Padue, Ferarie, et per adiacentes contratas citra 
et ultra Padum, ut diceretur a gentibus quod diluvium particulare fuisset hiis diebus et 30 
contratis, ita quod ville et domus submerse fuerunt', magna quantitas hominum et mulierum 
et puerorum suffocata, bestie absque numero similiter suffocate, suppelletilia infinita perdita et 
consunpta. 

Item, eodem anno, die veneris XXIV mensis decenbris, in vigilia Nativitatis domini nostri 
Ihesu Christi, obiit dominus frater Bonifacius archiepiscopus sancte Ravennatis ecclesie \ qui 35 
acquisivit et auxit et augmentavit multa bona et iurisdictiones et honores diete ecclesie, et 



5. ejusdem mensis — 6. diem Dominicam — io. die dieta — 12. VI — 15-16. auri manca. £>ui metà della 
carta fu strappata; ma il Mittarelli, subito dopo florenis, continua: absolvit eos ab exeommunicationibus et pri- 
vationibus honoris ecc. Gli Ann. Foroliv. hanno: recepit a Faventinis duo milia florenorum et absolvit eos ab 
exeommunicationibus et privationibus, ac poenis incursis in clapsis temporibus. — 17. Techiensis — 18. // nome 
del notaio non fu scritto. — 19. dictus comes. — 22. Manca mezza pagina per la ragione già detta. Delle parole 
da quod sino ad arbitrium si discernono tracce; il resto è una formolo, che s'incontra più folle. — 30. fuit. — 31. 
domus subsmlsse — 32. bestie atque armenta similiter 



"ruppe il ginocchio; il quale infistolì: e martoriandolo 
"i medici, di spasimo si morì,, (11 luglio 1309). Com- 
pagni, III, XXXVIII. 

1 De Gernay. V. la lettera papale di nomina, con 
data di Aquila, 9 settembre, nel Gihrardacci, p. 317. 

2 Mand. di Saludecio, a sinistra della Foglia. " Situm 
"in montibus, in quo est roccha seu fortalitium . . . . in 
" quo sunt focili. CXIV „. Descr., p. 100. 

3 " Magister Petrus archipresbiter plebis de Buclano 



" Provincie Romaniole etc. domini pape in spiritualibus 
" vicarius generalis „. Tonini, CLXXI-LXXII. Cf. Gih- 
rardacci, p. 318. 

* In Oriolo. " Ravennam delatus, in Ursiano tem- 
" pio sepultus est, ante d. Mariae Magdalenae aram ; 
" quam ipse erigendam, dedicandam, et ditandam cura- 
" verat ; in monumento ex marmore mirifice scalpto, 
" quod a d. Laurentii in Caesarea importari vivens ius- 
" sit „. Rubei, p. 486. 



[AA. 1294-1295] CHRONICON 77 



e. no r 



in suo testamento reliquit, in auxilium passagli, prò Terra Sancta recuperanda, in ultramarinis 
partibus, quinquaginta millia florinos auri, quos ipse archiepiscopus deposuerat penes mer- 
catores, in civitate Ianue. 

Item, eodem anno, die XIII mensis decenbris festivitatis sancte Lucie virginis,supra- 
5 scriptus dominus papa Celestinus renuntiavit papatui et rediit ad cellam suam, in qua primo 
agebat penitentiam. 

Item, eo anno, die veneris XXIV dicti mensis decenbris, electus fuit papa dominus Be- 
nedictus Gaitanus cardinalis, et vocatus est dominus papa Bonifacius octavus, qui fuit corona- 
tus in urbe romana, die dominico XXIII mensis ianuarii, anno Domini millesimo ducente- 
10 simo nonagesimo quinto, indictione octava. 

Item, eodem anno, die .... predictus dominus Robertus comes separavit se de provincia 
Romaniole, et recessit, prò eo quod alius comes electus fuit per dominum papam Bonifacium. 

Item, eodem anno, in kalendis marcii, dominus Rossus de la Tosa fuit potestas civitatis e. no v 
Faventie, prò sex mensibus, usque ad kalendas septenbris. 
15 Item, eo anno, die decimo mensis aprelis, intravit provinciam Romaniole dominus Petrus 

archiepiscopus Montis Regalis comes generalis provincie Romaniole, et venit in castrum Tau- 
xignani comitatus Imo le. 

Item, die mercurii XIV aprelis, venit Imolam. mitt., 298 

Item, die sabati XVII aprelis, dominus Maghinardus capitaneus Faventie equitavit Imo- 
20 lam ad mandatum dicti domini comitis, et, cum fuit coram eo, idem dominus comes mandavit 
eidem quod deberet renuntiare diete capitanarle, et in continenti renuntiavit, et, in reditu 
suo, ivit ad canonicam sancti Petri, ubi stetit pluribus diebus. 

Item, eo anno, die dominico XXIV mensis aprelis, dictus dominus comes fecit, in civitate e. m r 
Imole, parlamentum generale, in quo fuerunt septem episcopi provincie et anbaxiatores et 
25 sindici comitatum et nobilium provincie Romaniole; et, in ipso parlamento, concessum fuit 
liberum arbitrium dicto domino corniti accipiendi et tenendi stipendiarios, pedes et eques, ad 
suam voluntatem, tam circa quantitatem et numerum ipsorum, quam circa salarium eorum, et 
distributionem faciendam inter provinciales. Qui dominus comes accepit trecentum equites 
et centum pedites, et inposuit comuni Faventie talliam ipsorum, videlicet quibuslibet quatuor 
30 mensibus mille quatuor centum libras ravennates, et, prò fìdelibus Fantullinorum, tercentum 
libras ravennates. 

Item, eodem anno, die dominico octavo mensis maii, suprascriptus dominus Petrus comes 
Romaniole exivit civitatem Imole, post nonam, et venit Faventiam, ubi, cum maximo honore, 
fuit receptus. 
35 Et, occasione adventus ipsius domini comitis, multi barones et comites et magni viri 

venerunt ad civitatem Faventie, videlicet dominus comes Bandinus de Mutilliana, dominus comes 
Manfredus filius olim domini comitis Guidonis Novelli, Fulcerius et Franciscus de Calbolo 
N et multi alii. 

Deinde, inimico humani generis insuflante gizaniam inter dominum Maghinardum de 
40 Sosenana et suos amicos de Faventia, ex una parte, et dominos comites de Cunio ex altera 
cum eorum sequacibus, et cum eis' tenebat predictus comes Manfredus; contigit quod predicti 
comites de Cunio, videlicet Rainerius, Bandecatus et Bernardinus, cum eorum sequacibus, 
die mercurii XI mensis maii, coram supradicto domino comite Romaniole, petierunt palam 
quod fovee civitatis Faventie spanarentur et stecate ipsius et fortilitie vastarentur; propter 
45 quod fuit orta magna turbacio inter eos et dominum Maghinardum et suos amicos. Et ideo 
predictus dominus comes Romaniole mandavit et inposuit confinia utrique parti, ut, die iovis 
XII maii predicti, quelibet iret ad confinia, ubique vellet, longe a civitate Faventie per x mil- 



C. Ili V 



7. XXIII — 11. 77 giorno non fic scrìtto. — 25. in ipso parlamento manca — 27. quantitatem et minori 
tatem — 28. dictus comes — 39. insufflante zizaniam — 41-42. DD, comites — 42-43. et Bernardinus die mercuri 



73 PETRI CANTINELLI [A. 1295] 

liaria, ubi stare deberent donec revocarentur. Et sic, ipsa die iovis, post nonam, supradicti 
domini Maghinardus et comes Bandinus exiverunt civitatem Faventie, ipse enim Maghinar- 

c. na v dus' ivit ad castrimi suum Benclarum l , quod habebat in valle Alamonis, et dictus dominus 
comes Bandinus ivit Mutillianam, et predicti domini comites de Cunio iverunt ad Lugum et 
Fusignanum et comes Manfredus Mutillianam. 5 

Item, eo anno M.CC nOnagesimo quinto, indictione octava, die dominico XV mensis maii, 

in mane, factum fuit consilium generale populi civitatis Faventie in pallacio populi, in quo 

Consilio electus fuit capitaneus populi eiusdem civitatis dominus Petrus archiepiscopus Montis 

Mm., 299 Regalis comes' provincie Romaniole, per unum annum, incipiendo ab ea hora in antea, qua 

dieta electio facta fuit, cum salario centum librarum bononiensium parvorum prò quolibet 10 
mense; fecitque suum vicarium, per unum annum, dominum Napolionem . . . . de Reate, probum 
militem et potentem. 

e. 113 r Item, eodem die, post nonam, in eodem pallacio, dominus Rossus de la Tosa potestas 

Faventie fecit congregari consilium generale comunis civitatis eiusdem, in quo propòsuit 
de novo potestate eligendo, et reformatus fuit in eodem Consilio, et electus ad vocem su- 15 
prascriptus dominus cQmes Romaniole potestas civitatis Faventie, per unum annum, incipiendo 
in kallendis septenbris proxime venturi, deinde ad unum annum, cum salario centum librarum 
bononiensium prò quolibet mense. Et hec omnia facta fuerunt eo die, 

Item, die martis XVII dicti mensis maii, predictus dominus comes fecit arengum in platea 
comunis Faventie, in quo facti fuerunt duo sindici, videlicet dominus Ugolinus de Medicis:20 
iudex et dominus Thedericus de Salutare iudex, qui iuraverunt fidelitatem sancte romane 
ecclesie; et idem dominus comes fecit proclamari sua banna et ordinamenta, et fuit sibi, per 
ipsum arengum, concessimi liberum arbitrium supra pacem et reformacionem boni status 
civitatis Faventie. 

e. 113 v Item, eodem anno, die mercurii XXV mensis maii, dominus comes de Montefeltro 2 venit 25 

ad civitatem Forimi cum uno legato domini pape 3 , qui sibi restituit omnia bona et iura sua, 
et ipsum posuit in possessionem omnium bonorum et iurium suorum; occasione cuius adven- 
tus, homines de parte Manfredorum de Faventia, et etiam aliunde, plurimum doluerunt et 
timuerunt; propterea idem dominus comes Romaniole fecit infrascripta. 

Item, eodem anno, die veneris XXVII mensis maii, dictus dominus comes Romaniole 30 
accepit obsides et fideiussores nobilibus de Faventia, videlicet unum rìlium domini Guidonis 
Raulis et unum filium comitis Alberici de Cunio, quos misit Cesenam; item, unum filium 
Rainerii et unum Bandezati et unum Bernardini comitum de Cunio, et unum Francisci de 
Manfredis, et unum Ugolini Buco,le, et unum filium fratris Alberici de Manfredis, et unum 
Francisci de Manfredis, quos omnes misit ad Castrocarium. 35 

e. i'4 ' Item, eo anno, die martis ultimo mensis maii, de mandato predicti domini comitis Roma- 

niole, dominus frater Albericus et Franciscus de Manfredis, dominus Rainerius et Bernar- 
dinus comites de Cunio, dominus Maghinardus de Sosenana venerunt prope civitatem Faven- 
tie, videlicet predictus dominus Maghinardus apud ecclesiam sancti Apolinaris, et predicti 
airi omnes in burgo Porte Pontis; scilicet Manfredus apud hospitale sancti Iohannis, et comites 40 
apud ecclesiam sancti Antollini. Et, sequenti die mercurii, primo mensis iunii, idem dominus 



6. die dominico manca — il, spazio bianco dopo Napolionem — 13. eodem anno post Nonam — 15-16 su- 
pradictus — 18. ca die — 23. dictum arenghum - boni manca. — 26-27. Prima era scritto: qui deberet sibi resti- 
tuerc ecc. et ponerc — 29. propterea quod - feccrit ita — 31. de nobilibus 

1 Bencér o S. Adriano, ora frazione del com. di 2 Nell'autunno del 1294, Guido si era presentato a 

Marradi. ROSBTTI, pp. 134, 714. 11 19 agosto 1302 Ma- Celestino V, e aveva ottenuto il perdono. V. Zinoarelli, 

glunardo vi dettò il suo testamento, * actum in castro Rass. crii. d. Leti, /tal., VI, 5-8. 

" Henelari Faventinae diocesis in camera palatii seu do- 3 Riccardo da Ferentino, cappellano del papa Ce- 

* mus ipsius d. Maghinardi „. Benchiaro restò a France- lestino. Egli, a giudizio di Bonifazio Vili, "non tam 

a a terza figliuola di Maghinardo, maritata a Francesco " temere quam improride ipsius mandati fines pertran- 

Orsini. MlTTARELLl, 531-32. " siens indiscrete, et iurisdictionis sibi conimisse habenas. 



- 



[A. 1295] 



CHRONICON 



79 



comes Romaniole, cum predictis dominis et domino Guidone Raulis de Canbraxiis et domino 
Dadeo de Acharixiis, iverunt ad castrum Auriolo, ubi visum fuit ipsos posse melius et secu- 
rius stare ad tractandum pacem et concordiam inter eos. 

Item, dieta die ultima maii, dictus dominus comes Romaniole precepit dominis Frederico 
5 et Dadeo de Acharixiis et Rauli de Canbraxiis ut irent ad confinia, haud longe quam iv 
milliaria a civitate Faventie ; quod ipsi fecerunt. 

Item, die predicta prima mensis iunii, predicti domini Acharixii, Manfredi, Maghinardus, 
comites de Cunio et Canbraxii et Rogati fecerunt pacem ad invicem, in terra Auriolo ; et postea, 
eadem die, post nonam, in platea comunis Faventie, super schalas palladi, presente ipso do- 
10 mino comite et stipendiariis et populo Faventie et domino Lotterio episcopo faventino. 
«^s* Item, die iovis sequenti, apud locum dominarum loci fratris Viviani ! , presente dicto do- 
mino comite Romaniole, fecit pacem comes Albericus de Cunio, prò se et domina Beatrixia 
sua uxore et filia condam Manfredi de Manfredis, cum dominis fratre Alberico, Francisco et 
Ugolino, de morte et occasione mortis domini Manfredi et Albergitti eius filli. Et redierunt 
1 5 predicti domini omnes ad eorum confinia 2 . 

Item, die II iunii, omnes alii de populo, qui steterant ad confinia multo tenpore, Fa- 
ventiam redierunt. 

Item, die dominico V mensis iunii, predictus dominus comes 'separavit se de civitate Fa- 
ventie, et ivit ad civitatem Forlivii, ubi, cum honore maximo, est receptus. 
20 Item, die dominico XII mensis iunii predicti, suprascriptus dominus comes Romaniole se- 

paravit se de civitate Forlivii, et ivit Cesenam. 

Item, die dominico XXVI iunii, predictus dominus comes ivit Ravennam, et, facta pace 
inter intrinsecos et extrinsecos de Ravenna, misit ad confinia de utraque parte; fecitque dirmi 
domos 3 domini Guidonis de Polenta et Lanberti sui filii, ac etiam domum, que condam fuit 
25 domini Marchi Michaelis 4 . 

Item, die sabati II mensis iullii, equitavit idem dominus comes Cesenam, et, in mane 

diei dominice, versus Ariminum, et, die mercurii rune proxime sequenti VI iuHii, fecit fieri 

pacem inter Ariminenses intrinsecos et extrinsecos 5 , et, cum eis omnibus, introivit Ariminum. i 

Item, eo anno, die dominico XVII mensis iullii, fuit magnum tonitruum, et sagitta fulgura 

30 percussit in canpanile sancti Petri de Faventia, ita quod plures lapides proiecit in terram, 

et de quadro, in quo erat lìxa crux, que erat in summitate dicti canpanilis ; ita quod dieta 

crux, cum pomo aureo, cecidit inferius die iovis tunc proxime sequenti, XXI mensis iulii. 

Item, eo anno, die iovis XXI mensis iullii, omnes illi de civitate Faventiae, qui erant 



Mitt., 300 



e. tiS r 



e. r/j v 



2. Aurioli, ubi fuit visum — 6. millia — 15. domini manca — io. alii consimiliter de populo - Nel ms, confinati 
redi fu cancellato. — 24. et etiam — 29. fulgure — 32. cum pomo a vite cecidit - tunc manca 



"facili quodam motu effuse dilatans, Consilia et coni- 
" munia civitatum Forlivii et Cesene ab omnibus penis, 
" sententiis et processibus contra ipsos per romanam 
" ecclesiam, eiusque legatos .... hactenus latis et habi- 

* tis. .. . absolvit „. Perciò Bonifazio, il 27 novembre 1296, 
lo richiamò, gli tolse la cappellania, e annullò tutte le 
assoluzioni, restituzioni, concessioni da lui fatte. Thei- 
ner, D; RuBEr, p. 491. 

1 Le Clarisse. Nel 1269 ebbero dal vescovo Iacopo 
la chiesa di S. Martino, abbandonata: "subinde deno- 
" minatae fuere s. Martini et sorores cellae seu loci fra- 

* tris Viviani „. Mitxarelli, 506. 

2 Una prima pace era stata trattata e conchiusa 
per opera di Malatesta da Verucchio, nel 12S7. V. p. 55. 

3 Tra le altre prescrizioni del legato, per il man- 
tenimento della pace, furono queste: " Curetur, ne aedi- 
" ficentur in posterum domus, substructione lilla ne fiat, 

* intra fines municipalibus legibus vetitos : aedificata si 



" qua fuerint, solo aequentur. Turres, et aedificium pro- 
" pugnaculi, aut valli speciem referens, in ipsis construen- 
" dis domibus, nemo excitet: qui aedifìcaverit, aliarum 
" aedium formam, altitudinemque ne superet. Domus 
" nimium nobiles ne extruunto, modo quae adsunt, de- 
" turbante „. Rubei, p. 488. Il legato abitava nella casa 
di Guido da Polenta, che fu tra le condannate alla de- 
molizione. 

4 Apparteneva a Bernardino de' conti di Cunio, 
"ac potius eius uxori,,. Nel 1338 l'arcivescovo Fran- 
cesco cede in enfiteusi ai conti di Cunio " domos, quas 
" ohm Marcus Michaelius venetus, Ravennae, regione 
" Gazii, prope S. Mamae portam tenuerat, a turri in 
" muro urbis constructa supra portam castri, portam 
" Gazam versus, ad portam usque Ursicinam „. RuBEr, 
pp. 4S9, 560. 

5 Inter Guidonem Polentanum, et Bernardinum, 
"Hostasium, ac Lambertum eius filios, Rodulfinum q. 



80 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1295] 



Mitt., 30J 



e. /io r 



e. 1/6 v 



ad confìnia de mandato domini comitis Romaniole, Faventiam redierunt unanimiter et con- 
corditer, et de voluntate ac licencia eiusdem domini comitis, et etiam potestatis et capi- 
tanei et ancianorum civitatis Faventie. 

Item, eodem millesimo ducentesimo nonagesimo quinto, indictione Vili, die martis secundo 
mensis augusti, una vox elevata fuit, in civitate Favencie, hominum dlcentium: "Ecce For- 5 
" livienses! Ecce Forlivienses ! „, quod non erat verum. Sed, occasione diete vocis, domini co- 
mites de Cunio et Manfredi, cum eorum sequacibus, fuerunt ad arma, et, cum armis, eques et 
pedes, venerunt in podio sancti Petri et etiam in platea' comunis: quibus auditis, dominus Maghi- 
nardus de Sosenana et dominus Guido Raulis et Acharixii, cum eorum amicis similiter, et armati 
eques et pedes, fuerunt in ipsa platea, iuxta sanctam crucem, et iverunt usque ad pedronem, qui 10 
est in media platea predicta, 'ibique fecerunt multa verba ex utraque parte; tandem, de licentia 
domini capitanei, utraque pars retrocessit, et fecerunt eorum serallia, ita quod una pars non 
posset subito currere super aliam; et sic ipsa nocte factum est. Demum, illucescente die mer- 
curii III augusti, dum predicti comites de Cunio et Manfredi, cum eorum amicis et guarni- 
mentis, que fecerant, congregati essent ultra pontixellum porte Ravegnane de Sancto Clemente ' 15 
et iuxta sanctum Ipolitum, destruxerunt stechatam civitatis, quasi partem dimidiam ab ilio la- 
tere, ad hoc ut eorum guarnimenta citius et liberius intrarent ipsam civitatem, et specialiter 
illi de Bononia, qui, ipsa die mercurii, venerunt usque Imolam in quantitate viii. c equitum, 
et vi.™ peditum ad Castrum Sancti Petri. Et ecce quod illi de parte Acharixiorum, nolcntes 
substinere tantam nequiciam, cum magnis vocibus dicentibus et clamantibus : a A luro ! A luro ! „ , 20 
cucchurrerunt versus portam Ravegnanam, irruentes in illos de parte Manfredorum et comi- 
tum, preliantes fortiter cum eis, accipiendo eis serallium, quod fecerant ad pontixellum 
porte Ravegnane, et postea ad pontixellum de Sancto Clemente, debeilantes et vulnerantes 
eos et expellentes extra civitatem Faventie. In qua expulsione mortuus fuit Manfredus de 
Marcanensibus, et multi, tam ex percussionibus, quam ex fuga et defectu pontis, suffocati sunt 25 
ultra l de amicis comitum et Manfredorum, relinquentes arma per canpos et fossata, et affu- 
gentes aliqui eorum versus Cunium, et alii versus Ravennani: et sic ipsa civitas Faventie 
remansit ad servicium sancte romane ecclesie contra ea, que dicti comites et Manfredi ordi- 
naverant, scilicet accipere ipsam civitatem et dare Bononiensibus 2 . Et, eadem die, similiter 



5-6. Faventie, quod non erat verum, hominum — 16. Ms. destruexerunt — 19. septem millia - et ecce manca 
volentes — 25. Ms. poti; nella stampa manca — 26-27. aufugientes 



" Roglelli, Reipubl. Ravennatis sindicum, eiusdem nomi- 
f ne Reipubl. ab una parte, et Guillelmum Traversarium, 
" Petrum eius filium, Albcricum, Hieremiam, et Franci- 
" scum Polentanos, Guidonis cognomento Ritii, filios : 
" Malvicinum Bagnacavallensem, Valcranum, Saladinum, 
" Honestinum, et Bartolinum Ilonestos, Vincentii filios, 
" atque Ioannem Duccm, item Honestum, qui exulabant, 
"ex altera.... Acta autem haec in agro sunt prope Ra- 
* vennam „. Rubei, p. 48S. 

1 La chiesa di s. Clemente era nel suburbio prima 
che Federico II prendesse la città. La porta Ravigna- 
na si chiamava anche porta del Conte. Animati, alla 
cronaca del Tolosano, p. 768. 

2 " Die martis secundo mensis augusti, indictione 
" Vili, tempore pontificatus Bonifacii pape octavi. Magni- 
" ficus et potens vir Maghinardus Paganus de Sossinnna 
" fecit et constituit Amorosinum notarium q. Amoris, prc- 
" sentem et mandata suscipicntem, suum procuratorem et 
" mmtium spetialem ad comparcndum et presentandum 
" nomine ipsius Maghinardi et prò omnibus eius compli- 
" cibus, sequacibus et amicis, coram nobili viro d. Nea- 
" poleone de Reate capitaneo civitatis Kavcntic prò 
.". donino comite Romandiolc, et ad protcstaadum et di- 



" ccndum eidem domno capitaneo quod domnus Maghi- 
" nardus et eius cfcmplices et amici volunt stare et obedire 

* mandatis ipsius capitanei et domni comitis Romandiole, 
" ac dictam civitatem Faventinam manutenere et defen- 
" dere prò posse eorum ad devotionem et fidelitatem 
" s. matris ecclesie contra Manfredos, scilicet Ugolinum 
" Buzzòlam et Franciscum, et comites de Cunio, scilicet 

* Rainerium, Bandesatum et Bernardum, et Henrighet- 

* tum de Rogatis, et eorum sequaces et complices, qui 

* portam Ravignanam civitatis Faventie iam occupave- 
" rant et abstulerant, et steccatum diete civitatis in ma- 
" gna quantitate iam destruxerant. et de foveis diete 
" civitatis jam splanaverant, et guarnimenta hominum 
" armatorum equitum et peditum cum banderiis et peno- 
" nibus induxerant in magna quantitate in civitatem 
" Faventie ; et quod dictus d. Maghinardus et sui com- 
" pliccs et amici parati sunt facere in predictos et circa 
" predieta prò s. r. e. et in servitio s. r. e. quoquomodo 
" vult et placet dicto d. capitaneo, quia paratus est dictus 

* Maghinardus et omnes sui amici sibi in omnibus obe- 
" dire, et ad recipiendum et acceptandum responsionem, 
" quam sibi procuratori faciet dictus d. capitaneus super 
" predictis, et generaliter ad omnia alia et sirgula sub 






[A. 1295] CIIRONICON 81 



e. 117 r 



eiecti sunt illi de parte Comitum' de Ravenna 1 , et inceptum fuit prelium in castro Tauxignani, 
quod per multos dies duravit; et, eadem die, similiter expulsa fuit pars Ghibillina de Brete- 
norio, ipsa vero civitate Faventie remanente in dominio domini Maghinardi et partis Acha- 
rixiorum et amicorum suorum, eiectis et expulsis Manfredis et comitibus de Cunio, qui ordi- 
5 naverant proditionem et mortem predictorum Maghinardi et Acharixiorum et domini Gui- 
donis Raulis et omnium amicorum eorum et sequacium, cum parte Geremiorum de Bononia. 

Item, die sabati XXI augusti, accensus est ignis maximus in terra Bagnocavalli, ita quod 
ipsa terra tota et domus et subpellectilia omnia sunt igne consunpta ; in quo igne v persone et 
porci multi et alie bestie et ultra nongente domus fuerunt, per ipsum ignem, penitus consumate. 

10 Item, eodem anno, die veneris XXVI mensis augusti, in mane tenpestive, fuit tenpus mi- e m v 

bilosum et pluviosum, et tonitrua multa et magna, et unum magnum tonitruum cum sagittis 
fulguribus, que percusserunt in canpanili ecclesie sancti Petri, perforando summitatem ipsius 
canpanilis,' proiciendo quadrum, quod erat in ipsa summitate, et canpanam magnarti proiecit mjtt., 301 
in fundo canpanilis, et aliam canpanam supra uno ligno et f enestra superiori ; runpendo etiam 

15 murum ipsius campanilis in pluribus locis versus podium sancti Petri, et maximum rumorem 
et fulgorem f adendo; ita quod gentes, que erant in ipsa ecclesia, plurimum timuerunt, et affu- 
gerunt propter dictum timorem. 

Supradictus vero dominus comes Romaniole potestas civitatis Faventie fecit suum vica- 
rium in dieta potestaria, videlicet dominum Anselmum de Sancto Laurentio de Canpania, qui 

20 intravit in ipso regimine die prima mensis septenbris. 

Item, eo millesimo ducentesimo nonagesimo quinto, indictione Vili, die iovis VI mensis e us t 
octubris, dominus Guilielmus Durantis episcopus mimatensis, electus comes provincie Romaniole 
et marchio in marchia Anchonitana per dominum Bonifacium papam, intravit provinciam Ro- 
maniole, et venit ad civitatem Arimini. Et, ea die, dominus Petrus archiepiscopus Montis 

25 Regalis, qui fuerat comes, separavit [se] de dieta provincia. 



1. comitum de Cunio, et eo die inceptum — ■ 8. suppellectilia - v manca — 10-11. in mane tempestavit et fuit 
tempus malissimum, et tonitrua multa audita sunt — 12. et fulguribus — 14. Ms. fenastra - rompendo, et — 17. ti-' 
morem manca — 18. vero manca — 21. eo anno — 2J. Ms. separavit de 

* obligatione honorum suorum. Actum in civitate Fa- " nardinus de Cunio, et Henrighittus de Rogatis et pre- 

* ventie sub porticu domus q. Nicolai Aspronis, presen- * dicti eorum sequaces occupaverant et invaserant, el- 
ibus etc. Et ego Galaranus Barasii de Florentia im- "occupare et invadere conabantur, et ipsam recuperas- 
"periali auctoritate notarius etc. „. " sent fugatis predictis, qui iam invaserant; in continenti 

• In nomine etc. die mercurii tercio mensis augusti. " dictus Maghinardus de Sussinana et Thaddeus de Ac- 

* Cum hoc esset quod Ugolinus et Franciscus de Man- * carisiis cum pluribus aliis suis amicis et sequacibus 
"fredis, Rainerius, Bandezatus et Bernardinus de Cunio " venerunt ad palatium communis Faventie, et presen- 
" et Henrighittus de Rogatis, cum eorum amicis et com- " taverunt se nomine suo et suorum sequacium et ami- 

* plicibus tam de civitate et de statu Faventie, quam * eorum coram ipso d. Neapolione, et resignaverunt ei 
" etiam de multis et variis locis provincie Romandiole u portam et civitatem Faventie recuperatane, et quod de 

* occupassent portam Ravignanam civitatis Faventie, et * dieta porta et tota alia civitate Faventie faceret quid- 
" eiecissent cusftfdes domini comitis Romandiole, qui " quid vellet prò honore s. r. e. et domini comitis Ro- 
" dictam portam custodiebant, et circa dictam portam " mandiole et suo; et offerendo se et suos sequaces et 
" se asseraglassent, et guarnimenta magna fecissent, et * amicos paratos ad omnia ipsius mandata et ad omnem 
" ibidem congregabant, et destruxerant steccata, belli- * honorem, devotionem et fidelitatem s. r. e. et domini 
" fredos et alia munimenta diete civitatis, et destruere * comitis Romandiole, et rogaverunt omnes notarios qui 
" conabantur, causa occupandi civitatem Faventinam et " ibi essent quod de predictis facerent publicum instru- 
" subtrahendi eam a fidelitate et devotione sancte matris " menturn. Que omnia dictus domnus Neapolionus gra-: 
"ecclesie romane et domni comitis Romandiole; et no- " tanter recepir, et grata et rata habuit nomine romane 
" biles viri Maghinardus Paganus de Sussinana, d. Guido "ecclesie et domini comitis de Romandiola. Actum 

Raulis, Thaddeus, Guido de Glauzano de Accarisiis " Faventie in curtili palatii communis diete civitatis, 

"cum eorum amicis et sequacibus -ivissent. de licentia, " presentibus etc. Et ego Nicola Rodulfi de Mevania etc. „. 

" voluntate et mandato d. Neapolionis vicarii d. comitis Mittarblli, 522; cf. Tonduzzi, pp. 339-41. — Tradussi 

x ' capitanei civitatis Faventie ad recuperandam dictam questi due docc. nell'opuscolo citato Fatti e scritti di 

"portam et dictam civitatem, quam predicti Ugolinus et Ugolino Buzzo la. 
"Franciscus de Manfredis, Rainerius, Bandezatus et Ber- l Cf. p. 39, n. 3. 

T. XXVIII (MlTTARELLl), p. II — 0. 



82 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1295] 



Item, die dominico XXIII mensis predìcti, venit idem dominus comes ad civitatem Cesene, 
ubi cum magno honore fuit receptus. 

Item, die iovis XXVII dicti mensis octubris, predictus dominus comes fecit parlamentum 
generale in civitate Cesene, ubi fuerunt anbaxiatores et sindici et procuratores omnium nobi- 
lumi et comitatuum provincie Romaniole ; et, in ipso parlamento, fuit firmatum quod ipse do- 5 
minus comes posset accipere trecentum milites expensis provincie. 
e. ns v Item, die martis XV mensis novenbris, idem dominus comes equitavit Bretenorium. 

Item, die dominico XX dicti mensis novenbris, supradictus dominus comes venit ad civita- 
tem Forlivii, ubi magnus honor fuit sibi factus. 

Item, die mercurii XXIII dicti mensis novenbris, venit Castrocarium, ibique stetit multis 10 
diebus. 

Item, die dominico XI mensis decenbris, idem dominus comes separavit se de Castrocario, 
ivitque Imolam, eundo per devia et non per stratam publicam; nec voluit intrare civitatem 
Faventie. 

Item, die XVIII dicti mensis decenbris, dominus Malatesta, cum parte sua de Arimino et 15 
guarnimentis magnis, eques et pedes, undecunque congregatis in civitate Arimini, expulit vio- 
lenter aliam partem de ipsa civitate, occidendo et vulnerando multos, inter quos mortuus est 
Ugolinus, qui dicebatur Cignatta, condam domini Parcitatis, et Mostacius et plures alii l . 



i. XXXIII. — 5. Ms. comitatum — 6. milites ad arbitrium — 15. XVI — 18. Cignus quondam domine 



1 Scamparono due figliuoli di Ugolino; ma furono 
dichiarati ribelli, ebbero confiscati i beni e le case di- 
strutte. Fu preso Montagna, del quale " il Mastin vec- 
chio e il nuovo da Verucchio Fecer.... mal governo „. 
Dante, In/., XXVII, 47. 

Il Tonini, avendo trovato, nelle cronache dell'Ano- 
nimo riminese e del Branchi, Parcitade caj>o de 1 Ghibel- 
lini riminesì vinto e scacciato nel 1295 dal Malatesta; 
avendo letto, nell'atto di sommissione de' Riminesi al 
papa (1278): Montagna quondam domini Parcitatis, e, nella 
protesta del 12 88, il nome di un Montagna de Parcitadis 
senza quondam ; giudicò dover distinguere Parcitade IV, 
padre di Montagna II e di Ugolino Cignatta, da un 
Parcitade V, padre, a suo giudizio, di un altro Mon- 
tagna, di un altro Ugolino, di Parcitadino e di Concor- 
dia nominati in un documento del 1299. Esso docu- 
mento è la sentenza, per la quale il sindaco delle mo- 
nache di s. Marino delle Abbadesse fu autorizzato a 
impossessarsi dei beni de' figliuoli ed eredi di Montagna 
e di Ugolino, già figliuoli ed eredi di messcr Parcitade 
dei Parcitadi ed eredi di Parcitadino loro fratello, per il 
valore di centoquaranta lire ravennati, che, ne' loro te- 
stamenti, Parcitade e Parcitadino, padre e fratello, ave- 
vano lasciate a Concordia suora di quel monastero. 

Osservo, prima di tutto, che capo de' Ghibellini 
riminesi, " antagonista di Malatesta da Verucchio „ non 
appare punto un Parcitade, bensì un Montagna. Sarebbe 
cosa davvero strana che di questo " famoso antagonista „ 
non ci serbassero memoria documenti e cronisti con- 
temporanei, nemmen quando dovremmo vederlo com- 
parire di fronte al suo emulo. All'atto del 1278 im- 
portava fossero presenti i capi delle due fazioni di Ri- 
mini: Malatesta fu testimone; invece di un Parcitade 
fu testimone Montagna del quondam Parcitade. Come 
'si spiega l'assenza del capo de' Ghibellini? Nel 1288 
il rettore di Romagna processò e condannò moltissimi 
1- minesi delle due parti, cosi Malatesta e Giovanni Ciotto 
e Molatestino, come Ugolino e Montagna. Contro il 



rettore, che accusarono di complicità con Malatesta, 
protestarono Ugolino e Montagna. Parcitade dov'era? 
Possibile non avesse avuto alcuna, benché menoma, par- 
tecipazione a' fatti, de' quali il rettore incolpava i ne- 
mici al pari de' congiunti di lui? Nel 1290 si combattè 
per le vie di Rimini; Montagna frenò, e mal gliene in- 
colse, i popolari; Malatesta penetrò a forza nella città: 
Parcitade che faceva? Aggiungasi che all'autorità del- 
l'Anonimo e del Branchi, scrittori tardi, si può bene op- 
porre quella di uno scrittore più vicino a' fatti del 1295, 
di Iacopo della Lana, dal quale non Parcitade, bensì 
Montagna è ricordato come grande in Arimino. Benve- 
nuto da Imola, poi, annota: "Fuit enim Montagna no- 
" bilis miles de Parcitatis de Arimino, princeps partis 
" ghibellinae „ ; il Rossi, che seppe molto della storia del 
secolo XIII, non fa cenno della prevalenza di Parcitade, 
bensì di quella di Montagna. Parcitade rimase ignoto 
anche agli annalisti di Cesena e di Forlì. 

È un fatto che nella protesta del 1288 si legge 
Montagna et Ugolinus filli domini Parcitatis; ma, con ciò 
solo, que' due non si dissero, come il Tonini affermò, 
figli di padre vivente: l'omissione dellW/w e del quondam 
non è rara nei documenti di quel tempo; anche nella 
sentenza del 1299 sono omessi più volte. Ma una cir- 
costanza non avvertita dal Tonini fa cadere tutto il suo 
ragionamento. Secondo lui, "dalla sentenza (del 1299) 
" apparisce che questi Montagna e Ugolino {questi della 
" sentenza) erano rimasti eredi di Parcitade lor pa- 
"dre. Ora i nostri Montagna II e Ugolino Cignatta, 
" per essere premorti al padre loro Parcitade IV non 
"poterono essergli eredi. Sicché è certissimo che i sog- 
" getti di questa sentenza sono tutt'altri che quelli .... 
" i quali ebbero parte nella disgraziata giornata di s. 
"Lucia del 1295,,. Ebbene: il Cantinelli, nel racconto 
della disgraziata giornata, nominando Ugolino Cignatta, 
ci fa sapere che il padre di lui era morto prima! Il Can- 
tinelli, solo cronista contemporaneo, è la sola autorità 
seria, cui si possa, in questo caso, prestar piena fede. 



[A A. 1205-1296] CHRONICON 83 



Item, dicto anno, die martis XX mensis decenbris, dictus dominus comes separavit se de e ita r 
civitate Imole, et equitavit ad civitatem Ravenne. 

Item, die XXIII mensis decenbris eiusdem anni, equitavit ad civitatem Arimini, ubi stetit 

multo tenpore, et separavit se de Arimino die dominico penultimo mensis aprilis, et ivit in 

5 Marchiani 

Item, anno Domini millesimo ducentesimo nonagesimo sexto, indictione nona, die martis «. no v 

XIII mensis marcii, dominus Maghinardus de Sosenana equitavit, cum aliquibus ex militibus 

et popularibus Faventie et suis fìdelibus, ad castrum Calamelli, et ibidem, dato signo, per vim 

10 et prelium atque fortiam, cepit castrum predictum; illi vero, qui erant in turri, salvis eorum 

personis, reddiderunt [ipsam similiter] 

Item, eodem millesimo ducentesimo nonagesimo sexto, indictione nona, die dominico primo e. 120 r 
mensis aprilis l , magnificus vir dominus Petrus Abbate marchionis de Feraria patruus et do- 

15 minus Galasius comes Montisfeltri et maxenata de civitate Aridi' convenerunt in unum in m 1tt ., 303 
civitate Faventie, una cum militibus et populo civitatis Cesene et Forlivii, et dominus Maghi- 
nardus de Sosenana cum suis fìdelibus, et dominus Anselmus potestas et dominus Napolione 
capitaneus civitatis Faventie cum militibus et populo civitatis eiusdem, et cum eorum guar- 
nimento undecunque congregato; dieta die, post prandium, pulsatis canpanis comunis Fa- 

20 ventie ad stirmtam, exeuntes civitatem Faventie per portam Imolensem, equitaverunt usque 
ad flumen Raseule seu Santerni 8 , quod est prope civitatem Imole, quod, propter inundationes 
aquarum et pluvias, multum erat latum et altum, ita quod transiri non poterat sine periculo 
personarum, eques vel pedes. 

Ex adverso autem, in civitate Imole, congregati erant quatuor millia pedites armati de 

25 Bononia, et multi alii, tam de Bononia, quam de comitatu Imole, et exteriores de Faventia 
et milites de quarterio porte Sancti Petri de Bononia et maxenata comunis Bononie 3 , qui 
omnes convenerant in ipsa civitate Imole. Et quam cito intellexerunt adversarios eorum esse 
super flumen, statim traxerunt ad renacium Imole, ad impediendum transitum predictorum. 
Decrescente itaque flumine supradicto, milites intraverunt ipsum flumen, et faciebant quasi 

30 unam clusam in aqua, ita quod populares, per ipsam aquam, sicut melius potuerunt, transi- 



3. eiusdem mensis decembris: Ms. eiusdem anni - et stetit — J-ii. Mancano due terzi della carta, forse fin 
dal sec. XV, perchè gli Ann. Forliv. non aiutano a colmare queste lacune. Delle parale ipsam similiter restano solo 
i segni di abbreviazione. — 9. Ms. dato silio — 20. stirmittam — 21. seu Sanctolini — 22. pluvias multas 

Che se Parcitade non fosse morto prima di quel tri- " petivit ab eo, quid factum esset de Montagna. Cui iste 

ste giorno di dicembre, come si spiegherebbe il non tro- "respondit: — Domina, est sub fida custodia ; ita quod 

vario ricordato nella condanna, fulminata contro tutti * si vellet se suffocare, non posset, quam vis sit iuxta 

gli altri della sua famiglia e della sua fazione, che " mare. — Et dum iterum et iterum peteret, et repli- 

fu, con tanta solennità, registrata nello statuto? Nella "caret, dixit: — Certe dubito quod nescies ipsum cu- 

condanna, che colpì i più giovani rampolli, Parcita- * stodire. — Malatestinus, notato verbo, fecit Monta- 

dino figliuolo di Montagna, Giovanni e Galassino u fi- " gnam mactari cum quibusdam aliis „. 

gliuoli di Ugolino Cignatta „ (Tonini, III, p. 176), 1 Ma già il 16 marzo Guglielmo Durante aveva 

perchè non sarebbe stato compreso il vecchio parti- avvisato i Bolognesi " quod adversarii magnum parant et 

giano, il capo della famiglia? E si noti: Galassino non "congregaut de peditibus et equitibus guarnimentum, et 

doveva avere molti anni, giacché il rettor di Roma- * sicut dicitur celeriter sunt venturi ad faciendum in 

gna Massimo di Piperno l' affidò alla custodia de' frati " Provincia, et specialiter in Imola, novitatem „. Ghi- 

minori di Rimini (Tonini, CLXXXI). Infine, se la rardacct, p. 333. 

tradizione ha valore, Benvenuto, il quale attinse alla 2 " Flumen Santerni sive Rasiule „ ; Fantuzzi, III, 

tradizione, rappresentandoci i timori di Malatesta, mo- p. 217. "R asina pigra,,; Marziale, Ep., Ili, 67. 

strandoci in qua! modo il " Mastin vecchio „ aizzò il 3 " Iverunt quatuor millia pedites civitatis Bononie 

■ Mastin nuovo „ a disfarsi di Montagna, dimostra pure u Imolam, cum centum equitibus et quibusdam militibus 

che quest'ultimo doveva, e poteva essere pericoloso : u de Bononia, ad custodiam diete civitatis prius tradite 

" Quem (Montagnam) captum cum quibusdam aliis Ma- " a comite Romaniole in custodiam comuni Bononie „. 

" latesta tradidit custodiendura Malatestino filio. Postea Chron. bonon. Era nodestà di Bologna Iacopo del Cassero 



C. 120 V 



84 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1296] 



». in r 



C. 121 T 

Mitt., 304 



e. 122 r 



rum fecerunt. Quam cito vero illi Bononienses viderunt illos transisse, statim terga vertentes 
in fugam conversi sunt, et, illis intrantibus civitatem Imole, multos ceperunt, et vulnerati sunt 
plurimi et Occisi: in platea vero civitatis Imole multis ex ipsis Bononiensibus congregatis, 
dum non possent substinere impetum illorum, reduxerunt se in pallacio comunis Imole, ubi 
fuerunt inclusi. Et tandem, dum non possent ibidem se tenere propter ignem, qui positus fuit 
ad ipsum pallacium, reddiderunt se predicto domino Maghinardo, et 6ic omnes capti fuerunt, 
et dicitur quod bene fuerunt capti duo millia et ultra de illis, qui erant tunc in ipsa civitate 
Imole *. Et sic ipsam civitatem ad suum dominium habuerunt 2 , et inforciaverunt, facientes f oveas 
et stechatam. Et redierunt in ipsam civitatem pars Ghibellinorum de Imola et Alidoxius et 
Litus eius frater, cum amicis ipsorum. Similiter etiam et Duciam acceperunt et inforciaverunt. 10 
Et electus fuit potestas Imole dominus Caca de Castello nobilis et potens vir 3 . 

Eoque tenpore comune Cesene, comune Forlivii et comune Faventie et Imole, comune 
Bagnacavalli, exteriores de Ravenna, de Arimino et de Bretenorio, cum eùrum amicis, fece- 
runt societatem cum domino Acone marchione de Ferraria, et cum comune Mutine, Regii, 
et Ferarie, et parte Lanbertaciorum de Bononia, et, sicut intera eos extitit ordinatum, su- 15 
prascripta die prima mensis aprilis, idem dominus marchio, cum maximo guarnimento, infor- 
ciavit castrum Vignole, castrum Bacani, castrum Savignani et castrum Spilanberti, que sunt 
in confinibus inter Bononienses et Mutinenses, in comitatu Mutine positos. 

Eo tenpore, occasione predictarum novitatum,' que acciderunt in civitate Imole, catanei 
de Sassadello comitatus Imole dereliquerunt ipsum castrum propter timorem domini Maghi- 20 
nardi, et comites de Cunio similiter dereliquerunt castrum Cunii. Et dictum castrum Sas- 
sadelli conbustum fuit et destructum per fìdeles dicti domini Maghinardi, et dictum castrum 
Cunii spanatum fuit per comune Faventie. 

Item, eo tenpore, domini comites de Castrocario, volentes redire et morari in domibus 
eorum, que erant in roccha et girone de Castrocario *, que comites Romaniole eis acceperant, 25 
et in ipsis erant custodes positi per ipsum comitem Romaniole, cum auxilio comunis et ami- 
corum suorum de Forlivio et Faventia, fecerunt exercitum supra dictam rocham et gironem, 
et, cum manganis et preliis, per forciam, acceperunt ipsam rocham et gironem et obsides, qui 
erant ibi; et hoc fuit die iovis tercio mensis maii, anni domini M.CC nonagesimo sexto. 

Item, eodem anno, die , dominus Maghinardus Paganus de Sosenana electus fuit ca- 30 

pitaneus populi civitatis Faventie, a dieta die in antea, usque ad kallendas augusti, et a kallen- 
dis augusti in antea, usque ad unum annum. 



i. vero manca - Ms. transsìsse — io. amicis eorum — II. vir manca — 12-13. Aggiunto a pie di pagina da co- 
mune Bagnacavalli sino a Bretenorio — 13. cum comune Mutine ecc. aggiunto nel margine — 21. Cunium — 25. ac- 
ceperunt — 26. auxilio comitis — 30. die manca: la data fu lasciata in bianco nel ms. — 31. et in kal. 



1 " Et dum ibi essent venit Maghinardus cum gente 

* marchionis Extensis, et cum aliis sequacibus suis, et 
" ceperunt terram, et multos de dictis peditibus ceperunt 

* et plures dimiserunt ire, acceptis eis armis et multi re- 

* tempti et postea per pecuniam dimissi „. Caroti, botto». 
Un elenco di morti e di prigionieri bolognesi dà il Gin- 

RARDACCI, p. 334. 

2 II giorno 1 1 aprile Guglielmo Durante raccon- 
tava: "Novissime quoque collecto exercitu copioso tam 
" de provincia quam etiam aliunde, civitatem Imolen- 
" seni, quae est Romanae ecclesiae.... specialis, hostiliter 
" invascrunt, illam occupando et cives illius atque sti- 
" pendiarios et alios fìdeles Ecclesiae, inibi prò custodia 
" civitatis eiusdem mandato nostro degentcs, inde fu- 

* gando, quam plures ex illis occidendo, capiendo et in 
" diris privatis carceribus detendendo, et olii crudelissi- 
" mis extorsionibus variisque contumeliis et iniuriis in 
" personis et rebus inhumanitcr afligendo, non parcentes 



"sexui vel etati; inauditas rapinas, variaque sacrilegia in 
" ecclesiis et monasteriis, in personis et rebus, et in locis 
" tam prophanis quam ecclesiasticis adulteria insuper et 
" mulierum oppressiones committendo „. Gli autori di 
questi e di altri innumerevoli eccessi e delitti, citati a 
comparire innanzi al conte, in Rimini, dentro dieci 
giorni, protestarono il 20 aprile di non poter ubbidire, 
perchè in Rimini dominavano i Malatesta e i loro seguaci 
" capitales inimici civitatis et communis Faventie et 
" singularium personarum superbis nominatarum „. Il 
26 aprile il conte scomunicò i contumaci. Tonini, 
CLXXVII; Fantuzzi, III, LXXXXVII. 

3 Autore dell' " exceliente ballata „ Poi a natura 
umana. Canz. Chigiano, 59. 

* V. la descrizione e i disegni della * maschia e 
" antica rocca in sesto di rettangolo irregolare „ nella 
Illustrazione slorica delPantieo castello di Castrocaro di 
D. G. Mini, Modigliana, 1889. 



[A. 1296] 



CHRONICON 



85 



Item, eodem anno, die veneris XI mensis maii, comune Faventie ivit et fecit exerci- 
tum generalem supra castrum Bachagnani, quod erat Francisci de Manfredis, fecitque ibidem 
edificari tres manganos et castella et vias cohopertas ad expugnationem ipsius castri ; stetitque 
ibidem exercitus xvi diebus. Tandem illi, qui erant in ipso castro, venerunt ad mandata 
5 comunis Faventie et domini Maghinardi capitanei diete civitatis, et, salvis eorum personis et 
rebus, quas portare pòtuerunt, rediderunt castrum comuni Faventie, quod fuit destructum 
et splanatum. 

Item, eo anno, die dominico III mensis iunii, post nonam, fuit magna et gravis ten- 
pestas, que destruxit multa bona in comitatu Imole et Faventie, et fuit grossa sicut unus 

10 ovus et plus. 

Item, sub eodem anno, die mercurii VI mensis iunii, sicut fuerat ordinatum, dominus 
Aco marchio Estensis, cum militibus et popularibus Mutine et Regii, et maxenatis suis mi- 
litum et peditum, equitavit in comitatu Bononie ' ad terram, que vocatur Crespelanum 2 , et 
misit suos curritores veniendo versus Bononiam usque ad burgum Panicalis 3 . Ex alia parte 

15 dominus Franciscus frater predicti dòmini marchionis, cum comuni et hominibus Ferarie et 
eorum exforcio, equitaverunt in comitatu Bononie ad terram Peole et ad Altedium 4 et per 
illas contratas, incendendo et cònburendo domos, et capientlo homines et boves, et muka dan- 
pna inferendo. Item, ex alia parte, dominus comes Galixius de Montefeltro et dominus Ma- 
ghinardus Paganus de Sosenana capitanei generales guerre, cum eorum exforcio de Cesena, 

20 Forlivio, Faventia et Imola, equitaverunt in comitatum Bononie, supra castrum Sancti Petri 
ad terras Lignanum,' Vidrianum, Fraxenetam et Galegatam B , cònburendo domos per illas con- 
tratas, et capiendo oves et boves et homines et frumentum, et etiam ad terram Medicine 
et per illas contratas; ita quod dictum' fuit tunc quod bene fuerunt conbuste ultra duo 
millia domos, in illa die mercurii, per comitatum Bononie. 

Item, eodem anno Domini millesimo ducentesimo nonagesimo sexto, indictione nona, die 
lune XVIII mensis iunii, post terciam, unus nuncius venit ad dominum Maghinardum Paganum 
de Sosenana capitaneum populi civitatis Faventie, qui sibi retulit quod inimici ipsius domini 
Maghinardi abstullerant sibi, f raudulenter et per proditionem, castrum Stif unti 6 ; qua de causa 
idem dominus Maghinardus statim clamavit ad arma et equos, et, pulsata canpanella militum 

30 civitatis Faventie, versus partes illas viriliter equitavit, inveniendo iuxta dictum castrum 
Stif unti fratrem suum Paganum cum maxima quantitate hominum fidelium suorum; et, ex 
multis partibus,' ibidem fecit exercitum congregari. Scivit enim quod inimici sui, qui vene- 
rant ad auferendum ipsum castrum, occiserant Ugolinum 7 , cui dicebatur vulgariter Abate, 
fratrem naturalem ipsius domini Maghinardi, et plures alios, qui cum eo erant ad custodiam 
dicti castri. Verum, congregato exercitu, et circundato ipso castro ita et taliter quod illi, qui 



25 



35 



2. de Manfredi — 16. Perle — 19. capitaneus generalis — 23. combuste fuerunt 
runt — 32. exercitum fecit — 33. ad offendendum ipsum — 34. ipsis D. 



24. domus — 28. abstule- 



C. 122 v 



e, 123 f 



MiiT., 30} 



e. 123 v 



1 I Modenesi " oltre il Panaro, et la Muzza nel 
" territorio, et distretto di Bologna facevano sterpate, 
" et cavamenti in grave danno et pregiudicio del com- 

* mune di Bologna „. I Bolognesi fecero intendere al 
marchese Azzo che nel territorio di Bologna non dovesse 
egli, né i Modenesi " fare alcuno lavoriero „ ; ma egli 
" ciò poco mostrando stimare, seguitava l'opera princi- 

* piata „. * Di qui ebbe principio lo sdegno fra il mar- 
" chese Azzo et Bolognesi „. Ghirardacci, p. 332. 

2 Comune del circ. di Bologna, a occidente di questa 
città. * Iste sunt terre quarterii porte Nove et porte 
" Sterie designate .... Ultra Lavinum a sfrata superius : 
" Crespellanum ...... Savioli, III, DXLV. 

3 Comune del circ. di Bologna, tra questa città e 
Crespellano, " ultra Renum subtus stratam „. Savioli, ivi. 



4 Frazioni del com. di Malalbergo nel circ. di Bo- 
logna. 

5 Frazioni di Castel S. Pietro, alla sinistra del Sii- 
laro. " Iste sunt terre quarterii porte Ravennatis contri- 
" bute ultra Idicem subtus et supra stratam .... Vidriano, 
" Galegata . . . . Frazzeneto . . . . „. Savioli, doc. ai. 

6 Settefonti, frazione di Casola Valsenio. "In dicto 
* comitatu (Imolaé) in montibus, V. Stifunti et S. An- 
" dreae in qua s. fòcul. LVII „. Descr., p. 8. 

7 Pare si debba intendere che a Maghinardo fu 
portata la triste notizia, ma non che Ugolino fosse mor- 
to: infatti, nel 1302, quando Maghinardo, dettò il testa- 
mento, * Ugulino fratri suo naturali reliquit castellum 
" Gamberaldi et tumbam in schola S. Martini in Gat- 
" taria ;; . Mittarelli, p. 530. 



86 



PETRI CANTINELLI 



[A. 1296] 



10 



intraverant ipsum castrum, nequaquam exire poterant sine periculo personarum; stetit ibidem 
exercitus usque ad diem proxime subsequentem XX mensis iunii, et, ordinato prelio, ipsa 
die, post prandium, per vim et prelium maximum, captum fuit, et omnes, qui erant in ipso 
castro, fuerunt capti et mortui. Et fuerunt mortui undecim, et capti xxxnn or , inter quos mor- 
tuos occisus est gladio Conolus fìlius dominis Ugonis de Sassadello et.... 

». t»4 r Item, eo anno, die dominico XV mensis iullii, equitaverunt milites et populares de Ra- 

venna et de Cervia et de Arimino et de Bretenorio, cum multis militibus eorum amicis de 
Marchia, venientes ad civitatem Forlivii; nam comune Forlivii erat tunc in exercitu super 
Castrumnovum l , et fecerunt desrrui de stecata et splanari de ripa civitatis Forlivii, ita quod 
equites et pedites intrare possent ad occupandam ipsam civitatem; et multos occiserunt, inter 
quos fuerunt mortui dominus Thedericus de Ordelaffis et dominus Iohannes de Argoglosiis. 
Ad dictum vero rumorem traxerunt Scarpetta 2 fìlius olim domini Thebaldi de Ordelaffis et 
multi alii, et dominus Maghinardus et dominus comes Gallasius, qui, cum dicto exercitu, 
separabant se a dieta offensione et veniebant Forlivium, ita quod ipsam civitatem recupe- 
raverunt, et expullerunt prefatos Ravennates et illos, qui cum eis venerant; et multi capti 15 

...24v sunt' et occisi, et occisi fuerunt dominus Rainerius de Calbulo 3 , Iohannes eius frafer et 
multi alii. 

Item, eo anno, millesimo ducentesimo nonagesimo sexto, indictione nona, die sabati primo 
mensis septenbris, intravit regimen potestarie civitatis Faventie dominus Marchixinus 4 fìlius 
domini Ioannis de Argoglosiis de Forlivio, prò sex mensibus. 

e i2j r Item, eodem anno, die dominico XXIII mensis septenbris, dominus Maghinardus de Sose- 

nana capitaneus generalis, cum milicia et populo civitatis Faventie et Forlivii et Imole, et 
congregatis amicis suis, die martis tunc proxime subsequenti, equitavit ad Massam Lonbar- 
Mitt., 306 dorum, ibique positum fuit exercitum gene'ralem, in quo exercitu fuerunt quatuorcentum mili- 
tes domini Aconis marchionis Ferarie; et stetit exercitus ibidem vili diebus continuìs. 

Interim vero supervenit in civitate Faventie novus comes provincie Romaniole per ro- 
manam ecclesiam, videlicet dominus Maximus de Piperno, frater carnalis domini Petri de 
Piperno cardinalis apostolice sedis legati, qui dominus comes mandavit ut dictum exercitum 
separari deberet, et misit ad ipsum exercitum marischalchum suum, dieta occasione, die martis 
secundo mensis octubris: qui comes intravit Faventiam die iovis XXVII septenbris. 

e. 125 v Et, dieta die martis, milites et populares civitatis Bononie equitaverunt Imolam, et, per 

vim, acceperunt et intraverunt burgum porte Alonis, eundo versus portam civitatis ipsius 
cum curribus et plaustris super, in quibus habebant pontes constructos de assidibus de abbete 
denodatos cum feramentis, causa proiciendi supra foveam civitatis, et super ipsis intrare 
debebant, et ipsam occupare; tamen hoc facere nequerunt, immo aliqui ex eis mortui sunt 35 
et capti. Ipsi vero Bononienses nequiter spoliaverunt locum sororum sancti Stephani, qui erat 
in dicto burgo, bonis omnibus suis et alienis. Tunc enim nova de eis transmissa fuerunt ad 



20 



25 







5. Altro nome non fu scritto. — 16. et Iohannes — 20. Superbi; ma questo nome fu cancellato nel ms. -^""£3-24. 
Lombardam — 25. et D. Azo marchio Ferrane — 26-27. Romaniole Romane ecclesie — 27. frater naturalis — 
28. qui dictus comes — 29. ad dictum - dieta de causa. — 31-32. et plures acceperunt — 35. nequiverunt — 37-p. 87, 
1. 1. tunc enim.... exercitum 



1 "Situm.... in quodam monte valde alto, in quo 
" est fortalicium seu roccha „. Nel 137 1 vi amministrava 
la giustizia il podestà di Meldola. Descr., p. 44. Ora 
Castelnuovo è frazione di Teodorano, e " la parrocchia 
" vicina di S. Maria di Castelnuovo fa parte della diocesi 
"di Bertinoro „. Robetti, p. 182. 

2 Più tardi ebbe il dominio della città di Forlì. 
Per le probabili sue relazioni con Dante, v. Barbi, Sulla 
dimora di Dante in Forlì, nel Bull, della Soc. dantesca 
italiana, n. 8. 

3 Non s'intende perchè il Cobelli, p. 90, ritar- 



dasse al 1315 la morte di Ranieri, e al 1296 notasse che 
"li forlovesi amacioro Raimondo e Zohanni da Cal- 
" boli „. 

4 " Messer Marchese ch'ebbe spazio Già di bere a 
" Forlì con men secchezza E si fu tal che non si senti 
"sazio,,. Dante, Purg., XXIV, 31. "Quando misser 
" Marchese de Arigogliose intese che Cecco Ordelaffo 
" avea facto impiccare tancta gente forlovesa e de soi 
" parenti Arigogliose, s'ebbe per mala novella; e per ira 
" e disdengno grande el dicto misser Marchese s'amalo, 
"e de quello morì, (jii6). Cobelli, p. 95. 



[AA. 1296-1297] CHRON1CON 87 



exercitum supradictum ; et illi de exercitu levaverunt canpum ipsa die martis, et, factis 
aciebus, tam militum quam peditum,' viriliter et potenter Imolam perexerunt, ea intentione e ,»b r 
et animo preliandi cum Bononiensibus memoratis, si eos invenissent; sed ipsi iam, hospite in- 
salutato, recesserant, reliquentes currus et scutus et multas res, que illue portaverant; que 
5 omnia fuerunt eis obprobrium senpiternum. 

Item, die , dominus Petrus de Piperno cardinalis, apostolice sedis legatus, intravit 

civitatem Bononie. 

Item, die sabati XX mensis octubris, dictus dominus Maximus comes Romaniole sepa- 
rava se de civitate Faventie insalutato hospite, dicendo quod ipse ibat causa venandi, et ivit 

10 Ravennam, que civitas Ravenne rune inimicabatur civitatibus Faventie, Forlivii, Cesene et 

Imole.' Et dominus Petrus de Piperno cardinalis, legatus apostolice sedis, qui erat Bononie, e, i»t> v 
separavit se de ipsa civitate, tunc et ivit Florentiam. 

Item, eodem anno, die martis VI mensis novenbris, nobilis vir dominus Maghinardus de 
Sosenana capitaneus civitatum Faventie et Imole, cum quatuor centum militibus armatis et 

15 duobus millibus peditibus bonis et bene armatis lanceis longis, equitavit versus civitatem Fe- 

rarie, et ivit Mutinam in auxilium domini marchionis Aconis; occasione quoniam comune' Bo- e. ^? r 
nonie, cum toto suo exforcio, equitavit, et posuit exercitum supra castrum Bacanum, quod fece- 
rat inforciari ipse dominus marchio, in districtu et comitatu Mutine. Et in ipso castro erant re- 
clusi iv c equites et mille pedites : tandem, quia illi de dicto castro non habebant victualia, immo 

20 oportuit eos comedere carnes equorum tribus diebus, salvis personis et rebus eorum, reddi- 
derunt castrum comuni Bononie; et hoc fuit die sabati XXIV novenbris. 

Item, die mercurii XIV mensis novenbris 1 dictus dominus comes Romaniole, qui erat 'Ra- d'Ubar. t $ 
venne, cum toto suo exforcio de Arimino et de Marchia et Ravenna, militum et peditum, 
transitimi fecit desuptus Imolam, et torsit in auxilium Bononiensium. 

25 Anno a nativitate Domini nostri Ihesu Christi, millesimo ducentesimo nonagesimo septimo, e 127 v 

indictione decima, die veneris XXVIII mensis decenbris, illustris vir dominus Galasius comes 
Montisfeltri et dominus Maghinardus Paganus de Sosenana, capitanei generales in provincia 
Romaniole prò civitatibus Cesene, Forlivii, Faventie et Imole, Castrocarii et Bagnacavalli 
et eorum sequacibus et consortibus, et anbaxiatores solenpnes predictorum locorum iverunt 

30 ultra Paudum, ad parlamentandum et habendum coloquium cum illustri et magnifico viro 
domino Acone marchione extensi, super tractandis et ordinandis eorum factis et negotiis 
et amicorum suorum, et redierunt die lune ultimo decenbris. 

Item, eodem millesimo ducentesimo nonagesimo septimo, indictione decima, electus fuit e. us r 
nobilis vir dominus Ugoconus de Facola 2 capitaneus generalis guerre prò civitatibus Cesene, 

35 Forlivii, Faventie et Imole, et earum sequacibus, et venit ad civitatem Forlivii die XXI men- 
sis februarii, et sequenti venit Faventiam, et eadem die ivit Imolam. 

Item, sub eodem millesimo, die veneris primo mensis marcii, intravit regimen civitatis 
Faventie, prò sex mensibus, dominus Ordellaffus de Ordellaffis de Forlivio. 

Item, eodem anno, die iovis secundo mensis maii, suprascriptus dominus Ugoconus de e. ias v 

40 Facola capitaneus generalis, dominus Ordellaffus potestas Faventie et dominus Maghinardua 
capitaneus Faventie et Imole, cum militibus et peditibus et guarnimento eorum, equitaverunt 
ad terram Lugi comitatus Imole: et statim, ipsa die, inceperunt inforciare castellare vetus 
Lugi; ipsum castrum Lugi, magnis foveis et cum bona stechata, inforciaverunt et munierunt 



1. venerunt in campum — 3-4. sed ipsi cum exforcio et exercitu toto recesserant — 4. scutos - ibidem por- 
taverant — 6. La data non fìt scritta. — 8. die.... sabati — 9. et dicendo - causa itinerandi. Ann. Forolivienses : 
dicendo se velie ire Venetias — 15. lancetis; ms. alanceis — 16. Il periodo, dopo comune, continua e finisce nella pagina 
seguente. — 22-23. Cum commune Ravenne — 23. exforcio itinerando et de Marchia — 24. fecit super - et auxit auxi- 
lium Burgiensium — 27. Ms. Sosenanana 

1 II 17 novembre Guido da Montefeltro vestì l'abito 2 Di Raniero. Con», suo fratello Ribaldo era stato 

di S. Francesco. Ann. Caesenales, ni 4. colpito dalla condanna di Guglielmo Durante nel 1296. 



88 



PETRI CANTINELLI 



[AA. 1297-1298] 



C. HO r 



C. 120 V 

Mitt., 308 



e. 13* r 



ad honorem summi pontificis et sancte romane ecclesie et domini archiepiscopi Ravennatis. 

Item, eodem anno, die dominico XII mensis maii, supradicti domini, cum eorum exforcio, 
equitaverunt ad civitatem Imole, ibique congregaverunt magnam quantitatem equitum et pe- 
ditum, et, die lune sequenti, equitaverunt versus Castrum Sancti Petri in comitatu Bononie 
usque ' ad S. Stephanum in Quaterna \ et supra stratam usque ad Varegnanam 2 , capientes om- 5 
nes homines et aliquos occidendo, et predam magnam bestiarum Imolam conducentes. 

Demum, die martis tunc sequenti, venit maxenata civitatis Aricii in quantitate equitum 
ducentorum proborum virorum, et etiam dominus Galasius comes Montisferetri capitaneus 
civitatis Cesene, cum militibus ipsius civitatis et bona quantitate peditum, similiter et de For- 
lì vio et comites de Castrocario, in civitate Imole congregantes. Illi vero de Bononia, tam 10 
milites quam populares, venerunt ad Castrum Sancti Petri, ibique castrametati sunt. 

Item, die mercurii tunc sequenti, equitavit predictus Maghinardus, cum quantitate mili- 
tum et peditum, ad locum, ubi dicitur Aquavia 3 ; et castellare antiquum, ubi erat plebs 
Aquavie, fecit infortiari de bonis fossis et stechatis, posuitque ibi equites et pedites ad custo- 
diam faciendam, ad hoc' ut comune Bononie non haberet viam ad mittendum subsidium illis, 15 
qui morabantur in castro Masse Lonbardorum. 

Item, die veneris sequenti tunc, suprascipti domini capitanei, cum tota eorum gente in ci- 
vitate Imole congregata, equitum, peditum et balisteriorum, exeuntes ipsam civitatem, pere- 
xerunt versus Castrum Sancti Petri, ubi erant populus et milites civitatis Bononie, feceruntque 
tres acies militum et peditum, et unam fortem et bonam aciem, quam antecedere fecerunt ad 20 
incipiendum prelium cum predictis. Miseruntque nuncios suos ad Bononienses quod parati 
erant preliari cum eis in bello, qui penitus renuerunt, et posuerunt acies eorum usque ad lo- 
cum, ubi dicitur Tuscanella 4 , et trunbatores et tanburellos ire fecerunt [usque ad flumen 
Selaris 5 , ubi Bononienses castrametati erant, et ibidem castra posuerunt ad occasum solis : 
quibus omnibus sic pcractis, supradicti Romandioli, revolventes acies eorum, magnifice cum astu- 25 
ita, Imole rediere. Quod ad dedecus et verecundia?n Bononiensibus successmn extilit] 

[Item, anno domini M.CC.LXXXXVIII, Malvixinus 7 comes de Bagnacavallo equitavit cum 
sua forcia, cques et pedes, in comitatu Imolae, et fecit magna incendia domorum et albergo- 
rum, -prof ter inimicitiam, quam habebat cum comitibus Cunii. Et venit ad castrum] 30 

quod castrum erat comitis Alberici de Cunio, et ibidem fecit dari magnum prelium, et, in 
ipso prelio, vulneratus fuit Raulis filius domini fratris Canbraxini de Canbraxiis 6 cum una 
lancea in cossa, ita quod, ex dicto vulnere, mortuus est. Et tunc illi de Lugo occur- 
rerunt in servicium dicti comitis Alberici, et eiecerunt dictum Malvixinum et quos cum 
eo erant, ita quod multi de suis mortui fuerunt et vulnerati et capti. Et dictus Raulis se- 35 
pultus fuit, die iovis XVI ianuarii, apud locum fratrum Predicatorum de Faventia; occasione 
cuius mortis, et propter dolorem et angustiam, quam habuerunt homines de Faventia, multi 



i. et B. archiepiscopi — 2. eodem die dominio — 7. Aritii, et — 9. ipsius civitatis Cesene et - similiter de 
— 13. erant populares. Ms. plebea — 17. tunc manca — 22. quod penitus — 33. Qui manca una carta almeno; 
il Mittarelli tolse il J>asso da usque a solis dagli Ann. Forolivienses. — 30. Gli Ann. Forol. non danno il nome del 
castello. — 33. in costa 



1 Quaderna è fraz. del com. di Ozzano dell'Emilia. 

2 A breve distanza da S. Pietro d'Ozzano, a sud-est. 

3 Ora Cantalupo -fiume, fraz. del com. d'Imola, 
" situata in pianura presso la sponda destra del Sillaro, 
"otto chilometri al nord della città „. Rosetti, p. 164. 

4 Tra Castel S. Pietro ed Imola, a sinistra del tor- 
rente Sabbioso. 

5 Che passa ad oriente di Castel S. Pietro. 
« Fratello di Tebaldallo. V. p. 8, n. 2. 

7 Malvicino di Azzolino (1282-1305) "qui suo tem- 



* pore comes Bagnacavalli existens, usua est ad instar 
" suorum predecessorum omni iurisdictione in castro ilio 
"et eius districtu, adeo quod xxiv homines suspendit 
" uno die „. Da una carta del 1330, riassunta dal Bal- 
duzzi, Bagnacavallo e i conti di Cunio, negli Atti e Mem. 
cit.y S. 2 a , II, 1S76, p. 90. La figliuola di Malvicino, Ca- 
terina, che sposò Guido Novello da Polenta, concesse il 
benefizio di S. Maria in Zanzanigola a Pietro di Dante 
Alighieri. Ricci, L'ultimo refugio di Dante Alighieri, 
Milano, Hoepli, pp. 138, 416. 



[A. 1298] 



CHRONICON 



89 



vestiti sunt vestibus lugubribus, ostenclentes dolorem esse vehementem de morte ipsius. Et 
multe gentes et nobiles de Forlivio et de Cesena et de Imola et de comitati! Imole, et 
Lanbertacii, qui tunc morabantur Imole, et de multis aliis contratis, tunc, illis diebus, vene- 
runt Faventiam ad lugendum mortem dicti Raulis; et bene fuerunt ultra l. boni viri, qui se 
5 dictis vestibus lugubribus induerunt, inter quos fuit dominus Maghinardus de Sosenana et 
Octavianus eius gener *, filius condam Ugolini de Sinno de [Ubaldinis] 2 . 

Item, anno Domini millesimo ducentesimo nonagesimo octavo, indictione XI, die vigesimo e. 132 * 
mensis maii, comes Coradus de Montefeltro 3 , filius olim comitis Dadei de Montefeltro, occisus 
fuit et frustratus a fidelibus suis, in castro suo, quod vocatur Petra Rubea 4 , et, cum eo, occisi 

10 sunt frater ipsius Coradi dominus Philippus, et unus filius et una soror ipsius Coradi occisi 
sunt 5 . 

Item, eodem anno, die mercurii XVIII iunii, equitaverunt milites et populares civitatis 
Faventie ad civitatem Imole, prò eo quia Bononienses venerunt iusta Imolam, causa fa- 
ciendi guastum. 

15 Item, eodem anno, milites de Imola et de Lanbertaciis Imole commorantibus, in quanti- 

tate ce, equitaverunt versus Castrum Sancti Pauli 6 , die veneris III iulii, ad insultandum 
et danpnifìcandum quosdam homines, qui segabant in pratis, et equites, qui ad eorum custo- 
diam fuerant deputati; et accidit' quod ipsos inventos viriliter insultarunt, et in fugam con- e. 133 r 
verterunt eosdem, occidentes ex eis v, et duas equas accipientes eisdem. Et, in eorum 

20 reditu, rumor insonuit ad Castrum Sancti Petri, ubi erant maxenate comunis Bononie in quan- 
titate equitum iv. c , qui, statim ascendentes equos ipsorum, cucurrerunt contra Lanbertacios, 
et, dum fue'runt supra flumen Idicis, subtus stratam per duo milliaria, obviaverunt eisdem, et mitt., 300 
curritores eorum in fugam verterunt. Demum, cum dicti curritores fuerunt ad eorum acies, 
statim occurrerunt et insultaverunt predictas maxenatas, in quodam prato supra Idicem, et 

25 invicem preliantes, de illis de illis maxenatis multi occisi fuerunt, et capti et debellati fue- 
runt, et in fugam conversi, et equi plurimi et capti fuerunt et ducti ad civitatem Imole. 

Item, anno predicto millesimo CC nonagesimo octavo, indictione XI, dum illi, qui habita- e. 133 &; 
bant in Massa Lonbardorum, que posita est in comitatu Imole, subtus stratam, facerent ma- 
gnani guerram habitatoribus civitatis Faventie et Imole; predicti et dominus Maghinardus 

30 eorum capitaneus fecit exercitum iuxta dictum castrum Masse, ibique fecerunt edificari et 
construi aliud castrum, ita quod nulla persona auderet mittere vel portare mercatum aliquod 
ad dictum castrum de Massa. Postea vero, ipsum novum castrum destructum fuit per ipsum 
dominum Maghinardum. 

Item, eodem anno, congregatis in civitate Faventie et Imole militibus et populo unde- 

35 cunque, ad petitionem dominorum Gallasii comitis de Montefeltro capitanei civitatis Cesene et 
Maghinardi capitanei civitatis Faventie et Imole, et, die veneris, in sero, V mensis septenbris, 
illi, qui erant Faventie, iverunt Imolam; et, die lune Vili septenbris, equitaverunt milites et 
populares, qui erant ibidem,' versus comitatum Bononie viriliter et potenter, in contrata Medi- e. 134 r 



1. lugubris, come nel ms. — 3. et in multis — 5. Ms. lubricis — 6. Ugolini de Sosenana: V ultima parola 
sparve pel taglio della carta. — 8. Ms. occissus — 25. preliantes de illis maxenatis — 26. et equites plurimi etiam 
capti - Ms. et capti fuerunt ducti — 29. habitantibus civitatem — 31. audeat — 34. in civitatibus 



1 Aveva sposato Andreuccia, una delle due figliuole 
di Maghinardo, la quale ereditò dal padre il castello e la 
rocca di Susinana, Cepeda, Monte Boario, Capannaria, 
Crispino e tutti i beni mobili e le suppellettili, ch'egli 
possedeva nel castello di Susinana e nella città di Imela. 
Mittarelli, 530. Cf. Langlois, op. cit., n. 765. 

? V. p. 73, n. $. 

3 V. p. 59. 

4 * Il castello di Pietra Rubbia stava in cima ad 
* un colle rossiccio, che gli diede il nome, 5 chilometri 



* a ponente di Macerata Feltria, mentre ora il centro 
"comunale si troVa più basso al borgo di Mercato 
"vecchio,,. Rosetti, p. 574. " Est super quodam saxo 
'' fortissimo ; habet roccham cum turri et duas alias tur- 
" res fortissimas „. Descr., p. 57- 

5 Cf. Ann. Caesenates, n 86. L'anno dopo fu ucciso 
Taddeo fratello di Corrado. 

6 " Iste sunt terre quarterii porte Ravennatis con- 
"tribule ultra Idicem subtus et supra stratam.... Ca-h 

* strum Sancti Pauli „. Savioli, doc. cit. 



90 



PETRI CANTINELLI 



[AA. 1298-129 9[ 



cine. Item equitaverunt, die mercurii tunc sequenti, in illis contratis, ubi multas domos incen- 
derunt, ceperunt homines plurimos, et bestias minutas et grossas acceperunt eisdem. 

Item, eodem anno, die martis XIV mensis octubris, illustris vir dominus comes Bandinus 
Dei gratia in Tuscia pallatinus, potestas civitatis Faventie, cum milicia et populo civitatis 
eiusdem, et dominus Maghinardus de Sosenana capitaneus civitatis Faventie et Imole, cum 5 
milicia et populo civitatis Imole, et Lanbertacii commorantes Imole, equitaverunt ad Lugum 
in comitatu Imole, et ad Roncadellum x , occasione obviandi Bononiensibus venientibus causa 
furniendi castrum Masse Lonbardorum pane, vino et aliis victualiis necessariis; qui Bono- 
nienses, in nemoribus et palludibus de Trixenti 2 , inceperunt facere viam et stratam, cum gra- 
c 134 v diciis et assidibus; sed, propter inundationem aquarum et pluvias multas,' non potuerunt con- 10 
plere id, quod facere intendebant, ita quod exercitus, ex utraque parte, reversi sunt ad domos 
eorum, die sabati XVIII octubris. 

Et, eo tenpore, fecerunt et inforciaverunt castrum Sancti Iohannis in Pentecaxo, in odium 
Bononiensium. 

Item, eodem anno, die veneris XXIV octubris, venit nix magna, et congelavit fortiter, 15 
et glacies magna fuit, et duravit malum tempus multis diebus. 

Item, eo anno, die sabati primo mensis novenbris, in die solenpnitatis omnium sancto- 
rum, Maxius filius condam domini Acharixii de Acharixiis, electus potestas civitatis Imole, 
ivit ad ipsam civitatem, et, ipsa die, intravit regimen civitatis ipsius. 

Item, anno millesimo CC.LXXXXIX, die sabati ultima mensis februarii, electus fuit pò- 20 
testas Faventie, prò sex mensibus, dominus comes Bandinus de Mutilliana. Qui, facta sibi de- 
mitt., 3io nuntiatione per sin'dicum comunis Faventie, renuntiavit ipsam electionem et potestariam. 
Et, die dominica, primo mensis marcii, dominus Maghinardus de Sosenana fuit electus potestas 
Faventie per unum mensem, cum salario e librarum Bononie prò ilio mense. 
e 135 r Et, dieta die prima marcii, electus fuit potestas Faventie, prò sex mensibus secjuentibus, 25 

ille, qui voluerit, et de quo dixerit dominus Franciscus Napolionis cardinalis Romanus, inci- 
piendo regimen suum ea die, qua intraverit civitatem Faventie. Qui renuntiavit electionem 
de se factam; quare electus fuit potestas Faventie illustris vir dominus comes Tigrimus de 
Mutilliana Dei gratia in Tuscia pallatinus, prò sex mensibus, qui venit, et intravit regimen 
ipsius civitatis, die dominico X maii. 30 

Item, eodem anno, die martis XXI mensis aprilis *, in civitate Faventie, convenerunt simul 
ad presentiam domini Maghinardi Pagani de Sosenana, tunc potestatis et capitanei civitatis 
eiusdem et capitanei civitatis Imole, anbaxiatores domini Mathei de Viscontis capitanei Me- 
diolani, et domini Alberti de la Scala domini civitatis Verone 5 , et dominorum Aconis et 
Francisci marchionum de Feraria, et comunis Bononie, causa tractandi concordiam inter Bo- 35 
nonienses intrinsecos et extrinsecos, et super aliis, que habebant in mandatis. 
e. i3s v Anno Domini millesimo CC nonagesimo nono, indictione XII, frater Agnellus de Fa- 



5« Faventie manca — 8. victualibus, ms. victualilis — 9. de Trayenti — 13. Pontecaxo — 16. multum tempus 
— 18. de Acharixiis manca — 24. Bononiensium — 27. regimen eo die — 36. super omnibus 



1 Nome di luogo comunissimo in Romagna. Qui 
pare che si tratti diRoncadello nel territorio di Mas- 
sa di S. Paolo. Deve questa notizia e le due seguenti 
alla gentilezza del sig. Luigi Donati di Lugo. 

2 " Locum Tresentule „, poi CaseRovinate sot- 
to Castel Guelfo, probabilmente dove ora è Crocetta. 

3 " Villa Lombardorum S. Ioannis in Pontecaso „, 
tra l'argine di S. Paolo e la via Selice, apparteneva alla 
chiesa d'Imola. AmSrosini, Memoria fer la ven. Mensa 
vescovile d' Imola, 1891. "La località conserva tuttora 

* l'arttica denominazione : sono vari appezzamenti di ter- 
" reno appartenenti al comune di Massa Lombarda e si- 

* tuati sul confine di quello di Conselice. Sulle carte 



" odierne corrisponderebbe a un di presso alla zona chia- 
u mata Serraglio,,. 

4 L'anno precedente, intromessisi i Fiorentini, s'era 
conchiusa la pace tra i Bolognesi e il marchese d'Este. 
Sono del 20 aprile le lettere scritte a Maghinardo 
dal comune e dalle società di Bologna per assicurargli: 
" nostra clara mens et intentio est pacificare vos cum 
" commune et populo Bononiae et vos debere habere bo- 
"nam et securam pacem ab ipso communi et populo etc. „. 
Ghirardacci, p. 392. 

5 II 31 ottobre 1298 i Lambertazzi esuli, radunati 
nel coro della chiesa di S. Maria in Regola di Imola 
avevano risoluto di " compromettersi „ in Matteo Visconti 



[A. 1299] CHRONICON 91 



ventia prior loci fratrum Predicatorum conventus Faventie, illis diebus, tractavit concordiam l 
inter comune Bononie et illos de provincia Romaniole, qui observabant partem Lanbertacio- 
rum extrinsecorum de Bononia, et, pluribus vicibus, ivit Bononiam, et revertebatur Faventiam 
5 et Forlivium dieta de causa. Et, contigit, ad eius tractatum convenerunt, apud Montem Regis * 
supra Castrum Sancti Petri, ubi est locus fratrum Minorum, et etiam apud quoddam pratum 
extra Castrum Sancti Petri, pluribus vicibus, anbaxiatores de Bononia, una cum domino Ot- 
tonino de Mandello potestate Bononie, ex una parte, et anbaxiatores de Imola, Faventia, For- 
livio et Cesena, una cum comite Galasio capitaneo Cesene, domino Maghinardo capitaneo 

10 Faventie et Imole. Et, tractatu habito inter eos, fecerunt pacem ad invicem, et sindici ge- 
nerales electi fuerunt ex utraque parte, qui se, obsculo pacis et concordie, obsculati fuerunt 3 . 
Et, postea, dictus potestas Bononie, cum magnis anbaxatoribus, venierunt Faventiam et For- 
livium ad tractandum ea, que videbantur eia prò utilitate et conservatione diete pacis, ubi 
honorem maximum receperunt. Et, ab inde in antea, omnes mercatores de Bononia, cum 

15 eorum mercationibus, secure ire atque redire potuerunt per loca predicta. 

Item, eo anno, in kallendis maii, electus est potestas Faventie illustris dominus comes e , 3 t> r 
Tigrimus de Mutilliana Dei gratia in Tuscia pallatinus, prò sex mensibus, qui venit Faventiam 
ad ipsum regimen exercendum, die dominico X mensis maii. 

Item, eo anno, rex Karulus et donpnus Iacobus rex Aragonum, cum eorum exforcio et 

20 gente de Ianua et Catellonia et Francia, et etiam aliunde, armata manu, in galeis et lignis, 
in mari regni Apullie, bellum maximum commiserunt una cum gente et armata regis Fre- 
derici de Scicilia, ita quod gentes ipsius regis Frederici debellate fuerunt, et capti et mortui mitt., m 
in maxima quantitate; et hoc fuit die IV mensis iullii anni predicti 4 . Postea vero, elapsis 
aliquot diebus 5 , in eisdem partibus, fuit magnus conflictus de gente regis Karuli, qui fuerunt 



4. Spazio bianco dopo Montem Regis nel ms. — io. et Imole manca — II. osculo — 12. venit in Faventiam 
— 15. mercatantiis — 20. Catalonia 

e Alberto della Scala per la pace col comune di Bologna : * aliquam et singulares personas eiusdem universitatis 

analoga deliberazione avevan presa i Bolognesi intrin- * vel alterius, vel inter partem et partem alicuius terrae, 

seci il io novembre. Ghirardacci, p. 361. "universitatis vel loci etc. item, quod omnes et singuli 

1 Queste trattative furono minuziosamente raccon- * processus omnium dictorum extrinserorum de tota Pro- 
tate dal Ghirardacci, lib. XII. " vincia bannorum, condemnationum , collectorum vel 

2 II 29 aprile gli ambasciatori di Cesena, Forlì, " mulctarum, vel alii quilibet facti, et etiam statuta, re- 
Faenza, Imola, Galasso e Maghinardo, gli ambasciatori e * formationes et crdinamenta facta occasione dictarum 
i savi di Bologna si radunarono a Monte del Re " fra " guerrarum etc. sint cassi et vani et nullius valoris et 
" Castello S. Pietro et Sulustra „. Ghirardacci, p. 394-95. " momenti, et cancellari et aboleri debeant immune absque 
Monte del Re è frazione di Dozza, " due chilometri a pò- "aliqua datione vel detorsione pecuniarium: item, quod 

* nente di Dozza „. Rosetti, p. 474. " omnes repraesaliae et banna repraesaliarum et omnes 

3 II 4 maggio, presso Castel S. Pietro, i rappresen- * processus facti occasione repraesaliarum suspendan- 
tanti delle due parti " fecerunt ad invicem, osculo pacis * tur etc. hinc ad quinque annos proximos etc. item quod 
" interveniente, pacem perpetuam et inviolabilem finem " omnes carcerati utriusque partis et sequacium utriusque 

* etc. in contrata Crucis Pellegrinae, ex parte inferiori * partis detenti occasione guerrae, libere de carceribus 
" stratae, in quadam pecia terrae aratoriae et vineatae " debeant relaxari „ ecc. Furono compresi nella pace i 
" dominorum Bonifacii et Francisci de Samaritanis de signori di Valbona, l'abate di Galeata, gli uomini di 

* Bononia „. Alcuni patti concernevano la città di Imola, Rocca S. Casciano, e, con certe restrizioni, il contado 
la quale fu lasciata alla " guardia e custodia „ di Mat- del Montefeltro. Il doc. intero è nel Ghirardacci, p. 397. 
teo Visconti e di Alberto della Scala, poi fu stabilito: A questa pace alluse Dante, In/., XXVII, 39. 

"quod omnes aliorum civitatum, districtuum, comita- 4 "La flotta catalana.... portava il re d'Aragona. 

" tuum et locorum de dieta provincia, quam civitatis " con Roberto duca di Calabria, Filippo principe di Ta- 

"Imolae et comitatus etc. esse debeant ad obedientiam " ranto e Ruggier Loria.... Questa fu la battaglia del 

"suorum communium: item, quod omnes aliae univer- "Capo d'Orlando, perduta per incapacità e temerità di 

" sitates, civitates, et loca de dieta provincia, quam "chi comandava, e per lo minor numero dei combat- 

" civitatis Imole etc. et singulares personae dictarum " tenti „. Amari, Storia del Vespro Siciliano, Milano, 

" civitatum et eorum familiae restituantur in omni- Hoepli, II, pp. 361-66. 

" bus eorum bonis, iuribus et honoribus, quae habebant, 5 Passarono, a dire il vero, parecchi mesi. " La 

" tenebant, vel possidebant, vel quasi possidebant tem- " battaglia della Falconarla, la più grossa che si combat- 

" pore guerrae inchoatae inter unam civitatem et aliam, " tesse in campo durante la lunga guerra del Vespro „ , 

"vel unam universitatem et aliam, vel universitatem avvenne il i° dicembre 1299. Amari, pp. 392-98. 



92 



PETRI CANTINELLI 



[AA. 1299-1300] 



debellati, capti et occisi in maxima quantitate per dictum regem Fredericum et gentem 
suam. 

Item, eodem anno, suprascrìptus donpnus Iacobus rex Aragonum separavit se a socie- 
tate predicti regis Karuli, prò eo quia dominus papa Bonifacius noluit sibi dare stipendia, 
que sibi promiserat. ' 5 

e '3à v Item, eodem anno millesimo ducentesimo nonagesimo nono, indictione XII, dum domini 

de Colunpna de Urbe romana, propter eorum inobedientiam, essent per summum pontificem 
condenpnati, et, tanquam heretici et sismatici, repulsi usque in quartana generationem, tam 
descendentium, quam colateralium utriusque sexus, et privati omnibus eorum bonis et iuribus 
ac privilegiis, tam laicatus, quam clericatus 2 ; et aliqui ex eis venissent in provinciam Romaniole 10 
ad quoddam eorum castrum nomine Montemveclum, quod extaret extra supra Forlivium, in 
montanis ; et, per literas ipsius domini pape, missas episcopis Faventie et Forlivii et per uni- 
versum orbem, ipsi Colunpnates essent excomunicati, et, ut rebelles ecclesie ac heretici, evi- 
tandi et repellendi; volentes domini Maghinardus de Sosenana capitaneus populi civitatum 
Faventie et Forlivii et Galassus capitaneus civitatis Cesene, secundum voluntatem domini 15 
pape, persequi predictos Colunpnates, cum eorum exforcio dictarum civitatum, fecerunt exer- 
citum supra dictum castrum Montisvecli, et, finaliter, ipsum castrum, cum omnibus eorum 
iuribus, ad eorum mandata habuerunt, ponentes in ipso castro bonos et fidos custodes, qui 
ipsum castrum custodirent et salvarent, donec a domino papa receperint literas, quid de 
ipso castro vellet fieri debere 3 . Et hoc fuit dicto anno, die martis XXVII mensis octubris. 20 

e 137 * Item, eodem anno, factus fuit potestas Faventie, in kalendis novenbris, prò uno mense, 

dominus Maghinardus Paganus de Sosenana, donec alius potestas veniret, qui fuit dominus 
Iohannes de Monte Acanico filius condam domini Ugolini de Sinno de Ubaldinis 4 , qui venit 
Faventiam, et intravit et iuravit et incepit regimen die martis primo mensis decenbris, et 
fuit potestas prò sex mensibus, scilicet usque ad kallendas iunii anni sequentis. 25 

Item, eo anno, de mense decenbris, et etiam in anno tunc sequenti millesimo CCC, 
fuit magnus conflictus et magna strages de gente regis Karuli in provincia Scicilie. 

e. 137 v Anno Domini nostri Ihesu Christi millesimo trecentesimo, indictione XIII, dominus 

Maghinardus Paganus de Sosenana capitaneus civitatum Forlivii, Favencie et Imole habuit 30 
ad mandata sua castrum Linarii supra Imolam, quod castrum erat Alidoxii de Massa 3 ; circa 
quod castrum steterat in obsidione per duos menses et ultra, faciendo iactari in eo quatuor 
manganos continue, die et nocte. Et, dum vellet dare prelium ad ipsum castrum, die dominica 
XXI februarii, illi, qui erant in ipso castro, concordaverunt cum eo, et, salvis eorum personis 
Mitt., 312 et rebus, reddiderunt sibi castrum,' qui fecit eum devastari et explanari totaliter. 35 



e /js r [Domini no]stri Iesu Christi, incipiente dicto anno trecentesimo, debellati sunt dictus sol- 



9. Ms. descentium — io. et privilegiis — 11. quod erat — 13. et etiam rebelles — 14. populi civitatis — 
j.7. Qui viene a mancare quasi metà della carta. — 30. civitatis — 32. in eo iactari — 35. quod fecit eum - spia- 
nari — 37. Mitt. Subnectit Cantinellus eo anno M.CCC historiam Soldani et Saracenorum, qui debellati fuerunt a 
regibus Tartarorum et Armeniae, vindicato sanguine Christianorum, et recuperata ex eorum manibus Terra Santa, 
quam invaserant; id quod vel ipse, vel forte alius prosequitur quatuor paginis in hoc codice: v. il resto a f. 94. 



1 Non sfuggì l'importanza di questa notizia al- 
.'Amaiu, p. 370, e se ne giovò. " Ragione probabilissi- 
" ma. .. . l'autore assegna a questa partenza di Giacomo, 
" da non potersi spiegare abbastanza con la moderazione 
1" verso il fratello, o l' infedeltà verso parte angioina, che 
" gli attribuiscono gli scrittori guelfi,,. L' illustre storico 
si servì degli Annales Forolivienses, e confermò l'asser- 
zione loro con la testimonianza del Cantinelli; ma qui il 
compilatore degli Annales copia il Cantinelli. 

* V. un lucido riassunto di quella celebre " guerra „ 



che ebbe Bonifazio Vili " presso a Laterano „ (Dante, 
In/., XXVII) negli Annales Pt. Lucknsis. 

3 Bonifazio VIII lo concesse a Guglielmo Novello 
conte palatino, con privilegio del 4 febbraio 1300. Thhi- 
ner, DXXXIX. 

4 Aveva sposato Alberia figliuola di Bonifacio Pa- 
gani, alla quale lo zio Maghinardo lasciò castel Pagano, 
Valmaggiore, Montigno, Bibbiana, Visano e Piedimonte. 

MlTTARELLI, 530. 

6 V. p. 62, n. 3. 



[A. 1300] CHRON1CON 93 



danus et Saraceni, et mortui in bello bene centum milliaria ex Saracenis et maxima multi- 
tudo aliorum ; et predicti reges recuperaverunt Ierusalem et sepulcrum Domini et multas ter- 
ras, quas tenebant Saraceni in danpnum et preiudicium Christianorum et in vituperium Cru- 
ciffissi; et, in die Ephifanie Domini, fecerunt cantari missam in Ierusalem, ad laudem et glo- 
5 riam Domini Ihesu Christi; et rex Tartarorum fecit se baticari cum gente sua. Et diceba- 
tur quod dicti reges, in dicto prelio, habuerunt secum ultra mille milliaria equitum, et infì- 
nitam pQpulorum et innumerabilem comitivam. 

Ad eternam igitur rei mèmoriam hec scripta sunt, videlicet quod, incipiente anno Domini 
nostri Ihesu Christi millèsimo trecentesimo, indictione XIII, in die natalis Domini et ante, 

10 in Siria, Dei filius, per manus Tartarorum, est magnalia operatus contra inimicos crucis Chri- 
sti ; nam rex Herminie ', ut dictum fuit, divina inspiratione commonitus, suas literas destinavit e 138 -o 
ad regem Tartarorum, qui vocabatur. . . . , significando sibi qualiter Saraceni occupaverant totum 
regnum Herminie, quod regnum retinebat a rege Tartarorum; et, nisi ipse rex Tartarorum 
adhiberet remedium, totum regnum perditum erat. Qui rex Tartarorum respondit quod spes 

15 sepe sibi ministra verat, quod ipse deberet venire ad vindicandum obprobrium Christianorum 
et sanguinem eorum, qui effusus erat, et quod ipse prepararet se, cum exercitu suo, contra 
Saracenos. Et tunc rex Herminie, statim, congregavit exercitum suum, et quasi omnia sua 
castra occupata per Saracenos recupera vit; et de ipsis Saracenis, in predictis bellis, mortui 
fuerunt et capti ultra duo millia equitum. Isto medio tenpore, dorainus rex Tartarorum, con- 

20 gregato suo exercitu, qui fuit deni centena millia in equis et quadraginta millia, qui prece- 
debant alium magnum exercitum, et rex Carciarum, qui est christianus, cum decem milibus 
equitibus, venerunt in Siriam. Et, quando Saraceni audiverunt talia, statim miserunt xvi 
millia equites ad Aquas Frigidas, ad hoc ut Tartari non possent transire, quia ibi erat tran- 
si tus eorum. Et iam isti quadraginta 'millia equites Tartarorum iam transiverant, qui prece- e. /39 r 

25 debant magnum exercitum Tartarorum, ante quam Saraceni venirent, invenientes eos in via ; 
et tunc ad invicem preliati sunt, et omnes illi xvi millia Saraceni mortui et capti fuerunt. 
Et ipsi Tartari tunc venerunt usque ad Damascum, ubi soldanus rex Saracenorum erat cum 
parva militum quantitate; et tunc Christiani renegati, cum eorum exf orcio, quod fuit bene vn. m 
militum armatorum, exiverunt Damascum et redierunt ad fidem Christi, et fuerunt cum Tar- 

30 taris viriliter preliantes contra Saracenos, et ipsam civitatem Damasci incendio concremarunt, 
omnes Saracenos gladio perimentes. Et tunc soldanus se reduxit ad quendam locum, qui vo- 
catur Camelia, cum centum septuaginta m. equis, ita quod unus exercitus videbat alium. Et 
tunc dominus Tartarorum accepit quinquies centum millia equorum, et fecit eos ligari insi- 
mul funibus, et, inter equos, posuit sagittarios pedites, et, post istos, fecit acies fortissimas, et 

35 precepit, sub pena capitis, quod se ad invicem nullo modo separarent, donec Saraceni essent 
mortui et confdicti ; postmodum fecit insidias quatuor, et, in qualibet insidia, posuit decem mil- 
lia equites', et dixit eis: " Scitis parati quando faciam vobis tale signum de fumo, ut veniatis e. w » 
" omnes, et decem millia percuciant ex una parte, et alia decem millia ex alia parte, et alia 
" decem millia ex alia parte, et alia decem millia ex alia parte ; et omnes clament una voce, 

40 "et clamando percuciant eos„. Et sic istis ita ordinatis, ascendit cum rege Herminie super 
unum montem parvulum, ut posset videre Saracenos. Et, stans super montem illum, vidit 
exercitum Saracenorum, et tunc dixit regi Herminie : " Ego sum proditus, quia omnes isti 
"sunt Christiani „. Respondit rex Herminie: "Domine, non timeatis, quia sunt Saraceni; sed 
" habent arma Christianorum, nam, quando ceperunt Acri et Tripuli et terram Christianorum, 

45 "tunc habuerunt ista arma,. Et tunc iste dominus Tartarorum oravit flexis genibus, et, 
elevatis oculis ad celum, dixit : " Domine Deus, tu scis quod non ex cupiditate, nec avaricia 
" veni contra istos inimicos crucis; sed solummodo ad vindicandum oborobrium et sanguinem 
" Christianorum. Et ideo' rogo ut, sicut ista fuit intendo mea, ita mittas michi auxilium de e, nar 



12. Il nome non fu scrìtto. — 30. Ms. congremaruaf 1 ; 



94 PETRI CANTINELLI [AA. 1300-13011 



* celo „. Et rex Herminie erat senper iuxta eum, confortando ipsum. Et, ita stando, Saraceni 
habuerunt consilium ad invicem, dicentes: "Quid facimus nos? Mittamus ad eos nuntium 
" dicendo eis: — Nos sumus Saraceni et vos Saraceni; quare volumus nos preliari ad invicem 
" et interficere nos ? Si vultis habere trevam, dabimus eam vobis, et, si vultis pacem, dabimus 
" vobis; et tunc facies tale signum, et, si noluerint, non facies signum, et statim percuciemus eos,, ; 5 
et ita miserunt. Nuncius vero ivit ad regem Tartarorum, et dixit sicut inpositum ei fuerat. 
Et tunc rex non respondit, et ille iterum dixit, et adhuc non respondit. Et, tercia vice, dixit, 
et rex respondit ei, per interpretem, quod ipse venerat ad honorem crucis et ad vindicandum 
sanguinem Christianorum ; et, hoc verbo dicto, ille nuncius recessit, et non fecit signum, et 
statim Saraceni percusserunt acies Tartarorum, et diu preliati sunt ante acies equorum, qui 10 
non habebant sesso res, sed tantum pedites sagittarios inter dictos equos ligatos, preliando a 
mane usque ad sextam. Et iam incipiebant Tartari retrocedere, et tunc nuncius quidam 
venit ad regem Tartarorum, dicens ei : " Domine rex, faciatis fieri signum, quoniam nostri 
iam incipiunt retrocedere „. Et tunc ipse rex levavit oculos suos ad celum, dicens: u Domine 
"Deus, per cuius amorem veni, adiuva me,,. Et statim fecit fieri signum fumi, quo viso, 15 
i 1 lì, qui stabant in insidiis, statim ceperunt clamare, et percusserunt in Saracenos undique, ita 
quod bellum duravit usque ad vesperas, et de omnibus illis Saracenis non evaserunt nisi duo 
millia. Et tunc rex Tartarorum misit post eos, de Consilio regis Herminie, quinquaginta millia 
equites. Illi vero, qui evaserant, Saraceni, cum illis de Babilonia et de Egipto, congregave- 
runt et reduxerunt se apud Gacariam, et fuerunt in quantitate bene sexaginta millia equitum. 20 
Et tunc rex Herminie dixit domino regi Tartarorum: " Detis michi quinquaginta millia equi- 
tes, et sequemur Saracenos, et alius magnus exercitus Tartarorum veniet post nos piane „. 
Et rex Herminie, persequendo Saracenos, invenit multos Tartaros fugientes, et fecit eos iungi 
e 141 cum suo exercitu,' et cogitavit, dicens: " Retro ce damus, ita quod Saraceni non perpendant 

" de nobis, et, quando nox erit, dabimus pabulum bestiis nostris; et isti, statim, videntes nos 25 
" retrocedere, figent eorum tenptoria et descendent; et postmodum nos descendemus equos et 
u medietas nostrum [remanebit] hic, et alia medietas et ego ibimus per aliam [partem] et po- 
" nemus eos in medio nostrum, ita quod non possint fugere „. Et ita fecerunt, et, percucien- 
tes eos, nullus ex Saracenis evasit, et iverunt usque in Babiloniam civitatem magnam, et tran- 
sierunt desertum. 

Item rex Herminie cantavit missam in Ierusalem, in die Ephifanie Domini, et Tartari ba- 30 
ticati sunt in flumine Cordano, omnes Saracenos, quos inveniebant, interficientes, preter rusticos, 
quos conservant ad collendum terras. Et Tartari duxerunt secum uxores eorum, filios et 
iilias, non comedentes nisi carnes equorum, et camelorum, ducentes cum eis per comestionem 
solummodo quinquaginta millia equorum et camelos et boves et oves, quorum nullus est nu- 
merus. Ilaec omnia et multa alia predicta fuerunt in [mensibus] decenbris, ianuarii et fé- 35 
bruari an[ni predicti] 1 , 

[JSodem anno factus est comes Provincie Romandiole et civitatis Bononie in tenporalibns et 
spiritualibus dominus Màttheus de Aquasparta % cardinalis episcopus qui venit ad civitatem Bo- 
nonie, libi stetit pluribus diebus. 

Deinde venit Imolam die mercurii VII decenbris, et, die IX decenbris, venit Favcntiani, 40 
ubi consecravit unum episcopum 3 in ecclesia beati Pctri Apostoli, et inde se iranstulit die XII 
decenbris idem comes I^orlivium. 



36. Qui la caria è tutta sfrangiata, e nella riga, che segue, si discerne a pena runt ilio ten. Nella pagina se- 
guente, eh' e ora V ultima del codice, qua e Ih, si leggono le parole.... is rebus tantum lingue hominum non, rex tar- 
tarorum, tartaris, soldanus e qualche altra. — 40. exinde 

1 Cf. Pt. Lucensis, Armata, Villani, Vili, e, me- la Toscana e la Romagna il 23 maggio. Del Lungo, 
gllo, Raynaldi, Annales, 1299, 1300. Dino Compagni, II, p. 35. Cf. Dante, Par., XII, 124. 

2 Generale dei Francescani, cardinale di Porto dal 3 Matteo Eschino di Spoleto, che successe a Lot- 
128S, fu nominato legato e paciaro per la Lombardia, tlcri della ToRa nel vescovato di Faenza. Mittarelli, 528. 



[AA. 1301-1302-13061 



CIIRONICON 



95 



Anno domini M.CCCI, die vencris XIV februarii supradidus dominus cardinalis comcs Ro- 
mandiolae, dum cssetin civitate Ravenne, f ceti -parlamentimi getter ale in loco ubi dicitur Canacosia, 
qui locus est in confinibus districtus Faventie et districtus Ravenne. Et in ipso -parlamento 
fuerunt domini Federicus comes jiliiis comitis Guidonis de Monte Feltro capitaneus Cesene, cimi 
5 anbaxatoribus ipsius civitatis, dominus Maghinardns Raganus capitaneus civitalum Forlivii, 
Faventie et /mole, cum anbaxatoribus ipsarum. Et ibidem proposuit de /adendo pacem et 
concordiam generalem et specialem in dieta provincia Romandiolc. 

Anno domini M.CCCII, die lune XXVII mensis augusti, dominus Maghinardns de Sosc- 
■nana capitaneus Imole et Faventie occubuit in civitate /mole 

10 Anno domini M.CCCIII 

Eo vero anno 1 marchio de Feraria congregava maximum exercitum militimi, peditum et 
balistariorum undecunque, propter quod comune et populus Bononie, timens ne ipse marchio velie t 
ali quid innovare in preiuditium comunis Bononie, similiter fecit comune Bononie maximum exerci- 
tum militimi et peditum, et fecit venire ad civitatem Bononie omnes de comitatu Bononie, et requi- 

15 siti fuerunt, ex parte populi bononicnsis, Forlivienses et Faventini ac Imolenses, cum eorum com- 
plicibus, ut se unirent cum comuni Bononie, vigore conventionis adiuvandi facte ad inviccm. 
££iù dieta de causa iverunt Bononie, et facti sunt sindici a prefatis comunitatibus cum anba- 
xatoribus solenpniter faciendis. Et, die iovis, ad petitionem populi et comunis Bononie, iverunt 
Imolam ce milites de Faventia, die sabati VI aprilis, et centum postea comunis Faventie iverunt 

20 Imolam, et ibi steterunt in civitate Imole. Et, die veneris, equitaverunt Imolam milites de 
Faventia, deputatis aliquibus ad custodiam civitatis Faventie. Et deinde equitaverunt omnes 
predicti milites, qui erant Imole, versus civitatem Bononie, ubi honorifice recepti fuerunt, et 
ibi steterunt usque ad diem lune. Et demum equitaverunt omnes predicti ; et milites de Faventia 
exierunt de civitate Bononie et redierunt Faventiam propter rumores, quos audiverunt esse in 

25 civitate Faventie. Et, in civitate Bononie, contrada fuit socie tas et liga cum solenpnitatibus 
opportunis inter comune Bononie, Imole, Faventie, Forlivii et amicos et conplices eorum et Pisto- 
rienses intrinsecos et Blanchos de Florentia 3 . Et facte fuerunt promissiones hinc inde per sindicos 
speciales uniuscuiusque terre. 

Item, eodem anno creati sunt potcstates civitatis Faventie dominus Franciscus condam domini 

30 Thebaldi de Ordelaffis et dominus Lanbertucius condam lohannis de Argugliosiis, omnes de 
Forlivio. 

Item, eodem tenpore, convenerunt ad invicem, in civitate Faventie, anbaxiatores solenpnes de 
civitate Bononie, Imole, Forlivii, Blancorum exteriorum de Florentia et de civitate Pistorii et 
eorum sequacium, et ibidem pluribus diebus steterunt, et fecerunt eorum ordinamenta prò liga 

35 et societate sua tutanda et defendenda. Et elligerunt unum capitaneum generalem totius li gè 
et societatis predicte, qui fuit dominus Salinguerra condam Retri Taurelli nati domini Salin- 
guerre de Feraria, et idem capitaneus venit Faventie die XXVII aprilis, et die II maii iuravit]. 



.... insultantes predictos Guidonem de Glaucano et fìlios suos et eorum sequaces, qui erant mitt., 312, r. 13 



2. Canozobia — y. et specìaliter — IT,, fecit maximum — if. Bononiam — 21. exinde — 37. Faventiam — 39. Mit- 
tarelli: Deinde sequentia leguntur quae ad annura 1306 sunt referenda; quorum aliqua totidem verbis leguntur 
in chronico Moratini. 



1 Secondo gli Ann. Forol. l'anno è il 1301; ma cer- 
tamente il compilatore sbagliò collocando a questo luogo 
il racconto di fatti, che avvennero nel 1303. Dello sba- 
glio s'era avveduto il Del Lungo, op. cit,, p. 245, n. 16. 

2 II 31 maggio 1301, in Bologna, il giureconsulto 
bolognese Rolando di Bartolommeo Carbone, come sin- 
daco del comune di Bologna, ed a nome dell'università 
dei Bianchi fiorentini, degli Ubaldini di Montaccenico, 
del comune di Pistoia, dei comuni di Forlì, Faenza, 
Imola, del contado di Imola e del comune di Bagnaca- 



vallo, conchiuse * unionem, compagniam, societatem et 
ligam „ con il sindaco di Bernardino da Polenta e della 
città di Cervia e con il sindaco di Cesena. Orioli, Docc. 
sulla fazione dei Bianchi, negli Atti e Meni, cit., III S., 
XIV (1896). Sembra che l'Orioli (p. 3) abbia scambiato 
questo trattato, per il quale Bernardino e la città di Cer- 
via entrarono nella lega, con quello di costituzione del- 
la lega stessa, che dovette necessariamente precederlo di 
qualche tempo, come risulta chiaro dal testo della cro-_ 
naca forlivese. 



96 



PETRI CANTERELLI 



[A 1305] 



75 v 



MlTT., 313 



e. 7à 



cum eis, iuxta Sanctum Bartolum; illi vero, se viriliter defendentes, irruerunt super eos, 
percucientes omnes viriliter et potenter, retrocedendo eos, et vulnerando et occidendo, ita 
quod, in ipso conflictu, vulneratus fuit dominus Guido Raulis, in vultu et in pluribus aliis par- 
tibus persone ; occisus fuit Anastaxinus de Guiglarinis, occisus fuit Lapus Borena de Florentia, 
occisus fuit Paganellus de Casaliclo, qui erat familiaris dicti domini Guidonis, et multi alii vul- 5 
nerati f uerunt ex utraque parte ; quibus omnibus sic peractis, supervenerunt milites de Forlivio 
et de Forlinpopulo, et alie gentes multe, ita quod, die mercurii V ianuarii predicti, Acharixii, 
scilicet dominus Federicus et Dadeus et Cesius filii dicti domini Federici, redierunt in civi- 
tatem Faventie; et, eo die, comes Tancredus, cum tota familia sua et stipendiariis, revertit de 
civitate Faventie l . Die vero VI ianuarii, dominus Guido Raulis de Canbraxiis fecit se portali 10 
in una lecteria ad civitatem Forlivii, ubi statutus fuit sibi terminus, per dictum potestatem et 
comune Faventie, xl dierum ad demorandum ibi; postea ivit Mutillianam, et, infra paucos 
dies, oportuit ipsum dominum Guidonem transire alpes usque ad Sanctum Gaudentium : , ad 
domum comitis Tancredi, que vocatur Specialis. 

Eo die comes Bandinus de Mutilliana electus fuit polestas populi Faventie a kalendis 15 
ianuarii tunc instantis usque ad duos annos. Et, die Vili ianuarii, fuit electus capitaneus 
populi Faventie similiter prò duobus annis. 

Eodem anno, millesimo CCC.VI, indictione IV, die XXVI ianuarii, rumor magnus insonuit 
in civitate Mutine: " Moriatur Marchio! 3 Moriatur !„; quare omnes f uerunt ad arma, et ex- 
pulsi fuerunt omnes stipendiarli marchionis, equites et pedites, de ipsa civitate Mutine, et 20 
multi ex eis fuerunt capti et derobati. 

Et simili modo actum fuit in civitate Regii, die sequenti, ita quod omnes sui stipendiarii 
et familie tote fuerunt expulse de ipsis duabus civitatibus, et etiam de castro Finalis et de 
pluribus aliis locis. 

Item, eo anno 4 , comune Florencie et comune civitatis Luche, cum eorum sequacibus et 25 
cum domino Karulo sine terra 5 , f ecerunt exercitum super civitatem Pistoni, que tenebatur 
tunc per partem Ghibellinorum, et per Blancos de Florencia et eorum sequaces, et, in ipso 
exercitu, steterunt fere per xi menses. Finaliter non potuerunt plus substinere propter defe- 
ctum victualium, ita quod, facta concordia, et salvis personis et rebus, reddita fuit civitas 
Pistoni civitati Florencie. Postea dictum comune Florencie concordavit cum comuni Luche 30 
hoc modo, quod medietas ipsius civitatis Pistoni esset supposila ' iurisdictioni comunis Flo- 
rentie, et alia medietas iurisdictioni comunis Luche. Et devastaverunt muros et fortilitias 
ipsas, et ordinaverunt quod fierent duo burgi de ipsa ' civitate Pistoni, quorum unus esset 
de iurisdictione comunis Florencie, et alius de iurisdictione comunis Luche; et quelibet ipsarum 
civitatum dedit suum potestatem ibidem G . 35 

In diebus illis fuerunt magni rumores in civitate Bononie, inter illos de parte Geremio- 
rum. Nam multi ex eis apellabantur de parte Marchisii, et alii e contrario, qui tunc 
tenporis dominabantur in ipsa civitate; et, dieta de causa, plures de ipsis Marchianis missi 



4. Anastaynus de Giuglanis - de Flandria — 5. Paganellus de Cuzolide — 7. et de populo — 8. fillus dicti - 
In manca — 12. quindecim dierum — 14. Tancredi, qui victoriam sperabat — 15. Landinus — 26. D. Carolo, eura- 
mo mane — 36. In illis diebus — 38. Marchisanis 



1 "Millesimo CCC.VI indictione IV, die martis 

* IV ianuarii. Scarpetta de Ordelaffis de Forlivio una 

* cum comite Bandino de Mutilliana potestate civitatis 
' Faventie expulit de dieta civitate dominum Guidonem 
' l Raulem vulneratum quasi ad mortem, et Tancredum 

* fratrem ipsius comitis Bandinl capiraneum diete civi- 

* tatis simul cum domino Guidone, et fecerunt revcrti 
" AcherÌ8Ìos„. Ann. Caescnates, 11 26. 

1 De Fede Alpium, mand. di Dicomano, prov. 
di Firenze, noto per il convegno de' Bianchi fiorentini. 



3 Azzo d'Este. 

4 n 22 maggio 1305: cf. /storte Pistoiesi, ed. Silve- 
stri, p. 61. 

6 Con Roberto duca di Calabria. 

6 " E quelli dentro renderò a quelli di fuori la città 
"e contado di Pistoia a dì 11 aprile A. D. 1306.... La 
" prima cosa che li Fiorentini e' Lucchesi feciono, si 
* partirono infra loro tutto il contado di Pistoia .... e 
" fecero capitano e podestà della città l'uno Fiorentino 
" e l'altro .Luccucse #. Istorie distatesi, pp. 64-6$. 



[A 13061 CIIRONICON 9.7 



sunt ad confinia, et plures banniti, et domus destructe. Et, tenpore procedente, contigit 
quod Marchisani assunpserunt vires et audaciam, ita quod acceperunt dominium civitatis, et 
expullerunt illum capitaneum, qui tunc itfi erat, qui vocabatur dominus Ranbertus domini Sa- 
linguerre de Feraria, et electus fuit potestas Bononie dominus Bernardinus de Polenta de 
5 Ravenna, et capitaneus fuit dominus Pinus de Rossis de Florencia. Et multi de alio quarterio 
missi sunt ad confinia, et magni rumores surrexerunt in civitate Illa, illis tenporibus. 

Item, eodem M.CCC.VI, supervenit ad civitatem Bononie dominus Napoleonus cardi- e. 70 v 
nalis romanus ' legatus apostolice sedis, ubi stetit aliquibus diebus 2 ; qui, volens pacificare et 
concordare eos ad invicem, non poterat, eo quia illa pars marchixana receperat multas iniu- 
10 rias ab alia parte, et sic inceperunt dominari, et se vindicare, que omnia displicebant 
dicto cardinali. 

Et accidit quod, quodam die, videlicet XXIII mensis maii eiusdem anni, multi de ipso 
quarterio marchixano, armata marni, insultaverunt ad pallacium episcopatus Bononiensis, ubi 
hospitabatur idem dominus cardinalis, clamantes fortiter: " Moriatur, moriatur proditori „, 

15 fregentes ianuas; et tunc supervenit dominus Bernardinus potestas Bononie, et finaliter, 
extinto rumore, oportuit quod idem d. cardinalis separaret se de civitate Bononie cum tota 
sua familia, et, tanquam fugatus, et timens de persona, per devia et non per stratam rectam, 
reduxit se ad civitatem Imole; veruni de rebus suis, que erant super mulos, derobati fue- 
runt per stratam. Et, dictis de causis, multi de ipsa civitate Bononie aufugerunt, et sepa- 

20 raverunt se de ipsa civitate, qui fuerunt positi in banno, et domus eorum destructe. 

Item, eodem millesimo, comune Forlivii et milites Faventie equitaverunt ad castrum Bre- m/V 7 3m 
tenorii, quod castrum tenebant, et dominabantur in eo, Calbolenses; et, propter malum domi- 
nium et mala opera, que dicti Calbolenses faciebant, illi de ipso castro non potuerunt amplius 
substinere. [Ft, hac de causa] ipsi Forlivienses [et qui] cum eis [erant, ipsum castrum, -per vini 

25 et prelium, acceperunt. Veruni tamen, quarc illi Calbulenses, cum eorum sequacibus, in gironem se 
reduxerunt, et intus non habebant victualia, comuni Forlivii, salvis rebus et personis, se reddi- 
derunt; et remansit totum castrum, cum fortilitiis, sub dominio comunis Forlivii, et illi expulsi 
sunt exinde. Fodem anno, die XXI iunii, dominus JYapolionus legatus prefatus, moram 
trahens in civitate Imole, in pieno concistorio, ubi erant clerici et laici, tam cives quam foren- 

30 ses, in maxima moltitudine, suam exeommunicationis tidlit sententiam cantra comune Bononie, 
excomunicando potestatem et capitaneum, ancianos et consules, deffensorem et muUos nomi- 
natim, et generaliter totani civitatem et eius comitatum ecclesiastico subposuit inter dicto, nisi etc] 3 . 

Eodem anno, die 11 mensis agusti, dominus Napoleonus cardinalis venit ad civitatem e. 73 
Faventie, et ibi fuit honorifice receptus, et moram traxit per unum mensem. 

35 [Item, die secunda mensis septenbris, separa v]it se de civitate [Faventie et ivit ad civita- 

tem Forlivii 4 , et, stando in dieta civitate, vencrunt milites de Canpania cccl, et pedites centum, 
et ibi steterunt diebus x- et postea ivit Imolam]. 



5. de Rossis de Placentia - Ann. For. de alia parte — 9-10. multas inavversas — 16. dictus D. cardinalis — 
17. tanquam slegatus — iS. mulas desolate — 20. positi in signo — 25. tamen illi — 26. et quia — 28. Ann. Forol. 
Pantaleonus legatus — 34. Ravenne traxit per septem. Ms. trasit. Con septem finisce il testo del Mittarclli - Ann. 
Forol. accessit Faventiae et ex Roma missus ad civitatem Forlivii — 35. Mittarelli : Et sic terminat chronichon 
Petri Cantinelli in codice Eugubino ex novissima trascriptione P. Hortulani - Manca il resto della carta. 

1 Napoleone Orsini, cardinale diacono di S. Adriano. " negorno „. H Del Lungo, p. 321, n. 8, scrisse: u quanto 
Cf. Vitale, II doìiiinia della parte guelfa in Bologna, " a Forlì, nulla dicono gli Annales Forolivienses „. H dot- 
Bologna,- Zanichelli, p. 103. "to uomo, dal silenzio degli Annales „ credette conferma- 

* Molto di più. Cf. Ghirardacci, p. 486 sgg. * to "il racconto del Compagni,,. Ma, su la traccia del 

3 V. il testo della scomunica nel Tarlazzi, CCCVII. Cantinelli, gli Annales dicono, invece, chiaramente che 

4 Compagni, III, XVII : * Andò (il Legato) in Roma- Napoleone andò a Forlì, vi entrò e più di dieci giorni 
* gna per entrare in Forlì : i Fiorentini (Forlivesi?) gliele vi stette. 



T. XXVIII (MlTRARELLl), p. II — 7. 



INDICI 



AVVERTENZE PER GLI INDICI 



Le indicazioni In carattere tondo rimandano a] testo della cronaca, quelle in carattere cor- 
sivo alle varianti o alle note illustrative, quelle comprese fra virgolette alle prefazioni 
o alle appendici. Le notizie che il contesto del discorso permette di riferire a un 
dato personaggio, sebbene questo non sia nominato espressamente, si troveranno sotto 
il nome del personaggio stesso, ma distinte dalle altre per caratteri spazieggiati. 

Il punto esclamativo (!) indica le lezioni o varianti errate. 

Il numero in carattere più grande indica la pagina, quello in carattere più piccolo la riga. 

Neil' INDICE ALFABETICO DEI NOMI E DELLE MATERIE, accanto a ciascun nome, 
ridotto alla forma italiana più comune nell'uso moderno, sono poste fra parentesi quadre 
tutte le altre forme sotto le quali esso figura nel testo e che per ragioni ortografiche, 
di dialetto o di lingua sono diverse da quella prescelta. Di queste diverse forme figu 
rano al loro posto alfabetico nell' indice e con richiamo alla forma Italiana prescelta 
soltanto quelle nelle cui prime quattro lettere si riscontra qualche differenza dalle pri- 
me quattro lettere della forma prescelta. 

Neil' INDICE CRONOLOGICO si tien tonto soltanto dei fatti posteriori alla nascita di Cristo. 
Ciascuna data, qualunque sia lo stile secondo cui è computata nel testo pubblicato, si 
trova ricondotta nell'indice allo stile comune o del Calendario romano; ma accanto ad 
essa fra parentesi rotonde, è registrata anche quale figura nel testo. 

Con asterisco sono segnate le date che si possono desumere dal contesto del discorso, sebbene 
non siano espressamente dichiarate nel testo della cronaca. 

Fra parentesi quadre sono poste le date errate con richiamo alla data vera, la quale a sua 
volta ha un richiamo alla data errata. 



Tavola delle -principali abbreviazioni che s' incontrano negli indici 



ab. 


abate 


A- 


frate, frati 


a». 


anno 


gen. 


generale, generali 


arciv. 


arcivescovo 


imp. 


impero, imperatore 


b. 


battaglia 


lese. 


legato, legati 


cap. 


capitano, capitani 


march. 


marchese, marchesi 


card. 


cardinale, cardinali 


m. 


moglie 


cav. 


cavaliere, cavalieri 


mon. 


monastero 


eh. 


chiesa, chiese 


tnons. 


monsignore 


e. 


città 


ms. 


manoscritto 


cod. 


codice 


n. 


nato, nasce, nascita 


coni. 


Comune, comuni 


or. 


ordine religioso o cavali. 


e/. 


confronta 


A 


padre 


consac. 


consacrato, consacrata 


pp. 


papa o papato 


cons. 


consoie, consoli 


pod. 


podestà 


C0//V. 


convento 


pop. 


popolo 


cor. 


coronato 


pr. 


presso 


d. 


del, dello, della, delle, del, degli 


rie. 


ricordato, ricordati 


ci. 


eletto, eletti 


sec. 


secolo 


/■ 


fiume 


V. 


vedi, vedasi 


fran. 


francese 


vesc. 


vescovo 


Jranc. 


francescano 


t 


morte, morto, muore 




INDICE ALFABETICO 



fa cura della dott. Itala Santinelli] 



Abaisio (d') [de Abaisìo\ v. Berùilino ; Bonifacio ; Fi- 
lippo > Gherardo; Oddone; Ranieri d'A. 

Abate v. Pietro Abate; Ugolino Abate. 

Abate di Galeata [Abbas Gallate] v. Galcata (Abate di). 

Abati Jacopo [Iacobus Abatis] giura pace a' Geremei 
(an. 1279), 32, 12, cf. 31, ll-u. 

Abati Spagnolo [Spagnolus; Spavolus ! Abbatis] dottor 
di leggi ; sindaco di parte lambertazza, rimette il 
compromesso d. discordie civili di Bologna nel 
pp. Nicolò III (an. 1279), 33, 29-33; cf. 34, 1-8; giura 
pace ai Lambertazzi, 32, 27, cf. 31, 11-14; confinato, 
39, 24, cf. 14-16 ; notizie di sua vita, 33, n. 3. 

Abb adesse (Monache di San Marino delle) v. Faenza 
{Monache). 

Abbas v. Abate. 

Abbate v. Abate. 

Abbatis v. Abati. 

Abete (d') v. Toso/ino d'A. 

Abruzzo \Abrucium, Aprutium] rie, 61, 17; vi nacque 
Celestino V, 75, 16-17 e n. 2, 

Accarisi \filii d. Acharitii, Acharisii, Acharixii, Acheri- 
sii, Alharisii, pars Acharixiorum], i Ghibellini di 
Faenza: scacciano i Manfredi dalla e. (an. 123S), 3, 
18-19; "XIII, 31-32,,; vinti e scacciati alla lor volta, 
3> n - 7ì gravi contese coi Manfredi (an. 1257), 7, 
36-37; "XIV, 21-23,,; danno loro tre ostaggi, 8, 2-5; 
cf. " XLin, 31-33 a, 31-32 b „; che sono consegnati 
al march. d'Este, il quale li fa uccidere, 8, 5-6; 
"XIV, 23-34,, "XLIII, 33-34 a, 32-33 b, 32-39 C„; 
aiutati dai loro amici difendono la "tomba,, di Gali- 
sterna contro i Manfredi (an. 1273), 16, 14-15; ac- 
cusano questi di rompere la pace, 15-16; introducono 
i Forlivesi in Faenza (an. 1274), 17, 10-12; "XXXV, 
42-XXXVI, 1-5«, \-\b, 1-2 e, 1-3 d „', col loro aiuto 
scacciano i Manfredi, 18, n. 2; fortificano la e, 17, 
15-16; "XXXVI, 16-21 a e b „; cavalcano coi Forli- 
vesi a Solarolo e lo prendono, 17, 22-24; "XXXVI, 
39-47«, 43-XXXVII, 1-4 3, XXXVI, 41-48 e, 40-44 rt* „ ; 
avendo il predominio in Faenza, eleggono due pod. 
forlivesi, 18, 5-6; "XXVIII, 2-6 a e b; XXXVII, 
20-33 a, 20-29 b, 20-24 e, 19-26 d „; "XLVII, 14-18; 21-22 „; 
" concedono le case d. Manfredi ai Lambertazzi, per- 
chè vi abitino, XXXVIII, 30-34 e, 34-39 d „; dominano 



ancora in Faenza (an. 1278), 28, 6-7; mandano sin- 
daci a Nicolò III per compromettere in lui d. di- 
scordie civili, e uno di essi è Pietro Cantinelli, 3-9, 
" XVIII, 20-24 ; XXI, H-16„; accolgono festosamente 
i Manfredi in Faenza (an. 1279), 30, 11-12; scam- 
biano con essi il bacio di pace, 14-16; intervengono 
al convito offerto dal card. leg. ai principali citta- 
dini di Faenza, 18-20 ; liberano, armata mano, i loro 
seguaci trattenuti per ordine d. pod. nel palazzo d. 
com., 40, 12-U; altri loro seguaci rientrano in 
Faenza, 14-15 ; scortano i Manfredi fuori di Faenza, 
40, 29-31 ; dimorano fiduciosi in Faenza, 43, 32-34 ; 
ne sono scacciati violentemente, allorché Faenza, per 
tradimento di Tebaldello Zambrasi, cade in mano 
d. Guelfi (an. 1280), 44, 9-11; riparano a Forlì, 
25-45, 1-2, "XXI, 17-18,,; insieme con Guido da 
Montefeltro e i Lambertazzi, combattono coi Guelfi 
di Faenza, ritolgon loro il serraglio di Durbecco e 
li ricacciano in e. (an. 1281), 47, 6-11; fanno pace 
coi Manfredi (an. 1285), 54, 23-24; confinati in To- 
scana (an. 1287), 55, 28-29, 31; rientrano in Faenza, 
39-56, 1; ne fuggono (an. 1290), 62, 17-19; vi rien- 
trano con grandi fòrze, 22-25 ; in Oriolo, e poi a 
Faenza, partecipano alla pace gen. fra i partiti (an. 
1295), 79, 7-10 ; scendono a combattere contro i Man- 
fredi e i conti di Cunio sulla piazza d. com., 80, 
6-13 ; li assalgono pr. Porta Ravegnana, e li mettono 
in fuga, 19-27 ; restano padroni d. e, 81, 3-4; rie, 
5; rientrano in Faenza (an. 1306), 96, 7-9; cf. n. 1. 

Accarisi Accarisio [Ac 'larixius de Acìarixiis, Acchari- 
sius, Acharisìus, Acarisius, Accariso] capo d. Ghibel- 
lini di Faenza, 8, n. io a p. 7 ; scaccia i Manfredi 
(an. 1238), 3, 19-20; " XLI, n. 3 „ ; " XLIII, 23-25 a, 
22-23 b, 21-23 e „ ; si compromette in Buonaccorso da So- 
resina (an. 1256) 14, n. 1; p. di Masio, 74, 17; 90, 18. 

Accarisi Federico [Fredcricus, Federicus de Acharixiis] 
sposa Chiara Alg'eri, vedova di Alberghetto Man- 
fredi (an. 1292), 68, 34-36; confinato dal conte di 
Romagna (an. 1295), 79, 4-6; rientra in Faenza 
(an. 1306), 96, 7-9; cf. n. 1; p. di Zesio, 8. 

Accarisi Guido [Guido Acharixii, de Acca>i.<ìis, de Achari- 
xiis, de Acharisiis] capo d. Ghibellini di Faenza, 8, n. io 
a p. 7; sua casa distrutta (an. 1271), 15, 7-8; con 



102 



INDICE ALFABETICO 



Maghinardo da Sus'nana fa edificare una " tomba „ 
a Galisterna in odio a quei di Sassatello (an. 1273) 
16, 11-13, " XLIV, 2-6 a, 2-5 b e e „; conseguenze di 
questo fatto 16, 13-26; cf. "XLIV, 6-14«, 6-12 3, 
9-10 e „', "prende in affitto alcune terre d. capitolo 
di Faenza (an. 1276), LIV, 21 «-463; XXI, 8-10 „; el. 
cap. d. pop. a Pisa, si reca alla capitania scortato da 
quattro ambasciatori e da gran corteggio (an. 1280), 
41, 31-34; 7 combattendo contro Forlì (an. 1282), 52, 
25: rie. come p. di Prospero, 74, 17-18. 
Accarisi Guido da Chiozzano [Guido de Glaucano, de 
Glauzano de Acharixiis, Accarisiis] p. di Patrizia, 54, 
25; 57, 12; di Pietro, 74, 1-2; combatte in Faenza coi 
Man/redi e i da Canio per ritoglier loro Porta Rave- 
nnana (an. 1295), 81, n. 2 a p. 80; è assalito coi suoi 
dai seguaci di Guido di Raule Zambrasi, e li re- 
spinge virilmente (an. 1306), 95, 39-96, 1-3. 
Accarisi Masio [Maxius, Masius domini Acharixii, de 
Acharixiis] figlio di Accarisio, ferisce mortalmente 
Nicolò Asproni (an. 1294), 74, 17-19; el. pod. d'Imola 
(an. 1298), 90, 17-19. 
Accarisi Napoleone [Neapulio f. d. Acharixii, Neapolio- 
nus . . . Accarisii, Napolione] dato in ostaggio ai 
Manfredi (an. 1257), 8, 4; " XLIII, 33-36«, 32-34 b, 
32-35 e „', ucciso in carcere, 8, 6; "XLIII, 41-43 a, 37- 
38 b, 36-39 e „. 
Accarisi Patrizia [domina Patricia] figlia di Guido da 
Chiozzano, sposa Ugolino Buzzola de' Manfredi 
(an. 1287), 54, 24-25; 57, 11-13. 
Acc arisi Pietro da Chiozzano [Petrus. .. de Glaucano 
de Acharixiis] figlio di Guido, sposa Guglielmina 
Zambrasi (an. 1293), 74, 1-4. 
Accarisi Prospero [Prosperius . . . Acharixii] figlio di 
Guido, ferisce mortalmente Nicolò Asproni (an. 
1294), 74, 17-19. 
" Accakisi Sanguigna [Sanguinea] vedova di Onesto 
degli Onesti ; in lite con gli eredi di Vincenzo 
Onesti, ha per procuratore Pietro Cant.'nclli (an. 
1283); XXI, 21-22; LVI, 56 «-LVII, 17 3; cf. n. 1 a 
p. LV//„. 
Accakisi Taddeo [Dadeus, Thaddeus de Acharixiis] 
figlio di Federico, va ad Oriolo per trattar la pace 
gcn. fra i partiti di Faenza (an. 1295), /9, 1-3; è 
confinato dal conte di Romagna, 4-5 ; combatte a 
Faenza contro i Manfredi e i da Canio per ritoglier 
loro Porla Ravegnana e le fortificazioni, e, ottenuta 
vittoria, consegna la e. al vicario d. conte di Roma- 
gna, 81, n. 2 a p. 80; rientra in Faenza (a. 1306), 
96, 7-9; cf. n. 1. 
Accarisi Zesio [Cesius] figlio di Federico, rientra in 

Faenza (an. 1300), 96, 7-9; cf. ». /. 
ACCHARIMUS -•. Accarisio. 
Acharixii v. Accarisi. 
Acharixius v. Accarisio. 
Aco v. Azzo. 
Acolinus v. Azzolino. 
Ai H'AROLA v. Cantinclli Pietro. 
Ac-qi'ASPARTA v. Matteo d'Acquasparta. 
Acquavia [Aquavìa, plebs Aquario] pr. Imola: Maghi- 
li. irdo da Susinana ne fortifica il veceh'o castello per 
tagliare le comunicazioni fra Bologna l Massa Lom- 
barda C in. 1297), SS, 12-16, cf. 11. 3: ora Cantalupo- 



jn, 



rid. 



Acque fredde [Aquc Frigide] in Siria: i Saraceni vi 

mandano un esercito per impedire il passaggio d. 

Tartari nel loro paese (an. 1300), 93, 22-24. 
Acri [civitas Acri] assediata e presa dai Maomettani (an. 

1291), 65, 19-29; rie, 93, 44. 
Adda [Adda] f., rie. pel combattimento fra Milanesi e 

Torriani (an. 1281), 48, 3. 

Adegheriis (de) v. Aldighicri Rolando. 
Adoardo v. Odoardo. 

Adriano V pp. f an. 1276, 12, n. J; cf. 16. 
Adriano (cardinale diacono di Sant') v. Orsini Na- 
poleone. 
Adriano (Sant') nome moderno di Benchiaro, 78, n. 1 ; 

07, n. 1. 
Aemilia v. Emilia. 
Africa [Africa] ne e portato in Francia il cadavere d. 

re Luigi, io, n. g. 
Agata (Sant') [Sancta Agatha, Aghathà] pr. Lago, 12, 
n. 8; vi cavalcano gl'Imolesi a predare (an. 1276J, 
22-23 ; " rie, LIV, 37 a „. 
Aghatha v. Agata. 
Aghinolfi Pietro [Petrus de Aghinulphis] p. di Tom- 

masino, 66, 31. 
Aghinolfi Tommasino [Thomaxinns . . . de Aghinulpìis] 
figlio di Pietro; il conte di Romagna Ildebrand'no 
lo conduce seco a Forlì, insieme con altri imolesi 
(an. 1291), 66, 31, cf. 25-26. 
Aghinolfo da Romena [Aghinulfus de Remena, de Ro- 
mena] fratello d'Zltleòr andino conte di Romagna, 63, 
n. j; di Guido, ibi/, e 26, n. 2; d'Alessandro, 63, 
n j; presente all' accordo pei danni recati da Guido da 
Polenta a Stefano Colonna (an. 1291), 64, n. / ; si 
batte in Forlì coi popolari e coi Faentini loro al- 
leati (an. 1292), 68, 23-24; è condotto prigioniero a 
Faenza, 31-32 ; di qui nella rocca di Calamello, 69, 1-4; 
liberato da Maghinardo di Susinana, 38-40, dando in 
ostaggio due figliuoli, e a condizione di trattar la 
pace tra il fratello, conte di Romagna, e i com. di 
Forlì, Faenza e Ravenna, 41-70, 1-5 ; sta a difesa di 
Castrocaro, contro i Forlivesi, 71, 20 ; Napoleone Or- 
sini gli affida Oriolo (an. /507), 4Ó, n. 1 ; " rie. da 
Dante, XXII, 31, 33 „. 
Agnella (dell') [Agnelìe] v. Enric'ictto di Martino del- 
l'Agnello. 
Agnello da Faenza [fratcr Agnellus de Favoitia] priore 
d. fr. Predicatori in Faenza, tratta la pace ira il 
com. di Bologna e i Romagnoli di parte iambertaz- 
za (an. 1299), 90, 37-91, 1-5. 
Agnese (Archivio delle Monache di Sant') v. Bologna 

(archivi). 
Agnese Caterina [Agnosia Katcrina] v. Fantolini Ca- 
terina. 
Agnese da Montefeltro [Agnexia] v. Fantolini Agnese. 
Agostiniani (frati) v. Faenza (frali). 
AiANO (Castel d') v. Castel d'Ajano. 
Aica v. Traversara Alca. 
Aicardis (de) v. Aizardi. 
AlGONO [Aigonus] v. Storlitti A. 

Almerico di Dotta [Aimcricus ... domine Dotte] figlio 
di Niccolò, soprannominato Tusigliino, y combat- 
tendo contro i Forlivesi (an. 1273), 16, 7-8, "XXVI, 
38-413; cf. XXVII, 16-19 e, 37-38 „. 
/uzakdi Cjik,\t.i.ì [Giraldus de Aicardis] da Cesena, con- 



INDICE ALFABETICO 



103 



finato dal conte di Romagna (an. 1293), 67, 25; ri- 
chiamato in e, 27. 

Aizardi Zannone [Cario] figlio di Giraldo, confinato 
con lui (an. 1292), 67, 25-26. 

Alamania v. Germania. 

At.amannus v. Alemanno. 

Alamo v. La/none. 

Alatri (d') [de Alatro] v. Goffredo; Riccardo r/ 1 "Alatri. 

Alba, rie. io, ». 2. 

Albano (vescovo 01) v. Bentivegnì Bentivegna. 

Albaregatiis ! (de) V, Alhar esani, 

Albaresani Bonacatto [Bonacaptus de Albarexanis, Be- 
nacatus de Albaregatiis !] ucciso in Faenza (an. 1280), 
45, 3. 5. 

Albari Mino [Minus... de Albaris] figlio di Soldano, 
giura pace ai Geremei (an. 1275), 32, 23; cf. 31, 11-14; 
mandato a confino, 39, 31; cf. 14-16. 

"Albari Rambaldino o Rambalduzzq [Fabal- 
dazzo!] bolognese, pod. di Faenza nel 1257, XVII, 
n. i, XLIII, n. 3 „. 

Albari Soldano [Soldanus de Albaris, Soldano degl'Al- 
beri] bolognese di parte lambertazza, " imprigionato 
(an. 1274), XXXVII, 48 d; cf. 43-45 d „; giura pace 
ai Geremei (an. 1279), 32, 13, cf. 31, 11-14; p. di Mino, 
32, 23; 39, 34. 

" ALBARiNO [Albarinns] V. Bonacata A, 

Alberghetti [pars filiorum d. Albergicti] la fazione 
Guelfa di Faenza, 7, n, io; cacciati dagli Accorisi 
(an. 1238) rientrano in Faenza col favore di Paolo 
Traversara, 5, n. 7 ; uno di loro per simonia diviene 
vesc. di Faenza (an. 1274), 18, n. 2; v. Manfredi. 

Alberghetto o Alberichetto [Alber gictus, Albcrgittus, 
Alberghettus, Alber ghittus, Albrigettus ; Albergulius !] 
v, Manfredi A,; No r digli A, 

Alberi v. Albari. 

Alberico [Albericus] v. Manfredi A. 

Ar.r.ERico da Cunio [Albericus de Cunio] figlio di Ber- 
nardino, ha in m. la figlia di Manfredo Manfredi, 
56, 7-8; insieme con Maghinardo da Susinana ca- 
valca a Monte Maggiore, e l'occupa (an. 1293), 73, 
17-22; dà il figlio in ostaggio al conte di Romagna, 
che lo manda a Cesena (an. 1295), 78, 30-32; fa pace 
con Alberico, Francesco e Ugolino Manfredi, per 
l'uccisione d. suocero e d. cognato Manfredo e Al- 
berghetto, 79, 11-14; torna a confino, 14-15; 
un suo castello è assalito da Malvicino di Bagna- 
cavallo, ma quei di Lugo respingono virilmente gli 
assalitori (an. 1298), 88, 30-35. 

Alberico da Polenta [Albericus Polentanus] fi- 
glio di Guido Riccio, fa pace con Guido il Vecchio 
e col com, di Ravenna (an. 1295), 79, n. S> cf. 22-23. 

Alberico di Simopizzolo [Albericus de Simopicolo] di 
parte geremea, giura pace ai Lambertazzi (an. 1279), 
32, 6, cf. 31, 11-14; p. di Pietruccio, 32, 7. 

Albericuccio v. Mainardi A. 

Alberti Napoleone p. di conte Orso, rie, 12, 
n. 6. 

Alberto [Albertus] v. Asinelli A. ; Bostoli A. ; Cacciane- 
mici A.; Cantinelli A.; Carbonesi A.; Fabro A.; 
Macagnani A.; Principi A.; Salatini A. 

" Alberto [Albertus] canonico di Faenza rie, LIV, 49 a- 
LV, 1 a-19 b „. 

Alberto da Mangona [Albertus de Mangona, de Man- 



go n >.e] fu uccidere il cugino Orso, 12, n. 6; combatte 
in Forlì contro la parte popolare (an. 1292), 68, 23-24. 

Alberto! da Rombna v. Uberto da R. 

Alberto da Sala [Albertus de Sala] f a San Procolo 
(an. 1275), 21, 22; cf. 17. 

At.berto della Scala [Albertus de la Scala] primo si- 
gnore di Verona, Jo, n. 2; 90, 34; chiamato arbitro 
di pace fra Bolognesi intrinseci ed estrinseci (an. 1298), 
n. 5 ; e però manda ambasciatori a Faenza (an. 1299), 
31-36; gli è data in custodia Imola, gì, n. 3; p. di 
Costanza, 59, ». 2, cf. 5-6. 

Alberto di donna Caccia [Albertus d. Cace] f a San 
Procolo (an. 1275), 21, 17, 22-23. 

Alberto di Fontana [Albertus de Fontana; de Fontanis !\ 
piacentino, pod. di Bologna (an. 1269), 10, 16-17; 
Comaccio Galluzzi gli suscita contro una rivolta, 
20-22, " XI, 34-35 „ ; " XXV, 16-24 „. 

Alberto di Greco [Albertus Grecns, de Grego, de Gre- 
co], mantovano, assessore di Brancaleone Andato (an. 
1257), 8, n. 5 ; pod. di Bologna (an. 1258), 9-10; lo- 
dato, il. 

Alberto Greco v. Alberto di Greco. 

Alberto Novello [Albertus novellus] v. Caccianemici 
Alberto. 

" Alberto Tosco [Albertus Tuscus], giudice d. com. di 
Faenza delegato da Ugolino de' Medici; sua senten- 
za nella lite fra il Capitolo di Faenza e gli eredi di 
Mainardo Buzzi (an. 1279), LVI, 1 a-3bb; cf. 39 «-52 b „ 

AlbertuCCIO [Albcrtuccius] v. Galluzzi A. 

Albizzo [Albicus] v. Orsi A.; Rusligani A. 

" Albizzone di Loderingo [Albico doni. Lollorengi], 
fiorentino, rie, LIV, 25-26 a „. 

Alborisio [Alborixius], canonico di Faenza, f (an. 1293), 
74, 9; rie, n. 2; " LV, 24-25 3, 33-34 b, 44-45 3, LVI, 
2 a-36 b, 51 a „. 

Albricus v. Alberico. 

Albrigettus v. Alberghetto. 

Albus V . Gherardo da Parma. 

AldebRANDINUS v. Ildebrandino. 

Aldegherius v. Aldighiero. 

" Alderoto [Alderotus] canonico di Faenza, rie, LVI, 
1 a-36 b „. 

Aldighieri Rolando [Rolandus de Adegkeriis] 
rie, 12, n. 4. 

Aldighiero della Senaza [Aldegherius de Se- 
naza] rie, 12, n. 4. 

Aldobrandino [Aldovrandinus, Aldrovandinus] v. Mala- 
tacchi A.; Mar sili A.; Orgogliosi A. 

Aldobrandino d' Este [Aldovrandinus] figlio di Obizzo II, 
73, 33. 

Aldrebandinus v. Ildebrandino. 

Aldrovandinus v. Aldobrandino e Ildebrandino. 

Alegralcore v. Crevalcore. 

AlemANNIA v. Germania, 

Alemanno della Torre [Alemannus de la Turrc, Ala- 
mannus de Turri], milanese, pod. di Bologna (an. 
"53), 7, 10-11; "XI, 18 „. 

Alessandria [Alixandria, Alexandria], 
— (cittadini notabili): Frido Gregorio, cap. d. pop. 
di Bologna (an. 1257), 7, 35; Guaschi Ruffino, pod. 
di Bologna (an. 1237), 3, 9, "XI, 14 „; Lanzavecchi 
Buonaccorso, cap. d. pop. di Bologna (an. 1272), 
11, 9-10; Lanzavecchi Jacopo Amorotto, cap. d. 



\ 



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INDICE ALFABETICO 



pop. di Bologna (an. 1273), 11, 23-24; MANFREDO DA 
Marengo, pod. di Bologna (an. 1256), 7, 29-30. 
Alessandro pp. [Alexander ; ma Innocenzo IV] tornando 
dal Concilio di Lione passa per Bologna (an. 1251), 
6, 29-30. 
[Alessandro IV] pp. colpisce Bologna d'interdetto (an. 

1260), 8, n. 7. 
Alessandro da Romena [Alexander de Romena, de Re- 
menà\ fratello di Ildebrandino conte di Romagna, 63, 
». 5; di Guido e d'Ag/iinol/o, ibid., e 26, n. 2; el. pod. 
di Faenza (an. 1289), 58, 20-21 ; marescalco d. conte 
di Romagna, e marito di Caterina Fantolini : per 
privata vendetta vuol far uccidere Jacopo da Castel 
de' Britti castaido di sua cognata Agnese (an. 1291), 
64, 28-38; assiste all'accordo pei danni recati a Ste- 
fano Colonna dai Polentani , n. 1; cavalca a Rontana, 
insieme co' Manfredi, e la fortifica, 67, 13-16; prende 
parte al combattimento in Forlì fra Guelfi e po- 
polari (an. 1292)68, 23-24; occupa il castello di San 
Cassiano, in difesa d. diritti di sua m., 69, 31-33; 
tiene coi Manfredi i castelli di Fognano e di Quar- 
neto, 71, 8-10; sue genti custodiscono il castello di 
Monte Maggiore, e son costretti da Maghinardo da 
Susinana a sgombrarlo (an. 1293), 73, 17-22; "rie. da 
Dante, XXIT, 31, 33 „. 
Alexander v. Alessandro. 
Alexandria v. Alessandria. 
Alfonso [III] d'Aragona, sua face con Filippo IV 

di Francia (an. 1286), rie, S7> »• '■ 
Algeriis (de) v. Algieri. 

Algieri Chiara [Clara. . . de Algeriis] figlia di Nicolò; 
vedova di Alberghetto Manfredi, sposa Federico de- 
gli Accarisi (an. 1292), 68, 34-36. 
Algieri Nicolò [Nicolaus de Algeriis] p. di Chiara, 68, 

35; "rie, LVI, 21-22 a „. 
Alidosi [Alidoxii] famiglia d'Imola. Combattono coi 
Nordigli e sono scacciati dalla e. (an. 1290), 62, 8-13, 
Ildebrandino da Romena tenta inutilmente di ricon- 
ciliarli coi Nordigli (an. 1291), 65, 15-18; si riconci- 
liano col com., 34-36; nomi d. loro seguaci banditi 
dal conte di Romagna, 66, 11-13, 15, 27, 31; occupano, 
in odio al com. d'Imola, il castello di Montecatone 
(an. 1292), 70, 8-10; rientrano in Imola (an. 1296), 
84, 9-10; prendono Dozza e la rafforzano, 11 ; loro 
possedimenti nel 1371, 62, n. 3. 
Alidosi Alidosio [Aliloxius de la Massa, Alidoxius de 
Alidoxiis] combatte coi Nordigli ed è espulso da 
Imola (an. 1290), 62, 8-13; il conte di Romagna tenta 
inutilmente conciliarlo coi Nordigli (an. 1291), 65, 
15-18; "XLVI, 18-20,,; fa pace con gl'intrinseci di 
Imola, 65, 34-36; rientra in e, 38-40; Ildebrandino da 
Romena lo conduce con se a Forlì, insieme con altri 
da lui banditi, 66, 25-27: un suo figlio e suoi 
partigiani occupano Montecatone, e vi sono assediati 
dagl'Imolesi (an. 1292), 70, 7-11; i suoi partigiani 
sono scacciati da Crovara per opera di Bernardino 
da Cunio (an. 1292), 70, 16-18; che gli toglie anche 
il castello di Linario, 18-20; 92, 31; rientra in Imola, 
quando questa e tolta ai Bolognesi (an. 1296), 84, 9-10. 
Alidosi Lito [Litus de Alidoxiis] fa pace col com. d'Imo- 
la (an. 1291), 65, 34-36; confinato a Forlì (an. 1291), 
66, 9-10; rientra in Imola (an. 1296), 84, 9-10. 
Alidosio tAlidesius] v, Alidosi A. 



Alidosio della Massa [Alidoxius de Massa, de la Massa] 
v. Alidosi A. 

" Alighieri Dante. Personaggi da lui rie. in varie opere, 
e di cui si discorre nel Chronicon d. Cantinelli: XXII, 
27-XXIII, 1-11»; cit. passim nelle note. 

Alighieri Pietro di Dante, rie, 88, ». 7. 

Alimon v. Lamone. 

Aliotto [Aliottus] v. Galeotto. 

Aliprando [Aliprandus] v. Fava A. 

Alixandria v. Alessandria. 

Alkarisii v. Accarisi. 

Alone (borgo di porta) v. Imola (borghi). 

Alone (porta) v. Imola (borghi). 

Alpi [Alpes], rie, 76, 27; v. Apennini. 

Altedo [Altedum] pr. Bologna; vi cavalca Francesco 
d'Este co' suoi Ferraresi, bruciando case, prendendo 
uomini e bestie (an. 1296), 85, 14-18. 

Alzate (da) [de Alzate] v. Anselmo da A. 

Amadore [Amador, Amator, Amadoref] v. Slorlitti A. 

Amadore di Bulzaga [Amador Bulcage, Bulzage, de 
Bulzaga, da Bulzaga] uccide Garatone Zambrasi 
(an. 1238), 3, 17; " XLI, n. 3; XLIII, 19-22 a, 19-213 
e e „; conseguenze di questo fatto, 3, 17-19; "XLI, 
n. 3 „; "XVIII, 22-25 a, 21-23 b e e „; rie, 3, n. 6; 
"XLI, 16 „', rie. in un docum. d. 1257, 3, n. 6. 

Amati Ponzio da Cremona [Puncamatus, Pontius Ama- 
ius, Amati, Puncamatus! Pugimatus .'] ucciso nel com- 
battimento di Santa Maria in Strada [an. 1228], 1, 
10-11, 4; " XII, 18-19 3 „; sue podesterie varie (an. 1206- 
122 1) e serventese di Guglielmo de la Tor contro di 
lui, j, n. 4. 

Amatore [Amador, Amator] v. Amadore. 

Ambrogio (ponte di Sant') [pons Sancii Anbroxii]. Vi 
si accampano i Bolognesi contro Modena (an. 1249), 
6, 11-12, n. J ; vi mettono in fuga i Modenesi e i 
loro alleati, 6, 15-17 ; vi fanno molti prigionieri, tra 
i quali il re Enzo, 6, 17-19. 

Amelia patria di Bentìvegna Bentivegni, j8, n. J. 

A.MEO [Ameus] v. Soldani A. 

Ammannito Benedetto [Benedictus... Mattiti] romano, 
el. pod. di Faenza ad istanza di Stefano Colonna 
(an. 1290), 61, 28-30. 

Ammannito Pietro [Petrus Manitus] p. di Benedetto, 
61, 29. 

Amore v. Amorosino d'A. 

Amorosino d'Amore [Amorosinus q. Amoris] notaio 
di Faenza, è da Maghinardo da Susinana el. procura- 
tore pr. il cap. d. pop. e il conte di Romagna (an. 1295), 
89, n. 2; cf. 74, ». 4. 

AmoROTTO [Amorottus] v. Lanzavecchia Jacopo A, 

Anagni [Anania]. Vi sono confinati parecchi Ghibellini 
di Rimini (an. 1290), 61, 15-17. 

Anagni (da) v. Giffrcdo da Anagni. 

Anania v. Anagni. 

Anastagino [Anastaxinus, Anastaynus !] v. Guigliarini A. 

Anceo di Sibilani! v. Soldani Ameo. 

Ancerius de Francia v. Anchero di Pantaleo» t. 

Anchero di Pantaleone [Ancerius de Francia] aroiv. 
di Laon, titolare di San fa Prassede; "presente al giu- 
ramento di fedeltà alla Chiesa pronuncialo dai sindir i 
di Bologna (an. /278), XXI, ». J „; f an. 1287, 57, 
14-16 e ». 3. 
Axciani v. Anziani. 



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105 



Ancona (Marca d') [Marchia Anconitana, Marchia], rie. 
28, ». / ; vi si reca il conte di Romagna Guglielmo 
Durand (an. 1285), 83, 4-5; funestata da spaventosa 
terremoto (an. 1379), 30, n. 6. 
Ancona (Marchesi della Marca d') [Marchiones in 
Marchia Anconitana} v. Colonna Giovanni; Durand 
Guglielmo. 
Andalò Andrea di Castellano [Andreas ... d. Castellani 
de Andalo, Andrea de Castellano Dandoli, de Castel- 
lani de Andolò]. cavalca verso Piancaldoli contro i 
Geremei che assediavano quel castello (an. 1278), 
26, 20 e n. 4; le sue genti perseguono i partigiani d. 
Geremei rifugiatisi in una fortezza e ne hanno com- 
piuta vittoria, 27, 6-10"; cf. "XXX, 30-39«, 34-40 e „; 
giura pace ai Geremei (an. 1279), 32, 14, cf. 31, 11-14; 
confinato, 39, 17, cf. 14-15. 

Andalò Brancaleone [ Brancaleonus de Andalo ] el. 
senatore di Roma (an. 1252), 7, 5-6; * XI, 30-31,,; 
la governa cinque anni, 7, 6 ; cf. ». / ; rieletto (an. 
1257), 8, 7 ; f avvelenato {an. 1238), 8, 8, ». 4 ; al- 
tra versione d. sua morte, ». 4; rie, ». Sj là, ». 1. 

Andalò Brancaleone [Branchaleo d. Andalo, de Andolo, 
Brancalione de misser Andoli] fa parte d. spedi- 
zione d. Lambertazzi contro i Geremei a Piancal- 
doli (an. 1278), 26, 20-21; le sue genti riportano 
piena vittoria su i seguaci d. Geremei rifugiatisi 
in una fortezza, 27, 6-10; " cf. XXX, 30-39 a, 34-40 e „ ; 
giura pace ai Geremei (an. 1279), 32, 15, cf. 31, 
11-14; manda aiuti a Zappettino libertini assediato 
in Montevecchio dall' esercito di Bertoldo Orsini 
(an. 1280), 42, 33-36; si avanza nel contado di 
Forlì, 36-38. 

Andalò Castellano [Caslellanus de Andalo, Andalous, 
Castellano Dandoli] va incontro a Margherita di Bor- 
gogna, sul carroccio (an. 1268), 10, 4; capo d. Lam- 
bertazzi, 16,3-4; stringe accordi coi Forlivesi (an. 
1273), 4-5; suoi congiunti; uffici da lui tenuti, ». r ; 
"imprigionato, XXXVII, 43-45 e; 43-47 d „; rie, 16, 
». 3; p. di Andrea, 26, 20 ; 32, 14. 

Andalò Loderingo [Loderengus de Andalo] fratello di 
Castellano, 16, ». 1 ; fr. Gaudente, governa Reggio 
(an. 1265) 9, ». 3; "XIII, 12». 

Andoli v. Andalò. 

Andot.ò v. Andalò. 

Andrea [Andreas] v. Andalò A.; Zeno A. 

Andrea (d') v. Monte d'Andrea. 

Andrea arcidiacono di Luni [Andreas arclridiaconus la- 
nensis] card., vicario dell' arciv. Bonifacio a Raven- 
na, conferma l'elezione d. vesc. di Faenza Lottieri 
(an. 1287), 57, 4-6; lo mette in possesso d. vescova- 
do, 8-9. 

Andrea da Sezze [Andreas de Secia], uno d. giudici 
gen. di Romagna, in Cesena (an. 1290), 62, 31-32; si 
trasferisce con gli altri a Roversano, 
33-36; poi a Forlì, 36-37; cf. 63, 5-6; ne parte, 
22-23. 

Andrea della Montagna [Andrea de la Montagna] fatto 
pod. di Rimini da Stefano Colonna (an. 1290), 61, 
22-23 ; abbandona la e, 62, 28-29, cf. ». J. 

Andrea di donna Ostia ! v. Andrea di donna Giovanna. 

Andrea di donna Giovanna [Andreas domine Iohantie ; 
D. Hostie!] imolese, partigiano d. Nordigli, confi- 
nato a Forlì (an. 1291), 66, 16, 18. 



Andrea (San t ' ) [Sanctus Andrea) pr. Imola, Sj, 
». 6. 

Andreolus [Andriolus] v. Zaccaria A.; Zeno A. 

Andreuccia da Susinana, v. Pagani A. 

Angelini Guidubaldo, prefetto d. Biblioteca di Gub- 
bio ; sua trascrizione d. codice Eugubino fino a p. 75, r. 
2^ d. presente edizione, rie, 75, 2-3; " rese spesso inin- 
telligibile il ms. d. Cantinelli, IV, 22-31 „; " rie, V, 
9-11; XXIII, n. 3 „. 

Angelo (Castel Sant') v. Castel Sant'' Angelo. 

[AngiÒ] v. Carlo d'Angiò. 

Angli v. Inglesi. 

Anglia (de) v. Ugo di Eveskam. 

Anglia! (de) v. Annihaldi Riccardo. 

" Anglico (card.), sua descrizione d. Romagna, rie, LI, 
20-21 „; e passim, nelle note al Chronicon. 

Anibaldis (de) v. Annibaldi. 

" Annales Caesenates. Compilazione d. scc. XIV, XXTI, 
13 „; " risalgono a ricche fonti per quanto riguarda la 
storia faentina dal 1338 al 1241, IX, 25-27 „; il Mo- 
ratini ne cominciò la trascrizione e riduzione, pei 
suoi Annales Forolivienses, soltanto dopoché venne a 
mancargli la fonte cantinelliana, XXIV, 13-35 ,, ; "ac- 
colsero una versione diversa da quella d. Cantinelli, 
intorno all'acquisto di Bertinoro per opera d. For- 
livesi (an. 1306), XXIV, 21-26 „; " diverso è anche il 
racconto d. fuga di Napoleone Orsini, 31-35 „ ; " ser- 
virono di fonte al Cobelli pei fatti dal 1278 al 1282, 
XXX, 47-XXXI, 1-2 „ ; " contengono una versione d. 
difesa di Forlì per opera di Guido da Montefeltro, 
diversa da quella d. Cantinelli, XXXI, 5-9 „; "da essi 
attinse forse il compilatore degli Annales Forolivienses 
il racconto dell' aiuto dato ai Faentini dai Forlivesi 
contro i Ravennati {an. iiàq, ma ioòg) XXXIV, ». 1 „; 
" breve e confusa narrazione in essi contenuta dell' uc- 
cisione di Garatone Zambrasi, XLI, ». 3 „; "pel rac- 
conto dell'assedio di Faenza, servirono di fonte al 
Carrari, XLIV, 15-16 „, "e al Tonduzzi, XLVII, 
2-3 ;; ; rie. passim nelle varianti. 
" Annales Forolivienses, volg. Cronaca Moratina, XXV, 
3-4 „; "compilazione d. sec. XV, XXII, 14 „; "dal 1275 
al 1306 riproducono pressoché integralmente WChroni- 
con d. Cantinelli, XXII, 14-15; XXIII, 12-XXIV, 1-5; 
XVI, ». 2 „; "dal 1307 in poi derivano invece dagli 
Annales Caesenates ; se ne adducono le prove, e se ne 
argomenta che il ms. d. Cantinelli non proseguisse 
oltre il 1306, XXIV, 9-35 „ ; "si dimostra che essi 
non furono la fonte principale d. Cobelli, XXV, 11- 
XXVI, l-is „ ; "accolgono una versione d. difesa di 
Forlì per opera di Guido da Montefeltro affatto di- 
versa da quella d. Cantinelli, XXXI, 3-13 „ ; " conten- 
gono narrazioni, omesse nell'edz one muratoriana, 
simili ad alcuni capitoli d. Tolosano : si dimostra 
infondata l' ipotesi d. Simonsfeld, ch'esse risalgano 
alla parte ora perduta d. Cantinelli, XXXII, 37-XXXI V, 
1-16„; " al secondo di questi racconti, riguardante l'aiuto 
d. Forlivesi ai Faentini assalti dai Ravennati, fu ap- 
posta erroneamente la data d. 122Ò, XXXIII, n. 1 „ 
" esso deriva probabilmente dagli Annales Caesenates, 
tbid.„; " gli Annali furono principal fonte d. Storia di 
Ravenna d. Rossi, dal 1275 in poi, XXXIV, 1J- 
XXXV, 1 e ». 1 „; "non vi sono registrati i nom; 
degli esuli ravennati che rientrarono in patria il io 



10Ó 



INDICE ALFABETICO 



settembre 1249, nomi che il Rossi conobbe dal Can- 
tinelli, XLI, 1-10 „; "il Carrari per la sua Storia di 
Romagna si giovò degli Annales dal maggio d. 1275 
in poi, XLV, 31-34, e ». 6 „; "di essi si giovò il Mit- 
tarelli per rimediare alla mancanza d. carta 41 d. 
cod. cantinelliano, IV, 18-19 „; ma poco abilmente, 
V, 37-VI, 1-89 „ ; è dubbio, se il cod. Brandolini sia 
quello di cui si servì il Mittarelli per confrontare que- 
sti Annales col Cantinelli, XXIII, n. 3; " con l'aiuto 
degli Annales si sono riempite più e più lacune nel- 
la presente edizione, VI, n. 1; LI, 14 „ e passim; rie, 
"XXII, 14-15,,; "XLIV, ». 2 e passim,,. 
"Annales Placentini Gibelt.ini, rie, IX, 21-24 e n. z„. 
Annibaldi Riccardo [Ricardus de Anibaldis, Annibal- 
densis, Riccardcllus, Riccardus de Rosa, sive de Aria- 
no, Richardus de Anglia'.\ cittadino romano, signore 
di Viterbo, 46, ». 3; a sua istanza fu fatto pp. Si- 
mone di Tours (an. 128 1), 7-9 e ». 3; "L, 21 „. 
Annibale [Hannibal] v. Ferniani A. 
" Anselmo da Alzate [Anselmus de Alt-ale], rie, XIX, 20,,. 

Anselmo da Rivola [Anselmus de Rivola] da Bergamo, 
cap. d. pop. di Bologna (an. 1371), 10, 30-31; suoi 
ordinamenti contro i malfattori, 33-34. 

Anselmo di San Lorenzo [Anselmus de Sanctc Lamen- 
tio], el. dal conte di Romagna suo vicario nella po- 
desteria di Faenza (an. 1295), 81, 19-20; cavalca coi 
Faentini e con Maghinardo da Susinana ad Imola 
(an. 1296), 83, 17, cf. 13-84, 1-9. 

Antolino (chiesa di Sant') [ecclesia Suv£ji Antollini] v. 
Faenza {Chiese). 

Antolino da Manzolino [Antollinus de Mandolino, de 
Mansolinis !] dottor di leggi, come sindaco di parte 
geremea rimette nel pp. Nicolò III il compromesso 
d. discordie civili, 33, 28-33; cf. 34, 1-8; riconosce 
il dominio d. Chiesa su Bologna (an. 1278), 28, ». 3; 
cf. 15-20. 

* Antonino (Sant') arciv. di Firenze ; se ne giovò il 
Carrari come di fonte pel racconto dell'assedio di 
Faenza, XLIV, 15-21 „. 

Antonio [Antonins] v. Patavini A. 

Axtoniolo [Antoniolus] v. Bilumei A. 

Anziani del comune di Bologna v. Bologna (Anziani del 
comune). 

Anziani del popolo di Faenza e di Forlì v. Faenza; 
Forlì {Anziani del popolo). 

Anzola rie, 1, ». 3. 

A pennini [Alpes] rie, 26, ». /; 96, 13, ». 2. 

Apia v. Giovanni d'Appia. 

Apollinare (chiesa di Sant') [ecclesia Sancii Apolina- 
ris] pr. Faenza. Vi si ferma Maghinardo da Susinana, 
al suo richiamo dal confine (an. 129'), 78, 36-37. 

Apollonio [Apolonius] v. Orsi A. 

Apostoli (Presbitero della Basilica dei 
SS.) v. Gherardo da Parma. 

Appia v. Giovanni d'Appia. 

Aprutium v. Abruzzo. 

Apuli a v. Puglia. 

Aque Frigide v. Acque fredde. 

AqUASPARTA v. Acquatparta. 

AQUAV1A v. Acquavia. 

A qui LA [Aquila], Vi sono confinati alcuni TVminesi di 
parte popolare (an. 1290), 61, 15-17; vi è incoronato 
pp. Celestino V (an. 1294), 75, 14-17; cf. ». 3. 



AquiLElA (patriarca di) [patriarcha de Aquilea] v. Rai- 
mondo dalla Torre. 

Aragona (re di) [reges Aragonum, Aragonie] v. Pie- 
tro III; Alfonso III ; Giacomo II. 

Arcangelo (Sant') [Sanctus Arcangelus]. Vi si ferma 
l'esercito d'Ermanno Monaldeschi (an. 1288), 58. 5-6. 

Archiepiscopi v. Arcivescovi. 

Archivio capitolare di Faenza v. Faenza {Archivio 
capitolare). 

Archivio del mon. di San Michele in Bosco v. Bolo- 
gna {archivi). 

Archivio delle monache di Sant'Agnese v. Bologna 
{archivi). 

Archivio di Stato di Bologna v. Bologna {archivi). 

Archus (pons) v. Arco {ponte dell'). 

Arci! (pons) v. Arco {ponte dell'). 

Arcidiacono di Luni v. Luni {arciliacono di). 

Arciprete d'Ortona v. Ortona {arciprete d'). 

Arciprete di San Pietro in Laguna, v. Pietro in La- 
guna {Pieve di San). 

Arciprete di Sellustra v. Sellustra {arciprete di). 

Arcivescovi [Archiepiscopi] v. Bari; Ferrara ; Firenze; 
Milano; Monreale; Ravenna {arcivescovi di). 

Arcivescovo di Ravenna v. Ravenna {arcivescovo di). 

Arco (ponte dell') [pons Archus, Arcus; Arci!], sul Lamo- 
ne; lo passano i Forlivesi, diretti a Faenza (an. 1274), 
17, 10; rie. ». 5; e il conte di Romagna, andando con 
le sue genti da Imola a Forlì (an. 1291), 66, 25-26. 

Arco (San Pietro in) [Sanctus Petrus in Archu] v. Pie- 
tro in Arco {San). 

Ardigettus! v. Nordigli Alberghetio. 

Ardizzone [Ardicionus] v. Rustigani A. 

Ardizzone Losco da Pontecarale [Ardicio Lu- 
schus ; Luschulius .'] bresciano, pod. di Bologna (an. 
1239), 3, 20 21; cf. ». 8; "XI, 16 „. 

Arduino [Arduinus] v. Confalonieri A. 

Aregogliosi v. Orgogliosi. 

Aregoglioso v. Orgoglioso. 

Arete (de) v. Rieti {da). 

Aretini [Aretini, de civilatc Aririi, A ritti .'] vinti dai 
Fiorentini a Campaldino (an. 12S9), 58, 26-29, ti. 7; 
una masnada aretina va a Faenza, per aiutarla 
a ritogliere Imola ai Bolognesi (an. 1296), 
83, 15-16, cf. 13-21; si unisce all'esercito d. lega fra i 
com. ghibellini di Romagna (an. 1297), 88, 7-8. 

Arezzo [Aricium, civitas Aririi], Vi prevalgono i Ghi- 
bellini (an. 1289), 58, 26-27; minacciata dai Guelfi 
di Firenze e di Toscana, 32-34. 

— (vescovi) v. Pazzi Gugliclmino (f an. 1289); Ilde- 
brandino da Romena. 

— (vescovo) [episcopus Aretinus] gli appartiene Bibbie- 
na, 58, 28. 

Argenta [Argenta], rie, io n. 8. 

Argo [Argus], rie, 14, io. 

Argogliosi v. Orgogliosi. 

Argogliosiis (de) v. Orgogliosi. 

Argoglosiis (de) v. Orgogliosi. 

Arglliosiis (de) v. Orgogliosi. 

Ariano (da) [de Ariano] v. Annibaldi Riccardo. 

Aricium v. Arezzo. 

ARZENTI Lwhìertino [Lanbertinus de Arieulis] giura 

pace ai Geremei (an. 1279), 32, 5, cf. 31, 11-14. 
Arzenti Uguccione [Uguecio de Arientis] ucciso da Ma- 



INDICE ALFABETICO 



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ghinardo di Panico e dai Gozzadini (an. 1263), 8, 
26-27; " XLV, 24-25 „; era giudice d. pod., 8, ». 12. 
Arigogliosi v. Orgogliosi. 
Arjminum v. Rimini. 

Akiosti Tommasino [Thomaxinus de Riosti, Rioiiis .'] 
bolognese di parte geremea, f a San Procolo (an. 
1275), 21, 17-19. 
AritiiI (civitas) v. Aretini. 
Ariverio [Ariverius] v. Carbonesi A. 
Armanno [Armannus] v. Rustigani A.; Afona/deschi Er- 
manno. 
Armenia (re di) [rex Herminie]. Chiede aiuti al re dei 
Tartari contro i Saraceni (an. 1300), 93, 11-14; li 
sconfigge e recupera le posizioni perdute, 17-19; suoi 
colloqui col re d. Tartari, prima d. b. campale, 
40-94, 1 ; rie, 18; insegne i Saraceni fuggitivi, e disfà 
gli avanzi d. loro esercito, 21-28. 
Armenia (regno di) [regnum Herminic] invaso dai Sa- 
raceni (an. 1300), 93, 12-14. 
Arrete! (de) v. Paolo da Rieti. 

Artenisi Beccadino [Beccadinus de A"tinixiis\ pod. di 

Faenza (an. 1373), 15, 15; di parte geremea, n. 6; 

rie, 16; giura pace ai Lambertazzi (an. 1279), 31, 22, 

cf. 11-14. 

Artenisi Francesco [Franciscus de Arlinixiis] giura 

pace ai Lambertazzi (an. 1279), 31, 23, cf. 11-14. 
Arti (società delle) v. Bologna (società delle Arti). 
Artinixiis (de) v. Artenisi. 
Artois (conte di) [comes Atrabatensis] v. Roberto d'Ar-" 

tois. 
Ascoli (d') [de Asculi] v. Girolamo d'Ascoli. 
Asculi (de) v. Ascoli (da). 
Asinelli (Torre degli) v. Bologna (torri). 
Asinelli Alberto [Albertus de Asinellis] di parte ge- 
remea, giura pace ai Lambertazzi (an. 1279), 31, 1S, 
cf. 11-14. 
" Asinelli Oliviero, bolognese, pod. di Faenza (an. 12J9), 

XVII, n. 1 „. 
Asinelli Pietro [Petrus de Asinellis, de Asinelio] di 
parte lambertazza, giura pace ai Geremei (an. 1279), 
32, 31, cf. 31, 11-14; confinato, 39, 28, cf. 14-16. 
Asinelli Virundo [ Virundus de Asinellis], f combattendo 

contro i Ghibellini di Forlì (an. 1282), 52, 25. 
Aspinis 1 (de) v. Peppi Galeotto. 

Asproni Nicolò [Nicolaus de Aspronibus, Aspronis] è 
ferito mortalmente da Masio e da Prospero Acca- 
risi (an. 1294), 17-19; sue case, n. 4. 
Assisi (da) [de Assisio] v. Francesco da A. 
"Aste Brandolini (dall'), famiglia di Forlì, possie- 
de il cod. degli Annales Forolivienses, XXIII, n. 3 „. 
AsteNse (cronaca) v. Cronaca Astense. 
Asti [civitas astensis]. Vi dimora, esule, Guido da Mou- 

tefeltro (an. 1283), 53, n. 1. 
Asti (podestà di) v. Lambertini Galeotto. 
Asturich v . Austria. 

Atrabatensis Comes v. Artois (conte di). 
Atto [Attus, Allo] v. Ravignani A. 
Augusto, preteso fondatore di Forlì, 43, n. /. 
Auliverius v. Oliviero. 
Aunestina v. Onestino. 
Aunestis (de) v. Onesti. 
ArxESTUS v. Onesto. 
Aiuoli (Castrum) v. Oriolo. 



Auriolo v. Oriolo. 

Austria (duca di) [dm de Asturich] v. [Federico] d'Au- 
stria. 
" Averardino notaio [ Verardinus nolarius], rie, " LIV, 

12-13 b „. 
Averardo da Sassatello [Averardus de Saxa- 

tello] p. di Gentilizio, jj, n. I. 
Avvocati di Faenza v. Faenza (giudici ed avvocati). 
Azo v. Azzo. 

Azzo VII d'Este [marchio de Feraria, marchio Estensis] 
entra in Ferrara e ne ha il dominio (an. 1240), 4, 
12-13, n. ó; riceve gli ostaggi degli Accarisi di Faenza 
(an. 1257), 8, 2-5; " XLIII, 39-40 a, 36-37 5, e „; li fa 
chiudere in Castel Guglielmo e morire, 8, 5-6, "XIV, 
23-24; XLIIf, 41-43 «, 37'-38 b, 36-39 e „; aiuta i Ran- 
goni a scacciare i Grisolfi da Modena (an. 1264), 9, 
n. 2\ manda aiuti ai Geremei, 18, n. J. 
Azzo Vili d'Este [Aco marchio de Feraria] figlio di 
Obizzo II, eredita dal p. il dominio di Ferrara, Mo- 
dena e Reggio (an. 1293), 73, 32-34; arma cav. Fran- 
cesco suo fratello, ed altri (an. 1294), 76, 24-27; rie, 
83, 14 ; le sue genti prendono Imola ai Bolognesi (an. 
1296), 84, n. 1; stringe alleanza coi com. ghibellini d. 
Romagna e dell'Emilia, 12-15; rafforza alcuni castelli su 
i confini fra quel di Bologna e quel di Modena, 15-18 ; 
87, 17-18; * Bolognesi si lamentano con lui perchè i 
Modenesi al suo servizio danneggiano le terre pr. Bo- 
logna, 8S, n. 1; cavalca verso Bologna, 11-14; dispone 
di 400 uomini per l'esercito di Maghinardo, 86, 
24-25; in suo aiuto accorre Maghinardo a Modena, 
87, 13-16; con tutto ciò perde Bazzano, che s'arrende 
ai Bolognesi, 87, 16-21; gli si presentano ambasea- 
tori d. com. romagnoli a lui alleati per trattare degli 
affari comuni (an. 1297), 25-32; fa pace coi Bolognesi 
(an. 1298), 90, n. 4; manda ambasciatori a Faenza 
per trattar la pace fra Bolognese intrinseci ed estrin- 
seci (an. 1299), 90, 31-36; fa preparativi di guerra, 
onde Bologna s'arma a sua vulta (an. 1303), 95, 
10-12, cf. 12-16 e n. j; Modena, Reggio e Finale in- 
sorgono, scacciando le sue genti (an. 1306), 96, 18-24. 
Azzo da Pirovano [Aco , Azo de Pirovaio] m.lanese, el. 
pod. di Bologna (an. 1243), 4, 22-23; assedia in Rof- 
feno e prende il ribelle Azzo di donna Gualdradina, 
24-27 ; condanna in danaro i Lambertazzi, 5, 2-3; essendo 
pod. a Piacenza, riceve l'annunzio della pacificazioìic 
d. partiti bolognesi per opera di Arduino Confalo - 
ìiieri (an. 1244), n. 2; sua risposta, ibid. 
Azzo DA Roffeno v. Azzo di donna Gualdradina. 
Azzo di donna Gualdradina [Aco domine Gualdradine, 
Azzonè Frignani, Azzo da Rofieno, Azo D. Gualdri- 
ne!] figlio di Buonaccorso, 4> »• H', ribelle al com. 
di Bologna, occupa la rocca di Roffeno (an. 1243), 
23-24, "XXI, i2-i5b„; "XLV, 6-7, 11-12; rie, 9-10 „; 
assediato dal pod. di Bologna è, con i suoi seguaci, 
condannato e trascinato a coda di cavallo, 4, 24-27, 
e decapitato, 5, 1; "XII, 45-50 b „. 
Azzolino [Acolinus] v. Lambertazzi A.; Tetlalasini A. 
Azzolino da B agnacav allo, p. di Malvicino, 

88, ». 7. 

Azzolino da Mangona [Acolinus de Mangone] combatte 
in Forlì pel conte di Romagna (an. 1292), 68, 23, 25. 

" Azzurrini Bernardino, scrittore d. see XVI, raccogli- 
tore di noti/ile storiche pubblicate col Ltolo di C.'n'o- 



103 



INDICE ALFABETICO 



nicon ex adversariis B. A., compendiò spesso noti- 
zie d. Cantinelli, XLIII, 12-17, cf.n. 4 „', "tacque dei 
tumulti d'Imola nel 1263, XLVII, 9-10 „; " da lui at- 
tinse più volte il Carrari, XLIII, 12-14 „\ "confronti, 
18-XLIV, 1-14 „ ; "consultato e citato dal Tonduzzi, 
XLVI, 21-23; rie, XLV, 19 „. 

Babilonesi [/'//* de Babilonia] in soccorso d. Saraceni; 
fuggono a Gazara (an. 1300), 94, 19-20. 

Babilonia [Babilonia]. Il re d. Tartari e il re d'Arme- 
nia vi entrano vittoriosi (an. 1300), 94, 27-29. 

Babilonia (soldano di) [soldanus Babilonie] assedia Acri 
e la toglie ai Cristiani (an. 1291), 65, 24-30; vinto 
dai re d'Armenia e di Tartaria (an. 1300), 92, 37- 
93, 1-2; cf. 8-94, 1-29; "IV, 15-17 „. 

Bacagnanum v. Baccagnano. 

Bacalerii, Bacaleriis (de) v. Bacilieri. 

Bacalerius v. Baciliero. 

Bacanum v. Bazzano. 

Baccagnano [Bachagnanum, castrimi Bachagnani, Villa 
Bacagnani] castello di Francesco Manfredi; sua 
posizione, 63, ». 4 ; assediato da Maghinardo da Su- 
sinana e dai Faentini (an. 1290), 24-31; dato in cu- 
stodia al conte di Romagna, 31-32; nuovamente as- 
sediato da Maghinardo (an .1296), 85, 1-4; si arrende 
al com. di Faenza, che lo rade al suolo, 4-7. 
— (que' di) [UH d': Bacagnano] rie, 63, 28. 

Baccilieri v. Bacilirri. 

Bacco. Suo lem fio fr. Faenza rie., 17, n. 2. 

Bachagnanum v. Baccagnano. 

Baciacomare [Baxacomalrix, Baxiafomatre] v. Baciaco- 
mari B. 

[Baciacomari] nemici d. Magoritti fin dal 124.8, 6, n. 11 ; 
cf. 32-34. 

Baciacomari Baciacomare [Baxacomalrix, Baxiaeomatrc 
de Baxacomatribus] di parte geremea, giura pace 
ai Lambertazzi (an. 1279), 31, 19, cf. 11-14; el. pod. 
di Faenza (an. 1292), 71, 32-33 ; è interessato a far 
accettare dai com. d. lega ghibellina l' intervento di 
Bologna nelle discordie col conte di Romagna, 72, 
3-7; lascia il potere e la e, 14-15; cf. 27. 

Baciacomari Bartolomeo [Bertolomeus de Baxacomatrc] 
fa uccidere Giacomello de' Magoritti (an. 1251), 6, 
32-34; f a San Procolo (an. 1275), 21, 17, 23. 

Baciacomari Bonfantino [Bonfantinus de Baxacomatrc] 
ucciso per mandato di Tommaso Beccadelli (an. 1276), 
12, 12-U; era bandito, 15. 

Bacilieri Baciliero [Bacalerius... de Bacaleriis] figlio 
di Nicolò, di parte geremea, giura pace ai Lamber- 
tazzi (an. 1279), 31, 22, cf. U-14. 

Bacilieri Nicolò [Nicholaus, Nicolaus Bacalerii, de Ba- 
caleriis, Bazalerius, Baccilieri] difensore d. castello 
di Piumazzo (an. 1239), 3, 25-28; f nella giornata 
di San Procolo (an. 1275), 21, 17-18, ». 2 ; " XLII, 
30-32 a, 30-31 b „. 
Bacilieri Ramberto [Ranbertus de Bacaleriis] fa pace 

coi Lambertazzi (an. 1279), 31, 23, cf. 11-14. 
Baciliero [Bacalerius] v. Bacilieri B. 
B vgnac wallesi [Bagnacavallcnses,illi de Bagnacavallo], 
I fuorusciti, seguaci d. Lambertazz', dimorano in 
faenza (an. 1274), 18, 17-iS: " son loro concesse da- 
gli Aocari si le case d. Manfredi, XXXVIII, 30-34 . , 
34-;9 f „; insieme con gli altri Lambertazzi eleggono 



pod. e cap. d. partito, 18, 17-20, " XXXVLU, 40-51«, 
40-47 d, cf . 46-49 c „ ; stretti d'assedio si rendono a fatti 
al com. di Fori) (an. 1277), 24, ». 5; i partiti av- 
versari mandano sindaci al pp. Nicolò III per com- 
promettere in lui di loro discordie (an. 1278), 28 
9-11; cf. 3-6; i fuorusciti chiedono al pp. una sede 
fissa, ma inutilmente (an. 1282), 50, 10-13; mandano 
soccorsi a Faenza (an. 1292) 72, 16, 32. 
Bagnacavallo (città) [Bagnacavallum]. Vi pongono 
assedio Faentini, Forlivesi e Lambertazzi (an. 1277), 
24, 4-12; "XXIX, 20-21 „; i Bolognesi tentano di 
distoglierli dall'assedio, 24, 12-15 ; a suo danno è 
edificato un castello su la sinistra d. Lamone, 24, 
16-20 e ». 4 ; vi si reca Bertoldo Orsini, per metter 
pace fra le parti (an. 1279), 40, 26-28; un incendio 
la distrugge (an. 1295), SI, 7-9; il conte Malvicino 
vi esercitò un ferreo dominio, 88, n. 7; sua frazione 
è Traversara, 49, n. 4, cf. 12. 

— (comune) insieme con altri com. ghibellini fa lega 
col march, d' Este e coi Lambertazzi (an. 1296), 
84, 12-15; manda ambasciatori ad Azzo d'E- 
ste (an. 1297), 87, 25-32; fa farle d. lega fra Bolo- 
gna, Bianchi di Firenze, Pistoia, Fori), Faenza, Imo- 
la (an. 1303), 95, *■ *• 

1- (conti di) ghibellini, 3, n. io; i loro seguaci rien- 
trano in Ravenna (an. 1279), 39, 2-3; cf. n. 3; espul- 
si da Ravenna (an. 1295), 80, 29-81, 1-2; "rie. da 
Dante, XXII, 31, 36 „ : v. inoltre: Conti (farle dei); 
Azzolino da B. ; Caterina da B. ; Guido Malabocca 
da B. ; Malvicino da B. 

— (sindaco di). Suo accordo col sindaco e coi conti di 
Donigaglia fei lavori d. f. Senio (an. 1257), 3, ». 6. 

Bagnacavallo (da) v. Galvano da B. ; e Bagnacavallo 
(conti di). 

Bagno (conti di) rie, 20, n. 2; v. inoltre: Guido da B. 

Bagno (da) [de Bagno, Bagna] v. Ugo Pedone da B. 

" Baiardo Pasqualino [Pasqualinus liaardus], rie, LIV, 
14 b ,,. 

Balduini Jacopo [Iacobus Balduini] giura pace ai Lam- 
bertazzi (an. 1279), 32, 8; cf. 31, 11- U. 

Balugani Nicoletto [Nicholittus de Hesio, Nicu- 
lutius Balugani] da Jesi, pod. di Bologna (an. 1275), 
12, 7-8; cf. ». 2. 

Bambo da Susinana [Bambus... de Sosenana] figlio di 
Bonifacio; f nel terremoto di Castiglionchio (an. 
1279), 30, 27. 

Bandezzato DA Conio [Bandecalus, Bandezatus, Bande- 
satus de Cunio] vorrebbe si abbattessero le fortifi- 
cazioni di Faenza (an. 1295), /7, 41-44; dà il figlio 
in ostaggio al conte di Romagna, che lo manda a 
Castrocaro, 78, 30-33, 35; occufa co ì suoi f artigiani 
Porla Ravcgnana in Faenza, 80-81, ». 2 a f. 80. 

Bandino da Modigliana [Bandìnus de Mutilliana; Lan- 
dinus!] figlio d. conte Guido, in aiuto di Faenza 
(an. 1275), 20, 13, 18; ci. pod. di Forlì (an. 1292), 68, 
33; el. cap. gcn. d. lega tra Forlì, Faenza e Ravenna, 
40-42; cap. gen. d. com. compresi nella lega, 70, 35-36; 
71, 6, 7; porta aiuti a Faenza, 72, 16, 22-21; vi torna, 
74, 5-6; va a Forlì, e vi si trattiene, 6 7; di nuovo a 
Faenza, per far onore a Pietro di Monreale (an. 
1295), 77. 35-36; cf. 32-34; ne è espulso dal conte ili 
Romagna, e va a Mudi' liana, 78, 1-4. «onte palatino 
in Toscana, 90, 3-4; pod. di Faenza, cavalca a Lujy 



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109 



e a Roncadello per impedire ai Bolognesi di portar 
vettovaglie a Massa Lombarda (an. 1298), 3-8; rielet- 
to, rinunzia alla podesteria di Faenza (an. 1299), 
20-22; pod. dì Faenza, scaccia Guido dì Raule Zambrasi 
e Tancredi da Modigliana, e fa rientrare gli Acca- 
risi (an. 1306), 96, n. 1 ; concede a Guido Zam- 
brasi di trattenersi in Forlì per quaranta 
giorni, 11-12; el. pod. di Faenza e cap. d. pop. per 
due anni, 15-17. 

Banditori del comune [plorarli comunilalis] v. Faenza 
(banditori del comune'). 

BARASIO (di') [ Barasii] v. Cattarono di B. 

RarenSIS [archiepiscopus\ v. Bari (arcivescovo di). 

J!.\ri (arcivescovo di) [archirpiscopus barcnsis] v. Sara- 
ceno Giovanni. 

Barletta [Barletta, Barlictat], Vi f è ed sepolto Carlo 
d'Angiò (an. 128^), 53, 5. 

Bartolino [Bartolinus] v. Ondcsanti B.; Onesti B. 

Bartolo (chiesa di san) [ecclesia sancii Bartoli] sulla 
strada da Forlì a Villanova, rie, 49, 2-3, n. 2; ne i 
suoi pressi stanno accampate le milizie di Giovanni 
d'Appia (an. 1281), 48, 31-49, 1-3; Guido da Monte- 
feltro vi conduce sue milizie a proteggere i conta- 
dini dalle ingiurie d. nemici, 8-9; nelle sue vicinanze 
si azzuffano i seguaci degli Accarisi e quelli di Guido 
Zambrasi (an. 1306), 95, 39-96, l; cf. n. 1. 

Bartolomeo [Bertolomcus, Bartolomeus] v. Bacìacomari 
B.; Carbone B.; Guidozagne B.; Principi B. 

" Bartolomeo [dotninus Bartholomeus] ospita in Bologna 
Guido da Parma (an. I36q), LIX, \3-i4b„. 

"BARTOLOMEo[Bari/iolomeus] g'udice di Faenza rie, LVII, 
32-33 b „. 

Bartolomeo della Fratta [Bertolomcus de Fracta] giu- 
ra pace ai Lambertazzi (an. 1279), 32, 23; cf. 31, 
11-U. 

Bartolomeo vescovo di Grosseto [Bartholomeus epi- 
scopus grosselanus] leg. apostolico in Romagna; sua 
partenza (an. 1289), 59, 15-16. 

Barufatti Guidotto [Guidottus de Baru/attis], bolo- 
gnese di parte lambertazza, confinato (an. 1279), 39, 
22; cf. u-16. 

Baruffaldino [Barufal linus, B^rof al linus] v. Storlitti B. 

Baschiera [Basckeria] v. Tosinghi Bindo del B. 

Basilica Ursiana v. Ravenna (chiese). 

Battifolle [Battifollis] feudo d. conti Guidi, 66, n. 2. 

Battifolle (conti di) rie, 20, n. 2; v. Bagno 
(conti di). 

Baxacomatrix v. Baciacomare, 

Baxiacomatrk v. Baciacomare. 

BaxiacomatRIbus (de) v. Baciacomarii 

Bazalerius v. Bacilieri. 

Bazanum v. B azzano, Panzano. 

Bazzano [Bazanum, castrum Baroni] castello d. Mode- 
nesi, preso e distrutto dai Bolognesi (an. 1247), 5, 
19-21; cf. "XII, 11 a „; i suoi abitanti si sottomettono 
a Bologna, 3, n. 8; è fortificato da Azzo Vili d'Este 
(an. 1296), 84, 15-17; cf. 87, 17-18; è preso per fame 
dai Bolognesi, 16-21; "Vili, 14-15 „. 

Beatrice [Bealrixid] v. Manfredi B. 

Beaujeu (di) [di Belgiuoco] v. Guglielmo di B. 

Beauvoir (di) [de Belvaro, Belva.xe, Belvedere] v. Rie- 
dardo di Beauvoir. 

Becadelli v. Beccadelli. 



Beccadelli JacopIno [Itrcobinus de Berradellis] bolo- 
gnese di parte Geremea, f combattendo contro i 
Faentini (an. 1275), 19, 8; "XL, 36-37 a, 37-38 e, 
37-38 d „. 

Beccadelli Tommaso [T/iomavius de Becadellis] fa uc- 
cidere Bonfantino Baciacomare (an. 1276), 12, 12-14. 

Beccadino [Beccadinus] v. Artcnisi B. 

B:;lgiuoco (di) v. Beaujeu. 

Bellabranca (di) [domini Bellabranche] v. Francesco di B. 

Bellondini Bertoldo, notaio, stipulò il trattato di 
pace fra Geremei e Lambertazzi (an. 1279), 3/, n 4. 

BEI/TALE di Beltale [Bcllalis d. Bcllalis] giureconsulto, 
procuratore d. Faentini a Bologna, 14, n. 1; ucciso a 
Solarolo (an. 1274), 17, 25; " VI, 13; XXXVI, 47-50 a, 
strazio die si fece d. suo corpo, 14, n. I] versi in sua 
lode, 14, 1-4; cf. X, 15 „. 

Belvaro (de) v. Beauvoir. 

Belvaxe (de) v. Beauvoir. 

Belvedere v. Beauvoir. 

Benacatus! v. Alharesani Bonacatto. 

Bencér v. Bench'aro. 

Bijnchiaro I" Benclarum] pr. Marradi, 78, n. 1: castello d' 
Maghinard'-» da Susinana, che vi si ritira quando l- 
espulso da Faenza, 2-3 (an. 129:;), 78, 1-3, n. 7; lo 
ereditò Francesca, s/>osa di Francesco Orsini, n. 1. 

" Bencivenga da C al ugnano [Bencevennis e Co- 
lugnano] ci. procuratore di Faenza, fa atto d'ossequio 
e d' obbedienza all'arciv. di Ravenna (an. 12S1), 
XLVIIT, n. S; cf. 34-35 „. 

Benedetto [Bencdiclus] v. Ammannito B.; Caetani B. ; 
Guicciardini B. 

Benigno Filippo [Philip pu* Benìgnus] succede a Gu- 
glielmino da Sesso nella podesteria di Bologna (an. 
1265) 9, 13-14. 

Bentivegna [Bentevegna, Bentevcnga] v. Bcntivcgni B. 

Bentivegni Bentivegna [ Bentevegna, Bentivegna, 
Bcntivenga de Bentevegnis] d'Amelia, card., vesc. di 
Albano, "presente al giuramento di fedeltà alla Chiesa 
pronunziato dai sindaci di Bologna (an. 1278), XXI, 
n. j"„; f in Roma (an. 12S9). 58, 22-23, ;/. j". 

Benvenuto [Bcnvenutus] v. Speni B.; Orsi B. 

Berengario (frate) maestro dell'ospedale di San 
Giovanni Gerosolimitano, mandalo in Italia da Ro- 
dolfo re d. Romani (an. 1275), 22, ». 4. 
Bergadano (di) [Bergadani] v. Pietro di Bergadano. 
Bergamo [Bergamum] (cittadini notabili) : Anselmo da 
Rivola, cap. d. pop. di Bologna (an. 1271), 10, 30-31. 

Bergogna v. Borgogna. 
Bergognonus v. Borgognone. 
Bernardin di Fosco rie, 28, n. t. 
Bernardino [Bernardinus] v. Rogati B. 
Bernardino da Cunio [Bernardinus de Cunio] entra in 
Faenza, pel tradimento di Tebaldello Zambrasi (an. 
1280), 44, 2-5; p. di Alberico, 56, 7-8; i suoi figli 
fuggono da Faenza (an. 1290), 62, 18-19; vi rien- 
trano, 22-25. 
Bernardino da Cunio [Bernardinus, Bernardus de Cunio] 
figlio di Bernardino, el. pod. d'Imola (an. 1292), 69, 
18-19; cavalca a Montecatone, tenuto dagli Alidosi, e 
l'assedia, 70, 7-11; cavalca a Crovara, e ne scaccia gli 
Alidosi, 16-18; prende Lanario, pure di Alidosio, 18-20; 
insieme con Maghinardo da Susinana e i Faentini, 
cavalca a Monte Maggiore e lo prende (an. 1293), 73, 



no 



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17-22; pretende che siano abbattute le fortificazioni 
di Faenza (an. 1295), 77, 41-44; dà il figlio in ostaggio 
al conte di Romagna che lo manda a Castrocaro, 78, 
30-33, 35; richiamato dal conte di Romagna, sosta 
nella chiesa di sant'Antolino, 36-38, 40-41; va ad 
Oriolo, e poi a Faenza, per la conclusione della 
pace fra i partiti, 79, 1-3, 7-10; possiede la casa di 
Marco Michiel, ». 4 ; occupa coi suoi la Porta Rave- 
nnana di Faenza, 80-81, n. 2 a p. 80. 
Bernardino da Polenta [Bernardinus de Polenta] figlio 
di Guido, interviene, come pod. di Cervia, al parla- 
mento di Faenza (an. 1202), 71, 38, 41: conduce in 
soccorso di Faenza le milizie cerviesi, 72, 19-20; cf. 
16; el. pod. di Faenza (an. 1292-1293), 31-35; parte- 
cipa alla pace fra Ravennati intrinseci ed estrinseci 
(an. 1295), 70, ». S; entra nella lega già stretta fra 
Bologna, Forti, Faenza, Imola, Pistoia e i Bianchi di 
Firenze {an. 1303), <?$", ». 2; el. pod. di Bologna 
(an. 1306), 97, 4-5; sopraggiunge a sedare un tumulto 
sorto contro il card, leg., 15-16. 
Bernardino di Donigaglia rie, 3, n. 6. 
Bernardino di Foscolo d'Achille [Bernar- 
dinus Fuscoli Achilli] presente alla pace fra i conti 
Guidi e i Traversara (an. /216); identico forse al 
Bernardin di Fosco rie. da Dante, 28, n. 1. 
u Bernardo [Bernardus] canonico di Faenza rie, LVI, 

1 flr-36 h n , 
Bernardo da Cunio [Bernardus de Cunio] v. Bernardi- 
no da Cunio. 
Bernardo [di Languissel] [Bernardus Portuensis] card., 
vesc. di Porto, leg. apostolico in Romagna (an. 1283- 
8s)> 61, 21-22, n. 3; confinò Guido da Montefeltro 
a Chioggia, ibid.; 33, n. 1; sua consti tutio rie, 61, 
20-21. 
Bernardus Portuensis v. Bernardo [di Languissel], 
"Bernicoli [Silvio] rie, XLIT, n. 3, a XLIII, n. 3 „, 

" XL VI, n. 6 „. 
Berofaldinus v. Baruffaldino. 

Bertinoro (città e castello) [civitas Britonorii, Bcr- 
thenorium, castrum Bretenorii], Vi si rifugiano molti 
Ghibellini, all' entrare d. Francesi in Forlì (an. 1282), 

52, 11-12; si arrende alle milizie pontificie (an. 1283), 

53, n. 1 ; \ suoi capi sono costretti a cedere i for- 
tilizi a Ildebrandino da Romena conte di Roma- 
gna, che li fa rafforzare e custodire da' suoi fami- 
liari (an. 1292), 67, 31,34, "LI, 10 „; vi si riducono 
i soldati d. conte di Romagna volti in fuga dai 
popolari di Forlì, 68, 26-28; Malatesta vuol ri- 
c.ondurvi i suoi seguaci, 70, 29-31; rie, n. 6; ne è 
espulsa la parte ghibellina (an. 1295), 81, 2-3; vi 
entra Guglielmo Durand conte di Romagna, 82, 7 ; 
il castello, assediato e tolto per forza ai Calbolesi 
da Forlivesi e Faentini uniti, resta in potere di Forlì 
(an. 1306), 97, 21-28; "altra versione di questo fatto 
secondo gli Annales Caesenales, XXIV, 24-26 „. 

— (contado) [comitatus Brittcnarii, territorium Bre- 
tenorii] rie, 28, n. 1, 20, n. 1 ; vi pongono il campo 
gli eserciti collegati di Faenza, Forlì e Ravenna 
(an. 1292), 70, 21-24 ; e danno il guasto alle cam- 
pagne, 24-25. 

— (fortilizi) [fortilicie] sono ceduti al conte di Ro- 
magna Ildebrandino da Romena, che li fa occupare 
e custodire da' suoi (an. 1292), 67> 3>34. 



B'.rtinoro (Ghibellini) espulsi (an. 1295), 81,2-3. 

— (podestà) [potestas Bretenorii] v. Malatesta Mala- 
testino (an. 1292). 

— (quei di) [UH de Bretenorio, mililcs et populares ci- 
vitatis Britonorii] Pietro Martire ottiene per essi la 
remissione d. danni recati ai Faentini nelle ultime 
guerre (an. 1249), "XVI, 2-5 „; rie, 23, n. 2; i fuo- 
rusciti trattano di pace coi Ghibellini (an. 1276), 23, n. 
2 ; sindaci d. due parti vanno alla Curia romana per 
compromettere nel pp. Nicolò III d. discordie civili 
(an. 1278), 28, 9-11; cf. 3-6; insieme con Guido da 
Montefeltro e Guglielmo Francesco danno il guasto 
alle campagne fra Ravenna e Forlì (an. 1281), 47, 
31-40 ; occupano Forlì insieme con Maghinardo, i 
Polentani e i Malatesta (an. 1290), 63, 10-20 ; un cit- 
tadino di Bertinoro e presente all'accordo fra i Po- 
lentani e Stefano Colonna, in Forlì (an. 1291), 64, 
n. 7; sei d. migliori cittadini son fatti arrestare da 
Ildebrandino da Romena e costretti a cedergli i for- 
tilizi di Bertinoro (an. 1292^, 67, 31-33; in aiuto di 
Faenza, 72, 21-22; cf. 16; i fuorusciti fanno lega col 
march. d'Este (an. 1296), 84, 13-14; la milizia e il 
pop., uniti a quei di Ravenna, Rimini e Cervia, oc- 
cupano e poi perdono Forlì, 86, 6-15. 

— (rettore del contado di) [comitatus Brittenorii 
rector] v. Romagna (conti o rettori di). 
Bertoldo [Bertoldus] v. Bcllondini B.; Orsini B. 
Bertolino d'Abaisio [Bertolinus de Abaisio] di parte 
lambertazza, confinato (an. 1279), 39, 21, cf. 14-16. 
Bertolomeus v. Bartolomeo. 
Bettino di Scarpellino [Bilinus Scarfillini] ucciso in 

Faenza (an. 1280), 45, 7-8. 
Bevagna [Mevania] v. Nicola di Rodolfo da Bevagna. 
Bevano, torrente pr. Bertinoro, 70, ». 6. 
Beveno [Bevenus] luogo pr. Bertinoro, ove pongono il 
campo gli eserciti di Forlì, Faenza e Ravenna (an. 
1293), 70, 21-24. 
Béziers, rie, 28, ». 3. 
Biagio (porta di San) [porta Sancii Blaxii] v. Forlì 

(porte). 
BlANCANlGO [Blancanigum] nel contado d' Imola, ig, n.3; 
fortificata dai Faentini (an. 1217), ibid. ; vi cavalcano 
i Geremei (an. 1275], 24. 
Bianchello /. di Omo di San Pietro, j"ó, ». z. 
Bianchi di Firenze [Bianchì, Blanci de Florentia] rie, 
7J, ». 4 ; si uniscono in alleanza con Bologna, 
Faenza, Imola, Forlì, Cesena, Cervia, Pistoia (an. 
1303), 95, 25-28, ». 2; mandano rappresentanti in 
Faenza, per trattar gli interessi d. lega 32-37 ; domi- 
nano in Pistoia (an. 7JOJ-1306), 96, 25-28; cf. ». 4, 
[Bianchi] Gherardo v. Gherardo da Parma. 
Bianco [Blanchus] v. Galluzzi B. 

BlBBIANA, proprietà di Maghinardo da Susinana, ere- 
ditata dalla nipote Alberta, 02, ». 4. 
Bibbiena [Bibena] apparteneva al vesc. d'Arezzo, 58, 2S; 
nelle sue vicinanze combattono Fiorentini e Aretini 
(an. 1289), 26-29; rie, 66, ». 1. 
Bibena v. Bibbiena. 

Biblioteca Classense v. Ravenna (Biblioteca Classcnsc). 
Biblioteca comunale di Forlì; di Gubbio v. Forlì; Gub- 
bio (Biblioteca comunale). 
Biblioteche di Bologna v. Bologna (biblioteche). 
Bilumei Antoniolo [Anio/iiolusdc Bilumeis], Ildebrandino 



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111 



da Romena Io conduce seco, con altri iraolesi, a 
Forlì (an. 1291), 66, 30, cf. 25-26. 

Hindo del Basciiiiìka [Bindus Bascherid\ v. Tosinghi B. 
del B. 

Hinielli Biniello [Biniellus. . . de Biniellis; Brivollus. . . 
de Buriellis! Buricllus !] da Imola, figlio di Zane, 
fa prendere a tradimento dai seguaci d. Nordigli 
Suzzo di Lauzano e Galizio Uspinclli (an. 1280), 43, 
1-15; riceve il prezzo d. suo tradimento, 16. 

Bjnielli Zane [Cane de Biniellis, de Buriellis '.] p. di 
Biniello, 43, 1-2. 

Biniello [Biniellus] v- Binielli B. 

" Bisono, castello nel territorio bolognese, occupato dai 
Lambertazzi (an. 1275), XLII, 31-32, 34 b „. 

Bitinus v. Bettino. 

Blancanigum v. Biancanigo. 

Blanchi v. Bianchi. 

Blanchus v. Bianco. 

Blanci v. Bianchi. 

Blaxii (porta sancti) v. Biagio {Porta di San). 

Boatieri Cervo [Cervns de Boateriis] gonfaloniere d. 
carroccio, promuove discordie in Bologna (an. 1272) 
11, 20-21; "XV, 25-26,,; giura pace ai Lambertazzi 
(an. 1279), 31, 31; cf. 11-14. 

Boatiero \quidatn Bovalerius] mandato da Alessandro 
da Romena a Faenza per uccidere Iacopo di Castel 
de' Britti (an. 1291), 64, 29-36. 

Bobbio (vicariato di) comprendeva Rancido, 13, 
n. 8. 

Boccacci Gherzio [fr. Ghercius d. Boccacii, Ghertius D. 
Bocalii, Bocociif, terzo Boccalino /] un suo figlio è 
dato in ostaggio ai Manfredi (an. 1257) e ucciso, 
8, 3-6 ; " XLIII, 33-34 a, 38-43 a, 32-33 b, 35-38 b, 32-34 e, 
36-39 C „. 

Boccacci Guglielmo [Guiliehnus Boccacius, Bocencius !\ 
giura pace ai Geremei (an. 1279), 32, 30, cf. 31, 
11-14. 

Boccadironco [Boccaderuncho] v. Guarini B, 

" Boccalino ! „ v. Boccacci Gkerzio. 

Bocencius! v. Boccacci Guglielmo. 

Bococn! v. Boccacci Gherzio. 

Bocola V. Buzzola. 

Bologna [Bononia] " Della sua storia si occupa diffusa- 
mente la prima parte d. Chronicon d. Cantinella, X, 
21-23 „; " ma a cominciare dall'an. 1277 si parla poco 
di cose bolognesi, XV, 33-34,,; "non v'è altra cro- 
naca di Bologna altrettanto ricca ed esatta, per l'ul- 
timo trentennio d. sec. XIII, XXII, 4-6 „. 

— (anziani del comune) [ anciani comunis, Anziani 
sive Ministrales Populi Bononie] fanno rientrare in 
Imola i Menduli, e vi eleggono pod. Uberto da 
Ugeno (an. 1254), 7, 20-23; " vengon meno al giu- 
ramento da essi fatto, di rispettare e salvare Gu- 
glielmo da Pusterla, pod. espulso (an. 1274), XIX, 
19-24,,; v. anche Magoritti Giacomello; Passeggeri 
Rolandino. 

— (archivi): " del mon. di San Michele in Bo- 
sco,,, rie, XVII, n. 6 „; - " delle Monache di San- 
t'Agnese v. di Stato,,; - "di Stato: possiede uà 
istrumento in cui è menzionato un Pietro Cantinelli, 
LEI, 3, 10 a „. 

— (biblioteche) "posseggono copie d. ms. cantinel- 
liano, XLIX, 40-41 „. 



Bologna (" campo di Santa Margherita) [campus Sancte 
Margherite'] rie, LUI, 13-14 a „. 

— (capitani del popolo) [capitami populi]: "X, 22-23; 
26-27 ; 29-30 „ ; * XI, 23-24 „ ; Useppo Giuseppe de' 
Toschi a torto fu creduto cap. d. pop. (an. 1228), 2, 
». 3; "LI, 1-3 „; v. Giordano di Lucino (an. 1255); 
Buonaccorso da Soresina (an. 1256); Frido Gregorio 
(an. 1257) ; Guidesto da Pontecarale (an. 1267 e 1268); 
Ricciardo da Villa (an. 1269); Confalonieri Enri- 
chetto (an. 1269 e 1270); Anselmo da Rivola (an. 1271) ; 
Lanzavecchia Buonaccorso (an. 1272); Lanzavecchia. 
Jacopo Amor otto (an. 1273); Giustiniani Marco (an. 
1274); Malatesta da Verucchio (an. 1275); Lupicim 
Garsindonio (an. 1276 e 1277); Manfredo della Roste 
(an. 1277, luglio-decembre); Rossi Stoldo (an. 1278); 
[Torelli] Ramberto di Salinguerra (an. 1306); Rossi 
Pino (an. 1306). 

— (carroccio) [carogium, carocium] è portato incontro 
a Margherita m. di Carlo d'Angiò (an. 1268), 10, 
1-5; trasportato nella eh. di san Pietro (an. 1272), 
11, 17-19; "coi Geremei nella guerra contro Faenza 
(an. 1275), XLII, 4-5 „; n'è abbattuto il gonfalone, 
21, 1; cf n. 1. 

— (cavalieri o frati Gaudenti) v. Andalò Lodcringo, 
Catalano di Guido. 

— (chiese) [ecclesie]: San Domenico [eccl. sancti vel beati 
Dominici] d. fr. Predicatori; vi è sepolto il re Enzo 
(an. 1272), 11, 13; vi si conchiude pubblicamente dai 
sindaci d. due parti la pace fra Geremei e Lambertazzi 
(an. 1279), 30, 37-31, 1-5, - S. Pietro [eccl. beati Pe- 
tri], vie portato il carroccio (an. 1272), 11, 17-19. 

— (città) [civitas Bononie]. Le società d. Arti in- 
vadono il pai. d. com. (an. 1231?), 2, 9-13; cf. n. 3; 
" XII, 2-9 „ ; fra Giovanni da Vicenza vi mette pace 

fra il com. e il vesc. (an. 1233), 3, 2; vi si fa il cen- 
simento (an. 1234), 2, 20-21; " XI, 27 „; [ma an. 123S, 
n. 7]; vi predica fra Giovanni da Vicenza (an. 1235), 

3, 1-2; XII, 20-23 b „; nell'assenza d. pod., è retta da 
Ottone di Mandello col titolo di difensore (an. 1242), 

4, 19-20, n. io; ribellione e supplizio di Azzo di donna 
Gualdradina (an. 1243), 23-5, 1; "XE, 47-50 5; XLV, 
6-7, 10-12,,; tumulti per l'uccisione di Guiduccio Lam- 
bertazzi, 5, 1-2; " XI, 27 „ ; e supplizio dell'uccisore, 

5, 3-5; pace fra Lambertazzi e Soldani (an. 1244), 7-9 
e n. 2; " XI, 27-28; ne sono banditi i Lambertazzi e 
le loro case son distrutte (an. 1245), 5, 13-14, n. 4.; 
vi è cominciato il palazzo nuovo d. com. (an. 1246), 
16-17 e n. J; XI, 28-29; le e. di Romagna ricevono 
da essa il pod. (an. 1248), 6, 4-5; "XIV, 15-16,,; vi 
è condotto prigione re Enzo con molti d. suoi (an. 
1249), 6, 17-19; ne partono alcuni Faentini fuoruscili 
senza il permesso d. pod. e d. card, leg., 8, ». 1; 
conseguenze d. morte di Federico E in Bologna, 
XXII, 17 „ ; vi passa il pp. [Innocenzo IV] e vi è 
ricevuto con molto onore (an. 1251), 6, 29-30; vi è 
ucciso Giacomello de' Magoritti, anziano d. pop., 
32-34; vi giungono ambasciatori d. com. di Roma a 
chiedere un cittadino bolognese per senatore (an. 
1252), 7, 2-4; tumulti (an. 1256), 31-33; "rie, LIV, 
10 b „; ne accorrono a Faenza amici degli Accarisi 
e d. Manfredi (an. 1257), 7, 37-8, l; "XIV, 21-22,,; 
nuove contese fra le parti (an. 1260), 8, 15-16, n. 7; 
molti d. principali cittadini sono confinati a Pisa 



112 



INDICE ALFABETICO 



e a Venezia (an. 1263), 24-25; vi è ucciso Uguccione 
degli Arienti, 26-27, ». 12; rie, 9, 9; ne è espulso per 
opera d. Geremei il pod. Guglielmino da Sesso (an. 
1265), 10-13; " XV, 19-20 „; vi passa l'esercito di Carlo 
d'Angiò, 9, 15-16, ». 4; la società d. calzolai incendia 
il palazzo d. com. e tumultua (an. 1267), 27-30, ». g; 
" XI, 33 „ ; ne è cacciato il pod. Zanino Dandolo, 9, 
26-27, 30-31; vi passa la m. di Carlo d'Angiò (an. 
1268), ». io, 35-10, 1; molti d. grandi di Bologna 
le vanno incontro, 1-5; ne è bandito Caccianemico 
Caccianemici, uccisore di Guido Paltena, U-15; cf. 
11-12; ne è espulso il cap. d. pop. Ricciardo da Villa 
(an. 1269), 17-19; "XV, 21-22 „; tumulti contro il pod. 
Alberto di Fontana (an. 1269), 10, 21-22; "XI, 34- 
35 „; discordie fra Galluzzi e Lambertini per la po- 
desteria di Forlì, 10, 23, ». 6; "XXV, 19-20, 24-25: 
XLI, 28 ; XLV, 27-29 „ ; vi passa Filippo III di 
Francia (an. 1271), 10, 31-32; vi si fanno ordina- 
menti contro i malfattori, 33-34; XI, 35; e vi e isti- 
tuito il magistrato d. face, io, ». io; vi e istituita 
la Società d. Croce di Giustizia, 36, ». / ; vi sono 
portate le insegne tolte ai Veneziani, 11, 6-7; dopo 
lunghi anni di carcere, vi muore Enzo di Svevia, ed è 
onorevolmente sepolto (an. 1272), 11-14; " XI, 36 „; vi 
predominano i Geremei: tristi effetti di tal dominio, 
11, 15-21; molti d. suoi cittadini son fatti cav. da re 
Odoardo d'Inghilterra (an. 1273), 27, ». 6; 16, 5-7: 
"XXVI, 29-31 a; 35-38 b; 38-38; 41-XXVII, 1-2 e „; vi 
torna l'esercito dall'assedio di Forlì, 11, 30; 12, ». 7 a 
p. 11 ; vi combattono aspramente Lambertazzi e Ge- 
remei (an. 1274), 12, 3-4; 16, 29-17, 1-2,»./; 18, 11-14: 
" XXVII, 41-42,,; vi giungono aiuti ai Lambertazzi, 17, 
4-5; "XXXV, 17-22 a; 17-21 b-, 13-23 e; 17-20 d „; e da 
Ferrara e Modena ai Geremei, 18, 15, n.3; " XXXVIII, 
8-12 a „; "molti Lambertazzi vi sono imprigionati, 
XXXVII, 43-XXXXIII, 2-5 e; XXXVII, 35-XXXVIII, 
2-6 d „; esodo d. Lambertazzi, 12, 3-4; 18, 14-16: 
* XVII, 22-23 „ ; " XVIII, 38-39 „ ; " XIX, ». 2 „ ; ne 
sono espulsi il pod. e il cap. d. pop., 12, 4-5; i Forli- 
vesi si dirigono verso di essa per soccorrere i Lam- 
bertazzi, 17, 4-5; vi predominano i Geremei, 19, 16; vi 
passano il leg. apostolico e il cancelliere dell' imp. 
(an. 1275), 23, 5; cf. 22, 37-39; " XLVIII, 1-2 a „: 
cf. XLVII, 28-32 a „; vi è ucciso Bònfantino Bacia- 
comare (an. 1276), 12, 12-13; vi predominano ancora 
i Geremei (an. 1277), 24, 30; vi ritornano i Bo- 
lognesi, udita la sconfitta d. Fiorentini, 26, 9-10; 
vi prevalgono sempre i Geremei (an. 1278), 15; vi 
giungono nunzi di pp. Nicolò III, 28, 2-3 ; è ricono- 
sciuto il dominio d. pp. su di essa, 16-20, n.3; rie, 
28, »«. 4 e Sì v i si recano il card. Latino e Gentile 
Orsini, ma vi trovano l'opposizione d. Geremei, 29, 
22-26; accoglie onorevolmente il nuovo pod. Bertoldo 
Orsini (an. 1279), 30, 35-36; vi si conchiude dai sin- 
daci d. due parti la pace fra Lambertazzi e Geremei, 
37-31, 1-5; " XLVI, 9-11 „; rie, 31, ». 6 a p. 30; sen- 
tenza di Nicolò III " super pace civitatis Bononie „; 
32, 32-38, 1-25; discordie fra le .parti ed espulsione 
d. Lambertazzi, rie, 33, 24-26; rie, 38, ». 2; vi 
rientrano i Lambertazzi, 39, 11-14; " XVIII, 27-28 „; 
ne parte Bertoldo Orsini, 40, 4-5; e poco dopo scop- 
piano in e. gravi tumulti, 8, 11; Geremei e Lamber- 
tazzi combattono per le vie, e questi ultimi sono 



espulsi, 32-35, ». 2 e 3; " XVIII, 29, 33-34 „ ; uccisione 
di molti Lambertazzi e distruzione d. loro case, 41, 
1-3; vi è accolta con grandi onori Clemenza figlia 
dell' imp. Rodolfo, la quale vi sposa per procura Carlo 
Martello (an. 1281), 46, 12-16, ». 4; Giovanni d'Ap- 
pia vi raccoglie genti per la guerra contro i Lam- 
bertazzi, 48, 15-19; vi passa il card. Gherardo di 
Parma, tornando dalla legazione in Francia (an. 1291), 
22-24 ; Firenze vi manda ambasciatori a metter pace 
fra i Bolognesi e i com. d. lega di Romagna (an. 
1292), 72, 36-40; vi entra il card. leg. Pietro da Pi- 
perno (an. 1296), 87, 6-7: ne parte, 11-12; vi si reca 
fr. Agnello da Faenza per trattar la pace fra il com. 
e i Lambertazzi (an. 1299), 91. 3; vi si trattiene 
parecchi giorni il card. Matteo d'Acquasparta, conte 
di Romagna (an. 1300), 94. 37-39; accoglie con onore 
le milizie di Faenza, Forlì ed Imola venute a difen- 
derla contro un possibile tentativo d. march, di Fer- 
rara (an. 1303), 95, 21-23; cf. 11-16; ne partono le 
milizie di Faenza, 23-25; vi si conchiude la lega fra 
Bologna, Imola, Faenza, Forlì, i Pistoiesi intrinseci 
e i Bianchi di Firenze, 25-28; a cui s'aggiungono poi 
Cervia, Cesena e Bernardino da Polenta, ». 2; vi 
scoppiano tumulti, e la parte marchesana rientra 
in e, scacciando il cap. Ramberto di Salinguerra 
(an. 1306), 96, 36-97, 1-6; sopraggiunge il card, leg., 
Napoleone Orsini, che tenta inutilmente di pacificare 
i partiti, 7-11; fugge dalla e, 12-18; "XXIV, 27 „; 
molti Bolognesi ne son banditi, 19-20. 
Bologna (cittadini notabili) : Andat.ò Brancaleonk, 
senatore di Roma (an. 1252-54, 1257-58), 7, 5-6, ». 1 ; 
8, 7-8, ». 4; Andalò Castellano, capo d. Ghibellini 
di Modena e di Rimini, 16, ». 1; pretore a Fermo, 
ibid.\ senatore di Roma, ibìd.\ duce d. Lambertazzi 
(an. 1273), 3-4; Andalò Loderingo, governa 
Reggio (an. 1265), 9, ». 3; "XIII, 12; Biaciacomari 
Baciacomare, pod. di Faenza (an. 1292), 71, 33-34; 
Caccianemici Caccianemico, pod. di Faenza (an. 
1270), 15, 1-2; " VII, 22-23 „ ; Catalano di Gui- 
do* governa Reggio (an. 1265), 9, ». 3; " XIII, 12 „; 
Galluzzi Comaccio, pod. di Todi (an. 1280), 
io, n. 5; Galluzzi Guidochiaro, pod. di Modena 
(an. 1264), 9, 6-8; Gruamonte della Fratta, pod. 
di Faenza (an. 1270), 15, 1-2; "VII, 22-23; pod. di 
Ravenna (an. 1271), iS> «-.2,' Lambertini Ga- 
leotto, pod. di Asti, di Tortona, 22, ». /,* di Ce- 
sena (an. 1275), 4; Lambertini Simone, pod. di Faen- 
za (an. 1290), 60, 7-8; Liazari Liazarino, pod. 
di Modena (an. 12 J7), 33, n. 2 ; Mezzovillani Rigo, 
cap. d. pop. di Faenza (an. 1289), 59, 2-3; Passeg- 
gieri Galvano, ambasciatore a Carlo d'Augia 
(an. 1276), 12, ». 3; Prendiparte Guidottino, pod. 
di Faenza (an. 1280), 45, 9-10; Prendiparte 
Roberto, ambasciatore a Carlo d'Angiò (an. 1276), 
12, ». 3; Ranieri d'Abaisio, arciprete di Sellustra, 
68, 29-30. 
— (comune Di) [comune Bononie], Allealo di Faenza 
nella guerra contro Imola (an. 1222), 2, ». S ; fa pace 
con questa, ». 2; " guerre combattute dal com. fra 
il 1228 e il 1229, rie, XXXIII, 33-34 „; perde per 
tradimento Piumazzo (an. 122S), 1, 1-4; "XII, 11- 
14 b „', punisce i traditori, 1, 4-7; "XII, 15 b „, cf. 
"L, 5-6 a „', combatte, aiutato dai Faentini, a Santa 



INDICE ALFABETICO 



113 



Maria in Strada con Modenesi, Parmigiani e Cre- 
monesi, 1, 8-11, n. 3; "XII, 16-10 b „; assedia San 
Cesario, e combatte neramente con Modenesi, Par- 
migiani e Cremonesi (an. 1229), 1, 1.3-2, 1-5; 7, //. 
6; 2, n. 1 ; sottomette il Frignano (an. 1233), 2, 
18-19; [ma an. 1234, n. 6; et. "XIII, 7-9 „]; fa il 
censimento (an. 1234), 2, 20-21 ; "XI, 27 „; [ma an. 
I2 3Si »■ 7] ; prende e distrugge Castel Leone (an. 
1237), 3, 9-12; "XII, 23-24 a, 23-27 b „ ; stringe lega 
con Paolo Traversara per avere Ravenna (an. 1239), 

3, 21-23; toglie ai Modenesi, e distrugge Magreta, 
28-30; toglie loro e distrugge Marano di Campiglio, 

4, 4-5, n. 2; è sconfitto presso Vignola, dal conte Si- 
mone di Chieti, 5-7, h. 3; " XII, 39-42 b „ ; unito con Ve- 
nezia, assedia Ferrara e l'ottiene a patti (an. 1340), 4, 
9-10; ribellatosi Azzo di donna Gualdradina, lo assed a 
nella rocca di Roiìeno, e preso, lo condanna a morte 
(an. 1343), 23-5, 1; XII, 43-50 6; "XLV, 6-7, 10-12 „; 
conferma il lodo di pace fra Lambertazzi e Soldani, 
pronunciato dal pod. e dal vose. (an. 1244), 5, ». 2; 
pone in bando i Lambertazzi (an. 1245), 13-14; to- 
glie Bazzano ai Modenesi e lo distrugge (an. 1247), 
19-21, n. 8; aiuta il card. Ottaviano degli Ubaldini 
a recuperare Faenza e la Romagna alla Santa Sede 
(an. 1348), 6, 1-3; "XIV, 2-8 b „; "aspira a divenir 
signore d. Romagna, XXV, 30; XXVII, 36-37 „; le cui 
e. ricevono da esso il pod., 6, 4-5; " XIV, 15-16 „; to- 
glie molti castelli ai Modenesi, 6, 6-7 ; manda un 
grande esercito contro i Modenesi al ponte di San- 
t'Ambrogio (an. 1249), 11-12; riassale Modena, 19-20; 
e vi getta dentro asini per derisione, 20-21; fa pace 
con Modena, 21-22; "XIII, 6-7 „; e le impone di non 
conservare alcun castello di qua dal Panaro, 11, n. z ; 
cf. 1-2; patti d. pace scolpiti nel muro d. palazzo d. 
com., 16-17, n. Sì , ritiene in prigione re Enzo, 6, 22; 
manda soldati e vettovaglie a Parma (an. 1250), 25-27 ; 
non riesce ad ottenere da pf. Innocenzo 
IV Medicina , già altra volta occupata 
(an. 1251), 6, n. o; vende Medesano (an. 1251), 30- 
31; cf n, io; richiesto di un senatore dal com. di 
Roma, manda Brancaleone Andalò (an. 125 1), 7, 2-6 5 
scava il Naviglio nuovo (an. 1253), 11-12, n. 4; as- 
sedia Cervia e la prende (an. 1254), 15-18; fa tornare 
i Menduli in Imola, e vi elegge pod. Uberto da 
Ugeno, 19-23; "XI, 31 „; " affranca i servi d. gleba, 
XIII, 11-12 „ ; "riceve in dedizione Faenza e ne fa 
colmare le fosse (an. 1256), 13-16; XIV, 17-20 „; cf. 
"XVI, 24-XVII, 1-20 „; "impone pace perpetua alle 
fazioni faentine (an. 1257), XIV, 25-26 „ , cf. "XV, 
3-5 „ ; designa ogni anno il pod., e, occorrendo, il 
cap. d. pop. di Faenza, 8, n. 2 ; " XIV, 26-29 „ ; col- 
pilo d'interdetto (an. 1260), 8, n. 7; manda un eser- 
cito contro Imola dopo la cacciata d. Brizzi (an. 
1263), 8, 23-24; "XI, 32 „ ; costringe a patti le fa- 
zioni imolesì, 8, n. 11 ; promette di far tornare i 
Grisolfi in Modena (an. 1264), 9, 3-6; cf. " XI, 32-33 „; 
contro i patti, manda a Modena un pod. bolognese, 
9, 6-9; "XV, 17-19,,; fa grandi accoglienze a Mar- 
gherita m. di Carlo d'Angiò (an. 1268), 10, 1-5; 
bandisce Caccianemico de' Caccianemici, 14-15; man- 
da un esercito a Primaro e vi costruisce un castello 
contro i Veneziani (an. 1370), 26-23; 15, 4-5; nuovi 
ordinamenti contro i malfattori (an. 1271), 10, 33-34, 



n. io; distrugge Savignano, secondo i patti concilili; i 
con Modena nel 1249; H» *" 2 > *• f ì * a seppellire 
Enzo re con grande onore (an. 1272), 11, 12-14; 
" sua inimicizia con Forlì, XXV, 29-31 „ ; fino al 1273 
aveva mandato rettori a questa e, "39 e n. 4 „ 
ma nel 1373 essa non vuol riceverli, e perciò Bo- 
logna manda un esercito ad assediarla, 15, 16-20: 
11, 25-26; "XI, 36; XXVI, 22-27 a; 22-32 b ; 22-37 e „ , 
cf. "XXVII, 36-37,,; "guerra con Forlì rie, XIX, 
7 „; nonostante l'intromissione d. re Odoardo d'In- 
ghilterra, non si accorda coi Forlivesi, per colpa d. 
Geremei, 11, 28-30; cf. 16, 5-6; "XV, 26, 28; XVI 
17-22; XXVI, 27-28, 31-37 a, 32-35 b, 37-40; XXVII, 
2-10 e „• torna in e, e delibera una nuova spedi- 
zione per l'anno seguente, 11, 30-31 ;" XXVI, 37-40 
XXVII, lo-13„; Faenza si sottrae al suo dominio 
(an. 1274), rS, u. 1 ; cf. 5-7; "XVIII, 12-14 „; "che 
risaliva al 1257, VII, 19-20 „; "relazioni fra Bologna 
e Faenza durante questo periodo, XVI, 24-XVII, 
1-20,,; "scacciato il pod. Guglielmo da Pusterla, lo 
perseguita, e al com. di Milano che chiedeva per lui 
un'indennità risponde rifiutando, XIX, 8-30 „ ; perde 
Cervia, per tradimento di Pievale da Stoppa (ani 
1275), 21, n. 4; cf. 24-29; i custodi che teneva ne- 
castello di questa e. fuggono per mare, 30-31; "sua 
guerra con Faenza, rie, XXV, 3 „ ; punisce Tommaso 
Beccadelli, uccisore di Bonfantino Baciacomari (an- 
1276), 12, 13-14; arma soldati di varie parti d'Italia' 
e muove verso Imola, per distogliere i Lambertazzi 
dall'assedio di Bagnacavallo (an. 1277), 24, 12-15; di 
nuovo contro Imola, 25, 10-11; delibera di andare 
contro Faenza, per impedirle d'aiutar Forlì, 14-16; 
fornisce di danaro e provvigioni i Forlivesi ribelli» 
assediati in Calboli dal com. di Forlì (an. 1278), 
27, 27-29; manda sindaci e nunzi a Viterbo, che rico- 
noscano il dominio d. Chiesa su Bologna, 28, n. 3, 
fa pace coi fuorusciti (an. 1279), 30, 36-31» 
1-5; cf. 31, n. 4; deve pagare lo stipendio al rettore 
designato dal pp., 35, 40-36, 1; rie, 12, 20; 37, 24 5 
manda un sindaco e ambasciatori a Bertoldo Orsini, 
in Imola, con promesse d'obbedienza (an. 1280), 41, 
25-27; s'accorda con Tebaldello Zambrasi per impa- 
dronirsi di Faenza, 43, 28-44, 1-8 e n. 1; manda am- 
basciatori alla Curia romana (an. 1281), 48, 8-10; 
suoi ambasciatori presenti al parlamento indetto in 
Forlì dal conte di Romagna, Stefano Colonna (an. 
1290), 60, 3-4; fa abbattere i fortilizi e spianar le 
fosse d'Imola, 62, 13-14; Maghinardo da Susi/tana e 
i Ghibellini faentini pongono Faenza sotto la prote- 
zione di Bologna, n. 4; i suoi ambasciatori s'accor- 
dano con Ildebrandino da Romena e con glLamba- 
sciatori di altri com. di Romagna per una psce 
gen. (an. 1291), 63, 42-64, 1-2; riceve Imola in cu- 
stodia dal conte di Romagna, e vi manda duemila 
uomini (an. 1292), 70, 11-12 e ti. 2; prende e di- 
strugge Dozza, 12-14; e Montecatone, 14-15; 
manda ambasciatori e lettere a Forlì e ai Calbolesi, 
perchè non facciano offesa al conte di Romagna e a 
(luci di Valbona, 71, 25-31 ; manda solenne ambasciata a 
Faenza, offrendo il proprio intervento nelle discordie 
fra essa Faenza e com. alleati, e il conte di Romagna 
Ildebrandino, 35-43; ma tale intervento non è accet- 
tato, 72, 1-2; nuova infruttuosa missione, pr. il pod, 



Tomo XXVIII (MlTTARELLl), p. IJ _ R. 



114 



INDICE ALFABETICO 



di Faenza Baciacomare e i conti di Cunio e Guido 
di Raule da Cesena è Maghinardo da Susinana, 3-8; 
temendo la vendetta di Bologna i Faentini fortificano 
la e, 9-14; cf. 16-27; cosa che Bologna ascrive ad 
ingiuria, 39-40; pratiche di Firenze, per la pace tra 
Bologna e i Romagnoli, 36-40; porta rinforzi ad 
Imola assalita dai Faentini (an. 1296), 83, 24-27 e 
». 3, cf. 13-21; con tutto ciò la perde, 84, 1-8; prende 
per fame Bazzano, fortificato dal march. d'Este, 87, 
16-21; Maghinardo cerca d'impedirgli le comunica- 
zioni con Massa Lombarda (an. 1297), S8, 15-16; le 
masnade d. com. s'azzuffano pr. il f. Idice coi Lam- 
bertazzi, ma son volte in fuga: molti gli uccisi 
e i prigionieri (an. 1298), 89, 19-26; scrive lettere 
concilianti a Maghinardo da Susinana (an. 1299)-. 90, 
». 4; manda ambasciatori a Faenza per trattar la 
pace coi fuorusciti bolognesi, 31-33, 35-36; fr. Agnello 
da Faenza tratta la pace fra il com. e i Lambertazzi, 
37-91, 1-5; i suoi ambasciatori e il pod. s'incontrano 
a Monte del Re coi rappresentanti d'Imola, di 
Faenza, di Forlì, di Cesena, con Maghinardo Pagani 
e Galasso da Montefeltro, e conchiudono la pace, 
5-11, ». 2 e 31 onorevoli accoglienze fatte al suo pod. 
Ottolino di Mandello da Faenza e da Forlì, 12-14; 
insospettito d. preparativi di guerra fatti da Azzo 
d'Este, chiede aiuti a Forlì, Faenza ed Imola (an. 
1303), 95, 10-16; cf. 17-23; stringe alleanza con Imola, 
Faenza, Forlì, Bagnacavallo, Pistoia e i Bianchi di 
Firenze, 25-28; vi aderiscono Bernardino da Polenta, 
Cervia, Cesena, ». 2; manda ambasciatori a Faenza, 
per trattar gli interessi d. lega, 32-37 ; è scomunicato 
dal card. leg. Napoleone Orsini (an. 1306), 97, 28-32 
e ». 3. 
Bologna (consigli) loro deliberazioni riguardanti Mo- 
dena (an. 1272), ir, ». j\ 

— (consiglio del comune) [consilium comunis] prima d. 
1273 eleggeva i rettori di Forlì, 15, 16-18. 

— (CONSOLI del comune) [consules comunis Bononie] ; 
fan rientrare i Menduli in Imola e vi creano pod. 
Uberto da Ugeno (an. 1254), 7, 19-23; " rie, XXXIII, 
24-25,,. 

— 'contado) [comilalus Bononie, lerritorium Bononiense, 
ager Bononiensium]; suoi castelli sul confine mode- 
nese, rie, 9, 5; ne giungono aiuti ai Gcremei (an. 
1274), 18, 15-16; 2b, 17-18; " devastato dai Lamber- 
tazzi (an. 1275), XLII, 32-35 a, 31-35 b „; danneggiato 
dai Modenesi che vi stavano a far lavori di scavo 
(an. 1296), 8j, »• 1; lo invadono da varie parti, 
mettendolo a sacco e fuoco, Azzo e Francesco d'Este, 
Galasso da Montefeltro e Maghinardo da Susinana, 
con milizie di Cesena, Forlì, Faenza, Imola, Modena 
e Reggio, 11-24; nuove scorrerie d. Faentini e degli 
Imolesi (an. 1297), 88, 2-6; (an. 1298), 89, 34-90, 
1-2; ne giungono aiuti a Bologna minacciata dal 
march. d'Este (an. 1303), 95, 14; è colpito da scomu- 
nica e da interdetto insieme con la e. (an. 1306), 97, 
28-32; v. Altedo, Castel San Pietro, Crcspcl/ano, Fras- 
sineto, Goleata, TAgnano, Medicina, Pcola, Quaderna, 
Varìgnana, Vidriano. 

— (CONTI di) v. Romagna (conti rettori di). 

— (" cronache „). " La prima parte d. Cronaca d. Can- 
tinelli registra quasi esclusivamente fatti bolognesi, 
X, 19-32 „; " con ricchezza e precisione di notizie, 



superiori a quelle d. altre cronache bolognese. XI 
XII „; "qualche lacuna d. racconto d. Cantinelli è pe- 
raltro colmata dal Chronicon bononiense, XIII, 1-18,,; 
" alcuni episodi d. storia di Bologna, narrati dal 
Cobelli, derivano forse dalle carte ora perdute d. 
Chronicon cantinelliano, XXXII, 13-37 „. 
Bologna (difensóre della città) [defensor civitalis Bo- 
nonie], specie di pro-podestà, 4, ». io; v. Ottone di 
Mandello (an. 1240). 

— (fazioni) [partes, quarteria] v. Gercmci; Lamber- 
tazzi; Marchesani, 

— (frati) [fratres]: Predicatori; loro eh. rie, IL, 13. 

— (fuorusciti) v. Bolognesi; Lambertazzi. 

— (gabelle d;:l comune) [gabella et passagium comunis] 
impegnate dai Geremei per far fronte alle spese d. 
guerra contro Forlì (an. 1277), 25, 2-4. 

— (Ghibellini) rie, 17, n. 6. 

— (giudici) [iudices] v. Antolino da Manzolino; Conte 
da Budrio; Liazàri Liazario. 

— (gonfaloni ere del carroccio) [gonfalonerius caro- 
cii] v. Boatieri Cervo (an. 1272). 

— (Guelfi) aiutati da Carlo d'Angiò (an. 1277), /3, 
». 6; rie, 17, ». 6. 

— (magistrato della pace) istituito nel 1271, 
io, ti. io; cf. 33-34. 

— (mercanti) [mercatores de B.] conchiusa la pace fra 
Bologna e i com. ghibellini (an. 1299), possono nuo- 
vamente viaggiare con sicurezza per la Romagna, 
91, 14-15. 

— (mercato) rie, 18, ». 3. 

— (ministrali) v. Anziani. 

— (monete) lira bolognese [libra Bononie]. 5, 3; 10, 
14; 27, 28; 54, 17-18; 78, 10, 17-18; soldo bolognese 
[solid us Bononie], 56, 32. 

— (naviglio nuovo) [naviglum novnm] scavato (an. 
1253), 7, 11, 12, ». ./; cf. "LI, l„. 

— (mot ai) [notar/i] v. Avcrardino; Bellondini Bertol- 
do; Fabro Tommaso; Mar sili Aldobrandino; Spa- 
gnolo di Guido. 

— (palazzo del comune) [pallacium, palacinm comunis], 
vi è ucciso su le scale Rolando di donna Cecilia (an. 
1228), 1, 5; invaso e devastato da Useppo de' Toschi 
e suoi seguaci (an. 1231?), 2, 9-13; "XII, 2-9,,; cf. 2, 
». 6; incendiato dai calzolai (an. 1267), 9, 27-30; ne 
è tolta la lapide contenente i patti d. pace con Mo- 
dena (an. 1272), 11, 15-17; cf. ». J. 

— (palazzo nuovo del comune) cominciato a costruire 
nel 1346, 5, 16-17, ». J; "XI, 28-29 „. 

— (palazzo del vescovo) [pallacium cpiscopatus] as- 
salito dai Marchesani tumultuanti contro Napoleone 
Orsini (an. 1306), 97, 12-15. 

— (piazza del comune) [platea comunis]. Vi è decapi- 
tato Ameo de' Soldani (an. 1243), 5, 4-5; vi è tra- 
sportato il carroccio (an. 1272), 17-18; vi combatto- 
no Geremei e Lambertazzi (an. 1279), 40, 32-34. 

— (podestà) "suo stipendio, XIX, 14-16 „; " un elenco 
di pod. e di cip. d. pop. fu probabilmente la prin- 
cipal fonte d. prima parte d. Chronicon cantinelliano, 
XV, 33-40 „; " un elenco d. pod. dal 1257 o dal 124S 
al 1270 era contenuto forse in tre carte smarrite d. 
codice, VII, 15-:4 „ ; osservazioni sulla serie d. pod. 
data dal Cantinelli, X, 21-23, 25-30, XI, 2-22 „; v. Fava 
Aliprando (an. 1229); Pagano da Pictr asanta (an. 



INDICE ALFABETICO 



115 



1230); Federico da Lavellolongo (an. 1231); Zeno 
Ranieri (an. 1232); Visconti Uberto (an. 1233); Guido 
di Raule (an. 1234); Carnevale da Ugeno (an. 1235); 
Poltroni Compagnone (an. 1336); Sordi Uberto (an. 
1236); Guaschi Ruffino (an. 1237); Roberto da Conco- 
rezzo (an. 1238); Ardizzone da Pontccarale (an. 1239); 
Zeno Ranieri (an. 1240); Ottone da Mondello (an, 
1241); Visconti Uberto (an. 1242); Azzo da Pirovano 
(an. 1243); Con/alonieri Arduino (an. 1244); Ugoni 
Filippo (an. 1245); Visconti Ottone (an. 1246); Viscon- 
ti Guido (an. 1247); Cani Bonifacio (an. 124S); Ugoni 
Filippo (an. 1249); Ricciardo da Villa (an. 1250); 
Bonifacio da Sala (an. 1251); Enrico da Monza (an. 
1252); Grillo Pietro (an. 1253); Alemanno della Tor- 
re (an. 1253); Uberto da Ugeno (an. 1254); Ricciardo 
da Villa (an. 1255); Manfredo da Marengo (an. 1256}; 
Buonaccorso da Soresina (an. 1257); Alberto da Creta 
(an. 1258); Rangoni Jacopino (an. 1259); Usumari 
Lanfranco (an. 1260); Matteo da Correggio (an. 
1261); ,Z?Z20 Andrea (an. 1262); Tavernieri Jacopo 
(an. 1263); ^«?«(? Andrea (an. 1264); Guglielmino da 
Sesso (an. 1265); Benigno Filippo (an. 1265); Za^e 
Giovanni (an. 1266); Dandolo Zanino (an. 1267); 
Reco dalla Torre (an. 1267 e 1268); Alberto di Fon- 
tana{&n. 1269); Guido da Correggio (osi. 1270); A/«- 
loselli Lanfranchino (an. 1271); Gattalusi Luchetto 
(an. 1273); Guidesto da Pontccarale (an. 1273); <?«- 
glielme da Pusterla (an. 1274); Putaglio Rolando 
(an. 1274); Balugani Nicoletto (an. 1275); Ricciardo 
di Beauvoir (an. 1276); Rolando della Senaza (an. 
1276 e 1277); 7?ow/ Stoldo (an. 1277, luglio-di- 
cembre) ; Manfredo della Rosa (an. 1278) ; Orsini 
Bertoldo (an. 1279. giugno-dicembre); Rosso della 
Tosa (an. 1292); Jacopo del Cassero (an. 12 96); CV- 
tolino da Mondello (an. 1299); Bernardino da Polen- 
ta (an. 1306). 
Bologna (ponti) [/0»rt?s] " L, 51-LI-i „. 

— (porte) v. Quartieri. 

— (portici) Portico d. Lambertini [portictts Lanber- 
tinorunì\; vi è ucciso Giacomello de' Magoritti, 
(an. 125 1), 6, 32-33. 

— (quarteria) v. Fazioni, quartieri. 

— (quartieri) [quarteria]: di Porta Nova, rie, 
83, n. 2; di Porta Ravennate [Quaricrium 
porle Ravcnnalis], rie, 83, n. 3, 89, n. 6; di Porta 
San Pietro [Quarterium porte Sancii Petri], rie, 
83, 26; di Porta Stieri [porta Steria], rie, 85, 
n. 2. 

— (quattro di credenza). Tcbaldcllo Zambrasi 
manifesta loro il suo proposito di dar Faenza ai Ge- 
remei (an. 1280), 44, n. 1. 

— (" scolari „) " dopo i tumulti d. 1306 si trasferiscono 
a Padova, XXIV, 33 „. 

— (sindaci del comune), riconoscono il dominio pon- 
tificio (an. 1278), 28, 14-23, n. 3; "XXI, n. 3 »', v. 
Antolino di Manzolino, Liazari Liazarino. 

— (società) [societates et conventicula seu coniuraliones], 
ricevono da pp. Nicolò ITI disposizioni restrittive 
(an. 1279), 37, 7-16; sono condannate in danaro da 
Bertoldo Orsini (an. 12S0), 41, 6-9; scrivono lettere 
concilia!! ve a Ma g 1 ! inardo \ da Susinana (an. 1299), 
90, n. 4. 

— (società dei calzolai) [societas calcolariorum] ; ap- 



picca fuoco al palazzo d. com., per liberare Carlo di 
Nascimbene (an. 1267), 9, 27-30, n. 9; "XI, 33 „. 
Bologna ("società dei notai,,) suo statuto (an. 
1304) rie, XXI, n. 1 „. 

— (società del popolo) [societates de populo B.] rap- 
presentate alla b. di San Procolo (an. 1275), 20, 33. 

— (società della Croci: o di Giustizia) [societas 
Crucis, fustiliae] istituita disciplinata da Rotondino 
Passeggeri contro i Lamberlazzi (an. 1271), 36, n. 1 ; 
pp. Nicolò III ne sospende gli statuti (an. 1279), 36, 
27-37, 1-6-38, 1-6; è condannata da Bertoldo Orsini 
a una forte ammenda (an. 1280), 41, 6-9. 

— (società delle Arti). I rettori, capitanati da Uscp- 
po de' Toschi, invadono e devastano il palazzo d. 
com. (an. 1231 ?), 2, 9-13; "XII, 2-9 „; cf. 2, n. 3. 

— (società di Giustizia) v. società della Croce. 

— (statuti e documenti del comune) distrutti da) 
furor popolare (an. 1231 ?), 2, 9-13; cf. n. 3; rie, 

7, 33. 

— (statuto del comune) [statutum comunis B.], vio- 
lato da Buonaccorso di Soresina, che essendo cap. 
d. pop., si fa eleggere pod. per l'anno seguente (an. 
1256), 7, 31-33. 

— (strade): strada di Santo Stefano [strato 
Sancii Stephani], Vi è ucciso Bonfantino Baciaco- 
mare (an. 1276), 12, 12-13. 

— (studio) Innocenzo I V vuole allontanarlo (an. 1266), 

8, n. 7. 

— (territorio) v. contado. 

— (torri): "degli Asinelli [lurris de Asinellis] no- 
tizia d. sua edificazione (an. 11 09), contenuta forse 
nelle carte ora perdute d. Cantinella, XXXII, 13-20,,. 

— (vescovi) v. Ubaldini Ottaviano senior (an. 1248); 
[Boncambi] Jacopo (an. 1254); Ubaldini Ottaviano 
iunior (an. 1279). 

Bolognesi [Bononienses, UH de Bonomo, de populo Bono- 
mie]. " Insieme coi Ravennati, sono scoti-fitti da Faentini 
e Forlivesi (an. 1069?) XXXIV, n. 1 „; "costruiscono 
una strada da Bologna a Cervia per non pagare le 
gabelle ai Forlivesi (an. 1160), XXXII, 20-2*; "sono 
sconfitti pr. Toscanella da Cristiano di Magonza 
alleato d. Forlivesi, 25-39 „ ; edificano Piumazzo (an. 
1203), 1, n. 1 ; s'impadroniscono di Medesano (an. 1218), 
6, n. io; trattano con Faenza le condizioni d. guerra 
contro Imola (an. 1222}, 2, n. 3 '; posseggono Medicina e 
San Giovanni in Persicelo, ibid., n. 3 ; cf . 1,8; " guerre 
da loro combattute nel 1228-29, rie., XXXIII, 33-34 „; 
aiutati dai Faentini nel combattimento di Santa Ma- 
ria in Strada (an. 1228), 1, n. 3; cf. 9; edificano Ca- 
stelfranco, 3, n. 4; assediano San Cesario e com- 
battono fieramente coi Modenesi, Parmigiani e Cre- 
monesi (an. 1229), 1, 13-2, 1-5; 1, n. 6; 2, n. 1 ; dei loro, 
e ferito Paolo Traversara, 1, n. 6; combattono coi 
Modenesi a Castel Leone (an. 1237), 3, 9-12; " XII, 
23-24 a, 23-27 b „ ; temono un assalto di Federico II 
(an. 1239), 3, n. 11; assalgono Modena, ma non rie- 
scono che ad incendiarne i sobborghi, 4, 1-3; " XII, 
36-39 b; cf. 30-31 «; sconfitti pr. Vignola dal conte 
Simone da Chicli, e da' Parmigiani, 4, 5-7, n. 3 ; " XII, 
39-42 b „ ; Enzo ed Ezzelino da Romano non osano as- 
salirli; essi invece si spingono fino alla Tagliata (an. 
1247), 5, 21-24; " recuperano Faenza e la Romagna alla 
Santa Sede (an. 1248), XIV, 2-8 b; cf. 2-9 a „ ; rie, 6, 2 ; 



116 



INDICE ALFABETICO 



cf. " L, io „', danno i poti, alle e. di Romagna (an. 
1248), 6, 4-5; " XIV, 15-16 „ ; sconfiggono re Enzo pr. il 
ponte di Sant'Ambrogio (an. 1349), 6, 11-17; "fanno 
pace coi Modenesi, XIII, 6-7 „; cercano invano di ria- 
vere Medicina dal pp. (an. Iiji), 6, ». g; aiutano i Ra- 
vennati contro Cervia (an. 1254), ~, n. 6; cf. 15-18: 
" cento cav. bolognesi marciano in Puglia contro re 
Manfredi, XIII, 10-11 „; " mandano un esercito contro 
Imola (an. 1263), XL VII, n. 4,,; cf. 8, 23-24; patii 
da loro imposti alle fazioni d'Imola, rie, n. 11; due 
bolognesi, Loderingo Andato e Catalano di Guido, 
governano Reggio (an. 1265), o, ». 3; "XIII, 12 „; 
molti di loro seguono Carlo d'Angiò contro Manfredi, 
22, n. 1 ; edificano Castel Primaro (an. 1270), io, 
». 8; ci. 26-28; distruggono Savignano (an. 1271), 11, 
1-2, ». 7; e Mont'Ombraro, ». /; passano il Po, scon- 
figgono a Castel Primaro i Veneziani e ne portano a 
Bologna le insegne, 4-7 ; loro perdite per la inalarla di 
quei luoghi, n. 2; rie, n. 11; "loro spedizione contro 
Forlì (an. 1273), XXVI, 31-37 e- XXVII, 30 „; molti 
di essi son creati cav. da re Odoardo d' Inghilterra, 
11, 26-27, ». 6; 16, 6^-7; "XXVI, 29-31 a; 35-38 b; 37-38, 
41-XXVII 1-2 c„; " mandano a Forlì un'altra amba- 
sciata, XXVII, 35 „; e fanno un'altra spedizione con- 
tro di essa, 12, ». 7 a p. n ; cav. bolognesi alla presa 
di Solarolo (an. 1275), 13, 21-24; "XXXIX, 7-10 a; 
5-8 d„; s'appressano a Faenza, 18, 35, XL, 5-7 a „ ; 
molti di loro sonp uccisi o fatti prigionieri al primo 
combattimento pr. San Procolo, 19, 7-12 ;"XL, 36- 
53 a; 36-50 d „ ; insieme coi Faentini e con gì' Imo- 
lesi s'accampano pr. il ponte di San Procolo, 19, 
15-18; cf. 20, 23-24; circondati dai Lambertazzi, fra 
l'ospedale di Roncodosio e una " tomba „ di Bona- 
ventura Gotosio, sono gravemente sconfitti, 30-21, 
1-6, ». /; "XV, 7-9; XXVIII, 19-22; XLII, 2-35; 38- 
40 „ ; li conduceva Malatesta da Verucchio, 21, ». / ; 
nomi d. principali cittadini caduti nella b., 17-23; 
"guerra con Faenza rie, XXV, 3„; perdono Cervia 
per tradimento di Piovale da Stoppa, ». 4; marni (ino 
a Carlo d'Angiò per aiuti (an. 1276), 19, ». 3; i 
fuorusciti, capitanati da Orso da Mangona e 
uniti coi Faentini intrinseci e con gl'Imolcsi esuli, 
cavalcano nel territorio d'Imola, e scontratisi pr. 
Taviano con Imolesi intrinseci li sconfiggono, 19-20; 
i Bolognesi di dentro cavalcano fin pr. il ponte di 
San Procolo, e dopo alquanto balestrare tornano ad 
Imola (an. 1277), 26, 5-8; saputa la sconfitta d. Fio- 
rentini a Civitella, tornano a Bologna, 9-10; "ca- 
valcano a Piancaldoli (an. 1278), VI, 2-3; XXX, 5 „; 
cf. 26, 15-19, ». 4; " all'arrivo di milizie d. Lam- 
bertazzi si danno alla fuga, XXX,- 23-32 c„; cf. 27, 
4-13 ; " XXX, . 22-28 a ; 26-28 b „ ; giurano fedeltà al pp. 
Nicolò III e alta Chiesa, 2$, n. 4 ; cf. ». 3 ; lettere di 
pp. Nicolò III ai fuorusciti di Bologna, rie, ». J; 
Lorenzo da Todi esorta questi, a nome d. pp., a non 
assalire Ravenna, ibid. ; Gentile Orsini si fa dare 
dagli intrinseci i prigionieri e gli ostaggi di parte 
lambertazza, 29, 26-27; sentenza di pp. Nicolò III 
sulla pace fra intrinseci ed estrinseci (an. 1279), 32, 
32-38, 1-25; che gli estrinseci rientrino in e. e vi 
godano tranquillamente i loro beni, 35, 13-20; che gli 
stipendi d. rettore di Romagna e d. suo seguito siano 
pagati in coro, dai Bolognesi e dagli altri Romagnoli, 



40-36, 21 ; che i Bolognesi consegnino al pp. Castel 
San Pietro e Castelfranco, 37, 17-22; rie, 39, 43 ; 
nuove discordie fra i partiti, 40, 32-34; onde Bertoldo 
Orsini condanna a pagar forti multe i Geremei, le 
società e molti cospicui cittadini (an. 1280), 41, e- li; 
i due partiti mandano ostaggi a Bertoldo, 42, l-:: 
accordo degli intrinseci con Tebaldello Zambrasi ai 
danni di Faenza, 44, ». 2; ci. 43, 28-44, 1-2: entrano 
in Faenza, ». 3, e fanno strage d. fuorusciti colà 
ricoverati, ». 4, ci. 8-11 : si rifugiano a Forlì, 47, 1S-19, 
cf. 44, 25-45, 1-2; 50, 10-11; i fuorusciti di Bologna, 
insieme coi Forlivesi e coi fuorusciti di Faenza e 
d' Imola, cavalcano a Sarna, distruggono la chiusa di 
Faenza, danno il guasto alle campagne, e ritornano 
a Forlì (an. 1281), 47, 16-22; danno il guasto a Dur- 
becco, e minacciano Faenza, 23-29; le due parti man- 
dano ambasciatpri al pp., in Orvieto, 48, 8-10; mi- 
lizie bolognesi si uniscono all'esercito di Giovanni 
d'Appia, 18-19; 49, 24-25; i fuorusciti chiedono inu- 
tilmente una sede al pp. (an. 1282), 5Q, 10-22; nomi 
d'alcuni bolognesi uccisi a Forlì, nel conflitto fra 
Forlivesi e l'esercito di Giovanni d'Appia (an. 12S2), 
52, 24-25; cf. 19-20; i Bolognesi all'assedio di Forlì 
(an. 1283), 53, ». 1 ; i fuorusciti debbono uscir da 
Fori), ibid.; gli intrinseci mandano aiuti ai Nordigli, 
e fanno abbattere le fortificazioni d'Imola (an. 1290), 
62, 13-14; prendono Dozza e ne distruggono 
i fortilizi (an. 1292), 70, 11-14; prendono e 
ardono Montecatone, 14-15; rie, 72, 40-41; i 
Guelfi di Faenza mettono la e. sotto la protezione d. 
Bolognesi, ». 4; loro ambasciatori trattano con II- 
debrandino da Romena per una pace gen. fra i par- 
titi di Romagna (an. 1291), 63, 42-64, 1-2; vanno a 
Castel San Pietro e ad Imola, diretti contro Faenza 
(an. 1295), 80, 19-19; i conti di Cunio e i Manfredi 
avevano congiurato di consegnar loro la e, 27-29; cf. 
81, 4-6; sono avvertili da Guglielmo Fiurand che i 
Ghibellini voglio n far novità in Imola (an. 1296), 83, 
». i; accorrono in gran numero alla difesa di questa 
e, 24-27 e ». 3; tentano d'impedire ai Faentini il 
passaggio d. Santerno, 27-28; poi fuggono dinanzi ad 
essi, e si rinchiudono nel palazzo d. com., 84, 1-5; si 
arrendono a Maghinardo, e duemila ne son fatti pri- 
gionieri, 5-8 e ». 1 ; rie, 84, 18; vedono di mal occhio 
die i Modenesi lavorino nel territorio di Bologna, 8j, 
». /; tentano di riprender Imola occupando il borgo 
di Porta Alone, 8U,. 31-36; vi spogliano il santuario 
d. suore di Santo Stefano, 36-37; fuggono all'avvici- 
narsi dell'esercito di Maghinardo, 37-87, 1-5; in loro 
soccorso [e non già in soccorso d. Burgensi, cf. 
4-3 ; " L, 46-47 „] muove il conte di Romagna, Mas- 
simo da Piperno, alla testa di Rimincsi, Ravennati 
e Marchigiani, 22-24; " VIII, 15-17 „; " L, 46-47 ,; met- 
tono il campo a Castel San Pietro (an. 1297), 88, 
10-11; pr. il Sillaro, 23-24; provocati dall'esercito di 
Maghinardo, rifiutano di combattere, 21-26; s'appres- 
sano ad Imola per darle il guasto (an. 139S), 89, 13-14; 
s'azzuffano con gl'Imolcsi pr. l'Idice, ed hanno la 
peggio, 19-26; l'esercito faentino-imolese va loro in- 
contro, a Lugo, mentre tentano di portare vettova- 
glie a Massa Lombarda; l'impraticabilità d. terreno 
impedisce a entrambi gli eserciti di proseguire, 90, 
?-12; in odio ad essi l'esercito di Maghinardo costruì- 



INDICE ALFABETICO 



117 



sce e fortifica San Giovanni in Pentecaso, 13- H; fanno 
pace col march. d'Este, n. 4; gli intrinseci deliberano 
di compromettersi in Matteo Visconti e in Alberto della 
Scala per la pace con gli estrinseci, n. f; trattative di 
pace fra intrinseci ed estrinseci, 31-36; in vista d'una 
possibile guerra contro il march. d'Este, preparano 
un esercito e chiedono aiuti agli alleati (an. 1303), 
95, 10-16; discordie fra i Marchesani e gli altri Ge- 
remei (an. 1306), 96, 36-97» 6; molti Bolognesi son 
banditi dopo il tumulto contro Napoleone Orsini, 
19-20; v. anche Geremei; Lambertazzi ; Marchesani. 
Bolognesi (scrittori) " cercarono di attenuare le pro- 
porzioni d. disastro di San Procolo, XLII, 38-40,,. 
"Bombalini Bombalino bolognese, pod. di Faenza 

{an. 125$), XVII, n. 1 „. 
Bombalino v. Bombalini B. 
Bonacatti Albarino [Albarinus] p. di Bonalbergo, LV, 

17-18.5. 
" Bonacatti Bonalbergo [Bonalbergus Bonacatti] figlio 
di Albarino, notaio, rie., LV, 17-18 b; LVIf, 34-35 b „. 
Bonacatto [Bonacaptus] v. Albarcsani B. 
Bonacurxius v. Buonaccorso. 
Bonagiunta (di) [Bonacunte] v. Ugolino di B. 
Bonalbergo [Bonalbergus] v. Bonacatti B. 
Bonalda [Bonelda] pr. Civitella,,42, n. J. 
Bonalda (da) v. Guido da Bonalda. 
Bonaldi! v. Guido da Bonalda. 
Bonaparte v. Ghisìlieri B. 

Bonatti Guido [Guido Bonaltus] da Forti, astrologo fa- 
moso, 49, n. j; in un suo campo si adunano certi 
traditori di Forlì (an. 12S1), 17-19; rie. come autore 
d'un diario d. avvenimenti di quel tempo, n. J ; da lui 
attinse Antonio Gotto da Ravenna il racconto d. 
strage d. Francesi (an. 1292), XXXI, 2-4; secondo gli 
Annales Forolivienses, i Francesi si sarebbero posti 
nel campo di lui, ed egli avrebbe confortato Guido da 
Montefeltro ad arrischiare battaglia ; " XXXV, n. i„ • 
"rie. da Dante, XXII, 31, 34 „. 
Bonaventura v. Campanari B. ; Golosi B. ; Oraboni B. ■ 

Ottorengi B. 
" Bonaventura da Mantova [magister Bonaventura de 
Manina] rie. in un documento d. 1272, XVII, 26-27 „. 
Bonaventura di Foscolo [Bonaventura Fuscoli] va a 
Viterbo come sindaco di Faenza alla Curia romana 
(an. 1278), 28, 7-.?; "XVIII, 23-24 „ ; consegna le 
chiavi d. e. a Gentile Orsini^rappresentante d. pp., 

29, 13-is. ; . 

Bonaventura di Palisia [Bonaventura Palixie] da Faen- 
za, mentre stava a confino alla Pergola, è preso, 
condotto a Faenza e condannato a prigionia per- 
petua dal pod. (an. 12S0), 45, 22-26. 

Bonaventura di Rubante [Bonaventura Rubantis] imo- 
lese di parte nordiglia; confinato da Ildebrandino 
da Romena a Forlì (an. 1291), 67, 3, cf. 66, 25-26. 

Bonavolta [Bonavolta] v. Malavolti B. 

" [Boncambi] Jacopo vesc. di Bologna, muove contro 
Manfredi (an. 1254), XIII, 10-11,,. 

Boncanes v. Bongianni. 

Bonconte v . Buonconte. 

Bonelda v. Bonalda. 

Bonfantino [Bonfantinus] v. Baciacomari B. 

" Bonfiglioli Pietro [Petrus Bonfigliolf] da Cesena, rie, 
LVL 56 0-LVII, 17 b„. 



" Bonfigliolo di Vitale [Bonfiliolus D. Vitalis] giudice 

di Forlì, LVI, 56-57 a „. 
Bongianni [Boncanes] v. Zovcnzofiì B. 
Bonifacio [Bonifacius] v. Cani B.; Fieschi B.; Galluzzi 

B.; Samaritani B. 
Bonifacio VIII pp. [Bonifacius]. Sua elezione (an. 1294) e 
sua incoronazione in Roma (an. 1295), 77, 7-10; elegge 
conte di Romagna Pietro di Monreale, 11-12; cf. 
15-16; crea Guglielmo Durante conte di Romagna 
e march. d'Ancona (an. 1295), 81, 21-23; richiama Ric- 
cardo da Ferentino dalla legazione di Romagna, e 
ne annulla gli atti (an. 1296), 79, n. 3 a p. 78; non 
dà a Giacomo d'Aragona gli stipendi promessi per 
la guerra d. Vespro (an. 1299), 92, 3-5 e n. z ; scomu- 
nica i Colonna, 6-10, 13-14; concede a Guglielmo No- 
vello il castello di Montevecchio, tolto da Maghinardo 
ai Colonna (an. 1300), n. 3; cf. 14-20; " rie, XXII, 41. „ 
Bonifacio d'Abaisio [Bonifacius de Abaisio] giura pace 

, ai Geremei (an. 1279), 32, 21, cf. 31, 11-14. 
Bonifacio da Sala [Bonifacius de Sali, Sala, Salis] 
bresciano, el. pod. di Bologna (an. 1251), 6, 28-29, n. 8. 
Bonifacio da Susinana [Bonifacius de Sosenana] v. Pa- 
gani Bonifacio da Susinana. 
Bonincato (di) [fratris Bonificati] v.' Carpìnello dì B. 
Bononia v. 'Bologna. 

Bononiense Chronicon v. Chronicon Bonomcnsc. 
Bonromeo [Bonromeus] dottore di leggi, è confinato con 

altri Lambertazzi (an. 1279), 39, 27, cf. 14-15. 
BoreLLO/. nella cui valle e Ranchio, 13, n, 8. 
Borena Lapo [Lapus Borena] di Firenze [non de Flan- 
dria!; cf. 96, 1 e "L, 48-49 b „] ; ucciso in Faenza 
(an. 1306), 96, 4. 
Borghi [burgi] di Faenza, Forlì, Imola, Modena v. Faen- 
za, Forlì, Imola, Modena (borghi). 
Borgo Panigale [Burgum Panicalis] pr. Bologna, 83, 
n. 3; vi cavalcano le genti di Azzo Vili d'Este, 
(an. 1296), 11-14. 
Borgogna (duca di) [dux Bcrgogne, Bor gogne!] p. di 
Margherita sposa di Carlo d'Angiò, rie, 9, 35 e n. io. 
Borgognone [Bergognonus] v. Scannabecchi B. 
Borgonovo [Burgumnovnm] Datria di Viviano Zulìoli, 

45, 4-5. 
"Borni T.ijliwo, bolognese, cap. d. pop. ai Forlì 

(an. 7370); XXVI, n. 4 a p. XXV,,. 
Bornio [Bornius] v. Samaritani, Bornio, Ramaldo, Ra- 
nieri. 
" BorsierI, rie, XXXII1, 2; confuse la sconfitta d. Bolo- 
gnesi e Ravennati per' opera d. Faentini e Forlivesi, 
raccontata dal •■ Tolosano all'an. I72Ò 3 con a nella d. 
7769, XXXIV, n. 7 „. 
Bosone da Gubbio [Busonus de Eugubio, Bussonus de 
Hogobio] cap. d. pop. di Forlì (an. 1277), 24, 22-23; 
"XXIX, 28-29 „; sue lodi, 24, 23; "XXIX, 29-30 „. 
BOSTOLI assalitori di Federico Novello, 66, n. 7. 
Bostoli Alberto [Albertus de Boslolis], rie, 66, n. /. 
Bostoli Fornaiolo v. Postoli Fumaiolo Fornaiolo. 
Bostoli Fumaiolo o Fornaiolo [Fumaiolus vel 
Fornaiolus] figlio di Alberto; uccisore di Federico 
Novello, 66, n. 7 
Bovaterius v. Boatierì, Boatiero. 
Brabant v. Guglielmo di Beaujeu. 
Brai (de) v. Guglielmo [de Brai]. 
Branca [Brancha] v. Magar otti B, 



118 



INDICE ALFABETICO 



Brancaleone [Branchaleo, Branchaleonus] v. Andalb B. • 
Lambcrtazzì B. 

Brand eligi v. Gozzadini B. 

" Brandolini (codice), ms. posseduto dalla famiglia Dal- 
l' 'Aste- Brandolini di Forti, e contenente gli Annales 
Forolivienses, XXIII, n. 3 „\ " si dubita che non sia 
quello di cui si servì il Mittarelli per confrontare gli 
Annali col Cantinelli, ibid. „; "si discute intorno alle 
fonti di due narrazioni contenutevi, ma omesse nel- 
' l'edizione muratoriana, XXXII, 37-XXXIV, 1-16 „ ; 
u cf. n. 3 a p. XXXIII „. 

Brescia [Brixia], 

— (cittadini noIabili): Ardizzone Losco da Ponte- 
carale, pod. di Bologna (an. 1239), 3, 20-21; "XI, 
16 „; Bonifacio da Sala, pod. di Bologna (an. 1251), 

6, 28-29; Brusati Tebaldo, pod. di Faenza (an. 1287), 
55, 32-33; Fava Aliprando, pod. di Bologna (an. 

. 1229), 1, 12-13; Federico di Lavellolongo, pod. di 
Bologna (an. 1 231), 2, 8-9; "XI, 9„; Giordano da 
Lucino, primo cap. d. pop. di Bologna (an. 1255), 

7, 27-28; 2, n.3; GUIDESTO DA PONTECARALE, Cap. d. 

pop. di Bologna (an. 1267), 9, 31-32; Ugoni Filippo, 
pod. di Bologna (an. 1245), 5, 10-11; (an. 12^9), 6, 
10-11; "XI, 17 „. 

— (contado) [comilalus Brixie] inondato (an. 1294), 
76, 27-33. 

— (podestà di) v. Amati Ponzio {an, 1213). 
Bresciani, lettera scritta loro dal coni, di Partita (an. 

1248), 6, n. 4. 

Bretenorium v. Bertinoro. 

Briciorum (pars) v. Brizzi. 

Brisighella, rie, 41, n. 4. 

Britonorium v. Bertinoro. 

Britonum (Castrum) v. Castel de' Brìtti. 

Brittenorium v. Bertinoro. 

Brìtti (Castel de') v. Castel de' Britti. 

Brivollus! v. Bì nielli Biniello. 

Brixia v. Brescia. 

Brizzi [pars Briciorum] guelfi d' Imola, 7, n. 7; scac- 
ciano i Menduli (an. 1254), 19; scacciati dai Mcnduli 
e da Pietro Pagani (an. 1263), 8, 22-23 ; " XLV, 21-25 „ ; 
condannati da Bertoldo Orsini a pagare una forte 
ammenda (an. 1280), 41, 8-11; mandano ambascia- 
tori a Ravenna, e promettono obbedienza al conte di 
Romagna, Bertoldo Orsini, 15-17. 

Brizzi Guido [Guido de Briciis] confinato a Forlì da II- 
debrandino da Romena (an. 1291), 67, 4, cf. 66, 25-26. 

Brusati Tebaldo [Thcbaldus, Thcobaldus! de Bruxalis], 
di Brescia, el. pod. di Faenza (an. 1287), 55, 32-33. 

Bruxatis (de) v. Brusati. 

BualeLLO (di) v. Pellegrino di Bualello. 

BucCHIANO (pieve di) [plebs de Bue latto] suo arci- 
prete Pietro d'Ortona, 76, n. 3. 

Buclano v. Bucchiano. 

Bucola v. Buzzola. 

Budrio (da) [de Butrio] v. Conte da Bulrio. 

Buglione Jacopino [ yacopinus Buglonus; Buglorius .'] 
cap. d. castello di Piumazzo (an. 1239), 3, 26-28. 

Buglorius 1 v. Buglione. 

BuLCAGA V. Bulzaga. 

Buloarxlli Filippo [Philippus de Bulgarellis] imolcse, 
partigiano d. Nordigli, confinato a Forlì (an. 1291), 
66, 16, 20. 



Bulgarino v. Lambertazzi B. 

Bulzaga (di) [Bulcage, Bulzage, de Bulzaga, da Bulza- 
ga] v. Amadore dì B. 

Buonaccorso [Bonacurxius] v. Lanzavecchi B. 

Buonaccorso DA Soresina [Bonacurxius de Surixina, de 
Suriscina] cap. d. pop. di Bologna (an. 1256), 7, 30-31; 
arbitro nelle contese fra i Manfredi e gli Accorisi 
{an. 1256-57), 14, n. I ; cf. " XIV, 26-29, XV, 3-5 „ ; 
"il suo lodo dichiara Faenza soggetta a Bologna, XVI, 
26-XVII, 1-9 „; procura di farsi eleggere pod. per 
l'anno seguente, 7, 34-35. 

Buonconte da Montefeltro [Boticonte] p. di Taddeo, 
30, 20. 

Buonconte da Montefeltro figlio di Guido, 
f a Campaldino {an. 1289), 58, n. 7. 

Burgenses ! v. Bolognesi (an. 1296). 

Burgi v. Borghi. 

Burgumnovum v. Borgonovo. 

Buriellis! (de) v. Binielli. 

Buriellus! v. Binielli Biniello. 

Burniolo da CampalmOnte [Burniolus Canpalmonte , de 
Canpalmonte, Campalmarte !] seguace d. Nordigli, 55, 
4-5; gli appartenne il castello di Montefiore, 69, 7-8. 

Busonus v. Bosone. 

Bussonus v. Bosone. 

Butrium v. Budrio. 

Buzola v. Buzzola. 

Buzus v. Buzzi. 

" Buzzi Mainardo [Mainardus Buzzus, Buzus], Suoi eredi 
in lite coi canonici d. Capitolo di Faenza (an. 1279), 
LV, 22 a-28 b, 31 a, 37 b, 40 a-48 b, LVI, 1 a-36 b, 
39 a-52 b „. 

Buzzola [Borala, Bucola, Buzola] v. Manfredi Ugolino B. 

Cabriele v. Gabriele. 

Caca v. Caccia. 

Cacanimici v. Caccianemici. 

Cacanimicus v. Caccianemico. 

Caccia (di donna) [domine Care] v. Alberto di donna 
Caccia. 

Caccia di Castello [Caca de Castello], pod. d'Imola 
(an. 1296), 84, 11; rimatore, ». 3. 

Caccianemici Alberto [Albertus Cacanimicus, Ca\ani- 
micus] p. di Caccianemico, 10, li; 12, 17; istiga il 
figlio a uccidere Guido Paltena suo nipote (an. 1268), 
10, 11-12, n. 4; condannato per questo, 10, 13-14; 
rie, 12, 17; 15, 1; "perseguita Guglielmo da Pu- 
sterla, XIX, 26-27 e ». 3 „. 

Caccianemici Alberto Novello [Albertus novellus de 
Cacanimicis] di parte geremea, giura pace ai Lam- 
bertazzi (an. 1279), 31, 20, et. 11-14. 
^ ACCIANEMICI Caccianemico [Cacanimicus de Carani- 
/ii/cis, de Cazianimis!] figlio di Alberto, uccide Guido 
Paltena (an. 1368), 10, 11-12; è bandito da Bolo- 
gna, 13-15; pod. di Faenza (an. 1270), 15, 1-2; "VII, 
22-23 „; " XVII, ». 1 „; è ucciso (an. 1276), 12, 17-18. 

Caccianemici Cardamone [Gardamonus Cacanimici] cit- 
(ad. faentino, confinato alla Pergola, è preso, con- 
dotto a Faenza e condannato dal pod. a prigionia 
perpetua (an. 12S0), 45, 21-26. 

C&CCIANEMICI Gruamontk [Griiamons de Cazanimicis] 
p. di Guido Paltena e fratello di Alberto, io, ti. 4 ; 
" caf. del popolo di Faenza (an. /25S), XVII, n. 1 „, 



INDICE ALFABETICO 



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[Caccianemici] Guido Paltena [Guido Paltcna] figlio 
dì Gruamonte, io, ». 4; uccìsq da Cacciancmico 
Caccianemici (an. 1268), 11-12. 

Caccianemici Venedico [ Vcneticus de Cacanimicis] giura 
la pace coi Lambertazzi (an. 1279), 31, 19, cf. 11-14. 

Caccianemico v. Caccianemici C. 

Cacciti Pietro [Petrus Caretta] partecipa alla pace so- 
lenne fra Lambertazzi e Geremei (an. 1279), 32, 9, 
cf. 31, 11-14. 

Cacetta v. Cacciti. 

Cacharias v. Zaccaria. 

Cachariis (de) v. Zaccaria. 

Caduni (Mons) v. Mantecatone. 

Caecilia v. Cecilia. 

Caésena v. Cesena. 

Caesenates (Annales) v. Annales Caesenates. 

Caetani Benedetto [Benedictus Gaitanus] v. Bonifa- 
cio Vili. 

Caffoli v. Zaffbli. 

Cagnolo Filippo [PhiliJ'pus Cagnolus, Cagnuoló] preso 
a Solarolo dai Forlivesi (an. 1274), 18, 1; "XXXVI, 
5Q; XXXVII, 7-8 a; 7, 12-13 b; XXXVI, 45; XXXVII, 
3 d„. 

Cagonada v. Zagonara. 

Caina rie, 12, n. j-; " XXIII, 5 „. 

Calabria [Calabria]. Vi ritorna Carlo d'Angiò, dopo 
aver inutilmente assalito Messina (an. 1282), 53, 1-2; 
vi combattono Roberto d'Artois e Giacomo d'Ara- 
gona (an. 1289), 58, 35-37. 

Calabria (duca di) v. Roberto di Calabria. 

C al amatone Gerardo [Gerardus Calamatonus, Giurar do 
Calamonlonus] assessore di Castellano Andato (an. 
J2Sg), 16, n. 4; f combattendo contro i Forlivesi, 
8-9; "XXVII, 1 b, 19-20 e, 37-38 „. 

Calamello [Calamellum, castrum seu turris de Calamcl- 
lo, Calamela, Citatameli!] rocca su di un monte assai 
elevato ne 1 dintorni di Faenza, 69, n. 1; vi sono con- 
dotti prigionieri dai Faentini Aghinolfo e Uberto 
da Romena (an. 1292), 69, 1-4; ne è liberato Aghi- 
nolfo, 39-40; è assalito e preso da Magbinardo da Su- 
sinana e dai Faentini (an. 1295), 83, 7-11. 
Calbolesi v. Calboli (signori di). 

Calboli [Castrum Calbuli, de Calbolo] pr. Rocca San Ca- 
sciano, 27, n. 3; Guido da Montefeltro e i Forlivesi 
muovono ad assediarlp (an. 127JS), 23-24; cf. 26, n. 4; 
vi stavano rinchiusi Raniero e Guido de' Calbpli 
ed altri ribelli al com., 24-27; è largamente fornito 
dai Geremei di provvigioni per dieci mesi, 27-31; 
vigorosamente assediato dai Forlivesi, 31-33; abban- 
donato dai difensori impotenti a resistere, 34; di- 
strutto, 35-36; "VI, 16-18; cf. V, 37-38; VI, 1, 22-23; 
XXX, 5-6 „; riedificato, 27, n. 3. 

— (signori di) [Calbolenses, Calbulenses, UH de Cal- 
bolo, de Calbuli, de Calbolis!] famiglia forlivese. 
Chiedono aiuto ai Geremei contro Forlì (an. 1278), 
2(f, n. 4; "li aiutano a Piancaldoli, XXX, 21-23 e „ ; 
uccidono Aldobrandino Orgogliosi (an. 1285), 54, 6-8 ; 
"IX, 16-17,,; fanno pace con gli Orgogliosi (an. 1287), 
56, 4-5; e coi conti di Castrocaro, 10-11; si oppon- 
gono a che il com. di Forlì paghi al conte di Ro- 
magna un'imposta pel mantenimento dell'esercito 
(an. 1292), 68, 4-5; sono minacciati di guerra e di 
esilio dal conte, 5-8; radunano le loro genti nella 



contrada Schiavonia, in attesa degli aiuti di Faenza, 
17-19; pregati dal com. di Bologna di non fare in- 
giuria a quei di Valbona, 71, 29-31; sono espulsi da 
Forlì, ed alcuni spn fatti prigionieri (an. 1294), 75, 
20-25; "XI, 18 „; Maghinardo da Susinana 
ne ottiene la liberazione, 26-28; assediati in 
Bertinoro, dai Forlivesi e Faentini uniti, finiscono 
per arrendersi e abbandonare il castello (an. 1306), 
97, 21-28; v. inoltre: Fulcieri; Giovanni; Guido; 
Nicoletto; Ranieri da Calboli. 

Calcaru8 v. Manfredi Rigo. 

Calcolariorum (Societas) v. Calzolai di Bologna. 

CalisesE [Ganaccse, Galaigese] pr. Cesena, 22, n. 2. 

Calisese (da) [de Ganacese, de Calisidio, Calixidio] v. 
Rodolfino; Salvatico; Tederico da C. 

Calisidio (de) v. Calisese (da). 

Calixidio (de) v. Calisese (da). 

" Calisto da Roma [Calixtus de Urbe] giud. gen. d. 
Romagna, rie, LVII, 4-5 b „. 

Calugnano (da) v. Bencivenga da C. 

Calzaro [Calcarus] v. Manfredi Rigo. 

Calzolai di Bologna v. Bologna (Società dei Calzolai). 

Camaldolesi [Camaldolensis or do] v. Faenza (Frati). 

Camella v. Zamella. 

Camera [romanae ecclesie] v. Chiesa (Fisco della). 

Camerino [Camerinum] danneggiata gravemente dal 
terremoto del 1279, 30, n. 6. 

Campagna romana [Canpania], rie, 61, 17; 81, 19; ne 
arrivano a Forlì, in servigio di Napoleone Orsini, 
quattrocentocinquanta soldati (an. 1306), 97, 35-37. 

Campagna romana (uomini della) [Canpagnoli] mer- 
cenari al servizio di Giovanni d'Appia, 49, 26. 

Campaldino pr. Bibbiena. Vi combattono Fiorentini 
e Aretini (an. 1289), 58, 26-32 e n. 7. 

Campalmarte! v. Burniolo di Campalmonte. 

Campalmonte (pA) v. Burniolo da C. 

" Campanari Bonaventura [Bonave '/tura Canpanarius, 
Campanarius] notaio di Faenza rie, LV, 24 a, 33 a, 
42 a, LVI, 28-29 b, 42-43 a „. 

Campidoglio rie, 16, n. 1. 

Campiglio v. Marani di C. 

Campo dell'Abbate v. Forti (Piazze). 

Campo di fiqre v. Or sello di Campodifiore. 

Campo di Santa Margherita v. Margherita (Campo di 
Santa). 

Campus-famuli vi è fondata la cella di Montechiaro, 
io, n. 2. 

Canale del comune in Faenza v. Faenza (Canale del 
comune). 

Canazosia [Canacosia, Cam or'>ia!] sul confine fra il ter- 
ritorio di Faenza e quel di Ravenna. Il card. Matteo 
d'Acquasparta, conte di Romagna, vi tiene parla- 
mento gen. (an. 1301), 95, 1-3. 

Canboni v. Zamboni. 

Canbraxii v. Zambrasi. 

Canbraxina v. Zambrasina. 

Canbraxinus v. Zambrasino. 

Cancarelli v. Zanzarelli. 

Cancellieri Corrado [Coradus de Canccllcriis] imolese, 
figlio di Nicola, attira in una "tomba,, pr. Imola 
Suzzo di Lauzano e Galizio Uspinelli, e li fa circon- 
dare dai Nordigli (an. 1280), 43, 1-15; riceve il prezzo 
d. tradimento, 16. 



120 



INDICE ALFABETICO 



Cancellieri Diego [Dcgo de Cancellcriis] da Pistoia- 
già fod. di Parma (an. 1274)1 65, n. 5; el. poci. di 
Cesena (an. 1291), 12-13. 

Cancellieri Nicola [Nichela de Cancellcriis] p. di Cor- 
rado, 43, 2. 

Cancellieri Ugolino [ Ugolinus de Cancellcriis] imolese 
di parte alidosia: Ildebrandino da Romena lo con- 
duce seco a Forlì (an. 1291), 60, 30, cf. 25-26. 

Cancellieri Ungarello . [Ungarctlus de Cancellcriis] 
imolese "di parte alidosia: Ildebrandino da Romena 
lo fa venir seco a Forlì, ' insieme^con altri d. d-ie 
parti (an. 1291), 66, 28, cf. 25-26. 

Cane v. Zane. 

Canguiglelmus V. Gianguglielmo. 

Cani Bonifacio [Bonifacius de Cani, de Canisf] piacen- 
tino, pod. di Bologna (an. 1248), 5, 25-6, I. 

Caninus v. Zanino. 

Cano v. Zannane. 

Canonica di Faenza *• Faenza {canonica). 

Canonici di Faenza v. Faenza (canonici). 

Canozobia! v. Canazosia. 

Canpagnoli v. Campagna romana {uomini delia). 

Canpania v. Campagna romana. 

Cantalupo-fiume, nome odierno della località ove 
sorgeva il castello d'Acquavia, 88, n. j. 

Cantarello Pietro v. Cantinelli P. 

" Cantinelli, famiglia bolognese, XVII, 24-XVHI, 1-2 „. 

" Cantinelli Alberto [Albertus . . . quondam D. Jacobini 
Cantinelli], rie. in un documento d. 1272, XVII, 25-27. 

Cantinelli Carobella v. Storiati Carobella. 

" Cantinelli Jacopino [yacobinus Cantinelli], bolognese, 
p. di Pietro e di Alberto, rie. in più documenti d. 
sec. XIII, XVn, 24-XVIII, 1-2; LIH 10 a „. 

" Cantinelli Pietro [Petrus Cantinelli, Cantinella, Can- 
tarello, Cantinelle-] nato probabilmente prima d. 1243, 
XVI, 6-10 „; " soprannominato Acquarola, XXXVII, 
n. 1 „ ; " è dubbio se nascesse in Bologna in Faen- 
za „ ; " il Mittarelli lo credè bolognese, rifugiato a 
Faenza, con gli altri partigiani d. Lambertazzi, nel 
1274, XVn, 21-XVIII, 1-8 „; " sembra invece faedtino 
al modo come espone e considera i rapporti fra Bo- 
logna e Faenza, XIV, 1-XV, 1-5 „ ; " nqn sembra fòs- 
se testimóne oculare d. prima cacciata d. Lamber- 
tazzi (an. 1274), XVIII, 37-XIX, 1-8 „; * la scarsezza 
e talvolta inesattezza d. notizie bolognesi nel suo 
Chronicon, anche dòpo il ritorno d. Ghibellini bo- 
lognesi in patria (an. 1279), sembra attestare ch'egli 
non si movesse da Faenza, XVIII, 27-33 n \ " allrc sue 
inesattezze, che attestano pure in favore d. sua ori- 
gine non bolognese, ma faentina, XVIII, 33-37; XIX, 
8-33 „ ; " eloquenza d. sua prosa, allorché parla d. 
tradimento di Tebaldello Zambrasi e degli orrori 
commessi dai Geremei in Faenza, XX, 1-28 „; "in 
uno strumento d. 1276, si firma notaio ar/ctorilale 
imperiali, LIV, 45 „; "il che sembra attestare ch'ei 
fòsse notaio già dal 1250, e però non fosse quel 
Pietro Cantinelli bolognese che nel 1256 era nomi- 
nato senza qualifica di notaio, XX, 29-XXI, 1-2 e n. 1 ; 
cf. LUI, 10 a, e XVII, 27-29 „; " è el. sindaco, pro- 
curatore e nunzio gen. d. Capìtolo di" Faenza (an. 
1276), LIV, 49 «-LV, 19*;cf. XVIII, 15-20,,; "roga 
lo strumento per cui Guido degli Accarìsi prende in 
affitto alcune terre d. Capitolo di Faenza (an. 1276), 



LIV, 21 «-46 b; cf. XXI, 5-12 „; "è el. sindaco di 
Faenza pr. la Curia romana a Viterbo (an. 1278), 
28, 7-9; cf. XVI, 7-9; XVIII, 20-27; XXI, 14-17,,; 
" forse allora pensò di trasformare la sua cronaca 
di bolognese in faentina, XVI, 10-15,,; "procuratore 
d. canonici di Faenza nella lite contro gli eredi di 
Mainardo Buzzi (an. 1279), LV, 21 «-LVI, 52b;cf. 
XXI, 12-11,,; "forse riparò, con altri seguaci degli 
Accarisi, a Forlì, la cui resistenza contro l'esercito 
pontificio narrò distesamente, XXI, 17-20 „; "procu- 
ratore di Sanguigna degli Accarisi, vedova di Onesto 
da Ravenna, nella lite contro gli eredi di Vincenzo 
Onesti (an. i2b;8), LVI, 56 a-LVII, 17 5; cf. XXI, 
21-22 „ ; ci. sindaco gen. d. com. di Faenza, allorché 
questo ottenne dal conte di Romagna l'assoluzione 
dall'interdetto (an. 1294), 75, 4-10; cf. "XXI, 22-2S„; 
" testimone a una decisione d- giudice Giovanni Dio- 
taiuti (an. 1294), LVII, 21 «-35 b; cf. XXI, 29-30 „; 
" f probabilmente nel 1306, XXIV, 13 „. "Importanza 
d. sua Cronaca, XXI, 31-XXIII, 1-11 „; " in gran parte 
fu scritta subito dopo i fatti in essa registrati, Vili, 
22-33 „ ; " per la prima parte il Cantinelli attinse a 
fonti generalmente più ricche e più sicure che qual- 
siasi altro compilatore di cronache bolognesi, XI; cf. 
XI [ „; " ma tace alcuni fatti, registrati nel Chronicon 
bononicnsc, XIII, 1-18; d. resto, anche nella prima parte 
non trascurò gli avvenimenti di Faenza, 19-XIV, l „; 
* la sua narrazione comincia a farsi vivace dal 1264 
in poi : suoi giudizi su uomini e fatti contemporanei, 
XV, 13-37 „; " suo metodo nel compilar la Cronaca, 
38-XVI, 1-23,,; " ad essa attinse largamente il Mora - 
tini per gli Annalcs Forolivienses, XXIII, 12-XXIV, 
1-8 „; "ma il ms. doveva cessare col 1306, XXIV, 
9-35,,; "al Cantinelli attinse direttamente, e non per 
mezzo degli Annalcs Forolivienses, il Cobelli, per le 
sue Cronache Forlivesi, XXV, 12-XXX, 1-46; "la 
versione d. Cantinelli sulla difesa di Forlì per opera 
di Guido da Montefeltro fu dal Cobelli preferita a 
quella degli Annalcs Forolivienses, XXXI, 5-XXXII, 
1-8 „; " forse il Cobelli conobbe le carte ora perdute 
d. ms. cantinellianp, e ne profittò» XXXII, 3-37 „; 
" si dimostra infondata 1' ipòtesi d. Simonsf eld, che 
il Cantinelli dipendesse dal Tolosano pei fatti d. 
1054 e 1126, narrati nelle carte adesso perdute, 
XXXII, 38-XXXIV, 1-16 „; " dalla sua Crònaca attin- 
sero, pei fatti precedenti al 1275, il Rossi e il Car- 
rai-i, XXXV, 3-8; XLII, 41-XLIJI, 1-11 ; "si con- 
fronta un tratto d. sua Cronaca coi corrispondenti 
tratti d. Cobelli, d. Rossi, e d. Carrari, 12-XL,,; 
" da lui attinse il Rossi parecchie notizie ignote agli 
Annales Caesenatcs e ai Forolivienses, XLI, 1-20 e 
». 3; "anche l'Azzurrini si valse d. Cantinelli per 
il suo Chronicon ex adversariis, XLIII, 12-17 „; " con- 
fronti fra il Cantinelli, l'Azzurrini e il Carrari, 18- 
XLIV, 1-14 „; " si ragiona dell'origine di una postilla 
marginale d. ms., sull'intervento d. Forlivesi nei 
fatti faentini d. 1241, accolta da parecchi scrittori 
come testimonianza sicura, XLIV, 23-XLV, 1-4; cf. 
IX, 4-35; XLI, 18-20 „', "altri passi che attcstano co- 
me il Carrari si servisse più o meno fedelmente d. 
Cantinelli, XLV, 5-XLVI, l-20„; "il Tonduzzi con- 
sultò, per le sue Historic di Faenza, una o più copie 
abbreviate e inesatte d. nostra Cronaca, 21-33 „ ; 



INDICE ALFABETICO 



121 



"confronti fra il Cantinelli e il Tonduzzi, XLVIl, 
XLIX, 1-10-, 15-29 „; " rie. passim „. ' 
"Cantinelli Pietro di Iacopino [Petrus.... quondam 
D. Iacobini Cantinclli\ rie. in una carta d. 1256 e 
in una d. 1272, come dimorante in Bologna, LUI, 
10 a, LIV, 10-11 b; ci. XVII, 25-29 „; "vende certi 
terreni a Guido di Piumazzo e a Cipriana di Re- 
mengardina, LUI, 5 a-LIV, 18 b „ ; " marito di Ca- 
robella di Amadore Storiati, LUI, 36, 40 b ; cf . XVII, 
28-29 e n. 7 „ ; " supposto dal Mittarelli identico al- 
l'autore d. Cronaca, XVIII, 2-8 „. [Per la confuta- 
zione di quest'asserto v. Cantinelli Pietro e Mitta- 
relli Giovatati Benedetto]. 
Capannaria, posseduta da Maghinardo da Susinana e 

ereditata da Andreuccio, 89, n. 1. 
Capirana [rivus Capiranae] rie, 24, n. 4 ti p. 23. 
Capitani v. Castrocaro, Cesena {capitani). 
Capitani del popolo v. Bologna, Faenza, Fori), Or- 
vieto {capitani del popolo). 
Capitani di guerra v. Forti {capitani di guerra). 
Capitani generali di Romagna [capitanai generales in 

provincia Romaniole] v. Romagna {cap. gen.). 
Capitano del popolo in Faenza v. Faenza {capitano 

del popolo). 
Capitinus v. Zampettino. 
Capitolo di Faenza v. Faenza {capitolo dì). 
Capo d'Orlando. L'armata di Carlo II d'Angiò e 
Giacomo d'Aragona vi sconfigge quella di Federico 
di Sicilia (an. 1299), 91, 19-23, n. 4. 
Carabella v. Carobclla. 
Cararius (Pons) v. Pontecarale. 
Carastia v. Carestia. 

Carbone BartOlommeo fi. di Rolando, 95, n. z. 
Carbone Rolando figlio di Bartolbmmeo, giurecon- 
sulto bolognese, conchiude, come sindaco di Bologna, 
l'alleanza fra Bologna, Faenza, Imola, Forlì da mia 
parte, e Cervia e Cesena dall'altra {an. 1301), 95, n. 2. 
C A R bone si famiglia bolognese nemica d. Galluzzi, 15, 

n. 4. 
Carbonesi Alberto Zanzardo [Albertus Cancardus de 

Carbonensibus] p. di Ariverió II, 39, 24. 
Carbonai Ariverió I [Arivcrius de Carboncnsibus] p. di 

Zese, 39, 18. 
Carconesi Ariverió II [Ariverius de Carboncnsibus] figlio 
di Alberto, 39, 24; giura pace ai Geremei (an. 1279), 
32, 19; cf. 31, 11-14; confinato, 39, 24; cf. 14-16. 
"Carbonesi Ariv[erio]. [Ariv... de Carboncnsibus] ca- 
nonico bolognese, LIV, 23-24 a „. 
Carbonesi Pietro [Petrus Carbbnensis, de Carbonensi- 
bus] bolognese di parte lambertazza, imprigionato, 
XXXVII, 43-45, 47-48 e, 43-45 d; XXXVIII, 4-5 d „; giura 
pace ai Geremei (an. 1279), 32, 17; cf. 31, U-14. 
"Carbonesi Spinello pod. di Faenza {an. 1261), 

XVII, n. 1 „. 
Carbonesi Zese [Cese... de Carbonensibus] figlio di Ari- 
verió I, confinato con altri Lambertazzi (an. 1279), 
39, 18; cf. 14-15. 
Carcje v. Georgia. 

Cardinali [Cardinales] " in loro presenza i sindaci di Bo- 
logna riconoscano il dominio pontificio {an. 1278), XXI, 
n. S »', discordi per l'elezione d. pp. da far succe- 
dere a Nicolò III (an. 1280), 43, 18-19; inviali dal pp. 
Martino IV in Romagna, fanno spianare le fosse e À 



distrugger le mura di Forlì e di Cesena {an. 1283), 
53-54, n. i;'v. inoltre ì ■ Anchero di Pantalcone ; An- 
drea arcidiac. di Luni; Anglico {Card.) ; Bcntivegni 
Bcntivcgna; Bernardo [di Languisscl]', [Colonna] Gia- 
como ; Gervasio di Glincamp ; Gherardo da Parma ; 
Girolamo d'Ascoli; Glusiano Conte; Goffredo d' Ala- 
tri ; Guglielmo de Èraì; Jacopo di Santa Maria in 
Cosmcdin ; Latino {Card.) ; Matteo d'Acquasparta ; Or- 
donio vesc. dì Tnscolo; [Orsini] Francesco; Orsi/zi 
Giordano; Orsini Matteo Rosso; Orsini Napoleone; 
Pietro da Piperno ; Simone di Tours ; Ugo di Eve- 
sham. 4 

Carestia [carastia] «u Parma (an. 1250); Romagna 

(an. 1292). 
Carlo v. GozzadinfiC. 

Cario I d'Angiò [rex'Ka'rótus, Carolus]. Il suo esercito 
passa per Bologna e la Romagna (an. 1265), 9, 15-16 ; ! 
cor. re di Puglia (an. 1266), 18, n. 5; sconfigge 
Manfredi, 19-20 ; sua m. Margherita di Borgogna, 
35, n. io; sconfigge e prende Corradino (an. 1268), 
8-9, n. 2; e lo fa decapitare con molti altri, 10, 7-9 
e n. 3; richiesto d'aiuto dai Bolognesi, dà loro per 
pod. Ricciardo di Beauvoir (an. 1276), 12, 9-10, n. 3; 
manda una masnada di Francesi in aiuto d. Guelfi 
di Bologna, 13, n. 6; rie, 23, n. 1 ; fa eleggere pp. 
Simone di Tours (an. 1281), 46, 9-10; si trova ad 
Orvieto, quando il pp. vi riceve gli ambasciatori d. 
Lambertazzi, 48, 8-9; suo consigliere è Giovanni 
d'Appia, 15-16; gli si ribella la Sicilia (an. 1282), 52, 
38-39; Giovanni d'Appia gli annunzia la sconfitta di 
Forlì, 28-29; muove versò la Sicilia: preparativi di 
guerra pr. Messina, 41; 53, l; torna in Calabria, 1-2; 
f ed è sepolto in Barletta (an. 1285), 53, 3-5; p. di 
Carlo "lo Zoppo,,, 46, 15-16; 58, 25; "Vili, 32-33 „ 
" e avo di Carlo Martello, ibid. „ ; cf. 46, 15-16. 
Carlo II d'Angiò [Karulus] già principe di Puglia, 46, 
15-16; figlio di Carlo I, ibid., "Vili, 32-33,,; " p. di 
Carlo Martello, ibid.,,, 3; cf. 46, 15-16; prigioniero 
degli Aragonesi {an. 1284), 58, »• 6 ; cor. re di Sici- 
lia da Nicolò IV, in Rieti (an. 1289), 24-25; cf. n. 6; 
la sua armata sconfigge quella di Federico di Sicilia 
a Cupo d'Orlando (an. 1299), 91, 19-23; cf. n. 4; ne 
è sconfitto a sua volta a Falconaria, 23-92, 1-2; cf. 
Or, n. 5 ; sue perdite in Sicilia, 92, 26-27. 
Carlo di Nasc imbene è occasione d. sollevazione 

d. calzolai in Bologna (an. 1267), 9, 29-30; n. 9. 
Carlo [di Valois] [Karulus, Carolus sine terra] {ma: Ro- 
berto di Calabria, 46, n. 4) assedia, insieme coi Fio- 
rentini e i Lucchesi, Pistoia (an. 1305-12,06), 96, 25-28. 
Carl© lo Zoppo v. Carlo II d'Angiò. 
Carlo Martello [filins principis Apulie, qui est filius 
domini regis Karoli] sposa per procura Clemenza 
figlia dell'imp. Rodolfo (an. 1281), 46, 12-16, n. 4; 
-' Cf. «Vili, 32-33,,. 
Carlo Senzaterra v. Carlo [di Valois], 
Carnasalli Ceccolo [Ceccolus de Carnasallis] di parte 
alidosia: Ildebrandino da Romena lo conduce seco 
a Forlì con altri imOlesi d. due parti (an. 1291), 66, 
27, cf. 25-26. 
Carnasalli Pellegrino [Pellcgrinus de Carnasallis] imo- 
lese di parte nordiglia, confinato a Forlì (an. 1291), 
67, 8, cf. 66, 25-26. 
Carnevale da Ugenq [Carnasiale de Ugine, Carnervu* 



122 



INDICE ALFABETICO 



rius de Ugeno, Carnasiale de Voragine!} milanese, 
già pod. di Faenza (an. 1220), 2, ». 7, è el. pod. di 
Bologna (an. 1234), 20-21 [ma 1235, ». 7; cf. " XHf. 

Carnotensis canonicus v . Chartres {canon, di). 
Carobella [Carobella] v. Storlitti Carobella. 
Carocium v. Carroccio. 
Carogium v. Carroccio. 
Carolus v. Cario [dì Va/ois], 

Carpinello di Bonincato [Carpinellus frairis Bonincali] 
imolese di parte nordiglia, confinato a Forlì (an. 
1291), 66, 19, cf. 16. 
" Carrari VINCENZO storico ravennate d. sec. XVI, au- 
tore di una Storia di Romagna ancora inedita, XXXV, 
7-8 „; "cf. XLII, 41-42 e ». 2 e 3 „; " citò e lodò la sto- 
ria di Girolamo Rossi, n. 2 „ ; " si giovò d. Cantinelli 
pei fatti posteriori al 1237, XLII, 41-43, e anteriori 
al 1275, XXXIV, 19-20; XXXV, 6-8 „ ; "confronti: 
XXXV-XL„; "pel racconto d. strage d. Francesi seguì 
la versione degli Annales Forolivienscs, XXXI, 5-13 „; 
" citò il Cantinelli e ne tramandò il soprannome 
di Acquarola, XLIII, 1-2; cf. XXXVII, n. 1 „; " cf . 
XLIII, 2-11 „; " per taluni fatti si servì d. com- 
pendio d. Cantinelli fatto dall'Azzurrini; confronti: 
12-XLIV, 1-14 „; " per l'assedio di Faenza, attinse da 
Sant'Antonino, dagli Annales Caesenates e dallo Spi- 
cilegium Ravennatis Ecclesiae, XLIV, 15-23,,; "diffe- 
renze rispetto al Cantinelli, e inesattezze, XLV, 5-15 „; 
" altri passi in cui il Cantinelli servì di fonte al 
Carrari, XLV, I6-XLVI, 1-20 „; " pei fatti successivi 
al maggio d. 1275 tradusse dagli Annales Foroli- 
vienses, XLV, 31-34 „; " pur consultando altri cronisti, 
e particolarmente il Cantinelli, 34-XLVI, 1-20,,; " rie, 
XXXVII, n. 1 e 2; XXXVIII, n. 1; LI, 14 „. 
Carrario (Ponte) v. Fontecarale. 
Carroccio di Bologna v. Bologna (carroccio). 
Cartagine [Carlago] rie, io, n. 9. 
CasaLECCHIO (da) [de Casaliclo, de Cuzolidcf] v. Rava- 
nello da C. 
«Casali, XXV, ». 3 „. 

Casate (da) [de Casale] v. Glusiano Conte da C. 
Casciano (Rocc\ San) v. Rocca San Casciano. 
Case Rovinate, 90, ». 2. 
Casella [Casella] pr. il Senio. I Lambertazzi vi scon- 

. trano i Gcremei (an. 1275), 20, 24-26. 
Casentino [Casintina]. Vi cavalca Federico Novello, e 
vi f, combattendo con le genti di Guido Salvatico 
e di Manfredi di Modigliana (an. 1291), 66, 1-2. 
Casintina v. Casentino. 
Casola Valsenio, nel suo mandamento sta Tor anello, 

13, ». Sì sua frazione Scttefonti, 8S, ». 6. 
Cassero (del) v. Jacopo del C. 

Cassiano (San) [Sanctus Cassianus] castello nella valle 
d. Lamone, sulla via da Faenza a Firenze, 69, 31 e 
». 4; occupato da Alessandro da Romena, marito di 
Caterina Fantolini 31-33; assediato, preso e diroc- 
cato dai Faentini condotti da Maghinardo da Susi- 
nana (an. 1292), 33-37. 
Cassone della Torre [Cassonus de la Tur rè] valoroso 
in guerra, 48, ». 1; f alla b. dell'Adda (an. 1281), 4. 
Castel d'Aiano rie, 4, ». //. 

Castel de' Britti (di) [de Castro Britonum] v. France- 
sco; Giovanni; Jacopo; Oderico di Castel de 1 Britti. 



Castel d' Imola (di) [de Castro Imole] ». Nicola di Ca- 
stel d'Imola. 

Castelfranco dell'Emilia [Castrum Franchini] rie, r, 
». 1; edificato dai Bolognesi (an. 7228), 3, ». 4; chiesto 
in custodia dal pp. Nicolò III (an. 1279), 37, 18-22. 

Castelfranco (da) v. Giordano e Simone da Castel/ranco. 

Castel Guelfo rie, qo, ». 2. 

Castel Guglielmo [Castrum Guilielmum] chiamato anche 
Maneggio, 8, ». 3; vi sono chiusi gli ostaggi de- 
gli Accarisi, e uccisi, 5-6; "XLIII, 39-43«, 36-38 b, 
36-39 e „. 

Castellano [Castellano] v. Andato C; Lambertazzi C; 
Scannabccchì C; Storlitti C. 

Castellano! (di) [Castellai] v. Guglielmo di Calalano 
dì Dotta. 

Castel Leone [Castrum Leone, Castrum Leo] edificato dai 
Modenesi nel 1228, 3, ». 4; tolto loro dai Bolognesi e 
distrutto (an. 1237), 3, 9-11; "XII, 23-24 a, 23-27 b „. 

Castellina (La) v. Cesato. 

Castello (di) v. Caccia di C; Noce di C. 

Castello dell'Imperatore v. Cervia; Cesena (Castello 
dclPImp.). 

Castello di Bertinoro v. Beriinoro (città e castello). 
Castelnovo [Castrumnovum] ; sua posizione geografica e 
amministrativa, 86, ». 1 ; vi pone il campo l'esercito 
forlivese (an. 1296), 8-9. 
Castelnovo (di) [de Castronovo] v. Oddolo di C. 
Castel Pagano, lasciato in eredità da Maghinardo 

da Susinana alla nipote Alberia, 02, ». 4. 
Castel Pellegrino [Castrum Pelcgrinum, Villa Castri 
Pellegrini, Pclachium!] pr. Faenza, è preso e di- 
strutto da Maghinardo da Susinana (an. 1291), 67 
9-12, ». /. 
Castel Primaro [Castrum Prumarium] edificato dai Bo- 
lognesi contro i Veneziani (an. 1270), IO, 26-28, ». <?• 
15, 4-5; vi sconfiggono i Veneziani (an. 1271), H 
4-7; "XI, 35-36 „. 
Castel San Paolo [Castrum Sancii Fault] pr. ridice: 
vi si azzuffano Imolesi e Lambertazzi da una parte 
e contadini e soldati d. luogo dall'altra (an. 1298),' 
89, 15-19, ». 6. 
Castel San Pietro [Castrum Sancii Retri, opidum San- 
cii Retri] occupato dai Forlivesi (an. 1274), 17, 17 ; 
"XXXVI, 21-25 a, 21-28 b, 21-22 e, 21-24 d „; "incen- 
diato dai Lambertazzi (an. 1275), XLII, 32 35 a • 
chiesto in custodia dal pp. Nicolò III (an. 1279), 37 
18-22; vi sono ospitati i Lambertazzi uscenti da 
Faenza per tornare in Bologna, 39, 10; Bertoldo Or- 
sini vi manda gli ostaggi d. due parti bolognesi, 
(an. 12S0), 42, 1-3; vi sono confinati Imolesi di parte 
alidosia (an. 1291), 66, 14-15; vi giungono i Bolo- 
gnesi, diretti su Faenza (an. 1295), 80, 18-19; vi ca- 
valcano, dando il guasto ai dintorni, Galasso da 
Montefeltro e Maghinardo da Susinana (an. 1296), 
85, 18-20; lo stesso esercito faentino-imolese fa scor- 
rerie nei dintorni (an. 1297), 88, 2-6; vi mettono il 
campo i Bolognesi, 10-11; l'esercito romagnolo va loro 
incontro e li provoca inutilmente a b., 17-22; le ma- 
snade bolognesi, colà stanziate, raggiungono i Lam- 
bertazzi reduci dalla cavalcata di Castel San Paolo, 
e azzuffatesi con essi, sono volte In fuga (an. 1298), 
89, 19-26; nei pressi d. e. si conchiude la pace fra Bo- 
logna e i coni, ghibellini (an. 1299), 91, 5-11, ». 2 e 3 



INDICE ALFABETICO 



123 



Castel Sant'Angelo nel Casentino, rie, 67, ». 2 a 
p. 66. 

Castiglionchio [Castigloncluni]! feudo d. Pagani; noti- 
zie su di esso,' 30, ». 3; vi muore molta gente nel 
terremoto d. 1279, 27. 

Castrocaro [costrutti Castrocarii, Castrocarium] sua roc- 
ca, 84, n, 4; vi dimoravano i conti di Castrocaro, 
24-25 ; ma lo cedettero ai conti di Romagna (an. 1282), 
52,35-36 e ». 2; 84, 25-26; vi si reca il conte di Ro- 
magna Ildebrandino di Romena (an. 1291), 63, 37-38; 
vi si trattiene alcuni giorni Stefano Colonna, 64, 
11 5 difeso da Aghinolfo da Romena contro Forlì 
(an. 1292), 71, 19-21; Bologna raccomanda a Forlì 
di non assalirlo, 25-28; ne giungono soccorsi a Faen- 
za, 72, 22; cf. 16; il conte di Romagna vi manda gli 
ostaggi da lui ricevuti dalle famiglie più turbolente 
di Faenza (an. 129S), 78, 30-35; ospita Guglielmo 
Durand, 82, 10-11; questi ne parte, 12; riconquistato 
dai suoi conti, con l'aiuto di Forlì e di Faenza (an. 
1296), 84, 24-29. 

— (capitani) [capitanei . . . prò civitate. . . Castrocarii] 
v. Romagna {cap. gen.). 

— (comune) compreso nella lega d. com. di Roma- 
gna, manda ambasciatori ad Azzo d'Este 
(an. 1297), 87, 25-32. 

— (conti di) [Comites de Castrocario] cedono Castro- 
caro al conte di Romagna (an. 1282), 52, 35-36 e 
». 2; mandati a confine da Pietro di Stefano conte 
di Romagna (an. 12S7), 55, 28-30; fanno pace coi 
Calbolesi 56, lo-ll ; con l'aiuto di Forlì e di Faenza, 
riacquistano il castello occupato dai conti di Roma- 
gna, 84, 24-29; raggiungono, con proprie milizie, l'e- 
sercito ghibellino ad Imola (an. 1297), 88, 10; * rie. 
da Dante, XXII, 31, 36 „; v. anche: Glagesio; Guar- 
niero; Guglielmo; Pietro da Castrocaro. 

Castrum Lucis! v. Storiati Baruffaldino. 

Castrum e composti v. Castello, Castel e composti. 

Catalani [gens de Catellonia, de Catatonia!], al servizio 
di Carlo d'Angiò e di Giacomo d'Aragona sconfig- 
gono Federico di Sicilia (an. 1299), 91, 19-22. 

[Catalani] v. Catalano di Guido di donna Ostia, Gu- 
glielmo di Catalano, Pirolino di donna Ostia. 

Catalano v. Lamhertazzì Castellano. 

Catalano (di) . v. Guglielmo di C. 

Catalano di Guido di donna" Ostia [frater Calhcla- 
nns Guidonis, Catelanus Domine Hostic] bolognese, 
fr. Gaudente, governa Reggio (an. 1265), 9, n. 3; 
"XIII, 12 „', p. di Guglielmo, 19, 9-10, ». x. 

Cataldo Martino [Martinus Cataldus, de Cataldo] giu- 
dice, 60, n. J ; capo d. parte popolare in Rimini, 27- 
28; conduce il pop. all'assalto d. Palazzo (an. 1290), 
28-61, 1; preso, confessa d'aver congiurato col pod. 
Orsini per scacciare il conte di Romagna, 11-14; cf. 
n. 5 a p. 60 ;' condannato a mòrte, 61, 14-15. 

Catalonia (gens de) V. Catalani. 

Cataluxiis (de) v. Gattalusi. 

Catelanus v. Catalano. 

Catellani v. Catalani. 

Catellano (di) [Caldani] v. Guglielmo di Catalano di 
donna Ostia. 

Catellano di donna Ostia v. Catalano di Gitilo di 
donna Ostia. ^ 

Catellonia (gens de) v. Catalani. 



Caterina v. Fantolini C. 

Caterina da BagnacÀvall o figlia di Malvicino, 
m. di Guido Novello da Polenta, 88, ». 7. 

Caterina da Romena v. Fantolini Caterina. 

Cathelanus v. Catalano. 

Catone [Caio] rie, 14, 7. 

Catone (Monte) v. Mantecatone. 

Catonis (Mons) v. Mantecatone. 

C att ani di Medicina v. Medicina {Cattani di). 

Cattani di Sassatello v. Sassatello {Cattani di). 

Cattedrale di Cesena v. Cesena {chiese). 

Cavalcanti Guelfo, testini one dell'accordo pei danni 
recati da Guido da Polenta a Stefano Colonna (an. 
1291), 64, n. 1. 

Cavalcanti Nerone rie, 74, ». 3. 

Cavalieri o frati Gaudenti v. Bologna, Faenza {Ca- 
valieri frati Gaudenti). 

Cazanimicis (de) v. Caccianemicì. 

Cazianimicis 1 v. Caccianemicì Caccìanemico. 

Ceccolo [Ceccolus] v. Carnasalli C. 

Cecilia (cardinale di Santa) v. Simone dì Tours. 

Cecilia (di donna) [domine Cecilie] v. Rolando di donna C. 

Celestino V pp. [Celestinus, Coelestinus] ; abruzzese 
d'origine; el. a Perugia, per consiglio d. card. La- 
tino, 7S, ». 2; cor. pp. in Aquila (an. 1294), 75, 
14-17 e ». 3; crea Roberto di Gernay conte di Ro- 
magna, 76, 1-3; rinuncia al pp., 77, 4-6; aveva per- 
donato Guido da Montefeltro, 78, ». 2. 

Cella di Montechiaro [Cella Montisclarii] nel contado 
faentino; sua fondazione, ig, ». 2; vi giungono i 
Geremei (an. 1275), 21-22. 

Cello da Spoleto [Cellus de Spulita] el. cap. d. pop. 
di Faenza, ad istanza di Stefano Colonna (an. 1290), 

61, 30-32. 

C epe da, posseduta da Maghinardo da Susinana e ere- 
ditata dalla figlia di lui Andreuccia, 8g, n. 1. 

Ceperanum v. Ceprano. 

Ceprano [Ceperano] estremo limite meridionale d. pos- 
sessi d. Chiesa, 28, ». 1. 

Cerchia del comune di Faenza v. Faenza {cerchia del 
comune) 

Cerfugnano v. Zerfognano. 

Cervia (castello dell'Imperatore) [castrum impera- 
toria] occupato da Guido da Montefeltro, fuggiti per 
mare i custodi bolognesi (an. 1275), 21, 27-31; ciò 
fu per tradimento d. cap., Pievale da Stoppa, ». 4. 
(città) [civitas Cervie] " i Bolognesi vi condus- 
sero da Bologna una strada (an. 1160), XXXII, 
21-23,,; assediata e tolta a Venezia dai Bolognesi 
(an. 1254), 7, 15-18, ». 6; " XLV, 24 „; assediata e 
presa dai Forlivesi e dai Lambertazzi capitanati da 
Guido di Montefeltro (an. 1275), 21, 24-27, ». 4; sulla 
strada da Cervia a Rimini i Malatesta sono assa-^ 
liti dalle milizie d. contendi Romagna (an. i287)i 
56, n-15. 1 

(comune) manda suoi ambasciatori a . Faenza, al 
parlamento d. com. ribelli al conte di Romagna 
(an. 1292), 71, 40-41; cf. 38; respinge l'arbitra- 
to di Bologna, nelle discordie col conte 
stesso, 35-72, 1-2, 8; aiuta Faenza negli ap- 
parecchi di difesa contro Bologna, 16,20; 
partecipa alla lega fra Bologna, Faenza, Imola, Forlì, 
Pistoia e i Bianchi di Firenze {an. 1303), <?S, ». 2, 



124 



INDICE ALFABETICO 



Cervia (podestà) [poleslas] v. Bernardino da Polenta 

(an. 1292). 
Cerviesi [UH de Cervia; mililes et populares civitatis 
Cervie; partes] i fuorusciti trattano di pace coi Ghi- 
bellini [an. 127$), 23, n. 2; le parti avversarie sot- 
tomettono le loro discordie all'arbitrato di Nicolò III 
(an. 1278), 28, 9-11, cf. 3-6; loro milizie, insieme con 
quelle forlivesi, capitanate da Guido da Monte- 
feltro e Guglielmo Francesco, danno il guasto alle 
campagne ravennati (an. 1281), 47, 35-40; entrano 
in Forlì con Maghinardo da Susinana e Lamberto 
da Polenta (an. 1290), 63, 14-20; cf. 10- 11; vanno 
col pod. Bernardino da Polenta in aiuto di Faenza 
timorosa di Bologna, 19-20; cf. 16; coi Ravennati e 
Riminesi cavalcano a Forlì che occupano, per 
subito perderla (an. 1296), 86, 6-15. 
Cervo [Cervus] v. Boatieri C. 

Cesario (San) [Castrum Sancii Cesarii] foco distante da 
Piumazzo, 1, n. 6; assediato dai Bolognesi, che vi 
combattono con i Modenesi, i Parmensi e i Cre- 
monesi (an. 1229), 13-2, 1-5; 1, n. 6; 2, n. 1; occu- 
pato dai Bolognesi (an. 1248), 6, 6, 7. 
Cesato [castrum Secate, Cesatae, villa Cezariae, la Ca- 
stellina, villa Sezale], castello pr. Faenza: vi sono 
uccisi dai loro parenti Manfredo Manfredi e Alber- 
ghetto suo figlio (an. 1285), 54, 12 e n. 1. 
Cese v, Zcse. 

Cesena (capitani) [capitami civitatis Cesene] v. Galasso 
da Monte feltro (an. 1297-99) ; Federico da Montefeltro 
(an. 1301). , 3 

(castello dell'Imperatore) [castrum Cesene, Ca- 
stello Inperatore] fortificato da Federico II, 6, 5-6; 
distrutto (an. 1248), 5; in una torre di esso sono 
rinchiusi Paganino degli jOrgogliosi e Guglielmo 
degli Ordelaffi (an. 1277), 26, 11-13; «XXVI, 9-10; 
cf. 14-15 „ ; "XXIX, 32-34 „. 

— (chiese) : cattedrale [maior ecclesia Cesene] Raule 
Mazzolini vi riceve solennemente l' investitura a cav. 
(an. 1289), 59, 32-36. 

— (città) [civilas Cesene]; ne esce Malatesta con cav. 
e pedoni per andare a difendere Roversano (an. 
1275), 21, 36-38; ma sconfitto da Guglielmino de' 
Pazzi, fugge verso la e, 38-22, 1-3; alcuni d. Ce- 
senati fatti prigionieri da Forlì sono rimandati 
liberi alla loro e, 14-15; "XXVIII, 26-2$, 38-39; 
XXIX, 8-9 „ ; conchiusa la pace, due forlivesi vi 
sono nominati pod., 22, 16-18; "XXVIII, 28-31, 39-41; 
XXIX, 10-11 „ ; vi rientrano gli esuli, 22, 18-21; 
* XXVIII, 31-34 „; " XXIX, 1-3, 11-14 „; rie, 22, n. 2; 
vi si reca Bertoldo Orsini, ne ottiene le fortezze e 
vi lascia un pod. (an. 1278), 29, 6; cf. 5-6; vi si 
ammala, 6-7; vi sono condotti, per ordine di Gentile 
Qrsiui, gli ostaggi d. due parti lambertazza e ge- 
remea, 32-33; Bertoldo Orsini vi tiene gran parla- 
mento (an. 1279), 29, 35-30, 1-2; ospita Bertoldo 
Orsini, 40, 6-7; vi si rifugiano i Ghibellini, all'en- 
trar d. Francesi in Forlì (an. 1282), 52, 11-12; si 
arrende al pp. ed h saccheggiata dalle , truppe ponti- 
ficie (an. 1283), 53, n. 1 ; dalle milizie di Pietro di 
Stefano vi sono condotti prigionieri Giovanni Ma- 
latesta e suoi amici (an. 1287), 56, 17-18; accoglie 
onorevolmente Stefano Colonna, conte di Romagna 
(an. 1289), 59/30-31 ; cf. 28; vi è solennemente .vestito 



cav., nella chiesa maggiore, Raule Mazzolini, 32-36; 
ne parte, largamente scortato, per andare pod. a 
Mantova, 36-38; vi risiedono come giudici gen. d. 
Romagna Gentile di Sant'Elpidio, Simone Ferrape- 
cora e Andrea da Sezze (an. 1290), 62, 31-33; ne 
partono, 33-34; vi si reca Pietro Saraceno leg. aposto- 
lico, 63, 3-5; vi entra Ildebrandino da Romena, conte 
di Romagna (an. 1291), 64, 21 ; ne parte sdegnato, 
e le lancia l'interdetto, perchè il coni, non vuole 
accettare il pod. da lui proposto, 65, 5-8; vi manda 
pod. Diego de' Cancellieri, 11-13; nascono tumulti, 
onde il conte di Romagna ne prende la signoria, 
e manda a confine i capi d. due parti e specialmente 
i partigiani di Rodolfino da Calisese e di Raule Maz- 
zolini (an. 1292), 67, 20-30; il conte stesso ne parte, 
lasciandovi un presidio, 35-37; vi si riduce con parte 
d. sue genti, messe in fuga dai Forlivesi e Faentini, 
68, 28-29; è minacciata dalle forze collegate di Faenza, 
Forlì e Ravenna, 69, 24-28 ; che di nuovo vi mettono il 
campo, 70, 25-27; cf. 21-23; vi è nominato pod. Mala- 
testa, 28; che si adopera a rimettervi Rodollino di 
Calisese, a dispetto d. conte di Romagna, che si 
trovava allora in Cesena, 29-34; ne parte, 71,22-24; 
vi è ospitato Roberto di Gernay conte di Romagna 
(an. I-94), 76, 2-3, 6-7; il conte di Romagna manda 
colà il figlio di Guido di Raule e il figlio di Albe- 
rico da Cunio (an. 1295), 78, 30-32; vi entra Pietro 
di Monreale, 79, 20-21; vi ritorna, 26; accoglie con 
grandi onori Guglielmo Durante, 82, 1-2; che v'in- 
dice il parlamento gen. d. com. di Romagna, 3-6. 
Cesena (cittadini notabili): Mazzolini Raule, pod. di 
Faenza (an. 1276), 23, 24-25; di Mantova (an. 1290), 
59, 36-37 ; Rodolfino da Calisese, pod. di Rimini 
(an. 1290), 62, 29-30. 
— (comune) [comune civitatis Cesene] " per l'intervento 
di Pietro da Verona ottiene dai Faentini la remis- 
sione dei danni recati loro nelle ultime guerre (an. 
1249), XVI, 2-6 „; suoi rappresentanti s'accordano 
col conte di Romagna Ildebrandino da Romena (an. 
1291), 63, 42-64, 1-2; non accetta da lui il pod., e 
però il conte gli lancia l'interdetto, 65, 5-8; si ap- 
pella alla Sede apostolica, 9-10; finisce per accettare 
il pod. voluto dal conte, Diego de' Cancellieri, 10-13; 
è rappresentato da Rodolfino di Calisese al parla- 
mento d. com. in Faenza (an. 1292), 71, 38, 40-41; 
si stringe in alleanza col march. d'Este (an. 1296), 
84, 12-14; Ravenna gli è nemica, 87, 10; man- 
da ambasciatori ad Azzo d'Este (an. 1297), 
25-32; manda ambasciatori a Castel San Pietro, per 
trattar la pace con Bologna (an. 1299), 91, 5-10; cf. 
». 2; è rappresentato al parlamento in- 
detto a Canazosia da Matteo d'Acqua- 
s parta (an. 1301), 95, 3-5; entra nella lega fra Bo- 
logna, Faenza, ForPi, Imola, Bagnacavallo, Pistoia 
e i Bianchi, (a?t. 1303), ». 2. 

— (contado) vi cavalca Guido da Montefeltro (an. 
1275), 21, 32; v. Rancido; Roversano. 

— (palazzo del comune) [palacium comunis Cesene] Ber- 
toldo Orsini vi tiene gran parlamento, e in presenza 
degli ambasciatori di Romagna fa leggere i suoi 
ordinamenti per questa provincia (an. 1278), 29, 
35-30, 1-2. 

' — (podestà) [potcstates] v. Lambcrtini Galeotto (an. 



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I2 75); Orgogliosi Orgoglioso e Ordelaffi Tederico 
(an. 1275), Molatesi* Malatcstino (an. 1290-91, 1292), 
Cancellieri Diego (an. 1291, luglio-dicembre); Mala- 
testa da Verucchio (an. 1292). 
Cesena (sindaco di) partecipa al trattalo d'alleanza 
fra Bologna, Faenza, Fori), Imola, Bagnacavallo, 
Pistoia e i Bianchi di Firenze (an. 1303), 93, n. 2. 
Cesena, Forlì, Faenza ed Imola (capitano di) [capi- 
taneus generalis guerre prò civitatibus Cesene, For- 
livii, Favcmie et Imole] v. Uguccione della Faggio- 
la (an. 1297). 
Cesenati [Cesenalici, Caesenates, UH de Cesena] " alleati 
coi Ravennati, coi Ferraresi, i Forlivesi e i Riminosi, 
in guerra con Faenza (an. 1 126), XXXIV, 6-9 „; "uniti 
a Forlivesi, Ravennati e Riminesi portano aiuto ai 
Lambertazzi (an. 1274), XXXV, 13-23 e „\ i fuoru- 
sciti portano aiuto a Faenza (an. 1275), 20, 17; 
" XLII, 23 a, 21-22 b „; molti Cesenati si chiudono 
nella rocca di Roversano per difenderla dai Lam- 
bertazzi, 22, 4-6, ma son costretti a rendersi, 6-9; 
"XXVIII, 22 „; rimanendo prigionieri venticinque 
d. migliori cittadini col pod., 22, 9-14; "XXVIII, 
23-26, 35-36 „ ; gli altri sono rimandati alla loro e, 
22, 14-15; "XXVIII, 26-28, 38-39; XXIX, 8-9 „ ; s'ac- 
cordano con Forlì, 22, 16-lS; XXVIII, 28-31, 39-41; 
"XXIX, 10-11,,; i fuorusciti trattano la pace coi Ghi- 
bellini (an. 1276), 23, n. 2; milizie cesenati coi For- 
livesi e i Faentini all'assedio di Bagnacavallo (an. 
1277), 24, 4-12; loro pace coi Ravennati [an. 1277?], 
rie, 18, 3; i partiti avversari compromettono in 
Nicolò III le loro discordie (an. 1278), 28, 9-11; ci. 
3-6; milizie cesenati danno il guasto alle terre fra 
Ravenna e Forlì (an. 1281), 47, 35-40; approvano 1". 
cattura di Stefano Colonna (an. 1290), 62, 33-34; in- 
sieme con milizie di altre città romagnole, entrano 
in Forlì, capitanati da Malatestino (an. 1290), 63, 
13-20; loro accordi col nuovo conte di Romagna, II- 
debrandino da Romena (an. 1291), 42-64, 1-2; citta- 
dini da lui confinati, in seguito a un tumulto (an. 
1292), 67, 23-30; aiutano Faenza negli apparecchi 
di difesa contro Bologna (an. 1292), 72, 16-18; aiuta- 
no Faenza a toglier Imola ai Bolognesi (an. 
1296), 83, 13-16; cf. 84, 1-8; al comando di Galasso 
da Montefeltro e di Maghinardo da Susinana caval- 
cano nel territorio di Bologna, danneggiandolo gra- 
vemente, 85, 18-24; si radunano ad Imola (an. 1297) 
88, 8-10; molti cesenati vanno a Faenza pei funeral 
di Raule Zambrasi (an. 129S), 89, 2-4. 

Cesenati (Annali) v. Annales Caesenates. 

Cesius v. Zesio. 

Cevenino [Ceveninus, Civininus] v. Zovenzoni C. 

Cezariae (villa) v. Cesato. 

Chalamelli (castrum) v. Calamcllo. 

Chartres (canonico di) v. Durand Guglielmo. 

Chiara [Clara] v. Algicri C. 

" Chiaramonti [Scipione]. Si giovò degli Annales Cacse 
nates per narrare l'assedio posto a Faenza da Federi 
co II, XLVII, 2-3; fu una d. fonti d. Tonduzzi, n. 1 „. 

Chiesa [Sancta Romana Ecclesia], Ottaviano degli Ubai 
dini e i Bolognesi le riacquistano Faenza e la Ro- 
magna (an. 124S), 6, 1-4; "XIV, 2-9 a, 2-8 b „; 
" XLV, 18-19, 21-22; possiede Medicina, 6, n. 9; rie, 
23,14, n. 1; Rodolfo imp. le conferma i possessi già 



riavuti, e promette di aiutarla a ricuperare gli altri 
{an. I2J5), 28, n. /; i sindaci d. com. romagnoli, 
compresa Bologna, ne riconoscono il dominio e le 
giurano fedeltà (an. 1278), 28, 14-23, ». 3; "XXV, 
n. 3 „; rie, 38, 9, 15, 20; 52, 26-27; sue milizie com- 
battono intorno a Fori), al comando di Giovanni d'Ap- 
pia e di Taddeo da Montefeltro (an. 1281-82), 30-31, 
n. 5 a p. 30; cf. 49, 24-50, 1-4; 23-52, 25; le si ar- 
rendono Fori), Forlimpopoli, Cesena e Bertinoro (an. 
1283), 33, n. 1; i Forlivesi confinati dal conte di 
Romagna le pagano un'ammenda (an. 1287), 55, 34-36; 
i cqm. romagnoli si dichiarano ossequenti alla Chie- 
sa (an. 1290$, 62, 37-63, 1-2; il leg. apostolico si ado- 
pera a mantenerle fedele la e. di Forlì, 7-9; le giu- 
rano fedeltà, pel com. di Faenza, Ugolino de' Medici 
e Tederico da Salutare (an. 1295), 78, 19-22; le re- 
sta il dominio di Faenza, nonostante il tentativo dei 
Manfredi, d' assoggettar questa ai Bolognesi (an. 
1295), 80, 27-29; cf. n. 2; perde Imola (an. 1296), 84, 
n. 2; Maghinardo da Susinana, Uguccione della Fag- 
giola e Ordelaffo Ordelaffi le fortificano Lugo (an. 
1297), 87, 39-88, 1; v. anche: Papi; Romagna (conti 
o rettori di) ; Romagna (legati apostolici in). 

Chiesa ("Fisco della,,) [Camera], "rie, LVII, 33 a „. 

Cehesa d'Imola v. Imola (chiesa di). 

Chiesa di Ravenna v. Ravenna (chiesa di). 

Chiese di Bologna, di Cesena, di Faenza, di Forlì, d'I- 
mola, di Ravenna, di Roma v. Bologna; Cesena; Faen- 
za; Forlì; Imola; Ravenna; Roma (chiese). 

ChietI (da) [ Tkcatinus] v. Simone da Chieti. 

Chieti (diocesi di) [Tethiensis, Techicnsis! diocesis], rie, 
76, 17. 

Cui oggi a [CI ugia] vi si ritira esule Guido da Monte- 
feltro (an. 12S3), 33, n. 1. 

■ 'iiiozzANo (da) [de Glaucano] v. Accarisi Guido da C; 
Accorisi Pietro da C; Accarisi Patrizia. 

Chiusa del comune di Faenza v. Faenza {chiusa del co- 
mune). 

Christiani v. Cristiani. 

" Chronicon Bononiense, volg. Lolliniana, XI, 3; pub- 
blicato dal Dollconi nel 17 38, n. 1 „ ; " scarsezza di 
questa Cronaca, in confronto alla prima parte d. 
Cantinelli, XI, 3-XIII, 1-2, 25-26, 32-34, 36-37; XXII, 
12-13 „ ; " ma talvolta le sue fonti furono migliori di 
quelle d. Cantinelli, XIII, 2-16 „ ; " diversità fra i 
due scrittori nel mpdo di narrare l'assedio di Faenza 
d. 1248, e la sottomissione di essa a Bologna nel 
1256, XIV, 1-XV, 1-5 „; "il compilatore d. Chronicon 
bononiense appare bolognese, 35-38 „ ; " passa sotto 
silenzio la sconfitta d. Bolognesi al ponte di San 
Procolo, XV, 6-10 „ ; " rie, XXXIII, 27 „. 

" Chronicon Petri Cantinelli „ v. Cantinelli Pietro. 

" Cicognani Ludovico, rie, LI, 27-28 „. 

Ci et ICA [Cielica], rie. 66-67, n. 2 a p. 66. 

Cignatta v. Parcitadi Ugo/ino. 

ClGNUS ! v. Parcitadi Ugolino. 

Ciotto [Cottus] v. Malatesta Gianciotto. 

" Cipriana DI Remengardina [Cypriana domine Reme>- 
gardine] acquista d. terreni da Sibillina Storlitti, 
LUI, 5 rt-LIV, 18 b „. 

Ciudidinus de Plumaja! v. Guidino da Piumazzo. 

Civininus v. Cevenino. 

Civitella di Romagna [Civitclla, castru/n Civilellc] 



126 



INDICE ALFABETICO 



pr. Forlì : Guido Salvatìco vi mette un presidio (an. 
1277), 25, 19-22, n. j; «XXIX, 31-32 „; ripresa dai 
Forlivesi, con grande strage d. fuorusciti e d. loro 
alleati che la difendevano, 25, 24-35; "IX, 14 „; rie, 
30, ». S; presa dagli alleati di Zappettino libertini 
(an. 1280), 42, 36-37; cf. 32-36; rie., ». jT. 
Clara V, Chiara. 

Clarisse [domine loci fratris Viviani] v. Faenza (mo- 
nache, monasteri). 
'• [Clemente IIIJ //., commette ai principi d. Cristianità 
di ricuperare la Terra Santa occupata dal Saladino, 
XXXIII, n. 3 . 
Clemente IV pp., rie., 28, n. 4. 

Clemen-te (chiesa di San) v. Faenza (chiese). 

Clemenza figlia dell' imp. Rodolfo è ricevuta con 
grandi onori in Bologna, ove sposa per procura 
Carlo Martello (an. 1281), 46, 12-16; " Vili, 32-33 „. 

Clero e comunità religiose di Faenza v. Faenza (clero 
e comunità religiose). 

Clugia v. Chioggia. 

" Cobelli Leone, autore d. Croniche Forlivesi, XXV, 2 „ • 
cf. " IX, n. 2„; "ricerche d. Mazzatinti sulle sue fon- 
ti, XXV, 1-10 e n. 1 „; " accolse, ma non senza spirito 
critico, la tradizione dell'intervento forlivese nelle 
cose di Faenza, nel 1241, IX, 4-8, 27-31; cf. n. 3; 
XLIV, 31-XLV, 1-4 „; "si dimostra che attinse di- 
rettamente dalla Cronaca d. Cantinelli, non già dagli 
Annales Forolivienses, fino al 1278, XXV, 11-XXX, 
1-46 „; " ma servendosi talora anche di una fonte 
forlivese, a noi sconosciuta, XXV, 16-39 „; " metodo 
da lui usato nel seguire il Cantinelli : raffronti, XXVI, 
19-XXVII, 1-39,,; "inesattezze ed equivoci in cui 
talvolta incorse, XXVII, 40-XXVIII, l-is; cf. XLVII, 
19-20, 23-24,,; "non abbrevia, né abbellisce il suo 
autore, XXIX, 3-14 „; " dal 1278 al 1282, oltre, e più 
che d. Cantinelli, si valse degli Annales Caesenates 
e d. Croniche di Antonio Gotto da Ravenna, XXX, 
47-XXXI, 1-4; cf. XXXIV, n. /„; "per la narrazione 
d. difesa di Forlì e d. strage d. Francesi, preferì la 
versione d. Cantinelli a quella degli Annales Foroli- 
vienses, XXXI, 4-XXXII, 1-8 „; forse il suo racconto 
d. fatti immediatamente successivi all'eccidio d. Fran- 
cesi deriva da quello, per noi perduto, d. Cantinelli, 
XXXII, 3-8 „; " forse conobbe anche le prime carte d. 
ms. cantinelliano, oggi perdute, XXXII, 9-37,,; "con- ' 
fronti col Cantinelli, col Rossi e col Carrari, XXXV, 
12-XL „ ; " notizie inesatte da lui raccolte per la storia 
dell'assedio di Faenza e d. cose di Romagna nel 1243, 
XLIV, 34-36 e ». 3 „; "rie, VI, 21-24,,; « XXXI V, 
n. i„; «XXXVI, n. 3,,; "XLV, 28 „; "LI, 14 „. 

Codice Brandolini v. Brandolini (codice). 

Codice Eugubino v. Eugubino (codice). 

Codogno v. Cotogno. 

CoDOGNOLA v. Colignola. 

" Codronciii Argeli [Giovanni] rie, LI, 27 „. 

Coennus v. Giovanni. 

ColognOla! v. Cotigno.'a. 

Colomba (piazza e via di santa) [platea ri contrata 
sancir Collimar] v. /à'm/ni (piazze, contrade). 

Colomba (serraglio della) [serallium Columbe] v. Forlì 

(serragli). 
Cò.lombanOj(San)»<?/ luogo dove sorse poi Pi 11 mazzo, 

J, ». /. 



Colonna [domini de Colunpna, Colunpnales] di Roma, 
scomunicati e perseguitati da Bonifacio Vili, 92, 
6-10, 12-14; alcuni di loro si ritirano a Montevecchio 
in Romagna (an. 1299), 10-12; Maghinardo da Su- 
sinana ne assedia il castello e se ne impadronisce. 
14-20. 

[Colonna] Giacomo card, diacono di Saula Alarla in 
Via Lata, rie, 60, n. 3. 

Colonna Giovanni [Johannes de Colunpna] figlio di 
Stefano: march, anconitano, 58, 15; va a Rimini per 
conciliare il com. con Malatcsta (an. 12SS), 15-16; 
libera i Marchigiani presi a Montescudo, 16-18: sue 
trattative col conte di Romagna e col com. per la 
pace di Rimini, 18-19; fa prigioniero Taddeo fratello 
di Corrado da Montcfeltro (an. 1289), 59, 21-23; 
riprende Urbino, 23-26; è fatto prigioniero dai Po- 
lcntani, in Ravenna, insieme col p. (an. 1290), 62, 
2-5; cf. n. 1 ; liberato con lui (an. 1291), 64, 7. 

Colonna Stefano [Stephanus de Colunpna] el. conte di 
Romagna; manda in Romagna Ricciardo d' Alatri 
come suo vicario (an. 1289), 59, 11-12; vi si reca egli 
stesso, ed è onorevolmente accolto a Rimini e a 
Cesena, 27-31; crea cav. Raule Mazzolini di Cesena, 
32-33 ; a Forlì riceve gli ambasciatori romagnoli, che 
gli promettono obbedienza (an. 1290), 60, 1-6; è 
onorevolmente accolto in Faenza, 10-11; in Imola, 
11-12; va a Ravenna, 14; va a Rimini per trattar 
la pace fra il com. e Malatesta, 14-16; riesce a con- 
cluderla, 17-18; manda Malatesta e i figli a confine 
in Roncofrcddo, 20-21; rissa fra i familiari d. suo 
marescalco e quelli d. pod. di Rimini, Orso Orsini, 
23-25; quest'ultimo e Martin Cataldo sollevano il 
pop. riminese contro di lui, 25-61, 1 ; la sua masnada 
è vinta, 3-7; Martin Cataldo cade in suo potere, 
11-15; cf. ». j" a p. 60; toglie a Rimini tutti i privile- 
gi, 61, 18-22; e le dà per pod. Andrea della Montagna, 
22-23; fa eleggere pod. di Faenza Benedetto Amman- 
nito romano 29-30, e cap. d. pop. Cello da Spoleto, 
30-32; cavalca a Ravenna e ne vuole il dominio, 33-òS; 
gli sono rifiutati i fortilizi dal pod. Ostasio da Po- 
lenta, che si prepara a combatterlo, 36-62, 1-2; è 
fatto prigioniero d. Polentani, insieme co' familiari e 
co' soldati, 2-7; cf. 15-16; è condotto a Faenza e libe- 
rato con solenne sentenza d. conte di Romagna, 11- 
debrandino da Romena (an. 1291), 64, 3-7; / Polen- 
tani si obbligano a risarcirlo d. danni sofferti, n. 1 ; 
va ad Oriolo co' suoi, 9-10; e a Castrocuro, 11; parte 
dalla Romagna, 11-12. 

Colunba v. Colomba. 

Colunpna v. Colonna. 

Colunpnatgs v. Colonna. 

Comaccio [Comarius, Comacius] v. Calli/zzi C. 

Comaccio di Corradino [Comacius, !'l-n»ia\-ius .' do»n'"i 
Conradini] di Ravenna, f combattendo contro Foni 
(an. 1282), 52, 22-23, cf. 19-20. 

Comes v. Conte. 

Comitatus v. Contado. 

Comitum (pars) v. Conti (parte de'). 

"Commedia (Divina), le serve d'illustrazione storica il 
Chronicon d. Cantinelli, XXII, 27-31 „. 

Como [Cnmae] rie, 7, n. S; n. 9. 

Compagnone [Conpagnont/s] v. Poltroni C. 

Concordia v. Parciladi C. 



INDICE ALFABETICO 



127.' 



Covcorezzo (da) [de Concorrgio, Concorezó] v. Roberto 

da C. 
Conf aloni eri Arduino [Arduinus Confalonerius] di Pia- 
cenza, el. pod. di Bologna (an. 1244), 5, 6-7; mette 
pace fra le parti di Bologna, e ne dà V annunzio al 
coni, di Piacenza, n. 2; risposta di Azzo da Pirovano, 
pod. di Piacenza, ibid. 
Confalonieri Enrichetto [Hcnrigitius Gon/alonerius] 
piacentino, el. cap. d. pop. di Bologna invece di 
Ricciardo da Villa (an. 1269), 10, 19-20; e di nuovo 
(an. 1270), 25-26. 
Conolus v. Zonolo. 
Conradini v. Corradino {di). 
Conradus v. Corrado. 
CONSELICE, rie, 12, n. 7; ao, n. j". 
Consigli di Bologna v. Bologna (Consigli). 
Consiglio degli Anziani di Faenza v. Faenza {consi- 
glio degli Anziani). 
Consiglio dei Savi in Firenze v. Firenze (consiglio dei 

Savi). 
Consiglio del Comune di Bologna, di Faenza v. Bolo- 
gna; Faenza (consiglio del Comune). 
Consiglio del Popolo di Faenza, di Forlì ■». Faenza, 

Fori) (consiglio del Popolo). 
Consiglio di credenza de' quarantotto Savi in Faenza 
v. Faenza (consiglio di credenza de' quarantotto Savi). 
Consiglio di credenza de' venti Savi in Faenza v. 

Faenza (consiglio di credenza de' venti Savi). 
Consiglio generale di Forlì v. Forlì (consiglio gene- 
rale). 
Constantinus v. Costantino. 

Contado : di Bertinoro, di Bologna, di Brescia, di Ce- 
sena, di Cremona, di Faenza, di Ferrara, di Forlì, 
di Imola, di Mantova, di Modena, di Montefeltro, 
di Padova, di Parma, di Piacenza, di Reggio, di 
Rimini v. Bertinoro; Bologna; Brescia; Cesena; Cre- 
mona; Faenza; Ferrara; Forlì; Imola; Mantova; Mo- 
dena; Montefeltro ; Padova; Parma; Piacenza; Reg- 
gio; Rimini (contado di). 
Conte da Budrio [Comes, Conte de Butrió], giurisperito, 
' sindaco di parte lambertazza, rimette nel pp. Nico- 
lò III il compromesso d. discordie civili di Bolo- 
gna (an. 1279), 33, 30-33; confinato, 39, 25, cf. 14-15. 
Conti (parte de') [pars Comitum] i Ghibellini di Ra- 
venna, di cui erano capi i conti di Bagnacavallo, cac- 
ciati (an. 1239), 3, 24, 11. io; rientrano in Ravenna 
(an. 1279), 39, 2-3; espulsi di nuovo (an. 1295), 80, 
29-8J, l. 
Conti di Bagnacavallo v. Bagnacavallo (conti di)., 
Conti di Bagno v. Bagno (conti di). 
Conti di Bologna v. Romagna (conti rettori di). 
Conti di Castrocaro [comiles de Castrocarió\ v. Ca- 

strocaro (conti di). 
Conti di Cunio [comiles de Cunio] v. Cunio (conti di). 
Conti di Modigliana (comites de Mutilliana) v. Motti - 

gliana (conti di). 
Conti di Romagna (comites Romanie, Provincie Rollia- 
mole, Romandiole] v. Romagna (conti rettori di). 
Conti palatini in Toscana v. Palatini in Toscana. 

(conti). 
Contrade di Forlì v. Forlì (contrade). 
Conventi di Faenza v. Faenza (monasteri, conventi, prio- 
rati). 



Coradinus v. Corradino. 

Coradus v. Corrado. 

Corbaria v. Crovara. 

Cordanus v.\ Giordano. 

Corigio (de) v. (Correggio da). 

Corizio (de) v. Correggio (da). 

Cornay (de) v. Roberto de Gernay. 

Corneto assedialo da Brancaleonc Andato (an. I2J)S), 
8, n. 4-' 

Corradino (di) [domini Conradini] v. Cornacelo di Cor- 
radino. 

Corradino di Svevia [Coradinus] figlio di Corrado IV, 
muove dalla Germania (an. 1268, ma /267), 10, 6, 
n. 1; ricevuto da molti magnati italiani e da essi 
accompagnato fino ai confini d. Regno (an. 1268), 
7-8; vinto, preso e decapitato, 7-9, rie, 23, n. 1. 

Corrado [Coradus] v. Cancellieri C. 

" Corrado [Coradus] prevosto di Faenza, rie, LIV, 50 b „. 

" Corrado [ser Coradus] rie, LVII, 33 a, 29 b „. 

Corrado da Montefeltro [Coradus de Montefeltro] 
figlio di Taddeo : fidanzato di Costanza Ravignani 
61, /1. 2; prende Urbino e ne scaccia i Guelfi (an. 
1389), 59, 19-21; la fortifica contro Gio. Colonna, 
22-23; è prosciolto dalle condanne inflittegli per questo 
fatto (an. 1290), n. 4; è ucciso dai suoi familiari, 
nel castello di Pietra Rubbia, insieme col fratello 
Filippo, con una sorella e un figlio (an. 1298), 89, 
7-11; fratello di Taddeo, 59, 83. 

Corrado IV re di Sicilia [rex Corradus, Conradus] figlio 
di Federico II, f in Puglia (an. 1254), 7, 24-26, n. 8 ; 
rie. come p. di Corradino, 10, 6. 

Correggio (da) [de Corigio, de Corizio] v. Guido; Mat- 
teo da C. 

Corvaria v. Crovara. 

Cosina [Cosna] torrente, 48, n. j". 

Cosina [Cosna, Cosina, la Cosna] tra Faenza e Forlì, 48, 
20-21, n. 3; vi pone il campo Giovanni d'Appia (un. 
1281), 19-21. 

Cosna v. Cosina. 

Cosparius v. Gasparo. 

Costantino... [Constantinus de...] imolese di parte nor- 
diglia, confinato a Forlì (an. 1291), 67, 6; cf. 66, 25-26. 

Costanza v. Ravignani C. 

Costanza della S c a l a, figlia di Alberto, tolta in 
sposa da Obizzo d'Este e da lui condotta a Modena 
(an. 1289), 59, 4-6, cf. n. 2. 

Cotignola [Codognola, Colognola!]. Vi si accampano 
Faentini e Lambertazzi e vi costruiscono un castello 
a danno di Bagnacavallo (an. 1277), 24, 16-20, n. 4 ; 
ma un castello di questo nome esisteva giù, ibid. 

Cotogni (borgo dei) v. Forlì (borghi). 

Cotogno (borgo del) v. Forlì (borghi). 
Cotosius! v. Gotosio. 
Cottus v. Malatesta Gianciotto. 
Covenconibus (de) v. Zovenzoni. 

Cremona (città) [civilas Creinone]. Vi sì reca V imp. 
Federico II (an. 1226), 1, n. 2; patria d. " porc ar- 
mai „ vilipeso da Guglielmo de la Tor, 1, n. 4 ; vi 
sono confinati d. Riminesi di parte popolare, pei 
tumulti d. 1290, 61, 15-16. 
— (cittadini notabili) : Amati Ponzio, pod. di Man- 
tova (an. 1206) ; di Brescia (an. 1213) ; di Parma (an. 
1 21 o); di Siena (an. 1221); 1, 11 e n. 4. 



128 



INDICE ALFABETICO 



Cremona (contado) [comitalus Creinone] devastato dalle 

inondazioni (an. 1294), 76, 27-33. 
Cremonesi [Cremonenses] scavano la Tagliata {an. 1220), 
5, n. io; alleati d. Modenesi contro i Bolognesi, com- 
battono a Santa Maria in Strada (an. 1228), 1, 9-10; 
"XII, 16-18 b „ ; a San Cesario (an. 1229), 1, 13-2, 1-5 i 
ricorrono all'imp. Federico II (an. 1239), 3, 26; " XII) 
30-33 b „ ; seguono il re Enzo al ponte Sant'Ambro- 
gio (an. 1249), 6, 12- U. 
Cr espellano \Crespelanum, Crespellanum]. Vi cavalcano 
Modenesi e Reggiani condotti da Azzo d'Este (an. 
1296), 85, ll-M, n. 2. 
Crevalcore \Crevalcorium, Alegralchore~\ assediato da 
Federico II (an. -239), 4, 1; * XII, 35-36 b\ cf. 28-29 a „. 
C R I s i' 1 n o, fece parte, del',' eredità di Maghinardo da Su- 
sinana, e passò alla figlio, di lui A/idreuccia, So, n. 1. 
Cristiani [Chrisliani] "sconfitti in Terra Santa (an, 1188), 
XXXIII, n. 8 „; difendono Acri dai Saraceni (an. 
1291), 65, 19-29; molti di loro fuggono, moltissimi 
cadono combattendo, 29-33; rie, 93, 3, 15, 43, 44, 48; 
94, 9; i Cristiani rinnegati residenti in Damasco 
all'arrivo d. Tartari tornano alla fede cristiana, 
combattono coi Saraceni, e incendiano la e. (an. 
1300), 93, 28-31. 
"Cristiani (principi) \principes Christianoruni] 
promettono al pp. di ricuperare Gerusalemme ripresa 
dai Saraceni (an. 1188), XXXI II, n. 3 „. 
" Cristiano vescovo di Magonza [Christiano] mandato 
dall' imp. in aiuto di Forlì, sconfigge l'esercito bolo- 
gnese pr. Toscanella (an. 1160), XXXII, 20-31 „. 
Croara v. Crovara. 

" Croce [locus vocatus Crux], LITI, 17 a „. 
Croce (piazza di Santa) v. Forti {piazza di Santa Crocè). 
Croce (società della) [societas Crucis] v. Bologna {so- 
cietà della Croce). 
Croce Pellegrina (contrada della) [conlrala 
Crucis Pellegrinae], pr. Castel San Pietro, rie. per 
la pace fra Bologna e i coni, ghibellini {an. 1200), 
91, n. 3. 
Crocetta, pò, n. 2. 
Cr.OLLEs! v. Botando di donna Cecilia. 
u Cronaca Estense, rie, XXXI, 7 „. 
Cronaca Moratina v. Annales Forolivicnscs. 
"Cronache bolognesi, rie, XLV, 17 „; v. anche: Chro- 

nicon bononicnsc; Memoriale hisloricum ; Misceli a. 
Crostolo [Groslolus] torrente: vi giungono i Bolognesi por- 
tando vettovaglie ai Parmigiani (an. 1250), 6, 26-27. 
Crovara [Corvaria, Crovaria, Corbaria] castello appar- 
tenente al vesc. d'Lnola, 70, ». 4; Bernardino da 
Cunio ne scaccia gli Alidosi (an. 129:), 16-18. 
CruX. v. Croce. 
Cuffoli v. Zuffoli. 
Culianus v. Giuliano. 
Cumae v. Como. 

Cunio [Cunium, Castrimi Canti]. Vi si dirigono ftlcunl 
partigiani d. Manfredi e d. da Cunio, fuggitivi da 
Faenza (an. 1295), 80, 26-27; abbandonato dai conti 
di Cunio (an. 1396), 84, 21; distrutto dal com. di 
Faenza, 22-23. 
— (conti di) [comites de Cunio] fanno pace coi Man- 
fredi (an. 1287), 56, 5-8; comperano da Agnese 
Fantolini, contessa di Montefeltro, una pa; ce del- 
l'eredità d. Fantolini (an. 1391), 64, 25-27; ricevono 



da Bologna l'incarico di far accettare dai com. di 
Romagna il suo intervento nelle discordie col conte 
Ildebrandino (an. 1292), 72,3-7; si affermano citta- 
dini di Bologna, 5-6; chiedendo essi al conte di Ro- 
magna che si abbattano le difese di Faenza, sorgo- 
no gravi discordie fra essi e Maghinardo (an. 1295), 
77, 39-45; mandati a confino dal conte di 
Romagna, si ritirano a Lugo e a Fusignano, 
45-78, 1-5; richiamati, si fermano pr. la eh. di San- 
t'Antolino, 36-38, 40-41; vanno ad Oriolo e poi a 
Faenza per trattar la pace con le famiglie avver- 
sarie, 79, 7-10; insieme coi Manfredi occupano mili- 
tarmente la piazza d. com., 80, 4-s; raccolgono le forze 
pr. Porta Ravignana, 13-15; distruggono parte d. for- 
tificazioni di Faenza, per far entrare i Bolognesi, 16-19; 
sono assaliti e sconfitti dagli Accarisi, 19-29; spera- 
vano di sottrarre Faenza al dominio d. Chiesa e 
darla ai Bolognesi, 27-29 ; abbandonano il castello di 
Cunio (an. 1296), 84, 21; osteggiati da Malvicino di 
Bagnacavallo, che ne danneggia le terre (an. 129S), 
88, 28-30; l'arciv. Francesco cede loro in enfiteusi le 
case di Marco MiChiel in Bavenna {an. 133S), 79, n. 4; 
"rie da Dante, XXII, 31, 36 „: v. anche: Bernardino; 
Bernardo; Bandezzato; Ranieri da Cunio. 
Cuntola v. Giuntola. 
" Curia Sale, LUI, 16 a „. 
" Cuscano [Cuscanus], cappellano d. eh. di San Pietro 

in Faenza (an. 1276), LV, 14-15 b „. 
Cusercoli, rie, 42, n. J. 
Cuzolide! (de) v. CasaleccHo {da).. 
Cypriana v. Cipriano. 

Dadeus v. Taddeo. 

Dadoli Salimbene [Salinbennc Dadoli] sue case in Forlì 
distrutte (an. 1286), 55, il- 12. 

Damasco [Damascus]. Vi è accampato il Soldano con 
poche milizie (an. 1300), 93, 27-28; i Cristiani no 
escono e la incendiano, 28-31. 

Dandoli v. Andato. 

Dandolo Zanino [Caninus, Zannus Dandolus, Zanilius! 
Zachariae!] veneziano, pod. di Bologna (an. 1267), 
9, 25-26; "XI, 22 „\ cacciato per opera d. Gcremei, 
9, 26-27; "XIX 13 ȓ suo giudice Tommaso di Faeu- 
za ì x 3-*4, »• o. 

Dante v. Alighieri D. 

Defensor v. Difensore. 

Dego v. Diego. 

Deotiguardi v. Diotiguardi. 

Deutaide da Pesaro v. Diotaiuti Giovanni. 

Diaconi v. Cardinali. 

Diego [Dego] v. Cancellieri D. 

Difensore della città di Bologna; di Faenza; v. Bo- 
logna, Faenza {difensore della città). 

Dinolo [Dinolus] v. Mauri D. 

Diocesi di Faenza, Modena 7: Fa ira, Mudata {Diocesi). 

" Diotaiuti Giovanni o Deutaide da Pesaro, giudice 
d' Ildebrandino da Romena (an. 1294), XXI, 29-30 „; 
cf. *LVII,31b-35*„; 73, n. 1. 

"Diotiguardi [Deotiguardi] arciprete di San Pietro in 
Laguna, rie, LV, 13-14 b „. 

Docta v. Dotta. 

Dogi di Venezia v. Venezia {dogi). 



INDICE ALFABETICO 



129 



Dolcibene priore di san Prospero di Faenza (an. 

1220), rie, 20, n. i. 
Domenicani (frati), rie, JJ, n. 4. 
Domenico (chiesa di San) v. Bologna (chiese). 
Dominae LOCI FRATRis Viviani V. Faenza (monache). 
Donati Luigi, rie, 00, n. 1; "LI, 28 „. 
Donigaglia [castritm Donigalié\ /7, n. 7. 
Donigaglia (conti di) v. Fantolini Ugolino; Bernardino 

di Donigaglia. 
Donigaglia (sindaco di), rie, 3, n. 6. 
Donna Caccia (di) [domine Cace] v. Alberti? di donna 

Caccia. 
Donna Cecilia (di) [domine Cecilie] v. Rolando di donna 

Cecilia. 
Donna Dotta (di) [domine Doctc] v. Dotta. 
Donna Gualdradina (pi) [domine Gualdradine] v. Azzo 

di donna Gualdradina. 
Donna Ostia (di) [domine Hostie] v. Catalano, Gugliel- 
mo, JRirolino di donna Ostia. 
Dorbecco v. Durbecco. 

Dotta (di) [domine Qocte] v. Ai /nerico; Giacomino; Ni- 
colò di Dotta. 
Dovadola [Dovadola] il conte di Romagna ne aspetta 
rinforzi contro la parte popolare di Forlì (an. 1292), 
68, 10; vi si reca il conte di Romagna, 71,22-24. 
Dov adola (da) v. Ruggero da Dovadola. 
Dozza [Ducia, Ducia, Castrum Ducie] pr. Imola, 70, n. 3; 
si arrende ai Bolognesi che ne distruggono i fortilizi 
(an. 1292), 11-14; è preso e fortificato dagli Alidosi 
e da' loro alleati (an. 1296), 84, 9-10; rie, gì, n. 2. 
Dozza (da) [de Ducia, de D,ucta!] v. Francese/lino da D. 
Duca d'Austria v. Austria (duca di). 
Duca di Borgogna v. Borgogna (duca di). 
Duca di Calabria v. Calabria (duca di). 
Ducato di Spoleto v. Spoleto (Ducato di). 
Ducia v. Dozza. 
Ducia v. Dozza. 
D.uCta! (de) v. Dozza (de). 
Duomo di Faenza *. Faenza (chiese). 
Durand o D.URANTE Guglielmo [Guilielmus Durantis]. 
Notizie d. sua vita, 28, ». 4; canonico di Chartres 
e cappellano d. pp., 24-25, n. 4; nunzio di Nicolò III 
in Romagna (an. 1278), 23-25; riferì la formula d. 
giuraménto prestato dai Bolognesi e dai Romagnoli al 
pp., n. 4; el. conte di Romagna (an. 1285), 54, 4-5; 
permette ai Manfredi di lasciare i loro confini, 13-14; 
bandisce da Faenza e condanna a gravi multe gli 
uccisori di Manfredo e Alberghetto Manfredi, 16-18, 
cf. 19-20; suo marescalco rie, 55, 2-3; suoi mercenari 
uccisi dagli Orgogliosi scacciati di Forlì (an. 1286), 
7-9; scacciati da Faenza, 17-18; fa abbattere le fortifi- 
cazioni di Urbino, 73, 15-16; fatto vese di Mende da 
Onorio IV, 2$, n. 4; cf. 54, 4-5; el. da Bonifacio Vili 
conte di Romagna e march, d. Marca anconitana (an. 
1295), 81, 21-24; va a Rimini, 24; a Cesena è accolto 
cpn grandi onori, 82, 1-2 ; vi tiene parlamento gen., 
3-6; cavalca a Bertinoro, 7; è onorevolmente accolto 
in Forlì, 8-9; si trattiene a Castrocaro, 10-11; va ad 
Imola, evitando Faenza, 12-14; a Ravenna, 83, 1-2; si 
trattiene parecchio a Rimini, 3-5; va nella Marca, 
4-5; avvisa i Bolognesi d. preparativi di guerra che 
fanno i loro nomici (an. i2gò), 84, n. 1 ; descrive i de- 
litti commessi dai Faentini nella presa d'Imola, n. 2; 



ne scomunica gli autori, ibid. ; suoi uomini a custodia 
d. castello di Castrocaro fatti prigioni dai conti, 
che riacquistano il castello stesso (an. 1296), 84, 
24-29; f a Roma, 28, n. 4. 

Durante Guglielmo v. Durand Durante G. 

Durbecco [burgum Durbecchi] v. Faenza (borghi). 

Durfort [Durumforté] v. Ricciardo da Beauvoir» 

Durumforte v. Durfort. 



Ecclesia (Sancta Romana) v. Chiesa. 

Ecclesiae (pars) v. Guelfi. 

Ecillinus v. Ezzelino. 

Eclissi di sole [sol obscuratus, eclinsis] (an. 1239), 3, 21; 
"XII, 28 b, 33-34« „; (an. 1290), 61, 24-27. 

Egidio [Egid/us] giudice di Faenza, lodato, 14, 9; "X, 15 „, 

" Egidio da Montefalco [Egidius de Monte Falco] giu- 
dice gen. di Romagna, LVI, 56 a-LVII, 18 b „. 

Egiptum v. Egitto. 

Egitto [Egiptum], Sue genti, alleate d. Saraceni, fuggono 
con questi a Gazara (an. 1300), 94, 19-20. 

Elpidio (di Sant') [de Sancto Elpidio] v. Gentile di San' 
t' Elpidio. 

"Emilia [provincia Aemilia], rie, XXII, 1 ; , ; "ne ricevono 
aiuti i Geremei (an. 1275), XXXIX, n. 1 „ ; " ne è cap. 
gen. Guido da Montefeltro, XLII, 20-22 a, 19-21 b „; 
v. anche Lombardia. 

Emilia (porta) v. Faenza (porte). 

Emilia (via), rie, 12, n. 7/ jfo, n. 1. 

Encius v. Enzo. 

Engliterra v. Inglesi. 

Enrichetto [Hcnrighetlus, Henrigittus] v. Confalonieri E. ; 
Rogati E. 

Enrichetto di Martino dell' Agnella [Henrigittus 
Martini Agnclle] confinato con altri di parte lam- 
bertazza (an. 1279), 39, 32, cf. 14-15. 

Enrico [Rigus, Hcnricus] v. Manfredi Rigo ; Rogati E. 

Enrico (Pietro) [Petrus Henricus] v. Galluzzi Pietri* 
Enrico. 

Enrico da Monza [Henricus de Alonca] milanese, pod. 
di Bologna (an. 1252), 7, 1-2. 

Enrico della Tosa [Henricus de la Tosa] p. di Ros>- 
sellino, 74, 11-12. 

Enrico di Furstenberg inviato in Italia da Ro- 
dolfo re d. Romani (an. 1275), 22, n. 4. 

Enzo [Encius] v. Lambertazzi E. 

" Enzo re [rex Hencius] giunge al Panaro con Ezzelino 
da Romano, ma non va olire (an. 1247), 5, 21-23; 
"XI, 29-30,,; esce da Modena e va contro i Bolo- 
gnesi al ponte di Sant'Ambrogio (an. 1249), 6, 12-14; 
è sconfitto, preso e condotto a Bologna, 14-19; resta 
in prigione e vi muore, 22 23; f ed è sepolto con 
grande onore (an. 1272), 11, 11-14, ;/. 4; " XLV, 26 „; 
"XI, 2, 36 „; sue disposizioni testamentarie in favore 
di Spagnolo Abate, 33, n. j>. 

Epa (d') v. Giovanni d'Appi a. 

[Epée] (d') v. Giovanni d'Apfia. 

Eremitani (frati) [fratres Heremitani] v. Faenza (frati). 

Ermanno [Herma'inns, Armannus] v. Monaldeschi Er- 
manno. 

Erode [Herodes], 44, 1; 45, 12. 

Erri Pietro [Petrus Erri], jmolese, partigiano d. Nor- 
digli, confinato a Forlì (an. 1291), 66, lo- 17 



Tomo XXVIII (MlTTARELLl), p. II - 9. 



130 



INDICE ALFABETICO 



Esarcato di Ravenna [Exarcalus Ravenne] v. Ravenna 

{Esarcato di). 
E s e h i n o Matteo di Spoleto, consacrato vesc. di 

• Faenza (an. 1300), 94, 40-41, n. 3. 
Esium v. Jesi. 
Kste (marchesi di) v. Aldobrandino d'E.; Azzo VII d'E.; 

Azzo Vili d'E.; Francesco d'E.; Obizzo II d E. 
"Eugubino (codice,,): "codice autografo d. Ckronicon 
di Pietro Cantinelli: così chiamato perchè posseduto 
dal Municipio di Gubbio, III, 18-19,,; "sue condizioni 
allorché fu scritta la copia veduta dal Tonduzzi, 
XLVIII, 24-30 „; " stato in cui lo trovò il Mittarelli, 
IV, 5-31,,; "descrizione d. suo stato presente, IV, 
40-VI, 1-3; VI, 30-VII-1-12; VII, 25-VIII, 1-21; VIII, 
34-IX, 1-20; IX, 36-X, 1-15 „; " discussione sul con- 
tenuto d. carte perdute, V, 37-VI, 1-29; VII, 11-24; 
XXXII, 3S-XXXIV, 1-16 „; " forse il Cobelli le co- 
nobbe, XXXII, 3-37,,; "il nis. doveva cessare col 
1306, XXIV, 11-36,,; "sue condizioni nel sec. XVI, 
XLI, 13-14,,; "conosciuto dall'Azzurrini, XLIII, 12- 
17 „ ; " si discute sull'origine d'una postilla marginale, 
da taluno a torto creduta autografa, XLIV, 23-XLV, 
1-4; cf. IX, 4-35; XLI, 18-20 „; " nel sec. XVII si tro- 
vava nella Biblioteca Spada in Fonia, XL VI, n. 8 „ ; 
" copie di esso, i'>id., e 31-33,,; " descritte dal Simons- 
feld, XLIX, ti. 3 „. 

Eugubio (de) v. Gubbio (da). 

Eusebio [ Useppus] v. Useppo. 

Eustachio (diacono di sant') [diaconus sancii Eusta- 
chio v. Orsini Giordano. 

EvESHAM (di) v. Ugo di Eveskam. 

Exakcatus v. Esarcalo. 

Ezzelino da Romano [Ecillinus de Romano'] in compa- 
gnia di Enzo giunge al Panaro (an. 1247), 5, 21-22; 
" XI, 29-30 „ ; rie, 49, n. j. 

Faba v. Fava. 

Fabaldazzo ! v. Albari Rambaldino. 

FABBRO o Fabro [Faber] v. Lambcrtazzi F. 

FABER v. Fabbro e Fa^ro. 

Fabi! v. Fara Atipraudo. 

Fabrizio v. Fair uzzo. 

"Fabro Alberto [Albertus Faber] rie, LEV, 16 b „. 

" Fabro Tommaso [Thomas f. Alberti Fabri\ notaio, r.'c, 

LIV, 16-17 b „. 
Fabruzzo [Fabrucius] v. Lambcrtazzi F. 
Facino da Mandello [Facintts de Mandello] pod. <li 

Imola, lieenz'ato (an. 1254), 7, 23-24. 
FACIUS v. Fazio. 
F acola (de) v. Faggiola {della). 
Faentini [Faventini, de Faventia, populus Faventinus, ci- 

ves civitatis J<"avcntie] " aiutano i Forlivesi a riparare 

le mura distrutte dai Ravennati (an. 1054 o 105S?), 

XXXIII, 4-5 „; " aiutati a loro volta dai Forlivesi in 
una guerra contro Ravenna {an. /069), XXXIII, 5-7; 

XXXIV, //. / „ ; " assaliti dai Ravennati, dai Forlivesi 
e da altri (an. 1 126), XXXIV, 5-10; cf. ». / „ ; " secon- 
do gli Annalcs Forolivienscs, i Forlivesi sarebbero 
invece mossi in loro aiuto, XXXIII, 5-7, 11-13 „ ; " si 
ricerca l'origine di quest'errore, toccando di varie 
guerre tra Faentini da una parte, e Bolognesi e Ra- 
vennati (an. io6</) e Forlivesi (an. 1168-1171) dal- 
l'altra, a noi note per fonti diverse dal Cantinelli, 



XXXIV, n. 1 „; fortificano Bianclinigo, Taìbano, Sei* 
ra (an. 121 7), ig, n. 3; aiutano i Bolognesi contro i 
Modenesi, Parmigiani e Cremonesi (an. 1228), l,».j; 
cf. 9-10; " devono cedere la e. a Federico II (an. 1241), 
XLVII, n. 2 „; soggetti ancora all'imp. (an. 1245). 
S, n. 4 ; per intercessione di Pietro da Verona conce- 
dono a varie e. di Romagna la rem'ssione d. danni 
da essi sofferti nelle recenti guerre (an. 1240), XVI. 
2-6 „; cittadini faentini fatti cav. da re Odoardo d'In- 
ghilterra (an. 1273), 16,6-7; "XXVI, 35-37 b „; met- 
tono in salvo le loro robe, all'annunziarsi di nuove 
lotte fra Accarisi e Manfredi, 16, 23-26; i fuorusciti, 
partigiani d. Geremei, capitanati da Malatesta muo- 
vono contro Faenza (an. 1275), 18, 24-26; "XXXIX, 
12-20 a, 12-18 </„; e dopo aspra lotta prendono il ser- 
raglio costruito dagli intrinseci, al ponte San Giulia- 
no, 18, 27-32; " XXXIX, 25-42 a; 25-41 d; cf. 25-27 e; e 
n. 1 „ ; s'accampano coi Geremei al ponte di San Pro- 
colo, 19, 15-17; " XLII, 2-5 a; 2-6 * „; e di là muovo- 
no a devastare il contado, 19, 1S-29: gl'intrinseci cir- 
condano e sconfiggono i Geremei a San Procolo, 20, 
18-32; cf. " XV, 7-9 „; tornano in e., 21, 8-9 ; spogliano 
l'accampamento d. Geremei, 12-16; "guerra con Bo- 
logna rie, XXV, 3 „ ; l'esercito faentino va contro 
Cervia, 21, 25-27 ; contro Malatesta e i Cesenati, 22, 
1-3; contro Serravalle, castello di Manfredo Man- 
fredi, 24-27; richiesti di fedeltà dall' imp. Rodolfo, 
23, 15-17; i fuorusciti faentini trattano di pace coi 
Ghibellini innanzi all'arciv. di Ravenna (a. /2*6), 23, 
;/. 2; condotti da Orso di Mangona contro Imola, si 
scontrano con cav. imolesi e li sconfiggono (an. 1276), 
12, 19-28; "XV, 30-33,,; pongono il campò a Coti- 
gnola (an. 1277), 24, 15-20; sessanta cav. faentini ca- 
pitanati da Napoleone di Toranello e da Fosco di 
Monteolivcto assalgono inutilmente Sassatello, 13, 
6-8; ritirandosi, combattono a Toranello la masna- 
da francese d'Imola e la sconfiggono, 8-20; aluta- 
no i Forlivesi a riprendere Civitella, 25, 24-31; caval- 
cano a Piancaldoli contro i Geremei (an. 127S), 2 ^i 
n. 4; cavalcando verso Imola s'incontrano con ope- 
rai imolesi, li assalgono e parte li mettono in fuga, 
parte li fanno prigionieri, 27, 14-21; "VI, 15-16,26- 
27 „; lettere di pp. Xicolò HI ai fuorusciti di Faenza, 
rie., 28, n. J; Bertoldo Orsini conte di Romagna 
pacifica le parti avversare (an. 1279), 30, 3-5; ven- 
demmiano d'agósto, 38, 34-36; tornano alle armi, e 
i seguaci d. Manfredi parte fuggono, parte si na- 
scondono, 40, 11-17; soldati faentini seguono Ber- 
toldo a Bagnacavallo, 26-27 ; quattro ambasciatori di 
Faenza accompagnano Guido Accarisi a Pisa (an. 
1280), 41, 33-34; venerano come santa la memoria 
di fr. Nevolone, 42, 14-16; e gli celebrano esequie 
solenni, 21-24; dopo l'entrata d. Geremei pel tradi- 
mento di Tebaldello Zambrasi, alcuni cittadini fuo- 
rusciti sono presi e condannati al carcere perpetuo, 
45, 21-26; " gl'intrinseci eleggono un procuratore pr. 
l'arciv. Bonifacio (an. 1281), XLVIII, 33-35 ; cf. n. J „ ; 
gl'intrinseci, tratti insidiosamente fuori d. e, danno 
campo a Guido da Montefcltro e ai Forlivesi d' im- 
padronirsi di Durbecco (an. 12S1), 46, 17-26, 47, 
1-10; alcuni si salvano in e. per Porta Ponte, 11-12; 
altri sono uccisi o fatti prigionieri, altri fuggono 
ad Imola, 12-15; i fuorusciti, capitanati da Guido 



INDICE ALFABETICO 



131 



da Montefeltro, cavalcano a Sarna e danno il guasto 
alle campagne faentine, 16-22; i Guelfi si uniscono 
all'esercito di Giovanni d'Appia, e s'accampano so- 
pra Forlì, 49, 23-27; i fuorusciti chiedono inutil- 
mente al pp. una sede fissa (an. 1282), 50, 10-13; i 
Faentini dell' esercito pontificio assediano Forti {an. 
J2S2), Jj, n. r: entrano nei sobborghi con Taddeo da 
Montcfeltro, 31, ti. 1 a p. jo ; sono sconfitti 
da Guido da Monte feltro: nomi d'alcuni dei 
loro morti in b. (an. 12S2), 52, 20-25; cittadini d. due 
parti, accarisia e manfreda, sono confinati dal conte 
di Romagna (an. 1287), 55, 2S-29; trattano di pace 
col conte di Romagna, 56, 20-29; i seguaci degli Ac- 
carisi fuggono dalla e. per timore d. Manfredi (an. 
1290), 62, 17-20; vi rientrano. 22-25; fosti' da Ma- 
il hinar do sotto la protezione di Bologna, n. 4; in- 
sieme con Ravennati, Riminesi, C e s e - 
nati ecc. s'impadroniscono di Forlì (an. 
1290), 63, 10-20; condotti dai Maghinardo da Susina- 
na cavalcano a Baccagnano, e vi pongono l'assedio, 
24-29; loro accordi con Ildebrandino da Romena e 
con gli altri com. di Romagna, 42-64, 1-2; impedi- 
scono che sia assassinato dai fedeli di Alessandro da. 
Romena Jacopo di Castel de' Britti, castaido di 
Agnese Fantolini (an. 1291), 38-40; si armano con- 
tro il conte di Romagna, per timore che ricon- 
duca in e. i Manfredi (an, 1291), 66, 22-23; muovo- 
no in soccorso d. popolari di Forlì, e mettono in 
fuga le milizie d. conte di Romagna (an. 1292), 68, 
18-23; accompagnano Aghinolfo e Uberto da Romena 
alla rocca di Calamello, 69, 2-4; cavalcano con Ma- 
ghinardo da Susinana al castello di Montefiore, e lo 
costringono ad arrendersi, 5-7; a Forlì, 9-10; a Mel- 
dola, che prendono e muniscono, 10-12; assediano, 
prendono e diroccano il castello di San Cassiano, 
29-37; liberano Aghinolfo da Romena ricevendone 
in ostaggio due figli, 38-41; ricevono in dedizione' 
Rontana, Quarneto e Fognano, tenute dai fuorusciti, 
71, 1-11; questi promettono e garantiscono che obbe- 
diranno il com. di Faenza in tutto ciò che vorrà loroì 
imporre, 14-17 ; fortificano Faenza, per timore di Bolo 
gna, 72,9-14; condotti da Maghinardo di Susinana, 
cavalcano a Rontana e la fortificano, 73, 8-12; a Monte 
Maggiore (an. 1293), 17-22; fanno pace con Ildebran- 
dino da Romena (an. 1294), 74, 20-22; per mandato» 
d' Ildebrandino stesso, e condotti da Maghinardo, 
cavalcano a Tossignano e lo prendono, 23-32; vi ritor- 
nano per iscortare il conte di Romagna, 34-35; la- 
massa d. pop. assiste nel pai. d. com. all'assoluzione 
dei com. di Romagna dall'interdetto, 75, 3-10; milizie 
faentine vanno a Forlì, in occasione di tumulti, 18-20; 
nuove discordie fra i partiti: Pietro di Monreale man- 
da molti a confine (an. 1295), 77, 39-78, 1-5; essendo 
nati malumori pel ritorno di Guido da Montefeltro, 
trattiene in ostaggio i figli d. più nobili e turbolente 
famiglie di Faenza, 27-35; mercè sua è conclusa 
pace gen. fra i partiti; 36-79, 1-3; 7-10; e i 
confinati di parte popolare rientrano in e, 16-17; 
rientrano tutti i confinati dal conte di Romagna, 
33-80, 1-3; Faentini d. due parti scendono in armi 
sulla piazza d. com.: si combatte accanitamente, fin- 
ché i seguaci d. Manfredi e d. da Cunio sono co- 
stretti a ritirarsi con gravi perdite, 4-27 ; capitanati 






da Maghinardo, prendono a forza Calamello (an. 
1296), 83, 7-11; con Maghinardo da Susinana e Na- 
poleone da Rieti, cavalcano ad Imola e la ritolgo- 
no ai Bolognesi, 16-18, cf. 13-84, 1-9; i fuorusciti 
cii Faenza, insieme coi Bolognesi e con gl'Imolesi, di- 
fendono Imola dalle milizie d. com., 25 26; aiutano i 
conti di Castrocaro nel riacquisto d. loro castello, 
24-29; capitanati da Maghinardo e da Galasso da 
Montefeltro, fanno scorrerie nel territorio bolognese, 
85, 18-24; muovono con Maghinardo al riac- 
quisto di Settefonti, 28-30; cavalcano a Massa 
Lombarda, 86, 21-24; la morte di Raule Zambrasi 
(an. 129S) desta fra i cittadini immenso compianto, 
88, 36-S9, 1; accorrono ad Imola, minacciata dai Bo- 
lognesi, 12-U; ancora in guerra con Massa Lombar- 
da, 27-33; cavalcano col pod. Bandino a Lugo e a 
Roncadello, per impedire ai Bolognesi di rifornir di 
vettovaglie Massa Lombarda, 90, 3-5,6-8; in odio 
ai Bolognesi rafforzano San Giovanni 
in Pente caso, 13-14; in forza d. convenzione 
d. 1299, sono chiamati in aiuto dai Bolognesi (an. 
I 3°3)> 95, 14-16; vanno ad Imola, lasciando a Faenza 
un presidio, 18-21; ritornano a Faenza, per sedarvi 
d. tumulti, 23-25; aiutano Forlì a toglier Bertinoro 
ai Calbolesi (an. 1306), 97, 21-25; " partecipano alla 
cavalcata d. Forlivesi a Paderno e a Rocchetta (an. 
1307), XXIV, 17-20 „. 
Faenza [Favcnlia, Favcncia, Faencìa, Fencia\. "Della 
sua storia si occupa pressoché esclusivamente il 
Chronicon d. Cantinelli dal 1270 in poi, X, 19-32;' 
cf . XV, 33-34 „ ; " ma di notizie faentine abbonda' 
anche la parte precedente d. Chronicon, XII, 19-27,,; 
"si confrontano passi di cronache bolognesi riguar- 
danti fatti di Faenza, coi corrispondenti passi d. 
Cantinelli, XII, 28-XIV-XV, 1-5 „; "condizioni po- 
litiche di Faenza allorché il Cantinelli si accingeva 
a compilare il Chronicon, XVI, 24-XVII, 1-20 „. 

— (anziani del popolo) [anciani, anciani populi] in- 
tervengono alle esequie solenni di fr. Nevolone (an. 
1280), 40, 22-23; dopo l'espulsione di Baciacomare Ba- 
ciacomari reggono da soli la e. (an. 1292), 72, 27-28; 
consentono col conte di Romagna Pietro di Mon- 
reale che i confinati rientrino in e. (an. 1295), 79, 
33-80, 1-3. 

— (" Archivio capitolare „), " possiede alcuni docu- 
menti relativi a Pietro Cantinelli, XXI, 5-8; LIV, 
20-LV, 1-48-LVI, 1-53 „. 

— (banditori del comune) [plazarii comunitaiìs] v. 
Fava, Michele, Oddolo di Castel/movo, Spetti Ben- 
venuto. 

— (borghi) [burgi] : Durbecco [burgus Durbecchi, ar- 
da, que vulgari eloquio conominatur Durbeccus ; Dur- 
bec, borgo d' Uracchi, burgus Porte Pontis]; origine d. 
suo nome, 17, ». /; vi si accampano i Ravennati {an. 
loógf), "XXXIV, n. 1 „; occupato dai Forlivesi 
(an. 1274), 17, 5-6; "XXXV, 23-27 a, 23-263, 23-25 d „; 
invaso dai mercenari di Guido da Montefeltro (an. 
1281), 46, 22-25; vi accorrono i Faentini intrinseci, 
e ne li respingono, 25-47, 1-3; occupato a forza dal- 
l'esercito ghibellino, 10-12; incendiato, 23-28; fortifi- 
cato dai Manfredi (an. 1290), 62, 20-21 ; vi si trat- 
tengono i Manfredi e i conti di Cunio, in attesa 
d. pace gen. fra le parti avversarie (an. 1295), 78, 



132 



INDICE ALFABETICO 



39-40, cf. 36-37; di Porta Imolese \burgus Porte 
Imolensis], "rie, LVI, 12-17 a, 52 a, 42 b „; di Por- 
ta Ponte [burgus Porte Ponti*] v. Durbecco. 
Faenza (canale del comune) [canale comunis] sulla 
via Montanara, 20, 1 ; prende le acque dal Lamone, 
». i ; danneggiato dai Geremei (an. 1275), 19, 40-20, 
t; rie, 47, 13. 

— CANONICA DI San Pietro [canonica Sancii Pctri] Ma- 
ghinardo da Susinana vi passa alcuni giorni (an. 
1295), 77, 19, 21-22: "rie, LV, 12-13*,,. 

— (canonici) [canonici Faventie] v. Alberto; Alborisio ; 
Aldcroto ; Bernardo; Iacopo da Caminiza; Oliviero. 

— (capitani del popolo) " dal 12 $6 al 1274 Faenza 
ebbe cap. d. pop. bolognesi, XVI, 32-33, XVII, 7-9; 
v. Caccianemici Gruamonte (an. 1258); Savioli Ri- 
naldino (an. 1260); Guglielmo di Castrocaro (an. 1289, 
gennaio-giugno); Mczzovillani Rigo (an. 12S9, lu- 
glio-dicembre) ; Pagani Maghinardo da Susinana (an. 
1390, gennaio-giugno); Cello da Spoleto (an. 1290, 
luglio-dicembre) ; Pagani Maghinardo da Susinana 
(an. 1290, gennaio-giugno), (an. 1 291-1295); Pietro 
di Monreale, e per lui Napoleone da Rieti (an. 1295- 
96); Pagani Maghinardo da Susinana (agosto 1296- 
agosto 1297); Pagani Maghinardo (an. 1299-1302); 
Tancredi da Modig liana (an. 1306, pino al 4 gennaio) ; 
Bandino da Modig liana (an. 1306 -1307). 

— capitano del popolo [capitaneus populi]. Suo sti- 
pendio, 78, 10-11. 

— (CAPITOLO Di) [capitulum ecclesie, canonicc faventi- 
ne]. "Ne è el. sindaco, procuratore e nunzio gen. 
Pietro Cantinelli (an. 1276), LIV, 49 «-LV, 19 b; 
cf. XVIII, 15-20; XXI, 7-8 „; "dà in affitto a Guido 
Accarisi alcune terre (an. 1276), LIV, 21 «-46 b; 
XXI, 8-10 „; " in lite con gli eredi di Mainardo Buzzi 
(an. 1279), LV, 22 a-28 b, 31 a-37 b, 40 a- 18*, LV, 2 a- 
36 b, 39 a, 52 b „; nomina Lottieri della Tosa vesc. di 
Faenza (an. 1287), 56, 33-34; suo archivio: v. Faenza 
(Archivio capitolare); suoi canonici: v. Faenza (ca- 
nonici); suo portinaio: v. Gherardino. 

— (cavalieri o frati Gaudenti) [fratres Gaudent<s\ 
anticamente dimoravano alla Porta Ravegnana, 4J>, 
». 3; v. Manprcdi Alberico; Rogati Rodolfo; Za /li- 
brasi Zambr àsino. 

— (cerchia del comune) [circla comunis], rie, 10, 33; 
spianata in parte dalle milizie ghibelline (an. 1281), 
47, 28-29. 

— (chiese) [ecclesie] saccheggiate dai Geremei allor- 
ché Tebaldello Zambrasi tradì loro la e. (an. 1280), 
44, 16-17; Duomo v. San Pietro; San Clemente, 
pr. Porta Ravegnana, 80, 15, n. 1 ; San Francesco 
[ecclesia Sancii Francisci], pr. Porta Ravegnana, 4S, 
». 3; invasa dai Geremei, che uccidono i fanciulli 
colà ricoverati e scacciano i fr. Minori (an. 1280), 
44, 11-17, 19-20; San Giovanni [ecclesia Sancii Iohan- 
nis evangeliste] pr. Porta Montanara, 45, 16; saccheg- 
giata dai Geremei (an. 12S0), 44, 17-18; che ne scac- 
ciano i fr. Eremitani, 45, 18-19; San Martino, 
abbandonata: ottenuta dalla Clarisse (an. /269), 79, 
». 1. - San Pietro [maior ecclesia Sancii l'etri, ec- 
clesia beati Retri Apostoli]: il duomo di Faenza, lo, 
». 8; i Faentini vi mettono al sicuro le loro robe 
(an. 1273), 24-26; "suo cappellano Cuscano (an. 
127Ó), LV, 14-15 3,,; vi è sepolto fr. Ncvolonc, 42, 



13-14: Lottieri della Tesa vi prende possesso d. 
vescovado (an. 1287), 57, 6-9; il campanile è per- 
cosso dal fulmine (an. 1295), 79, 29-32: un altro ful- 
mine ne rovina la sommità, e ne precipita le cam- 
pane, 81, 10-17; vi è consac. il vesc. Matteo Eschino 
(an. 1300), 94, 41-42; cf. n. 3; "rie, LV, 15 „; San 
Prospero, suo priore Dolcibcne, rie, 20, n. i\ 
Sant'Antolino [ecclesia Sancii Antollini] nel borgo 
di Porta Ponte: vi si fermano i da Cunio al lor-j 
ritorno in patria (an. 1295), 78, 40-41, cf. 36-33: 
Sant' Ippolito [Sanctus Ppolitus], Nelle vicinanze si 
raccolgono in armi i Manfredi e i conti di Cunio 
(an. 1295), 80, 14-16; Santa P erp e tu a, rie, 17, 
n. 3. 

\enza (chiusa del comune) [elusa comunis], tagliata 
dai Geremei (an. 1275), 20, 1-2; notizie di essa, n. 1; 
rovinata dall'esercito di Guido da Montefeltro (an. 
1281), 47, 16-20. 

— (città) "assalita dai Ravennati: in suo aiuto 
muovono i Forlivesi (an. /069), XXXIII, 5-7 ; cf. 
XXXIV, ». / „; " assalita di nuovo da Ravenna (an. 
1126), XXXIII, 11-12 „; "non è da credere che foss? 
aiutata da Forlì, che anzi questa nel 11 26 portava 
le armi contro di lei, XXXIV, 3-12: si discorre d. 
probabile origine di quest'erronea opinione, ». 1 „ ; Gui- 
do di Raule vi conduce i cattani di Medicina (an. 
1237), 3, 12-13, ». S ; vi è ucciso Garatone Zambrasi, 
onde Accarisio scaccia i Manfredi dalla e (an. 1238), 
3, 16-19, ». 7; "XIII, 31-36,,; a XLI, ». 3 „; "XVIII, 
19-J5 a, 19-23 b e e „; vi entrano i Manfredi con Vaiato 
di Paolo Traversari, 3, ». 7; assediata dall' imp. Fe- 
derico II (an. 1240-41) gli si dà a patti, 4, 15-18, 
cf. ». 8-9; "XIII, 36-XIV, l „; cf. XLV1I, 2 e n. 2 „; 
"discordia d. cronisti sulla durata dell'assedio, 
XLIV, 15-23; e 33-35 „; cf. " XLVII, 4-8 „;" secondo 
una tarda postilla al ms. d. Cantinelli, Federico 
avrebbe affidato Faenza al pop. di Forlì, e vi avrebbe 
creato pod. due Forlivesi, IX, 4-8 ; XLI, 18-20; XLIV, 
23-25, 36-XLV, 1-4 „: " particolare, questo, ignoralo dai 
predecessori e dai contemporanei d. Cantinella IX, 
21-35,,; "probabile origine di questa notizia, XLIV, 
25-33 „; " Federico II vi si trattenne sino alla fine ti. 
maggio 1241, X, 12-13 e ». /„; è riacquistata alla 
Chiesa dal card. Ottaviano e dal coni, di Bologna 
(an. 1248), 6, 1-4; "XIV, 2-9*,,; riceve i pod. da 
Bologna, 6, 4-5; " VII, 18-20; XIV, 15-16, 29-35 „; " vi 
predica Pietro da Verona (an. 1249), XVI, 2-3 „; s; 
dà a Bologna, che ne fa colmare le fosse (an. 1256), 
" XIII, 13-16; XIV, 19-20 „ ; gravi contese fra gli Ac- 
carisi, ghibellini, e i Manfredi, guelfi (an. 1257), 7, 
C6-37, ». io ; "XLIII, 31-33 a, 31-32 b e e ,. ; vi accor- 
rono da Bologna e da Ferrara seguaci degli uni e de- 
gli altri, 37-8, 1; vi è ucciso Enrico Manfredi detto 
Calzaro, 8, 1-2; " XIV, 21-23 „; le parti vengono a 
un accordo, 8, 2-5; nuovi edilìzi (an. 1270), 15, 2-4; 
(an. 1271), 7; vi tornano le milizie comunali, aven- 
do abbandonato ai conti di Modigliana il castello 
Galluzzo (an. 1272), 15, 13-14; agitazioni e timori in 
e per le rinate contese fra gli Accarisi e i Manfredi, 
16, 22-26; " XLIV, 9-14 a, 8-12 b, 8-10 e „; vi occupa la 
sede episcopale, per simonia, uno d. Manfredi; onde 
nuovi attriti tra le fazioni (an. 1274), n. 1; vi dimora 
il cronista Salimbene, /8, ». 2; i Manfredi non per- 



INDICE ALFABETICO 



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mettono ai Forlivesi di entrare nella e, 17, 6-7; 
" XXXV, 23-29 a-b, 23-27 d; cf. 13-29 e „ ; ma gli Ac- 
carisi ve li introducono, 17, 10-12; "XXXV, 42- 

XXXVI, 2-5 a, 2-4 b, 2-3 e, 2-4 d „ ; e ne escono i Man- 
fredi, 17, 13-15, cf. 20; "XXXVI, 6-15«, 6-12*, 6 e, 
6-9 d „ ; cf. 32-34 a, 36-37 *; fortificata, 1 7, 16 ; * XXXVI, 
lo-21 a-b „ ; i Manfredi fanno apparecchi militari per 
rientrarvi, 17, 20-22; " XXXVI, 32-38 a, 33-43*, 41-42 e, 
41-43 d „; vi predominano gli Accarisi e vi eleggono 
due pod. forlivesi, 18, 5-6; "XXVII, 2-4 a, 2-6*; 

XXXVII, 20-33 a, 20-31 *, 19-23 e, 19-26 d „; significato 
polìtico di quest'atto, i$, n. i ; vi si rifugiano i Lam- 
bertazzi espulsi da Bologna, Imola e Bagnacavallo, 
formando com., 18, 17-13; cf. 17, n. 1; 19, 30; 21, 
25-26; "XVII, 23; XIX, n. 2', XXXVIII, 10-16 e, 10-17 d; 

XXXVIII, 28-34 e, 29-39 d „; " non però il Cantinelli, 
che non sembra fosse bolognese, XVIII, 10-20 „ [cf. 
Cantinelli Pietro, Mittarelli Giovanni Benedetto] ; 
" assalita inutilmente dai Geremei e difesa dai Lam- 
bertazzi, XXXVIII, I6-22 e, 17-29 d „; e di nuovo (an. 
1275), 18, 24-26, 34-35; XXXIX, 12-20 a, 12-15 e, 12-18 d', 
XL, 5-7, n. 1 ; impressione in e. pel combattimento 
al ponte di San Giuliano, 18, 32-33; " XXXIX, 42-44 a, 
42-43 d „ ; vi son condotti prigionieri duecento Ge- 
remei, 19, 6-7; " XL, 33-36 a „; ne escono le milizie 
d. Lambertazzi per distogliere i Geremei dal rias- 
salire Taibano, 19, 30-36; e per sorvegliare l'esercito 
nemico, 20, 5-8; tutte le forze ghibelline d. Roma- 
gna muovono in suo aiuto, capitanate da Guido 
da Montefeltro, 11-18; " XLII, 17-23 a, 18-22*,,; i suoi 
cav. per la Porta Ravegnana, il pop. per la Porta 
Imolese, escono di Faenza per combattere i Geremei, 
20, 18-23 ; " XLII, 24-25 a, 18-25 * „ ; vi sono condotti 
trecento prigionieri, 21, 6; " XXVIII, 19-22 „; vi ri- 
tornano i vincitori, 21, 9-10; vi si apprende che i 
Bolognesi hanno abbandpnato il campo con tutte le 
spoglie, 10-12; queste vengono trasportate in e, 12-16; 
son menati in e. gli uomini e le bestie e le robe 
prese a Serravalle, 22, 27-29; e similmente da Sasso 
e da altri castelli di Val di Senio, 30-34; il vesc. Gu- 
glielmo, leg. apostolico, e il cancelliere di Rodolfo 
re d. Romani vi sono accolti a grande onore, 37-23, 
1, 5; " XLVn, 28-XLVIII, 1-2 «; XLVII, 28-35 * „; ne 
partono i Lambertazzi per cavalcare contro Imola, 
e dopo uno scontro pr. Taviano vi conducono i pri- 
gionieri imolesi, 12, 19-28; similmente, dopo una 
scorreria nei possedimenti di Ugolino Fantolini, con- 
ducono a Faenza gli abitanti d. paese fatti prigio- 
nieri, 23, 26-33; vi sono condotti prigionieri i France- 
si sconfitti a Toranello, 19-20; i Bolognesi deliberano 
di muovere contro di essa per impedire ai Faen- 
tini di soccorrere Forlì, 25, 14-16; vi sono portate 
le insegne tolte ai Geremei nel combattimento di 
Piancaldoli (an. 127$), 27, 9-10; vi son condotti pri- 
gionieri molti operai imolesi assaliti dalle milizie 
d. Lambertazzi, 18-21; vi entra, solennemente ac- 
colto, Gentile Orsini, che ne riceve le chiavi dal sin- 
daco Bonaventura di Foscolo, 29, 10-16; vi giunge 
il card. Latino, leg. pontificio, 16-17; ad istanza di 
questo e di Gentile Qrsini, elegge pod. Stefano di 
Giovanni Giordano, 18-20; Gentile Orsini vi torna 
per farsi dare i prigionieri e gli ostaggi di parte 
geremea, colà trattenuti, 28-30; vi si reca Bertoldo 



Orsini, 30, 3; rie. come rifugio d. Menduli d'Imola, 
7; ne escono (an. 1279), 6-7; vi è onorevolmente 
accolto il card. Latino, 9-10; vi rientrano i Manfre- 
di, 10-12; in presenza di Bertoldo Orsini e d. card, 
leg. le due fazioni si riconciliano, 12-17 ; il card. leg. 
offre un convito ai maggiorenti d. due fazioni, 18-21; 
rie, 38, n. 2, 36; ne escono i Lambertazzi per tor- 
nare a Bologna, 39, 7-10; vi si reca Paolo da Rieti, 
vicario di Bertoldo, 40, 1-3; e Bertoldo stesso, 5; 
scoppiano nuovi tumulti, onde il pod. fa arrestare 
in Palazzo i capi d. due parti, 8-1 1 ; rientrano 
molti seguaci degli Accarisi, ed escono i principali 
di parte manfreda, 14-17 ; vi si rifugiano i Men- 
duli esuli da Imola, 18-20; accoglie onorevolmente 
Bertoldo, diretto ad Imola, 22; questi vi ritorna, 
gì' Imolesi avendogli chiuse le porte in viso, 24-25 ; 
ne escono i Manfredi, scortati dagli Accarisi, 29-31 ; 
vi si rifugiano i Lambertazzi, nuovamente espulsi 
da Bologna, 37-39; Bertoldo Orsini vi tiene parla- 
mento gen. dei coro, di Romagna (an. 1380), 41, 6-8; 
vi muore in fama di santità fr. Nevolone, e gli sono 
celebrate esequie solenni, 42, 8-17 e n. 1; vi passa 
Bertoldo diretto a Meldola, 39-41; degl' Imolesi vi or- 
discono un tradimento contro altri Imolesi, 43, 1-7 ; 
vi dimorano fiduciosi i fuorusciti di Bologna, 31-34; 
prosperità di Faenza a quei tempi, 44, 12-14; "XX, 
21-23 „ ; per tradimento di Tebaldello Zambrasi, cade 
in mano d. Geremei, che vi commettono stragi e 
depredazioni orrende, 44, 2-25, n. 3 e 4; 45, 11-17; 
" XX, 3-16, 25-28 „ ; " XXIII, 2 „ ; espulsione di frati, 45, 
18-19; ne escono milizie per tentare una fazione ad 
Oriolo (an. 1381), 46, 1-3; Guido da Montefeltro 
manda i suoi mercenari contro la e, con ordine di 
attirarne fuori i Faentini e di lasciarsi inseguire da 
essi, 17-25; così avendo essi fatto, tutto l'esercito 
ghibellino si riversa su Faenza, e riesce a toglierle 
Durbecco, 47, 3-12; onde molti lasciano la e, 14-15; 
Guido cavalca nuovamente a quella volta, incendian- 
do case e guastando il paese: nessuno osa uscire di 
Faenza, 23-30; Giovanni d'Appia vi raduna genti per 
l'esercito pontificio, 48, 18-19; s'avanza da Villanova 
su Faenza, 49, 5; cf. 48, 31-33; "ma non vi entra, 
XLVIII, n. j"„; vi fa adunare l'esercito, 50, 25-26; 
vi fa trasportare le robe rubate e gli uomini fatti 
prigioni nei sobborghi di Forlì, 29-31; vi si ritira 
dopo la sconfitta inflittagli da Guido di Montefeltro 
52, 26-27; 51, n. 3 a p. Jo; vi ritorna, dopo l'assedio 
di Meldola, 52, 32-34; i Manfredi, uccisori di Manfre- 
do e Alberghetto loro consanguinei, banditi dalla e, 
tentano dì rientrarvi (an. 12S6), 54, 25-26; ma non vi 
son ricevuti, 55, 6; vi rientrano, scacciando i merce- 
nari pontifici, 17-18; cf. 20-21; "XLIX, 9-10,,; il conte 
di Romagna ne bandisce i Manfredi, gli Accarisi, 55, 
28-29, e Maghinardo, cf. 39-56, l; ritornano, ibid.; 
ingresso solenne d. vesc. Lottieri, 38-57, 1-2, 6-10; cf. 
17-18; vi è onorevolmente accolto Ermanno Monalde- 
schi (an. 128S), 29-31; e poi Stefano Colonna (an. 1290), 
60, 10-11; saputosi che questi è prigi«niero in Raven- 
na, i Manfredi rientrano in patria e vi fanno da pa- 
droni, 62, 15-20; fortificano la e, 20-21 ; vi ritornano 
i fuorusciti, con Maghinardo, e ne partono i Man- 
fredi, 22-26 ; da Maghinardo da Susinana è posta sotto 
la proiezione di Bologna, n. 4; rie, 63, 11, 12; vi fa 



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INDICE ALFABETICO 



suo ingresso solenne il conte di Romagna Ildepran- 
dino da Romena (aa. 1291), 40-41; vi è condotto pri- 
gioniero Stefano Colonna; ne parte, avendo Ilde- 
brandino pronunziato sentenza di liberazione, 64, 
3-10; Alessandro da Romena vi manda un suo fedele 
col mandato di uccidere Jacopo di Castel de' Britti, 
castaido di Agnese da Montefeltro, ma i Faentini 
impediscono l'assassinio, 28-40; il conte di Romagna 
vorrebbe entrarvi, ma per timore ch'ei vi riconduca 
i Manfredi tutta la e. è in armi, ond'egli prosegue 
per Forlì, 66, 21-26; vi è condotto prigioniero Aghi- 
nolfo da Romena (an. 1292), 68, 31-32, col figlio 
Uberto, 69, 3; rie, n. 4; vi convengono ambascia- 
tori di tutta Romagna, per trattar d. questioni fra 
i com. ribelli e il conte Ildebrandino, 71, 35-43; Ma- 
ghinardo la fa fortificare per timore di Bologna, 72, 
9-14; il pod. Baciacomare lascia la e, 14-15; vi giun- 
gono soccorsi da vari com. di Romagna, 16-27 ; am- 
basciatori fiorentini e il pod. stesso di Firenze ven- 
gono a metter pace tra Faenza e Bologna, 42-73, 1; 
cf. 72, 36-38; ne partono infecta re, 5-7; Maghinardo 
ne fa venir materiale per fortificare Rontana, 11-12; 
vi si reca Bandino da Modigliana, cap. gen. d. lega 
(an. 1293), 74, 5; vi ritorna Maghinardo, dopo oc- 
cupato Tossignano (an. 1294)), 32; vi è pronunziata 
la solenne assoluzione dalle scomuniche e dagl' in- 
terdetti lanciati dai conti di Romagna contro le e, 
37-71, 1-10; tumulti, 18; vi è accolto in trionfo il 
conte di Romagna Roberto de Gernay, 76, 10-12; e 
similmente Pietro di Monreale (an. 1295), 77, 33-34; 
molti cospicui personaggi vi si recano per fare onore 
al conte di Romagna, 35-38; nuovi dissensi, a causa 
d. conti di Cunio, che vorrebbero abbattute le fortifi- 
cazioni, 39-45; il conte di Romagna manda a con- 
fine i capi d. due fazioni, 45-78, 1-5; in pubblico 
arringo è riconosciuto a lui il supremo arbitrio 
nelle cose di Faenza, 19-24; i confinati si riavvici- 
nano alla e, per trattar la pace, 36-79, 1-3; ne sono 
confinati gli Accarisi e Raule Zambrasi, 4-6; vi si 
conchiude pace gen., 8-10, cf. 7-8; vi sono richiamati 
i fuorusciti di parte popolare, 16-17; ne parte il conte 
di Romagna, 18-19; danni fatti da un fulmine, 29-32; 
tutti i cittadini confinati dal conte rientrano in e, 
33-80, 1-3; i Manfredi e i conti di Cunio tentano 
di tradirla ai Bolognesi, ma in accanito combatti- 
mento sono sconfitti ed espulsi dagli Accarisi e da 
Maghinardo, 3-29 ; 8 1 , 3-6 ; * quali subito restituiscono 
la e. al cap . d. pop., 81, n. 2 a p. 80; si scatena sulla 
e. un gran temporale, 10-17; Guglielmo Durand, 
nuovo conte di Romagna, nel suo giro per la pro- 
vincia evita Faenza, 82, 12-14; vi convengono gli 
eserciti collegati di Maghinardo, di Pietro d' Este, 
di Galasso da Montefeltro, di Arezzo, Cesena, Forlì 
(an. 1296), 83, 13-19; escono dalla e. per andare al- 
l'assalto d'Imola, 19-21 ; vi si reca Massimo da Piperno 
conte di Romagna, e impone all'esercito di Maghi- 
nardo di sciogliersi, 86, 26-30; ne parte improvvisa- 
mente, 87, 8-11; vi si reca Uguccione della Faggio- 
la, 34-36; la morte di Raule Zambrasi vi desta im- 
menso rimpianto (an. 1298), 88, 35-89, 1 ; molti d. 
provincia vengono a Faenza pei funerali, 1-4; vi si 
aduna l'esercito romagnolo, 34-35 ; vi convengono am- 
basciatori di Matteo Visconti, di Alberto della Sca- 



la, di Azzo d'Este e d. com. di Bologna, per trattar 
la pace fra Bolognesi intrinseci ed estrinseci (an. 
1299), 90, 31-36; fr. Agnello da Faenza va più volte 
da Faenza a Bologna e da Bologna a Faenza, per 
trattar la pace fra i due com., 37-91, 1-11; cf. ». 2; 
vi sono accolti con grandi onori il pod. e gli amba- 
tori di Bologna, 12-14; rie, 17, 24; vi si reca il card. 
Matteo d'Acquasparta, conte di Romagna, e vi con- 
sacra il vesc. Matteo Eschino da Spoleto (an. 1300), 
94, 38, 40-41 e n, 3 mentre le genti d. com. stanno ad 
Imola in aiuto d. Bolognesi, in e. resta un presidio 
(an. 1303), 95, 18-21; ma all'annunzio di tumulti, l'e- 
sercito ritorna in e, 23-25; vi convengono rappre- 
sentanti di Bologna, Imola, Forlì, Pistoia e d. Bianchi 
di Firenze, per trattare gl'interessi d. lega ed eleg- 
gersi un cap., 32-37 ; vi presta giuramento Salinguerra, 
cap. d. lega, 36-37 ; dopo zuffa accanita sono scac- 
ciati Guido di Raule Zambrasi e Tancredi di Modi- 
gliana coi loro seguaci, e rientrano gli Accarisi 
(an. 130Ò), 39-96, 1-14; cf. n. 1 ; vi è onorevolmente 
accolto il card. leg. Napoleone Orsini, 97, 33-34 ; ne 
parte, 35. * 
Faenza (cittadini notabili): Beltale di Beltale, 
sindaco di Faenza pr. Buonaccorso da Sor esina (an. 
■T2JÓ), 14, n. 1; Bonaventura di Foscolo, sindaco 
di Faenza pr. la Curia pontificia (an. 1278), 28, 7-9; 
* XVIII, 24 „ ; Guido di Raule ambasciatore di Faen- 
za a Bologna (an. 1222), 2, ». j; pod. di Bologna 
(an. 1233), 17-18; "XI, 12 „; (ma: an. 1234), ». 7. 

— (clero e comunità religiose) [clerus civitatis Fa- 
ventre], Tutto il clero di Faenza va incontro al leg. 
apostolico e al cancelliere di Rodolfo re d. Romani 
(an. 1275), 23, 3-5; partecipa ai funerali di fr. Ne- 
volone (an. 1280), 42, 11-13; è trattato crudelmente 
dai Geremei invasori di Faenza, 44, 20-22; assiste 
nel Duomo alla presa di possesso d. vescovado di 
Faenza da parte di Lottieri della Tosa (an. 1287), 
57, 7-8; [v. anche: frati, monache]. 

— (comune) fa pace con Imola (an. 1222), 2, ». 2; 
viene a patti con Federico II (an. 12 41), 4, 15-18 
[v. Faenza (città)]', passa alla Chiesa, ed è retto da 
pod. bolognesi (an. 1248), 6, 1-5; « VII, 18-20; XIV, 
2-9 6', 15-16 „; manda Beltale a Bologna per compro- 
mettere in Buonaccorso da Soresina d. discordie fra 
i partiti faentini (an. 1256), 14, n. 1 ; "pel lodo di 
Buonaccorso (an. 1257), resta soggetto a Bologna, 
e tale soggezione dura fino al 1274,,, "XV, 3-5; 
XVI, 24-XVII, 1-20; cf. XIII, 12-18; XIV, 17-19,,; si 
obbliga a chiedere a Bologna il pod. e il cap. d. 
pop., 8, ». 2; cf. " VII, 18-20 „; XIV, 26-29; XV, 3-5; 
"XVI, 30-33 „; fa edificare il castello di Galluzzo (an. 
1272 circa), 15, 10-H ; s'accorda coi conti di Modi- 
gliana e ritira le milizie dal castello (an. 1274), 
13-14; " sua guerra con Bologna (an. 1275) rie, XXV, 
3 „ ; [per questa guerra cf. Faentini, Faenza (città), 
Geremei, Guido di; Montefeltro, Lambcrtazzi, Maghi- 
nardo da Susi/tana, Pazzi Guglielmi/10] ; manda per 
aiuti a Forlì, 20, 8-10; " XLII, 17-19 a; cf. isb„; b. 
di San Procolo tra Faenza e alleati ro- 
magnoli, e i Geremei, 20, 11-21, 1-6, 16-23; 
giura fedeltà a Rodolfo re d. Romani, 23, 19-22; 
insieme coi Forlivesi, invade le terre di Ugolino 
Fantolini e sconfigge gli abitanti di esse raccoltisi 






INDICE ALFABETICO 



I3i 



a resistenza (an. 1276), 26-33; col coni, di Forlì e 
con genti di Rimini e di Cesena assedia Bagnaca- 
vallo (an. 1277), 24, 4-12; cavalca ad Imola 
(an. 1278), 27, U-18; dominato ancora dagli Ac- 
carisi, 28, 6-7; manda sindaci alla Curia romana 
Bonaventura di Foscolo e Pietro Cantinelli, 6-9 •, 
"XVIII, 20-24; cf. XXI, 14-16 „ ; bandisce gli ucci- 
sori di Manfredo e Alberghetto Manfredi (an. 1285), 
54, 15-16; fa pace con Forlì (an. 1287), 56, 1-25 cf. 
». 1; e col conte di Romagna, 20-29; ad istanza 
d. conte di Romagna Stefano Colonna elegge pod. 
Benedetto Ammannito di Roma, e Cello di Spoleto 
cap. d. pop. (an. 1299), 61, 28-32; suoi ambasciatori 
trattano col conte Ildebrandino da Romena e con 
gli ambasciatori d'altri com. per la pace gen. di 
Romagna (an. 1291), 63, 42-64, 1-2; prende e distrug- 
ge Castel Pellegrino, 67, 9-12; ricbiesto d'aiuto da 
Forlì contro Ildebrandino da Romena (an. 1292), 68, 
12-14; manda genti che vincono le milizie 
di Ildebrandino e degli Orgogliosi, 18-23; 
fa lega con Forlì e con Ravenna, 40-42; cf. 69, 13-15*, 
schiera le proprie milizie, con quelle 
alleate, innanzi a Cesena, 24-23; assedia 
San Cassiano, e, avutolo, lo distrugge, 29-37; 
trattative di pace col conte di Romagna, mercè i 
buoni uffici d. fratello di lui Aghinolfo, 41-70, 1-6; 
insieme con Forlì e Ravenna, dà il guasto alle terre 
di Bertinoro, 21-25; pone il campo avanti a Cesena, 
25-27 ; si accorda con gli alleati pel ritorno di Rodol- 
fino da Calisese e degli amici dei Malatesta in Cesena 
e in Bertinoro, 27-31; leva il campo da Cesena, 37-38; 
pone il campo a Rontana, contro i Manfredi, 71, 1-4; 
riceve in dedizione quel castello, e Quarneto e Fo- 
gnano, 4-9; e ne fa abbattere le fortificazioni, 11-13; 
riceve promesse d'obbedienza dai Faentini fuorusci- 
ti, 14-18; Bologna gli manda ambasciatori, chiedendo 
d'esser fatta arbitra nelle discqrdie fra i com. roma- 
gnoli e il conte di Romagna, 35-43; ma il com. non 
accetta tale intervento, 43-72, 1-2 e 8; in vista d'un 
possibile assalto da parte d. Bolognesi fa fortificare 
la e, 9-14; il pod. Baciacoruare lascia il governo d. 
com., 14-15; con gli aiuti d. lega, dispone di trentun- 
mila uomini per la difesa e le opere di fortifica- 
zione, 16-27; gli anziani d. pop. governano invece d. 
pod., 27-28; nonostante l'intervento di Fi- 
renze, non consente ad abbattere le forti- 
ficazioni, 36-73, 1-7; cf. 72, n.3; fortifica Ronta- 
na, 73,8-12; è assolto con gli altri com. romagnoli 
dagl'interdetti e dalle scomuniche lanciate dai conti 
di Romagna (an. 1294), 37-75, 1-10; "XXI, 22-28 „; 
versa duemila fiorini d'oro al conte di Romagna, ed 
è assolto da ogni passata scomunica, 76, 13-18; suoi 
sindaci giurano fedeltà alla Chiesa, in presenza d. 
conte di Romagna (an. 1295), 78, 19-22; Pietro di 
Monreale gli impone una taglia sulle milizie al pro- 
prio servizio, 77, 28-31; i conti di Cunio chiedono 
che siano abbattute le fortificazioni d. e. ; onde nuo- 
vi dissidi con Maghinardo; il conte di Romagna 
manda a confine i capi d. due parti, 39-78, 1-5; 
suoi sindaci giurano fedeltà alla Chiesa, 19-22; ri- 
chiama in e. tutti i cittadini da costui banditi, 
79, 33-80, 1-3; d'accordo col conte di Romagna, e 
aiutato da Ferraresi, Aretini, Forlivesi e Cesenati, 



toglie Imola ai Bolognesi (an. 1296), 83, 13-84, 1-9; 
fa lega col march. d'Este e coi Lambertazzi, 12-15; 
abbatte il castello di Cunio, 22-23; aiuta i conti di 
Castrocaro nel riacquisto d. loro castello, 24-29; 
prende e distrugge Baccagnano, castello di Fran- 
cesco Manfredi, 85, 1-7; muqve guerra a Bologna e 
ne guasta il territorio, 18-24 ; Ravenna gli è ne- 
mica, 87, 10; manda ambasciatori ad Azzo 
d'Este (an. 1297), 25-32; trattative di pace e pace 
definitiva tra Faenza e Bologna (an. 1299), 90, 37- 
91, l-ll; cf n. 2; manda ambasciatori al par- 
lamento di Canazosia (an. 1301), 95, 5-6; ri- 
chiesto da Bologna, manda sue genti ad Imola (an. 
I 3°3), 95, 18-21, lasciando un presidio in e, 21; fa 
lega con Bologna, Imola, Forlì, Pistoia e i Bianchi 
di Firenze, 25-28; con Cervia e Cesena, n. 2; è espulso 
il cap. d. pop. Tancredi da Modigliana {an. /joó), 96, 
9-10, ». 1; al quale il com. concede di trattenersi a 
Forlì per quaranta giorni, 10-12. 
Faenza (consiglio degli anziani) [consilium ancianorum, 
universus Senatus ?\ " defuta Bencivenga da Calugnano 
a far atto d'ossequio e obbedienza all'arciv. Bonifacio 
(an. 1281), XLVIII, n. 6; cf. 34-35,,; adunato nel 
palazzo d. com. per l'elezione d. sindaci e l'asso- 
luzione dall'interdetto (an. 1294), 75, 1-10; "XXI, 
22-27 „. 

— (consiglio DEL comune) [consilium, consilium gene- 
rale comunis] costituisce il giudice Beliate sindaco pr. 
Buonaccorso da Soresina, perchè comprometta in lui d. 
discordie fra i partiti faentini (an. 12 jó), 14, n. 1 ; 
giura fedeltà all'imp. Rodolfo (an. 1275), 23, 22-23; 
interviene ai solenni funerali di fr. Nevolone (an. 
1280), 42, 22-23; convocato nel palazzo d. com., al- 
lorché la Romagna è assolta dalle scomuniche e da- 
gl' interdetti (an. 1294), 75, 2, cf. 5-10; convocato 
dal pod. uscente, Rosso della Tosa, p. l'elezione d. 
nuovo pod. (an. 1295), 78, 13-18. 

— (consiglio del popolo) [consilium populi, consilium 
generale populi] adunato in Palazzo per l'assoluzione 
d. città romagnole dall'interdetto (an. 1294), 75, 1-2; 
elegge cap. d. pop. Pietro di Monreale (an. 1295), 
78, 6-11. 

— (consiglio di credenza dei quarantotto savi) 
[consilium credentie XL Vili sapientum] convocato in 
Palazzo per l'assoluzione di Faenza e della Roma- 
gna dall'interdetto (an. 1294), 75, 1, 3. 

— (consiglio di credenza dei venti savi) [consilium 
credentie de XX sapienlibus] convocato nel Palazzo d. 
com. per l'assoluzione di Faenza e d. Romagna dal- 
l' interdetto (an. 1294), 75, 2-3. 

— (consoli) [consules] intervengono ah'esequie solenni 
di fr. Nevolone (an. 1280), 40, 21-23. 

— (contado) [districlus, comilatus] devastato dai 
Bolognesi (an. 1275), 19, 19-20; ne prende possesso, 
in nome d. pp., Gentile Orsini (an. 1278), 29, 10-12; 
arso dalla siccità, e danneggiato dai fuorusciti rifu- 
giatisi in Faenza (an. 1279), 38, 32-36; " XLVI, 7-8 „; 
vi fanno scorrerie i Forlivesi (an. 1280), 45, 26-29; 
(an. 1281), 47, 17-22; danneggiato dalla grandine 
(an. 1296), 85, 8-10; v. Canazosia ; Castel Pellegrino ; 
Cotignola ; Procolo (ÒVz«); Rofillo (San); Rontana] 
Sarna ; Tredozio. 

— (difensore della città e del distret- 



136 



INDICE ALFABETICO 



To) [defensor civitatis et districtus F.] V. Pagani 
Maghinardo da Susinana {an. I2gó). 
Faenza (diocesi di) [diocest's Faventina] colpita da 
interdetto (an. 1287), 56, 36-37; v. Oriolo. 

— (famiglie illustri) v . Accorisi; Manfredi] Zambrasi. 

— (fortilizi) [fortilitic] costruiti contro un possibile 
assalto di Bologna (an. 1292), 72, 39-40; Faenza non 
consente ad abbatterli, 73, 3-5 ; i conti di Cunio 
chiedono al conte di Romagna che siano distrutti 
(an. 1295), 77, «1-44. 

— (fosse) [fovee] colmate per ordine di Bologna 
(an. 1256), "XVI, 37-38 „; scavate dagli Accarisl e 
da quei di Forlì, in odio ai Manfredi (an. 1274), 
17, 15-16; questi ne circondano il borgo di Porta 
Ponte (an. 1290), 62, 20-21; scavate di nuovo per 
timore di Bologna (an. 1292), 72, 13-14, 17, 24; Faenza 
non consente a spianarle, a malgrado dell'intervento 
di Firenze, 36-73, 1-5; n. 3 a p. 72; i conti di Cunio 
chiedono che siano colmate : onde nuovi tumulti 
(an. 1295), 77, 39-45. 

— (frati) [fratres]: Agostiniani, loro mon. di 
San Prospero, rie, ig, n. 6; Camaldolesi [Camal- 
dolensis ordo], rie, 42, 10-11; Eremitani [fratres 
Heremilani] espulsi da Faenza dai Geremei invasori 
(an. 1280), 45, 17-19; loro case derubate, 44, 17-20; 
Minori [fratres Minores] " pr. di essi dimorò Sa- 
limbene nel 1274, XIX, ». 2 „; cf. 43, n. 3; ne son 
saccheggiate le case dai Geremei (an. 1280), 44, 
18-20; espulsi da Faenza, 45, 18-20; assistono alla ce- 
rimonia solenne con cui Lottieri della Tosa è con- 
sacrato vesc. di Faenza (an. 1287), 57, 6-7; della 
Penitenza v. Terziari di San Francesco ; Predica 
tori [fratres Predicatores] nelle loro case i Faentini 
mettono al sicuro le proprie robe (an. 1273), 16, 
24-25; loro beni a Pergola, 46, n. 5 a p. 45 ; assistono 
alla consacrazione di Lottieri della Tosa a vesc. di 
Faenza (an. 1287), 57, 6-8; nel loro conv. è sepolto 
Raule Zambrasi, 88, 35-36; loro priore Agnello da 
Faenza, rie, 91, 1; Terziari di San Francesco 
[fratres Penitentie tercii ordinis Sancii Francisci], Vi 
appartenne il beato Nevolone, 42, 8-9. 

— (Ghibellini), rie, /j", »• Si v - anche: Accorisi. 

— (giudici ed avvocati) [iudices et advocati civitatis 
Faventie], Versi in loro lode, di Tommaso da I* aenza, 
13, 30-32; 14, 1-12; v. Alberto; Bartolomeo; Egidio; 
Giliotto; Guido di Ranuccio; Jacopo da Caminiza; 
Lorenzo; Medici Ugolino; Oliviero; Tederico da Sa~ 
lutare; Tommaso da Faenza. 

— (Guklfi), rie, 15, »• 3ì *• Alberghetti; Manfredi. 

— (monache) : Clarisse [dominae loci fratris Viviani], 
rie, 79, 11, «. /; Umiliate, rie, '6, n. 7. 

— (monasteri, conventi, priorati etc.) [Monasteria, 
loci, coenobia]: Convento dei Frati Predicatori 
[locus fratrum Prcdicalorum de F.]. Vi è sepolto Raule 
Zambrasi, 88, 35-36; rie, 91, I; Monastero delle 
Clarisse [locus dominarum loci fratris Viviani], lì pr. 
ei conchiude la pace fra Alberico da Cunio e gli ucci- 
sori di Manfredo e Alberghetto Manfredi (an. 1295), 
79,11-14; Monastero delle Umiliate, rie, 
16, n. 7; Santa Maria fuori porta [mon. Sanctae 
Mariae foris portavi], rie, xg, n. 2; Santa Perpetua 
[locus Sanctae Perpetue, D. Perpetue coenobium]. I 
Faentini vi mettono al sicuro le loro robe (an. 1 273), 



16, 24-25; cf. n. 7; rie, 17, ». 3; nelle sue vicinanze 
i Geremei e i fuorusciti faentini assalgono la e (an. 
1274), XXXVIII, 15-22 e 18-29 d „; vi è ospitato il 
vesc. Lottieri (an. 12S7), 57, 2; San Prospero 
[monasterium Sancii Prosperii, D. Prosperi coenobium] 
di fr. Agostiniani, 19, n. 6; vi si appressano i Ge- 
remei nelle loro scorrerie intorno a Faenza (an. 
1275), 38-40; " XLII, 13-17 a „; 15-18*,,. 
Faenza (" moneta „) " ha corso nel distretto di Faenza 
la moneta bolognese (an. 1256-1274), XVII, 3-4 „. 

— (monete): Lira bolognese, 78, 10; 17. 

— (notai) [nolarii] v. : Bonacata Bonalbergo ; Campa- 
nari Bonaventura; Cantine/li Pietro; Montccki.tro ; 
Oltorengi Bonaventura, notarius ad acta comunitatis 
Faventie ; Teresio Ugolino. 

— (ospedale di San Giovanni) [hospital? sancii Johan- 
nis] nel borgo di Porta Ponte, 78, 40. 

— (palazzo del comune) [palacium . . . in platea co- 
munis ; pallacium Faventie] se ne abbatte la scala, 
ch'era su la piazza (an. 1270), 15, 3-4; il card. Latino 
vi offre un gran convito ai maggiorenti d. due fa- 
zioni riconciliatesi (an. 1279). 30, 18-21 ; il pod. vi 
fa arrestare i capi d. due parti, venute di nuovo 
alle offese, 40, 9-11; ma gli Accarisi son liberati dai 
loro seguaci, 12-14; rie, 72, 28; vi è rogato l'atto per 
cui la Romagna è sciolta da ogni interdetto (an. 
1294), 74, 37-75, 1-10; vi si elegge il cap. d. pop., 
78, 7-8; e il pod., 13-15; rie, 79, 9; 81, n. 2 a p. 80; 
u rie, XL V, ». 6; LV, 23 a, 32 a, 41 a ; LVI, 23-24 b, 

41«,,. 

— (palazzo del vescovo), rie, 57, io. 

— (piazza del comune) [platea comunis] vi si co- 
struisce la ringhiera e vi si abbatte la scala, che 
menava al palazzo comunale (an. 1270), 15, 2-4; " vi 
tengono gran parlamento il leg. apostolico e il can- 
celliere di Rodolfo imp. (an. 1275), 23, 6-22 „; cf. 
"XLVflI, 3-16«, 3-11 b „; in presenza di Pietro di 
Monreale, conte di Romagna, i sindaci d. com. giu- 
rano fedeltà alla Chiesa (an. 1295), 78, 19-24; pre- 
senti il conte di Romagna, e il vesc. e il pop. tutto, 
vi si fa pace gen. fra le fazioni, 79, 7-10; occupata 
dalle milizie d. Manfredi e d. conti di Cunio : vi 
scendono in armi anche Maghinardo e l'altra parte 
faentina (an. 1295), 80, 6-8, lo. 

— (plazarii) v. Faenza (banditori del comune). 

— (podestà) [polestas]. Suo stipendio, 78, 17-18; 90, 24. 

— podestà [poteslalcs] pod. d. 1220 rie, 20, ». /; "se- 
condo una tarda postilla al Chronicon, nel 1241 furono 
pod. Tebaldo Ordelafh e Superbo Orgogliosi, IX, 6-8; 
XLI, 19-20 ; XLIV, 23-25 „; " secondo il Cobelli, d'allora 
in poi i pod. di Faenza furono forlivesi, IX, 29-30; 
XLV, 1-4 „; " se ne ignorano i nomi dal 1241 al T24g, 
eccetto quello di Ranieri da Calboli, IX, ». 3 „; " os- 
servazioni sulla serie di pod. faentini data dal Can- 
tinelli, X, 24-25, 30-32 „; "dal 1256 al 1274 Faenza 
ebbe soltanto pod. bolognesi, XVI, 30-32; XVII, 5-7 „; 
cf. "XXXIV, ». 1 „; "i nomi di alcuni di loro ci 
furono conservati dal Mìttarelli e dal Savioli, XVII, 
n. 1 „ ; v. Carnevale da Ugeno {an. J22g) ; Ranieri 
da Calboli (an. 1247) ; Ruggero [da Dovadola] (an. 
J2JÓ)', Albori Rambaldino (an. 1257); Ramisini Pri- 
inorano (an. 1238); Bombalinì Bombalino (an. 1238)', 
A s incili Oliviero (an. J2jg); Carbonesi Spinello (an. 



INDICE ALFABETICO 



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12Ù1); Lamòcrtazzi Bulgarino (an. 12Ù2); Osclciti 
Uguccione (an. 1262)', Lamber lazzi Brancaleone (an. 
1263) ; Lambcrtazzi Castellano (an. 12ÓS e an. 1268) ; 
Gherardo d'Abaisio (au. 1269)', Samaritani Ranieri 
Bornio (an. 1270); [ma:] Cacciancmici Caccianemico e 
Gruamonte della Fratta (an. 1270); Prenliparte Jaco- 
po (an. 1271, pei Ghibellini); Fuscardi Ribaldo (an. 
1271, pei Guelfi); Storiati Aigono (an. 1272,/«' Ghi- 
bellini); Galluzzi Guidochiaro (an. \2~J2, pei Guelfi); 
Orsi Mesotto (an. 1273,/«?/ Ghibellini); Artcnisi Bec- 
cadi.no (an. 1273, pei Guelfi); Tetta/asini Uguccione 
(an. 1274); Orgogliosi Superbo e Ordclaffi Tebaldo 
(an. 1274); Maghinardo da Susìnana (an. 1275, mag- 
gio-dicembre); Onesti Onesto e Marzolini Raule (an. 
1276); Ruggero da Modigliana e [Gnidi] Manfredo 
di Guido Novello (an. 1277); Pagani Maghinardo 
da Susìnana, Manfredo di Guido Novello e Glagcsio 
da Castrocaro (an. 1278); Stefano di Giov. Giordano 
(an. 1278-79); Orsini Bertoldo (an. 1279, novembre- 
1280, ottobre); e per lui Paolo da Rieti, vicario; 
Prendiparti Guidottino (an. 1 280, novembre ...); Pa- 
gani Maghinardo (an. 1286, novembre); Brusati Te- 
baldo (an. 1287); Tornaquinci Gerardo (an. 1288, 
gennaio-giugno); Ostasio da Polenta (an. 1288, giu- 
gno-dicembre); Alessandro da Romena (an. 1289, 
gennaio-giugno); Pagani Maghinardo (an. 1289, lu- 
glio-dicembre); Lambertini Simone (an. 1290, gennaio- 
giugno); Ammannito Benedetto (an. 1290, luglio-no- 
vembre) ; Pagani Maghinardo e Lamberto da Po- 
lenta rettori (an. 1290, dicembre); Lamberto da Po- 
lenta (an. 1291); Ranieri da Calboli (an. 1292, gen- 
naio-giugno) ; Baciacomari Baciacomare (an. 1292, 
luglio -agosto); Bernardino da Polenta (an. 1292, 
settembre-i 293, febbraio); Malalesli Gianciotto (an. 

1293, marzo-agosto); Rossellino della Tosa (an. 1293, 
febbraio- 1294, settembre); Malavolti Nicolò (an. 

1294, marzo-agosto); Rosso della Tosa (an. 1294, 
settembre-1295, febbraio); Pietro di Monreale, e per 
lui Anselmo di San Lorenzo (an. 1295, settembre- 
1296 settembre); Orgogliosi Marchesino (an. 1296, 
settembre- 1297, febbraio); Ordclaffi Ordelajfo (an. 
1297, marzo-settembre); Bandino [da Modigliana] 
(an. 1298); Bandino da Modigliana (an. 1299: rinun- 
cia); Pagani Maghinardo da Susinana (an. 1299, 
marzo); Tegrimo da Modigliana (an. 1299, maggio- 
ottobre); Pagani Maghinardo (an. 1299, novembre); 
\Ubaldini] Giovanni (an. 1299. dicembre- 1300, mag- 
gio); Ordelaffi Francesco (an. 1303); Orgogliosi Lam- 
bertuccio (an. 1303); Bandino da Modigliana (an. 
1306- 1307). 

Faenza (poggio San Pietro) [podium Sancii Retri], pr. la 
eh. omonima, 81, 14-15; vi tengono aringo il card. La- 
tino e Bertoldo Orsini, e le due parti avversarie vi 
fan pace (an. 1279), 30, 14-16 ; vi si raccolgono in armi 
i conti di Cunio e i Manfredi (an. 1295), 80, 6-8; 
rie, 81, 15. 
— (porte) [portae]: del Conte v. Ravegnana ; Emilia 
[Imilia] v. Imolese ; "Forlivese,, [anzi Imolese] 
" XLII, 24 b „ ; Imolese [Imolensis, Foro Corneliana, 
Imilia] rie., 18, n. J: una d. quattro porte " magi- 
strae„, 19, ». 5; ne escono Guglielmino de' Pazzi 
e Maghinardo da Susinana per spiegare le loro forze 
a intimorire i Geremei (an. 1275), 19, 30-35; XLII, 



9-13 a „; ne esce il pop. faentino per marciare contro 
i Geremei, 20, 20-24; "XLII, 24-25 a „ [erroneamente 
il Ghirardacci : " dalla porta di Forlì, 24 b]; rie, 20, 
n. S; il clero tutto va ad incontrarvi il leg. apostolico 
e il cancelliere di Rodolfo re d. Romani, 23, 3-5; 
" XLVII, 40 a ; LV, 46 a „ ; aperta da Tebaldello Zam- 
brasi ai Geremei e loro seguaci (an. 1280), 44, 3; 
ne escono i Faentini per assalire Imola (an. 1296), 
83, 20; Montanara [porta Montanaria], per essa 
entrano i Forlivesi nella e. (an. 1274), 17, 11-12; nei 
suoi pressi era la eh. di San Giovanni Evangelista, 
45-13; Ponte [porta Pontis], vi fa il suo ingresso so- 
lenne nella e. Gentile Orsini (an. 1278), 29, 15-16, rie, 
47, li, 28; cf. Borghi: Durbecco; Ravegnana [porla 
Ravignana, Ravennas] detta anche porta del Conte, 
80, n. 1: ne esce la milizia faentina per marciare 
contro i Geremei (an. 1275), 20, 20-24; "XLII, 
24-26 a, 21-26 b „; nei suoi pressi era il convento d. fr. 
Minori di San Francesco, 45, n.3; cf. 13; occupata 
dai Manfredi e dai conti di Cunio (an. 1295), 80, 
13-17 e nn. 1, 2; ne' suoi pressi combattono accanita- 
mente Manfredi e Accarisi, 19-24; ricuperata da 
questi ultimi e restituita al cap. d. pop., ibid. ; 81, 
n. 2 a p. 80. 
Faenza (prevosto di) [prepositus F.] a nome d. conte 
di Romagna assolve il com. dall'interdetto e dalla 
scomunica (an. 1294), 74, 37-75, 1-10. 

— procuratori del comune, rie, 20, n. 1. 

— (renaccio) [renacium, renacium Faventie, renacium 
communis]. Vi si accampano i Forlivesi (an. 1274), 
17, 7-8, n. 3; "XXXV, 29-34«, 30-34 3,,; i Faentini 
intrinseci vi osservano le mosse dell'esercito forli- 
vese (an. 1281), 46, 23-25. 

— (rettori) [rectores] v. podestà; capitani del popolo. 

— (Senatus universus) v. Consiglio degli Anziani. 

— (sindaci del comune): v. Bonaventura di Foscolo; 
Cantinelli Pietro; Medici Ugolino; Nicoletto da Za- 
gonara; Tederico da Salutare. 

— (sindaco del comune) [sindicus comunis] annunzia a 
Bandino da Modigliana che è stato el. pod. (an. 1299), 
90, 21-22. 

— (strade) [strale]: Montanara [Montanaria] , rie, 
20, 1. 

— (torre del comune) [turris comunis] inalzata (an. 
1270), 15, 4; vi sono rinchiusi, per ordine d. pod., 
Gasparo Guigliarini, Gardamone Caccianemici e 
Bonaventura di Palisia (an. 1280), 45, 21-24. 

— (torri delle porte) [turres portarum] costrutte 
(an. 1271), 15, 7. 

— (vescovi) [episcopi favenlini] v. jfacopo da Petrella 
(an. 1258-1274); Viviano (f 1287); Lottieri della 
Tosa (el. an. 1287); Eschino Alatteo (el. an. 1301). 

— (vicarii del capitano del popolo) v. Napo- 
leone da Rieti, vicario di Pietro da Monreale (an. 

1295-96). 

— .(vicarii del podestà) (vicarii... in polestaria], v. 

Paolo da Rieti, vicario di Bertoldo Orsini (an. 1279); 
Anselmo di San Lorenzo, vicario di Pietro da Mon- 
reale (an. 1295-96). 

Faenza (da) v. Agnello ; Lorenzo ; Tommaso da Faenza. 

Faenza e Imola (capitano di) [capitancus Faventie et 
/mole, civilatis Faventie et /mole] v. Pagani Maghi- 
nardo da Susinana (an. 1208-1302). 



138 



INDICE ALFABETICO 



FAGGIOLA (della) [de Fayla] v. Ranieri; Ribaldo; Uguc- 

cione della Faggiola. 
Fagnano [Villa Fagnani\ rie, 24, ». 4 a p. 23. 
1 a l e o N A R 1 A , Carlo II d'Angiò vi è sconfitto da Fe- 
derico di Sicilia (an. 1299), 91, 23-92, 1-2, e gì, ». J. 
* Fano, Federico II tenta di prenderla (an. 1241), IX, 

n. 1 „. 
Fantella [Fantella] castello pr. Goleata, 30, n. j", dan- 
neggiato dal terremoto, che vi fa molte vittime (an. 
1279), 29-30. 
Fantinello [Fantincllus] v. Rctruli F. 
Fantolini [Fantullini] loro seguaci (fideles) rie, 77, 30. 
Fantolini Agnese [Agnexia] figlia di Ugolino e in. dì 
Taddeo da Montefeltro, vende i beni ereditati dal 
p. e dai fratelli a Maghinardo di Susinana ed ai conti 
di Cunio (an. 1291), 64, 25-27 ; suo cognato Alessan- 
dro da Romena vuol vendicarsene sul castaido di 
lei Jacopo di Castel de' Britti, 28-36 ; cf. * LI, 5-6 „. 
Fantolini Agnese Caterina! v. Fantolini Caterina. 
Fantolini Caterina [Catelina, Katerina, Agnesia Ka- 
trrina!] figlia di Ugolino e m. di Alessandro da Ro- 
mena, 64, 36-37; 69, 32-33. 
Fantolini Fantolino [Fanlullinus de Fantullino Fantul- 
lini] figlio di Ugolino e signore di Sassatello; garcntì 
l'adempimento d. trattato di pace fra Lambertazzi e 
Geremei (an. 1279), 31, n. 4; entra in Faenza pel 
tradimento di Tebaldello Zambrasi (an. 1280), 44, 
4-5; " XLIX, 20 „; f combattendo contro Forlì (an. 
1382), 52, 22 da lui ereditano le sorelle, Agnese, 64, 
26-27, e Caterina, 37-38. 
Fantolini Tano od Ottaviano [Tanus, Tinus! de 
Fantullino, Fantullini] figlio di Ugolino e signore di 
Sassatello: garentì l'adempimento d. trattato di pace 
fra Geremei e Lambertazzi (an. 1279), 31, n. 4; sposa 
Zambrasina Zambrasi (an. 1280), 41, 37-38; è fra co- 
loro che Tebaldello Zambrasi introduce a tradimento 
in Faenza, 44, 4-5; da lui ereditano le sorelle, Agne- 
se, 64, 26-27, e Caterina, 37-38. 
Fantolini Ugolino di Zerfognanoo Cerfugnano[ Ugo- 
linus Fantolinus, Fanlullini] rie. come conte di Doni- 
gaglia, 3, n. 6; sue terre invase da Lambertazzi, For- 
livesi e Faentini (an. 1276), 23, 26-29; i suoi vas- 
salli si radunano e sono sconfitti, 23, 29-33 ; f an. 1278, 
26, 14; "XLVIII, 27-29 „; p. di Tano [Ottaviano], 
41, 38; 44, 4-5; di Fantolino, 31, ». 4; 44, 4-5; di 
Agnese, 64, 26-27; e di Caterina, 37; 69, 32-33; con- 
trasti per la sua eredità, 64, 25-38; 69, 31-33; rie. 
da Dante, 23, n. 3; "XXII, 32 „; "XXIII, 5-6 „. ' 
f \ violino [Fanlullinus] v. Fantolini F. 
" Fantt/zzi [Marco] biografo d. Cantinelli, XXI, 3-4; 

XVII, 27; LVI, 55 „. 
Farisei v. Scribi. 
" Fava [Faba] banditore d. com. di Faenza, rie, LV, 

43-44 a „. 
Fava Aliprando [Aliprandus Faba, Fabi!\ da Brescia, 
pod. di Bologna (an. 1229), 1, 12-13; lodato da Guido 
Fava, ». J; sospettato di tradimento dai Bologne- 
si, 2, 3-4. 
Fava Guido dedicò la Summa Dictaminis ad Alipran- 
do Fava, 1, ». jr. 
Faventia v. Faenza. 
Fa ventini v. Faentini. 
Faxiolus v. Faziolo. 



Fazio da MODIGLIANA [Facius], figlio di Guido, va coi 
Lambertazzi contro Bagnacavallo (a. 1277), 24, 7-9. 

Faziolo Graziadio [Graciadeus Faxiolus] ucciso in Faen- 
za quando questa venne in potere d. Bolognesi (an. 
"80), 45, 5-. cf. 3. 

Federico [Federicus, Fredericus] v. Accorisi F.; Orde- 
laffi F; liberti F. 

"Federico I Imperatore prende parte alla terza cro- 
ciata (an. 1188) e vi muore, XXXIII, 7-8; n. 3 „; "a 
lui si querelano i Forlivesi contro Bologna, onde 
egli manda Cristiano vesc. di Magonza con un eser- 
cito, XXXII, 20-29 „. 

Federico II Imperatore [Fredericus imperator ; Fride- 
ricus .'] passa da Ravenna a Cremona per Medicina 
e San Giovanni in Persiceto (an. 1226), 1, 7-8, ». 2; 
ad istanza d. Modenesi, prende Piumazzo (an. 1239), 

3, 25-28: "XII, 28-29 a, 30-33 b „', assedia Crevalcore, 

4, 1; "XII, 28-29«, 35-366 „; rie, 4, n. 3; assedia 
Faenza (an. 1240) e la ottiene a patti (an. 1241), 
15-18, n. 8 e g; rie, n. io; "X, 2-3 „; " XIII, 36- XIV, 
1 „; " XX, 31 „; " XLIV, 33-35, cf. 18-23 „ ; " XLVII, 2, 
5 „; " tradizione, secondo la quale egli avrebbe rac- 
comandato Faenza ai Forlivesi, "IX, 4-35 „; cf. 
"XLI, 18-20; XLIV, 23-XLV, 1-4 „; " resta in Faen- 
za sino alla fine d. maggio 1241; dopo aver ten- 
tato inutilmente di prender Fano, va a Spoleto e 
muove verso Roma, X, 12-13 e ». /„ ; sue trattative 
di pace con Bologna (an. 1242), 4, ». io; "notizie 
inesatte accolte dal Cobelli e dal Carrari a proposito 
d. relazioni di lui con Fori) nel 1243, XLIV, ». 3 „; 
deposto da pp. Innocenzo /F(an. 1245), 5, 11-13; rie, 
n. 4; gli si ribellano i Parmigiani (an. 1246), 17; 
cf. ». 6; perde la Romagna (an. 1248), 6, 1-4; 
" XLV, 16-21 „ aveva fatto costruire il castello di 
Cesena, 6, 5-6; e Vittoria, 8-9; i Parmigiani ne rapi- 
scono il tesoro, ». 4; t in Puglia (an. 1252; ma 12 jo), 
7, 7-8, ». 2; "conseguenze d. sua morte in Bologna 
e in Romagna, XXII, 16-17 „ ; rie. come p. di Cor- 
rado, 7, 24-25; di Enzo, 5, 21; 6, 12-13; 11, 11; rie., 
49, mi. 5 e 8; 66, ». 2. 

[Federico] d'Austria [dux de Asturie?/] preso e deca- 
pitato insieme con Corradino (an. 1268), 10, 8-10. 
Federico da Lavellolongo [Fredericus de Lavcllolon- 
go, de Savello Longo!] bresciano, pod. di Bologna 
(an. 1231), 2, 8-9 ; " XI, 9 „ nega ai rettori d. società 
d. Arti di convocare il consiglio gen., 2, 11-12. 

Federico da Montefeltro [Federicus... de Monte Fel- 
tro] figlio di Guido, cap. di Cesena, interviene al 
parlamento in Canazosia (an. 1301), 95, 3-4. 

Federico di Sicilia [rex Fredericus de Sicilia] sconfitto 
a Capo d'Orlando da Carlo d'Angiò e dal fratello 
Giacomo (an. 1299), 91, 19-23, ». 4; sconfigge a sua 
volta l'esercito di Carlo d'Angiò a Falconarla, 23- 
92, 1-2; gì, ». S- 

Federico Novello [comes Federicus Novellus] v. [Guidi] 
Federico IV. 

Feltro rie, 17, ». 6. 

Fencia v. Faenza. 

Ferapecora v. Ferrapecora. 

Feraria v. Ferrara. 

Ferentino v. Riccardo da F. 

Fermo. Vi è pretore Castellano Andato, 16, ». /. 

"Ferniani Annibale [Hannibal comes de Fremano, Fer- 



INDICE ALFABETICO 



139 



nianus] patrizio di Faenza, LIX, 7-8 „; " lettera d. Mit- 
tarelli a lui diretta, intorno al Chronicon d. Canti- 
nelli e al suo cod. autografo, 9-LX, 1-36 „ ; " fece rico- 
piare direttamente il Chronicon dall'Ortolani, per 
l'edizione d. Mittarelli, LXIV, 1-10 „. 

Ferra pecora Simone [Simon Fcrapecora] da Parma, uno 
d. giudici gen. d. Romagna, in Cesena (an. 1290), 
62, 32-33; lascia Cesena e si trasferisce a 
Ro versano, 33-36; poi a Forlì, 36-37, cf. 63, 
5-6; ne parte, 22-23. 

Ferrara [Ferttria, Ferrarla}. 

— (città) [civitas Ferarie] nobilmente governata da 
Salinguerra, 4, n. 4; assediata da Veneziani e da 
Dolognesi, per volontà di Gregorio da Montelongo 
leg. apostolico, si arrende a patti (an. 1240) 4, 9-12; 
vi entra con le sue genti il march. d'Este Azza VII 
e vi domina lungo tempo, 12-13; ne vanno aiuti alle 
fazioni di Faenza (an. 1257), 7, 37-8, l; "XIV, 21- 
22 „ ; rie, 12, 18; ne giungono aiuti ai Geremei (an. 
1274), 18, 15; cf. ». sì "XXXVIII, 8-11«, 7-10 e, 
7-10 d „', il com. di Bologna vi raccoglie milizie (an. 
1277), 24, 13; in signoria di Azzo Vili d'Este (an. 
1293), 73, 34; Maghinardo da Susinana vi accorre in 
ainto di Azzo (an. 1296), 87, 13-16. 

— (cittadini notabili) : [Torelli] Ramberto di Sa- 
linguerra, cap. d. pop. di Bologna (an. 1306), 97, 
3-4 ; [Torelli] Salinguerra di Pietro, cap. gen. d. 
lega fra Bologna, Imola, Forlì, Pistoia e i Bianchi 
di Firenze (an. 1303), 95, 35-37. 

— (comune) [comune Ferarie], fa lega con Cesena, 
Faenza, Forlì, Imola, Bagnacavallo e i fuorusciti di 
Ravenna, di Rimini e di Bertinoro (a. 1296), 84, 
U-15; sue genti, capitanate da Francesco d'Este, 
cavalcano verso Bologna e ne guastano le terre, 85, 
14-1S. 

— (contado) [comilatus Ferarie], danneggiato da inon- 
dazioni terribili (a. 1294), 76, 27-33. 

— (signori da) [marchioncs de Fcraria] v. Azzo VII; 
Azzo Vili; Obizzo II 

— (vescovo di) v. Guglielmo. 

Ferrara (da) v. Petrizzolo di Ranieri da Ferrara. 

" Ferraresi [Ferrarienses] alleati d. Ravennati in guerra 
con Faenza (an. 1126), XXXIV, 6-9 „. 

Ficline (civitas), 4J>, n.i. 

Fieschi Bonifacio [Bonifacins] arciv. di Ravenna {an. 
1274-1295), 48, n. 2; innanzi a lui il sindaco d, com. 
di Rimini e d. Guelfi di Romagna deve trattar pace 
con i sindaci d. Ghibellini (an. 1276), 23, n. 2; assi- 
ste alla pace fra Lambertazzi e Geremei in Imola 
(an. 1279), 31, 6-9; "a lui promettono obbedienza il 
Consiglio di Faenza e il pod. Guidottino Prendipar- 
te (an. 1281), XLVIII, n. 5; cf. 34-35,,; si trova in 
Orvieto all'arrivo degli ambasciatori d. Lambertazzi 
presso la Curia pontificia, 48, 8-10; insieme con Gio- 
vanni d'Appia, cavalca a Traversara, 49, 11-12; " mul- 
ta da lui inflitta ai Forlivesi pei danni recati alla 
diocesi di Ravenna (an. 1285), XXVI, n, 4 „; man- 
dato in Francia dal pp., per trattar la pace tra Filip- 
po IV e Alfonso d'Aragona (an. 128Ó-87), 57, 5-6 e 
n. 1; presente allorché Raule Mazzolini è armato cav. 
(an. 1289), 59, 32-34; lo accompagna fuori di 
Cesena, allorché egli s'avvia a Mantova, 
37-38 ; avversa la lega tra Ravenna, Faenza e Forlì 



(an. 1292), 70, 31-34; f in Oriolo (an. 1294), 76, 
34-35 e n. 4; suo testamento, 77, 1-3; " rie. da Dante, 
XXII, 31, 35 „. 
Figline (civitas), 43, ». /. 

Filippo [Phil/ppus] v. Benigno F. ; Borni F. ; Bulgarelli 
F. ; Cagno lo F. ; Ligapasseri F. ; Or aboni F, ; Omeletti 
F. ; Ugoni F. 
Filippo d'Abaisio [Philippus de Abaisio], giura pace ai 
Geremei (an. 1279), 32, 20, cf. 31, 11-14; confinato 
con altri Lambertazzi, 39, 20, cf. 14-15. 
Filippo da Montefeltro [Philippus] assassinato nel 

castello di Pietra Rubbia (an. 1298), 89, 9-10. 
Filippo principe di Taranto alla b. di Capo 

d'Orlando (an. 1299), 91, n. 4. 
Filippo III re di Francia [Philippus rex Francorum] 
passa da Bologna (an. 1271), 10, 31-32, n. 9; Gio- 
vanni d'Appia gli annunzia la propria sconfitta (an. 
1282), 52, 27-29. 
Filippo IV re di Francia. Sua pace con Alfon- 
so III d' 'Aragona (an. 1286) rie, 37, n. 1. 
Filippuccio da Jesi [Philipucius de Esio] si rinchiude 
con Malatestino Malatesta nel castello di Monte- 
scudo, e vi è fatto prigione dai Riminesi (an. 1288), 
58, 8-14; è liberato da Giovanni Colonna, 15-17. 
Finale [Castrum Finalis], si ribella ad Azzo Vili d'Este 

(an. 1306), 96, 22-24. 
Fiorentini [...de Florencia, de Flùrentia] condotti a Mon- 
taperti da Giacomo Rangoni (an. /260), 8, ». 6; mer- 
cenari in aiuto d. Geremei (an. 1277), 25, 4; coman- 
dati da Guido Salvatico, 12-14, passano l'Appen- 
nino e occupano molti castelli d. Forlivese, 16-18; 
cf. "XXIX, 12-14,,; presidiano Civitella, 25, 19-22; 
si accampano a Valbona, 22-23; caduta Civitella in 
mano d. Forlivesi, fuggono a Firenze, 35-38; altri a 
Tredozio, ove tentano rapire gli ostaggi di Guido 
da Romena, ma dai seguaci di lui son costretti a 
fuggire rilasciandoli, 26, 1-4; rie, 9; molti fiorentini, 
nobili e preti, accompagnano Lottieri vesc. di Faen- 
za alla sua sede (an. 12S7), 56, 38; 57, 1-2; lóro rap- 
presentanti intervengono nelle discordie di Roma- 
gna (an. 1291), 63, 42-64, 1-2; (an. 1292), 72, 36-73, 
1-7; danno il guasto ai castelli di Guido Novello 
(an. 1290), 6ó, ». 2; parecchi cittadini di Firenze sono 
presenti all'accordo stipulalo in Forlì pel risarcimento 
d. danni sofferti da Stefano Colónna (an. 1291), 64, 
n. 1; rie, 7J, ». 4; s 1 intromettono per pacificare i Bo- 
lognesi e il march. d'Este (an. 1298), 90, ». 4 ; un cit- 
tadino di Firenze è ucciso in un conflitto a Faenza 
(an. 130&), 96, 4; dividono coi Lucchesi il territorio 
di Pistoia e vi mandano un pod., 9O, ». 6. 
" Fiorini Vittorio „ " rie, LI, 25 „. 
Firenze (arcivescovi di): "Sant'Antonino,,: "suo 
racconto dell'assedio di Faenza (an. 124O), rie, 
XLIV, 15-21,,. 
— (città) [civitas Florenlie] rie, 20, ». 2', 24, ». 2; 
vi esulano da Forlì Paganino degli Orgogliosi e Gu- 
glielmo degli Ordelaffi (an. 1277), 24, 23-25; vi giun- 
gono ambasciatori d. Geremei, 30-31 ; e venticinque 
ostaggi d. fazione stessa, 25, 1-2; rie, 24, ». 2; 26, 
nn. 1 e J; 31, n. ó a p. 30; 49, ». 5; 56, 29; cf. 
" XLIX, 21 „; 69, ». 4; 70, 4; vi si reca il card. Pie- 
tro da Piperno (an. 1296), 87, 6-7. 
. — (cittadini notabili).- Bindo Baschiera della To- 



140 



INDICE ALFABETICO 



sa, cap. d. milizie fiorentine al servizio d. Geremei 
fan. 1277), 25, 4-6; Lottieri della Tosa vesc. di 
Faenza (an. 1287), 56, 33-57, 1-2; Rossellino della 
Tosa, pod. di Faenza (an. 1293-94), 74, 10-13; Rossi 
Pino, cap. d. pop. di Bologna (an. 1306), 97, 5; 
Rossi Stoldo, pod. di Bologna (an. 1277), 13, 4-5; 
cap. d. pop. di Bologna (an. 1278), 22; Rosso della 
Tosa, pod. di Faenza (an. 1294), 75, 32-33; Torna- 
quiNCi Gherardo, pod. di Piacenza, 57, ». 4; di Faen- 
za (an. 1288), 19-20. 
Firenze (comune) [comune Florenlie], guelfo, aiuta i Ran- 
goni a scacciare i Grisolft da Modena (an. 1264), 9, 
». 2\ vince gli Aretini a Campaldino (an. 1289), 58, 
20-32 e n. 7; pone il campo pr. Arezzo, 32-34; ne 
parte, 34; manda ambasciatori a Ildebrandino da Ro- 
mena per trattar la pace gen. fra i partiti di Roma- 
gna (an. 1291), 63, 42; 64, 1-2; manda il pod. Gentile 
Orsini ed ambasciatori a Bologna, per pacificare quel 
comune con Faenza e gli alleati di questa (an. 1292), 
72, 36-40; vanno anche a Faenza, 41-73, 1; partono 
infecta re, 5-7 ; insieme con Lucca e con Carlo di 
Valois {ma con Roberto d'Angiò, ». 4), assedia Pistoia 
(an. /J05-1306), 96, 25-28; ne ottiene la resa, 28-30; 
ne divide con Lucca la giurisdizione, 30-35; cf. ». 6. 

— (consiglio dei Savi) [ consi'lium quamplu- 
rium Sapientuni\. Vi si leggono le lettere con cui 
Guido da Montefeltro chiede di passar liberamente per 
le terre fiorentine (an. 1392), 73, ». /. 

— (fuorusciti) [exteriores] v. Bianchi di Firenze. 

— (Guelfi) [Guelfi de Florentìa] rie, 17, ». 6; tratta- 
no con Paganino Orgogliosi, con Guglielmo degli 
Ordelafiì e coi Geremei per avere Forlì (an. 1277), 
24. 26-31; combattono coi Ghibellini di Arezzo (an. 
1289), 58, 26-29; rie, 75, ». 4; v. anche: Bianchì di 
Firenze. 

— (podestà) V. Poltroni Compagnone (an. rzjj); Ran- 
goni Jacopino {an. 1260) ; Orsini Gentile (an. 1292). 

Flaminia v. Emilia. 

"Flaminia (via) [ Via Flaminea], XXXI, 19 r . 

Flandria! (de) 96, 1; "L, 48-49,,. 

Florentìa v. Firenze. 

Foglia, f., 76, ». 2. 

Fognano [Cast rum Fugnani) rie, 4/, ». 4; tenuto dai 
Manfredi e da Alessandro da Romena: si arrende 
al com. di Faenza (an. 1292), 71, 7-9; ne partono i 
Manfredi, 9-11. 

Folco [Fulcus] v. Paci Folco. 

" Fondi Giacomo prefetto d. Biblioteca di Gubbio, IV, 
25-26 „. 

Fons Ulicis v. Fontana Elice. 

Fontana Elice [Fons Ulicis], castello d. rese. d'I- 
mola, 70, ». 4. 

Fontana (di) [de Fontana] v. Alberto di F. 

Fontanis (de) v. Alberto di Fontana. 

Foranigo [Foranigus] vi pone il campo Giovanni d'Ap- 
pia (an. 1281), 49, 28-29. 

Forenses v. Fuorusciti. 

Forimi'OPUlus v. Forlimpopoli. 

FORLÌ [Forlivium, Forum Livii, Forumlivium, Forlivio], 
Giustificazione d. suo nome pr. gli scrittori, 45, ». ' ; 
* sua storia compilata dal Moratini, e fonti da cui 
essa deriva, XXIII, 1, 2-XXIV, 1-36 „. 

— (anziani del popolo) [anciani populi] rendono 



Meldol.i a Bertoldo Orsini (an. 12S0), 42, 42; minac- 
ciati dal conte di Romagna, perchè non volevano 
pagar la taglia da lui imposta (an. 1292), 68, 1-7; 
chiedono soccorsi a Faenza, 12-14. 
Forlì "biblioteca comunale, rie, XLII, ». 3 „. 

— (borghi) [burgi] : Cotogno (borgo del) [burgus de 
Codogno, borgo Cotogni], ora Vittorio Emanuele ; pre- 
tesa origine d. suo antico nome, 68, ». 1 ; per esso 
fuggono le genti d. conte di Romagna (an. 1292), 
26-28 ; Ravaldino [burgus Ravaldini] ora borgo Sajfi, 
4Q, ». 9; vi si azzuffano Francesi e Forlivesi (an. 
1281), 32-33; Rotta [burgus de Rupia] saccheggiato 
e incendiato dalle genti pontificie (an. 12S2), 50, 
28-31; Saffi v. Ravaldino; Schiavonia [burgus, 
qui crat extra portam Sclavanie] saccheggiato e in- 
cendiato dalle milizie di Giovanni d'Appia (an. 1282), 
50, 27-31; Vittorio Emanuele v. Cotogne 
(borgo del). 

— (Campo dell'Abbate) v. Piazza di Santa Croce. 

— (capitani Del popolo) " contrariamente all'asser- 
zione d. Cobelli, continuarono a giungere a Forlì 
cap. d. pop. bolognesi fino al 1272, XXV, 39 e ». 4 „; 
1). Borni Filippo (an. 1270); Lanxbertinì Bonifacio 
(an. 1272); Bosone da Gubbio (an. 1277); GuiSo da 
Montefellro (an. 1281); Guido da Polenta (an. 1291- 
1294); Pagani Mlighinar do da Susinana (an. 1294, 
agosto); (an. 1299-1301). 

— (capitani di guerra) [capitane:] v. Guido da Motf 
tefcltro. 

— (chiese) [ecclesie] : cattedrale [ecclesia calJie- 
dralis]. Nelle sue vicinanze sorgeva il palazzo d.pod., 
24, ». 8; "XXIX, 34-35 e ». 7 „. 

— (citta) [civitas Forlivii, Liviensis, Liviensium civi- 
tas] "rie, XIII, 25 „ ; " assalita dai Ravennati: Faen, 
za muove in suo aiuto (an. 10540 1058?), XXXIII, 
3-5: cf. 9-11; per la podesteria di essa contendono Gal- 
luzzi e Lambcrtini (an. 1269), 10, 23 e ». 6; "XXV, 
19-20, 24-25; XLI, 2S-29: XLV, 27-29 „; "da allóra, non 
avrebbe più accettato pod. bolognesi, XXV, 25-26; 
XLV, 29-30; ma ». S »'■, non volendo accettare ret- 
tori da Bologna, è assediata dai Bolognesi (an. 1273), 

15, 16-20; 11, 25-26; "XI, 36; XXVII, 22-27 a, 22-32 b, 
22-37 e „; "guerra con Bologna, rie, XIX, 7 „; vi è 
menato prigioniero BaruffaMino StOrlitti (an. 1273)1 

16, 9-10 (ma non vi muore in carcere, ». 4) ; ne parte 
l'esercito forlivese per andare in aiuto d. Lamber- 
tazzi (an. 1274), 17, 4-5; vi sono condotti prigio- 
nieri molti di parte manfreda, 18, 1-2; " XXXVT, 
45-48 c\ XXXVII, 8-12 a, 13-13 b, 4-6 d „; "ne partono 
milizie per soccorrere i Faentini, " XXXIX, 45-48 d ,,; 
cf. ». 1 „; vi giungono ambasciatori d. Lambertazzi 
e d. Faentini per chiedere aiuti al com. (an. 1275), 
20, 8-10; " XLII, 17-19 a „; vi si raccolgono gli alleati 
d. Lambertazzi, 20, 11-18; rie, ». 4; vi sono con- 
dotti prigionieri venticinque Cesenati difensori d. 
rocca di Roversano, 22, 10-W; " XXVIII, 23-26: XXIX, 
4-7 „; rie, 24, ». 7; ne sono banditi Paganino Or- 
gogliosi e Guglielmo Ordelaffi (an. 1277), 23-26; trat- 
tano coi Guelfi di Firenze e coi Geremei di Bologna 
di dar loro la e, 26-29; "XXIX, 21-22 „; vi si reca 
Bertoldo Orsini, e vi conduce ostaggi d. due fazioni 
imolesi (an. 1279), 30, 3-6; vi è nuovamente ospi- 
tato Bertoldo Orsini, 40, 6; rie, 42, 29; vi sono pie- 



INDICE ALFABETICO 



14! 



tosamente accolli i Lambertazzi scampati all'eccidio 
di Faenza (an. 1280), 44, 25-45, 1-2, compresi gli 
Accarisi, 47, 8-9; cf. 18-19; 44, >/. S; " forse vi riparò 
lo stesso Cantinelii, XXI, 17-18 „ ; ne escono milizie 
per dare il guasto alle campagne faentine, e tornano 
conducendo seco da San Rollilo ventidue prigionie- 
ri, 45, 27-31 ; le milizie mercenarie di Guido da Mon- 
tefeltro vi mandano ad annunziare che i Faentini 
son fuori di Faenza (an. 1281), 47, 2-3, cf. 46, 21; 
vi son menati prigionieri più che duecento faentini, 
47, 14; vi ritorna l'esercito ghibellino, dopo scorre- 
rie nei territori di Faenza, 22, 29-30, e di Ravenna, 
38-40; vi ritornano gli ambasciatori inviati da parte 
ghibellina al pp., e da lui male accolti, 48, 11-14, cf. 
8-9; rie, 21; Giovanni d'Appia ne vorrebbe espulsi 
tutti i fuorusciti romagnoli colà ricoverati, 23-28; 
si accampa nelle vicinanze, ma Guido da Montefel- 
tro sorveglia che non siano disturbati dai nemici 
i lavori d. contadini, 31-49, 1-9 ; l'esercito pontificio 
capitanato da Giovanni d'Appia muove verso la e, 
24-27; l'assale da presso, 32-50, 1-2, 7-9; vi dimorano 
sempre i fuorusciti di Bologna, Imola, Faenza, Ra- 
venna e Bagnacavallo (an. 12S2), 10-11; Giovanni 
d'Appia occupa i borghi, mettendoli a sacco e a 
fuoco, 25-34 ; i Francesi, sconfitta la masnada d. com., 
entrano in e. uccidendo gì' inermi, 52, 3-8; "XXXI, 
13-15, 21-24 „ ; ma vi sono sopraffatti dai Forlivesi, 
che parte li uccidono, parte li fanno prigionieri, 52, 
13-19; varie versioni di questi fatti, Jo, ». J ; " XXXI, 
5-XXXII, 1-3 „; stretta dalla fame, s'arrende a Guido 
di Montforty comandante le milizie pontificie, 53, n. 1; 
" XXXII, 7-8 „ ; vi è ucciso Aldobrandino Orgogliosi 
(an. 12S5), 54, 6-8; gli Orgogliosi vi uccidono o ne 
scacciano alcuni seguaci d. conte di Romagna (an. 
1286), 55, 7-9 ; i Manfredi e Maghinardo da Susinana 
non riescono ad entrarvi, 9-11; vi sono distrutte le 
case d. Guirioli e di Salimbene Dadoli, 11-12; cf. 
" IX, 17 „ ; i Manfredi e i loro amici occupano la e, 
55, 19-21 ; il conte di Romagna ne esilia gli Ordelaffi 
e gli Orgogliosi (an. 1287), 28-30; vi rientrano pa- 
gando un'ammenda, 35-36; il nuovo conte di Romagna 
Ermanno Monaldeschi vi tiene parlamento gen. (an. 
1288), 57, 32-33; Stefano Colonna vi riceve gli am- 
basciatori romagnoli che ne riconoscono il dominio 
(an. 1290), 60, 1-6; vi si recano i giudici gen. di 
Romagna, 62, 36-37 ; cf. 63, 5-6 ; e Pietro Saraceno, 
leg. apostolico, 5, che vi distribuisce indulgenze, per 
mantenere la e. fedele alla Chiesa, 7-9; è occupata 
senza colpo ferire da Maghinardo da Susinana, Ma- 
latesta e Malatestino, Guido e Lamberto da Polenta, 
con tutte le loro forze di Romagna, 10-20; onde il 
leg. apostolico e i giudici gen. abbandonano la e, 
22-23; vi entra il conte di Romagna Ildebrandino da 
Romena (an. 1291), 39; vi si trattiene più giorni, in- 
sieme col leg. apostolico, 64, 13-14; vi tiene parla- 
mento gen., 15-19; ne parte, 20-21 ; vi ritorna il conte 
di Romagna, avendo lasciato Cesena, 65, 7-8 ; " ne 
riparte, per recarsi ad Imola, XLVI, 18-19 „ ; vi è 
stipulalo il contralto fra ì Polcntani e Stefano Co- 
lonna, per la prigionia e i danni da quest'ultimo sof- 
ferti, 64, ». 1; vi ritorna, 65, 18; vi si conchiude 
la pace fra Imolesi di dentro e Imolesi di fuori, 
34-36; vi confina Imolesi d. due parti, 66, 9-13, 16-20; 



altri ve ne conduce lui stesso, 25-67, 8, vi r'tor- 
na, accolto con onore (an. 1292), 37; vi manda mi- 
lizie, per sopraffare la parte popolare, che non vuol 
pagare la taglia da lui imposta, 68, 8-11; cf. 1-3; 
tumulto in e., e vittoria d. Faentini sugli Orgogliosi 
e sulle genti d. conte, 14-23; vi cavalcano i Faen- 
tini, condotti da Maghinardo, 69, 9-10; le milizie d. 
Lega di Romagna vi ritornano da una fazione pr. 
Cesena, 28 ; cf. 24-28; da una fazione contro Castroca- 
ro, 71, 19-21; vi giungono ambasciatori di Bologna. 
25 ; vi risiede Bandino da Modigliana, cap. gen. d. 
Lega tra Forlì, Faenza e Ravenna (an. 1293), 74, 5-7 ; 
vi è firmata la pace fra il conte di Romagna e i 
com. ribelli (an. 1294), 20-22; vi rientrano gli Orgo- 
gliosi, 75, 11-13; scoppiano tumulti, onde i Calbolesi 
sono espulsi, e alcuni di essi e d. Polentani son fatti 
prigionieri, 18-25 ; giunge Maghinardo e li mette in 
libertà, 26-28; vi si trattiene alcuni giorni Roberto de 
Gernay, conte di Romagna, 76, 8-9; vi ritorna Guido 
da Montefeltro, che il leg. pontificio rimette in pos- 
sesso di tutti i beni e di tutti i diritti (an. 1295), 78, 
25-27 e n. 3; rie, 79, 6; vie accolto onorevolmente 
Pietro da Monreale, 18-19 ; ne parte, 20-21 ; vi entra, 
ed è ricevuto con onore, Guglielmo Durand, 82, 8-9 ; 
mentre la milizia d. com. è a Castelnovo, genti di 
Ravenna, di Cervia, di Rimini e di Bertinoro oc- 
cupano la e. : Maghinardo da Susinana la ricupera, 
scacciando gl'invasori (an. 1296), 86, 6-17; vi si reca 
Uguccione della Faggiola (an. 1297), 87, 34-36; vi 
si reca fr. Agnello da Faenza, per trattar la pace 
fra Lambertazzi e Bolognesi intrinseci (an. 1299), 
91, 4-5; vi sono accolti con onore il pod. e gli am- 
basciatori di Bologna, 12-14; vi si reca il conte di 
Romagna, Matteo d'Acquasparta (an. 1300), 94, 41-42; 
vi si trattiene Guido di Raule Zambrasi, esule da 
Faenza e gravemente ferito {an, 1306), 96, 10-12; cf. 
». /; vi si reca Napoleone Orsini, 97, 35-36; cf. n. 4; 
vi giungono soldati dalla Campagna romana, 36-37. 
" Postille al Cantinelii, riferentisi a Forlì, IX, 1-35 „ ; 
prosperità di Forlì ai tempi d. Cobelli, XX, ». / „ ; 
" rie, XLIX, 5; L, 14 „. 
""orli (cittadini notabili) : Ordelaffi Francesco, 
pod. di Faenza (an. 1303), 95, 29-30; Ordelaffi Or- 
delaffo, pod. di Faenza (an. 1297), 87, 37-88; Orde- 
laffi Tebaldo, pod. di Faenza (an. 1274), 18, 5-8; 
" XXVII, 2-6 a e b „ ; " XXXVII, 20-28 a, 20-24 b, 
19-23 e, 19-22^; XLVII, 13; cf. 13-17,,; Ordelaffi 
Tederico, pod. di Cesena (an. 1275), 22, 17-18; Or- 
gogliosi Lamòertuccio, pod. di Faenza (an. 1303), 
95, 30-31 ; Orgogliosi Marchesino, pod. di Faenza 
(an. 1296), 86, 18-20; Orgogliosi Orgoglioso, pod. 
di Cesena (an. 1275), 22, 17-18; Orgogliosi Superbo, 
pod. di Faenza (an. 1274), 18, 5-8 ; " XXVII 2-6« eb; 
XXXVII, 20-28 a, 20-24 b, 19-23 e, 19-22 d; XLVII, 13; 
cf. 13-17,,; Peppi Galeotto, cap. d. Lambertazzi di 
Faenza (an. 127S), 26, 21-22 e ». 4. 
— (comune) [comune Forlivii\ " ghibellino e tradizio- 
nalmente nemico di Bologna, XXV, 30-31 „ ; u in guer- 
ra con Faenza (an. 11 26), XXXIV, 5-6 „; " questione 
tra Forlì e Bologna, a causa d'una strada costruita 
dai Bolognesi a Cervia (an. 1160); ne dà notizia il 
solo Cobelli, che forse la derivò dalla parte d. Chro- 
nicon cantinelliano ora perduta, XXXII, 20-37»; al 



142 



INDICE ALFABETICO 



pop. dì Forti avrebbe Federico II raccomandato Faen- 
za dopo l'assedia (an. 1241), 4, n. io; " XLIV, 23-25 
[cf. Faenza, Federico II, Cobelli Leone]; "dal 1269 
non avrebbe più accettato pod. bolognesi, XXV, 25-26 ; 
XLV, 29-30; ma n. J „ ; aiuta i conti di Modigliana 
contro il com. di Faenza (an. 1272), 15, 11-13 ; in 
guerra con Bologna, perchè non vuol più accettarne 
i rettori (an. 1273), 16-20; cf. 11, 25-26; "XIX, 7„; 
sue trattative di pace con Bologna, per intromissione 
di Odoardo d'Inghilterra; non approdano, 11, 28-30; 
cf. 16, 5-6; « XV, 26, 28; XVI, 17-22; XXVI, 27-37 a, 
32-35 3, 37-38-XXVII, 2-10 e: rie, 16 <: „ ; combatte 
felicemente coi Bolognesi, di cui parecchi 
restano morti, 16, 7-9; muove in aiuto d. Lam- 
bertazzi (an. 1274), 17, 4-5; " XXXV, 17-22 a, 17-21 b, 
13-23 e, 17-20 d „; occupa Durbecco, 17, 5-6; " XXXV, 
23-25 „; fortifica Faenza, 17, 15-16; "XXXVI, 16-21 a 
eb „; cavalca a Castel San Pietro, 17, 17-18 ; * XXXVI, 
21-25 a e b, 21-22 e, 21-24 <f „ ; e a Solarolo, di cui s' im- 
padronisce insieme con gli Accarisi, 17, 22-24; 
" XXXVI, 39-47 a, 43-XXXVII, 2-4 b ; XXXVI, 30-44 d; 
cf. 42-46 e „; suoi ambasciatori a Faenza (an. 1275), 
20, 7 ; richiesto di aiuto dai Larabertazzi e da Faenza, 
8-10; " XLII, 17-19 a „; manda cav. e pedoni in gran 
numero, che con i Faentini e i Larabertazzi scon- 
figgono i Geremei a San Procolo, 20, 15-32; ritorna 
in Faenza, 21, 8-9; cavalca con gli alleati a Cervia 
e la prende, 24-29, n. 4; occupa Ro versano, 32-36; ne 
assedia la rocca, e costringe i difensori a rendersi, 
22, 6-14; "XXVIII, 22-26 „; tratta generosamente i 
vinti, e s'accorda subito con Cesena, 14-17; "XXVIII, 
28-30, 39-41 „; manda a Cesena due pod. forlivesi, 22, 
17-18; "XXVIII, 30-31; 41-XXIX, 1 „; coi Lambertazzi 
di Faenza, dà il guasto alle terre di Ugolino Fan- 
tolini (an. 1276), 23, 26-29: assedia Bagnacavallo (an. 
T277), 24, 4-12; fa costruire contro di essa un castello 
pr. Cotignola, n. 4; Bagnacavallo gli si arrende, n.j; 
bandisce come ribelli Paganino degli Orgogliosi e 
Guglielmo degli Ordelaffi e ne abbatte le case, 25-26 
e n. 8; i Bolognesi vogliono impedire ai Faentini 
di soccorrerlo, 25, 14-16; insieme coi Larabertazzi e 
coi Faentini, e sotto il comando di Guido da Mon- 
tefeltro, riprende Civitella uccidendone o facendone 
prigionieri i difensori, 24-35; cf. " XXVI, 3-8 „; s'ac- 
corda coi Cesenati (an. 1277?), 22, 16-18; condanna 
al carcere perpetuo Paganino Orgogliosi, Guglielmo 
Ordelaffi ed altri, 26, 11-13; gli si ribella Ranchio, 
13, 25-26; ma è sottomessa (an. 1278), 13, 27-29; 
" XXIX, 22 „: cf. 26, n. 2; assedia il castello di Cai- 
boli, 27, 23-33; va coi Lambertazzi a liberare 
Piancaldoli assediata dai Geremei, 26, 22 e n. 4; 
riceve in dedizione Calboli, 33-35; lo distrugge, 35-36; 
cf. "VI, 16-18 „; rie, 42, n. s; sconfigge a Dur- 
becco ì Faentiniene fa molti prigionieri 
(an. 1281), 46, 17-26; 47, 1-5 [v. Forlivesi] ; suol am- 
basciatori pr. la Curia pontificia in Orvieto, avendo 
avuto male accoglienze, tornano in patria, 4S, 8-14; 
non consente a scacciare Guido da Montefeltro e i 
fuorusciti romagnoli. '■ ome vorrebbe Giovanni d'Ap- 
pia, 28-29, cf. 23-25 ; confisca i beni di certi traditori, 

49, 22-23; manda ambasciatori al pp., perchè assegni 
una sede ai Ghibellini rifugiati iu Forlì (an. 1282), 

50, 9-13; il pp. persiste a voler che Forlì li scacci 



dalle sue mura, onde gli ambasciatori partono sde- 
gnati, 13-22, ». 2; rie, 23; la cavalleria d. com. è so- 
praffatta dalla francese, 52, 3-5, cf. jo, n. Si " XXXI, 
13-15 „ ; " vigorosa resistenza opposta all'esercito pon- 
tificio, XXI, 19-20 „ [v. Forlivesi] ; pace tra Faenza e 
Forlì (an. 1287), 56, 3-4; pace tra il conte di Romagua 
e Forlì, 20-21, 23-23 ; il legato apostolico, Pietro Sara- 
ceno, si adopera a conservarlo fedele alia Chiesa, 63, 
7-9; manda ambasciatori a Faenza per trattare con II- 
debrandino da Romena la pace gen. di Romagna (an. 
1291), 42-64, 1-2; minacciato dal conte Ilde- 
brandino, perchè non consente a pagar 
la taglia da lui imposta (an. 1292), 68, 1— il 5 
manda a Faenza per soccorsi, 12-14; stringe 
alleanza con Faenza e Ravenna, e il pod. di Forlì, 
Bandino da Modigliana, è fatto cap. gen. d. lega, 
40-42; cf. 69, 13-15; le sue milizie, con quelle 
d. com. allea ti, minacciano Cesena e il conte di 
Romagna, 24-28; trattative di pace col conte stesso, 
mercè l'intervento di Aghinolfo da Romena, 11-70, 
1-6; dà il guasto alle terre di Rertinoro, 21-25; mette 
il campo avanti a Cesena, 25-27; s'accorda con gli 
alleati e coi Malatesta per rimettere i costoro amici 
in Cesena e in Bertinoro, 27-34; leva il campo, 37-53: 
assale Castrocaro, tenuto da Aghinolfo da Romena, 
71, 19-20; torna a Forlì, 20-2) ; riceve ambasciatori e 
lettere da Bologna, che chiedono non sia fatta offesa 
al conte di Romagna, né a quei di Valbona, 25-31 *, 
Orsarola è sua proprietà, 30-31; manda ambasciatori 
al parlamento d. com. in Faenza, 41-42; cf. 35-38; 
respinge l'arbitrato di Bologna circa le 
discordie dei com. col conte di Romagna, 
35-72, 1-2 e 8; toglie il bando agli Orgo- 
gliosi (an. 1294), 75, 11-13; fa alleanza con Azzo Vili 
d'Este e coi Lambertazzi (an. 1296), 84, 12-U; aiuta 
i conti di Castrocaro a riprendere il loro castello 
occupato dal conte di Romagna, 24-29; prende parte 
alla guerra contro Bologna, 85, 19-20; sta all'assalto 
di Castelnovo 86,8-9; Ravenna gli è nemica, 
87, 10; manda ambasciatori ad Azzo d'Eete 
(an. 1297), 25-32; trattative di pace e pace definitiva 
fra il com. e Bologna (an. 1299), 90, 37-91, l-ll, cf. 
». 2; manda ambasciatori al parlamento di 
Canazosia (an. 1301), 95, 5-6; stringe alleanza con 
Bologna, Faenza, Imola, i Pistoiesi intrinseci e i 
Bianchi di Firenze (an. 1303), 25-23; con Cervia e 
Cesena, ». 2; manda ambasciatori a Faenza, 
per trattar gl'interessi d. lega (an. 1303), 
32-35; con l'aiuto d. Faentini s'impadronisce di Ber- 
tinoro scacciandone i Calbolesi, 97. 2\-:ì. 
Forlì (consiglio del popolo) [consilium populi] non vuol 
pagare la taglia imposta dal colile di Romagna (an. 
1292), 68, 1-2. 
— (consiglio GENERALE) {generale consilium], delibera 
d'andare contro Calboli (an. 1278), s6 t ». 4; non vuol 
pagar la taglia sui soldati imposta dal conte di Ro- 
magna (an. 1292), 68, 1-2; vi son lette le lettere di 
Bologna, esortanti a cessare dalle ostilità contro il 
conte di Romagna, 71, 25-23. 
- (contado) [comitatHS, districtus F.] gli alleati di 
Zappettino Ubert'ni vi danno il guasto, per disto- 
gliere l'esercito di Bertoldo Orsini dall'assedio di 
Moutevccchio (an. 1280), 42, 36-39; cf. 32-36; invaso 



INDICE ALFABETICO 



14 



dalle milizie fiorentine e d. Gcrcmei, comandate da 
Guido Salvatico (ati. 1277), 25, 16-18, cf. 12-14; rie, 
48, 32; v. Civitella', Meldola; Montevecchio ; Villa- 
nova. 
Forlì (contrade) [conlrate] : Scihavonia [contrata Sciava- 
mo], i Manfredi vi prendono un fortilizio (an. 1286), 
55, 19-21 ; vi si adunano i popolani condotti dai Cal- 
bolesi, per resistere a Ildebrandino da Romena (an. 
1292), 68, 17-19; cf. 14-16. 

— (famiglie illustri) v. Ordelajji ' ; Orgogliosi. 

— (Forum) v. Piazza di Santa Croce. 

— (fossi;) [foveae, fossae] riempite per ordine d. pp. (an. 

1283), S3> »• '• 

— (giudici) v. Bonfigliolo di Vitale. 

— (palazzo del podestà o del popolo) [pallacium, 
pallatium populì, pala t in m communis, palati um pote- 
statis] " pr. la cattedrale, 24, ». 8; XXIX, 34-35 e ». 7 „; 
cf. Ji, n. 1 ; incendialo da Paganino degli Orgogliosi 
e Guglielmo degli Ordclaffi (an. 1277), 24, n. 8; cf. 
u XLV, n. 6 „\ incendiato di nuovo (an. 1280), 41, 4-5; 
vi è stipulato l'accordo pei danni recati dai Polentoni 
a Stefano Colonna (an. 1291), 64, ». 1 ; vi è stipulata 
la pace fra gli Alidosi e il com. d'Imola (an. 1291), 
65, 34-36; il conte di Romagna vi raccoglie le sue 
milizie per combattere i popolari (an. 1292), 68, 
14-17; "rie, LVII, 15-16 b „. 

— ( piazza di Santa Croce) [platea ciz'itatis] Pan- 
lieo Forum; più tardi Campo dell'Abbate, Ji, ». j; 
Guido da Montefeltro vi raccoglie a parlamento i 
cittadini, eccitandoli a combattere (an. 1282), 50, 
35-51, 1-7, n. 1; "XXXI, 35-37,,; vi combattono i 
Faentini alleati d. popolari forlivesi contro le milizie 
d'Ildebrandino da Romena e degli Orgogliosi (an. 
1292), 68, 19-23. 

— (podestà di) [potestates] la podesteria di Forlì è oc- 
casione di discordie in Bologna fra Galluzzi e Lam- 
bertini (an. 1269), 10, 23; * XXV, 19-20, 24-25 „; " se- 
condo alcuni scrittori, d'allora in poi i Forlivesi non 
avrebbero più voluto pod. da Bologna, XXV, 25-26; 
XLI, 29-30 „; io, n. 6; " ma in realtà continuarono 
ad averne fino al 1272, XXV, 39 „; cf. " XLT, ». 5 „ ; 
v. Ligapasseri Filippo (an. 1269); ScannabeccJii Gu- 
glielmo (an. 1270); Onesti Vincenzo (an. 1277); Fran- 
cesco Guglielmo (an. 12S1); Orgogliosi Paga /ino (an. 
1282?); Pagani Maghinardo da Susinana (an. 1286, 
novembre); Par ci f adi Ugolino (an. 129 1); B andino 
da Modigliafia (an. 1292); Lamberto da Polenta (an. 
1292); Maghinardo da Susinana (an. 1294, settem- 
bre-1295, febbraio). 

— (porte) [porlae]. Per ordine d. pp. ne son tolte le im- 
poste (an. 1283), 53, ». /; dei Cotogni, pretesa ori- 
gine di questo nome, 68, n. 1; v. borghi; della Rotta 
[de Rupia] notizie su di essa, ». 4; ne escono i For- 
livesi per combattere coi pontifici (an. 1284), 51, 
7-52, 1 ; per essa i Francesi invadono la e, 5-8 ; 
* XXXI, 14 „ ; di San Biagio [porta Sancii Blaxii], 
per essa entra in e. una parte dell'esercito di Ma- 
ghinardo da Susinana (an. 1290), 63, 18; notizie, 
». 1; di San Pietro [porta Sancii Pelri] occupata 
da una parte delle milizie di Maghinardo (an. 1290), 
63, 19; ora porta Mazzini, ». 2; Mazzini v. porta 
di San Pietro', "Schiavonia [Sclavanie], 50, 27-28, 
»• S> 4> " Valeriana, XXXI, 22 „. 



Forlì (quartieri) [porlae], rie, 47, 6-7. 

— (savi) [sapirntrs] chiamati a Faenza per discutere le 
proposte di Firenze sulla pace tra Bologna e i co:'-:, 
romagnoli (an. 1292), 73, 1-3; cf. 72, 36-40. 

— (serragli) [serallià\\ del Borgo della Rotta [se- 
rallium burgi de Rupia], rie, 50, 28-29; della Co- 
lomba [serallium Colnnhe], rie, 50, 28. 

— (torri) [turcs] abbattute per ordine d. pp. (an. 1283), 
J'J» »• *• 

— (vescovi) v. Rodolfo; [Taddeo]. 

Forlì, Faenza ed Imola (capitano di) [capitancus ci. i- 
tatum Forlivii, Favcncie et /mole] v. Maghinardo da 
Susi/tana (an. 1300-1301). 

Forlì, Faenza e Ravenna (capitano di) [capitancus ge- 
nerate societalis. ..] v. B andino da Modigliana (ar 
1293). 

Forlimpopoli [Forlinpopilium, Forumpopilium, Forumlin- 
popilium, Forinpopiilum, Pompilio] rie, jo, » 1; 63, 
». 1; si arrende alle milizie potiti fide (an. 1283), -;-■, 
». / ; che le danno il guasto, ibid. ; rie, 65, 1-2. 

— (quei di) [tilt de Forumpopilio; militcs et populares 
Forumpopilii; partes Forumpopiìii], I fuorusciti trat- 
tano di pace coi Ghibellini (an. 1276), 23, ». 2; i par- 
titi avversari mandano sindaci a pp. Nicolò III, per 
compromettersi in lui di loro discordie (an. 1278), 
28, 9-11; cf. 3-6; milizie di Forlimpopoli danno il 
guasto alle campagne fra Ravenna e Forlì (an. 12S1), 
47, 35-40; condotti da Maghinardo da Susinana e da 
Lamberto da Polenta, e insieme coi Ravennati, Ri. 
minesi, Cesenati ecc., occupano Forlì (an. 1290), 63 
14-20; cf. 10-11; col loro aiuto gli Accarisi rientrano 
in Faenza (an. 1306), 96, 6-9. 

Forlivese (Porta) v. Faenza (porte). 

Forlivesi [Forlivienses, Livienses, Foroliviani] " aiutati 
dai Faentini a riparare le mura d. e guasterai Raven- 
nati (an. 1054 ° JOS 8 ?)' XXXIII, 4-5 „; " secondo alcu- 
ni cronisti sarebbero mossi in aiuto di Faenza assa- 
lita dai Ravennati (an. 11 26), 5-7, 11-13,,; ma evi- 
dentemente tal fatto è quel medesimo che gli Annalcs 
Caesenates narrano all'an. 1069, n. 1 „; " invece nel 
1 126 i Forlivesi erano in guerra con Faenza, XXXI V 
5-12 „; " nemici dei Bolognesi, perchè questi costrui- 
scono una strada da Bologna a Cervia per togliere 
a Forlì il vantaggio d. gabelle (an. 11 60), XXXII 
20-24,,; "si querelano all'imp. Federico, e muovono 
con Cristiano vesc. di Magonza contro l'esercito 
bolognese, che sconfiggono, 25-35,,; "in guerra coi 
Faentini (an. 1168-71), XXXIV, ». /„; "secondo 
una tradizione molto diffusa fra i tardi scrittori di 
cose romagnole, Federico II avrebbe affidato Faenza 
ai Forlivesi (an. 1241), IX, 4-35; XLI, 18-20 „; "XLIV, 
23-25 „; cf. 4, ». io; " probabile origine, e inesattezze 
di questa tradizione, XLIV, 25-XLV, 1-4 „; "per in- 
tervento di Pietro da Verona, Faenza concede loro 
la remissione dei danni sofferti nelle ultime guerre 
(an. 1249), XVI, 2-6 „; rie, 4, ». 9; non vogliono più 
rettori bolognesi (an. 1269), io, ». 6; "XXV, 26 „; 
"confutazione di questa notizia data dal Cobelli, 39 
e n. 4 „; " sdegnosa risposta attribuita loro dal Co- 
belli, a Bologna che voleva mandare a Forlì suoi ma- 
gistrati (an. 1273), XXVI, 29-31 e; XXVII, 26, 35-36 „; 
s'accordano coi Lambertazzi, 16, 3-5; liberano e trat- 
tano cortesemente Baruffaldino Storlitti, caduto pri- 



144 



INDICE ALFABETICO 



gioniero in b., 16, 9-10; " XXVII, 2-6 b, 20-25 e, 38-39,,; 
andando a Bologna per soccorrere i Lambertazzi, ten- 
tano di entrare in Faenza (an. 1274), 17, 5-7; " XXXV, 
23-29 a e b, 13-29 e, 23-27 a* „ ; stanno una notte pr. il 
Lamone, 17, 7-9; " XXXV, 29-35 a, 30-35 b, 33-34 e, 30-- 
33 d „; passano il Marzeno e vanno al ponte dell'Ar- 
co, 17, 9-10; " XXXV, 36-41 a, 36-40 b, 34-37 C, 36-39 d „ ; 
sono introdotti in Faenza dagli Accarisi, 17, 10-U; 
"XXXV, 42-XXXVI, 2-5«, Tri 6, 2-3 e, 2-4 d „; for- 
tificano Faenza, 17, 15-16; "XXXVI, 16-21« e b„; 
condotti da Guido da Monte feltro, vanno a Castel 
San Pietro, 17, 17-18; "XXXVI, 21-28«, b, d; cf. 
21-22 e „; tornando a Faenza, assaltano i Manfredi 
a Solarolo e lo prendono, 17, 19-24; "XXXVI, 28- 
47«, 29-XXXVII, 1-4 b; XXXVI, 41-48 e, 30-44 d „; 
due di essi sono el. pod. di Faenza, 18, 5-8; " XXVII, 
2-6« eb; XXXVII, 20-33«, 20-32 b, 19-23 e, 19-26 d „\ 
" XLVII, 14-18, 21-22,,; condotti da Guido da Monte- 
feltro, XXXIX, n. t, prendono parte al primo 
combattimento pr. San Procolo (an. 1275, aprile), 
XL, 9-12 e „ ; loro masnada alla b. di San Procolo 
(giugno), 20, 28; cf. " XLII, \%b„; circondano i 
Bolognesi, 20, 31-32; spogliano l'accampamento d. 
Geremei, 21, 12-16; hanno il castello di Cervia, per 
tradimento d. cap., n. 4; moltissimi Forlivesi con- 
giurano di dar la e. ai Guelfi (an. 1277), 24,26-29; 
" XXIX, 30-31 „ ; muniscono la rocca di Civitella, 25, 
18-22; "XXIX, 31-32 w ; sono sconfitti e fatti prigio- 
nieri dal com., 25, 32-34 ; condannati al carcere per- 
petuo, 26, 11-13; gli intrinseci cavalcano a Piancal- 
doli contro i Geremei (an. 1278), 26, n. 4; gli ul- 
timi ribelli si rinchiudono in Calboli, 
27, 24-27; ma finiscono per arrendersi al 
com., 33-35; cf. "VI, 16-18, 23 „; i partiti avversari 
mandano sindaci a Nicolò III per sottoporre all'ar- 
bitrato d